FILOSOFIA E RELIGIONE NEL TARDO IMPERO
Elementi del contesto: crisi e disgregazione dell’impero – separazione economico-politico-culturale fra oriente e
occidente – ristrutturazione nella gerarchia delle classi (divario fra ricchi e poveri, perdita di potere politico
dell’aristocrazia senatoria, ecc.), nuovi rapporti sociali di dipendenza personale (colono-proprietario, fissazione
ereditaria delle professioni,…) –
Centralità della dimensione religiosa – Nuovi bisogni religiosi (l’ideale della vita etica e virtuosa non è realizzabile e si
manifesta l’esigenza di garanzie etiche assolute e di una salvezza trascendente.
Diffusione del cristianesimo: religione soteriologica (fondata sulla speranza della salvezza individuale) – universalismo
(religione rivolta a tutti) – carattere storico (e non mitologico) della figura di Cristo – indicazioni e mezzi non solo per la
vita nell’aldilà, ma anche nel mondo (amore e fratellanza come capisaldi morali, uguaglianza).
Gnosi e manicheismo:
- gnosi: tendenza religiosa per cui la conoscenza apporta la salvezza. Non è il sapere filosofico della filosofia
ellenistica, ma un sapere “rivelato” mediante ispirazione profetica e garantito da una “tradizione” più o meno
antica. Gnosi pagana: Oracoli caldaici (tendenza mistico-magica) ed ermetismo (filosofia sacra). Gnosi cristiana (o
gnosticismo): netto dualismo di anima e corpo (rispettivamente bene e male), negazione e rifiuto del mondo (male),
salvezza come atto mistico.
- manicheismo: bene (luce) – male (tenebre), prima nettamente distinti, ora in lotta e compenetrati, sono comunque
due realtà. Misticismo, rifiuto del corpo, ascetismo.
NEOPLATONISMO
“filosofia religiosa”, rappresenta per il paganesimo ciò che la patristica è stata per il cristianesimo: la prima
delineazione di una filosofia esplicitamente ispirata ai dogmi della fede religiosa.
Caratteristiche:
- superamento del dualismo manicheo e gnostico attraverso la riduzione del male a “non bene”, privazione.
- centralità in sede metafisica, etica, psicologica e cosmologica del concetto di anima e, quindi di una interpretazione
finalistica, definitivamente contro fatalismo, determinismo, ecc.
Plotino:
sistema filosofico che è una costruzione metafisica con al centro il problema dell’essere.
Nella filosofia di Platone si poteva rintracciare un primato gnoseologico dell’idea del Bene, ma non un primato
ontologico, cosa che rendeva impossibile rintracciare un preciso ordine o una gerarchia nel mondo ideale e indicava il
riflettersi della molteplicità fisica nel mondo metafisico.
I medio-platonici avevano unificato le istanze dell’essere ponendo le idee come pensieri di Dio, operazioni eterne e
perfette della intellezione divina.
L’indagine di Plotino, nonostante sia una costruzione metafisica quasi pura, parte proprio dall’ente, dalla molteplicità
che non può essere giustificabile senza l’esistenza dell’unità.
L’Uno è il termine con cui Plotino designa la realtà suprema, sostanza ineffabile e indefinibile, da cui deriva tutta la
realtà per emanazione (no creazionismo). Uno è la prima delle tre ipostasi (tre modi d’essere della sostanza): Uno –
intelletto – anima.
UNO
ineffabile, indefinibile, autosufficiente. Non è l’Essere, non è causa, non è bene, può essere definito solo per
negazione: è sempre oltre qualsiasi cosa si possa pensare.
| emanazione (irradiazione)
| non esce da sé, produce in sé la sovrabbondanza di cui è portatore
INTELLETTO
pensa se stesso e, allo stesso tempo, è pensato, perché l’attività del pensiero lo rende oggetto a se stesso. Diventa
intelletto – intellegibile
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ANIMA
da una parte partecipa alla vita dell’intelletto, dall’altra, come il verbo (logos) si fa carne, si fa materia, mondo,
corpo
- la materia è l’ultimo stadio di irradiazione dell’Uno, margine d’ombra, privazione di bene (il male non ha
consistenza ontologica, è privazione di bene)
Il tempo non ha una “vera” esistenza, in quanto il corpo non è una realtà sostanziale, ma è tensione verso il
recupero dell’eternità, nasce con il mondo ed è sentimento di mancanza, inquietudine, desiderio di ritorno.
Il percorso (la via di giù) può essere ripercorso dall’Uomo (via di su), attraverso una scala di valori: la pratica della virtù
(purificazione dalla corporeità), la contemplazione della bellezza (intuizione dell’armonia), lo studio della filosofia
(intuizione intellettuale del mondo intelligibile: non fede, ma comprensione). Raggiungimento dell’estasi (uscita da sé) e
pieno godimento dell’Uno e della sua pienezza.