Copia Di STORIA ROMANA
Copia Di STORIA ROMANA
Uno dei riferimenti di Livio sono le tabulae dealbatae: tavole che venivano esposte fuori
dalla règia (che era abitazione del re e poi del pontefice massimo): ogni anno il pontefice
massimo aveva a disposizione una tavola bianca, su cui poneva l’intestazione attraverso la
menzione di consoli e altri magistrati: su di essa annotava giorno per giorno i fatti salienti, in
patria e in guerra, per terra e per mare. Vennero distrutte nell’incendio del 390 a.C. e
verranno ricostruiti solo nel 130 a.C. e da lì verranno usati degli annalisti.
7 MONTES -> Roma è nata anche grazie alla popolazione che abitavano nei 7 colli e sono
state inglobate.
Alle pendici del Palatino vi era una realtà commerciale ideale (si vendevano animali) Foro
Boario, al Foro Oritorio si vendevano le erbe. Vi era inoltre la via del sale ->
fondamentale elemento di ricchezza.
N.B. Sul Campidoglio vi è il tempio a Giove (Giunone e Minerva)
MONARCHIA
Alternanza latina sabina
Romolo e correggente Tito Tazio
Numa Pompilio
Tullio Ostilio
Anco Marcio
Monarchia etrusca
Tarquinio Prisco
Servio Tullio
Tarquinio il Superbo
Eccezione epigrafica: Lapis Niger VI a.C.: legge emanata dal re. Si chiama pietra nera perche
in quel punto il foro era pieno di pietre nere. Era un luogo sacro, l’iscrizione ha un
andamento bustrofedico. Quel luogo era stato scelto come luogo centrale per le politica
romana.
Romolo aveva distribuito ciascun paterfamilias l’heredium (2 iugeri= mezzo Ettaro)
sufficiente per garantire la sussistenza di una famiglia ed il suo possesso poteva essere
trasmesso in eredità.
Una società aperta e multietnica:
L’istituto dell’asilo
Titi Livio: racconta come già dalle origini Roma fosse una città aperta e multietnica
Dionigi di Alicarnasso: dice che Roma accoglie stranieri di ogni tipo, liberi, schiavi,
fuggiaschi e crea nel Campidoglio un altro luogo di raccolta. Dunque il Palatino è stato un
centro attrattivo nei confronti dei villaggi limitrofi.
07.10.2024
Su ogni re romani vengono costruiti racconti che li distinguono l’uno dall’altro.
Romolo, la sua priorità è quella di aumentare il corpo civico (Romolo aprì un asilo,
dice Tito Livio, un posto di rifugio x tutti). Un’altra qualità è la sua preoccupazione di
garantire sussistenza (heredium, 2 iugeri ossia mezzo ettaro) per una famiglia e così
che il suo possesso potesse essere trasmesso anche in eredità.
Tito Tazio e il Ratto delle Sabine, monete romane di età repubblicana. (unione di
etnie diverse, sabini, latini, romani)
Numa Pompilio, istituzioni religiose. Livio ci dice che Numa Pompilio sceglie i senatori
e scelse come pontefice Numa Marcio, referente degli aspetti più importanti della vita
umana.
Anco Marcio e la fondazione di Ostia. Ostia era il punto finale della via salaria (il
controllo sulle saline era fondamentale, poiché il sale era fonte di ricchezza)
Gli animali all’inizio erano la moneta sonante, venivano utilizzati come forma di
pagamento -> pecus = animale da cui pecunia = moneta.
Regime monarchico e aspetti istituzionali: la società si divideva in tre gruppi Tities (sabini),
Ramnes (romani/latini) e Luceres (etruschi). Ogni gruppo o tribù era costituito da 10 curie e
ogni curia prevedeva 3000 uomini alle quali si accedeva per diritto di nascita. LEX CURIATA
DE IMPERIO = potere ratificato:
Rex, con carica elettiva nominato dai senatori
Senato, 300 membri con ruolo politico centrale, responsabile della nomina del re e
titolare dell’interregnum
Gens, gruppo di famiglie che avevano un antenato in comune, condividevano costumi
religiosi e funerari, avevano lo stesso nomen di famiglia e potevano formare milizie
private
Familia, cellula di base comprensiva di proprietà e schiavi sotto l’autorità del
paterfamilias
PERIODO ETRUSCO
POTENTATO DI NOBILITAS DI TARQUINIA
Gli etruschi introdussero aspetti relativi al miglioramento della convivenza di un numero
sempre più alto di cittadini, con trasformazioni importanti sul piano edilizio.
Area Sacra di S. Omobono era caratterizzata dalla presenza di etruschi
Servio Tullio
Gli antichi si ponevano già il problema della sua origine. Forse il suo nome testimonia
un’origine servile. Una delle spiegazioni migliori viene dall’archeologia. Da una città etrusca
vengono dei dipinti (tomba di francois di vulci). Nel dipinto viene raffigurata una battaglia
militare e in questo dipinto è raffigurato Servio indicato come Mastarna, ossia Magister (ce
lo dice l’imperatore Claudio con la tavola di Lione, in cui si narra dell’origine di Servio Tullio).
Lapis Satricanus, testimoniano la presenza antica di eserciti militari – fine IV inizi V a.C.
Servio Tullio è famoso per la riforma centuriata (IMPORTANTE X ESAME): presuppone una
distinzione della società in cinque classi. Egli prese dal mondo della magna grecia la falange
oplitica, poi creò questo sistema secondo cui le vecchie tribù perdono significato e ora la
tribù è legata al luogo di residenza. Roma viene suddivisa in 15 tribù rustiche e 4 urbane.
Vengono istituiti i comitia tributa.
La trasformazione di carattere sociale e militare avviene con la divisione in cinque classi,
secondo il sistema timocratico perché viene da un termine greco che vuol dire ricchezza,
quindi la società viene divisa in base alle ricchezze che hanno. La prima classe è composta
da due gruppi, uno di 80 centurie e uno da 18 (cavalieri). L’ultima classe era la più povera, si
armavano con mezzi come zappa, asta di legno… questo sistema di divisione in base alle
ricchezze riguarda quella fase in cui ogni cittadino è anche soldato CIVIS MILES. La divisione
era tra cavalieri, opliti (fanti senza cavallo), intra classem (non convocati).
I comizi centuriati: chi votava era la prima classe di censo insieme ai cavalieri, dunque
spesso non si arrivava a sentire il parere delle altre classi, perché con loro si arrivava già a
delle conclusioni. La prima classe di censo era sempre in accordo tra loro, quindi non si
arrivava mai ad interpellare alla seconda classe di censo.
LA CACCIATA DEI TARQUINI, fine VI – inizi V secolo a.C.: la cacciata dei re avviene con un
atto di violenza, il figlio di Tarquinio piegò la castità di Lucrezia
09.10.2024
Furono creati i primi consoli: Bruto e Collatino. Sul secondo ci sono dei dubbi.
Riguardo alla cacciata dei Tarquini Tito stesso riporta anche un’altra tradizione, che narra
che Tarquinio si rivolge a Porsenna, il re di Chiusi, città etrusca, per riprendere il comando
della città di Roma. Non sappiamo quanto sia vera questa storia, ma Tito Livio ci tramanda
episodi costruiti per salvare l’onore dei romani, probabilmente furono loro a chiedere aiuto
al re Porsenna il quale avrebbe concesso lui stesso il consolato al posto della carica di re.
LA “VERA STORIA” di Porsenna:
Il caso di Orazio Coclite: di fronte all’avanzata degli etruschi fa un atto di eroismo per
difendere la città di Roma, in particolare il ponte Supplicio, ‘unico che permetteva di
guadare il Tevere e passare il ponte significava riuscire ad entrare in città. Si racconta
che lui da solo fermò l’avanzata degli etruschi
Il caso di Muzio Scevola: il famoso episodio in cui si bruciò la mano nel braciere di
fronte al re Porsenna. Muzio, confondendosi in mezzo agli etruschi, avrebbe tentato
di ammazzare Porsenna e non riuscendoci si punì bruciandosi.
Il caso di Clelia: lei è stata rapita dagli etruschi insieme a un gruppo di romani e con
fermezza, eludendo l’attenzione delle guardie etrusche, porta un gruppo di donne
romane e le spinge ad attraversare il Tevere con lei a nuoto perché al di là del ponte
Supplicio, la parte di Trastevere, non era terra romana, bensì etrusca, ci vorrà la
guerra contro Velio x acquisire anche questa parte. Quindi Clelia sono dall’altra parte
del Tevere perché lì era territorio etrusco, lei attraversa il fiume e Porsenna si adira e
pretende che lei venga restituita come ostaggio, ma quando ebbe una conversazione
con lei ne ammira così tanto il coraggio che decide di lasciarla libera e di liberare
anche altri ostaggi. È la prima donna romana a cui i romani si sentirono in dovere di
dedicare una statua, dopo di lei sarà Cornelia, madre dei Gracchi.
REPUBBLICA
509 a.C. – 27 a.C.
Cacciato il re, inizia il periodo repubblicano, lunghissimo. Quasi cinque secoli.
A caratterizzare questo cambiamento di status all’interno della compagine romana
innanzitutto il fatto di nominare due magistrati, che implica una collegialità magistratuale
ossia Civitas e Res publica. Un console poteva controllare l’attività dell’altro e far sì che
nessuno dei due prevalesse sull’altro, in questo modo si evitava di tornare al sistema
monarchico, questo perché vigeva tra i romani la PAURA di tornare alla monarchia.
Chiunque volesse istaurare un sistema monarchico sarebbe stato condannato a morte.
Questi consoli avevano potere militare (imperium) ed erano scelti dai comizi centuriati. I
consoli convocavano le assemblee popolari. Accanto ai consoli, che avevano una durata
annuale, vi era la figura del dictator, un magistrato scelto dai consoli e nominato solo in casi
di emergenza e stava in carica solo sei mesi. Interveniva nei casi di sedizioni, anche esso
aveva il potere militare, poteva comandare l’esercito (imperium).
Vengono creati degli exempla, degli esempi, figure esemplari: Spurio Cassio (tre volte
console), Manlio Capitolino, Spurio Melio
I cosiddetti Antichi latini avevano costituito una sorta di stato intorno a Roma fondando
anche tante colonia e Roma essendo confinante con i territori dei latini venne coinvolta in
queste campagne militari finché si arrivò a uno scontro che vede i romani vincere sui latini
(prisci latini): battaglia del Lago Regillo 496 a.C., battaglia caratterizzata secondo la
tradizione da mito e realtà. In questa battaglia vincono i romani, in collaborazione con gli
dei, secondo la tradizione (PAX DEORUM) = ogni scontro è sostenuto dal volere divino, nella
tradizione romana. Una volta sconfitti i latini entra in gioco Spurio Cassio, che nel 493 a.C.
stabilisce un patto (Foedus Cassianum) ossia un’alleanza che prevedeva accordi bilaterali
con i latini, quando entravano in guerra o gli uni o gli altri, dovevano sostenersi a vicenda.
Nel 486 a.C. = accusa di alto tradimento (PERDUELLIO) rivolta a Spurio Cassio che viene
condannato a morte.
V – VI a.C.
Recessione economica e crisi sociale
Conflitto tra patrizi e plebei
Secessione dell’Aventino: i plebei si rifiutano di combattere per cercare di sconfiggere
l’ennesimo popolo limitrofo e acquisire le terre di quel popolo, stanchi delle continue guerre
alle quali Roma partecipava sempre.
Serrata del patriziato (Gaetano De Sanctis): i patrizi che difendono i loro ruoli predominanti
ai danni dei plebei, monopolizzando tutte le istituzioni e c’è una sorta di chiusura
endogamica, all’interno dello stesso gruppo sociale. Solo le famiglie patrizie continuavano il
governo della repubblica
I PATRIZI E PLEBEI
Distinzione di tipo giuridico
Distinzione di tipo economico sociale
Poche certezze: i patrizi (patres) detentori del potere politico, posizione privilegiata in
virtù di speciali prerogative di stirpe, detenevano i sacerdozi e i riti con cui si garantiva
la pax deorum, erano composti da ricchi possidenti
Plebei: non – patrizi ovvero nucleo eterogeneo “deprivato” a vari livelli, proveniente
da aree rurali del suburbio, alle dipendenze o subordinati rispetto ai patrizi: clienti,
indebitati, lavoratori, artigiani e piccoli proprietari terrieri, soldati e altri cittadini
3 costanti nella storiografia riguardo a patrizi e plebei:
Distribuzione delle terre (ager publicus)
Equiparazione politica e possibilità di accedere alle cariche pubbliche (uno dei
cambiamenti fondamentali avverrà quando al consolato saranno ammessi i plebei)
Eliminazione del problema dell’indebitamento
Ager publicus: terre pubbliche, acquisite grazie alla conquista militare che diventavano terre
di Roma che appartenevano in linea di principio al popolo romano, anche se in realtà erano
cedibili a titolo gratuito o tramite pagamento di un canone a un singolo proprietario
Ager romanus: terre di Roma suscettibili di varia utilizzazione, inclusa quella di divenire
proprietà privata di un cittadino romano (ovviamente patrizio)
Ager compascus: campi dove tutti i romani potevano far pascolare le proprie bestie
La parola Stipendium viene da due termini latini, infinito pendere (pesare) e stips ha
l’accezione di quantità considerevole di pezzi di bronzo.
Libripens è un tizio che si occupa di pesare il bronzo e accertarsi che venga pagato in modo
adeguato.
Nelle fonti: connessione tra indebitamento, usura e conflitti sociali tra patrizi e plebei (V – VI
a.C.).
Un caso di ricorrente indebitato è il soldato. Un passo di Tito Livio racconta di questo
soldato che corre nel foro e manifesta già dai vestiti la sua condizione povera.
14.10.2024
Il soldato racconta le sue vicissitudini, mostrando le sue ferite di guerra e di fatica del lavoro.
Gli era stato imposto anche il tributo di guerra, stipendium militare, uno stipendio che viene
dato ai soldati. Difficile stabilire a quanto ammontasse questo stipendio, dato che non vi era
ancora una moneta effettiva.
L’iter giudiziario del debitore insolvente: il debitore viene giudicato inadempiente dal
pretore (iudicatus) nel Comizio. Dopo trenta giorni dalla condanna se il debito non era
estinto, il debitore si sottoponeva ad un processo giudiziario ufficiale (manus iniectio). Se in
questa fase non interveniva nessuno a farsi garante (vindex), il pretore procedeva alla
cosiddetta (addictus), ossia, il debitore veniva portato nell’abitazione del creditore e qui
incatenato con ceppi, pesanti catene. La detenzione si protraeva per sessanta giorni,
durante i quali il creditore portava il debitore di fronte al pretore nel Comizio, presso il
tribunale, per tre mercati successivi, ed il magistrato ogni volta dichiarava in pubblico
l’ammontare del debito per cui era stata attuata la manus iniectio.
Dopo questo periodo, era lecito vendere il debitore oltre il Tevere (venditio trans Tiberim),
cioè al di fuori dei confini di Roma in territorio straniero.
Altrimenti, al creditore era data la possibilità o di appropriarsi dei beni del debitore (partis
secanto), spartendoli con altri eventuali creditori (esecuzione patrimoniale) o di
dissezionarne il cadavere in pezzi, di grandezza differente e proporzionale al debito
contratto con i rispettivi creditori (iniuria corporale).
Arginare l’indebitamento
Stipendium militare nel 406
Deduzione di colonie e ripartizione di ager publicus
Realizzazione di opere pubbliche (Via Appia)
I ROMANI E L’USURA
Fenus = prestito a interesse, regolamentato e con tassi legali
Fenus = usura
Etimologia: progressivo naturale sviluppo di un prodotto della terra, che cresce e matura
col tempo (Varrone, Nonio, Festo, Aulo Gellio)
XII tavole: limite al tasso di interesse
Interessi in natura/interessi pecuniari
Feneratio = esercitata, anche se criticata
Nel 445 a.C. la legge canuleia, sancisce matrimonio tra patrizi e plebei
444 – 367 a.C. Tribuni militum consulari potestate: 3 o 4 uomini anche plebei come
alternativa al consolato
367 a.C. Leges Liciniae Sextiae: equa distribuzione delle terre, ammissione dei plebei
al consolato, riduzione/rateizzazione del debito
367 a.C. i sacerdoti proposti alla custodia libri sibillini aumentano da 2 a 10 e sono
metà patrizi e metà plebei (decemviri sacris faciundis)
Legge che permette alla plebe di riunirsi, viene creato il concilium plebis, cioè
l’assemblea della plebe. Qui arriviamo alla distinzione tra populus e plebs, il populus
indica tutta la cittadinanza in maniera indistinta, i plebei invece erano divisi per tribù
e iniziano a essere nominati i cosiddetti tribuni della plebe. Si predilige la collegialità,
per evitare che uno dei magistrati prevalesse su altri. All’interno di queste assemblee
potevano essere prese delle decisioni, i cosiddetti plebisciti, che davano indicazioni
generiche su priorità proprie della plebe, ma non avevano lo stesso valore delle leggi.
Esse vengono emanate da un’assemblea diversa, i comizi centuriati.
296 a.C. realizzazione del complesso statuario dei Gemelli con la Lupa
NUOVO CAPITOLO
Esercito civico e forze armate di impianto e reclutamento gentilizio
Livio racconta di un episodio leggendario, secondo cui i Fabi nel contrasto con Veio, per il
controllo delle saline, Roma non si deve preoccupare perché i Fabi avrebbero condotto
quella guerra come un affare di famiglia finanziato privatamente, mentre la repubblica non
dovrà impegnare né denaro né uomini. Nel 477 la potente gens dei Fabii in realtà viene
sconfitta dai Veienti e per anni non abbiamo nessun console discendente da quella gens.
N.B. necropoli dell’esquilino: gloria militare dei Fabii (prima metà del III secolo a.C.).
16.10.2024
Vi era un incarico religioso legato alla dichiarazione di guerra: I FEZIALI. Essi mettevano in
atto un rito religioso quando Roma combatteva con popolazioni limitrofe.
I feziali lanciavano una lancia nel territorio nemico, dopo averla intrisa di sangue di una
vittima. Quando Roma inizia a espandersi in una direzione extra territoriale questo rito non
poteva avvenire. Allora si sceglie una colonna come simbolo: il feziale lanciava la lancia
vicino a questa colonna che era collocata in ager romano.
Una guerra per essere dichiarata giusta doveva essere rassicurata dalla pax deorum, ossia il
consenso manifesto divino. Non si compie mai una guerra se non si è certi che gli dei siano
d’accordo e siano presenti.
Il tema dell’evocatio
Questa procedura dell’evocatio viene messa in atto da Marco Furio Camillo perché chiama
la divinità etrusca che diventerà a Roma Giunone Regina.
Iniziano nuovi rapporti con i latini. Primi fra tutti i prisci latini.
Roma con i latini ha un rapporto non sempre pacifico, uno dei momenti significativi è lo
scontro al lago del giglio, negli anni in cui c’è Spurio Cassio, nel 493 a.C. Roma stipula con la
Lega latina il foedus Cassianum. Questa collaborazione porterà i latini ad essere insoddisfatti
perché entreranno in guerra con i romani contro altre popolazioni più di una volta, ma non
verranno mai trattati come i romani. Questa situazione porterà allo scioglimento della lega
latina nel 338 a.C. Questo scioglimento porta a conseguenze anche con gli etruschi: nel 358
a.C. – 351 a.C. scontri con Tarquinia e Caere (etruschi) e Falerii (falisci). Caere diventa civitas
sine suffragio.
Anzio (338) e Terracina (329) erano due colonie, dette anche colonie romane, composte da
un numero limitatissimo di abitanti romani che vengono create come dei piccoli luoghi in
aree ancora non totalmente soggette al dominio romano e quindi era necessario portare lì
cittadini romani che avessero a cuore quel territorio e che lo difendessero.
Un sistema di alleanze
Diversità di trattamenti
Compartecipazione ai successi militari di Roma
Assimilazione nella cittadinanza
Fidelizzazione delle aristocrazie locali che assicuravano il controllo del territorio
La lingua latina comincia a diffondersi in sostituzione delle lingue locali, che erano il fosco, il
falisco e anche il greco stesso.
Il controllo capillare è garantito dalle colonie che vengono istituite. Ci sono diversi tipi di
colonie:
Coloniae civium romanorum (Anzio e Terracina)
Coloniae latinae
Civitates foederatae
Municipia, civitates sine suffragio, civitates optimo iure, prafecturae
Le Coloniae latinae = colonie di diritto latino che dopo lo scioglimento della lega latina sono
comunità con uno specifico statuto giuridico fondate dalla sola Roma senza
compartecipazione di centri laziali; implicavano lo spostamento di alcune migliaia di cives
romani, che ricevevano lotti di terra ripartiti tramite la centuriazione, perdevano la
cittadinanza ma godevano di ius conubii, ius migrandi, ius commerci, si autoamministravano
e avevano obblighi militari verso Roma
Civitates foederate = città formate da peregrini, cioè stranieri, privi di cittadinanza romana,
ma con accordi con Roma, per cui mantenevano la loro indipendenza statuaria e
garantivano supporto militare a Roma
Il secondo scontro avviene sempre per lo stesso motivo, ma in questo caso è Napoli ad
essere attaccata. Anche in questo caso si ricorre alla Deditio, ma i primi anni i romani
vedono la sconfitta umiliante, sconfitta nella gola del Caudio (321 a.C.). Tutto l’esercito
dovette passare sotto le armi dell’esercito nemico, sotto il giogo.
I romani reagiscono costruendo delle colonie attorno al territorio sannita fino alla conquista
della capitale dei Sanniti e alla fine saranno loro a vincere definitivamente la battaglia.
Roma e Cartagine:
4 trattati fra le due città
508 a.C., anno successivo alla cacciata dei re, perché vi era necessità di avere rapporti
pacifici con una realtà, Cartagine, che poteva fare paura nel momento della nascente
repubblica di Roma (si crea una convivenza pacifica e rispettosa tra Roma e Cartagine)
348 a.C., rinnovo del trattato di pace con Cartagine, Roma ha necessità di esser sicura
che Cartagine non entri in contrasto con essa (Guerre Sannitiche)
306 a.C. (Guerre Sannitiche)
279/278 a.C. (Guerra contro Pirro)
Fonti storiche = Timeo di Tauromenio (metà IV – metà III a.C.); Polibio di Megalopoli (II a.C.).
Fonti coeve: Fabio Pittore e Filino di Agrigento.
Timeo aveva già consapevolezza del fatto che negli anni a venire il futuro del mediterraneo
era già dettato dall’emergere dell’una o dell’altra potenza Roma e Cartagine. Timeo fa
risalire la causa scatenante della prima guerra punica alla guerra di Pirro, perché Roma
scendendo nella Magna Grecia inizia a imporsi e i cartaginesi erano collocati in Sicilia.
Quindi Timeo intuisce che questa ingerenza romana poteva mettere in crisi il dominio
punico in Sicilia.
Per la paura che Roma aveva di uno scontro con Cartagine vengono create delle flotte navali
per la difesa delle coste tirreniche. Nel 311 a.C. creazione di due ufficiali di marina (duoviri
navales), per garantire pattugliamenti contro la pirateria. Nel 267 istituizione di quattro
ammiragli (quaestores classici).
21.10.2024
La prima guerra punica comincia nel 264 a.C.
Il terreno di scontro è la Sicilia, a Messina arriva un gruppo di mercenari, che prima aveva
esercitato soppressioni presso Siracusa. Proprio Siracusa con il tiranno Gelone II mira a
conquistare Messina, perché era un punto importante x le rotte commerciali. Allora attacca
Messina e i Mamertini (i mercenari) chiedono aiuto ai cartaginesi e nello stesso tempo
anche ai romani che erano a Reggio Calabria.
Polibio nel dettaglio descrive la discussione che avviene a Roma: la deditio di Messina e la
decisione del popolo.
Quando il presidio romano si stabilisce nella città di Messina si arriva a un accordo tra i
cartaginesi e Siracusa contro i romani. Ma Siracusa passa al controllo dei romani, i quali non
si fermano e prendono Agrigento. Nel 241 si conclude a favore dei romani la Prima Guerra
Punica.
264 il console Appio Claudio impose un presidio romano a Messina
Alleanza tra Cartagine e Siracusa in funzione antiromana e assedio a Messina, Appio
Claudio respinge gli assedianti
263 Siracusa passa dalla parte di Roma
262/261 presa di Agrigento da parte dei Romani
255 tentativo fallito di invasione dell’Africa di Attilio Regolo
Alterne vicende, guerra di logoramento del cartaginese Amilcare Barca, ricostruzione
della flotta romana e espediente dei “corvi”
241 vittoria navale alle Egadi ad opera del console Gaio Lutazio Catulo
Con la prima guerra punica abbiamo la possibilità per i romani di costruire la prima
provincia, ossia quella di Sicilia, successivamente quella della Sardegna, nel 237. I romani
hanno impiegato un decennio x trasformare le nuove terre in prolungamenti del territorio
romani. Hanno istituito due nuovi praetores per governare. Il pretore urbano giudicava i
reati tra cittadini e cittadini, il pretore peregrino giudicava i reati tra romani e peregrini.
L’istituzione di questi due pretori è legata al fatto che è impossibile per Roma avere il
controllo dei territori lontani dalla città, essendosi espansa molto. Il termine provincia di per
sé vuol dire una porzione di terreno dove si manifesta la sfera di influenza di un magistrato.
Questa è l’accezione in diritto romano di provincia. Questo vuol dire che attraverso i pretori
si garantiva il controllo romano su territori lontani Da Roma. Viene istituita la lex provincie,
che stabiliva i confini, i culti che andavano praticati, la quantità di tasse che quel territorio
doveva pagare a Roma.
Cicerone fa riferimento al fatto che quando vennero istituiti i consoli all’inizio essi erano
chiamati pretori. In realtà vuole mettere solo in evidenza che hanno gli stessi ruoli, con la
differenza che i pretori hanno un ambito giudiziario più ristretto, però nascono con lo stesso
obiettivo, ossia quello di istituire la pax che è auspicata da tutti i cittadini.
Cohors praetoria: personale tecnico di servizio tra cui un questore con compiti
amministrativi e finanziari e legati nominati dal senato fra membri di rango senatorio
Cohors amicorum: stuolo di amici, parenti e clienti fra cui consiglieri privati e giovani
rampolli dell’aristocrazia senatoria.
Le funzioni del pretore:
Sicurezza militare
Riscossione del tributo e suo invio a Roma
Grande potere discrezionale
Funzioni giudiziarie
Istituzione di un tribunale itinerante
Calendario di udienze
Placentia e Cremona vengono fondate come colonie ben due volte, perché vengono
abbandonate. Nascono con lo scopo di controllare un territorio da poco strappato ai Galli, in
realtà saranno teatro di diverse scorrerie nel corso dei 30 anni tra la prima e la seconda
fondazione (218 e 190 a.C.).
Viene indicato il fiume Ebro come linea di demarcazione tra romani e cartaginesi, al di sopra
dell’Ebro il controllo era in mano ai romani. Sagunto era poco sotto l’Ebro e i cartaginesi
assediano questa colonia.
Annibale, una volta presa Sagunto, passa le Alpi e scende rapidamente in Italia.
Seconda Guerra Punica: 218 – 202 a.C.
Prodromi: 226 a.C. trattato dell’Ebro
Polibio, attento a tracciare anche un profilo psicologico dei cartaginesi, racconta le fasi che
precedono l’inizio della campagna militare.
Annibale, attraversa le alpi, sconfigge i romani in vari luoghi, ma la sconfitta maggiore i
romani la subiscono a Canne. Dopo questa battaglia l’obiettivo di Annibale era creare
coalizioni antiromane, unendo varie città importanti che si schierano dalla sua parte.
Annibale non puntava a Roma, ma si sofferma in varie località della Magna Grecia fino a che
abbiamo da parte dei romani vari tentativi per sconfiggere l’esercito punico. Così entrano in
gioco varie figure tra cui Quinto Fabio Massimo, soprannominato il temporeggiatore,
perché si occupa di logorare l’esercito romano, ma non riesce mai a mettere in crisi
definitivamente l’esercito punico.
Casus belli: 219 presa di Sagunto da parte di Annibale
218 passaggio delle Alpi e discesa in Italia
Fine 218 vittorie sui Romani ai fiumi Ticino e Trebbia
217 vittorie sui Romani al Trasimeno
217 nomina di Fabio Massimo dittatore e tecnica attendista contro Annibale in Italia
216 vittorie sui Romani a Canne
Libri Sibillini, libri usati per il sacrificio. Erano finiti in mano alla Sibilla romana, che secondo
la tradizione storiografica, interrogata da uno dei re Tarquini, che voleva questi libri, aveva
chiesto una cifra esorbitante e il re si era rifiutato. Al che la sibilla ne incendia 3 (erano 9),
allora chiede la stessa cifra per 6 libri e il re rifiuta nuovamente, lei ne incendia altri 3, al che
il re cede, con la cifra enorme ottiene solo 3 libri. I libri contenevano una serie di procedure
che andavano seguite in caso di contrasti popolari. Queste norme venivano lette dai
decemviri e poi comunicate al senato. Anche in questo caso si dimostra come le pratiche
religiose fossero costantemente correlate alla pratica militare.
All’interno della classe dirigente c’è una spaccatura, non c’è più coesione. C’è chi si muove
per tutelare nuovi interessi, quelli mercantili e c’è chi è più conservatore.
Il plebiscito Claudio limita le attività mercantili dei senatori e dei loro figli: impone che
nessuno di loro dovesse possedere una nave che potesse trasportare più di 300 anfore. Si
vuole allontanare la classe senatoria da ogni forma di commercializzazione: non era
decoroso per i senatori dedicarsi alle attività commerciali e da qui si delinea la differenza tra
otium e negotium, ossia attività che i senatori dovessero praticare e no. Si instaura il
cosiddetto latifondo, grandi proprietà che erano in mano ai senatori e loro avevano il
compito di rendere più proficui questi terreni. Non a caso Catone il censore scrive il De
Agricoltura, in cui dqà le dritte per coltivare la terra.
Conquiste e schiavitù
Una delle conseguenze concrete delle campagne militari è l’immissione dei prigionieri di
guerra che porta all’eliminazione del nexus, cittadino romano che doveva comunque essere
nutrito e tenuto in condizioni da sopravvivere, per poi riacquisire lo stato originario, a
differenza dello schiavo che poteva essere maltrattato (non essendo romano).
C’è una stima di 600.000 schiavi su una popolazione di 4 milioni di abitanti nel 225 a.C.
La schiavitù porta alla reazione di luoghi dediti alla vendita degli schiavi. Viene creato
nell’isola di Delo il mercato più grande di schiavi, ovviamente su ordine dei romani. Ogni
schiavo che doveva essere venduto portava su di sé un cartello in cui fosse scritto quale
malattia e quale difetto avesse e se avesse tentato mai la fuga o commesso qualche colpa.
Instrumentum vocale (gli schiavi erano oggetti dotati di voce):
Condizioni di vita durissime
Impiegati in:
Agricoltura (i migliori dirigono le ville dei latifondi)
Miniere
Case di aristocratici (spesso come pedagoghi o dottori)
Schiavi dello stato (manutenzione di edifici pubblici, ponti, acquedotti, uffici e archivi)
Gladiatori
Allevamento di schiavi
Manomissione e liberti
C’era un bagliore di libertà tramite la manomissione, per cui un padrone poteva liberare il
proprio schiavo mettendo la mano sullo schiavo e con una terga lo colpiva (gesto simbolico)
e a quel punto lo schiavo diventava liberto. Mentre i loro figli si chiamano libertini, loro
potevano percorrere tutte le tappe del cursus equestre, perché i libertini nascevano liberi,
quindi erano come tutti gli altri cittadini, avevano la cittadinanza romana e tutte le
prerogative del cittadino romano.
Fu ritrovato un collare di schiavo, di dimensioni molto piccole, motivo per cui si pensa fosse
di uno schiavo bambino (qualcuno ha pensato anche a un cane).
LE GUERRE MACEDONICHE
Nel 215 a.C. Annibale aveva stipulato un’alleanza con Filippo V, probabilmente perché la sua
intenzione era quella di portare lo scontro con i romani in Oriente. Filippo viene fermato dal
fatto che i romani trovano dei validi alleati, la lega dorica. Questa guerra finisce con la pace
di Fenice con l’imposizione a Filippo V di non attaccare nessuna delle città alleate di Roma.
Nel 204 muore Tolomeo faraone d’Egitto che lascia come erede un bambino, dunque si crea
un vuoto sul controllo dell’Egitto e di questa debolezza ne approfittano sia Filippo V sia
Antìoco III di Siria, il quale punta alla Fenicia e alla Palestina, mentre Filippo punta ad
attaccare il regno di Pergamo, Rodi e soprattutto tenta di invadere anche Atene. A questo
punto la situazione si complica e a Roma c’è un’accesa discussione se entrare o meno in
guerra, essendo state attaccate città e un regno alleati di Roma. La situazione vede
contrapposti due personaggi: Catone il Censore, che rappresenta la parte conservatrice che
non voleva impiegare le risorse nell’allestimento di flotte ed eserciti, e Scipione l’Africano
che supportava coloro che volevano entrare in guerra per attaccare l’Oriente. Vince il partito
interventista di Scipione e viene mandato Gaio Flaminio che sbaraglierà l’esercito macedone
nel 197 a.C. e proclamerà la libertà dei greci l’anno successivo (seconda guerra macedonica
200 – 197 a.C.).
Indebitamento statale: sovvenzioni private alla res publica, due casi di indebitamento
statale tra III e II sec.
Poco prima della battaglia alle Isole Egadi, Polibio ci racconta che la situazione del tesoro
pubblico non era in ottime condizioni. I fondi dell’erario non erano sufficienti per
l’attuazione del progetto e la flotta poté essere costruita grazie all’aiuto economico di
cittadini più abbienti. Si impegnarono a costruire una flotta di cinque ordini di remi, 200
quinqueremi vennero allestiti. Ovviamente questi cittadini lo facevano in cambio di una
ricompensa in seguito al loro lavoro.
Un altro indebitamento statale si ebbe tra la seconda guerra punica e la guerra macedonica
(210 a.C.). I romani sono impegnati in due fronti, quello cartaginese e quello in Macedonia.
Tutti i cittadini sono chiamati a occuparsi dell’allestimento della flotta, ognuno in base alle
proprie disponibilità economiche. Dovevano fornire dei rematori con paga e vitto garantiti
per trenta giorni. Ma si tratta di un’offerta volontaria o un prestito forzoso? In realtà più la
seconda alternativa, infatti, nel 204 a.C. il console propose di restituire i prestiti ottenuti da
privati in tre rate biennali: 204, 202, 200 a.C. Il 200 è l’inizio della seconda guerra
macedonica e il debito non era stato saldato. Lo stato per trovare uno stratagemma impone
che il pagamento della terza rata avvenga attraverso la vendita di lotti di agro pubblico da
parte dello stato ai cittadini creditori. Il prezzo era pari a 1/3 del capitale versato.
Scontro all’interno dell’aristocrazia senatoria.
Le guerre macedoniche portano a uno scontro molto acceso perché prima di entrare in
guerra ci sono una serie di dibattiti in senato se sia opportuno o no farsi coinvolgere in un
ennesimo scontro militare, una posizione interventista e una che è propensa a evitare
ulteriori coinvolgimenti, tradizionalisti. Da una parte catone il censore dall’altra Scipione
l’Africano.
Catone e le sue contraddizioni: il primato dell’agricoltura
Catone, Sull’Agricoltura, prefazione: giudizio morale sul fatto che essere usuraio è una
pratica da disdegnare. Anche nella punizione l’usura deve essere punita in modo pesante.
Netta separazione tra ciò che è giusto fare e ciò che non lo è.
L’usura, con l’evoluzione della società romana, viene pesantemente criticata e suscita vari
interventi. Si interveniva per punire gli usurai.
La società cambia tra III e II sec., la società si adatta ai cambiamenti che arrivano con il
passaggio dal mondo pastorale all’essere una potenza economica. Si presentano a Roma
nuove, figure ossia i peregrini. Arrivano da altri paesi per recarsi a Roma. Si instaura una
normativa che preveda prestiti e contratti anche tra cittadini e non cittadini. Uno dei
meccanismi adottati è quello di trasferire i debiti da cittadini romani a latini e sci italici
attraverso prestanome (questo lo testimonia Plauto).
Catone, nella prima fase della sua vita è coerente con quanto aveva dichiarato nel de
agricoltura. Quando viene mandato come governatore di Sardegna e Corsica è famoso per
la sua intransigenza e la sua rigidità e Livio ci dice che quando Catone arrivò in Sardegna,
considerato un po' troppo duro sul piano dell’usura, costringe gli usurai sardi a scappare
dall’isola con multe incredibili.
Invece nell’ultima fase della sua vita Catone stesso ricorre all’usura, nel caso dei commerci
sul mare.
187 – 184 a.C. processi di Catone agli Scipioni (L. Cornelio Scipione Asiatico e il fratello
Africano). In primo luogo Scipione era una figura che ricopre il ruolo di generale saltando le
tappe del cursus, infatti, si arriverà alla lex che stabilirà tappe rigide nell’avanzamento del
cursus honorum per evitare che persone come Scipione l’africano arrivassero ad acquisire
un potere troppo grande emergendo come capo carismatico e attirando paure che
emergevano quando una figura si distingueva rispetto agli altri e si aveva paura che si
potesse trasformare in tiranno.
Le accuse contro l’africano riguardano vari punti, in primis il fatto che vinta la guerra contro
il re Antiochio III di Siria, condotta dal fratello, gestiscono le ricchezze sottratte al re, e
Catone non accetta l’eccessivo potere che ottengono, anche perché ricoprivano un ruolo di
spicco perché avevano saputo intessere una serie di legami.
In più Scipione l’africano aveva alimentato un aspetto preoccupante per la classe dirigente,
un culto della propria personalità cercando un paragone con Alessandro Magno, re
ellenistico. Tutti questi fattori allarmavano la società.
Livio nella sua opera sottolinea l’imitatio Alexandri, tra i vari episodi che racconta ne porta
uno che mette in evidenza il carattere divino che Scipione pensava di avere, in particolare
con la triade capitolina. Per i romani la religione era tutt’uno con la politica.
Scipione fa circolare tra i romani che anche lui, come Alessandro, fosse nato da un
mostruoso serpente.
Egli alimenta la credenza che fosse di origine divina, questo era un elemento pericoloso.
Quello che preoccupava Catone era che la conquista dell’oriente avrebbe portato allo
sconvolgimento del sistema di vita romano ed effettivamente il lusso arrivò a Roma e il
mondo greco permea nel mondo romano.
Nel 184 a.C. Catone viene nominato censore e può concretizzare la punizione che vuole
infliggere agli Scipioni. Lui disprezzava il mondo greco (gli Scipioni avevano l’obiettivo di
conquistare l’Oriente), sapeva che quel mondo era fatto di dissidi tra cittadini che vivevano
in polis divise tra loro e non c’era unità e coesione. Catone è consapevole che le arti della
retorica romana provengono dal mondo greca e apprezza ciò, ma ritiene che l’arte della
medicina per cui i greci erano famosi avrebbero compromesso la società romana, aveva
paura che potessero sterminare i barbari e che per barbari loro intendevano proprio i
romani.
Il ruolo di censore è una magistratura importante che implicava la gestione della carica da
due persone, come i pretori e così come i tribuni della plebe. Tra i compiti del censore vi era
quello di controllare i costumi e la vita privata dei cittadini (cura morum), ossia controllo
della moralità dei cittadini romani.
30.10.2024
IL COMPITO DEL CENSORE
I censori sono due, come tutte le magistrature romane, a parte il dittatore. Vengono eletti
dai comizi centuriati ogni 5 anni. Rimangono in carica 18 mesi, perché le procedure di
verifica del censo del numero dei cittadini richiedeva più di un anno. Hanno il potere di
potestas e possono prendere gli auspici, infatti ogni magistrato è anche sacerdote,
condizionato da volontà divina. Hanno il compito di gestire le risorse economiche dei singoli
cittadini. Questo compito di verifica dell’effettiva capacità economica poteva portare il
cittadino a passare da una classe a un’altra, sia in senso ascendente che discendente. Stilano
anche la lista di senatori, in base anche alla cura morum, ossia la verifica di un’ortodossia
comportamentale che doveva rispettare determinati canoni. Se il senatore non rispondeva a
questi canoni poteva anche essere allontanato dal senato. Gli veniva tolto anche il cavallo =
umiliazione, retrocessione sociale.
All’interno della classe senatoria viene fatta una divisione tra ottimi e praeteriti, coloro che
non avevano più le facoltà per ricoprire quel ruolo.
Plutarco ci da informazioni importanti sulla modalità di scelta di questi magistrati (censori),
che venivano scelti sia tra i patrizi che tra i plebei: avevano il compito di sorvegliare,
sorreggere e punire a chi si abbandonava agli eccessi del piacere. Ai censori fu concessa la
facoltà di privare i senatori del loro potere.
Catone per esempio in qualità di censore espulse tra tanti senatori (ALMENO 7) il fratello di
Tito Quinzio Flaminino. Non è un caso, questo dimostra la battaglia ideologica che è in
campo all’interno della classe dirigente.
La fine ingloriosa degli Scipioni
Valerio Massimo ci racconta che quando Scipione Africano morì non volle che la sua tomba
venisse posta insieme al resto degli Scipioni. Non volle ritornare a Roma. La sua tomba è a
Literno. Invece il sepolcro degli Scipioni è collocato sulla Via Appia (fuori Porta S.
Sebastiano).
Vittore racconta di Scipione l’Asiatico che sconfisse il re di Siria Antioco e lo privò di una
parte di regno che gli era stato lasciato dal padre. Da allora fu detto Asiatico. Tempo dopo si
macchiò di peculato e Gracco padre, tribuno della plebe, pose il veto affinché non venisse
arrestato. Il censore Catone gli sottrasse il cavallo per disonore.
Differenza fra i conflitti tra Oriente e Occidente, ne parla Polibio nelle Storie
Nello stesso periodo vennero fondate altre colonie, nel 180 Lucca, nel 177 Luni (da dove
vengono i marmi che abbelliranno Roma, la colonia viene chiamata Luni perché era così
bianca, ricoperta dai marmi bianchi, che sembrava essere una luna).
Le colonie vengono fondate anche in Emilia Romagna, tra 189 e 191 Bologna, Modena,
Parma e Aquileia.
Viene istituita la Via Emilia, parallela alla Via Aurelia. Questa strada viene costruita agli inizi
del secondo secolo per favorire la conquista dei territori da parte dei romani.
Perseo
Re della Macedonia, sollecita i Greci all’unità contro Roma, nemica della libertà.
Tito Livio racconta che Perseo inviò ambascerie o lettere chiedendo che fossero dimenticate
le liti col proprio padre, poiché esse non erano state così gravi da non poter essere risolte
con lui, come appariva conveniente.
Terza e Quarta guerra macedonica: 171 – 167 a.C. e 148 – 146 a.C.
Nel 168 si ebbe la vittoria di Lucio Emilio Paolo contro Perseo, figlio di Filippo V, a Pidna.
Macedonia e Illiria vengono smembrate in repubbliche indipendenti tra loro ma subordinate
al potere romano. Polibio viene portato a Roma fra gli ostaggi della Lega achea nel 167 a.C.
Tra 150 e 149 a.C. si ebbe la rivolta di Andrisco, poi nominato Filippo VI in Macedonia. Tra il
148 e il 146 ci sarà un ulteriore intervento dei romani nei confronti della Macedonia, che
viene ridotta a provincia.
Guerra arcaica: 146 a.C. distruzione di Corinto da parte di Lucio Mummio e parte dei
territori greci vengono annessi alla Macedonia.
Nel 129 a.C. si ebbe la provincia d’Asia (regno di Pergamo). Il 129 è data connessa ai
Gracchi.
04.11.2024
146 a.C.: distruzione di Corinto: iscrizione di Lucio Mummio con dedica a Ercole vincitore.
Ercole sarebbe un semi – dio, viene ringraziato per aver permesso di concludere
gloriosamente la campagna militare.
La politica era vincolata dalla religione, così come anche la vita quotidiana stessa. Si
consultavano sempre le divinità e spesso c’era un sacrificio.
Il senato si riuniva in un templum, vale a dire un luogo consacrato, tutelato e protetto dallo
sguardo benevolo della divinità.
Cicerone: De divinatione = un tempo nessun affare di una certa importanza, neppure
privato, si intraprendeva senza aver prima preso gli auspici.
Cicerone: De legibus = i comizi centuriati o i concili della plebe, le assemblee politicamente
più importanti della res publica, potevano essere sospesi, così come ogni atto di governo, se
un augure, scrutando il cielo e ravvisando un qualche segno nefasto (obnuntiatio)
pronunciava la formula Alio die, cioè “Ad altro giorno”, rimandare l’assemblea ad un altro
giorno.
I segni della volontà divina si capivano dal volo o dal canto degli uccelli, l’aquila portava
fortuna per esempio. In baso alle vibrazioni del canto o da dove arrivasse il canto si avevano
diversi significati.
In ambito militare si avevano gli Auspicia ex tripudis, il comandante romano alla vigilia di
uno scontro, prima di attaccare battaglia chiamava un esperto (pullarius) pronunciando la
formula Dicito, si pascentur ovvero Dì se mangeranno (i polli), se i polli beccavano con
avidità mangiando tutto il cibo, allora era un segno positivo e si poteva attaccare battaglia,
in caso contrario era meglio rimandare.
L’unica carica femminile era quella del sacerdozio delle Vestali: le Vestali e il fuoco sacro di
Vesta, dea che garantiva la sopravvivenza dello stato romano. Quel fuoco era il simbolo della
vitalità di Roma. Si pensa che questa figura venne introdotta con Numa Pompilio ed era
proprio il re che sceglieva le vestali tra le bambine delle famiglie più eminenti, tra i 6 e i 10
anni. In età repubblicana sarà il pontefice massimo a sceglierle. Queste fanciulle venivano
scelte per essere vergini e dovevano mantenere la castità per tutto il periodo in cui
mantenevano il ruolo di vestalia, ruolo che durava 30 anni. Doveva inizialmente imparare
tutte le prerogative per svolgere quel ruolo, in età adulta facevano da insegnanti alle
piccole. Se si fosse scoperto che una vestalia veniva meno ai suoi doveri, veniva sepolta viva.
Quella della vestalia era un ruolo ambito e invidiato, poiché usciva dalla patria potestas, si
liberava dalla tutela del padre, poteva fare testamento, testimoniare nei tribunali, aiutare il
pontefice massimo nelle cerimonie ufficiali, aveva un carro personale che le permetteva di
raggiungere i vari templi di Roma e presenziare insieme al pontefice alle varie cerimonie. In
più aveva l’obbligo di preparare la Mora Salsa, un liquido versato sugli animali che dovevano
essere sacrificati.
Vivevano nell’Atrio Vesta.
Le vestalia oltre ad occuparsi di alimentare il fuoco, dovevano proteggere i pignora, oggetti
sacri come il cosiddetto Palladio, statua che rappresentava Pallade, ossia Minerva, che
sarebbe stata portata a Roma da Enea.
Uno degli autori che testimonia la vita caotica e le problematiche legate al vivere una città
rumorosa come Roma è Giovenale, autore che vive tra la metà del primo secolo d.C. sotto
Nerone e probabilmente muore sotto Adriano. Traccia uno spaccato molto interessante
della realtà romana. È molto polemico e critico, ma anche oggettivo, offrendo uno specchio
reale della realtà. Giovenale è così crudo che dice che la città è talmente pericolosa che
lasciando la propria abitazione per un’uscita non è certo che vi si ritorni, poiché troppi sono
i pericoli, per esempio la facilità con cui cadono pezzi di pietra dalle costruzioni in marmo.
Abbiamo tre testimonianze di possibili sventure che possono capitare girando per la città,
una proveniente da Dalmazia, una da Ostia e un’altra a Roma. Tra queste testimonianze per
esempio una di queste riporta la morte di madre e figlio travolti dall’eccessiva folla, un altro
caso in cui un bambino viene inestito da un carro guidato dai buoi.
3 Rivolte Servili
135 – 132 a.C. e 104 – 101 a.C. Rivolte di schiavi in Sicilia e in Campania, guidate da
Euno e Atenione. Personaggi che vengono identificati come schiavi orientali. Nelle
rivolte servili emergono due particolari tipologie di schiavi, ossia i gladiatori e i
pastori, muniti di zappe e bastoni quindi “armi”. Era una categoria trattata molto male
e questo li porta alla ribellione. Pensando alle rivolte servili bisogna pensare a un
gruppo molto ampio probabilmente proveniente interamente dall’Oriente. Si
ribellano per aver raggiunto un livello di scontento che porta a uno sconvolgimento
più di ordine pubblico che di ordine politico. Non è una classe organizzata a ribellarsi.
Posidonio descrisse molto bene le condizioni di questi schiavi in Sicilia, dando proprio
l’idea di una ribellione non organizzata, ma a cui si giunge per un senso di
esasperazione collettiva. Inizialmente gli schiavi si ribellano facendo i briganti, solo
successivamente si organizzano in una rivolta vera e propria. Si tratta di una rivolta
che assume le fattezze di scorrerie da briganti.
Rivolta di Spartaco 73 – 71 a.C. Spartaco si pensa fosse un trace, forse un ex militare e
conosceva benissimo le tecniche militari romane, in pochissimo tempo mette insieme
un esercito di 70.000 uomini. Giungono a Capua gladiatori che non erano
effettivamente gladiatori, ma di varia estrazione. Spartaco si spinge a nord, sbaraglia
molte volte l’esercito romano e crea un’alleanza con i Galli del nord. Una fonte fu
Appiano che scrive Guerre civili, descrivendo tutte le fasi della rivolta civile di
Spartaco, dandoci indicazioni sul suo profilo. I romani persero costantemente in
questi due anni con Spartaco e il problema stava diventando preoccupante. Viene
affidato dunque il comando delle legioni a Licinio Crasso.
Nobilitas romana: Scipione l’Africano aveva come figlia Cornelia che aveva sposato Tiberio
Sempronio Gracco e avevano avuto come figlio Gaio Gracco, Tiberio Sempronio Gracco
(junior) e Sempronia, la quale sposa Scipione Emiliano.
Non tutti vedono di buon occhio Cornelia e Giovenale scrive a riguardo che preferisce una di
Venosa (una provinciale) piuttosto che Cornelia. Atteggiamento di critica nei confronti di
questa donna.
In ogni caso Cornelia è la prima donna che appare accanto a Clelia (l’unica che aveva una
statua dai romani). La statua è andata perduta, ma riprendeva lei con i due figli piccoli, con
l’iscrizione Cornelia figlia di Africano e mater Graccorum.
I Gracchi e la riforma impossibile: ricostituire il ceto dei piccoli contadini della società
romana che si erano andati perdendo.
Tiberio Gracco in difesa della lex agraria. Tenne discorsi pieni di preoccupazione sulla stirpe
italica, facendo notare che era valentissima la guerra, ma che a poco a poco andava
esaurendosi nella povertà e nella scarsità demografica.
Propone la lex Sempronia agraria, la sua politica viene definita eversiva: 133 a.C. Ritorna la
questione contro i latifondi. Equa distribuzione di ager publicus (max 1000 iugeri),
inalienabilità, ricostituzione di un ceto di contadini in grado di armarsi a spese proprie. Per
far ciò Tiberio Gracco opera una serie di atti illegali, in primo luogo per far passare la sua
legge depone l’altro tribuno della plebe, Marco Ottavio, che aveva opposto il veto, e Tiberio
Gracco forza il diritto romano deponendo il collega e sostenendo che il collega non sta
operando nella tutela degli interessi della plebe nonostante tribuno della plebe (idea della
sovranità popolare era prettamente un principio ateniese). In secondo luogo Tiberio si
ripropone tribuno della plebe alle elezioni dell’anno successivo, questo era illegale in base
alla lex vilia de annalis che imponeva una determinata successione della posizione delle
cariche e una distanza temporale tra una carica e l’altra. Di fronte a queste illegalità Tiberio
viene ucciso da un parente, appartenente alla famiglia degli Scipioni.
11.11.2024
Il pontefice massimo Scipione Nasica, appoggiato da Scipione Emiliano, marito di
Sempronia (sorella di Tiberio), guida una rivolta e uccide il tribuno Tiberio Gracco. La morte
di Tiberio, 132 a.C., porta uno strascico con sé. Qualche anno dopo, nel 129, muore Scipione
Emiliano, e si inizia a pensare che non morì per causa naturale, ma che sia stato ucciso a
causa di Cornelia e della figlia Sempronia. Vengono accusate loro e altri graccani.
Avviene il processo sulla morte di Scipione e si cercò di dare una spiegazione alla sua morte.
Le due donne non subiscono alcun danno perché il tribunale viene subito sciolto. Però
Scipione Nasica, si autocondanna ad un esilio volontario (l’uccisore di Tiberio). Morì a
Pergamo.
La denigrazione familiare va a colpire anche Tiberio Gracco padre. Cicerone nel 46 e 45 a.C.
accusa Tiberio Gracco padre di neglegentia auspiciorum, cioè di aver ignorato gli auspici, a
danno quindi dello stato.
Dopo due anni, 44 – 43 a.C., Cicerone nel De officiis associa la fama di Tiberio Gracco alla
memoria, agli annales, dove viene descritto con ruoli positivi nei confronti dello stato,
mentre i suoi figli da vivi non venivano annoverati tra i buoni mentre da morti aumentano il
numero di quelli eliminati a ragione, eliminati dunque secondo le norme del diritto romano.
Un autore famoso per tracciare la periodizzazione della violenza che parte con le vicende
dei Gracchi fu Appiano, il quale scrive Le guerre civili: nessun’arma fu portata mai
nell’assemblea né si ebbero uccisioni intestine prima che Tiberio Gracco, mentre era tribuno
della plebe e nel mezzo dell’attività legislativa, perisse per primo in una sedizione. Dopo
questo crimine le sedizioni non cessarono più e in ogni occasione i cittadini si dividevano in
fazioni contrarie, spesso portando con sé armi. Di tanto in tanto venne ucciso qualche
magistrato.
Sallustio sta parlando di mancanza di modus come caratteristica dei Gracchi, incitando alla
violenza e venendo meno all’oratoria, ossia la forza della parola. Sallustio sostiene che i
Gracchi hanno superato il limite della violenza consentita.
Gaio Gracco e i rostra comizi versus senato
Gli optimates nella storiografia ottimate vengono descritti come veri difensori della res
pubblica.
Si parla di aspiranti tiranni e iure caesi: Cicerone rappresenta il divulgatore dell’ideologia
ottimate contraria alla politica graccana.
Ascesa di Mario
119 a.C. tribuno della plebe (popularis)
Questura
Pretura nel 115 a.C.
Propretore della Spagna Ulteriore
Legato sotto Metello in Numidia
107 a.C. console (eletto da coalizione di cavalieri, plebe urbana e senatori favorevoli ai
popolari)
104 – 100 a.C. molteplici consolati: vittorie su tribù germaniche Teutoni (102 a.C.) e Cimbri
(101 a.C.)
13.11.2024
Mario
Durante il suo periodo di consolato ha modo di rapportarsi con una serie di sedizioni che
avvengono a Roma ed è costretto ad allontanarsi dal gruppo dei populares. Sarà costretto a
farsi nemico del Senato e questo momento segnerà la svolta in negativo della sua ascesa
politica.
La violenza si manifestava ormai in varie modalità, la vis era divenuta un’arma politica
ampiamente impiegata dai magistrati per il raggiungimento di determinati obiettivi.
Si impone a forza una legge che sia a vantaggio di una o dell’altra pars. È il caso di Appuleio
Saturnino:
Lex agraria
Politica a vantaggio di assegnazioni di terre ai veterani di Mario, coloro che avevano
compiuto servizio militare
Lex colonaria
Lex frumentaria, distribuzione di grano alla plebe
Lex de maiestate
Nel 100 a.C. si ripropone con un 2° tribunato, ma:
100 a.C. consolato di Mario, Glaucia, sostenitore di Appuleio, tumulti durante le votazioni.
Mario costretto ad andare contro Glaucia e Appuleio, li uccide col suo esercito e da quel
momento non viene più visto bene.
M. Livio Druso
Tribuno della plebe
Ha come obiettivo essenziale quello di concedere la cittadinanza agli italici, e per imporre
questa legge deve usare la violenza. Al momento dell’emanazione della legge fece sì che ai
comizi fossero presenti gruppi di persone armate, che sollecitassero i cittadini a votare per
quella legge. La legge passa, ma Livio Druso viene ucciso. A questo punto comincia il bellum
sociale, la guerra degli alleati. C’è un’alleanza tra Piceni, Marsi e Sanniti e la base della loro
attività è la città di Corfinio.
Nel 95 a.C. Lex Licina Mucia: revisione delle matricole dei cittadini romani e cancellazione
dei registri dei cives illegali o presunti tali. Ecco perché Druso, successivamente, voleva a
tutti i costi dare la civitas, la cittadinanza, agli italici.
Gran parte dei cittadini di Roma non vedeva di buon occhio l’allargamento della
cittadinanza, e questo spiega l’assassinio di Druso.
Durante la guerra sociale (91 – 89 a.C.) emergono figure importanti: Silla e Gneo Pompeo
Strabone, padre di Pompeo Magno. La guerra è caratterizzata da due momenti distinti. I
romani cercano di alleviare gli scontri concedendo gradualmente la cittadinanza:
Lex iulia de civitate latinis et sociis danda, cittadinanza a coloro che si erano arrestati
di fronte ai romani nel corso del combattimento
Lex plautia papiria, cittadinanza per coloro che avevano avuto ripensamenti sul
combattimento
Lex pompeia, Pompeo concede la cittadinanza a tutte le popolazioni che abitavano
nella trans padana, area che Mario aveva liberato da Cimbri e Teutoni qualche anno
prima
I neocittadini inseriti in alcune delle 35 tribù esistenti
Mario e Silla
La prima guerra civile
Silla era un senatore la cui famiglia era andata in disgrazia, dunque un senatore che
apparteneva a una famiglia che si era impoverita. Silla aveva partecipato alla guerra sociale
accanto a Strabone.
Entra in gioco una nuova figura, Mitridate. Invade la provincia d’Asia e questo provoca la
rabbia dei romani. Silla viene chiamato a combattere contro di lui, ma i tribuni votano
perché sia Mario a combattere. Silla, già fuori Roma, viene a sapere di questa votazione,
torna su Roma, sconfigge i Mariani e comincia la battaglia. Mitridate faceva paura perché
con lui ritorna il metus hostilis, metus Parthicus.
Sallustio, Storie: il re Mitridate saluta il re Arsace, di Mesopotamia. Uno solo è il motivo per
cui i Romani fanno guerra a tutti, nazioni, popoli, re: l’insaziabile cupidigia di dominio e di
ricchezze (accusa verso i romani).
Questo discorso anticipa una delle questioni che solo gli Imperatori risolveranno: le colonie
d’Ercole erano per i romani un limite ed effettivamente il primo che tenterà di andarvi oltre
sarà Cesare, con la sua campagna militare verso la Britannia. La conquista delle isole oltre
l’oceano era un grande problema per gli imperatori.
Campagna in Oriente
88 a.C. invasione della provincia d’Asia da parte di Mitridate, marcia su Roma contro i
mariani e partenza per Oriente
87 a.C. console Cinna sillano poi mariano
86 a.C. vittorie di Silla contro Mitridate a Cheronea e Orcomeno
Consoli Cinna e Mario, ma muore Mario
85 a.C. trattato di pace
Nell’82 a.C. Silla dictator, solo per un anno: proscrizioni e riforme. Elimina tutti quelli che
sostenevano Mario con le cosiddette liste di proscrizione, questi cittadini perdevano tutti i
loro beni.
600 senatori cavalieri e notabili italici, che lo avevano sostenuto nelle campagne
militari (una sorta di clientelismo)
Tribunale de repetundis ai senatori
Svilì il tribunato della plebe
Abolì le distribuzioni di grano
Ampliò il pomoerium, che ha come limite di demarcazione a Nord due fiumi, il Magra
e il Rubicone
Diritto penale, sotto di lui iniziano ad essere emanate le prime leggi che colpiscono
coloro che utilizzano la violenza in politica o violenza fisica e psicologica che si compie
tra un cittadino e l’altro, si ha un inizio di interventi legislativi atti a colpire i reati di vis
Confische ed espropri a favore dei veterani
Pretori: 8, questori: 20
Sostanzialmente cerca di colpire il potere dei tribuni della plebe.
Plutarco, Vita di Silla: applicò proscrizioni per tutti, in particolare contro i mariani.
Fiesole e Roma
Fiesole ebbe il coraggio di opporsi sempre a Roma, questo l’ha fortemente penalizzata.
Nello scontro tra Mario e Silla, è mariana. Quindi dopo la vittoria di Silla, diventa colonia.
L’ascesa di Pompeo
Emerge la sua figura nella guerra di Sertorio, il quale in Spagna aveva costruito uno status
indipendente grazie ai suoi rapporti di fedeltà con le aristocrazie presenti. Viene mandato
Pompeo (78 – 71 a.C.) che riesce a sedare la rivolta in Spagna dell’ex proconsole Quinto
Sertorio, mariano proscritto da Silla.
Marco Licino Crasso emerge negli stessi anni di Pompeo per la vittoria contro Spartaco. Nel
70 a.C. si ebbe il consolato di Pompeo e Crasso (gruppo dei moderati): abrogazione delle
riforme sillane più antipopolari: tribunato della plebe e tribunale de repetundis.
Ritorna in auge Mitridate, che invade la Bitinia e viene affidato il comando per fronteggiarlo
a Licinio Lucullo.
Nel frattempo si affacciava il problema della pirateria, gruppi di pirati che non permettono di
condurre affari sul mare e allora viene affidato a Pompeo Magno il compito di eliminare
questo fenomeno. Tanto che nel 66 a.C. con la lex Manilia viene affidato a Pompeo l’esercito
per combattere contro Mitridate, sostituendosi a Lucullo.
La sconfitta di Mitridate e dei pirati porta alla creazione di due province, ovvero Ponto
Bitinia e Siria.
L’organizzazione delle province orientali Siria e Ponto e Bitinia e la creazione di un’ampia
rete di clientele in Oriente causò l’ostilità del senato. Quindi Pompeo, tornando dall’Oriente
dovrà affrontare queste ostilità.
Sallustio dà un quadro più oggettivo rispetto a Cicerone per quanto riguarda Catilina La
congiura di Catilina. Non ha comunque buone parole nei confronti di quegli uomini che lui
descrive turpi e scellerati, indebitati, assassini, condannati in processi, veterani di Silla.
Sallustio descrive anche le fasi che precedono la congiura: di giorno in giorno Catilina
macchinava progetti sempre più ambiziosi. Il generale che sovraintende alle azioni militari è
un certo Manlio, probabilmente originario di Fiesole.
Senato e violenza
Il senatus consultum ultimum, perché Cicerone intercetta delle lettere che incastravano
Catilina. L’antefatto: Catilina puntava al consolato, nell’anno in cui anche Cicerone si era
proposto.
Cicerone non si limita a bloccare l’esercito di Catilina, ma condanna a morte diversi
congiurati, senza permettere loro se demandare la decisione finale ai comizi, cioè al popolo.
In questo Cicerone sbaglia, negando un diritto. Quando prende la decisione di mandare a
morte i congiurati viene sostenuto da Catone l’Uticense.
Entra in gioco anche un’altra figura, Clodio, un membro della gens claudia. Rifiuterà la sua
gens, passa da Claudius a Clodius e diventa tribuno della plebe.
Nel 58 – 57 a.C. esilio di Cicerone ad opera di Clodio.
N.B. senatus consultum è una decisione che viene presa dal senato, l’abbiamo vsta nel caso
dei baccanali, senza uso di armi.
Il senatus consultum ultimum viene preso in situazioni di emergenza, dove è necessario
l’intervento militare, quindi si da pieno potere ai consoli di intervenire con l’esercito contro
il nemico.
Una delle novità datata nella seconda metà del secondo secolo (sempre sotto i Gracchi):
sistema per controllare le votazioni. Venne introdotto il voto a scrutinio segreto (fino a quel
momento si votava spostandosi con il corpo e il voto era visibile a tutti). Le votazioni a
scrutinio segreto avvengono per tabellam.
139 Lex Gabinia tabellaria (voto segreto in materia elettorale)
137 Lex Cassia tabellaria (voto segreto in materia giudiziaria)
131 Lex Papiria tabellaria (materia legislativa)
107 Lex Caelia tabellaria (voto segreto esteso al reato di perduellio)
Ascesa di Cesare
Gens Iulia, discendenza divina e imparentato con Mario (aveva sposato la zia Giulia di
Cesare) e Cinna (ha sposato la figlia).
65 a.C. inizia come edile – celebrazione Ludi Megalenses e Capitolini, spende una quantità
esorbitante di soldi per questi due eventi
63 a.C. pontefice massimo, anno della Congiura di Catilina
62 a.C. pretore e in quello stesso anno ritorna dall’Oriente Pompeo
Pompeo aveva ottenuto successi contro Mitridate e c’era il problema di trasformare in
province Ponto e Bitinia, e il problema di sistemare i veterani.
Primo triumvirato 60 a.C. entrano in gioco gli interessi di Pompeo, Cesare e Crasso.
Avevano obiettivi differenti, Pompeo non era visto di buon occhio dall’aristocrazia senatoria
dopo le vittorie contro Mitridate. D’altra parte Giulio Cesare che vuole raggiungere il
consolato. Poi Licinio Crasso che aveva agito contro Spartaco. Licinio Crasso è l’uomo più
ricco di Roma in quegli anni perché aveva finanziato una serie di operazioni edilizie ed era
stato uno di quelli che aveva sostenuto la costruzione di insulae, condomini fatti di
materiale scarso che però erano molto richiesti.
Pompeo e Crasso sostengono l’elezione al consolato di Cesare: 59 a.C. CONSOLATO DI
CESARE favorire società di appaltatori fiscalmente (Crasso), ufficializzare la sistemazione
delle nuove province orientali ossia Siria e Bitinia e Ponto (Pompeo), Lex Agraria per
distribuire terre ai veterani (Pompeo), Lex Vatinia con conferimento proconsolato
quinquennale su Illirico, Gallia Cisalpina e Transalpina (Cesare).
Catone l’Uticense, ottimato, si schiera contro Cesare, accanto a Cicerone. Lui oppone alla
forza delle armi la non – violenza (studi moderni hanno paragonato Catone a Ghandi).
Plutarco ci offre tutta una serie di episodi su Catone. Lo descrive quasi insensibile alla
violenza che ha attorno, muovendosi in mezzo a quegli atti di violenza come un filosofo che
sa di essere superiore a tutto ciò.
Catone manifesta il suo disappunto nei confronti di Cesare e a quel punto Cesare, stanco di
ciò, lo trascina in prigione.
Pompeo riesce a farsi eleggere consul sine collega nel 51 a.C., è una forzatura (un’altra,
dopo quella di aver mandato i legati in Spagna): provvedimenti anticesariani [Link]
ricoprire nuovamente un governo provinciale era necessario un intervallo di cinque anni dal
rivestimento della medesima magistratura (impedendo a Cesare quindi di prolungare il suo
ruolo) [Link] di candidarsi al consolato in absentia (Cesare effettivamente era in Gallia,
quindi fisicamente non presente).
20.11.2024
49 a.C.: il dado è tratto (iacta alea est)
Viene imposto a Cesare dal senato di abbandonare il comando delle legioni.
Cesare nel De Bello Civili nel proemio fa un parallelo con i fratelli Gracchi, e cita anche un
altro tribuno ossia Apuleio Saturnino. Cesare li cita per prendere le distanze dagli
atteggiamenti eversivi che lui aveva avuto in passato, perché si accinge ad attraversare il
poemerium. Aveva quindi la necessità di porsi non come un nemico, ma come un liberatore.
Cesare vuole giustificarsi del fatto che stia attraversando quel percorso.
Cesare in questo proemio considera sia i Gracchi che Saturnino dei tribuni violenti. Questo è
comunque finalizzato al fatto di volersi porre in posizione favorevole.
Quando arriva a Roma non incontra resistenza, addirittura si dice che Pompeo scappi via e
Cesare con le sue truppe decise di inseguirlo. Inizia dunque una campagna militare contro
Pompeo, che viene sconfitto nella battaglia di Farsalo. Pompeo scappa e si rifugia in Egitto
da Tolomeo e Cleopatra, ma poi morirà. Uno dei sostenitori di Pompeo era Catone, che lo
segue e che vedendo la sua sconfitta si ucciderà, il famoso suicidio di Catone.
I pompeiani in realtà non sono del tutto sconfitti. Cesare trascorre anche lui un periodo alla
corte di Tolomeo e avrà una storia con Cleopatra. Ma il suo obiettivo era quello di eliminare
i pompeiani. Si avranno altri due scontri, infatti, nel 45.
Cesare è console nel 48 a.C.
Cesare nel 46 a.C. viene nominato dal senato dittatore per dieci anni
Cesare nel 44 a.C. è dittatore a vita. In quell’anno è console Antonio, fedele
compagno d’armi. Durante le feste di febbraio, quando Cesare viene nominato
dittatore, Antonio offre a Cesare una corona e lui la rifiuta. Questo rifiuto non gli salvò
la vita, perché comunque dopo un mese verrà ucciso, esattamente sotto la curia di
Pompeo.
Durante la dittatura Cesare ha effettuato una serie di provvedimenti, tutti improntati alla
virtù della CLEMENTIA:
Politica coloniaria, anche extra italica per proletari, veterani, liberti
Bonifica le paludi
Tabulae novae, per cancellare debiti contratti dai cittadini
Scioglie i collegia, ossia associazioni professionali di mestiere, li scioglie perché li vede
come un assembramento pericoloso
Riduzione dei beneficiari delle distribuzioni gratuite di grano
Istituisce il calendario giuliano, anzi riforma il calendario lunare, il quale durava 10
mesi. L’anno diventa di 365 giorni, introduce l’anno bisestile, dunque il calendario
diventa solare, come oggi
Realizzazione di opere pubbliche, tempio di Venere Genitrice e Foro di Cesare
Amplia il Senato a 900 membri
Verso un regnum …
È comprensibile che con Cesare il suo sistema possa essere paragonabile a un sistema
monarchico. Infatti lui:
Potere religioso pontificato massimo
Potere civile prerogative dei censori
Potere politico possibilità di nominare magistrati
Titolature onorifiche ascendenza divina; imperator a vita (ha l’imperium per
sempre, il comando sulle legioni)
Titolatura carismatica Caesar (titolo che poi assumerà Ottaviano)
Se parliamo di cesaricidi si pensa a Bruto e Cassio.
La moneta coniata dai cesaricidi mandava un messaggio attraverso l’iconografia. Nelle
monete risultava il volto di Bruto.
Il problema dei cesaricidi fu che non avevano un progetto politico solido e per questo
faranno brutta fine.
Il 43 a.C. inaugura il secondo triumvirato, con la Lex Titia (differenza con il primo
triumvirato). I tre uomini erano Ottaviano, Marco Antonio e Marco Emilio Lepido, che
hanno il compito di appianare ogni germe di guerra civile. Marco Emilio Lepido era uno
stretto collaboratore di Cesare, infatti, Ottaviano lo sceglie proprio per la sua fedeltà allo zio,
il suo obiettivo era quello di vendicare lo zio e inseguire dunque i cesaricidi.
Ottaviano continua la sua operazione di rafforzamento del suo ruolo e acquisisce una serie
di epiteti:
Tra il 40 e il 38 a.C. Imperator divi Filius, quindi FIGLIO DEL DIO (Cesare). In realtà
Ottaviano non era per nulla un abile militare e tutti i successi li ottiene grazie ad
Agrippa
Nel 36 a.C. Sacrosanctitas, operazione che gli permette di essere inviolabile (essere
Sacer)
Livia e Ottavia nel 35 a.C. ottengono Sacrosanctitas (moglie e sorella di Ottaviano)
37 a.C. Vertice di Taranto: il secondo triumvirato è rinnovato per un altro
quinquennio
Il compito di Augusto. Dopo una serie di guerre civili, è quello di riportare la CONCORDIA,
dal caos all’ordine: concordia ordinum
Nel 27 a.C. viene esposto uno scudo d’oro nella Curia Iulia con iscrizione = senatus
populusque romanus … virtus, clementia, pietas, iustitia, VERSO GLI DEI E LA PATRIA. Vi è
insomma il riconoscimento ufficiale della sua attività politica.
Augusto e la religione
Lui si pone come un nuovo Romolo, un nuovo fondatore.
27.11.2024
Augusto si vanta di essere vincitore: ricollocai nei templi di tutte le città della provincia
d’Asia gli ornamenti dei quali aveva fatto suo personale possesso, dopo averne spogliati i
templi, colui contro il quale avevo fatto guerra (sta parlando di Antonio).
Un altro aspetto su cui Augusto insiste è il culto imperiale, con una venerazione della figura
dell’imperatore e di tutti i membri della sua famiglia. Lui non vuole essere riconosciuto in
vita come una trinità, è comunque sempre figlio di un Dio, Cesare. Ma ci tiene a non creare
l’ambiguità che lui stesso debba essere considerato un dio. Però, in maniera indiretta, crea
questa venerazione:
Genius augusti un’entità sovrannaturale che segue materiali e persone. È
auspicato di non incontrare mai il genio (il genius di solito si incontra nel letto, nel
talamo. Tiberio Gracco per esempio lo incontra, ci sono due serpenti uno maschio e
uno femmina nel letto e chiede consiglio. Gli dicono che se uccide il maschio uccide
sé stesso, lui lo uccide ed effettivamente poi morirà. Ha preferito tenere in vita
Cornelia per crescere i figli).
I Lari di Augusto
Augusto e la Dea Roma
PAX AUGUSTA
Augusto insiste su questo tema di pace militare, legato a una grande estensione territoriale
che Augusto consolida con l’aumento delle legioni che da 26 passano a 28 e si aggiungono
anche le truppe ausiliari, composte da persone entrate da poco sotto l’egida dell’Impero
romano. Era un modo per consolidare l’Impero stesso, attraverso la fusione tra romani e
nuovi membri dell’impero romano. Grazie alle legioni Augusto riesce a garantire la stabilità
militari.
In Nord Africa sarà sempre necessaria la presenza di legioni romane perché vi era rischio di
ribellioni.
Grazie all’abilità militare di Tiberio verrà costituito nel 20 a.C. un nuovo regno, il regno di
Armenia. Esso renderà contenti i Parti, confinanti con quel regno, che restituiranno le
famose insegne sottratte durante la battaglia di Carre.
Nel 9 d.C. si ebbe una disfatta nella selva di Teutoburgo. Vi erano il Reno e l’Elba, Augusto
spinse il suo generale ad andare oltre, ma quell’area era sempre invasa da tribù germaniche.
Nel 9 vengono distrutte tre legioni guidate da Publio Quintilio Varo. Questo segna un
ridimensionamento dell’estensione del potere augusteo entro il confine del Reno.
Svetonio racconta che questa tragedia segnò molto Augusto, tanto che si lasciò crescere i
capelli e la barba, sbattendo di tanto in tanto la testa contro le porte e gridando: Varo
rendimi le mie legioni.
Nel 9 a.C. fa costruire l’Ara Pacis Augustae. In esso ci sono dei pannelli decorativi che
descrivono la famiglia reale.
Riorganizzazione di Roma:
Praefectus vigilum di rango equestre
Praefectus Urbi di rango senatorio
2 Praefecti praetorio di rango equestre – pretoriani
Praefectus annonae
02.12.2024
Augusto e la legislazione matrimoniale
- 18 a.C. Lex iulia de maritandis ordinibus (legge sul matrimonio degli ordini, cioè dei ceti
sociali)
- 17/16 a.C. Lex iulia de adulteriis coercendis (legge per repressione degli adulteri)
- 9 d.C. Lex Papia Poppea (legge che premia chi si sposa e ha tanti figli e colpisce chi non si è
sposato e non ha figli)
Cassio Dione, storia romana: Augusto sottopose a inasprimento fiscale le categorie dei
celibi e delle nubili mentre offrì degli incentivi a vantaggio del matrimonio e della
procreazione (l’obiettivo era aumentare il numero dei cittadini romani).
Tacito, Annali: fu proposto in seguito di rendere meno severi i criteri della Legge Pappea
che Augusto, già avanzato in età aveva sancito dopo le leggi Giulia per aggravare sanzioni
contro i celibi
Giulia è uno strumento per Augusto, strumento di potere. La obbligherà anche a separarsi
da Tiberio perché verrà coinvolta in uno scandalo sessuale (scandalo in cui viene coinvolto
anche Ovidio). Giulia viene mandata nell’isola di Ventotene e poi nella città di Reggio sullo
stretto di Sicilia. Muore nello stesso anno in cui muore il padre, 14 d.C.
Tiberio vive anche una crisi finanziaria nel 33 d.C., periodo in cui si ha scarso reperimento
del metallo e per questo una scarsa circolazione monetaria e Tiberio cerca di risolvere la
situazione. Istituisce con il proprio patrimonio personale un fondo di prestito di altri cento
milioni di sesterzi.
Tiberio alla fine del suo regno nomina Caligola, figlio di Germanico. Si fidava di lui, e quindi
si fidò anche del figlio, sbagliando.
Claudio fa uccidere Messalina e sposa in seconde nozze Agrippina II, madre di Nerone.
Nerone sposerà in prime nozze la cugina Ottavia (figlia di Tiberio) che poi rinnegherà per
sposare Poppea.
Sotto Nerone avviene uno scontro tra due fazioni opposte nello stadio ossia Pompeiani e
Nocerini, 59 d.C.
Questo episodio è rappresentato sulle pareti di una casa a Pompei.
Con Nerone abbiamo una pesante rivolta capeggiata dalla regina di una popolazione
della Britannia, regina Boudicca. Rivolta che finì in maniera favorevole per i romani e la
regina viene uccisa: rivolta di Boudicca 61 d.C.
Nel 64 d.C. incendio di Roma, che parte dalla suburra (quartiere popolare). Nerone
voleva costruire la famosa domus Aurea e per questo distruggere una vasta area che
collegava tre colli, Palatino, Celio e Esquilino. Fece costruire una statua chiamata Colosso
e da lì il nome del Colosseo.
68 d.C. inizia una crisi. Non c’era ormai nessun membro della dinastia Giulio claudia e si
affacciavano sulla scena politica i pretoriani e vengono acclamati come imperatori
quattro generali: Galba, Otone, Vitellio, l’ultimo Vespasiano era in Giudea in quel
momento. Si combattono tra di loro e il più forte risulta Vespasiano, acclamato
imperatore.
Vespasiano è un generale e ha bisogno dunque di ufficializzare il suo ruolo.
Da vespasiano si ritorna al principio dinastico, infatti dopo lui verranno nominati i figli
Tito e Domiziano.
Vespasiano era un homo novus.
A lui si attribuisce la Lex de imperio Vespasiani, ossia un Senatus Consultus nominato dai
comizi. Questa legge garantisce a Vespasiano di essere riconosciuto imperatore anche
dal popolo.
Muore Vespasiano nel 79 d.C. e subentra il figlio Tito. Il 79 è l’anno dell’eruzione del
Vesuvio e vengono distrutte Pompei ed Ercolano e Tito effettua una serie di
provvedimenti atti ad aiutare la popolazione che era riuscita a scappare dall’ eruzione.
Il regno di Tito dura solo due anni, poi muore e subentra Domiziano. Domiziano viene
definito come Caligola un megalomane.
Domiziano 81 - 96 d.C.
Effettua durante il suo regno un provvedimento di politica protezionistica nei confronti
dell’Italia, per contenere la sovrapproduzione in agricoltura delle province. Questo per
evitare che l’iTalia dipendesse dalle province per la produzione di determinati prodotti
agricoli.
Politica estera: maggiore estensione della Britannia (Agricola, Tacito), guerre contro i
catti e costituzione di Germania Superior e Inferior; campagne militari contro i daci del re
Decebalo.
04.12.2024
Caligola, Nerone e Domiziano sono molto amati dalla plebe perché organizzano ludi,
intrattenimenti, che la plebe apprezza. La storiografia appartiene però alla classe
dirigente (per esempio Sallustio), i quali tracciano quadri negativi solo dopo la morte
degli imperatori, non possono farlo prima.
Per quanto riguarda il cursus honorum, che ogni membro dell’aristocrazia senatoria poteva
percorrere, si mantengono invariate le magistrature, ma il tribunato della plebe viene a
essere diminuito delle sue funzioni, nonostante si mantenga come carica. Ma non ha più la
stessa pregnanza che aveva in età repubblicana.
II SECOLO d.C.
Si passa da un sistema dinastico a un sistema diverso.
Tacito testimonia questo passaggio nell’Agricola, in cui parla male di Domiziano (dopo che è
morto): dopo la caduta di Domiziano, principato e libertà, cose un tempo inconciliabili,
potevano di nuovo coniugarsi in un nuovo ordine di pace.
Una delle novità che Traiano introduce è quella della funzione dei “Curatores rei publicae”:
Implementazione del controllo dei bilanci delle città provinciali attraverso appositi delegati
Plinio il Giovane viene mandato come Legatus Augusti pro praetore nella provincia di Ponti
e Bitinia 110/113 d.C. Era un ruolo di sostituito dell’imperatore.
Plinio inviava lettere a Roma, si ebbe un carteggio importante tra lui e la corte (Epistole).
Plinio, che si trova a gestire quella provincia, rivela un problema di carattere finanziario
dicendo che teme che il denaro resti senza investimento. Allora l’imperatore risponde
dicendo che l’unico rimedio sarebbe una riduzione del tasso di interesse.
La politica di Traiano in Italia: gli Alimenta e le tavole bronzee di Veleia (grazie alle quali si è
scoperto questo provvedimento)
Gli Alimenta: una forma speciale di prestito ipotecario. Ai proprietari terrieri veniva dato un
prestito che era proporzionato all’estensione dei fondi, e gli interessi erano devoluti al
sostentamento e all’educazione di ragazzi orfani.
Questo provvedimento invogliava i proprietari terrieri a investire in Italia.
Il provvedimento di Traiano è in linea con la valorizzazione dell’Italia.
Le campagne daciche contro Decebalo (101 – 106 d.C.) sono rappresentate nella colonna
Traiana. Essa è stata costruita nel 112 d.C. Si tratta del monumento – mausoleo, perché
all’interno sono poste le ceneri dell’Imperatore.
Traiano non si limitò a conquistare la Dacia, ma si spostò anche verso il regno dei Nababei e
costituisce la provincia di Arabia Felix.
Successivamente, prima di morire, conquista ma non in maniera definitiva l’area di Assiria e
Mesopotamia, ma alla sua morte queste zone vengono perse.
Con Traiano si raggiunge la massima estensione dell’impero.
Traiano prima di morire nomina come suo successore il governatore della Siria, ossia
Adriano. Egli governa dal 117 al 138 d.C. Anche lui, come Traiano, era originario
dell’ispanica.
Chiesa di S. Pier Maggiore, a Firenze. Nel portale della chiesa enorme iscrizione di
personaggi che avevano regalato ai fiorentini un banchetto legato al culto imperiale.
Marco Aurelio e il Campo Marzio. Anche lui come Augusto ha una predilezione per quella
zona.
Il signaculum dell’imperatore Marco Aurelio: una sorta di timbro che segnava i documenti,
un modo pratico per firmare documenti di vario tipo.
09.12.2024
Commodo (180 – 192 d.C.)
Principe crudele e autocrate
Viene nominato in punto di morte da Marco Aurelio (suo padre), colpito da una malattia
strana contratta durante la battaglia contro i Parti.
Commodo è ricordato per essere un imperatore che divinizza la sua persona e sostituirne
costantemente la sua associazione con Ercole: Colonia Herculea Commodiana (Roma):
la sua sete di identificazione con la divinità lo porta a cambiare il nome di Roma per quel
periodo.
È ricordato per essere un uomo pigro che evitava le incombenze imperiali.
Si ha un ritorno dell’utilizzo dei liberti imperiali. Il più importante fu Cleandro. Fu nominato
anche prefetto del pretorio.
Historia Augusta: a sostituirlo in quel ruolo di preminenza (prefetto del pretorio) Commodo
chiamò uno dei suoi camerieri, Cleandro.
Aspetto che metteva in cattiva luce i cristiani: si rifiutavano di combattere per l’imperatore e
non accettavano neanche di percorrere le tappe del cursus honorum.
Il culto del Sol Invictus: statua con corona radiata, simile al colosso di Nerone.
211 d.C.
Settimo Severo 193 – 211 d.C.
Co – reggenza con il figlio Caracalla 198 – 211 d.C.
Caracalla alla morte di Settimio Severo ordina l’assassinio (e damnatio memoriae)
della moglie Plautilla e del fratello Geta
Il Tondo severiano: rappresenta Settimo, sua moglie con collana e orecchini di perle che
erano simbolo dell’aristocrazia senatoria, Caracalla e Geta (di cui è stato cancellato il volto).
Donne al potere :
Giulia Domna, moglie di Settimio
Giulia Mesia, sorella di Domna e nonna di Elagabalo
Giulia Mamea, figlia di Mesia e madre di Alessandro Severo
Giulia Soemia, madre di Elagabalo (che diventerà imperatore e sua volta adotterà
Alessandro Severo)
Creazione di due regni temporanei: Regno di Palmira (fondato da Zenobia in seguito alla
morte del marito Odenato) e Regno dei Galli.
Il Regno di Palmira
- Odenato
- Dux, imperator, corrector totius Orientis
- Zenobia