Ugo Foscolo nacque nel 1778:
a Zante, un’isola possedimento della Repubblica veneta
a Zante, dove il padre, greco, svolgeva l’attività di professore
in Dalmazia, dove visse fino al termine degli studi
a Spalato, poi si trasferì con la famiglia a Zante, dove il padre era medico
Dopo il trattato di Campoformio,.Foscolo:
si sente deluso e tradito quindi si rifugia in Svizzera
accetta le proposte degli austriaci per salvare la sua famiglia
deluso e tradito lascia Venezia per tornare al paese natale
lascia Venezia e si rifugia a Milano, sentendosi tradito
Foscolo morì nel 1827 :
nel centro storico di Milano
in casa di un’amica a Genova
nei sobborghi più poveri di Londra
in miseria a Parigi
Nel romanzo epistolare di Foscolo, Jacopo Ortis, dopo il trattato napoleonico di
Campoformio:
va in esilio, trova l’amore, ma si uccide perché abbandonato dall’amata
dispera della patria, va peregrino per l’italia, poi si uccide per non vivere sotto la
tirannide
si rifugia sui colli Euganei, s’innamora di una donna già promessa in sposa ad un
altro, e disperato per la sorte della patria e dell’amore si uccide
si rifugia sui colli Euganei e, non sopportando che la donna amata sposi il
benestante Odoardo per convenienza, si uccide
A quale opera , di quale autore rimanda il romanzo dell’Ortis?
Il sonetto a Zacinto si fonda sul tema:
della descrizione della bella isola del poeta
della poesia mitologica, sul mito di Ulisse e Venere
dell’esilio del poeta e del suo definitivo distacco dalla patria greca
dell’infanzia del poeta
Nell’impossibilità del ritorno in patria, Zacinto diventa il simbolo che racchiude:
la nostalgia della sua infanzia e gli affetti familiari
gli studi classici rappresentati dal richiamo all’opera di Virgilio
la terra materna, il mito di Venere, la poesia di Omero
la nostalgia per la sua terra, per il mare, per il mito dell’ospitalità
IN “A Zacinto” Foscolo ci dice che il canto di Omero immortalò:
il mito di Venere nata dalle onde del greco mare
le bellezze della sua isola, cieli azzurri e vegetazione lussureggiante
l’isola di Zacinto tempio della poesia greca
il lungo peregrinare di Ulisse e il suo ritorno in patria
Dal sonetto emerge anche che Zacinto non è solo un luogo geografico:
ma anche il luogo della poesia e del mito
ma anche la terra della madre e del fratello
il simbolo della libertà politica a cui aspira Foscolo
il simbolo dell’amore che il poeta cerca invano
Nel sonetto Alla sera c’è una pacata riflessione :
sulla morte, il cui pensiero gli viene suggerito dall’immagine della sera
sulla vita, il cui pensiero gli viene suggerito dall’immagine della sera
sull’amore, il cui pensiero gli viene suggerito dall’immagine della sera
sulla natura, a cui l’immagine della sera rimanda
La sera com’è descritta nella lirica, può scendere:
ora osannata ora denigrata
ora amica ora nemica
ora invocata ora criticata
ora dolce e serena ora tenebrosa e inquieta
L’idea della morte suggerisce al poeta:
il pensiero della vita e dell’amore, che contrasta con quello dell’esilio
il pensiero della sepoltura senza pianto e quella della patria
il pensiero dell’annullamento eterno e quello del porto quieto
il pensiero della sua isola, quello della lontananza e degli affetti
Il “nulla eterno” è il centro dinamico della lirica, perché è un’immagine:
liberatoria per il poeta, rappresenta l’annullamento totale in cui si cancellano conflitti
e sofferenze
tenebrosa, rappresenta la morte, che si teme e fa paura
oscura, come la sera, il momento più triste e malinconico della giornata
notturna, che angoscia il poeta e si ricollega alla poesia cimiteriale inglese
Il “reo tempo” è simbolo:
del tempo idealizzato della giovinezza
degli affanni e delle delusioni che distruggono l’uomo
delle cattive condizioni atmosferiche
del paesaggio serale e notturno
Per Foscolo dopo la morte:
c’è il “nulla eterno”, la distruzione totale
la visione del “nulla eterno” viene superata dall’illusione della sopravvivenza
l’uomo non patirà più i dolori della vita
c’è un al di là migliore, meno tormentato della vita terrena
Quali sono le illusioni eternatrici per Foscolo? Perché le chiama così?
“sorgon così tue dive / membra dall’egro talamo, / e in te beltà rivive, /
l’aurea beltade ond’ebbero / ristoro unico a’ mali / le nate a vaneggiar menti mortali
Parafrasa (facendo la costruzione diretta) e spiega
di chi sono le dive membra? E che cosa vuol dire dive?
che cosa vuol dire egro?
quali sono i versi sdruccioli? (sottolineali)
Qual è l’endecasillabo? (individualo con una E)
Parafrasa e spiega :
“ond’io, pien del nativo/ aër sacro, su l’itala/ grave cetra derivo/ per te le corde eolie,/ e avrai
divina i voti/ fra gli inni miei delle insubri nipoti.”(Ode vv.91/96)
nativo aer sacro=
I Sepolcri sono:
un sonetto che tratta dell’importanza delle tombe, dedicato a Pindemonte
un carme in cui Foscolo attraverso il sepolcro s’illude di poter superare la visione
nichilistica della morte
un’ ode in cui sono ricordati i “grandi” e le loro azioni eroiche che spingono
all’emulazione
un romanzo in cui contrappone al nulla eterno dei sonetti l’illusione della
sopravvivenza dopo la morte
Racconta la genesi dei Sepolcri, evidenziando sia l’occasione esterna, sia i motivi di
carattere biografico.
Spiega:
“…..anche la Speme,
ultima dea, fugge i sepolcri; e involve
tutte cose l’obblio nella sua notte”
Spiega:
“Pur nuova legge impone oggi i sepolcri
fuor dei guardi pietosi, e il nome ai morti
contende.”
Parafrasa eSpiega:
“e tu gli ornavi del tuo riso i canti
che il lombardo pungean Sardanapalo,
cui solo è dolce il muggito de’ buoi
che dagli antri abduani e dal Ticino
lo fan d’ozi beato e di vivande”
Le Grazie furono composte dal Foscolo a più riprese e s’incentrano:
sul medesimo tema dei Sepolcri
sul tema patriottico svolto in chiave classica
sull’idea della bellezza rasserenatrice e dell’armonia
sull’ideale dell’amore per la sua donna
A chi sono dedicate le Grazie?
all’imperatore Napoleone Bonaparte
all’amica Maria Luisa Pallavicini
allo sculture Antonio Canova
al poeta Ippolito Pindemonte
Quali sono le tragedie del Foscolo?
Alle opere di chi s’ispirano?