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Formazione rischio specifico art 36 e 37 del D.LGS.

81/08
Sicurezza sul lavoro

Opuscolo Informativo sugli argomenti trattati

Introduzione

La sicurezza sul lavoro è un elemento imprescindibile per la protezione della salute e del benessere di
ogni lavoratore, rappresentando un pilastro fondamentale per il successo e la sostenibilità di ogni attività
produttiva. Ogni figura coinvolta nell'organizzazione aziendale, dal datore di lavoro ai lavoratori stessi, ha
un ruolo chiave nel garantire un ambiente di lavoro sicuro e privo di rischi.

Questo opuscolo è pensato come una guida completa e accessibile, in grado di fornire tutte le
informazioni necessarie per comprendere e applicare le normative di sicurezza, promuovendo una cultura
aziendale basata sulla prevenzione e sul rispetto delle norme. Attraverso un focus sulla formazione
generale e specifica, il documento mira a sensibilizzare e preparare tutti gli attori aziendali, rendendoli
consapevoli delle loro responsabilità e dei benefici derivanti dall'adozione di misure di sicurezza efficaci.

Investire nella sicurezza significa non solo rispettare gli obblighi di legge, ma anche migliorare la qualità
del lavoro, ridurre gli incidenti e le malattie professionali, aumentando al contempo la produttività e la
soddisfazione dei lavoratori.

1. Norma Attuale sulla Sicurezza

Il D.Lgs. 81/08, noto come Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, rappresenta il quadro
normativo di riferimento per garantire la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Si tratta
di una normativa strutturata e completa, che integra tutti i principali obblighi e linee guida per la
prevenzione dei rischi, adattandosi alle diverse realtà aziendali.

Principi fondamentali del D.Lgs. 81/08:

1. Prevenzione dei rischi: Ogni attività lavorativa deve essere organizzata in modo tale da prevenire
la comparsa di situazioni di rischio. La prevenzione inizia con l’identificazione e l’analisi dei
pericoli presenti nei processi produttivi.

2. Valutazione dei rischi specifici: Ogni ambiente di lavoro presenta caratteristiche uniche, con rischi
specifici che devono essere attentamente valutati. La valutazione dei rischi rappresenta la base
per l'adozione di misure preventive e protettive.

3. Informazione, formazione e addestramento: La normativa impone che tutti i lavoratori siano


adeguatamente informati e formati sui rischi presenti nel loro luogo di lavoro e sulle misure di
prevenzione. L’addestramento specifico è particolarmente rilevante per l’uso di attrezzature
pericolose.

4. Coinvolgimento attivo di tutte le figure aziendali: La sicurezza è un obiettivo comune che richiede
la collaborazione di tutte le figure coinvolte: datori di lavoro, dirigenti, preposti, RSPP e lavoratori.

Applicazione della normativa:


Il D.Lgs. 81/08 si applica a tutte le attività lavorative, senza distinzione di settore o dimensione aziendale.
Ogni impresa deve sviluppare un sistema di gestione della sicurezza personalizzato, tenendo conto delle
proprie peculiarità.
Esempi:

 Nelle industrie chimiche, è essenziale monitorare costantemente i rischi legati all’uso di sostanze
pericolose.

 Nei cantieri edili, la prevenzione delle cadute dall’alto rappresenta una priorità.

 Negli uffici, la valutazione dei rischi ergonomici è fondamentale per prevenire problemi muscolo-
scheletrici.

Sanzioni per il mancato rispetto:

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Formazione rischio specifico art 36 e 37 del D.LGS. 81/08
Sicurezza sul lavoro

La normativa prevede sanzioni severe per i datori di lavoro che non rispettano gli obblighi previsti,
includendo multe significative e, in casi gravi, la sospensione delle attività.

2. Documenti per la Valutazione dei Rischi Aziendali

La gestione della sicurezza sul lavoro passa inevitabilmente attraverso una documentazione adeguata e
ben strutturata. Tra i documenti fondamentali richiesti dalla normativa troviamo il Documento di
Valutazione dei Rischi (DVR).

Il DVR:

 È obbligatorio per tutte le aziende con almeno un dipendente.

 Deve essere redatto dal datore di lavoro in collaborazione con il Responsabile del Servizio di
Prevenzione e Protezione (RSPP) e il Medico Competente, ove previsto.

 Include l’analisi dettagliata dei rischi presenti nei processi produttivi, la loro classificazione in base
alla gravità e alla probabilità di accadimento e le misure di prevenzione e protezione da adottare.

Contenuti principali del DVR:

1. Identificazione dei rischi: Tutti i rischi, sia generali che specifici, devono essere elencati e descritti.
Esempi comuni includono il rischio da movimentazione manuale dei carichi, il rischio elettrico e il
rischio chimico.

2. Valutazione della gravità e probabilità: Ogni rischio viene classificato in base alla sua potenziale
pericolosità e alla probabilità che si verifichi.

3. Pianificazione degli interventi: Sulla base dei rischi identificati, vengono definite le azioni da
intraprendere per eliminarli o ridurli.

4. Responsabilità: Il DVR specifica i ruoli e le responsabilità di ciascuna figura aziendale nella


gestione della sicurezza.

Aggiornamenti del DVR: Il DVR deve essere aggiornato in diverse circostanze, tra cui:

 Modifiche significative nei processi produttivi o nell’organizzazione del lavoro.

 Introduzione di nuove attrezzature o tecnologie.

 Verifica di infortuni gravi o malattie professionali.

 Cambiamenti normativi che impongono nuove misure di sicurezza.

Esempi pratici:

 In un’azienda di produzione alimentare, il DVR potrebbe identificare rischi microbiologici legati alla
lavorazione dei prodotti.

 In un call center, i rischi valutati potrebbero includere quelli derivanti dall’esposizione prolungata
a posture scorrette o al rumore.

Procedure per la redazione: La redazione del DVR richiede una stretta collaborazione tra il datore di
lavoro, l’RSPP, i rappresentanti dei lavoratori e, ove necessario, consulenti esterni. È possibile utilizzare
software dedicati per garantire un’analisi accurata e una gestione efficiente dei dati.

Obiettivi del DVR:

 Garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori.

 Prevenire incidenti e malattie professionali.

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Formazione rischio specifico art 36 e 37 del D.LGS. 81/08
Sicurezza sul lavoro

 Contribuire al miglioramento continuo dell’ambiente lavorativo.

Importanza della documentazione: La documentazione non è solo un obbligo normativo, ma anche un


prezioso strumento di prevenzione e gestione. Un DVR ben fatto rappresenta una base solida per la
pianificazione della sicurezza aziendale.

3. Documenti per la Sicurezza in Cantiere

Nei cantieri temporanei o mobili, la sicurezza assume un ruolo di primaria importanza a causa della
natura spesso dinamica e complessa delle attività svolte. Ogni cantiere presenta rischi unici, che devono
essere identificati, valutati e mitigati attraverso l'adozione di misure specifiche.

Piano Operativo della Sicurezza (POS)

Il POS è uno strumento essenziale per la gestione della sicurezza nei cantieri. Redatto dalle imprese
esecutrici, è un documento obbligatorio che descrive in dettaglio i rischi specifici legati alle attività svolte
e le misure di prevenzione adottate.

Contenuti principali del POS:

1. Identificazione dell'impresa esecutrice: Informazioni sull'azienda responsabile delle attività in


cantiere, inclusi riferimenti ai rappresentanti aziendali.

2. Descrizione delle attività: Elenco dettagliato delle operazioni svolte nel cantiere, ad esempio
scavi, demolizioni, costruzioni, installazione di impianti.

3. Analisi dei rischi: Valutazione specifica dei pericoli presenti nel cantiere, come il rischio di caduta
dall'alto, esposizione a polveri, rischi elettrici e movimentazione di materiali pesanti.

4. Misure di prevenzione e protezione: Elenco delle azioni messe in atto per prevenire gli incidenti,
come l'uso di parapetti, l'installazione di impianti di aspirazione, la formazione dei lavoratori
sull'uso dei DPI.

5. Procedure di emergenza: Piani per la gestione di incendi, infortuni o altre situazioni critiche.

6. Aggiornamenti periodici: Indicazione delle modalità con cui il POS viene aggiornato in base alle
esigenze operative e ai cambiamenti delle condizioni del cantiere.

Esempi pratici di POS:

 Cantiere edile per la costruzione di un edificio: Il POS deve includere misure per prevenire le
cadute dall'alto attraverso l'uso di imbracature, reti di protezione e ponteggi sicuri. Inoltre, deve
dettagliare le modalità di gestione dei materiali da costruzione per evitare rischi ergonomici.

 Cantiere stradale: Devono essere previste segnaletiche specifiche per proteggere i lavoratori dal
traffico veicolare e procedure per l'uso sicuro di macchinari pesanti come rulli e escavatori.

Ruolo del coordinatore per la sicurezza: In cantieri dove operano più imprese, è obbligatoria la nomina di
un Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione (CSP) e di Esecuzione (CSE). Questi
professionisti garantiscono che le misure di sicurezza siano armonizzate tra le diverse imprese e che tutti
rispettino quanto previsto dal Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC).

4. Chi è il Datore di Lavoro

Il datore di lavoro è la figura centrale nella gestione della sicurezza in azienda. Con poteri decisionali e di
spesa, ha la responsabilità di garantire che tutti i lavoratori possano operare in un ambiente sicuro.

Obblighi principali del datore di lavoro:

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Sicurezza sul lavoro

1. Elaborare il DVR: Il datore di lavoro deve assicurarsi che il Documento di Valutazione dei Rischi sia
accurato e aggiornato, coinvolgendo il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
(RSPP) e, se previsto, il Medico Competente.

2. Nominare l’RSPP: L’RSPP è una figura chiave per la sicurezza. Può essere un dipendente interno
all’azienda o un consulente esterno, ma deve essere sempre qualificato.

3. Garantire formazione e informazione: Tutti i lavoratori devono ricevere formazione adeguata sui
rischi specifici delle attività che svolgono e sui comportamenti da adottare per prevenirli.

4. Fornire DPI: Il datore di lavoro è responsabile della consegna ai lavoratori di Dispositivi di


Protezione Individuale (DPI) adeguati, come caschi, guanti, occhiali protettivi, e della loro
manutenzione.

Esempi pratici:

 In un’azienda manifatturiera, il datore di lavoro deve fornire guanti resistenti al taglio ai lavoratori
che utilizzano lame o attrezzature taglienti.

 Nel settore sanitario, è obbligatorio garantire l’accesso a guanti monouso, mascherine e camici
protettivi per prevenire il rischio biologico.

Sanzioni e responsabilità:

Il mancato rispetto degli obblighi di sicurezza può comportare sanzioni amministrative e penali per il
datore di lavoro, incluse multe salate e la sospensione dell’attività aziendale.

5. Chi è il Preposto

Il preposto è una figura operativa con un ruolo cruciale nella gestione quotidiana della sicurezza. Agisce
come supervisore, assicurandosi che i lavoratori seguano le procedure stabilite e che le attività si
svolgano in conformità alle normative di sicurezza.

Compiti principali del preposto:

1. Sovrintendere alle attività operative: Il preposto deve monitorare costantemente lo svolgimento


delle attività lavorative, verificando che vengano rispettate le regole di sicurezza.

2. Segnalare situazioni di pericolo: Qualsiasi rischio emergente deve essere immediatamente


comunicato al datore di lavoro o all’RSPP.

3. Formare e informare i lavoratori: Sebbene la formazione sia responsabilità del datore di lavoro, il
preposto ha il compito di ricordare ai lavoratori l’importanza delle procedure di sicurezza e dei
comportamenti corretti.

4. Garantire l’uso dei DPI: Il preposto deve verificare che i lavoratori utilizzino sempre i dispositivi di
protezione forniti dall’azienda.

Esempi pratici:

 In un cantiere, il preposto deve verificare che tutti i lavoratori utilizzino correttamente le


imbracature di sicurezza quando operano su impalcature o tetti.

 In un’industria chimica, il preposto deve assicurarsi che vengano rispettate le procedure di


manipolazione e stoccaggio delle sostanze pericolose.

Ruolo di intermediazione:

Il preposto agisce come punto di contatto tra i lavoratori e il datore di lavoro. Deve garantire che
eventuali problematiche operative siano comunicate in modo tempestivo e risolte in collaborazione con
le altre figure della sicurezza.
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6. Chi è il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)

L’RSPP è una figura chiave nella gestione della sicurezza sul lavoro, incaricato di supportare il datore di
lavoro nell’identificazione e nella mitigazione dei rischi. Può essere un dipendente interno
adeguatamente formato o un consulente esterno con competenze certificate.

Compiti principali dell’RSPP:

1. Individuare i fattori di rischio:


L’RSPP analizza i processi lavorativi per identificare pericoli potenziali e valutare i rischi. Questa
analisi tiene conto di vari aspetti, come l’ambiente di lavoro, le attrezzature utilizzate, e i
comportamenti dei lavoratori.
Esempio pratico:
In un’azienda chimica, l’RSPP valuta i rischi legati alla manipolazione di sostanze pericolose e
propone soluzioni, come la sostituzione di sostanze particolarmente tossiche con alternative meno
rischiose.

2. Elaborare misure preventive e protettive:


Una volta identificati i rischi, l’RSPP propone soluzioni specifiche per prevenirli. Queste misure
possono includere l’installazione di sistemi di ventilazione, la definizione di procedure operative
sicure e l’adozione di tecnologie avanzate.
Esempio pratico:
In un magazzino, l’RSPP potrebbe introdurre percorsi pedonali segnalati per separare il traffico di
muletti dai movimenti dei lavoratori.

3. Proporre programmi di formazione per i lavoratori:


L’RSPP è responsabile della pianificazione e dell’implementazione di corsi di formazione sui rischi
specifici delle attività lavorative.
Esempio pratico:
In un’azienda manifatturiera, l’RSPP organizza un corso pratico per insegnare ai lavoratori come
utilizzare correttamente un macchinario complesso e prevenire incidenti.

Esempio concreto del ruolo dell’RSPP:

In un cantiere, l’RSPP può identificare il rischio di cadute durante i lavori su impalcature. Dopo l’analisi,
implementa una serie di misure, come l’installazione di parapetti, la fornitura di imbracature anticaduta e
la formazione dei lavoratori sull’uso corretto dei DPI. Monitora inoltre l’applicazione di queste misure
durante l’intero progetto.

7. Obblighi dei Lavoratori

I lavoratori svolgono un ruolo attivo nella sicurezza sul lavoro. Non solo devono rispettare le normative
aziendali, ma sono anche chiamati a collaborare per mantenere un ambiente sicuro per sé stessi e per i
colleghi.

Obblighi principali dei lavoratori:

1. Prendersi cura della propria sicurezza e di quella degli altri:


Ogni lavoratore deve adottare comportamenti responsabili per evitare situazioni di rischio.
Esempio pratico:
Un lavoratore in un’officina meccanica evita di lasciare attrezzi sparsi per terra, riducendo il
rischio di inciampo per sé stesso e per gli altri.

2. Segnalare tempestivamente condizioni di rischio:


Se un lavoratore nota un potenziale pericolo, è obbligato a informare il preposto o il datore di
lavoro.

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Formazione rischio specifico art 36 e 37 del D.LGS. 81/08
Sicurezza sul lavoro

Esempio pratico:
Un operaio in una fabbrica segnala una perdita di olio vicino a un macchinario, prevenendo
possibili scivolamenti o incendi.

3. Partecipare ai programmi di formazione:


I lavoratori devono partecipare attivamente ai corsi di formazione organizzati dall’azienda per
conoscere le procedure di sicurezza e il corretto utilizzo delle attrezzature.
Esempio pratico:
In un laboratorio chimico, i lavoratori seguono una formazione sull’utilizzo dei dispositivi di
protezione per prevenire esposizioni a sostanze nocive.

4. Utilizzare correttamente i DPI:


È obbligo dei lavoratori indossare e utilizzare correttamente i DPI forniti dal datore di lavoro.
Esempio pratico:
Un elettricista indossa guanti isolanti e occhiali di protezione mentre lavora su un quadro elettrico
per prevenire lesioni.

Collaborazione attiva:

Un ambiente sicuro è possibile solo se tutti i lavoratori rispettano questi obblighi e collaborano con le
altre figure aziendali per migliorare costantemente la gestione della sicurezza.

8. Gestione di un’Emergenza Incendio

La gestione di un incendio richiede una risposta rapida, efficace e coordinata per minimizzare i danni e
proteggere le persone presenti. Ogni luogo di lavoro deve avere un piano di emergenza chiaro e
aggiornato, accompagnato da esercitazioni periodiche.

Procedura in caso di incendio:

1. Dare immediatamente l’allarme:


La prima azione è attivare l’allarme antincendio per avvisare tutte le persone presenti.
Esempio pratico:
Un addetto alla sicurezza in un centro commerciale utilizza un pulsante antincendio per far partire
l’allarme e avvisare i clienti di evacuare.

2. Dirigersi verso il punto di raccolta designato:


Tutte le persone presenti devono seguire le indicazioni per raggiungere in sicurezza i punti di
raccolta stabiliti.
Esempio pratico:
In un edificio per uffici, i dipendenti seguono le segnaletiche di emergenza e si radunano nel
parcheggio esterno, lontano dall’edificio.

3. Informare gli addetti alle emergenze e attendere istruzioni:


Gli addetti antincendio o i vigili del fuoco assumono il controllo della situazione, fornendo
istruzioni specifiche per l’evacuazione o l’intervento diretto.
Esempio pratico:
In una fabbrica, l’addetto antincendio verifica che tutti i dipendenti abbiano lasciato l’edificio e
informa i vigili del fuoco sulla posizione esatta dell’incendio.

Misure preventive:

 Piani di evacuazione: Ogni luogo di lavoro deve avere percorsi di fuga segnalati e liberi da
ostacoli.

 Estintori e dispositivi di sicurezza: Gli estintori devono essere distribuiti strategicamente e


sottoposti a manutenzione periodica.

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 Formazione specifica: I lavoratori devono partecipare a esercitazioni antincendio per familiarizzare


con le procedure di emergenza.

Esercitazioni pratiche:

Le esercitazioni antincendio simulano situazioni reali, migliorando la prontezza del personale.


Esempio pratico:
In una scuola, viene simulato un incendio per addestrare studenti e personale a evacuare l’edificio in
modo sicuro e ordinato.

9. Enti Ispettivi per la Sicurezza

Gli enti ispettivi hanno il compito di verificare che le aziende rispettino le normative di sicurezza sul
lavoro e adottino le misure necessarie per proteggere i lavoratori. La loro funzione è preventiva,
correttiva e sanzionatoria, garantendo che gli ambienti di lavoro siano conformi agli standard di legge.

Ispettorato del Lavoro

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) è l’ente principale incaricato di effettuare controlli e verifiche nei
luoghi di lavoro.

Attività principali:

1. Ispezioni programmate: L’INL pianifica visite ispettive presso le aziende per accertarsi del rispetto
delle norme di sicurezza. Esempio pratico:
In un cantiere edile, gli ispettori verificano la corretta installazione dei ponteggi e l’utilizzo dei
dispositivi di protezione individuale (DPI) da parte degli operai.

2. Interventi a seguito di segnalazioni: In caso di denuncia da parte di lavoratori o terzi, l’INL


interviene per verificare eventuali irregolarità. Esempio pratico:
Un dipendente segnala condizioni di lavoro non sicure in una fabbrica. Gli ispettori verificano
l’adeguatezza delle attrezzature e la presenza del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

3. Sanzioni: L’INL può comminare sanzioni amministrative o, nei casi più gravi, penali, come la
sospensione delle attività o il sequestro di attrezzature non sicure.

Azienda Sanitaria Locale (ASL)

Le ASL, attraverso i Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL), monitorano le
condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori.

Attività principali:

1. Controllo delle condizioni igienico-sanitarie: Le ASL verificano che i luoghi di lavoro rispettino gli
standard igienici e sanitari previsti dalla normativa. Esempio pratico:
In un ristorante, gli ispettori verificano la pulizia delle cucine e l’adeguatezza delle attrezzature
per la conservazione degli alimenti.

2. Monitoraggio dei rischi specifici: Le ASL conducono indagini su rischi particolari, come
l’esposizione a sostanze chimiche o il rumore eccessivo. Esempio pratico:
In un’azienda tessile, vengono effettuate misurazioni dei livelli di rumore per verificare che non
superino i limiti consentiti.

3. Consulenza preventiva: Le ASL offrono consulenza alle aziende per migliorare le condizioni di
sicurezza. Esempio pratico:
Un’azienda chimica consulta la ASL per implementare un sistema di gestione del rischio legato ai
prodotti chimici.

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10. Definizione di Attrezzatura di Lavoro

Le attrezzature di lavoro includono macchine, apparecchi, utensili e impianti utilizzati durante le attività
lavorative. La loro conformità alle normative di sicurezza è fondamentale per prevenire incidenti.

Requisiti delle attrezzature di lavoro:

1. Conformità normativa: Ogni attrezzatura deve essere progettata e costruita secondo le direttive
europee, come la Direttiva Macchine 2006/42/CE. Esempio pratico:
Una pressa utilizzata in un’azienda metalmeccanica deve essere dotata di protezioni per evitare il
contatto diretto con le parti in movimento.

2. Manutenzione regolare: Le attrezzature devono essere sottoposte a controlli e manutenzione


periodici per garantirne il corretto funzionamento. Esempio pratico:
Un carrello elevatore viene sottoposto a manutenzione mensile per verificare il funzionamento dei
freni e del sistema idraulico.

3. Formazione sull’uso: I lavoratori devono essere adeguatamente formati per utilizzare le


attrezzature in modo sicuro. Esempio pratico:
Un operatore di una gru segue un corso specifico per apprendere le procedure corrette di
sollevamento e movimentazione dei carichi.

Esempi di attrezzature:

 Macchine: Presse, torni, fresatrici.

 Apparecchi: Sistemi di aspirazione per polveri o fumi.

 Utensili: Trapani, seghe circolari, smerigliatrici.

 Impianti: Sistemi di riscaldamento industriale o linee di produzione.

11. Lavori in Tensione fino a 1000 V

I lavori su impianti elettrici sono particolarmente pericolosi e richiedono competenze specifiche. Operare
in sicurezza su impianti sotto tensione è possibile solo se si rispettano rigide procedure e si utilizzano
attrezzature adeguate.

Figure abilitate:

1. PES (Persone Esperte): Lavoratori con formazione specifica e comprovata esperienza nel lavoro su
impianti elettrici.

2. PAV (Persone Avvertite): Lavoratori formati per svolgere attività di supporto agli esperti.

3. Idoneità per lavori sotto tensione: Solo i lavoratori qualificati come PES possono eseguire lavori in
tensione.

Procedure di sicurezza:

1. Valutazione del rischio: Prima di iniziare qualsiasi lavoro, devono essere valutati i rischi legati
all’attività. Esempio pratico:
In una cabina elettrica, viene valutato il rischio di arco elettrico durante l’intervento.

2. Preparazione del lavoro: Devono essere adottate misure preventive, come l’isolamento delle parti
non interessate dal lavoro e l’utilizzo di barriere protettive. Esempio pratico:
Prima di intervenire su un quadro elettrico, viene installato un pannello isolante tra l’area di lavoro
e le parti attive.

3. Utilizzo di attrezzature e DPI: Gli operatori devono utilizzare strumenti isolati e indossare DPI
specifici, come guanti isolanti, elmetti con visiera e calzature antistatiche. Esempio pratico:
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Un elettricista utilizza pinze isolanti certificate per rimuovere un fusibile da un impianto sotto
tensione.

4. Verifica e monitoraggio: Durante l’intervento, un supervisore deve monitorare l’operato per


garantire il rispetto delle procedure. Esempio pratico:
In una sottostazione elettrica, un supervisore verifica che l’elettricista rispetti le distanze di
sicurezza dai componenti sotto tensione.

Formazione specifica:

I lavori in tensione richiedono corsi di formazione dedicati, che includono:

 Normative tecniche e legislative.

 Uso delle attrezzature di sicurezza.

 Simulazioni pratiche di interventi in ambienti controllati.

12. Lavoro in Quota

Il lavoro in quota rappresenta una delle attività lavorative più pericolose, poiché comporta il rischio di
cadute dall’alto. Per legge, un’attività si considera "in quota" quando si svolge a un’altezza superiore a 2
metri rispetto a un piano stabile.

Rischi principali del lavoro in quota:

1. Cadute dall’alto: Rappresentano la causa più frequente di incidenti gravi o mortali in lavori in
quota.

2. Crollo delle superfici: Superfici non adeguatamente solide possono cedere sotto il peso dei
lavoratori o delle attrezzature.

3. Scivolamenti: Piani di lavoro non stabili o materiali scivolosi possono causare perdite di equilibrio.

Misure di sicurezza obbligatorie:

1. Utilizzo di imbracature di sicurezza:


Le imbracature anticaduta devono essere collegate a punti di ancoraggio certificati.
Esempio pratico:
Un operaio che lavora su un traliccio elettrico utilizza un’imbracatura collegata a un sistema di
arresto caduta per evitare lesioni in caso di perdita di equilibrio.

2. Installazione di parapetti o reti di protezione:


Questi dispositivi devono essere installati su superfici elevate, come impalcature o tetti, per
impedire le cadute.
Esempio pratico:
In un cantiere edile, vengono montati parapetti lungo i bordi di un ponteggio per proteggere i
lavoratori durante le attività.

3. Piattaforme di lavoro mobili:


Dove possibile, è preferibile utilizzare piattaforme elevabili o cestelli per svolgere il lavoro in
sicurezza.
Esempio pratico:
Durante la manutenzione di una facciata, gli operai utilizzano una piattaforma aerea con sistemi
di stabilizzazione per evitare rischi.

Procedure di sicurezza:

1. Valutazione dei rischi: Ogni lavoro in quota deve essere preceduto da una valutazione dettagliata
dei rischi.

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2. Addestramento specifico: I lavoratori devono essere formati sull’uso corretto dei DPI e sulla
gestione dei pericoli legati alle altezze.

3. Controllo delle attrezzature: Prima di iniziare, tutte le attrezzature e i punti di ancoraggio devono
essere verificati per garantirne la sicurezza.

Esercitazioni pratiche:

Le simulazioni di emergenza, come il recupero di un lavoratore bloccato in quota, migliorano la


preparazione del personale.

13. Rischio di Atmosfere Esplosive

Le atmosfere esplosive, definite ATEX (Atmosphères Explosibles), si verificano quando vi è una miscela di
aria con gas, vapori, polveri o fibre infiammabili che può provocare un’esplosione se innescata.

Rischi principali:

1. Presenza di sostanze infiammabili: Polveri come farine, legno o metalli possono creare atmosfere
esplosive in spazi confinati.

2. Sorgenti di innesco: Scintille elettriche, attriti o superfici calde possono innescare un’esplosione.

3. Ambienti chiusi o poco ventilati: Questi contesti favoriscono l’accumulo di sostanze esplosive.

Segnalazione e identificazione:

Le aree a rischio sono segnalate con cartelli triangolari gialli con il simbolo EX, indicanti la presenza di
atmosfere potenzialmente esplosive.

Esempio pratico:
In un silo per la conservazione di cereali, la polvere sospesa può generare un’esplosione se non vengono
adottate misure preventive, come il monitoraggio costante dei livelli di polvere e l’utilizzo di sistemi
antistatici.

Misure di sicurezza:

1. Valutazione del rischio ATEX: Ogni area a rischio deve essere analizzata e classificata in base alla
probabilità e alla gravità di un’esplosione.

2. Utilizzo di attrezzature certificate ATEX: Macchinari e strumenti utilizzati in queste aree devono
essere progettati per evitare inneschi. Esempio pratico:
In un impianto chimico, vengono utilizzati ventilatori certificati ATEX per ridurre il rischio di
accumulo di gas infiammabili.

3. Piani di emergenza: Devono essere predisposti piani specifici per la gestione di eventuali
esplosioni e per l’evacuazione.

Formazione dei lavoratori:

I lavoratori devono ricevere formazione specifica sui pericoli delle atmosfere esplosive e sull’uso sicuro
delle attrezzature.

14. Numero di Telefono del Centro Antiveleni

Il numero del centro antiveleni è un’informazione fondamentale riportata nella scheda di sicurezza (SDS)
di ogni prodotto chimico. Questi centri forniscono assistenza immediata in caso di esposizione a sostanze
tossiche.

Importanza del Centro Antiveleni:


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1. Supporto immediato: Gli operatori del centro offrono istruzioni su come trattare l’esposizione a
sostanze pericolose.

2. Assistenza personalizzata: Il centro guida i soccorritori e il personale medico nella gestione di


emergenze specifiche.

Esempio pratico:

 Un lavoratore in un laboratorio chimico versa accidentalmente un acido sulla pelle. Il supervisore


chiama immediatamente il centro antiveleni, che fornisce istruzioni dettagliate su come
neutralizzare la sostanza e ridurre i danni.

Informazioni presenti nella scheda di sicurezza (SDS):

1. Nome e numero del centro antiveleni competente.

2. Indicazioni sui sintomi e sui trattamenti specifici per l’esposizione a quel prodotto chimico.

3. Istruzioni per la manipolazione e lo stoccaggio sicuri del prodotto.

Procedure operative:

1. Formazione: Tutti i lavoratori devono sapere come utilizzare le schede di sicurezza e individuare il
numero del centro antiveleni.

2. Preparazione dell’area di lavoro: Ogni postazione deve avere accesso rapido a telefoni e schede di
sicurezza. Esempio pratico:
In un laboratorio scolastico, ogni banco da lavoro è dotato di una copia della scheda di sicurezza
dei reagenti utilizzati.

Prevenzione:

 Utilizzare sempre DPI adeguati durante la manipolazione di sostanze chimiche.

 Stoccare i prodotti in contenitori etichettati e in aree sicure.

15. Uso dei DPI Antirumore

I Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) antirumore sono fondamentali per proteggere l'udito dei
lavoratori esposti a livelli di rumore superiori a 85 dB(A). L’esposizione prolungata a rumori intensi può
causare danni irreversibili all’udito, inclusa la perdita parziale o totale della capacità uditiva.

Tipologie di DPI antirumore:

1. Cuffie antirumore: Avvolgono l’intero orecchio, riducendo efficacemente il rumore ambientale.


Esempio pratico:
Gli operai in un’officina meccanica indossano cuffie antirumore mentre utilizzano macchinari
rumorosi, come trapani industriali e fresatrici.

2. Inserti auricolari (tappi): Sono inseriti nel canale uditivo e offrono una protezione leggera ma
efficace.
Esempio pratico:
In un cantiere stradale, gli operatori di macchinari pesanti come martelli pneumatici utilizzano
tappi auricolari in schiuma per attenuare il rumore.

3. Elmetti con protezione integrata: Combinano la protezione antirumore con la protezione del capo,
ideali per ambienti industriali.
Esempio pratico:
Gli operai di una segheria indossano elmetti dotati di cuffie integrate per proteggere sia l’udito
che la testa.

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Sicurezza sul lavoro

Normative e obblighi:

 Secondo il D.Lgs. 81/08, l’uso di DPI antirumore è obbligatorio quando i livelli di esposizione al
rumore superano i limiti di legge.

 Le aziende devono fornire i DPI e garantire che i lavoratori siano addestrati al loro utilizzo.

Esempi di contesti lavorativi:

 Industria manifatturiera: Rumori costanti da macchinari come presse o nastri trasportatori.

 Costruzioni: Utilizzo di martelli pneumatici e seghe circolari.

 Aeroporti: Rumori elevati durante le operazioni di carico e scarico vicino ai motori degli aerei.

Manutenzione e corretto utilizzo:

1. Ispezioni regolari: I DPI devono essere controllati per verificarne l’integrità e la funzionalità.
Esempio pratico:
In una fabbrica, il supervisore verifica periodicamente che le cuffie antirumore non abbiano
cuscinetti usurati.

2. Formazione dei lavoratori: È essenziale che i dipendenti sappiano indossare correttamente i DPI
per garantire la massima efficacia.

16. Verifica del Livello di Vibrazione di un’Attrezzatura

Le vibrazioni generate dalle attrezzature possono causare danni alla salute, in particolare alle mani, alle
braccia e all’intero sistema muscolo-scheletrico. La verifica regolare del livello di vibrazione è essenziale
per garantire un utilizzo sicuro delle attrezzature.

Effetti delle vibrazioni:

1. Disturbi muscolo-scheletrici: Lavorare con attrezzature vibranti per periodi prolungati può
provocare dolori alle articolazioni, tendiniti e altri problemi muscolari.

2. Sindrome da vibrazioni mano-braccio: L’esposizione prolungata può causare intorpidimento,


perdita di sensibilità o dolori alle mani e alle braccia.

Verifica del livello di vibrazione:

1. Libretto di uso e manutenzione: Ogni attrezzatura deve riportare i livelli di vibrazione in


conformità alla normativa.
Esempio pratico:
Un’impresa di costruzioni verifica nel manuale di un martello demolitore il valore di vibrazione,
assicurandosi che rientri nei limiti consentiti.

2. Monitoraggio regolare: Le vibrazioni devono essere misurate periodicamente con appositi


strumenti.
Esempio pratico:
In un’azienda di manutenzione stradale, vengono utilizzati accelerometri per misurare le
vibrazioni prodotte da un compattatore.

Misure di mitigazione:

1. Utilizzo di attrezzature antivibrazioni: I macchinari dotati di maniglie antivibranti riducono


l’impatto sulle mani e sulle braccia.
Esempio pratico:
Un giardiniere utilizza una motosega con manici ammortizzati per ridurre le vibrazioni durante
l’uso.

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2. Limiti di esposizione: L’azienda deve stabilire pause regolari per evitare l’esposizione prolungata.
Esempio pratico:
Un operaio addetto all’uso di una perforatrice alterna il lavoro con pause ogni due ore.

3. Guanti antivibrazione: Forniscono una protezione aggiuntiva contro gli effetti delle vibrazioni.

17. Prevenzione del Colpo di Calore

Il colpo di calore è una condizione grave che può verificarsi in ambienti caldi o durante attività
fisicamente impegnative. È fondamentale adottare misure preventive per proteggere i lavoratori esposti
a temperature elevate.

Sintomi del colpo di calore:

1. Segnali iniziali: Sudorazione eccessiva, sete intensa, debolezza.

2. Fase avanzata: Pelle calda e secca, confusione, nausea, perdita di coscienza.

Misure preventive:

1. Fare pause regolari in zone ombreggiate:


I lavoratori devono interrompere l’attività fisica in ambienti caldi e trovare riparo in aree fresche.
Esempio pratico:
In un cantiere stradale, gli operai hanno una tenda ombreggiante dove riposare durante le ore più
calde.

2. Bere acqua frequentemente:


La reidratazione è fondamentale per prevenire il surriscaldamento.
Esempio pratico:
Un agricoltore che lavora sotto il sole ha sempre a disposizione una borraccia termica per
mantenersi idratato.

3. Pianificare le attività nelle ore più fresche:


Le attività più impegnative devono essere svolte al mattino presto o nel tardo pomeriggio.
Esempio pratico:
Una squadra di operai edili inizia il turno alle 6 del mattino per completare le attività pesanti
prima del picco di calore.

Abbigliamento adeguato:

 Indumenti traspiranti: L’uso di abbigliamento leggero e traspirante riduce l’accumulo di calore.


Esempio pratico:
Un giardiniere utilizza una maglietta tecnica che favorisce l’evaporazione del sudore.

 Cappelli con visiera: Proteggono dal sole diretto.

Formazione e sensibilizzazione:

I lavoratori devono essere istruiti sui sintomi del colpo di calore e sulle azioni da intraprendere in caso di
emergenza.

18. Definizione di DPI (Dispositivi di Protezione Individuale)

I Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) sono strumenti essenziali per la sicurezza sul lavoro. Il loro
obiettivo è proteggere il lavoratore dai rischi specifici presenti nell’ambiente lavorativo o derivanti dalle
attività svolte. Sono progettati per ridurre al minimo l’esposizione a pericoli che non possono essere
eliminati completamente attraverso altre misure di prevenzione.

Categorie di DPI:
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1. Protezione della testa:

o Caschi di sicurezza: Proteggono da urti, cadute di oggetti e contatti con parti pericolose.
Esempio pratico:
Un operaio in un cantiere edile indossa un casco per proteggersi da eventuali detriti che
possono cadere dall’alto.

2. Protezione delle mani:

o Guanti di sicurezza: Variano a seconda del rischio specifico, come guanti antitaglio,
resistenti al calore o isolanti elettrici.
Esempio pratico:
Un lavoratore in una fonderia utilizza guanti resistenti al calore per maneggiare oggetti
metallici caldi.

3. Protezione degli occhi:

o Occhiali di protezione: Utilizzati per prevenire lesioni causate da schegge, polveri o


sostanze chimiche.
Esempio pratico:
Un saldatore utilizza occhiali schermati per proteggere gli occhi dalla luce intensa e dalle
scintille.

4. Protezione delle vie respiratorie:

o Mascherine e respiratori: Impediscono l’inalazione di particelle nocive, vapori o gas.


Esempio pratico:
Un lavoratore in un’azienda chimica utilizza una maschera con filtro per evitare
l’esposizione a vapori tossici.

5. Protezione dell’udito:

o Cuffie o tappi antirumore: Ridimensionano l’impatto di rumori superiori a 85 dB(A).


Esempio pratico:
Un tecnico aeroportuale utilizza cuffie antirumore durante le operazioni vicino ai motori
degli aerei.

6. Protezione del corpo:

o Indumenti ignifughi o ad alta visibilità: Offrono protezione contro fiamme, calore o visibilità
scarsa.
Esempio pratico:
Gli addetti ai lavori stradali indossano giubbotti riflettenti per essere ben visibili durante il
lavoro notturno.

Norme per l’uso dei DPI:

1. Obbligo di utilizzo: I DPI devono essere utilizzati in tutte le situazioni in cui i rischi non possono
essere eliminati con altri interventi.

2. Manutenzione: Devono essere controllati regolarmente per verificarne lo stato e l’efficacia.


Esempio pratico:
Prima di utilizzare un’imbracatura per il lavoro in quota, il lavoratore verifica che non ci siano
segni di usura o rotture.

Formazione:

I lavoratori devono essere adeguatamente istruiti sull’uso corretto dei DPI e sull’importanza della loro
manutenzione.

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19. Caratteristiche dei Cartelli di Pericolo

I cartelli di pericolo sono strumenti visivi indispensabili per segnalare la presenza di rischi specifici in un
ambiente di lavoro. La loro funzione è attirare l’attenzione e comunicare chiaramente il pericolo.

Caratteristiche principali:

1. Forma e colore:

o Forma triangolare: Identifica il pericolo.

o Colore giallo con bordo nero: Segnale visivo universale che richiama attenzione.
Esempio pratico:
Un cartello triangolare giallo con il simbolo di una saetta avverte i lavoratori di un rischio
elettrico in una cabina di trasformazione.

2. Simboli e testo: Devono essere chiari e comprensibili, utilizzando icone riconosciute a livello
internazionale.
Esempio pratico:
Un cartello con un simbolo di fiamma e la scritta “Materiale infiammabile” è posizionato vicino a
contenitori di solventi in un magazzino chimico.

Esempi di cartelli di pericolo:

 Rischio chimico: Un triangolo con il simbolo di una provetta che riversa liquido corrosivo indica la
presenza di sostanze pericolose.

 Rischio caduta: Un cartello con la figura di una persona che cade avverte del pericolo su superfici
scivolose o bordi senza parapetti.

 Atmosfere esplosive: Un simbolo con la sigla EX segnala un’area a rischio di esplosioni, come nei
silos di stoccaggio.

Posizionamento e visibilità:

1. Punti strategici: Devono essere posizionati vicino ai rischi segnalati.


Esempio pratico:
Un cartello che avverte del rischio di scivolamento è collocato davanti a un pavimento bagnato in
un centro commerciale.

2. Ben visibili: Illuminati e privi di ostacoli per garantire una lettura immediata.

20. Gestione di Incidenti o Mancati Incidenti

La gestione di incidenti o mancati incidenti è un aspetto cruciale della sicurezza sul lavoro. Intervenire
tempestivamente e correttamente riduce le conseguenze negative e permette di prevenire eventi futuri.

In caso di incidente:

1. Prestare soccorso all’infortunato senza mettere a rischio la propria sicurezza:


La priorità è garantire la sicurezza del soccorritore e stabilizzare l’infortunato.
Esempio pratico:
In un’officina, un operaio rimane intrappolato sotto un macchinario. Un collega chiama i soccorsi e
spegne immediatamente l’attrezzatura prima di prestare aiuto.

2. Informare immediatamente il datore di lavoro o il preposto:


Ogni incidente deve essere segnalato per avviare le procedure di emergenza.
Esempio pratico:
Un elettricista subisce una lieve scossa durante un intervento. Il preposto viene informato per
documentare l’accaduto e verificare l’adeguatezza delle misure di protezione.

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3. Documentare l’evento:
Tutti gli incidenti, inclusi i mancati incidenti (near miss), devono essere registrati e analizzati per
individuare le cause e adottare misure preventive.
Esempio pratico:
Un carrello elevatore sfiora un lavoratore senza causare lesioni. L’azienda registra il mancato
incidente e organizza una formazione per migliorare la sicurezza nella movimentazione dei
carichi.

Piani di emergenza:

1. Procedure operative: Ogni luogo di lavoro deve avere un piano chiaro per la gestione degli
incidenti.

2. Formazione: I lavoratori devono sapere come comportarsi in caso di emergenza.


Esempio pratico:
In un’azienda chimica, il personale segue un corso pratico per affrontare il contatto accidentale
con acidi.

Prevenzione attraverso l’analisi dei mancati incidenti:

 I near miss rappresentano preziose opportunità per migliorare la sicurezza. Analizzarli aiuta a
identificare carenze nei processi o nelle misure preventive.
Esempio pratico:
Un oggetto cade da un ponteggio senza colpire nessuno. L’azienda installa reti di protezione per
evitare che l’incidente si ripeta.

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