Opuscolo Informativo Da Inviare Con Il Test
Opuscolo Informativo Da Inviare Con Il Test
81/08
Sicurezza sul lavoro
Introduzione
La sicurezza sul lavoro è un elemento imprescindibile per la protezione della salute e del benessere di
ogni lavoratore, rappresentando un pilastro fondamentale per il successo e la sostenibilità di ogni attività
produttiva. Ogni figura coinvolta nell'organizzazione aziendale, dal datore di lavoro ai lavoratori stessi, ha
un ruolo chiave nel garantire un ambiente di lavoro sicuro e privo di rischi.
Questo opuscolo è pensato come una guida completa e accessibile, in grado di fornire tutte le
informazioni necessarie per comprendere e applicare le normative di sicurezza, promuovendo una cultura
aziendale basata sulla prevenzione e sul rispetto delle norme. Attraverso un focus sulla formazione
generale e specifica, il documento mira a sensibilizzare e preparare tutti gli attori aziendali, rendendoli
consapevoli delle loro responsabilità e dei benefici derivanti dall'adozione di misure di sicurezza efficaci.
Investire nella sicurezza significa non solo rispettare gli obblighi di legge, ma anche migliorare la qualità
del lavoro, ridurre gli incidenti e le malattie professionali, aumentando al contempo la produttività e la
soddisfazione dei lavoratori.
Il D.Lgs. 81/08, noto come Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, rappresenta il quadro
normativo di riferimento per garantire la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Si tratta
di una normativa strutturata e completa, che integra tutti i principali obblighi e linee guida per la
prevenzione dei rischi, adattandosi alle diverse realtà aziendali.
1. Prevenzione dei rischi: Ogni attività lavorativa deve essere organizzata in modo tale da prevenire
la comparsa di situazioni di rischio. La prevenzione inizia con l’identificazione e l’analisi dei
pericoli presenti nei processi produttivi.
2. Valutazione dei rischi specifici: Ogni ambiente di lavoro presenta caratteristiche uniche, con rischi
specifici che devono essere attentamente valutati. La valutazione dei rischi rappresenta la base
per l'adozione di misure preventive e protettive.
4. Coinvolgimento attivo di tutte le figure aziendali: La sicurezza è un obiettivo comune che richiede
la collaborazione di tutte le figure coinvolte: datori di lavoro, dirigenti, preposti, RSPP e lavoratori.
Nelle industrie chimiche, è essenziale monitorare costantemente i rischi legati all’uso di sostanze
pericolose.
Nei cantieri edili, la prevenzione delle cadute dall’alto rappresenta una priorità.
Negli uffici, la valutazione dei rischi ergonomici è fondamentale per prevenire problemi muscolo-
scheletrici.
La normativa prevede sanzioni severe per i datori di lavoro che non rispettano gli obblighi previsti,
includendo multe significative e, in casi gravi, la sospensione delle attività.
La gestione della sicurezza sul lavoro passa inevitabilmente attraverso una documentazione adeguata e
ben strutturata. Tra i documenti fondamentali richiesti dalla normativa troviamo il Documento di
Valutazione dei Rischi (DVR).
Il DVR:
Deve essere redatto dal datore di lavoro in collaborazione con il Responsabile del Servizio di
Prevenzione e Protezione (RSPP) e il Medico Competente, ove previsto.
Include l’analisi dettagliata dei rischi presenti nei processi produttivi, la loro classificazione in base
alla gravità e alla probabilità di accadimento e le misure di prevenzione e protezione da adottare.
1. Identificazione dei rischi: Tutti i rischi, sia generali che specifici, devono essere elencati e descritti.
Esempi comuni includono il rischio da movimentazione manuale dei carichi, il rischio elettrico e il
rischio chimico.
2. Valutazione della gravità e probabilità: Ogni rischio viene classificato in base alla sua potenziale
pericolosità e alla probabilità che si verifichi.
3. Pianificazione degli interventi: Sulla base dei rischi identificati, vengono definite le azioni da
intraprendere per eliminarli o ridurli.
Aggiornamenti del DVR: Il DVR deve essere aggiornato in diverse circostanze, tra cui:
Esempi pratici:
In un’azienda di produzione alimentare, il DVR potrebbe identificare rischi microbiologici legati alla
lavorazione dei prodotti.
In un call center, i rischi valutati potrebbero includere quelli derivanti dall’esposizione prolungata
a posture scorrette o al rumore.
Procedure per la redazione: La redazione del DVR richiede una stretta collaborazione tra il datore di
lavoro, l’RSPP, i rappresentanti dei lavoratori e, ove necessario, consulenti esterni. È possibile utilizzare
software dedicati per garantire un’analisi accurata e una gestione efficiente dei dati.
Nei cantieri temporanei o mobili, la sicurezza assume un ruolo di primaria importanza a causa della
natura spesso dinamica e complessa delle attività svolte. Ogni cantiere presenta rischi unici, che devono
essere identificati, valutati e mitigati attraverso l'adozione di misure specifiche.
Il POS è uno strumento essenziale per la gestione della sicurezza nei cantieri. Redatto dalle imprese
esecutrici, è un documento obbligatorio che descrive in dettaglio i rischi specifici legati alle attività svolte
e le misure di prevenzione adottate.
2. Descrizione delle attività: Elenco dettagliato delle operazioni svolte nel cantiere, ad esempio
scavi, demolizioni, costruzioni, installazione di impianti.
3. Analisi dei rischi: Valutazione specifica dei pericoli presenti nel cantiere, come il rischio di caduta
dall'alto, esposizione a polveri, rischi elettrici e movimentazione di materiali pesanti.
4. Misure di prevenzione e protezione: Elenco delle azioni messe in atto per prevenire gli incidenti,
come l'uso di parapetti, l'installazione di impianti di aspirazione, la formazione dei lavoratori
sull'uso dei DPI.
5. Procedure di emergenza: Piani per la gestione di incendi, infortuni o altre situazioni critiche.
6. Aggiornamenti periodici: Indicazione delle modalità con cui il POS viene aggiornato in base alle
esigenze operative e ai cambiamenti delle condizioni del cantiere.
Cantiere edile per la costruzione di un edificio: Il POS deve includere misure per prevenire le
cadute dall'alto attraverso l'uso di imbracature, reti di protezione e ponteggi sicuri. Inoltre, deve
dettagliare le modalità di gestione dei materiali da costruzione per evitare rischi ergonomici.
Cantiere stradale: Devono essere previste segnaletiche specifiche per proteggere i lavoratori dal
traffico veicolare e procedure per l'uso sicuro di macchinari pesanti come rulli e escavatori.
Ruolo del coordinatore per la sicurezza: In cantieri dove operano più imprese, è obbligatoria la nomina di
un Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione (CSP) e di Esecuzione (CSE). Questi
professionisti garantiscono che le misure di sicurezza siano armonizzate tra le diverse imprese e che tutti
rispettino quanto previsto dal Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC).
Il datore di lavoro è la figura centrale nella gestione della sicurezza in azienda. Con poteri decisionali e di
spesa, ha la responsabilità di garantire che tutti i lavoratori possano operare in un ambiente sicuro.
1. Elaborare il DVR: Il datore di lavoro deve assicurarsi che il Documento di Valutazione dei Rischi sia
accurato e aggiornato, coinvolgendo il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
(RSPP) e, se previsto, il Medico Competente.
2. Nominare l’RSPP: L’RSPP è una figura chiave per la sicurezza. Può essere un dipendente interno
all’azienda o un consulente esterno, ma deve essere sempre qualificato.
3. Garantire formazione e informazione: Tutti i lavoratori devono ricevere formazione adeguata sui
rischi specifici delle attività che svolgono e sui comportamenti da adottare per prevenirli.
Esempi pratici:
In un’azienda manifatturiera, il datore di lavoro deve fornire guanti resistenti al taglio ai lavoratori
che utilizzano lame o attrezzature taglienti.
Nel settore sanitario, è obbligatorio garantire l’accesso a guanti monouso, mascherine e camici
protettivi per prevenire il rischio biologico.
Sanzioni e responsabilità:
Il mancato rispetto degli obblighi di sicurezza può comportare sanzioni amministrative e penali per il
datore di lavoro, incluse multe salate e la sospensione dell’attività aziendale.
5. Chi è il Preposto
Il preposto è una figura operativa con un ruolo cruciale nella gestione quotidiana della sicurezza. Agisce
come supervisore, assicurandosi che i lavoratori seguano le procedure stabilite e che le attività si
svolgano in conformità alle normative di sicurezza.
3. Formare e informare i lavoratori: Sebbene la formazione sia responsabilità del datore di lavoro, il
preposto ha il compito di ricordare ai lavoratori l’importanza delle procedure di sicurezza e dei
comportamenti corretti.
4. Garantire l’uso dei DPI: Il preposto deve verificare che i lavoratori utilizzino sempre i dispositivi di
protezione forniti dall’azienda.
Esempi pratici:
Ruolo di intermediazione:
Il preposto agisce come punto di contatto tra i lavoratori e il datore di lavoro. Deve garantire che
eventuali problematiche operative siano comunicate in modo tempestivo e risolte in collaborazione con
le altre figure della sicurezza.
Opuscolo informativo elaborato dal RSPP D’Atri Agostino 3398952059 – pagina 4
Formazione rischio specifico art 36 e 37 del D.LGS. 81/08
Sicurezza sul lavoro
L’RSPP è una figura chiave nella gestione della sicurezza sul lavoro, incaricato di supportare il datore di
lavoro nell’identificazione e nella mitigazione dei rischi. Può essere un dipendente interno
adeguatamente formato o un consulente esterno con competenze certificate.
In un cantiere, l’RSPP può identificare il rischio di cadute durante i lavori su impalcature. Dopo l’analisi,
implementa una serie di misure, come l’installazione di parapetti, la fornitura di imbracature anticaduta e
la formazione dei lavoratori sull’uso corretto dei DPI. Monitora inoltre l’applicazione di queste misure
durante l’intero progetto.
I lavoratori svolgono un ruolo attivo nella sicurezza sul lavoro. Non solo devono rispettare le normative
aziendali, ma sono anche chiamati a collaborare per mantenere un ambiente sicuro per sé stessi e per i
colleghi.
Esempio pratico:
Un operaio in una fabbrica segnala una perdita di olio vicino a un macchinario, prevenendo
possibili scivolamenti o incendi.
Collaborazione attiva:
Un ambiente sicuro è possibile solo se tutti i lavoratori rispettano questi obblighi e collaborano con le
altre figure aziendali per migliorare costantemente la gestione della sicurezza.
La gestione di un incendio richiede una risposta rapida, efficace e coordinata per minimizzare i danni e
proteggere le persone presenti. Ogni luogo di lavoro deve avere un piano di emergenza chiaro e
aggiornato, accompagnato da esercitazioni periodiche.
Misure preventive:
Piani di evacuazione: Ogni luogo di lavoro deve avere percorsi di fuga segnalati e liberi da
ostacoli.
Esercitazioni pratiche:
Gli enti ispettivi hanno il compito di verificare che le aziende rispettino le normative di sicurezza sul
lavoro e adottino le misure necessarie per proteggere i lavoratori. La loro funzione è preventiva,
correttiva e sanzionatoria, garantendo che gli ambienti di lavoro siano conformi agli standard di legge.
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) è l’ente principale incaricato di effettuare controlli e verifiche nei
luoghi di lavoro.
Attività principali:
1. Ispezioni programmate: L’INL pianifica visite ispettive presso le aziende per accertarsi del rispetto
delle norme di sicurezza. Esempio pratico:
In un cantiere edile, gli ispettori verificano la corretta installazione dei ponteggi e l’utilizzo dei
dispositivi di protezione individuale (DPI) da parte degli operai.
3. Sanzioni: L’INL può comminare sanzioni amministrative o, nei casi più gravi, penali, come la
sospensione delle attività o il sequestro di attrezzature non sicure.
Le ASL, attraverso i Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL), monitorano le
condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori.
Attività principali:
1. Controllo delle condizioni igienico-sanitarie: Le ASL verificano che i luoghi di lavoro rispettino gli
standard igienici e sanitari previsti dalla normativa. Esempio pratico:
In un ristorante, gli ispettori verificano la pulizia delle cucine e l’adeguatezza delle attrezzature
per la conservazione degli alimenti.
2. Monitoraggio dei rischi specifici: Le ASL conducono indagini su rischi particolari, come
l’esposizione a sostanze chimiche o il rumore eccessivo. Esempio pratico:
In un’azienda tessile, vengono effettuate misurazioni dei livelli di rumore per verificare che non
superino i limiti consentiti.
3. Consulenza preventiva: Le ASL offrono consulenza alle aziende per migliorare le condizioni di
sicurezza. Esempio pratico:
Un’azienda chimica consulta la ASL per implementare un sistema di gestione del rischio legato ai
prodotti chimici.
Le attrezzature di lavoro includono macchine, apparecchi, utensili e impianti utilizzati durante le attività
lavorative. La loro conformità alle normative di sicurezza è fondamentale per prevenire incidenti.
1. Conformità normativa: Ogni attrezzatura deve essere progettata e costruita secondo le direttive
europee, come la Direttiva Macchine 2006/42/CE. Esempio pratico:
Una pressa utilizzata in un’azienda metalmeccanica deve essere dotata di protezioni per evitare il
contatto diretto con le parti in movimento.
Esempi di attrezzature:
I lavori su impianti elettrici sono particolarmente pericolosi e richiedono competenze specifiche. Operare
in sicurezza su impianti sotto tensione è possibile solo se si rispettano rigide procedure e si utilizzano
attrezzature adeguate.
Figure abilitate:
1. PES (Persone Esperte): Lavoratori con formazione specifica e comprovata esperienza nel lavoro su
impianti elettrici.
2. PAV (Persone Avvertite): Lavoratori formati per svolgere attività di supporto agli esperti.
3. Idoneità per lavori sotto tensione: Solo i lavoratori qualificati come PES possono eseguire lavori in
tensione.
Procedure di sicurezza:
1. Valutazione del rischio: Prima di iniziare qualsiasi lavoro, devono essere valutati i rischi legati
all’attività. Esempio pratico:
In una cabina elettrica, viene valutato il rischio di arco elettrico durante l’intervento.
2. Preparazione del lavoro: Devono essere adottate misure preventive, come l’isolamento delle parti
non interessate dal lavoro e l’utilizzo di barriere protettive. Esempio pratico:
Prima di intervenire su un quadro elettrico, viene installato un pannello isolante tra l’area di lavoro
e le parti attive.
3. Utilizzo di attrezzature e DPI: Gli operatori devono utilizzare strumenti isolati e indossare DPI
specifici, come guanti isolanti, elmetti con visiera e calzature antistatiche. Esempio pratico:
Opuscolo informativo elaborato dal RSPP D’Atri Agostino 3398952059 – pagina 8
Formazione rischio specifico art 36 e 37 del D.LGS. 81/08
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Un elettricista utilizza pinze isolanti certificate per rimuovere un fusibile da un impianto sotto
tensione.
Formazione specifica:
Il lavoro in quota rappresenta una delle attività lavorative più pericolose, poiché comporta il rischio di
cadute dall’alto. Per legge, un’attività si considera "in quota" quando si svolge a un’altezza superiore a 2
metri rispetto a un piano stabile.
1. Cadute dall’alto: Rappresentano la causa più frequente di incidenti gravi o mortali in lavori in
quota.
2. Crollo delle superfici: Superfici non adeguatamente solide possono cedere sotto il peso dei
lavoratori o delle attrezzature.
3. Scivolamenti: Piani di lavoro non stabili o materiali scivolosi possono causare perdite di equilibrio.
Procedure di sicurezza:
1. Valutazione dei rischi: Ogni lavoro in quota deve essere preceduto da una valutazione dettagliata
dei rischi.
2. Addestramento specifico: I lavoratori devono essere formati sull’uso corretto dei DPI e sulla
gestione dei pericoli legati alle altezze.
3. Controllo delle attrezzature: Prima di iniziare, tutte le attrezzature e i punti di ancoraggio devono
essere verificati per garantirne la sicurezza.
Esercitazioni pratiche:
Le atmosfere esplosive, definite ATEX (Atmosphères Explosibles), si verificano quando vi è una miscela di
aria con gas, vapori, polveri o fibre infiammabili che può provocare un’esplosione se innescata.
Rischi principali:
1. Presenza di sostanze infiammabili: Polveri come farine, legno o metalli possono creare atmosfere
esplosive in spazi confinati.
2. Sorgenti di innesco: Scintille elettriche, attriti o superfici calde possono innescare un’esplosione.
3. Ambienti chiusi o poco ventilati: Questi contesti favoriscono l’accumulo di sostanze esplosive.
Segnalazione e identificazione:
Le aree a rischio sono segnalate con cartelli triangolari gialli con il simbolo EX, indicanti la presenza di
atmosfere potenzialmente esplosive.
Esempio pratico:
In un silo per la conservazione di cereali, la polvere sospesa può generare un’esplosione se non vengono
adottate misure preventive, come il monitoraggio costante dei livelli di polvere e l’utilizzo di sistemi
antistatici.
Misure di sicurezza:
1. Valutazione del rischio ATEX: Ogni area a rischio deve essere analizzata e classificata in base alla
probabilità e alla gravità di un’esplosione.
2. Utilizzo di attrezzature certificate ATEX: Macchinari e strumenti utilizzati in queste aree devono
essere progettati per evitare inneschi. Esempio pratico:
In un impianto chimico, vengono utilizzati ventilatori certificati ATEX per ridurre il rischio di
accumulo di gas infiammabili.
3. Piani di emergenza: Devono essere predisposti piani specifici per la gestione di eventuali
esplosioni e per l’evacuazione.
I lavoratori devono ricevere formazione specifica sui pericoli delle atmosfere esplosive e sull’uso sicuro
delle attrezzature.
Il numero del centro antiveleni è un’informazione fondamentale riportata nella scheda di sicurezza (SDS)
di ogni prodotto chimico. Questi centri forniscono assistenza immediata in caso di esposizione a sostanze
tossiche.
1. Supporto immediato: Gli operatori del centro offrono istruzioni su come trattare l’esposizione a
sostanze pericolose.
Esempio pratico:
2. Indicazioni sui sintomi e sui trattamenti specifici per l’esposizione a quel prodotto chimico.
Procedure operative:
1. Formazione: Tutti i lavoratori devono sapere come utilizzare le schede di sicurezza e individuare il
numero del centro antiveleni.
2. Preparazione dell’area di lavoro: Ogni postazione deve avere accesso rapido a telefoni e schede di
sicurezza. Esempio pratico:
In un laboratorio scolastico, ogni banco da lavoro è dotato di una copia della scheda di sicurezza
dei reagenti utilizzati.
Prevenzione:
I Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) antirumore sono fondamentali per proteggere l'udito dei
lavoratori esposti a livelli di rumore superiori a 85 dB(A). L’esposizione prolungata a rumori intensi può
causare danni irreversibili all’udito, inclusa la perdita parziale o totale della capacità uditiva.
2. Inserti auricolari (tappi): Sono inseriti nel canale uditivo e offrono una protezione leggera ma
efficace.
Esempio pratico:
In un cantiere stradale, gli operatori di macchinari pesanti come martelli pneumatici utilizzano
tappi auricolari in schiuma per attenuare il rumore.
3. Elmetti con protezione integrata: Combinano la protezione antirumore con la protezione del capo,
ideali per ambienti industriali.
Esempio pratico:
Gli operai di una segheria indossano elmetti dotati di cuffie integrate per proteggere sia l’udito
che la testa.
Normative e obblighi:
Secondo il D.Lgs. 81/08, l’uso di DPI antirumore è obbligatorio quando i livelli di esposizione al
rumore superano i limiti di legge.
Le aziende devono fornire i DPI e garantire che i lavoratori siano addestrati al loro utilizzo.
Aeroporti: Rumori elevati durante le operazioni di carico e scarico vicino ai motori degli aerei.
1. Ispezioni regolari: I DPI devono essere controllati per verificarne l’integrità e la funzionalità.
Esempio pratico:
In una fabbrica, il supervisore verifica periodicamente che le cuffie antirumore non abbiano
cuscinetti usurati.
2. Formazione dei lavoratori: È essenziale che i dipendenti sappiano indossare correttamente i DPI
per garantire la massima efficacia.
Le vibrazioni generate dalle attrezzature possono causare danni alla salute, in particolare alle mani, alle
braccia e all’intero sistema muscolo-scheletrico. La verifica regolare del livello di vibrazione è essenziale
per garantire un utilizzo sicuro delle attrezzature.
1. Disturbi muscolo-scheletrici: Lavorare con attrezzature vibranti per periodi prolungati può
provocare dolori alle articolazioni, tendiniti e altri problemi muscolari.
Misure di mitigazione:
2. Limiti di esposizione: L’azienda deve stabilire pause regolari per evitare l’esposizione prolungata.
Esempio pratico:
Un operaio addetto all’uso di una perforatrice alterna il lavoro con pause ogni due ore.
3. Guanti antivibrazione: Forniscono una protezione aggiuntiva contro gli effetti delle vibrazioni.
Il colpo di calore è una condizione grave che può verificarsi in ambienti caldi o durante attività
fisicamente impegnative. È fondamentale adottare misure preventive per proteggere i lavoratori esposti
a temperature elevate.
Misure preventive:
Abbigliamento adeguato:
Formazione e sensibilizzazione:
I lavoratori devono essere istruiti sui sintomi del colpo di calore e sulle azioni da intraprendere in caso di
emergenza.
I Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) sono strumenti essenziali per la sicurezza sul lavoro. Il loro
obiettivo è proteggere il lavoratore dai rischi specifici presenti nell’ambiente lavorativo o derivanti dalle
attività svolte. Sono progettati per ridurre al minimo l’esposizione a pericoli che non possono essere
eliminati completamente attraverso altre misure di prevenzione.
Categorie di DPI:
Opuscolo informativo elaborato dal RSPP D’Atri Agostino 3398952059 – pagina 13
Formazione rischio specifico art 36 e 37 del D.LGS. 81/08
Sicurezza sul lavoro
o Caschi di sicurezza: Proteggono da urti, cadute di oggetti e contatti con parti pericolose.
Esempio pratico:
Un operaio in un cantiere edile indossa un casco per proteggersi da eventuali detriti che
possono cadere dall’alto.
o Guanti di sicurezza: Variano a seconda del rischio specifico, come guanti antitaglio,
resistenti al calore o isolanti elettrici.
Esempio pratico:
Un lavoratore in una fonderia utilizza guanti resistenti al calore per maneggiare oggetti
metallici caldi.
5. Protezione dell’udito:
o Indumenti ignifughi o ad alta visibilità: Offrono protezione contro fiamme, calore o visibilità
scarsa.
Esempio pratico:
Gli addetti ai lavori stradali indossano giubbotti riflettenti per essere ben visibili durante il
lavoro notturno.
1. Obbligo di utilizzo: I DPI devono essere utilizzati in tutte le situazioni in cui i rischi non possono
essere eliminati con altri interventi.
Formazione:
I lavoratori devono essere adeguatamente istruiti sull’uso corretto dei DPI e sull’importanza della loro
manutenzione.
I cartelli di pericolo sono strumenti visivi indispensabili per segnalare la presenza di rischi specifici in un
ambiente di lavoro. La loro funzione è attirare l’attenzione e comunicare chiaramente il pericolo.
Caratteristiche principali:
1. Forma e colore:
o Colore giallo con bordo nero: Segnale visivo universale che richiama attenzione.
Esempio pratico:
Un cartello triangolare giallo con il simbolo di una saetta avverte i lavoratori di un rischio
elettrico in una cabina di trasformazione.
2. Simboli e testo: Devono essere chiari e comprensibili, utilizzando icone riconosciute a livello
internazionale.
Esempio pratico:
Un cartello con un simbolo di fiamma e la scritta “Materiale infiammabile” è posizionato vicino a
contenitori di solventi in un magazzino chimico.
Rischio chimico: Un triangolo con il simbolo di una provetta che riversa liquido corrosivo indica la
presenza di sostanze pericolose.
Rischio caduta: Un cartello con la figura di una persona che cade avverte del pericolo su superfici
scivolose o bordi senza parapetti.
Atmosfere esplosive: Un simbolo con la sigla EX segnala un’area a rischio di esplosioni, come nei
silos di stoccaggio.
Posizionamento e visibilità:
2. Ben visibili: Illuminati e privi di ostacoli per garantire una lettura immediata.
La gestione di incidenti o mancati incidenti è un aspetto cruciale della sicurezza sul lavoro. Intervenire
tempestivamente e correttamente riduce le conseguenze negative e permette di prevenire eventi futuri.
In caso di incidente:
3. Documentare l’evento:
Tutti gli incidenti, inclusi i mancati incidenti (near miss), devono essere registrati e analizzati per
individuare le cause e adottare misure preventive.
Esempio pratico:
Un carrello elevatore sfiora un lavoratore senza causare lesioni. L’azienda registra il mancato
incidente e organizza una formazione per migliorare la sicurezza nella movimentazione dei
carichi.
Piani di emergenza:
1. Procedure operative: Ogni luogo di lavoro deve avere un piano chiaro per la gestione degli
incidenti.
I near miss rappresentano preziose opportunità per migliorare la sicurezza. Analizzarli aiuta a
identificare carenze nei processi o nelle misure preventive.
Esempio pratico:
Un oggetto cade da un ponteggio senza colpire nessuno. L’azienda installa reti di protezione per
evitare che l’incidente si ripeta.