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Geoanalitica 3 D

Il documento fornisce un'introduzione alla geometria analitica nello spazio, trattando argomenti come vettori, rette e piani. Viene spiegata la rappresentazione di vettori in coordinate cartesiane e vettoriali, il prodotto scalare, e le equazioni parametriche e cartesiane per rette e piani. Inoltre, il documento include esercizi pratici per applicare le teorie presentate.

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Appunti di geometria analitica dello

spazio

di Fabio Maria Antoniali

– versione del 23 maggio 2017 –


1 Un po’ di teoria
1.1 Vettori e punti
1.1.1 Componenti cartesiane e vettoriali

Fissato nello spazio un riferimento cartesiano Oxyz, un vettore ~v può essere


espresso sia in termini di componenti cartesiane (o coordinate)

~v = (vx , vy , vz ),

o di componenti vettoriali

~v = vx x̂ + vy ŷ + vz ẑ,

ove x̂, ŷ e ẑ indicano i versori degli assi cartesiani (ovvero vettori di modulo
unitario aventi verso e direzione concordi agli assi cartesiani).
−→
Se viene assegnata una coppia di punti A e B, si indica con AB il vettore che
ha: direzione la retta AB, verso da A a B e modulo la lunghezza del segmento
AB. Le componenti cartesiane di tale vettore dipendono dalle coordinate dei
punti A e B secondo la relazione
−→
AB = (xB − xA , yB − yA , zB − zA )

Si osservi che, con la notazione appena introdotta, sussiste la seguente rela-


zione vettoriale
−→ −−→ −→
AB = OB − OA

2
−→
Il vettore OP , che ha come componenti cartesiane le coordinate del punto P ,
in fisica viene solitamente chiamato vettore posizione o, talvolta, raggio vettore.
Il modulo di un vettore ~v viene indicato con il simbolo v ed è facilmente
calcolabile note le componenti cartesiane con la seguente formula (facilmente
dimostrabile utilizzando il Teorema di Pitagora):
q
v = vx2 + vy2 + vz2 .

1.1.2 Prodotto scalare

Si definisce prodotto scalare di due vettori non nulli ~u e ~v il numero reale

~u · ~v = uv cos θ

ove θ è l’angolo convesso formato dai vettori ~u e ~v .

Si osservi che il prodotto scalare tra due vettori non nulli è:
• nullo se i due vettori sono ortogonali;
• massimo (uv) se i vettori sono paralleli ed equiversi;

3
• minimo (−uv) se i vettori sono paralleli e non equiversi.
Il prodotto scalare non dipende quindi dal particolare riferimento cartesiano
utilizzato per assegnare le coordinate. Tuttavia, note le coordinate dei vettori
è possibile calcolare il prodotto scalare con al seguente formula (che non viene
qui dimostrata):
~u · ~v = ux vx + uy vy + uz vz .
Note le coordinate dei vettori è quindi possibile calcolare l’angolo da essi formato
utilizzando la relazione:
ux vx + uy vy + uz vz
cos θ =
uv
In particolare, la condizione di perpendicolarità può essere espressa come
segue:
~u ⊥ ~v ←→ ux vx + uy vy + uz vz = 0, (1)
La condizione di parallelismo richiede invece la proporzionalità dei vettori :
~u k ~v ←→ ∃k ∈ R : ~u = k~v (2)
ovvero delle rispettive componenti:
~u k ~v ←→ ∃k ∈ R : ux = kvx , . . . , uz = kvz .
In particolare, se tutte le componenti dei vettori sono non nulle, allora
ux uy uz
~u k ~v ←→ = = .
vx vy vz

1.2 Retta e piano


1.2.1 Le equazioni parametriche della retta

Una retta è definita in modo univoco quando viene assegnato un suo punto
A(x0 , y0 , z0 ) e una direzione data, ovvero un vettore non nullo ~u. Un punto
P (x, y, z) appartiene ad una retta r passante per A con direzione ~u se e solo
−→
se il vettore AP è parallelo a ~u. In considerazione della (2), ciò equivale ad
ammettere l’esistenza di k ∈ R tale che
−→
AP = k~u,
da questa relazione, in termini di coordinate, si ottiene che
x − x0 = kux , . . . , z − z0 = kuz .

4
È quindi possibile descrivere le coordinate del generico punto P della retta
attraverso le seguenti equazioni parametriche:

x = x0 + kux


y = y0 + kuy

z = z + ku , con k ∈ R.

0 z

Pertanto le equazioni parametriche di una retta individuano sempre un punto


della retta e una direzione parallela alla retta stessa.

1.2.2 Equazione cartesiana del piano

Consideriamo ora un piano α passante per un punto A(x0 , y0 , z0 ). Sia ora ~vα =
(a, b, c) un qualunque vettore non nullo ortogonale al piano α. Se P (x, y, z)
−→
è un arbitrario punto di α, allora il vettore AP , che individua una direzione
all’interno del piano, dovrà essere ortogonale al vettore ~vα .

5
Ricordando la condizione di perpendicolarità (1), si avrà dunque che
−→
P ∈α ←→ ~vα · AP = 0 ←→ a(x − x0 ) + b(y − y0 ) + c(z − z0 ) = 0.

L’equazione cartesiana del piano α passante per A(x0 , y0 , z0 ) e ortogonale a


~vα = (a, b, c) è quindi:

α : a(x − x0 ) + b(y − y0 ) + c(z − z0 ) = 0.

L’equazione cartesiana di un piano è perciò esprimibile nella seguente forma


generale:
α : ax + by + cz + d = 0,
ove la terna di coefficienti (a, b, c), non tutti simultaneamente nulli, individua
un vettore ~uα ortogonale al piano, mentre il quarto coefficiente d può esse-
re ricondotto ad una eventuale traslazione del piano rispetto all’origine del
riferimento cartesiano.

1.2.3 Equazioni parametriche del piano

Assegnato un punto P (x0 , y0 , z0 ) e due vettori non paralleli ~u e ~v , esiste un


unico piano α passante che contiene le rette passanti per A con direzioni ~u e ~v .
Un punto P (x, y, z) appartiene al piano α se e solo se esistono due scalari t e
k tali per cui
−→
P A = t~u + k~v ,

6
Dalla precedente relazione, in termini di coordinate, si ottiene che

x − x0 = tux + kvx , . . . , z − z0 = tuz + kvz .

È quindi possibile descrivere le coordinate del generico punto Q del piano


attraverso le seguenti equazioni parametriche:

x = x0 + tux + kvx


y = y0 + tuy + kvy

z = z + tu + kv , con t, k ∈ R.

0 z z

Pertanto le equazioni parametriche di un piano individuano sempre un punto


del piano e due direzioni (tra loro non parallele) all’interno dello stesso piano.

1.2.4 Formula distanza punto-piano

Dato un piano α : ax + by + cz + d = 0 e un punto P (x0 , y0 , z0 ), la distanza


tra punto e piano è data dalla formula
|ax0 + by0 + cz0 + d|
d(P, α) = √
a2 + b2 + c2
La dimostrazione è abbastanza agevole. Si consideri innanzitutto la retta h
passante per P ed ortogonale al piano α, le cui equazioni parametriche sono:

(x, y, z) = (x0 , y0 , z0 ) + k(a, b, c).

7
Imponendo che il generico punto H della retta h appartenga al piano α si ottiene
la relazione
a(ka + x0 ) + b(kb + y0 ) + c(kc + z0 ) + d = 0,
da cui si ottiene che il parametro k deve soddisfare
ax0 + by0 + cz0 + d
k=− .
a2 + b2 + c2
−−→
La distanza cercata è il modulo del vettore P H, quindi
√ |ax0 + by0 + cz0 + d| √ 2
P H = |k(a, b, c)| = |k| · a2 + b2 + c2 = · a + b 2 + c2 =
a2 + b2 + c2
|ax0 + by0 + cz0 + d|
= √ .
a2 + b2 + c2

1.2.5 Posizione di retta e piano

Siano dati un piano α e una retta r, e siano rispettivamente ~uα e ~ur i vettori
perpendicolare al piano α e parallelo alla retta r. Allora è facile comprendere
che

rkα ←→ ~ur ⊥ ~uα


e
r⊥α ←→ ~ur k ~uα
Inoltre, nel caso in cui la retta r sia obliqua al piano α (ovvero la retta è
incidente ma non perpendicolare al piano) l’angolo θ formato tra retta e piano
(cioè l’angolo acuto formato dalla retta r e la sua proiezione sul piano) è il
complementare dell’angolo acuto formato dalla retta r e dalla perpendicolare
al piano condotta per il punto di incidenza, pertanto
|~ur · ~uα |
sin θ = .
ur uα

1.2.6 Posizione di due rette

Date due rette distinte r e s, con direzioni rispettivamente ~ur e ~us , tali rette
possono essere complanari, cioè entrambe contenute in un qualche piano, oppure
non complanari.

8
Le rette complanari possono essere di due tipi: incidenti, cioè rette che
hanno un punto in comune, oppure parallele, rette i cui vettori direzione sono
paralleli:
r, s ⊆ α ←→ ~ur k ~us o r ∩ s = P.
Rette non complanari si dicono sghembe. Tali rette sono quindi caratteriz-
zate dal fatto che
• le rette non hanno punti in comune,
• i vettori direzione non sono paralleli.
L’angolo (acuto o retto) θ formato da due rette incidenti è chiaramente quello
(acuto o retto) formato dalle due direzioni, quindi
|~ur · ~us |
cos θ = .
ur us
In particolare due rette incidenti sono ortogonali quando

~ur · ~us = 0.

1.2.7 Posizione di due piani

Due piani distinti α e β, con direzioni ortogonali rispettivamente ~uα e ~uβ ,


possono essere paralleli o incidenti.
In particolare

αkβ ←→ ~uα k ~uβ .


L’angolo θ (acuto o retto) formato da due piani incidenti, coincide con quello
(acuto o retto) formato dalle due direzioni ortogonali ai piani, quindi
|~uα · ~uβ |
cos θ = .
uα uβ
In particolare, due piani incidenti sono ortogonali quando

~uα · ~uβ = 0.

9
2 Esercizi vari
2.1 Equazioni parametriche e cartesiane di retta e piano
2.2 Da equazioni parametriche a cartesiane
Es. 1 Determina le equazioni cartesiane della retta di equazioni parametriche
r : (x, y, z) = (1, 2, 0) + k(3, 1, −1), con k ∈ R.
Eliminando il parametro dalle equazioni parametriche di r si ottiene
 
x = 1 + 3k [k = −z]

 
 (
x = 1 − 3z
y =2+k ←→ x = 1 + 3(−z) ←→

z = −k
 
y = 2 + (−z)
 y =2−z

Pertanto le equazioni cartesiane della retta sono


(
x = 1 − 3z
r: .
y =2−z
Ricavando il parametro da una delle altre due equazioni si ottengono altre
possibili equazioni cartesiane, che corrispondono a differenti coppie di piani che
si intersecano in r. Va detto che essendo infiniti i piani passanti per r, sono
anche infinite le forme in cui si possono presentare le equazioni cartesiane di
una data retta.
Es. 2 Determina le equazioni cartesiane del piano di equazioni parametriche

x = 1 − 2t


α: y =2+k+t

z = −k + t, k, t ∈ R.

Per trovare l’equazioni cartesiane si devono eliminare i due parametri e si


trova
 
[t = z + k] [t = z + k]

 

x = 1 − 2(z + k) ←→ [2k = 1 − x − 2z] ←→ x + y + z − 3 = 0.
 
y = 2 + k + z + k
 y = 2 + z + 1 − x − 2z

Pertanto l’equazione cartesiana del piano in forma generale è α : x+y +z −3 =


0.

10
2.3 Da equazioni cartesiane a parametriche
Es. 3 Determina le equazioni parametriche della retta
(
x = 1 − 3z
r: .
y =2−z

Per descrivere il luogo geometrico in esame è necessario un solo parametro


k. Imponendo, ad esempio, y = k si trova che
( (
x + 3z = 1 x = 1 − 3z = 1 − 6 + 3k
←→ .
z =2−k z =2−k
Pertanto le equazioni parametriche sono:

x = −5 + 3k


r: y=k

z = 2 − k, k ∈ R.

Scelte differenti di assegnazione del parametro portano ovviamente a diverse


equazioni parametriche.
Es. 4 Determina le equazioni parametriche del piano α : x + y + z − 3 = 0.

Per descrivere il luogo geometrico in esame è necessario una coppia di pa-


rametri parametri k e t. Imponendo, ad esempio, y = k e z = t si trova
che 
x = 3 − y − z = 3 − k − t


y=k

z = t

Pertanto le equazioni parametriche di α sono:



x = 3 − k − t


α: y=k .

z = t, k, t ∈ R.

Scelte differenti di assegnazione dei due parametri portano ovviamente a diverse


equazioni parametriche.

11
2.4 Esercizi riguardanti retta e piani
2.4.1 Rette e piani definiti da condizioni di appartenenza e direzione

Es. 5 Trovare le equazioni parametriche della retta r passante per il punto


A(1, 2, 0) con direzione ~u(2, 1, 3).
−→
Un punto P (x, y, x) appartiene alla retta r se e solo se i vettori AP e ~u sono
−→
proporzionali, ovvero esiste k ∈ R tale che AP = k~u, relazione che in coordinate
può scriversi nella forma

(x − 1, y − 2, z − 0) = k(2, 1, 3).

Le equazioni parametriche di r sono quindi



x = 1 + 2k


r : y =2+k

z = 3k, k ∈ R

Es. 6 Trovare le equazioni parametriche della retta r passante per i punti


A(1, 2, 0) e B(3, 3, 3).
−→ −−→ −→
Il vettore direzione della retta è ~u = AB = OB − OA = (3 − 1, 3 − 2, 3 −
0) = (2, 1, 3). L’esercizio si conclude quindi come il precedente, giungendo alle

12
seguenti equazioni parametriche di r sono quindi

x = 1 + 2k


r : y =2+k

z = 3k, k ∈ R

2.4.2 Rette e piani definiti tramite condizioni di parallelismo e perpendicolarità

Es. 7 Trovare le equazioni cartesiane del piano α passante per il punto A(1, 2, 0)
ortogonale alla direzione ~u(1, 1, 1).

13
Un punto P (x, y, x) appar-
−→
tiene al piano α se e solo se il vettori AP è ortogonale a ~u, ovvero se
−→
AP · ~u = 0,

da cui si ottiene

(x − 1, y − 2, z − 0) · (1, 1, 1) = 0 ←→ x − 1 + y − 2 + z = 0 ←→ x + y + z − 3 = 0.

Dunque il piano ha equazione cartesiana α : x + y + z − 3 = 0.


Es. 8 Trovare le equazioni del piano α passante per il punto A(1, 2, 0) con
direzioni ~u(0, 1, −1) e ~v (−2, 1, 1).

14
Le equazioni parametriche sono di immediata determinazione, infatti un pun-
to P (x, y, x) appartiene al piano α se e solo se esistono due scalari t, k ∈ R
−→
tali per cui AP = k~u + t~v , ovvero
(x − 1, y − 2, z − 0) = k(0, 1, −1) + t(−2, 1, 1).
Le equazioni parametriche del piano sono quindi:

x = 1 − 2t


r : y =2+k+t

z = −k + t, k, t ∈ R.

Per trovare l’equazioni cartesiane si devono eliminare i due parametri e si trova


 
[t = z + k] [t = z + k]

 

x = 1 − 2(z + k) ←→ [2k = 1 − x − 2z] ←→ x + y + z − 3 = 0.
 
y = 2 + k + z + k
 y = 2 + z + 1 − x − 2z

In alternativa si può cercare un vettore w(a, ~ b, c) che risulta ortogonale ad


entrambi ~u e ~v , ovvero tale che (a, b, c)·(0, 1 −1) = 0 e (a, b, c)·(−2, 1, 1) = 0,
ottenendo il sistema
( (
b−c=0 b=c
←→ ,
−2a + b + c = 0 a=b

15
che ammette come soluzione particolare w(1,
~ 1, 1), per cui il piano ha equazione

(x − 1, y − 2, z − 0) · (1, 1, 1) = 0 ←→ x − 1 + y − 2 + z = 0 ←→ x + y + z − 3 = 0.

Es. 9 Trovare le equazioni del piano α passante per i punti A(1, 2, 0) con
direzioni B(1, 3, −1) e ~v (−1, 3, 1).

−→ −→
Indicati i vettori direzione ~u = AB(0, 1, −1) e ~v = AC(−2, 1, 1), il problema
è ricondotto all’esercizio precedente. È possibile anche considerare l’equazione
generale ax + by + cz + d = 0 e imporre le tre condizioni di passaggio. si
ottiene un sistema a tre equazioni e quattro incognite, indeterminato. Scelta la
soluzione per a = 1, si ottengono b = c = 1 e d = −3.
Es. 10 Trovare le equazioni del piano α passante per la retta r : (x, y, z) =
(1, 2, 0) + k(0, 1, −1) e il punto C(−1, 3, 1).

16
Si considera il punto di r per k = 0, cioè A(1, 2, 0). Indicato con ~u =
−→
(0, 1, −1) il vettore direzione di r e con ~v = AC(−2, 1, 1), il problema si
riconduce a determinare il piano per un punto A con direzioni ~u e ~v , già studiato
in un esercizio precedente.
Es. 11 Trovare le equazioni del piano α individuato dalle rette incidenti r :
(x, y, z) = (1, 2, 0) + k(0, 1, −1) e s : (x, y, z) = (1, 1, 1) + t(−2, 1, 1).

17
Si verifica innanzitutto che le rette sono secanti mettendo a sistema le equa-
zioni parametriche. Il sistema che si ottiene ha tre equazioni con due incognite:
 
1 = 1 − 2t t = 0

 

2 + k = 1 + t ←→ k = −1
 
−k = 1 + t
 k = −1

pertanto le rette si tagliano nel punto P (1, 1, 1).


Per generare il piano si possono quindi usare un punto qualunque su una delle
due rette, ad esempio A(1, 2, 0), e le due direzioni ~ur (0, 1, −1) e ~us (−2, 1, 1),
come nell’esercizio 4.
Es. 12 Trovare le equazioni del piano α individuato dalle rette parallele r :
(x, y, z) = (1, 2, 0) + k(0, 1, −1) e s : (x, y, z) = (−1, 2, 2) + t(0, −1, 1).

Le rette sono parallele essendo ~ur (0, 1, −1) = −~us (0, −1, 1). Scegliendo
i parametri t = k = 0 si trovano i punti A(1, 2, 0) e B(−1, 2, 2). Indicato
−→
con ~v = AB = (−2, 0, 2), il piano cercato avrà direzioni ~ur e ~v . Le equazioni
parametriche di α si trovano come nell’esercizio 4.
Es. 13 Trovare le equazioni della retta ortogonale al piano α : x+y +z −3 = 0
passante per il punto B(1, 1, 4).

18
Il vettore ~uα (1, 1, 1), essendo ortogonale al piano α, deve essere parallelo
alla retta r, le cui equazioni parametriche possono quindi scriversi come r :
(x, y, z) = (1, 1, 4) + k(1, 1, 1) con k ∈ R.
Es. 14 Trovare le equazioni del piano passante per il punto B(1, 1, 4) e
parallelo al piano α : x + y + z − 3 = 0.

Il vettore ~uα (1, 1, 1), essendo ortogonale al piano α, deve essere ortogonale

19
anche a β. Dunque l’equazione cartesiana di β è (x − 1, y − 1, z − 4) · (1, 1, 1) =
0 ←→ x + y + z − 6 = 0.
Es. 15 Trovare le equazioni del piano ortogonale alla retta r : (x, y, z) =
(1, 2, 3) + k(1, 1, 1) e passante per il punto A(1, 3, 0).

Il vettore ~ur = (1, 1, 1) è chiaramente ortogonale al piano α, che avrà


equazione cartesiana:

(x − 1, y − 3, z − 0) · (1, 1, 1) = 0 ←→ x − 1 + y − 3 + z = 0 ←→ x + y + z − 2 = 0.

Es. 16 Trovare le equazioni della retta passante per A(−1, 2, 2) e parallela


alla retta r : (x, y, z) = (1, 2, 0) + k(0, 1, −1).

20
Il vettore ~ur = (1, 1, 1) è chiaramente parallelo alla retta s cercata, la cui
equazione parametrica sarà:

s : (x, y, z) = (−1, 2, 2) + k(1, 1, 1).

2.4.3 Piani definiti da condizioni di appartenenza e direzioni


2.4.4 Proiezioni ortogonali e altre costruzioni

Es. 17 Trovare le equazioni del piano contenente la retta r : (x, y, z) =


(1, 2, 0) + k(2, 1, 3) e ortogonale al piano α : x + y + z − 3 = 0.

21
Si trova prima il punto di intersezione tra retta e piano mettendo a sistema
le equazioni:

(1 + 2k) + (2 + k) + (3k) − 3 = 0 ←→ 6k = 0 ←→ k = 0,

pertanto l’intersezione è il punto A(1, 2, 0).


Il piano cercato passa per il punto A e ha direzioni ~uα (1, 1, 1) e ~ur (2, 1, 3),
quindi le sue equazioni parametriche sono:

x = 1 + t + 2k


β : y =2+t+k

z = 0 + t + 3, con t, k ∈ R.

Risolvendo rispetto ai parametri si trova l’equazione cartesiana

β : 2x − y − z = 0.

Es. 18 Trovare le equazioni della retta proiezione ortogonale di r : (x, y, z) =


(1, 2, 0) + k(2, 1, 3) sul piano α : x + y + z − 3 = 0.

22
Si procede come nell’esercizio precedente poiché la retta p cercata è l’inter-
sezione dei due piani: p = β ∩ α. Alternativamente si può procedere come
segue.

Si prenda un punto arbitrario sulla retta r, ad esempio, fissato k = 1, si


trova B(3, 3, 3)- Si considera ora la retta h passante per B ed ortogonale ad α,
le cui equazioni sono:
h : (x, y, z) = (3, 3, 3) + k(1, 1, 1),

23
e la si interseca con β, trovando

3 + k + 3 + k + 3 + k − 3 = 0 ←→ 3k = −6 ←→ k = −2.

Il punto di intersezione, proiezione di B su α è quindi H(1, 1, 1). La retta p


−−→
passa pertanto per A e H, dunque ha direzione AH = (0, −1 1) ed equazione
parametrica
h : (x, y, z) = (1, 2, 0) + k(0, −1, 1).
Es. 19 Trovare le equazioni della retta ortogonale alle due rette sghembe di
r : (x, y, z) = (1, 2, 0) + k(0, −1, 1) e s : (x, y, z) = (2, 2, 2) + k(−2, 1, 1).

Il problema si riconduce a trovare due punti H ∈ r e k ∈ s estremi di un


−−→
segmento perpendicolare ad entrambe le rette, ovvero tali che HK · ~us = 0 e
−−→
HK · ~ur = 0. Imponendo le condizioni di cui sopra si ottiene i lsistema
( (
(1 − 2k, k + t, 2 + k − t) · (0, −1, 1) = 0 −k − t + k − t + 2 = 0
←→ ←
(1 − 2k, k + t, 2 + k − t) · (−2, 1, 1) = 0 −2 + 4k + k + t + k − t + 2 = 0

da cui H(1, 1, 1) e H(2, 2, 2); la retta t cercata ha quindi equazioni

t : (x, y, z) = (1, 1, 1) + k(1, 1, 1).

24
2.4.5 Misure di angoli e distanze

Es. 20 Trova la distanza tra i punti A(1, 2, 0) e B(−2, −2, 5).


Si tratta semplicemente di usare la formula della distanza punto-punto:
q
AB = (1 + 2)2 + (2 + 2)2 + (5 − 0)2 = 5.
Es. 21 Trova la distanza tra il punto A(1, 2, 4) e la retta r : (x, y, z) =
(1, 2, 0) + k(0, −1, 1).
Il problema equivale a trovare a proiezione H di A su r, cioè il punto tale
−−→
per cui AH · ~ur = 0.
Imponendo la condizione di perpendicolarità si ottiene
(1 − 1, 2 − k − 2, k − 4) · (0, −1, 1) = 0 ←→ k = 2,
√ √
quindi H(1, 0, 2) e AH = 02 + 22 + 22 = 2 2.
Es. 22 Trova la distanza tra i punto A(1, 2, 4) e il piano α : x + y + z − 3 = 0.
Si tratta semplicemente di usare la formula della distanza punto-piano:

|ax + by + cz + d| |1 + 2 + 4 − 3| √
d= √ = √ = 3.
a2 + b2 + c2 1+1+1
Es. 23 Trova la misura dell’angolo (acuto) formato dalle due rette incidenti
r : (x, y, z) = (1, 2, 0) + k(0, −1, −1) e s : (x, y, z) = (1, 2, 0) + k(−2, 1, 2).

L’angolo cercato è l’angolo acuto α cercato è l’angolo θ formato dalle direzioni


~ur (0, −1, −1) e ~us (−2, 1, 2) o il suo supplementare, a seconda che θ sia acuto
od ottuso. In entrambi i casi vale la relazione
|~ur · ~us | | − 3| 1
cos α = | cos θ| = =√ √ =√ ,
ur us 2· 9 2
dunque α = π/4.
Es. 24 Trova la misura dell’angolo (acuto) formato dai due piani incidenti
α : −y − z − 3 = 0 e β : −2x + y + 2z + 3 = 0.
L’angolo cercato è l’angolo acuto α cercato è l’angolo θ formato dalle direzioni
~uα (0, −1, −1) e ~uβ (−2, 1, 2) o il suo supplementare, a seconda che θ sia acuto
od ottuso. In entrambi i casi vale la relazione
|~ur · ~us | | − 3| 1
cos α = | cos θ| = =√ √ =√ ,
ur us 2· 9 2
25
dunque α = π/4.
Es. 25 Trova la misura dell’angolo formato dalla retta r : (x, y, z) = (1, 2, 0)+
k(2, 1, 3) con il piano α : x + y + z − 3 = 0.

L’angolo α cercato è il complementare dell’angolo acuto formato dalle dire-


zioni ~uα (1, 1, 1) e ~ur (2, 1, 3). Pertanto
|~ur · ~uα | |2 + 1 + 3| 6
sin α = | cos θ| = = √ √ =√ .
ur uα 3 · 14 52

2.5 Esercizi riguardanti piano e sfera



Es. 26 Data la superficie sferica S di centro C(1, 1, 2) e raggio 3, determina
nella giacitura x + y + z = k, k ∈ R l’equazione dei due piani tangenti ad S.

La superficie sferica S ha equazione cartesiana

S : (x − 1)2 + (y − 1)2 + (z − 2)2 = 3.

La retta h passante per il centro C della sfera e per i punti di tangenza è


perpendicolare ai piani della giacitura e quindi parallela al vettore ~u(1, 1, 1),
dunque ha equazioni parametriche t : (x, y, z) = (1, 1, 2) + k(1, 1, 1), con
k ∈ R.

26
I punti di tangenza si trovano intersecando la retta t con la superficie S, per
cui si trova
(1 + k − 1)2 + (1 + k − 1)2 + (2 + k − 2)2 = 3 ←→ 3k 2 = 3 ←→ k = ±1.
I punti di tangenza sono pertanto T1 (0, 0, 1) e T2 (2, 2, 3), e i rispettivi piani
tangenti
α1 : (x−0)·1+(y−0)·1+(z−1)·1 = 0, α2 : (x−2)·1+(y−2)·1+(z−3)·1 = 0

Es. 27 Data la superficie sferica S di centro C(1, 1, 2) e raggio 3, determina
le caratteristiche della conica ottenuta sezionando S con il piano α : x + y = 4.

La distanza del piano dal centro della sfera è


|1 + 1 − 4| √ √
d=√ = 2 < 3,
1+1+0
pertanto il piano intersecherà S in una circonferenza γ. Il centro P di γ dovrà
trovarsi sulla retta h perpendicolare ad α e passante per C. Tale retta ha
equazioni parametriche h : (x, y, z) = (1, 1, 2)+k(1, 1, 0), con k ∈ R, pertanto
intersecandola con α si ottiene
k + 1 + k + 1 = 4 ←→ k = 1,
dunque il punto d’intersezione è P (2, 2, 2). Indicato con A un qualunque punto
su γ, il triangolo (CAP ) risulta rettangolo in P , pertanto

q
2
P A = CA − d2 = 3 − 2 = 1.

27
La circonferenza γ nel piano α ha quindi raggio 1 e centro P (2, 2, 2).

28

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