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Torball

Il documento descrive il torball, uno sport di squadra per non vedenti e ipovedenti, evidenziando la sua origine, diffusione e regolamento. Viene analizzato il contesto italiano e internazionale, con particolare attenzione alla sua inclusività e ai limiti di adattamento. Inoltre, si discutono gli aspetti tecnici e le modalità di allenamento per i partecipanti.

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Il documento descrive il torball, uno sport di squadra per non vedenti e ipovedenti, evidenziando la sua origine, diffusione e regolamento. Viene analizzato il contesto italiano e internazionale, con particolare attenzione alla sua inclusività e ai limiti di adattamento. Inoltre, si discutono gli aspetti tecnici e le modalità di allenamento per i partecipanti.

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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO

Corso di Laurea Magistrale

SCIENZE, METODI E DIDATTICHE DELLE ATTIVITÀ SPORTIVE

TORBALL

SPORT INCLUSIVO E ADATTATO

Professor Alessandro Cudicio.

Progetto realizzato da:


Castelli Daniele (1076504), Gnani Giovanni (1095651), Guazzolini Morgan (1095961), Lotta
Alessandro (1070145), Previtali Silvia (1074422), Signori Andrea (1076384).
INDICE

1. INTRODUZIONE

1.1. Definizione

1.2. Storia del torball: dove nasce e perché

2. DIFFUSIONE
2.1. In Italia
2.2. Nel mondo

3. REGOLAMENTO
3.1. Scopo del gioco
3.2. II tempi di gioco
3.3. Il campo
3.4. Gli strumenti
3.5. Arbitraggio

4. ASPETTI TECNICI
4.1. Chi partecipa
4.2. Gesti tecnici sviluppati
4.3. Capacità motorie allenate e sviluppate

5. ALLENAMENTO
5.1. Riscaldamento
5.2. Parte centrale - primo esercizio
5.3. Parte centrale - secondo esercizio
5.4. Parte centrale - terzo esercizio
5.5. Defaticamento

6. CONCLUSIONI
6.1. Perché il torball è inclusivo
6.2. Perché il torball non si può adattare a tutti (limiti all’inclusione e punti forti)

7. SITOGRAFIA
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1. INTRODUZIONE (Morgan Guazzolini)

1.1. Definizione

Il torball è uno sport a squadre per non vedenti assoluti o ipovedenti, in cui si fronteggiano due
squadre composte ciascuna da 3 giocatori, ognuna delle quali dispone di 3 riserve. Tutti i giocatori
sono dotati di una benda oculare che impedisce completamente la vista ed hanno per punto di
riferimento un tappetino che consente l’orientamento.

1.2. Storia del torball: dove nasce e perchè

Il torball è uno sport a squadre per non vedenti assoluti o ipovedenti, in cui si fronteggiano due
squadre composte ciascuna da 3 giocatori, ognuna delle quali dispone di 3 riserve. Tutti i giocatori
sono dotati di una benda oculare che impedisce completamente la vista ed hanno per punto di
riferimento un tappetino che consente l’orientamento. Il torball è di origine tedesca e il nome
significa “palla che rotola”, è stato ideato negli anni 60 per persone divenute cieche in età adulta o
reduci da guerra, allo scopo di rieducare, sviluppare l’udito e anche gli altri organi di senso. Il
Torball non fa parte del programma dei Giochi Paralimpici, anche se a livello internazionale sono
indetti i Campionati Europei e Mondiali sotto l'egida dell'IBSA (International Blind Sport
Federation), solo il suo simile, il goalball, rientra nelle Paraolimpiadi. Il torball prevede l'impiego di
un pallone sferico di 500 grammi al cui interno sono presenti dei campanellini in modo che il suono
e quindi la traiettoria del pallone sia percepita ed intuita dai giocatori. Il campo di gioco, diviso in
due metà da tre cordicelle tese dotate di campanellini, è lungo 16 metri e largo 7 metri. La porta ha
la stessa larghezza del campo e un'altezza di 1,30 metri. I giocatori (che possono essere non vedenti
assoluti o ipovedenti) sono dotati di una benda oculare che impedisce completamente la vista ed
hanno come punto di riferimento un tappetino che consente l’orientamento. Lo scopo è tirare con le
mani la palla verso la porta avversaria per segnare i "gol" facendola passare sotto le cordicelle che
dividono il campo. Se il pallone tocca le cordicelle si compie un fallo con conseguente uscita
momentanea di chi ha effettuato il tiro per la durata dell'azione successiva in modo da scontare la
penalità; ogni tre falli si assegna un rigore agli avversari. La partita dura 10 minuti effettivi di gioco
ed è divisa in due tempi. È vincitrice la squadra che totalizza il maggior numero di reti.

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2. DIFFUSIONE

2.1. In Italia (Morgan Guazzolini)

Il torball è lo sport di squadra più praticato dai non vedenti in Italia, la Federazione Italiana Sport
Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi (FISPIC) indice ed organizza le principali manifestazioni
sportive, tra cui il Campionato Italiano, la Coppa Italia e la Supercoppa. In Italia vi sono
associazioni sportive lungo tutto lo stivale, tra le regioni con il maggior numero di squadre troviamo
Lombardia, Toscana, Campania e Sicilia. Il campionato italiano maschile è formato da tre divisioni:
Serie A, Serie B e Serie C (12 squadre per la Serie A e B), il campionato femminile è invece
composto solo dalla Serie A, anche se la pratica rimane comunque più diffusa tra gli uomini. Nel
campionato di serie A le 12 squadre si sfidano nei mesi invernali da dicembre a febbraio e si svolge
tutto in 3 week-end dove le squadre si radunano per gareggiare contro le altre 11, il luogo del
raduno viene scelto in base alla disponibilità delle società. In Italia la squadra che attualmente
detiene il maggior numero di campionati vinti è il Bolzano con 6 titoli, segue Teramo e Augusta a
pari merito con 5. Il record di reti segnate in un campionato lo detiene Dario Marelli del G.S Non
Vedenti bergamaschi con 103 gol (2003-2004). In Italia viene svolta anche la Coppa Italia tra tutte
le squadre delle divisioni, e la Supercoppa ovvero una sfida al meglio delle 3 partite tra il vincitore
del campionato e della Coppa Italia.

2.2. Nel mondo (Giovanni Gnani)

All’interno del panorama mondiale è significativamente più diffuso il goalball; nato alla fine degli
anni '40 come parte della riabilitazione per i veterani della Seconda Guerra Mondiale, il goalball ha
evoluto nel tempo, diventando uno sport altamente competitivo praticato in tutto il mondo. Il
goalball è forse la disciplina sportiva più praticata da ciechi e ipovedenti.
L'International Blind Sports Federation (IBSA) ha svolto un ruolo cruciale nella promozione del
goalball a livello globale, organizzando competizioni internazionali che hanno contribuito a
sviluppare l'interesse e l'entusiasmo per lo sport. I campionati mondiali e le competizioni
paralimpiche hanno permesso agli atleti di confrontarsi a livello internazionale, consolidando il
prestigio del goalball nell'ambito sportivo paralimpico.
La sua crescita è stata anche favorita da organizzazioni nazionali e locali che si sono impegnate a
offrire opportunità di partecipazione agli atleti con disabilità visiva. In molte scuole e comunità, il
goalball è diventato uno strumento educativo e inclusivo, promuovendo la consapevolezza e la
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comprensione delle sfide affrontate dalle persone non vedenti.
Venne presentato alla quinta edizione dei Giochi paralimpici estivi di Toronto nel 1976, la prima
edizione dei campionati mondiali si svolse nel 1978 in Austria e nel 1980 il goalball entrò
ufficialmente nei Giochi paralimpici estivi.

A livello storico attraverso la sua evoluzione storica e la sua presenza nelle competizioni
internazionali, il goalball ha dimostrato di essere non solo uno sport adattato, ma un veicolo potente
per l'inclusione e la promozione della diversità nel panorama sportivo mondiale.

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3. REGOLAMENTO (Signori Andrea)

3.1. Lo scopo del gioco

Il torball è un sport di squadra in cui si sfidano due squadre formate da 3 persone. Lo scopo del
gioco è quello di segnare più reti degli avversari lanciando raso terra con le mani una palla sonora
che non deve mai toccare le tre cordicelle sonore poste nella zona di metà campo. La squadra che si
trova in situazione di difesa tenta di evitare che gli avversari facciano goal.

3.2. I tempi di gioco

Una partita di torball è costituita da due tempi da 5 minuti ciascuno, per un totale di 10 minuti
(intervallo di 2 minuti). Ogni volta che l'arbitro fischia o viene segnato un gol, il cronometro viene
fermato. In caso di semifinale o finale che termini in pareggio si svolgono i tempi supplementari.
Non appena viene segnata una rete, la partita finisce. Se non vengono segnati gol in un tempo limite
di 4 minuti, si proseguirà con i tiri liberi (3 tiri e 3 parate alternate per ogni squadra) per decretare il
vincitore.

3.3. Il campo

Il campo di torball misura 16 metri di lunghezza e 7 di larghezza ed è suddiviso in 3 porzioni:

- due parti di difesa-attacco (lunghe 6 metri e larghe 7), a seconda della squadra che ha
possesso palla;
- la parte neutra centrale (lunga 4 metri e larga 7) dove sono posizionate le tre cordicelle
sonore alte 40 centimetri dal suolo.

Nelle zone di attacco-difesa sono presenti dei tappetini che consentono ai giocatori di orientarsi
nello spazio di gioco.

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3.4. Gli strumenti

Le porte sono larghe 7 metri e alte 1,30 metro: occupano totalmente il lato corto del campo da
gioco.

La palla da gioco ufficiale è in gomma, pesa circa 500 grammi, ha una circonferenza compresa tra
i 65 e i 67 cm e al suo interno sono presenti dei sonagli in modo che i giocatori possano seguirne il
rumore durante lo svolgimento dell’incontro.

3.5. Arbitraggio (Morgan Guazzolini)

In ogni partita ci sono un arbitro, quattro giudici di porta, almeno un addetto al referto e un
cronometrista. L’arbitro è posizionato sul lato del campo dalla parte opposta rispetto al tavolo degli
ufficiali, i giudici di porta sono posizionati ai rispettivi angoli del campo (all’altezza della linea di
porta), l’addetto al referto ed il cronometrista sono seduti al tavolo della giuria. I compiti principali
dell’arbitro sono:

a) Controllare la correttezza dell’equipaggiamento di gioco e dei giocatori;

b) Assicurare che persone non autorizzate non si trovino nelle vicinanze del campo di gioco,

delle porte o delle panchine di squadra;

c) Controllare bende, mascherine o occhiali oscurati assicurandosene la perfetta aderenza ad

ogni giocatore in campo, sarà sua cura controllare che ciò avvenga durante tutto lo

svolgimento della gara;


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d) Annunciare le squadre prima dell’inizio di una partita e anche quale di esse ha diritto al

primo tiro;

e) Prima di iniziare la partita deve chiedere a tutti i presenti di osservare il massimo silenzio,

e, se necessario, ripeterlo più di una volta anche durante la partita;

f) In caso di confusione o rumore deve interrompere immediatamente il gioco e ristabilire il

silenzio. Applausi e grida di incoraggiamento sono ammessi durante le interruzioni di gioco;

g) Controllare la regolarità delle azioni del gioco di attacco e difesa così come il passaggio

della palla tra compagni di squadra prestando attenzione che questo avvenga in

conformità alle regole;

h) Segnalare l’inizio di ogni tempo di gioco con l’annuncio “pronti“, far rotolare la palla alla

squadra che ha il diritto al tiro e fischiare tre volte dando inizio al gioco;

i) Fischiare una volta per dare inizio o per riprendere il gioco quando la palla è sotto il

controllo di uno dei giocatori;

l) Decidere se una rete è valida e segnalarlo con un doppio fischio;

m) Segnalare qualunque altra interruzione del gioco (tranne una rete segnata o la fine di un

tempo) con un singolo fischio e spiegare il motivo dell’interruzione, anche la prosecuzione

del gioco dev’essere indicata con un singolo fischio;

n) Indicare la fine di ogni tempo di gioco con tre fischi, mentre la fine del tempo effettivo di

gioco è indicato dal cronometrista con un segnale chiaramente udibile;

o) Controllare e firmare il referto arbitrale ufficiale dopo la fine di ogni partita;

p) In tutte le questioni, durante la partita, all’arbitro spetta la decisione finale.

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4. ASPETTI TECNICI (Daniele Castelli)

4.1. Chi partecipa

Nel Torball gli atleti che partecipano presentano solitamente delle disabilità di tipo visivo, a partire
dagli ipovedenti (acuità visiva non superiore a 3/10 nonostante la migliore correzione ottica) e
subito seguiti da non vedenti di tipo B1, B2 e B3, in base al grado di disabilità.
Non essendo però il Torball classificato come sport Olimpico, esistono quindi anche soggetti ed
atleti normodotati oppure con delle possibili disabilità fisiche non gravi che partecipano e
praticano questo sport senza alcuna limitazione, grazie alla possibilità di equiparare le squadre
grazie all’utilizzo delle bende oculari apposite.

4.2. Gesti tecnici sviluppati

Prendendo in esame ed analizzando gli atleti durante una partita di Torball, è possibile cogliere e
definire i Gesti Tecnici che gli atleti devono apprendere per poter essere in grado di giocare e poter
migliorare sempre di più la loro performance sportiva in partita. Definita la premessa, i gesti tecnici
specifici per il Torball sono essenzialmente 4:

- Passaggio del pallone sonoro;


- Gesto specifico del lancio (attacco);
- Gesto specifico del tuffo (difesa);
- Traslazioni laterali.

Il Passaggio del Pallone Sonoro è l’unica forma di controllo a cui gli atleti possono attingere per il
cosiddetto “Possesso Palla”; è un gesto che permette ai giocatori alleati di poter compiere dei
passaggi l’uno con l’altro così da creare delle tattiche di gioco basate sullo spostamento del pallone
a raso terra laterale nel campo, magari per cambiare ritmo di gioco o semplicemente per disorientare
gli avversari.

Il Lancio invece è un gesto specifico del Torball utilizzato in fase di attacco per cercare di segnare
goal nella porta della squadra avversaria. Il lancio viene effettuato sempre raso terra, grazie anche
alla presenza delle cordicelle al centro del campo e nell’area di tiro dei giocatori attaccanti che
impediscono che la palla si alzi troppo in fase di tiro. il tiro, descritto in fase di azione, viene
caricato ponendosi in piedi e prendendo la rincorsa, portando la palla al di sopra della testa, per poi
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creare in movimento una parabola verso il terreno con il braccio, così da imprimere velocità nel
pallone e rilasciarlo al momento opportuno, cercando di mandare il pallone nella porta avversaria
superando la difesa.

Il Tuffo, al contrario del lancio, è il gesto che avviene in risposta ad un attacco da parte dell’altra
squadra. Consiste letteralmente nel “tuffarsi” lateralmente in modo da bloccare con tutto il corpo il
tiro avversario, evitando di fargli fare punto. Entrambi i giocatori difensori più il portiere si tuffano
allungandosi, portando gli arti superiori al di sopra della testa per coprire (e quindi difendere) una
superficie più ampia del campo.

Le Traslazioni Laterali invece sono un gesto specifico “funzionale”, che viene applicato in diverse
situazioni durante il gioco; sono effettivamente degli spostamenti laterali compiuti stando genuflessi
che gli atleti compiono sul proprio tappetino per vari scopi del tutto strategici, come confondere e
quindi eludere la propria posizione agli avversari, oppure anche per cambiare posizionamento
all’interno del campo.

4.3. Capacità motorie allenate e sviluppate

Prendendo sempre in esame una partita di Torball e i gesti tecnici e specifici della disciplina, è
possibile scindere e semplificare ancor di più questi movimenti, potendo definire quindi le capacità
motorie che stanno alla base, e che un atleta di di questo sport deve possedere per riuscire a giocare
al meglio;

Nello specifico è le capacità motorie condizionali, ossia l’insieme delle capacità che necessitano di
essere allenate, che un atleta di questa disciplina deve possedere sono la Forza Esplosiva e la
Velocità, fondamentali per la riuscita di un'azione dinamica complessa, composta sia da un forte
attacco e da un successivo riposizionamento rapido in attesa della risposta avversaria. Sono
entrambe due capacità che è possibile migliorare tramite l’allenamento con esercizi del gesto
specifico oppure tramite un potenziamento complementare e strutturato.

Le capacità coordinative, ovvero l'insieme delle capacità utilizzate per apprendere e adattare un
movimenti, che vengono coinvolte in questo sport invece sono molteplici:

- Apprendimento e controllo motorio;


- Capacità di accoppiamento;
- Capacità di equilibrio;
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- Capacità di differenziazione;
- Capacità di orientamento nello spazio;
- Capacità di ritmizzazione;
- Capacità di reazione;
- Capacità di trasformazione.

Il valore aggiunto delle capacità coordinative sopracitate è che il soggetto o l’atleta presi in esame
sono in grado comunque di compiere un movimento corporeo efficace e preciso anche in assenza
della capacità coordinativa oculo-manuale, spesso fondamentale nella totalità degli sport. Tramite le
capacità di orientamento e differenziazione gli atleti sono capaci di muoversi nello spazio del
campo essendo sempre consci del loro posizionamento sul terreno di gioco.

Infine grazie alle capacità di reazione, trasformazione e ritmizzazione, gli stimoli esterni e di
conseguenza i feedback, principalmente uditivi, permettono agli atleti di questo sport di saper
reagire in caso di necessità, mutando anche nell’immediato il proprio spostamento nello spazio.

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L’ALLENAMENTO (Silvia Previtali, Alessandro Lotta, Giovanni Gnani)

Il seguente allenamento è stato pensato per un gruppo di giocatori sia normodotati, sia con disabilità
visiva (cecità totale e ipovedenti).
L’attività ha una durata complessiva di 1 ora e 30 minuti ed è costituita da tre sezioni: il
riscaldamento, la parte centrale (composta da tre esercizi e una partita) e il defaticamento.

Ogni sezione ha caratteristiche differenti che permettono di sviluppare in modo progressivo


molteplici abilità psico fisiche e mentali come l’attenzione selettiva, la concentrazione, la presa di
decisione, il miglioramento della fiducia in se stessi, la collaborazione, il rispetto, saper accettare la
sconfitta, ecc.

5.1. Il riscaldamento (Silvia Previtali)

Il riscaldamento è suddiviso in tre parti per una durata totale di circa 25 minuti, ogni parte di 7-8
minuti:

- esercizi di mobilità generale


a. circonduzione delle caviglie;
b. slanci degli arti inferiori;
c. torsioni del busto;
- esercizi di stretching
a. in posizione prona e mantenendo la spalla adesa al pavimento e l’arto superiore
disteso, torsione del busto verso il braccio teso;
b. in posizione eretta, un braccio viene tirato dall’altro che usa la preso sul collo per
creare tensione;
c. intra- ed extra-rotazione degli arti superiori per coinvolgere la zona della cuffia dei
rotatori;
d. flessione del busto in avanti in posizione eretta;
- potenziamento muscolare della fascia addominale e degli arti inferiori (nelle immagini)
a. plank frontale
b. plank laterale
c. leg raise alternato
d. spinte bacino (“ponte”)
e. bear plank
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- una breve pausa prima di continuare con il resto dell'allenamento.

5.2. Parte centrale dell’allenamento - Primo esercizio (Alessandro Lotta)

Primo esercizio. Durata 10-12 minuti.


L’allenatore spiega l’esercizio e suddivide gli atleti in coppie e all’interno dei gruppi i giocatori si
passano la palla sonora a vicenda.

Ai giocatori normodotati, soprattutto quelli che si stanno approcciando da poco al torball, viene
data la possibilità di decidere se utilizzare la benda per coprire entrambi gli occhi sin dall’inizio
dell’esercizio, oppure se limitare progressivamente gli input dal sistema sensoriale visivo.

Per complicare l’esercizio, il giocatore che dovrà riceve la palla, si siede per terra, rivolgendo le
spalle al compagno; quando il lanciatore tira la palla, il ricevitore si deve girare di 180° per
impadronirsi della palla.

L’allenatore, osservando lo svolgimento dell’esercizio, corregge eventuali errori nell’esecuzione


del gesto tecnico.

In questo primo esercizio le principali capacità motorie sviluppate sono: capacità di controllo e
movimento, di differenziazione, di orientamento spazio-temporale, cinestetica e la velocità.

5.3. Parte centrale dell’allenamento - secondo esercizio (Alessandro Lotta)

Questo secondo esercizio si sviluppa in progressione al primo, in quanto, oltre ai gesti tecnici,
vengono allenate anche delle componenti tattiche: gli atleti non dovranno solo eseguire un uguale
gesto tecnico ripetuto nel tempo, ma dovranno anche modificare il movimento poiché la
traiettoria della palla sonora sarà sempre differente rispetto a quella del lancio precedente.

I giocatori lavorano in coppia e lanciano la palla verso il lato destro o sinistro del compagno; il
partner di lavoro si deve tuffare per prendere la palla. L’esercizio viene ripetuto varie volte; a
seguire i giocatori si scambiano i ruoli.

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Le principali capacità motorie sviluppate sono: la velocità, la capacità di controllo, di movimento,
di orientamento spazio-temporale, di differenziazione cinestetica, la capacità di orientamento e
trasformazione. Quest’ultima è legata alla rapidità con cui l’atleta deve determinare la
provenienza dello stimolo sonoro prodotto dal pallone e muoversi in quella direzione per afferrare
con rapidità la palla.

L’allenatore ha il dovere di analizzare la prestazione dell’atleta e correggere eventuali


incompletezze.

5.4. Parte centrale dell’allenamento - terzo esercizio (Alessandro Lotta, Giovanni Gnani)

Il terzo ed ultimo esercizio è quello più complesso.

In questo esercizio l’allenatore tira la palla sonora al giocatore e quest’ultimo, sempre bendato,
deve prenderla.

Subito dopo, l’allenatore si sposta, raggiunge una nuova posizione nel campo e produce uno
stimolo sonoro; a questo punto il giocatore lancia la palla verso la postazione del coach.

Le principali capacità motorie maturate grazie a questa parte di allenamento sono: la capacità di
reazione, di differenziazione cinestetica, di controllo e movimento, di orientamento spazio-
temporale e la forza.

Al termine degli esercizi, i giocatori vengono divisi in due squadre e partecipano a una breve
partita.

Esercitare particolari tecniche sportive bendati “può essere una modalità preziosa per migliorare
le capacità tecniche e guadagnare forza, potenza ed efficienza più efficacemente[…]”, inoltre, ad
occhi chiusi l’atleta riesce a “ricordare meglio e a riprodurre più facilmente la posizione del corpo,
gli angoli delle articolazioni, il livello di tensione muscolare, l’ampiezza e la forma dei movimenti.”

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5.5. Defaticamento (Giovanni Gnani, Alessandro Lotta)
Quest’ultima fase di allenamento ha una durata di circa 10 minuti. Essa comprende esercizi
propriocettivi, esercizi per migliorare la capacità respiratoria, esercizi di rilassamento e una parte
finale di stretching statico con conseguente feedback da parte degli atleti.
La fase di defaticamento nell'allenamento di torball svolge un ruolo cruciale nel favorire il recupero
fisico e mentale degli atleti. Durante questi minuti vengono inclusi diversi esercizi mirati. Gli
esercizi propriocettivi contribuiscono a potenziare la consapevolezza corporea, migliorando la
coordinazione e la percezione spaziale. Simultaneamente, attività finalizzate a potenziare la capacità
respiratoria sono integrate per ottimizzare l'apporto di ossigeno e favorire una rapida eliminazione
dell'acido lattico. Inoltre, la sequenza contempla esercizi di rilassamento, consentendo agli atleti di
ridurre la tensione muscolare accumulata durante l'intenso sforzo. Lo stretching finale, eseguito con
attenzione e precisione, favorisce la flessibilità muscolare e riduce il rischio di infortuni. La fase si
conclude con un feedback, incoraggiando gli atleti a riflettere sul loro rendimento e stabilire
obiettivi personali per migliorare continuamente le proprie prestazioni nel torball.

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6. CONCLUSIONI (Giovanni Gnani, Silvia Previtali)

6.1. Perchè il torball è inclusivo

Il torball può essere considerata come un’attività inclusiva per diverse ragioni. In primo luogo,
consente la partecipazione attiva di persone con disabilità visive, offrendo occasioni in cui i
giocatori possono competere in modo significativo. La componente sensoriale del torball, e
l’utilizzo delle mascherine, elimina qualsiasi vantaggio visivo, consentendo a chiunque,
indipendentemente dalla capacità visiva, di godere di una partita coinvolgente.

Inoltre, il torball promuove un forte senso di collaborazione tra i giocatori. La comunicazione


costante e l'ascolto attento sono elementi chiave per il successo nella partita, creando un ambiente in
cui la diversità di abilità è valorizzata. Questa atmosfera di sostegno reciproco va oltre la
competizione, contribuendo a costruire relazioni significative e stimolando lo spirito di squadra.

Il regolamento del torball, che impone che i giocatori indossino occhiali oscuranti, contribuisce a
livellare ulteriormente il campo di gioco, mettendo tutti i partecipanti sulla stessa linea di partenza.
Questo sottolinea l'essenza inclusiva dello sport, evidenziando che l'abilità nel torball si basa sulla
destrezza tattile, sull'abilità uditiva e sulla strategia di squadra, piuttosto che sulla capacità visiva.

Infine, anche la collaborazione del pubblico durante le partite è un fattore importante per garantire il
corretto svolgimento delle attività nel rispetto degli atleti; utilizzando una palla sonora è necessario
che nell’ambiente ci sia un clima di silenzio per far sì che i giocatori possano concentrarsi
esclusivamente sul rumore del pallone senza distrazioni esterne disturbanti

6.2. Perché il torball non si può adattare a tutti: limiti all’inclusione

Mentre il torball è progettato per essere inclusivo, potrebbero esserci alcune sfide nell'adattarlo a
tutte le persone. Ad esempio, alcune persone potrebbero avere difficoltà a partecipare a causa di
limitazioni fisiche o di salute che rendono difficile o pericoloso giocare a uno sport come il torball.
Inoltre, potrebbero esserci alcune sfide nella personalizzazione delle regole o delle attrezzature per
adattarsi alle esigenze specifiche di alcune persone.

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Inoltre, le preferenze individuali possono variare, e mentre il torball può essere inclusivo per molte
persone con disabilità visive, potrebbe non essere di interesse o di gusto per tutti. La diversità delle
persone e delle loro esigenze può rendere difficile creare un'esperienza sportiva che sia adatta a tutti
senza eccezioni.

Tuttavia, è importante notare che gli sforzi continuano per rendere gli sport, inclusi quelli come il
torball, il più accessibili possibile, cercando di superare le sfide e di adattarsi alle esigenze diverse.

SITOGRAFIA

[Link]

[Link]

[Link]

[Link]

[Link]

[Link]

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