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SCHOPENHAUER

Schopenhauer critica l'idealismo e l'hegelismo, proponendo una visione della realtà come dominata dalla Volontà di vivere, una forza irrazionale e distruttrice. Sostiene che l'esistenza umana è caratterizzata da un pendolo tra dolore e noia, e offre tre Vie di Liberazione: Arte, Etica e Ascetismo, per alleviare la sofferenza. Attraverso l'ascetismo, l'individuo può raggiungere una pace interiore, annullando gli effetti della Volontà e trovando un rapporto intimo con Dio.

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SCHOPENHAUER

Schopenhauer critica l'idealismo e l'hegelismo, proponendo una visione della realtà come dominata dalla Volontà di vivere, una forza irrazionale e distruttrice. Sostiene che l'esistenza umana è caratterizzata da un pendolo tra dolore e noia, e offre tre Vie di Liberazione: Arte, Etica e Ascetismo, per alleviare la sofferenza. Attraverso l'ascetismo, l'individuo può raggiungere una pace interiore, annullando gli effetti della Volontà e trovando un rapporto intimo con Dio.

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SCHOPENHAUER

Nasce a Danzica e la prima parte del suo pensiero la dedicherà nel criticare il pensiero idealista e soprattutto
all’hegelismo. Rimane affascinato dalla filosofia orientale soprattutto di quella indiana e infatti questo lo
influenzerà nello scrivere le sue opere maggiori, tra cui Il mondo come volontà e rappresentazione. Nella
Germania in quel tempo si stava diffondendo un movimento anti-idealista proprio perché ci si rendeva conto
che la visione della realtà enunciata dall’idealismo era una visione molto teorica, metafisica e ottimistica e
stava cominciando a diffondersi questo movimento che proponeva un’analisi più reale del mondo e
dell’uomo; questo movimento anti-idealista all’epoca non ebbe un grande successo perché era l’idealismo la
corrente filosofica più diffusa e più accettata. Nonostante ciò Schopenhauer affermava che Hegel dava una
visione armonica della realtà, concepita come un organismo dotato di spirito in cui ogni elemento occupa un
posto e svolge un ruolo ben preciso. Il filosofo quindi non condivide questa visione perché secondo lui la
realtà è dotata comunque di spirito (detta Forza) che però non è assolutamente benevola e non ha nemmeno
uno scopo armonico, ma è una Forza irrazionale, distruttrice ed egoista (questa forza verrà poi chiamata
Volontà di vivere ed è l’essenza del mondo). Schopenhauer inoltre incolpa Hegel di aver trasformato la
filosofia in una filosofia servile, perché non le ha permesso di raggiungere il proprio scopo cioè quello di
osservare e analizzare la realtà quindi rappresentarla così com’è, e non rappresentando un ideale di realtà
che invece non esiste. Rifacendosi alle filosofie orientali, Schopenhauer afferma che l’uomo per conoscere
la realtà deve annullare il cosiddetto Velo di Maya (l’Idealismo è come se avesse coperto la realtà con
questo velo non presentandocela così com’è) e cercare di capire cosa c’è oltre il fenomeno e arrivare al
noumeno (Kantiano): ogni elemento del mondo è la rappresentazione della vera essenza del mondo. La
conoscenza umana non ha più limiti noumenici.
Lo scopo della sua opera, Il mondo come volontà e rappresentazione, era analizzare il mondo andando oltre
le rappresentazione per riuscire a capire la Volontà (l’essenza del mondo); dobbiamo quindi arrivare ad
eliminare il cosiddetto Filo di Arianna, cioè lo strumento per arrivare alla Volontà, che in questo caso è
l’analisi dell’uomo: andando ad analizzare il nostro corpo, lo consideriamo lontano da ciò che siamo noi
quindi in questa fase il me conosciuto (il corpo) e il me conoscente (il pensiero) sono diversi, è come se il
pensiero andasse ad analizzare un oggetto esterno, ma in questo modo si va a creare una scissione:
ovviamente questo non è possibile perché si va a capire che il corpo è il luogo in cui risiede il me
conoscente. Di conseguenza il me conoscente e il me conosciuto coincidono: il me conoscente è proprio la
Volontà di vivere, perché la prima esigenza che sente ogni uomo è quella di sopravvivere. Questo comporta
che il rapporto uomo-uomo non potrà che essere conflittuale perché per preservare la propria esistenza molte
volte bisogna danneggiare l’altro. L’essenza dell’uomo è quindi la volontà di vivere, l’uomo essendo un
elemento della natura deve sottostare alle leggi della natura, di conseguenza anche l’essenza del mondo è la
Volontà di vivere ed ha queste caratteristiche: è una, infinita, eterna, sempre uguale a se stessa e non ha
nessuno scopo, solo quello di continuare ad esistere. L’uomo quindi stabilisce solo rapporti conflittuali con
altri uomini, ma già la sua singola esistenza è miserevole perché è una creatura che necessita di infiniti
bisogni, mancanze che generano dolore; se l’uomo riesce a soddisfare quell’esigenza non prova più dolore
ma noia perché una volta soddisfatto il bisogno, il dolore scompare per un istante e l’uomo ha la sensazione
di un certo appagamento che non è felicità, ma questo appagamento provocherà la noia verso quel bisogno.
Per questo l’esistenza dell’uomo si riduce ad un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia; il piacere non
esiste perché è solo estinzione del dolore ma ciò che è reale è dolore.
Un’altra critica di Schopenhauer nei confronti dell’idealismo infatti si rifà al fatto che loro non riuscivano a
giustificare il male metafisico (il male di vivere, la sofferenza della propria esistenza). Per questo motivo
l’uomo è portato a suicidarsi, ma per il filosofo con il suicidio non si risolve nulla: modifica la sua singola
Volontà di vivere, ma quella dell’universo continuerà ad esistere. A questo punto Schopenhauer cerca di
dare un’alternativa all’uomo che prova questo dolore in tutta la sua esistenza, cerca di neutralizzare gli
effetti della Volontà di vivere attraverso tre Vie di Liberazione: Arte, Etica e Ascetismo.
 Arte: nel momento in cui si va a contemplare un’opera d’arte è come se si andasse a dimenticare la
propria persona ma è come se ci si immergesse nell’opera stessa, cercando di capire il suo significato. In
questo modo l’uomo dimenticandosi di se stesso non va più a riflettere sulla sua condizione esistenziale
che è miserabile, triste e dolorosa. Tutto ciò è testimoniato anche dal fatto che l’arte è disinteressata e
quindi va ad annullare tutto ciò che è materialistico per all’uomo. L’arte quindi permette all’uomo di
dimenticare gli effetti della Volontà: ovviamente ciò vale anche per chi crea l’opera d’arte. L’uomo però
non può passare la sua intera esistenza a contemplare un’opera d’arte, per questo questa via di
Liberazione è temporanea: si potrebbe passare quindi all’eticità.
 Etica: si intende il comportamento virtuoso dell’uomo, cioè quando si ha il bene altrui (perché per il
filosofo ogni azione umana ha dei fini). Il fine è o il bene e il male altrui o il bene e il male proprio: se è
altrui l’azione è definita morale o immorale, se è proprio l’azione è detta amorale.
 A questo punto per arrivare alla vita etica c’è bisogno di fare una conversione che avviene nel momento
in cui l’uomo sente pietà o compassione, definita come la partecipazione al dolore dell’altro come se
fosse proprio; la compassione si attua attraverso due aspetti:
 Giustizia: che rappresenta solo il lato negativo della compassione perché la giustizia consiste solo nel
non procurare dolore agli altri, non implicando la partecipazione del soggetto.
 Carità: rappresenta il lato positivo della compassione perché consiste nel non escludere ma di aiutare
attivamente gli altri a superare il dolore.
 Se l’uomo decidesse di seguire costantemente la vita etica, questo lo porterà man mano all’ascetismo.
 Ascetismo: quando l’uomo vive costantemente la sua dimensione morale arriva a raggiungere una pace
nell’anima grazie alla quale il mondo esterno non lo turba più. Non più turbato l’uomo può scegliere di
isolarsi dal mondo esterno e di dedicarsi all’ascesi; solo con l’ascesi si annullano completamente gli
effetti della volontà, perché questa è caratterizzata da diversi elementi:
 Castità: se tutti gli uomini scegliessero di essere casti non si procreerebbe più e quindi la volontà di
potenza come essere dell’universo scomparirebbe.
 Povertà: è uno stile di vita del tutto volontaria e meditata. L’uomo povero accetta con pazienza e gioia
ogni offesa e torto e sopprime tutti i sentimenti negativi, si dedica al digiuno, all’autoflagellazione
(perché in questo modo distrugge l’ultimo vincolo che tiene legato l’uomo al mondo), fino ad arrivare
alla morte.
 Santità: tutto questo porta l’uomo a passare alla santità che annulla tutti gli effetti negativi della volontà.
 Nirvana: è una condizione di assoluta pace interiore e si ha quando l’uomo stringe un rapporto intimo e
personale con Dio rinunciando al mondo esterno. In questo modo rinunciando a se stesso l’uomo trova
se stesso in Dio.

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