CARTESIO
Cartesio è un filosofo francese, uno dei più grandi esponenti del razionalismo quella filosofia che affida la conoscenza alla rag
Proprio per questo la scienza, che utilizza la matematica, è in grado di applicarsi alla realtà. Dobbiamo a Cartesio gli
assi cartesiani, oppure l’uso di indicare le componenti note come “a,b,c” e quelle ignote come “x,y,z.”Cartesio quindi
ha lasciato traccia maggiormente nella matematica rispetto alla scienza, egli infatti aveva una teoria inconsistente della
natura fisica dell’universo, egli pensava che essa fosse composta da dei vortici e che questi ultimi fossero il nocciolo
vivente della totalità del cosmo. Cartesio ha però sicuramente dato un principio di metodo che poi è stato dominante
nella scienza: il fatto che il sapere Aristotelico, ancora presente nella scolastica, teneva conto di varie cause, tra queste
due fondamentali:
- la causa efficiente: il fatto che ci sia qualcosa che provoca qualcos’altro
- la causa finale: ad esempio io entro in un bar per prendere un caffè, quindi sono entrato per uno scopo ben preciso.
Cartesio afferma che se si vuole fare verità scientifica bisogna osservare solo le cause efficienti e non quelli finali.
Bisogna limitarsi a capire cosa causa cosa
Pare sia stato ucciso dai monaci Agostiniani, pare che fosse stato avvelenato, ma prove certe non ci furono se non un
disguido tra il suo medico e un suo amico a Parigi
IL SECOLO DI CARTESIO
Il 600 in Europa è un secolo di grandi conflitti. La divisione religiosa della riforma protestante e i fedeli della chiesa di
roma,arriva a coinvolgere ogni aspetto della vita sociale e politica. Le alleanze religiose sono all’origine della guerra
dei trent’anni che vede coinvolti da una parte i paesi cattolici e dall’altra i paesi protestanti. Il conflitto assume presto
le caratteristiche di una lotta per la supremazia politica ed economica. La pace di Vestfalia ne 1648 sancisce la vittoria
della Francia e causa lo spostamento del baricentro politico del continente verso le nazioni dell’europa centrale ma il
600 è anche il secolo nel quale muta l’immagine dell’universo. Sulla scia della rivoluzione astronomica avviata da
Copernico,si pongono le basi per la nascita della scienza moderna. Il sapere scientifico moderno si scontra con le
istituzioni della cultura uffficiale in particolare con la chiesa,che sentendosi minacciata tende ad ostacolare in qualche
modo il cammino. il processo a Galileo, nel 1633, che si conclude con la sua condanna segna il il culmine dello
scontro tra la vecchia e la nuova visione del mondo.
ANEDDOTO
Esiste un aneddoto che è presente nel libro “il delitto di Cartesio”. Il libro “il delitto Cartesio” con ogni probabilità
Cartesio fu avvelenato alla corte di Cristina di Svezia, fu ospite di questa corte in quanto aveva bisogno in cultura,
sicché spesso questi filosofi erano ospitati dai sovrani che avevano bisogno di confrontarsi con la cultura, con
l’intelligenza. Cristina fu fortemente attratta da Cartesio e lo ospitò in inverno. Cartesio doveva svegliarsi alle 4 del
mattino per visitare la regina. Cosa accadde? In sostanza Cartesio si ammalò ( ufficialmente fu detto colpito da una
polmonite) ma il metodo che lo curava scriveva al suo amico in Francia che non è d’accordo perché Cartesio sputa
nero, il nero è sintomo di un avvelenamento da arsenico. Questa cosa è rimasta nel dubbio. Se l’arsenico viene
somministrato con una dose si muore di colpo ma con poche dosi i sintomi diventano quelli di una polmonite. A chi
può far piacere la morte di Cartesio? Se è stato ucciso è perché qualcuno che trae un vantaggio “qui prodest”
ovviamente faceva comodo a chi professava un’ altra teoria, a chi preferiva socializzare ancora una volta al popolo la
forza della fede: a Dio dobbiamo credere per fede, non pensare tu di avere gli strumenti per dimostrare Dio. Ciò aveva
inquietato gli ambienti ecclesiastici, si dice che nelle cucine della regina si aggirassero dei cuochi Agostiniani e
avevano grande pratica. Subito dopo la morte di Cartesio la regina Cristina che non aveva scrupoli, si convertì
stranamente al cattolicesimo, e con lei tutta la Svezia. Le sue spoglie giacciono san Pietro ( di Cristina). Il corpo di
Cartesio inoltre, arrivò in Francia senza testa, l’autore del libro dice che al museo del louvre c’è uno scatolone con
dentro un cranio abbandonato che nessuno si è mai preoccupato di capire chi fosse che è rientrato in Francia in due
soluzioni: res cogitans e res exstensa.
Galileo è il capostipite della fisica, Cartesio della matematica.
CONCETTI GENERALI DI CARTESIO
Cartesio si è posto come distinguere il vero dal falso senza però appellarsi di principi di autorità (ovvero ad esempio
questo è vero perché lo ha detto la bibbia oppure perché lo ha detto Aristotele). Quindi secondo Cartesio la verità si
fonda sulla ragione, quindi la ragione è uno strumento per capire il vero o il falso. Però la ragione non è la ragione che
aveva Aristotele o Platone, ma il razionalismo di Cartesio era una razionalismo scientifico dove bisogna eliminare le
verità dogmatiche e questo razionalismo scientifico doveva essere la base di tutto il sapere. Per Cartesio è matizzabile.
Secondo Cartesio il problema bisogna scomporlo in parti più semplici e questo è un modo razionale per interpretare la
vita. Cartesio quindi è il filosofo della moderazione rispetto ad autori come Giordano Bruno, i quali propagandavano
una filosofia contraria, infatti basta pensare agli eroici furori di giordano bruno.
Il metodo di Cartesio doveva essere:
• un metodo universale, ovvero che bisognava applicarlo a tutte le scienze
•fecondo, ovvero che alla fine del metodo bisognava ottenere dei risultati
•matematico, ovvero che la matematica è un linguaggio universale e inoltre deve essere una garanzia della metafisica.
Dio è garante della filosofia, ma è un Dio matematico e geometrico. Dio si può dimostrare in maniera razionale
IL METODO DI CARTESIO
Il razionalismo si fonda su:
-usare la ragione per dimostrare il vero sul falso
-il buon uso della ragione, ovvero di riuscire ad utilizzare la ragione
Cartesio parte dal dubbio per fondare la certezza e il metodo di Cartesio deve essere vero(ovvero che deve essere
veritiero), valido(deve essere valido nel suo operare), universale(deve essere vero sempre), fertile(applicabile in tutti i
campi). Il metodo di Cartesio si schematizza in:
-evidenza, ovvero ritenere vero ciò che è evidente vero. Le cose vere hanno le evidenze in sè(il triangolo ha gli angoli
la cui somma interna è di 180° ed è una cosa vera)
-analisi, ovvero descrivere il problema in parti semplici(calcolare il problema o scomporre un solido in figure più
semplici). Quindi in ambito etico semplificare la nostra vita, separare i problemi e risolverlo uno per uno.
-sintesi, ovvero risintetizzare, verificare da tutte le parti una totalità complessiva che ormai non è più complessa
-revisione e numerazione, ovvero che ogni passaggio deve essere numerato e bisogna controllare che tutti gli elementi
analizzati sono stati analizzati in maniera corretta. Questo metodo è completo nel proprio ambito, ovvero che nel
proprio ambito esaurisce tutta la conosenza possibile. Per Galileo, la verifica non è una numerazione, ma un
esperimento provato e riprovato in laboratorio che mi permette di elaborare una legge fisica e quindi il metodo di
Galileo si utilizza nella scienza. Quella di Cartesio, invece, è una verifica a tavolino di controllo di ogni passaggio e
quindi si utilizza nella matematica.
LE IDEE CHIARE E DISTINTE
Cartesio affronta il tema delle idee chiare e distinte: criticare, dubitare, di tutto ciò che non sia chiaro e distinto. Tutto
Quindi si considerano equivalenti e non pertinenti sia le cose incerte, sia le cose false. Però Cartesio sbagliava ad
identificare la chiarezza e la distinzione.
- Chiaro significa che lo si percepisce bene
- distinto significa che lo si riesce a separare bene dal resto
Questo aspetto rivela l’impostazione fortemente matematica di Cartesio, quell’idea che ci sia un principio aritmetico
dentro alla realtà per cui nel momento in cui qualcosa è chiara è anche distinta come in aritmetica e in geometria ma si
scoprirà che non vale nella percezione.
EVIDENZA PRIMA E DUBBIO IPERBOLICO
C'è bisogno di un'evidenza prima, da cui si può partire e applicare il metodo. Per trovare questa evidenza Cartesio
utilizzerà un dubbio iperbolico(dubitare in maniera radicale).
Per spiegare il dubbio iperbolico Certesio fa un esempio: immaginando che ci sia un cestino pieno di mele , ed è
presente una mela marcia (la quale come è noto, ha un qualche principio di corruzione che corrompe anche le restanti
mele) allora bisogna togliere tutte le mele di cui si ha il minimo sospetto che ci sia qualcosa di marcio. Così ha fatto
Cartesio rispetto alle credenza.
Cartesio si chiede se le evidenze sono realmente evidenti o se noi le riteniamo tali. Il quadrato esiste veramente? Io
che osservo il quadrato esisto realmente? Bisogna dubitare di tutto. Poiché voglio dubitare di un'esistenza vera e certa,
devo eliminare tutto ciò che è dubitabile. Siccome i nostri sensi a volte ci ingannano(magari è una percezione diversa
da quella che è) bisogna dubitare di essi. Non dubito solo dei sensi (dubbio naturale) ma della realtà stessa che mi
circonda ( dubbio iperbolico). .Ad esempio quando sogno penso che quello che mi sta accadendo sia vero, ma non ho
la percezione che ciò sia falso, quindi magari tutta la mia esistenza è un sogno. Un sogno potrebbe essere un sogno
sognato da un'entità maligna. Non mi importa che questa supposizione sia vera o falsa, ma solo il fatto che io riesca a
dubitare mi porta al problema nel capire cosa sia vero e cosa no, dubitando nella maniera totale. Quindi questo è il
dubbio iperbolico.
Secondo Cartesio però c'è una salvezza. Le cose rappresentate in maniera semplice e in modo uguale sono
rappresentati tali anche nei nostri sogni: ad esempio le figure geometriche( nel senso che nel nostro sogno se vediamo
una lavagna la vediamo rettangolare e quindi abbiamo la certezza sia nel sogno che nella realtà che è rettangolare).
Tuttavia ci potrebbe essere che un demone che mi fa credere che 2+2=4, quando in realtà potrebbe fare 5.Non posso
dire nulla di vero perché il mondo in cui vivo è il prodotto di un genio maligno, quindi i sogni ingannano e per avere
delle verità, ho bisogno di dimostrare l'esistenza dell'oggetto pensante(io esisto) e l'esistenza della realtà così come mi
appare. Ciò che ho di fronte esiste come lo vedo oppure no?
COGITO ERGO SUM
Secondo Cartesio dubitando metodicamente di tutto, non posso dubitare del fatto che dubito. Quindi riprende gli
scettici, ma gli scettici si erano fermati al fatto che l’unica certezza che ho è che non posso dubitare di star dubitando.
Cartesio invece afferma che io persona dubitando esisto, esisto come essere che sta dubitando. Dubitando, quindi,
sono certo che io sto pensando. Questo è il dubito ergo cogito. (Dubito quindi penso). Inoltre cogito ergo sum, quindi
esisto come sostanza pensante. L’evidenza prioritaria su cui fondo il metodo è il fatto che io possa pensare. Io ho la
certezza che sto pensando, ma la certezza di ciò che sto pensando non la tengo, quindi:
-o mi affido ai sensi, i quali ci portano all’errore
-o potrebbe qualcuno averci creato come essere pensanti, anche se esiste un genio maligno. Mi ha creato pensante
perché dubito ed esisto con il pensiero, res cogitans. Perciò esiste la res cogitans, sostanza pensante dell’uomo (gli
animali non possiedono il pensiero) e poi esiste la res extensa, la materia, il corpo. L’uomo tiene unite la res cogita e
la res extensa. Il pensiero è libero, inesteso, volontario, immateriale. Il corpo e quindi la materia in se per sé è
meccanica, estensione necessaria e materiale.
RAPPORTO ANIMA, PENSIERO E CORPO
Egli pensa che il mondo sia lui stesso fatto di elementi matematici e inizia a pensare che il passaggio dalla matematica
all’ontologia, sia un passaggio molto più breve di quanto difatti non sia (Ad esempio immaginiamo che siano due
aspetti della cera, una molle e una dura, che hanno delle caratteristiche differenti: capiamo se è cera non dall'aspetto
ma dal concetto di cera. Quindi per Cartesio è il numero che ci fa capire le cose e non l’esperienza).
Il corpo è una macchina, è come se fosse un orologio in cui tutti i meccanismi sono equilibrati e sono in armonia, sono
automatici. Gli animali sono delle macchine, l’uomo ha un’anima e ha il linguaggio che traduce il suo pensiero.
L’interazione tra corpo e anima avviene con la ghiandola pineale, nella quale arrivano le sensazioni. Come il corpo
influenza l’anima? L’uomo ha 2 funzioni:
-le azioni, che sono volontarie. L’anima è comandata dai nervi
-le passioni, che non sono volontarie(ridere spontaneo) e non sono né negative e né positive e l’uomo deve avere il
controllo delle passioni per essere un sapiente.
Con ciò Cartesio ci aiuta a risolvere un vecchio problema teologico, cioè se le bestie hanno un’anima, gli aristotelici e
gli scolastici pensavano che avessero un’anima e questo poneva il problema perché dobbiamo immaginare un paradiso
per i cani e per i gatti, e se non lo immaginiamo dobbiamo pensare che dio sia stato così crudele da far nascere i topi
soltanto per farli mangiare dai gatti e i così via. Cartesio risolve questo problema affermando che gli animali non siano
altro che degli autonomi, delle macchine.
L’ESISTENZA DI DIO
Se il dubbio ci porta alla certezza dell’esistenza dell’io come essere pensante, res cogita, come abbiamo la certezza
che ciò che mi appare è ciò che è? Per eliminare il dubbio tra res cogita e res extensa Cartesio ricorre a Dio,
dimostrando l’esistenza di un Dio buono che non inganna, quindi Dio è garante della realtà. Per dimostrare Dio si
parte dalle idee, per Cartesio le idee sono il contenuto della mente umana. Ci sono 3 tipi di idee:
- avventizie, derivano dall’esterno(vedo la professoressa anche se a casa non c’è la prof, io ho l’idea di prof perché
l’ho vista)
-fattizie, sono fabbricate dall’uomo(la sirena è l’idea dell’unione di un pesce e di una donna) e quindi sono l’unione di
più idee avventizie
-innate, che non derivano dall’esperienza ed è un’idea che l’uomo ha per natura, sono presenti in lui stesso(come ad
esempio l’idea di Dio). Per spiegare l’esistenza di Dio in maniera razionale Cartesio utilizza 3 dimostrazioni:
•1 dimostrazione: l’idea di Dio è l’idea di essere perfetto. Questa percezione è il punto di partenza dell’esistenza di
Dio. Io come pensiero posso produrre delle idee, ma può l’uomo essere imperfetto, produrre l’idea di Dio, essere
perfetto? Dunque l’idea di perfezione non è creata dall’uomo, ma è all’interno di noi già dalla nostra nascita
•2 dimostrazione: se l’uomo ha creato l’idea di Dio perfetta, perché l’uomo non si è creato altrettanto perfetto? Noi
abbiamo la consapevolezza di essere imperfetti, quindi la perfezione è un’idea messa all’interno della nostra mente e
se qualcuno ci è riuscito, quel qualcuno è un Dio. Dio è ciò che è senza derivare da nessun altro
•3 dimostrazione: se dalla definizione di triangolo non derivasse che la somma degli angoli interni è pari a 2 retti, non
sarebbe un triangolo. Così come dalla definizione di Dio, non può derivare che non esista perché è l’essere perfetto
che non può non esistere (questo è un errore che ha compiuto perché il concetto di Dio parte dalla sua esistenza, ma ha
dovuto partire da ciò perché vuole brindare al suo pensiero. Infatti, Cartesio afferma che Dio esista come res cogitans,
colui che mi garantisce che la realtà come mi appare è Dio e che è la potenza buona perché è la potenza buona e giusta
che non inganna l’uomo in quanto buono. Non inganna l’uomo,però,dal mondo delle leggi fisiche e matematiche.
Secondo Cartesio, il limite dell’uomo è il corpo. Se dio è una mia idea, esiste perché lo penso oppure penso perché lui
esiste? Se io non pensassi Dio non sarebbe pensato, nessuno dimostrerebbe la sua esistenza. Se non ci fosse io non
potrei pensarlo in quanto lui si è posto come un’ idea innata. Dal punto di vista gnoseologico (della conoscenza) è
“l’io penso” fondante, il pensiero fonda la verità. Quindi l’io penso precede Dio. (Ecco perché con ogni probabilità
avvelenarono Cartesio).Dal punto di vista ontologico (dell’essere) Dio precede l’uomo: l’essere sostanza Dio, precede
l’essere sostanza pensiero. Dio è sostanza in sé e comunque ha creato il mondo. Quindi dal punto di vista ontologico,
Dio non dipende dal mio pensiero ma posso dire che esiste solo perché lo penso. Se Dio esiste ed è per sua natura
onnipotente ed infinitamente buono, non può permettere che mi inganni quando uso la ragione che mi ha dato. Quindi
tutte le idee fondate sulla ragione sono sicuramente vere e ci dà anche l’ipotesi del genio maligno, che potrebbe
indurre in errore. Le mie idee non sono realtà chiare e distanze, cioè quando uso in modo errato la ragione. L’errore
non dipende quindi dalla conoscenza, ma dalla volontà che mi spinge a prestare fede ad idee confuse e distinte. Dio
avrebbe potuto crearmi in modo da evitare le proposizioni dubbie, ma mi avrebbe privato così della libertà, requisito
di ogni scelta morale. Egli perciò garantisce la verità delle idee chiare e distinte, ma lascia la volontà libera di
accettare o meno le diverse idee. Nonostante l’importanza della dimostrazione dell’esistenza di Dio a Cartesio, sarà
rimproverato di aver considerato Dio soltanto come un fondamento logico del proprio sistema, per poter dimostrare la
verità delle idee chiare e distinte, ma senza segnare alcuna presenza nell’universo o nel mondo umano.
ALTRE ARGOMENTAZIONI ALLA PROVA DELL ESISTENZA DI DIO
1) Se quest essere esiste e non c’è dubbio che esiste allora anche il creatore deve esiste perché la causa è sempre
superiore all’effetto, inoltre se questo essere esiste è pieno di perfezione,
2) Dio è perfettissimo quindi deve avere anche quella forma di perfezione che è l’esistenza
LA MORALE PROVVISORIA
Cartesio si occupa anche di etica. Cartesio elabora una morale provvisoria, che deve guidare l’uomo nell’agire pratico.
Bisogna distinguere, però, la morale provvisoria dal metodo etico. Infatti, nella scienza di Cartesio è presente il
dubbio, nella morale invece il dubbio non deve esistere. Le 3 regole sono:
•1 regola: l’uomo deve obbedire alle leggi del proprio paese, non è opportuno seguire altri eccessi e un modo per
evitare le guerre di religione, ad esempio è seguire la religione del proprio re.
•2 regola: bisogna essere fermo e risoluto nell’azione, seguire con costanza un’opinione senza avere dubbi (anche se
quando ho scelto quella strada mi salgono dei dubbi, devo continuare per quella strada perché si vive meglio)
•3 regola: vincere se stessi piuttosto che compiere l’ordine del mondo, accettare quindi l’ordine del mondo. Perciò,
secondo Cartesio, un problema che potrebbe essere attuale è l’inquinamento. Secondo Cartesio è presente
l’inquinamento e con la ragione e con la scienza combatto il fenomeno, ma se mi trovassi a lavorare in una azienda
inquinante, piuttosto deve lasciare il lavoro anziché spiegare al capo che stai lavorando male.
I SOGNI DI CARTESIO
Cartesio compie tre sogni:
• Il primo sogno è illuminato dai fantasmi e lui stesso è un vortice
• un altro colpite da una pioggia di fiammelle di fuoco
• il terzo che accanto al letto ci sono molti libri capendo così di abbandonare il militare ed ascoltare la sua vocazione
filosofica.
DIFFERENZE FILOSOFIA ANTICA E MODERNA
La differenze tra la filosofia antica e moderna è che la filosofia antica è basata sulla contemplazione, ovvero che c’è
un mondo stabile che viene conosciuto dal sapiente. Mentre per i moderni il sapere è costruzione, cioè il mondo non è
più così certo e il ricercatore con delle sue ipotesi indaga il mondo e si costruisce le sue certezze.
I PENSIERI
(“Nulla viene dal nulla.” “Se vuoi diventare un vero cercatore della verità, almeno una volta nella tua vita devi
dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose.” “Conquista te stesso, non il mondo.” “L’uomo è una cosa
imperfetta che tende incessantemente a qualcosa di migliore e più grande.” “A parte i nostri pensieri, non c’è nulla che
sia davvero in nostro potere.”)