REALISMO
- tendenza culturale
- diffonde in Europa
- metà dell’800
- in campo letterario: Naturalismo in Francia/ Verismo in Italia
- Termine: attenzione esclusiva ai dati concreti/ reali. Passano in secondo piano i
problemi sentimentali spirituali (romanticismo)
Presupposti filosofici-scientifici
● Positivismo: introdotto nel 1820, da Saint Simon.
Indica un nuovo metodo,empirico pragmatico e sperimentale, per conoscere la
realtà basato sulle scienze positive.
Presuppone l’osservazione diretta dei fenomeni reali.
A metà ottocento il termine si allarga ad una corrente filosofica, massimo
esponente Comte.
Ci si concentra sulla fase evolutiva del pensiero e della storia, 2 stadi:
1. Stadio teologico metafisico —> le cause dei fenomeni venivano attribuite a
questioni divine
2. Stadio positivo —> contraddistingue il pensiero del 1500/1600. L’uomo
guardando ai fenomeni naturali si è concentrato sui rapporti di causa effetto. Questo
metodo positivo viene allargato a tutti settori della conoscenza umana.
● Darwinismo: vengono pubblicati in ambito scientifico due trattati che scardinano
l’idea di creazionismo: 1. “L’origine della specie” (1859) 2. L’origine dell’uomo (1871)
entrambi di Darwin.
I principi chiave del suo pensiero sono 3:
- evoluzionismo —> Studio delle somiglianze e differenze delle diverse
specie. Studio dei cambiamenti avvenuti negli individui a causa dell’ambiente.
Conclusione (legge del più forte): solo gli individui più forti all’ambiente sono
in grado di sopravvivere poiché è capace di adattarsi alle variazioni
ambientali.
- Ereditarietà —> gli individui che sopravvivono trasmettono il corredo
genetico ai loro discendenti, quindi il cambio della specie è per via ereditaria
- Selezione naturale —> nella lotta per la sopravvivenza vincono gli individui
più forti sui più deboli che vengono sopraffatti
Si arriva quindi al Darwinismo sociale —> cioè la lotta tra individui e classi sociali diverse
Riflessi in ambito letterario
- In Francia il realismo trova espressione in Balzac (comedie humaine) e Stendhal (il
rosso e il nero e la Certosa di Parma)
- In Inghilterra con Dickens (oliver twist)
Caratteristiche:
- Contenuti —> rappresentazione della realtà sociale legata ai valori della borghesia
ambientata nella realtà industriale
- Stile —> la prosa e la lingua sono adatti a un pubblico ampio e borghese. Gli
ambienti personaggi comportamenti sono descritti con precisione. Il narratore
onnisciente interviene e giudica e commenta.
Flaubert e Naturalismo
● Flaubert è un continuatore del realismo ma anche iniziatore del naturalismo.
● In Madame bovary introduce:
- a focalizzazione interna dei personaggi
- dà inizio all'impersonalità del narratore ( esterno invisibile non conosce né i
pensieri né i fatti futuri)
- attraverso il discorso indiretto libero c’è una resa oggettiva della realtà.
Romanzo Naturalista
- attenzione alla realtà e alla società contemporanea presentata con il metodo della
ricerca scientifica
- Per i naturalisti la letteratura deve svelare la natura umana determinata attraverso
una serie di fattori causa effetto
- Secondo Ippolito Taine —> opera d’arte è il risultato di 3 fattori:
1. Ambiente sociale
2. Razza
3. Momento storico
- Gli scrittori naturalisti promuovono una battaglia di progresso perché hanno fiducia
nella possibilità di svegliare le coscienze dei lettori, agire per un miglioramento
sociale delle classi
- Principali esponenti naturalismo:
1. I fratelli De Goncourt —> descrivono la vita delle vittime dell’industrializzazione. Il
romanzo deve essere un’opera di impegno morale civile
2. Zola —> romanzo “L'assommoir” (1877), “il romanzo sperimentale” (1880) in cui
espone il compito dello scrittore scienziato:
appropriarsi del metodo sperimentale scientifico per applicarlo ai fenomeni morali
Osservare i caratteri umani, calati in un preciso contesto e “stendere il verbale
dell’esperimento” (documentarli)
Essere impersonale per creare l’oggettività della narrazione
Deve essere padrone dei fenomeni che descrive
IL VERISMO
- le idee naturalistiche si diffondono anche in Italia in particolare a Milano (Città
più industrializzata del paese)
- ≠ del naturalismo francese —> il verismo ha un carattere regionalistico a causa del
diverso grado di sviluppo delle regioni italiane
Chi è il teorico del verismo? È Luigi Capuana che commenta le opere di Zola sul corriere
della sera così diffonde le idee naturalistiche e suggerisce l’uso di una nuova forma
narrativa:
- Abbandonare il romanzo storico e guardare a ciò che è contemporaneo
- Usare il canone dell'impersonalità
Quali sono gli autori più importanti?
- De Roberto con “i viceré”
- Verga, il maggior esponente
Nelle loro opere si trovano elementi comuni del verismo:
- L’ambientazione —> non industrializzata ma rurale
- I personaggi —> Contadini pastori pescatori sullo sfondo di un sud Italia che sta
passando dalla monarchia latifondista alla nuova unità
- Carattere regionalistico —> Privilegia le regioni del meridione italiano
Manifesti del verismo italiano
1. La novella “fantasticheria” (1879) — > Verga rappresenta il mondo dei semplici
pescatori siciliani di Aci Trezza, il luogo dove poi ambienta “I malavoglia”. Verga
vuole indagare sulle cause che spingono certi individui a vivere in un luogo
ostile, qui delinea l’ideale dell’ostrica.
2. La novella “L’amante di Gramigna” (1879)— > Dedicata all’amico Farina, qui Verga
spiega il carattere della novella stessa: È un documento umano perché Verga con
le parole degli stessi personaggi ricostruisce i processi psicologici delle loro azioni. In
questa novella Verga riconosce il ruolo dello scrittore deve riprodurre la realtà
oggettiva, analizzando cause effetti delle azioni umane senza esprimere opinioni
(impersonalità)
3. La prefazione del romanzo “ I malavoglia” (1881) —> Verga dichiara di voler
indagare le cause materiali/economiche alla base dell’agire umano. Verga parla
dei vinti, in modo impersonale, cioè di quelli che risultano sconfitti nella fiumana del
progresso. Infatti aggiunge di voler comporre il cosiddetto ciclo dei vinti formato dei
seguenti romanzi:
- “I malavoglia” (1881) —> lotta per la sopravvivenza
- “Mastro Don Gesualdo” (1889) —> Ambizione sociale
- “La duchessa di Leyra”—> Vanità sociale
- “L’Onorevole Scipioni“—> Ambizione/ vanità politica
- “L’uomo di lusso“—> Vanità/ ambizione intellettuale
Perché Verga non finisce questo ciclo?
- In origine intitolato “la marea”
- Verga lo concepisce come un insieme di cinque romanzi ma ne completa solo i
primi due con circa metà del terzo.
- Ragioni:
1. Biografiche —> Una volta concluso il secondo romanzo (1888-89) Verga si
rende conto che il pubblico sta perdendo interesse perché inizia la diffusione del
decadentismo (1889, Il piacere di D’Annunzio)
2. Narrative —> sono legate al canone dell'impersonalità, Verga non sarebbe più
riuscito a riprodurre questo procedimento man mano che saliva nella scala sociale. In
pratica: l’impersonalità si riesce applicare i ceti bassi, si complica con gli altri.
GIOVANNI VERGA
Vita:
- Nasce a Catania nel 1840 da una famiglia di proprietari terrieri
- La sua formazione era affidata a maestri privati come il patriota Antonino Abate da
cui assorbe il patriottismo e il gusto letterario romantico
- A diciott’anni si iscrive alla facoltà di legge ma non termina gli studi
- Il suo gusto si forma sugli scrittori francesi moderni
- Data la sua formazione patriottico romantica scrive —> “Amore e patria” (1856),
“I carbonari della montagna” (1861-62) e “Sulle lagune” (1863)
- Nel 1865 si reca a Firenze,dove soggiornerà fino al 1869-71. Qui si scontra con la
società letteraria italiana e si libera della sua cultura provinciale.
- Romanzi di argomento sentimentale e lacrimevole —> “Una peccatrice” (1866),
“Storia di una capinera” (1871)
- Tra il 1872 e il 1893 soggiorna per lunghi periodi in Sicilia, ma anche a Milano che
al tempo era il centro culturale più vivo della penisola. A Milano entra contatto con gli
esponenti della scapigliatura e grazie a Capuana conosce i romanzi del naturalismo
francese.
- Romanzi clima romantico —> “Eva” (1872), “Eros” (1875), “Tigre reale” (1875)
- Novella “Nedda” (1874) —> considerata verista
- Novella “Rosso Malpelo” (1878) —> vera svolta verista
- Raccolta di novelle “Vita dei Campi” (1880)
- Romanzo “i malavoglia” (1881)
- Raccolta di novelle “novelle rusticane” (1883)
- Drammatica tra le “cavalleria rusticana“ (1884)
- Romanzo del “ciclo dei vinti” chiamato “Mastro Don Gesualdo” (1889)
- torna in Sicilia nel 1893.
- Scrive pochissimo dedicandosi alle sue proprietà agricole
- Posizioni politiche sempre più conservative
- Muore a Catania nel 1922
ROMANZI PREVERISTI
- Una peccatrice (1866) —>
1. ha un contenuto autobiografico
2. Con un tono enfatico e melodrammatico
3. Narra la storia di un intellettuale piccolo borghese siciliano che vede inaridirsi
l’amore per la donna sognata provocando il suicidio
- “Storia di una capinera” (1871) —>
1. Argomento sentimentale e lacrimevole
2. Racconto di un amore impossibile è una forzata monacazione
- “Eva” (1872) —>
1. Un giovane pittore siciliano che a Firenze brucia le sue illusioni artistiche per
amore di una ballerina netta che simbolo della corruzione di una società
materialistica
- “Eros” e “Tigre reale” (1875) —>
1. Si analizzano le passioni mondane
2. In eros si racconta la storia di un giovane aristocratico corrotto dalla società
raffinata ma vuota di valori
3. In tigre reale c’è il traviamento di un giovane innamorato di una donna fatale
divoratrice di uomini
4. Questi due romanzi sono esempi di realismo perché presentano un’acuta analisi
psicologica e sociale di personaggi ambienti in realtà si trovano ancora in un clima
tardo romantico perché sono incentrati su passioni complesse rese con un linguaggio
enfatico
Tutti questi romanzi sono considerati preveristi perché lontani dal naturalismo francese e
dall’oggettiva impersonalità.
I personaggi, pur non essendo ancora dei vinti, vengono sconfitti da amori distruttivi.
Quando la svolta verista?
Nedda (1874) —> sembra verista perché abbandona gli ambienti e i personaggi aristocratici
borghesi e per la prima volta sceglie di raccontare le vicende di una povera raccoglitrice di
olive nella Sicilia misera di metà ottocento. Ma nonostante il cambio di personaggi ambiente
manca l’impersonalità che l’elemento necessario nel verismo (interventi dell’autore, temi
melodrammatici)
Rosso Malpelo (1878) —> con Rosso Malpelo si arriva a una svolta verista in cui Verga
applica una nuova tecnica narrativa ora infatti cambia il punto di vista del narratore.
Per realizzare l'impersonalità dell’opera Verga rivoluziona le tradizionali tecniche narrative:
- eclissi dell’autore —> L’opera esclude ogni intervento diretto dell’autore il quale
scompare nei personaggi in modo che emerga una visione oggettiva della realtà.
Infatti sono spesso i personaggi che esprimono idee e sentimenti.
- la regressione —> il narratore diventa interno al mondo rappresentato al quale
appartiene, viene assimilato al livello culturale della comunità di cui si occupa e
dunque regredisce a quel livello di conoscenza
- lo straniamento —> rappresenta come strano ciò che in realtà non lo è, evidenzia
dunque il distacco tra la visione del narratore e quella dell’autore.
- uso del discorso indiretto libero —> gli avvenimenti sono presentati dal punto di
vista dei personaggi. Gli elementi grammaticali sono: assenza di verbi dichiarativi,
assenza della congiunzione che, presenta dei punti di ?!… Uso della terza persona
per chi parla/pensa. Lo stile è colorito e realistico.
PENSIERO DI VERGA
Influenze culturali:
- dal positivismo ricava l’idea che la realtà possa essere descritta con un approccio
scientifico
- Dal materialismo ricava l’idea di assimilare il comportamento umano e quello delle
specie animali, perciò anche per l’uomo è importante individuare l’origine dei bisogni
materiali primari
- Dal determinismo ricava la convinzione che l’uomo sia influenzato dall’ambiente
circostante e dalle leggi economiche e dei condizionamenti ereditari
- Dall’evoluzionismo di Darwin riprende il concetto della lotta per la vita dunque della
legge del più forte e della selezione naturale.
Da ciò deriva il marcato pessimismo di Verga:
- respinge la fiducia del positivismo per quanto riguarda il progresso umano e la
possibilità evolutiva che porterà all’annullamento delle diseguaglianze. Per Verga
infatti il progresso assomiglia a una fiumana: da lontano è grandioso, ma se lo si
osserva da vicino si coglie come gli uomini siano sempre travolti in ogni epoca e
luogo del progresso stesso e dalla lotta per la vita.
- Il pessimismo di Verga si presenta come accettazione fatalistica della realtà a cui
nessuno può sottrarsi. Verga a una visione differente dai naturalisti francesi perché
l’ambiente socio economico è completamente diverso (Francia —> industrializzata
Sicilia —> rurale)
- I naturalisti francesi credevano che l’arte e la letteratura potessero cambiare la
realtà e risolvere i problemi sociali, per Verga no
- Pessimismo Verga ≠ pessimismo Manzoni —> Verga esclude ogni consolazione
religiosa e ogni speranza in una vita migliore nell’aldilà
DIFFERENZA TRA PESSIMISMO DI LEOPARDI E VERGA:
- Il pessimismo di Leopardi si lega alla sua concezione materialistica
meccanicistica della vita
- Da ciò deriva la consapevolezza della fragilità dell'uomo di fronte alla natura
matrigna e indifferente
- Verga invece si concentra sulla constatazione dell’influenza dell’ambiente
sull'agire umano
- Leopardi cerca di contrastare “l’empia natura” invitando i contemporanei a non farsi
ingannare dai miti del progresso, ma di unirsi in una social catena per contrastare
la forza distruttrice della natura (atteggiamento titanico-eroico)
- Per Verga invece i vincitori di oggi saranno i vinti di domani. Il suo pessimismo
racchiude l’accettazione fatalistica dello stato immutabile delle cose. Nel ciclo
dei vinti, i personaggi sono destinati alla sconfitta senza possibilità di riscatto; l’unica
speranza è quella di affidarsi alla “religione della famiglia” rimanendo ancorati ai
valori tradizionali
- Allo stesso modo lo scrittore non è in grado di intervenire per cambiare la
società
IL PESSIMISMO DI VERGA:
Il modo in cui Verga concepisce la storia e il mondo, esclude sia un possibile riscatto nella
fede, sia la concezione che il lavoro possa liberare l’uomo dalle necessità; infatti gli unici
valori a cui l’autore sempre credere sono gli affetti e la famiglia.
Egli dunque sostiene che coloro che decidono di allontanarsi dal proprio nucleo familiare
rifiutando i principi con i quali sono stati educati, sono destinati a fallire e a perdersi nella
“fiumana del progresso” (vedi ‘Ntoni).
Il suo pessimismo, però, possiamo vedere che diventa sempre più cupo e amaro grazie alle
sue 3 principali opere:
1. “ I MALAVOGLIA” (romanzo, 1 881) —> la famiglia è VINTA nella lotta per la vita,
anche se in qualche modo essa conserva un’unità affettiva che si oppone al
pregiudizio e all’interesse del coro (“religione della famiglia”)
2. “MASTRO DON GESUALDO” (romanzo, 1 889)—> il protagonista riesce a ottenere
ricchezza e prestigio sociale grazie al suo duro lavoro e al matrimonio (di interesse)
con una nobile. Infatti egli non è vinto sul piano economico, bensì su quello degli
affetti (—> muore solo e “estraneo da tutti” nel palazzo della figlia ormai duchessa)
3. “LA ROBA” (novella, 1883)—> anche se scritta tra due romanzi, da quest’opera si
può capire bene quanto sia cupo il pessimismo di Verga. Il protagonista Mazzaró è
mosso solamente da un interesse economico che gli fa “spendere la vita”
nell’’accumulare roba. In lui non c’è neanche un desiderio di crearsi degli affetti
familiari, anche se risulterà comunque vinto di fronte alla morte, che tutto annulla e
porta via.
—> tutto il pessimismo di Verga lo possiamo vedere raffigurato nei 3 titoli:
- “I MALAVOGLIA” —> famiglia al centro e sconfitta economica
- “MASTRO DON GESUALDO” —> lavoro per accumulare ricchezza (Mastro) e
prestigio sociale (Don), ma sconfitta affettiva
- “LA ROBA” —> interesse unicamente economico