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Fisica

La fisica studia i fenomeni naturali attraverso un approccio razionale e quantitativo, evolvendosi dalla filosofia naturale grazie a Galileo Galilei. Il metodo scientifico prevede il riconoscimento del problema, formulazione di ipotesi, esperimenti e formulazione di regole generali. Le grandezze fisiche si distinguono in fondamentali e derivate, scalari e vettoriali, e la meccanica analizza il moto dei corpi attraverso cinetica, dinamica e statica.

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Fisica

La fisica studia i fenomeni naturali attraverso un approccio razionale e quantitativo, evolvendosi dalla filosofia naturale grazie a Galileo Galilei. Il metodo scientifico prevede il riconoscimento del problema, formulazione di ipotesi, esperimenti e formulazione di regole generali. Le grandezze fisiche si distinguono in fondamentali e derivate, scalari e vettoriali, e la meccanica analizza il moto dei corpi attraverso cinetica, dinamica e statica.

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Intlroduzione alla fisica

02-10-24 Lezione 1

:! ! lisi

La fisica è la scienza che . si occupa dello studio in maniera razionale e quantitativa di tutti i fenomeni
- - -
-

naturali. Deriva dalla parola greca physis ovvero natura ed è l’evoluzione ella filosofia naturale
-
-

praticata dai pensatori greci come Aristotele, diventerà una scienza vera e propria nel XVII secolo
grazie a Galileo Galilei padre della scienza moderna.
-

METODO SCIENTIFICO

1. Riconoscere il problema
-

2. Formulare un’ipotesi sulla soluzione


-

3. Prevedere le conseguenze di questa ipotesi


-

4. Compier esperienze pratiche per verificare le previsioni


-

5. Elaborare una regola generale in grado di organizzare in maniera coerente ipotesi, previsione e
- -

esperimento.

Galileo nacque nel 1564 e compose una delle opere più importanti per la scienza moderna il saggiatore e
- -

morì nel 1642 apprendo la strada (letteralmente perché nato nello stesso anno della sua morte) a Isaac -

Newton, il quale compose l’opera i principi matematici della filosofia naturale.


- -

Grandezze fisiche
Ogni fenomeno fisico si può descrivere con le grandezze fisiche (quantità suscettibili di una misura
-
-

sperimentale). Misurare una grandezza significa metterla in relazione alla sua unità di misura
- -

-
MISURA=QUANTITÀ MISURATA / UNITÀ DI MISURA

ERRORI

esistono due tipi di errori quelli sistematici e quelli casuali.


- -

Gli errori sistematici come dice la parola sono quelli che si presentano sistematicamente e sono
-

legati a problemi dello strumento (ad esempio lo strumento può essere tarato male e quindi
quell'errore continua a presentarsi per tutte le misurazioni), sono anche gli errori più insidiosi
perché difficili da individuare.

Gli errori casuali si presentano per esempio a causa di errori dell’operatore e l’unico modo per
-

poter far fronte all’errore è effettuare più misurazioni e infine fare la media aritmetica fra
tutti i valori.
GRANDEZZE FONDAMENTALI e DERIVATE
Le grandezze fisiche vengono distinte in due gruppi, grandezze fisiche fondamentali e grandezze
- - -

-
fisiche derivate. Le grandezze fondamentali sono tutte quelle che si basano su concetti intuitivi e
sono ad esempio la massa, la lunghezza e il tempo (queste sono quelle che noi useremo maggiormente
ma non sono le sole che esistono). Le grandezze derivate sono quelle che invece associano più
grandezze fondamentali sono ad esempio la velocità, la pressione… Tutte queste grandezze vanno
associate a delle apposite unita di misura e per fare ciò si utilizzano i sistemi di unita di misura.
Vedere dalle slides le tabelle di conversione e di multipli e sottomultipli
GRANDEZZE SCALARI e VETTORIALI
Inoltre, le grandezze si distinguono in scalari e vettoriali
Le Grandezze Scalari sono ad esempio la temperatura, l’altezza e la massa (ovvero tutte quelle
-

grandezze che per sere definite hanno bisogno solo del numero e dell’unità di misura)
Le Grandzze Vettoriali sono invece lo spostamento, la velocità e l’accelerazione, tutte quelle
-

grandezze per cui non è sufficiente solo il modulo (numero) ma ann bisogno di essere pecificate
indicando neanche direzione e verso
VETTORI
Per indicare le grandezze e vettoriali abbiamo bisogno di nuove entità matematiche che in questo
caso sono i vettori. I vettori hanno 3 caratteristiche: modulo (lunghezza del vettore), direzione
-

- - -

(quella della retta su cui giace) e verso (orientamento del vettore definito dalla freccia)
-

Essendo delle entità matematiche hanno delle proprie regole di somma, differenza e prodotto. A
-

seconda dell’angolo che formano due vettori tra loro possono essere obliqui, paralleli o ortogonali.
Ogni vettore è inoltre proiettabile lungo una erta direzione. Nel piano cartesiano v=vxi+vyj (dove i e i
Y

sono i versori dell’asse x e y)


Vedere la slide elle coordinate cartesiane per capire meglio
Somma e Differenza
METODO DEL PARALLELOGRAMMA

SOMMA E DIFFERENZA PER COMPONENTI CARTESIANE

PRODOTTO
PRODOTTO SCALARE
***Fondamentale non confondere il prodotto scalare con il prodotto vettoriale***
Il prodotto scalare fra de vettori non è un vettore ma è un numero quindi uno scalare non ha le
unità di misura i a e b (può essere nullo e uno dei due vettori è nullo oppure se sono perpendicolari tra
loro) *osservare le immagini dalle slide
PRODOTTO VETTORIALE
Si indica come V1xV2=V3
Il risultato è n vettore che ha modulo pari al prodotto tra i due vettori e il seno dell’angolo
compreso fra essi, la direzione è sempre perpendicolare al piano e il verso e dato dalla ebola della
mano destra . Il prodotto vettoriale è nullo oppure se sono paralleli

COSE DA SAPERE ASSOLUTAMENTE PER CAPIRE


· Sapere che cosa sono le funzioni (lineari, sponenziali, logaritmiche…)
· Funzioni goniometriche (definizione di seno, coseno e tangente)
· Funzioni trigonometriche
· Formule della geometria elementare
Meanica
04-10-24 Lezione 2
!
! !!i!!

La meccanica è la parte della fisica che studia il moto dei corpi e il legame fra i moti e le forze che ne sono responsabili. La
meccanica di newton si divide in tre parti: CINEMATICA (studia il moto indipendentemente alle cause) DINAMICA (studio del moto in
relazione alle cause che lo determinano) STATICA (studio delle condizioni di equilibrio dei corpi)
CINEMATICA studia il moto dei corpi (moto inteso come spostamento derivato da un punto materiale, molto piccolo e
-
-

trascurabile, che è appunto un'astrazione introdotta unicamente per semplificare la trattazione) si considera un corpo in
movimento uno che cambia posizione nel tempo rispetto a un riferimento fisso. Oltre al concetto di punto materiale la cinetica -

si sviluppa attraverso la definizione di concetti basilari quali, traiettoria, legge oraria, spostamento, velocità e accelerazione
-

TRAIETTORIA
La traiettoria è il luogo geometrico dei punti dello spazio occupati dal punto materiale durante il moto, la traiettoria e una
curva nello spazio, cioè si sviluppa nelle 3 dimensioni. Può essere rettilinea, curvilinea, aperta o chiusa

.....
La freccia sopra la traiettoria ne indica il verso
- di percorrenza

LEGGE ORARIA
Prendiamo il vettore psizine che individua la posizione nel tempo, indicata con tre coordinate cartesiane (x,y,z che variano in
funzione del tempo) quindi:
X=x(t) , y=y(t) , z=z(t)
la relazione funzionale tra r (vettore spostamento) e la variabile temporale (t) prende il nome di LEGGE ORARIA -

r(t)=x(t)i+y(t)j+z(t)k

SPOSTAMENTO

Nota
Lo spostamento è un vettore, nel sistema internazionale si misura in metri
NZ versori (x ijy
= =
5 ;
z= k)

↓ (t) x(t)i + y(t)j + z(t)k


=
(vetore posizione att

ro = X-i + Yo5 + zok (vettore posizione a


tol

S(t) [ x(t)
=
xo]i + [y(t) yo]5 +

>
-
[z() zo]k
-
-

DiAGRAMMA SPAZIO TEMPO

I-
Analogamente, l’andamento del modulo della velocità (v) in funzione di t è
il diagramma velocità-tempo
U= Votat = 1+
1t
u(ms) /

4
Nel caso in figura si osserva che la
-

velocità aumenta linearmente col


tempo (cioè della stessa quantità 0,5 m/
s ogni secondo)

This i se
VELOCITÀ MEDIA
Consideriamo un punto materiale in momento in due istanti successivi tretz = t+ + St

S(tr) spostamento al tempo te

S(tz) spostamento al tempo tz


Indica la variazione dello spostamento nell’intervallo
di tempo t
S(tz) S(t )
P
-

Si definisce velocità media il rapporto Um = =

tz -
t, La velocità media è una grandezza
derivata vettoriale e si misura in m/s
VELOCITÀ SCALARE MEDIA
Considerato il diagramma spazio tempo (ricordando le regole di trigonometria) si
nota che il rapporto incrementale

#
Lezione del 07-10-24

Moto rettilineo uniforme


Per semplicità consideriamo il moto lungo l’asse delle X (1 dimensione) . Nel moto rettilineo uniforme la traiettoria
descritta è una retta in cui vengono percorse distanze uguali in intervalli di tempo uguali

Ad esempio, supponiamo di percorrere in


bici la distanza AX 300 m in At 1 min
= =

P
D

p
La velocità Vo Che caratterizza il moto
- 300
4 00Spazio 600
uniforme della bici è data dal rapporto O
incrementale Ax/At

=M5m/san-
--

Vo 2 3 tempo
(min)

Legge oria
La legge oraria del moto rettilineo uniforme si ottiene semplicemente dalla definizione di velocità media
PONIAMO :

=
-

tempo e
Vo Ez = t ,
Xz = X ,
posizione al generico
t, = 0 X1 = Xo
, posizione al tempo iniziale 0
,

Vo = x(t) = Xo + Vot

Xn

I
Diaamma spazio-tempo

La rappresentazione grafica di questa legge oraria è una


retta (diagramma spazio-tempo)

La pendenza di questa retta rappresenta il modulo della


4 =
15 - - - - - - - - -

velocità: Vo tant
=

7
-

Velocità e aelerazione
Nel caso generale, data la legge oraria che esprime lo spostamento, velocità e accelerazione si ottengono della
derivata prima e seconda

X = x(t) v(t) = x'(t) = a(t) = x"(t)


=
Nel moto rettilineo uniforme : x(t) = XotVot va

Derivata prima : v(t) = vo

Derivata Seconda: Vo
a (t) = 0

>
t
Moto uniformemente aelerato
Consideriamo sempre il moto in una dimensione (lungo l’asse X)
In tal caso la grandezza che si mantiene costante non è la velocità V ma l’accelerazione a, che
rappresenta la variazione di v

Supponiamo che a ogni At 15 la


=
velocità di un auto aumenti di 2m/s
a è costante in
#
P- -
-

modulo

I
Direzione
I in
p
2 m 4 m om -

⑧ 2
-
verso

v=

Legge oria
Analogamente al caso precedente, si possono trovare le leggi orarie per la velocità e lo spostamento, a partire
dall’accelerazione media

a =
PNAMOV ,
velocità al tempo e

tizo ,
Vi =
Vo ,
velocità al tempo iniziale o

a =
V v(t) = vo + at

Si trova la legge oraria per lo spostamento osservando che, se a è costante, si può esprimere la velocità media
in due modi equivalenti
uguagliando e ricordando
=
o

Umedia = Vedia la
legge oraria verot at

DA CUI :

=o _ = Vota x(t) =
Vo + Vot +
Eat

Diaamma spazio-tempo Xn

La rappresentazione grafica di questa legge oraria nel diagramma v(t) =


tgO(t)
spazio-tempo è una parabola
: -
10 - - - -

La concavità di questa parabola rappresenta il modulo


dell’accelerazione >
t

Le derivate prima e seconda della legge oraria che esprime


la distanza x(t) in funzione del tempo forniscono:
V(t) =
vot at

va alt) = a = costane
va

Vo- Vo-

E E

moto rettilineo uniforme moto rett .


uniformemente
accelerato
Moto circole uniforme
A differenza dei casi precedenti, in tal caso abbiamo a che fare con un moto che
avviene in due dimensioni (ad esempio nel piano xy) t
La traiettoria descritta dal punto materiale è una circonferenza

Il punto materiale si muove con velocità costante in modulo, cioè percorre archi
di circonferenza uguali in intervalli di tempo uguali

PERIFERICA)
Velocità tangenziale Cil libro la chiama UNEARE O

Nel moto circolare uniforme la velocità, istante per istante, è tangente alla circonferenza
B v(tz)p
v(tr) (v(tz)
=
Velocità tangenziale
A
As
Quando il punto materiale si muove da P1 a P2 descrivendo un arco di V(t 1)
circonferenza AS, il raggio R “spazza” un angolo DO
· Pr R

Velocità angole
Pertanto, nel moto circolare uniforme oltre alla velocità tangenziale V (espressa in m/s), si introduce
B
anche il concetto di velocità angolare (espressa in radianti/s)

=

u(te)

w · Ct2)
>
A

Rapporto fra l’angolo descritto DO e l’intervallo di tempo At necessario a descriverlo (per descrivere tutta la
circonferenza t=T, periodo)
Queste due grandezze sono strettamente legate
Per trovare la relazione quantitativa si deve ricordare il legame che esiste fra il raggio R e un arco di
circonferenza s sotteso da un certo angolo ↓

velocita tangenziale R

(DW
Aelerazione centripeta
La velocità tangenziale si mantiene costante in modulo ma, istante per istante, cambia direzione e verso
& nel moto circolare uniforme si ha un'accelerazione

Come discusso per il caso di un moto generale, si trova che nel moto circolare uniforme la componente
tangenziale di a è nulla (perché è costante in modulo), ma si ha una componente diretta come il raggio e
rivolta verso il centro (centripeta)

Consideriamo due intervalli di tempo successivi t1 e t2 molto vicini in cui il raggio R del cerchio descrive un angolo AG
uCtz)-uCte)
Il modulo del vettore Av = v(t2) - v(t1) può essere approssimato come M
3

l'arco della circonferenza descritta dal vettore v


u(ti) UCt2)

v(tz) v(t ) VA DO
~
-

i =

L'accelerazione cui è soggetto il punto materiale è data da Av/At


Ricordando la definizione di velocità angolare W A/A+ e la relazione fra velocità lineare e velocità angolare data da
=

v = wR, si ottiene la seguente espressione per l'accelerazione centripeta

a= IC-VCtel =
Dinamica
L
Parte della meccanica che studia il legame fra il moto di un corpo e le cause che lo determinano, ovvero le forze è
la dinamica

La dinamica newtoniana si articola su tre principi cardine:


1
Il principio di inerzia
.

2 Il secondo principio (o legge di Newton)


. Il principio di azione e reazione
3

Forze (grandezze vettoriali)

Il concetto di forza, in fisica, è strettamente legato a quello di moto

Per introdurre il concetto di forza si parte dall’osservazione empirica che è possibile cambiare lo stato di moto
di un corpo
Esempi: movimento quiete/quiete -
movimento -

Moto rettilineo uniforme Moto curvilineo>


-

Moto uniforme > Moto accelerato -

Ogni qual volta si osserva un cambiamento dello stato di moto di un corpo diciamo che si di esso agisce una forza
Empiricamente osserviamo che una forza:
può essere più o meno intensa

agisce lungo una certa direzione


può avere versi di azione opposti


ESEMPI : RICHIAMO DELLA MOLLA


IL RICHIAMO DELLA MOLLA
↑ acce
a
· PESO AGISCE
-
~
---
AGISCE ORIZZONTALMENTE

VERTICALMENTE
tele
Well
-
I ↑ condizione di Equilibrio
-

------
I -


Il
spinta della molla
IIIIIIIII

Sistemi di riferimento inerziali


Per caratterizzare il moto dei corpi e le forze che agiscono su di essi abbiamo bisogno di un sistema di riferimento
Ci limiteremo a considerare i sistemi di riferimento inerziali
In un sistema di riferimento iniziale un corpo libero (non soggetto ad alcuna azione esterna) si muove di moto
rettilineo uniforme, ovvero è caratterizzato da una legge oraria del tipo: X(t) Xo Vot Vo costante
=
+ =

Principi della dinamica


I principi della dinamica furono enunciati dallo scienziato inglese Isaac Newton nella sua opera più importante
“Philosophiae Naturalis Principia Mathematica” (pubblicata nel 1687)
Sono validi esclusivamente per i sistemi di riferimento inerziali
Inoltre, sono validi per fenomeni macroscopici e quando le velocità in gioco sono piccole rispetto alla velocità della
luce (300.000 m/s)
Questo è esattamente il campo di interesse delle scienze della vita
Esercizi

es 1
.

(s)
sait

#
ga

. . .
.
x

es

F
B = 4i + 75

"

:

T
-

Il :=F49 =5 r
151 =
rets= =~
es . 3

7 Cy ②
Cx = =

c = 36 + 64 = 100 = c= 10/

· com
es .
5

sono paralleli quindi L = o cost = 1 quindi :

T .

5 =
CD

. = A

.5 k .

= 0
loro
perché sono perp tra
.

A B .
= A B COSL
. .

A = 3i + 25 -

4k B =
25+4k
PRODOTTO SCALARE : Sono Tra loro quindi il cost = 0)

(3i + 25 2k) (25+4k) (3x25) + (3x) 25) ()+ ((25)+ ( 4k 4k)


c
(25 12-
-
=
4 16
.
=
+ .
+
-
= -
= -

t
es 6 .

°
L = 90 Sen90
°
1 X5 C D Senao
=
= .
.

= CD

L = o Seno = o Ax = 0


Ax = A .
B send
.

PRODOTTO VETTORIALE :

A = 31+ 45 B = 35 sono paralleli auiin

#x5 = (3i+ 45) (35) .

=
(3i 35) + -

(43) = aij (C) = 9

in c ak

-
=
= k

② 5xk i =

NZ
* -

k

2
%-5 3
34

X I
s

es 7 .
I
1930 - -
x
I

~x = N cos .
=
10km/h . Cos (30 %/ . 53 mi
send 10 km/h sen (30% = /h = 5 ruth
N -
=
·

Ne =
es .
D

1 = 19m32 .
103cu

360: 2 = 215 °: X

5 1, 19 = 3 75 ad,

es. 9

108km : 3600s = X : 15

10km = 0
.
03 km 30

30km : 3600s = 0 01
.
km : 15 Il Corridore è più Veloce

0
,
008 km/s = 0 01 km/s
.

es 10
.

[5] = [22]

[C] = [13]

[V] = [CE]

Lä] =
[et- ]
[ met 2]
-

[F] =

[E] = [me2t-2]
[me t 2]
-

[P] =
Simulazione esame (meanica)
Es. 1 (semplice)
Un corpo si trova sull'asse x e parte al tempo t=0 s dalla coordinata x=-1 m muovendosi a velocità Costante.
Trascorsi 4 secondi il corpo si trova in corrispondenza del punto x=5000 mm. scrivere la legge oraria del moto e
rappresentarla graficamente in un diagramma spazio-tempo
DaTi :
ricavo la legge oraria Da :
to =o
t = 45
to 0 S

== =
=

v
x = -
em
+ 16
!11 - (m)
t
X
=

= 5 m
45 "
=m
= X(t)

VELOCITà COSTANTE =
Xo + ut
(MOTO mett Uniforme
.
ut = X X(t) = -
1m + u(t)
-

Xo
CALCOLIAMO
DIAGRAMMA SPAZIO-TEMPO :

x(t) 1m x(t)a --
5ms(t)
= -

+ 1
,

...
Es. 2 (Bisogna ragionarci
Dalla cima Di un palazzo alto 122,5 m, viene lasciato capere un sasso che arriva al suolo dopo un tempo t dal momento
in cui viene rilasciato. quanto vale t?
MOTO RETT UNFORMEMENTE ACCELERATO
a
.

-g
[pksta capendo)a
=

x(t)
VotVot-Eat
I
=

h = 122
1gt
5 m
Cost)
,

X(t) 122 5 m +
-

=
,

x(t) = 122 , 5m -

Egt
0m = 122 5 m ,
-

E(9 81m)t ,

122 5 m ,
=
/
4
05t
4 905
, u 45m
z2 = 24 ,
9782 = t = 55

Es. 3 Cuguale ma con verso opposto al es 2)


,
.

Un corpo Di nassa 500 gr viene lanciato verso l'alto con una velocità iniziale 20 m/s. che altezza raggiunge dopo 3 s?
DATI :
Accelerato :
N
m = 0
, 5kg Moto Rett .
Un
>
-
a g
-
=

Vo 20 m/S
x(t) Vot zat
=
= Vo + +

t = 35
x(t) = 0m + (20m/s -3) + 1(9 81m/g2 ,
-

35
x(t) = 60m -
44 , 145m = . 86
15 m

x(t) 75 86m
es.4
=

Sul piatto di un giradischi il disco "The dark side of the Moon" ruota uniformemente compiendo 33,3 giri al minuto.
Determinare a) la velocità angolare del disco; b) il numero totale di rotazioni che compie il disco durante la
riproduzione del brano "Money" (durata di 6 min e 23 s).
al b)

== (6
d 6 min
w 5 235 = 60s) + 235 360$+ 235 3035
.

3
= =
=
,

33 , 39 : 60s = X : 36235
T =
? 33
39
39352139
.

33 , 39 : 60s =
1jx 605

= 10
es. 5
Un corpo che procede alla velocità di 1200 cm/s riduce la propria velocità fino a 250 cm/s. Durante la frenata il corpo
percorre una distanza di 2220 cm. Sapendo che la massa del corpo è pari a 1500 g, calcolare il modulo della forza
frenante che agisce su di esso.
DATI : cinetica :
Teorema energia
12 m/s
V =
k =
2 m(u)
Vz = 2 5 m/s
,
Ak = 0
AS 22 , 2 M
(1 5 kg)(12m(s)2 [(2)(1 5kg)(2 Smis)2]
=
-
.
, ,

m= 1 5kg
: 5 kg ((2m(s) (2 5m/s)]
,
1
,

?
-

Fr
.

Dk = 112 , 695

Ak = -
W
Ak = - F AS.

112 , 695 = + F .
(22m)
22 2 m m
,

F = + 5N

es. 6
Una leva di secondo genere è lunga 12420 mm e la forza resistente è dovuta al peso di un corpo di massa 1700 g.
Calcolare quale deve essere la forza motrice da applicare se il braccio della forza resistente è 1/5 di quello della
forza motrice.
DATI :
t
m
=

=
12 ,
1 7 ,
42m
kg Fan orim
Fm
VFp
br
= bm
bmFm = br Fr

Fr F massa
= 1, 7
kg . 9
, 81 = 16 68N ,
(sarebbe la pounta alla

br =
Ebm
Fbr16SN -m
= 3

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