Geoanalitica 3 D
Geoanalitica 3 D
spazio
~v = (vx , vy , vz ),
o di componenti vettoriali
~v = vx x̂ + vy ŷ + vz ẑ,
ove x̂, ŷ e ẑ indicano i versori degli assi cartesiani (ovvero vettori di modulo
unitario aventi verso e direzione concordi agli assi cartesiani).
−→
Se viene assegnata una coppia di punti A e B, si indica con AB il vettore che
ha: direzione la retta AB, verso da A a B e modulo la lunghezza del segmento
AB. Le componenti cartesiane di tale vettore dipendono dalle coordinate dei
punti A e B secondo la relazione
−→
AB = (xB − xA , yB − yA , zB − zA )
2
−→
Il vettore OP , che ha come componenti cartesiane le coordinate del punto P ,
in fisica viene solitamente chiamato vettore posizione o, talvolta, raggio vettore.
Il modulo di un vettore ~v viene indicato con il simbolo v ed è facilmente
calcolabile note le componenti cartesiane con la seguente formula (facilmente
dimostrabile utilizzando il Teorema di Pitagora):
q
v = vx2 + vy2 + vz2 .
~u · ~v = uv cos θ
Si osservi che il prodotto scalare tra due vettori non nulli è:
• nullo se i due vettori sono ortogonali;
• massimo (uv) se i vettori sono paralleli ed equiversi;
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• minimo (−uv) se i vettori sono paralleli e non equiversi.
Il prodotto scalare non dipende quindi dal particolare riferimento cartesiano
utilizzato per assegnare le coordinate. Tuttavia, note le coordinate dei vettori
è possibile calcolare il prodotto scalare con al seguente formula (che non viene
qui dimostrata):
~u · ~v = ux vx + uy vy + uz vz .
Note le coordinate dei vettori è quindi possibile calcolare l’angolo da essi formato
utilizzando la relazione:
ux vx + uy vy + uz vz
cos θ =
uv
In particolare, la condizione di perpendicolarità può essere espressa come
segue:
~u ⊥ ~v ←→ ux vx + uy vy + uz vz = 0, (1)
La condizione di parallelismo richiede invece la proporzionalità dei vettori :
~u k ~v ←→ ∃k ∈ R : ~u = k~v (2)
ovvero delle rispettive componenti:
~u k ~v ←→ ∃k ∈ R : ux = kvx , . . . , uz = kvz .
In particolare, se tutte le componenti dei vettori sono non nulle, allora
ux uy uz
~u k ~v ←→ = = .
vx vy vz
Una retta è definita in modo univoco quando viene assegnato un suo punto
A(x0 , y0 , z0 ) e una direzione data, ovvero un vettore non nullo ~u. Un punto
P (x, y, z) appartiene ad una retta r passante per A con direzione ~u se e solo
−→
se il vettore AP è parallelo a ~u. In considerazione della (2), ciò equivale ad
ammettere l’esistenza di k ∈ R tale che
−→
AP = k~u,
da questa relazione, in termini di coordinate, si ottiene che
x − x0 = kux , . . . , z − z0 = kuz .
4
È quindi possibile descrivere le coordinate del generico punto P della retta
attraverso le seguenti equazioni parametriche:
x = x0 + kux
y = y0 + kuy
z = z + ku , con k ∈ R.
0 z
Consideriamo ora un piano α passante per un punto A(x0 , y0 , z0 ). Sia ora ~vα =
(a, b, c) un qualunque vettore non nullo ortogonale al piano α. Se P (x, y, z)
−→
è un arbitrario punto di α, allora il vettore AP , che individua una direzione
all’interno del piano, dovrà essere ortogonale al vettore ~vα .
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Ricordando la condizione di perpendicolarità (1), si avrà dunque che
−→
P ∈α ←→ ~vα · AP = 0 ←→ a(x − x0 ) + b(y − y0 ) + c(z − z0 ) = 0.
6
Dalla precedente relazione, in termini di coordinate, si ottiene che
7
Imponendo che il generico punto H della retta h appartenga al piano α si ottiene
la relazione
a(ka + x0 ) + b(kb + y0 ) + c(kc + z0 ) + d = 0,
da cui si ottiene che il parametro k deve soddisfare
ax0 + by0 + cz0 + d
k=− .
a2 + b2 + c2
−−→
La distanza cercata è il modulo del vettore P H, quindi
√ |ax0 + by0 + cz0 + d| √ 2
P H = |k(a, b, c)| = |k| · a2 + b2 + c2 = · a + b 2 + c2 =
a2 + b2 + c2
|ax0 + by0 + cz0 + d|
= √ .
a2 + b2 + c2
Siano dati un piano α e una retta r, e siano rispettivamente ~uα e ~ur i vettori
perpendicolare al piano α e parallelo alla retta r. Allora è facile comprendere
che
Date due rette distinte r e s, con direzioni rispettivamente ~ur e ~us , tali rette
possono essere complanari, cioè entrambe contenute in un qualche piano, oppure
non complanari.
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Le rette complanari possono essere di due tipi: incidenti, cioè rette che
hanno un punto in comune, oppure parallele, rette i cui vettori direzione sono
paralleli:
r, s ⊆ α ←→ ~ur k ~us o r ∩ s = P.
Rette non complanari si dicono sghembe. Tali rette sono quindi caratteriz-
zate dal fatto che
• le rette non hanno punti in comune,
• i vettori direzione non sono paralleli.
L’angolo (acuto o retto) θ formato da due rette incidenti è chiaramente quello
(acuto o retto) formato dalle due direzioni, quindi
|~ur · ~us |
cos θ = .
ur us
In particolare due rette incidenti sono ortogonali quando
~ur · ~us = 0.
~uα · ~uβ = 0.
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2 Esercizi vari
2.1 Equazioni parametriche e cartesiane di retta e piano
2.2 Da equazioni parametriche a cartesiane
Es. 1 Determina le equazioni cartesiane della retta di equazioni parametriche
r : (x, y, z) = (1, 2, 0) + k(3, 1, −1), con k ∈ R.
Eliminando il parametro dalle equazioni parametriche di r si ottiene
x = 1 + 3k [k = −z]
(
x = 1 − 3z
y =2+k ←→ x = 1 + 3(−z) ←→
z = −k
y = 2 + (−z)
y =2−z
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2.3 Da equazioni cartesiane a parametriche
Es. 3 Determina le equazioni parametriche della retta
(
x = 1 − 3z
r: .
y =2−z
11
2.4 Esercizi riguardanti retta e piani
2.4.1 Rette e piani definiti da condizioni di appartenenza e direzione
(x − 1, y − 2, z − 0) = k(2, 1, 3).
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seguenti equazioni parametriche di r sono quindi
x = 1 + 2k
r : y =2+k
z = 3k, k ∈ R
Es. 7 Trovare le equazioni cartesiane del piano α passante per il punto A(1, 2, 0)
ortogonale alla direzione ~u(1, 1, 1).
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Un punto P (x, y, x) appar-
−→
tiene al piano α se e solo se il vettori AP è ortogonale a ~u, ovvero se
−→
AP · ~u = 0,
da cui si ottiene
(x − 1, y − 2, z − 0) · (1, 1, 1) = 0 ←→ x − 1 + y − 2 + z = 0 ←→ x + y + z − 3 = 0.
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Le equazioni parametriche sono di immediata determinazione, infatti un pun-
to P (x, y, x) appartiene al piano α se e solo se esistono due scalari t, k ∈ R
−→
tali per cui AP = k~u + t~v , ovvero
(x − 1, y − 2, z − 0) = k(0, 1, −1) + t(−2, 1, 1).
Le equazioni parametriche del piano sono quindi:
x = 1 − 2t
r : y =2+k+t
z = −k + t, k, t ∈ R.
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che ammette come soluzione particolare w(1,
~ 1, 1), per cui il piano ha equazione
(x − 1, y − 2, z − 0) · (1, 1, 1) = 0 ←→ x − 1 + y − 2 + z = 0 ←→ x + y + z − 3 = 0.
Es. 9 Trovare le equazioni del piano α passante per i punti A(1, 2, 0) con
direzioni B(1, 3, −1) e ~v (−1, 3, 1).
−→ −→
Indicati i vettori direzione ~u = AB(0, 1, −1) e ~v = AC(−2, 1, 1), il problema
è ricondotto all’esercizio precedente. È possibile anche considerare l’equazione
generale ax + by + cz + d = 0 e imporre le tre condizioni di passaggio. si
ottiene un sistema a tre equazioni e quattro incognite, indeterminato. Scelta la
soluzione per a = 1, si ottengono b = c = 1 e d = −3.
Es. 10 Trovare le equazioni del piano α passante per la retta r : (x, y, z) =
(1, 2, 0) + k(0, 1, −1) e il punto C(−1, 3, 1).
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Si considera il punto di r per k = 0, cioè A(1, 2, 0). Indicato con ~u =
−→
(0, 1, −1) il vettore direzione di r e con ~v = AC(−2, 1, 1), il problema si
riconduce a determinare il piano per un punto A con direzioni ~u e ~v , già studiato
in un esercizio precedente.
Es. 11 Trovare le equazioni del piano α individuato dalle rette incidenti r :
(x, y, z) = (1, 2, 0) + k(0, 1, −1) e s : (x, y, z) = (1, 1, 1) + t(−2, 1, 1).
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Si verifica innanzitutto che le rette sono secanti mettendo a sistema le equa-
zioni parametriche. Il sistema che si ottiene ha tre equazioni con due incognite:
1 = 1 − 2t t = 0
2 + k = 1 + t ←→ k = −1
−k = 1 + t
k = −1
Le rette sono parallele essendo ~ur (0, 1, −1) = −~us (0, −1, 1). Scegliendo
i parametri t = k = 0 si trovano i punti A(1, 2, 0) e B(−1, 2, 2). Indicato
−→
con ~v = AB = (−2, 0, 2), il piano cercato avrà direzioni ~ur e ~v . Le equazioni
parametriche di α si trovano come nell’esercizio 4.
Es. 13 Trovare le equazioni della retta ortogonale al piano α : x+y +z −3 = 0
passante per il punto B(1, 1, 4).
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Il vettore ~uα (1, 1, 1), essendo ortogonale al piano α, deve essere parallelo
alla retta r, le cui equazioni parametriche possono quindi scriversi come r :
(x, y, z) = (1, 1, 4) + k(1, 1, 1) con k ∈ R.
Es. 14 Trovare le equazioni del piano passante per il punto B(1, 1, 4) e
parallelo al piano α : x + y + z − 3 = 0.
Il vettore ~uα (1, 1, 1), essendo ortogonale al piano α, deve essere ortogonale
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anche a β. Dunque l’equazione cartesiana di β è (x − 1, y − 1, z − 4) · (1, 1, 1) =
0 ←→ x + y + z − 6 = 0.
Es. 15 Trovare le equazioni del piano ortogonale alla retta r : (x, y, z) =
(1, 2, 3) + k(1, 1, 1) e passante per il punto A(1, 3, 0).
(x − 1, y − 3, z − 0) · (1, 1, 1) = 0 ←→ x − 1 + y − 3 + z = 0 ←→ x + y + z − 2 = 0.
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Il vettore ~ur = (1, 1, 1) è chiaramente parallelo alla retta s cercata, la cui
equazione parametrica sarà:
21
Si trova prima il punto di intersezione tra retta e piano mettendo a sistema
le equazioni:
(1 + 2k) + (2 + k) + (3k) − 3 = 0 ←→ 6k = 0 ←→ k = 0,
β : 2x − y − z = 0.
22
Si procede come nell’esercizio precedente poiché la retta p cercata è l’inter-
sezione dei due piani: p = β ∩ α. Alternativamente si può procedere come
segue.
23
e la si interseca con β, trovando
3 + k + 3 + k + 3 + k − 3 = 0 ←→ 3k = −6 ←→ k = −2.
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2.4.5 Misure di angoli e distanze
|ax + by + cz + d| |1 + 2 + 4 − 3| √
d= √ = √ = 3.
a2 + b2 + c2 1+1+1
Es. 23 Trova la misura dell’angolo (acuto) formato dalle due rette incidenti
r : (x, y, z) = (1, 2, 0) + k(0, −1, −1) e s : (x, y, z) = (1, 2, 0) + k(−2, 1, 2).
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I punti di tangenza si trovano intersecando la retta t con la superficie S, per
cui si trova
(1 + k − 1)2 + (1 + k − 1)2 + (2 + k − 2)2 = 3 ←→ 3k 2 = 3 ←→ k = ±1.
I punti di tangenza sono pertanto T1 (0, 0, 1) e T2 (2, 2, 3), e i rispettivi piani
tangenti
α1 : (x−0)·1+(y−0)·1+(z−1)·1 = 0, α2 : (x−2)·1+(y−2)·1+(z−3)·1 = 0
√
Es. 27 Data la superficie sferica S di centro C(1, 1, 2) e raggio 3, determina
le caratteristiche della conica ottenuta sezionando S con il piano α : x + y = 4.
27
La circonferenza γ nel piano α ha quindi raggio 1 e centro P (2, 2, 2).
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