Archivi Del Contemporaneo
Archivi Del Contemporaneo
DEFINIZIONE E FUNZIONI
1. Trasparenza e notorietà
2. Accessibilità al patrimonio
3. Raccolta di materiale
4. Tutela del materiale
5. Conservazione del materiale
6. Catalogazione e archiviazione del materiale
7. Pubblicazione di cataloghi ragionati
8. Autentica e rilascio di certificati
9. Tutela della memoria dell’artista
- Inoltre, il comma 4 esplicita che tali strutture espositive sono aperte al pubblico e espletano un
servizio di UTILITA’ SOCIALE
- Nozione di utilità sociale per gli archivi è da ritrovarsi nel 1975 con l’istituzione del Ministero per
i Beni Culturali e Ambientali che ha sottratto al Ministero degli Interni l’Amministrazione Archivistica
dunque togliendosi l’onta di essere strumentale divenendo “culturale”
- Negli ultimi anni sta crescendo sempre di più nozione di archivio come bene culturale e si è
intensificata la percezione dell’archivio come UTILE per la comprensione storica
L’archivio infatti segue un nuovo approccio di FARE STORIA:
- Alla passata concezione di storia unilaterale, a partire dagli sviluppi strutturalisti e di Levi-Strauss
vediamo come la storia ha intersecato la COMPLESSITA’ in un approccio sincronico che suscita
una molteplicità di relazioni e interdipendenze
- Petraroia durante la stesura della sua tesi sull’Archivio di San Pietro si rese conto quanto l’archivio
potesse essere POLIMATERICO e PLURIDISCIPLINARE
- Archivio è testimone di una storia eppure consiste in una grande sincronia di oggetti che sono
compresenti in un medesimo luogo → ARCHIVIO = SINCRONICO
- Proprio per questa sua polimatericità, pluridisciplinarietà, sincronia storica, è una testimonianza di
compresenze, interrelazioni, influenze → ecco che l’operazione preliminare di riordino e si
classificazione appare fondamentale
Non esistono regole univoche di classificazioni: bisogna trovare una chiave interna, un criterio di
ordinamento → ARCHIVIO = EMPIRICO ma è necessario trovare dei criteri e un modus operandi legato
alla personalità dell’archivio
- Ma nonostante l’essere empirico, personale e riflesso della poetica l’archivio deve avere soprattutto
un ORDINE RICONOSCIBILE perché li si possa utilizzare
- Metafora del significato empirico dell’archivio è l’opera di Marcel Proust → Proust voleva eternarsi
tramite la sua opera e così ha iniziato ad accumulare ossessivamente cumuli d fogli che poi incollava
come fosse il telaio di Penelope: testimonianza fisica del tutto originale fatta di connessioni
interne e di relazioni che vanno interpretate
L’artista Pietro Gemelli ha detto a proposito del suo archivio: l’archivio rimescola, ridisegna relazioni, genera
legami empatici in termini che non erano necessariamente previsti nella sua vita precedente
ARCHIVIO COME OPERA DI PREGNANZA SOCIALE
- Quando si vuole ricostruire una personalità, oppure si vuole ricostruire un intervento o una opera è
necessario pianificare il lavoro sapendo che si avrà a che fare con archivi
- Il metodo e l’approccio specificatamente adottato nello studiare un archivio d’artista o più in generale
un archivio personale generano essi stessi la costruzione di un’opera che potrebbe avere precisi tratti
autoriali anche se in tal caso si qualificherebbe come un’opera della conoscenza che potrebbe persino
individuarsi con un bene culturale immateriale intangibile
- Una opera diventa bene culturale perché attraverso una selezione critica che collezionisti, società, e
mercato e gli studiosi fanno alcune cose vengono riconosciute come di valore pregante e di
pregio significativo per la società
- Un esempio del rapporto arte-archivio-società è da rintracciarsi in quello che Nancy Porter ha fatto
al Peale Center for Baltimore History and Architecture in cui ha organizzato una raccolta di narrazioni
delle vite personali di coloro che vivono intorno e ha provato a farci capire come quei racconti di vita
collegati a quel luogo tramite le persone finiscono per arricchire le cose nel museo
➔ Tema della RELAZIONI → la costruzione di interrelazioni in coevoluzione fondamentale per la tutela
ARCHIVIO COME STRUMENTO DI NARRAZIONE
Negli ultimi anni si stanno dischiudendo le possibilità insite dell’ARCHIVIO → si sta superando quel “male
d’archivio” di cui parlava Derrida portandolo ad essere considerato come uno dei dispositivi in cui
TRAMANDARE e NARRARE la storia
LA NARRAZIONE
- La parola chiave è NARRAZIONE l’unico termine in grado di unire la cultura e la comunicazione della
rete, aspetti fondamentali per una percezione contemporanea dell’archivio
- Il termine archivio, come faceva notare Derrida in Mal d’Archivio. Un’impressione freudiana deriva
dalla parola “cominciamento, origine” → nell’archivio d’artista si ricostruisce l’origine di una
poetica, di un atto creativo: pensiamo ai carteggi che i pittori informali si scrivevano e oggi ci
servono per ricostruire la genesi e i ripensamenti della propria arte
- Sono tutti documenti che trasmettono il RACCONTO DI STORIE E RELAZIONI → la fortuna critica,
la concretezza di strategie espositive, il rapporto con galleristi e collezioni: ecco che la narrazione è
uno degli ambiti del sapere prediletti nell’archivio
LA RIMEDIAZIONE
- Come possono essere fatte buone norme giuridiche relative all’archivio è oltremodo fondamentale
procedere per una RIMEDIAZIONE tra il mondo interno ed esterno dell’archivio → solo così un
archivio si potrà dire realmente contemporaneo
- “Rimediazione” fa riferimento, come intuisce McLuhan, al fatto che la presenza di nuovi supporti
tecnologici impone la ricerca di linguaggi adeguati e nuove competenze tecniche e archivistiche
in grado di attivare anche la MEDIAZIONE TECNOLOGICA tra passato, presente e futuro tenendo
conto che nell’archivio sono conservate opere
- Ecco che si sta dischiudendo una interrelazione di saperi (storici dell’arte, ingegneri, informatici,
umanisti) volta a rimediare e tradurre materiale d’archivio in codici
- Ecco che Palma al suo museo continuò ad archiviare documenti cartacei manoscritti e dattiloscritti
consapevole del proprio ruolo di soprintendente e della RESPONSABILITA’ ETICA di lasciare
traccia di quanto succedeva alla Galleria
- Questa intuizione vide la Galleria come “CONTENITORE” DI MEMORIA e non solo di opere e
quindi la conservazione dei documenti delle opere era un modo per conservarne la memoria
- Ecco che Palma Bucarelli, Cesare Brandi, Fernanda Wittgens, Giulio Carlo Argan rischiarono la
loro vita per poter salvare opere inestimabili ed eternarne la memoria dalle razzie della IIWW
- Ma era una donna moderna radicata nel proprio presente → ricoprì la consapevolezza di lasciare
una eredità che unisse passato e futuro e così lo fece con l’idea di raccontare la storia con un
linguaggio diverso
LA SEQUENZA
- È necessaria quindi una fase di rimediazione digitale delle opere e degli archivi → pensiamo a
The Uffizi Digitization Project basato sull’elaborazione massiva dei dati con un livello di
spettacolarizzazione tale da mantenere attento l’interesse di un pubblico generalista
- Oppure il progetto di geolocalizzazione avanzato dal British Museum di Londra grazie al quale il
visitatore può scegliere il proprio percorso di visita → ma questo non rimanda in fondo alla natura
stessa delle storie dell’archivio? L’idea della costruzione di un proprio percorso autonomo
- Sono tutte strade che delineano la nuova identità digitale dell’archivio
Raccogliere dati e documenti non è solo un modo per lasciare testimonianze ma corrisponde proprio alla
natura degli artisti, è una struttura di pensiero empirica, un oggetto relazionale
Il filosofo Giorgio Agamben spiega il termine archè riferito ad archivio e afferma che non è solo un passato
cronologico ma si riferisce anche alla contemporaneità poiché legato al divenire storico e attivo in esso
→ il presente è l’accadere di fatti che per molte ragioni non riusciamo a raccontare
- Ecco perché l’archivio deve riposizionarsi nel futuro con l’ambizione di attuare un principio di
riproduzione e riappropriazione del ricordo con un racconto nuovo che parli la lingua universale delle
giovani generazioni
- Nell’antichità le operazioni di conquista erano accompagnate dalla cancellazione dei vinti, il trauma
della Shoa fu la manipolazione della memoria → è così che i primi archivi italiani nascono da questo
clima di resistenza, ricostruzione e tutela della memoria storica
- Archiviare ha però una doppia faccia ISTUTUZIONALE → deriva dall’Archeion ovvero il palazzo dei
magistrati in età giustinianea e dunque è uno strumento di potere e politica
- Questa idea di archivio = potere, viene messa in crisi negli anni ’60 → l’idea positivista di archivio
viene schiacciata da l’idea di essere contro l’interpretazione come ammettevano Carla Lonzi e
Susan Sontag: siamo ormai davanti alla NON-OGGETTIVITA’ DI UOMO E STORIA
- STORIA e ARCHIVIO = CONTINUO DIVENIRE, RIAGGIORNA LA MEMORIA COLLETTIVA
- L’archivio conduce una sfida: va condotta con la volontà capillare di sedimentare la memoria
personale e collettiva soprattutto all’interno di un contesto globalizzato → il primo atto per fare ciò
è la prassi di costruzione di un dispositivo critico tra passato e presente
- Archivi PUBBLICI → regionali, provinciali, comunali, enti pubblici non territoriali, università, catasto,
prefetture, ospedali, tribunali…
- Archivi PRIVATI → di Fondazioni, Società, Comitati, imprese: tra di essi esiste “l’archivio di
persona” che è quello che riguarda i nostri archivi d’artista
ARCHIVIO D’ARTISTA = ARCHIVIO DI PERSONA che riguarda identità, personalità e poetica del suo
archiviante → il primo in Italia è l’Archivio Lucio Fontana come opera degli anni ’70 di Crispolti
ARCHIVIO E’ UNO SPAZIO FISICO → è uno spazio di catalogazione in cui si giocano delle dinamiche che
riguardano la VITA dell’opera e dunque per forza, la vita dell’artista stesso
- L’archivista si trova dunque dentro la vita dell’artista e quindi è un soggetto empatico da un lato, ma
dall’altro non può dimenticarsi un giudizio pragmatico sulla verità dell’opera stessa → vige l’idea di
entrare dentro la vita, la poetica, le relazioni
- È un ente dinamico empirico dove si tracciano le TRACCE DI VITA, ARTE E PERSONALITA’ di
un contesto storico e di un artista
ATTIVITA’ DELL’ARCHIVIO D’ARTISTA
1. Mostre
2. Ricerche
3. Bibliografia
4. Materiale fotografico
5. Richieste di documentazioni per ricerca e collezionista
6. Attività didattiche
7. Storia e tutela della poetica dell’artista
8. Catalogazione e locazione del corpus autentico delle opere
9. Autentica e ricostruzione della storia delle opere
- È necessità di archivio quella di schedare secondo delle regole le opere con un criterio univoco
→ deve essere corredata di informazioni interdisciplinari, interpretazioni, catalogazioni
linguistiche, autografiche, storiche, cronologiche, materiali
- È quindi uno strumento per ampliare la COMPLESSITA’ della poetica e delle opere
- Infine dalla scheda dell’opera dovrà emergere un complessivo contesto artistico e culturale
SCHEDA OAC
- È il punto di riferimento ufficiale per la comunità scientifica, per la divulgazione, ricerca, studio
e valorizzazione dell’opera di un artista
- È uno strumento indispensabile per il collezionista e un metodo indiretto di AUTENTICA →
l’inserimento o non inserimento di un’opera al suo interno vale come tale
Il catalogo si divide in due parti:
➔ Si pone come un interlocutore essenziale imprescindibile nel campo delle autentiche e della
difesa della memoria dell’artistica oltre che nei casi di contraffazione ecc.
- È un complesso documentale che l’artista crea nel corso della sua attività raccogliendo,
organizzando e rendendo fruibile tale complesso
- È un bene culturale di interesse storico e utilità sociale e quindi oggetto di un vincolo
pubblicistico → determina una serie di oneri per chi ne è responsabile, primo tra tutti quello di
rendere l’archivio il più possibile fruibile all’esterno. Inoltre questo vincolo produce una sorta di
musealizzazione istantanea perpetua offrendo come contropartita incentivi economici
- È un ente dinamico che non si cristallizza alla morte dell’artista: una volta che è attivo come ente
produce a sua volta ulteriori complessi documentali
- Ha un valore probatorio essenziale → pensando all’epistolario di lettere o bozze di cataloghi oppure
la documentazione delle forniture o dei supporti materiali possa essere utile nella produzione di
autenticazioni da poter essere inoppugnabili dal punto di vista giudiziario
- Questo lavoro di conoisseurship e di assoluta inoppugnabilità giuridica è possibile solo grazie ad un
organizzato e ottimo lavoro d’archivio che ha come suo fine ultimo la redazione del catalogo ragionato
che sia il punto d’arrivo dell’archiviazione dell’opera e come studio per la comunità scientifica
ARCHIVIO = ENTE → è destinatario di una disciplina specifica la quale va ricercata nelle norme relative
alle cosiddette persone giuridiche di diritto privato: può organizzarsi in:
- In questo contesto in cui il mercato detta legge e vi è un serio problema di fondo nell’approdo
giurisdizionale di controversie legate alla materia una prima soluzione potrebbe essere quella di
ispirarsi al pragmatismo esasperato americano → una soluzione è stata la Court of Arbitration for Art
ovvero una associazione arbitrale rivolta al mercato dell’arte
Dal punto di vista privatistico l’archivio costituisce una UNIVERSALITA’ RERUM → un’universalità di
documenti organizzati da un soggetto. È un istituto che riconosce al suo titolare di trattare i suoi beni come
se si trattasse di un unico bene (es. collezione) con applicazione di regole specifiche
1. TITOLARITA’ DEL DIRITTO MORALE → è la titolarità del diritto morale di paternità e integrità
dell’opera che non comporta l’acquisizione di un diritto di esclusiva a certificarne l’autenticità. Titolare
del diritto morale è l’autore, colui che ha realizzato l’opera e attraverso il diritto di tutela salvaguardia
il proprio legame diretto con la creazione
2. VALUTAZIONE AUTENTICITA’ DELL’OPERA → è la valutazione di un fatto: la riferibilità dell’opera
alla mano di un certo artista. È una expertise, una valutazione attributiva, espressione del diritto di
libera opinione. Si possono rilasciare delle certificazioni di autenticità, che sono giuridicamente delle
dichiarazioni di scienza
- La nostra legge sul DIRITTO D’AUTORE è la legge 1941 in attuazione della Convenzione di Berna
del 1886 e dice che l’autore conserva il diritto di rivendicare la paternità dell’opera e di opporsi a
qualsiasi deformazione, mutilazione o modificazione o danno all’opera che possono essere fisici
o di pregiudizio a onore e reputazione
- Dunque rivendicare la paternità dell’opera = legittimazione ad agire in giudizio affinché si dichiari
che quella determinata opera è effettivamente da associare al nome di quell’autore
- Dopo la morte dell’autore i diritti d’autore sono ereditari → il nostro ordinamento non riconosce
all’artista la facoltà di disporre neppure per testamento del proprio diritto morale
Se dunque la tutela della paternità morale dell’opera è di competenza del diritto d’autore, la certificazione
d’autenticità = dichiarazione di scienza, espressione di libera opinione rispetto a un fatto
- Si tratta dunque di atti giuridici non negoziabili con cui un soggetto dichiara di essere a conoscenza
di un determinato fattore, ma hanno efficacia sul piano probatorio
- Dopo l’insegnamento degli artisti concettuali, sarà il curatore dell’archivio insieme all’artista a capire
le caratteristiche principali da inserire nel contratto e sarà compito del bravo art lawyer tradurre
l’intenzione in atto giuridico formale
- Il certificato di autenticità e il contratto riescono a conferire uno statuto giuridico all’opera e a definirne
non solo il significato ma le misure necessarie per la permanenza dell’identità dell’opera nel tempo e
della sua autenticità
- Per aiutare questa identità e queste disposizioni autentiche delle opere è stata adottata una SCHEDA
“PACTA” = certificato di conoscenza che contiene vere e proprie istruzioni così che il
collezionista possano rispettare l’identità dell’opera tenendo conto delle intenzioni originali
nell’esposizione, conservazione, restauro, provenendo l’informazione dall’artista stesso
- PACTA = SCHEDA INFORMATIVA che integra il contratto, testimoni l’intenzione dell’artista
- Fondamentale del PACTA, la presenza di clausole informative per disciplinare il RESTAURO →
esempio è Physical Impossibility Of Death In The Mind Of Someone Living di Damian Hirst che
necessita di assidue sostituzioni della formaldeide dello squalo
- Ecco che dunque si pone come strumento di conoscenza dell’opera → in questo caso il certificato
di autenticità si trasforma in strumento di conoscenza volto a tutelare identità dell’opera
- Esiste infatti l’EXPERTISE → definito dal Tribunale di Roma in una sentenza come documento
contenente il parere di un esperto considerato competente e autorevole e può essere rilasciato da
chiunque sia competente e autorevole in materia che se ne assumi le responsabilità
- Essendo diritto di opinione per chiunque non esistono delle linee guida giuridiche e ufficiali da
seguire: ci sono però delle buone pratiche → esempi sono il TEFAF, [Link],
[Link] dell’Università di Ginevra…
- Non è regolamentato e non ha valore giuridico ma l’unico limite debilitante è l’abuso di posizione
dominante → in questo caso si possono raccogliere prove per provare che un ente sta abusando
della sua posizione per cambiare le logiche del mercato
- Gli ARCHIVI oggi sono il mezzo più riconosciuto → imprescindibile per autenticare è l’inserimento
dell’opera nel catalogo ragionato
3. VERO GIUDIZIALE
Il VERO GIUDIZIALE è la sentenza del giudice in materia: è problematica perché molte sentenze potrebbero
andare a violare il diritto di libera opinione
- Una prassi virtuosa in questo senso sarebbe quella di prendere in considerazione in vero giudiziale
senza per questo che la libera considerazione possa essere imposta dalla pronuncia di sentenza
- All’esperto spetta il compito di tenere in considerazione le sentenze del giudice prevedendo
almeno una sezione dell’archivio e del catalogo destinata alle opere non ritenute autentiche o
sospese ma dichiarate autentiche dalla sentenza del giudice
- Ecco che l’articolo 64 del Codice dei Beni Culturali e Ambientali recita → chiunque esercita
attività di vendita ha l’obbligo di consegnare all’acquirente la documentazione che ne attesti
l’autenticità o la probabile attribuzione delle opere medesime
- È una norma molto interessante che obbliga il mercante a fornire la documentazione adeguata →
non deve soltanto essere una certificazione attributiva ma deve altresì comprendere informazioni in
ordine alla sua provenienza
- Nel nostro ordinamento l’obbligo di certificazione pesa sul venditore abituale il quale sarebbe tenuto
a consegnare tutta la documentazione attentante l’autenticità o la probabile attribuzione e la
provenienza dell’opera e solo in via residuale a certificarne egli stesso la qualità
1. DIRITTO MORALE → a tutela della personalità dell’autore e del suo intento creativo e statuisce il
diritto a rivendicare la paternità della propria opera e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione,
modifica o danno alla stessa, sul piano fisico o reputazionale
2. DIRITTO PATRIMONIALE → definisce la possibilità per chi crea di poter godere anche di un utilizzo
economico della propria attività creativa
- L’autore non viene definito come un soggetto predeterminato o con determinate caratteristiche: la
legge non va a misurare il tasso di creatività e non va a misurare il pregio dell’autore. La scelta del
legislatore è dunque quella di costruire una protezione di tipo aperto
- Il diritto d’autore si acquisisce senza alcun adempimento formale e per il solo compimento dell’atto
creativo non richiedendo dunque depositi, registrazioni, iscrizioni, pagamenti, tassazioni
- Il diritto d’autore è completamente indipendente e dal diritto di proprietà dell’opera → l’opera
può essere venduta ad un altro soggetto e ne diventa il proprietario ma non acquisisce il diritto
d’autore dell’opera
COPYRIGHT vs DROIT D’AUTEUR
- DIRITTO D’AUTORE → è proprio del mondo europeo continentale (droit d’auteur) e si uniforma
grazie a diverse convenzioni a partire dal XIX secolo con quella di Berna, che hanno portato a una
certa omogeneità di applicazione e considerazione. La peculiarità del diritto d’autore =
composizione di diritti morali e diritti patrimoniali
- COPYRIGHT → è un istituto giuridico di derivazione anglosassone e si sviluppa in UK a partire dal
XVIII secolo con il primo Copyright Act: lo scopo era quello di proteggere l’attività creativa di tipo
letterario in un’epoca in cui gli stampatori guadagnavano sulle stampe vendute senza pagare l’opera
originale; fu dunque deliberato che gli stampatori dovevano dare qualcosa. Fondamentalmente non
copre il diritto morale dell’opera (cosa colmata in USA con il Visual Artists Right Act)
- In Italia la legge che sovvenziona il diritto d’autore è la legge del 1941 n°633
1. DIRITTO PATRIMONIALE
Dall’attività dell’autore deriva il diritto di UTLIZZAZIONE ECONOMICA che interessa chi vive della sua arte
- Vige il principio di equilibrio → chi ricava utilizzo economico a sua volta dall’opera di un autore deve
riconoscere a sua volta una somma all’autore stesso, ma il diritto non va a regolamentare una somma
o un calcolo del tipo
- In Italia ci si può gestire autonomamente le sovvenzioni del proprio diritto patrimoniale oppure ci si
rivolge alla SIAE (Società Italiana Autori e Editori) che da un mandato diretto agli autori tramite un
proprio tariffario
- L’utilizzazione economica dell’opera presso terzi è regolamentata dalla scheda PACTA di disposizioni
intenzionali dell’artista → la norma nell’articolo 4 dice che tra i diritti di utilizzazione ci sono possibilità:
il diritto di pubblicazione e riproduzione, diritto di trascrizione, diritto di esecuzione, diritto di
rappresentazione o recitazione in pubblico, diritto di comunicazione, diritto di noleggio
- I diritti patrimoniali sono RINUNCIABILI e cedibili presso terzi e sono ereditabili e trasmissibili
2. DIRITTO MORALE
L’articolo 20 recita che indipendentemente dai diritti esclusivi di utilizzazione economica dell’opera, premessi
i diritti patrimoniali questi, l’autore conserva il diritto di RIVENDICARE LA PATERNITA’ DELL’OPERA e
di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra forma di modificazione e ogni atto a danno
dell’opera stessa che possa pregiudicare il suo onore o reputazione
- Si tratta di tutelare il legame tra autore e creazione che deve essere mantenuto così come è stato
concepito dall’artista stesso
- In questo modo prevede diritto di INTERVENTO nei confronti di chiunque mini ad essa
Il diritto morale interviene in alcuni ambiti
- Problema del FALSO → problema molto sentito e pressante che riguarda in prima persona gli archivi:
tutte le volte che un artista ritiene che una determinata creazione non sia sua deve intervenire
impedendo a tale errore ricorrendo a autorità giudiziarie
- Problema di DEFORMAZIONE o mutilazione → la mutilazione di un’opera va a ledere il diritto morale
dell’autore e dunque l’artista può avvalersi di modificare alcuni elementi della stessa
- Problema di REPUTAIZONE → esistono sì libertà di pensiero critico ma esiste anche il diritto
dell’autore di essere posto in relazione al suo mondo in base a ciò che ha fatto realmente: ad esempio,
se un artista è stato indicato in un testo come allievo di un altro e non è vero, ha diritto di impugnare
per disinformazione tale cosa
- Problema del RESTAURO → situazioni di abbandoni tecnici, degradazione dei materiali oppure
situazioni in cui l’artista ha previsto norme di restauro (o non) che non vengono rispettate, causano
una lesione al diritto morale
Appare fondamentale dunque il rispetto per il “SEME” ovvero il nucleo di una opera d’arte → l’opera d’arte
si caratterizza di elementi essenziali alla sua vita, e il loro cambiamento interferirebbe al legame opera-artista:
l’artista dispone il SEME dell’opera che va rispettato
- Damien Hirst in The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living o Felix Gonzales
Torres con le sue caramelle
- Per queste attività di rispetto della memoria vediamo come l’ARCHIVIO si fa massimo interlocutore
Il diritto morale prevede anche la possibilità di ESPRIMERSI e di intervenire in AUTENTICHE
- Gli eredi dell’artista, redattori di archivi saranno coloro i quali per far rispettare la memoria dell’artista
faranno expertise e autentiche procedendo a inserire o non inserire l’opera nel catalogo
- È chiaro come AUTENTICA DELL’OPERA → può essere redatto dal diritto morale dell’autore o
dalla valutazione di soggetti terzi rispetto all’artista e ai suoi ereditari e in questo caso il tutto
dipende dal peso e dall’autorevolezza che vengono riconosciuti dal sistema
- Giuse in casa l’opera L’uomo che deve scegliere tra virtù e vizio del fiammingo Frans Francken II →
l’opera giunse in casa senza attribuzione e fu compito della casa d’aste lo studio e il
riconoscimento dell’opera: importante nelle case d’aste è quindi anche il valore attribuzionistico
e di ricerca riguardo le opere. In questo senso ci si avvale dell’ARCHIVIO: l’archivio è l’unico in
grado di costruire la storia dei passaggi di consegna e delle fotografie storiche…
- È chiaro come MERCATO = realtà dinamica con cui il mondo dell’arte e della storia dell’arte
deve confrontarsi assolutamente
FONDAZIONE LUCIO FONTANA svolge un lavoro virtuoso studiando e valorizzando la produzione di quello
che per il secondo dopoguerra è certamente l’artista italiano più riconosciuto
- Grazie ad archivi e fondazioni abbiamo i cataloghi ragionati che sono uno strumento
fondamentale per la storia dell’arte ma anche per il mercato → nel caso Fontana, il lavoro di Enrico
Crispolti ha prodotto tre cataloghi (1974-1986-2006)
- Fondamentale in questo senso il dialogo ARCHIVIO-MERCATO → quando viene presentata
un’opera di Fontana da mettere in vendita, è fondamentale contattare la Fondazione che offre un
servizio di autentica e di verifica che non si tratti di una contraffazione. Dunque è anche nell’interesse
stesso dell’archivio per la salvaguardia della memoria non immettere falsi sul mercato
L’archivio si deve trovare come interlocutore AUTOREVOLE per il sistema dell’arte
- Deve riunirsi in un comitato scientifico che possa rilasciare pareri accettati dalle logiche del sistema
dell’arte → ci sono infatti dei casi controversi di svalutazione dell’archivio come nell’esempio degli
Archivi Modigliani legati alla figura di Christian Parisot che organizzava mostre blockbuster con falsi
- RUOLO DEGLI ARCHIVI = PREMINENTE NEL MERCATO
- Esempi in Dorotheum come Tensione n.4 di Vedova → per capire la natura, il costo dell’opera
realizzarono uno studio interno trovando varie riproduzioni fotografiche e verifiche bibliografiche
- Ci sono anche casi controversi come il doppio archivio di Schifano o De Chirico
ORGANIZZARE L’ARCHIVIO
L’ARCHIVIO E’ FIGLIO DI CHI LO PRODUCE E CONSERVA → gli archivi novecenteschi presentano infatti
condizioni assai varie sul fronte della organizzazione e della sistematicità, sebbene la documentazione si
addensi attorno ad alcuni aspetti fondamentali dell’esistenza: “ARCHIVIO DEL ‘9002 del MART lo
testimonia con la cura di Paola Pettenella
- Il caso del MART testimonia come l’archivio sia un soggetto EMPIRICO e PERSONALE frutto
della poetica di chi conserva → esempi di archivi acquisiti come Archivio dell’ingegnere Riccardo
Maroni oppure il Fondo Thayaht di Ernesto Michahelles o il Fondo Severini
- Emerge che l’archivio è specchio delle vicende biografiche di chi lo produce
- Ma non solo è specchio di chi lo produce ma anche di chi lo conserva ovvero le sedi e gli enti e gli
archivisti che lo detengono → in questo senso è l’archivio di Fortunato Depero in cui si va oltre i limiti
definiti fra carte e opere e si è tentati di plasmare l’archivio come parte integrante del percorso
museale: non c’è dunque solo l’Archivio Depero, ma diventa Archivio Depero al MART
- Ecco che è chiaro quanto un archivio si pone in RELAZIONE con ciò che lo circonda → tramite il
suo punto di vista può illustrare su chi lo ha prodotto: accumulo, dispersione, autocelebrazione…
- Ma l’organizzazione dell’archivio deve dipendere anche da chi FRUISCE → i il fine di organizzare
una documentazione, informare e trasmettere è quello di allargare il desiderio e la curiosità di
conoscere attraverso l’approccio al patrimonio culturale conservato
- Nato nel 1987, la mostra inaugurale del Mart fu “LE STANZE DELL’ARTE” voluta dalla illuminata
direttrice Gabriella Belli → si tratta di una serie di “stanze” dell’arte in cui una sezione intera è stata
riservata a L’immagine e il suo archivio ovvero una “mostra nella mostra” in cui il pubblico poteva
vedere uno dei cuori pulsanti del museo nelle teche di Mario Botta
➔ È una delle prerogative del Mart rendere visibile la documentazione per la realizzazione di una
mostra, i materiali di ricerca…
- La nascita stessa del Mart dipese dalla decisione di Fortunato Depero e del comune di Rovereto di
siglare dei lasciti importanti di opere: la prassi di Gabriella Belli fu quella di ACQUISIRE ARCHIVI
E FONDI per arricchire la collezione → nasce “Archivio del ‘900” con le acquisizioni dei fondi di
Marinetti, sorelle Angelini, Mino Somenzi, Severini, Thayaht, Crali, Censi, Carrà…
ESEMPI DI PROGETTI ESPOSITIVI: SI PARTE DALL’ARCHIVIO
- Questo presupposto è stato chiarito nel 1997 da Enrico Crispolti in “Come studiare l’arte
contemporanea” → egli definì una metodologia imprescindibile dalla dimensione critica, per cui il
metodo dello storico contemporaneo è quello di essere consapevole che quanto accade nella
attualità può essere d’aiuto alla rilettura del passato e va compreso nel suo divenire
- Sempre di più oggi lo storico si deve interfacciare con gli archivi che si pongono come organismi
viventi e entità costantemente in divenire, in una attività che non si arresta alla documentazione,
ma si allarga alle possibilità infinite di ricerca e relazioni
OBIETTIVO DELL’ARCHIVIO = CATALOGO
- Esempi come quelli di Enrico Crispolti nei Cataloghi di Fontana o nei Cataloghi di Somaini
testimonia l’impegno personale e relazionale del critico con gli artisti e ha raggiunto un estremo
grado di articolazione e di lettura nell’ambito della categorizzazione delle opere all’interno di nuclei
definiti e riconoscibili mostrando l’interesse per il passaggio nei territori dell’interpretazione
- Si dischiude il ruolo “critico” dello storico dell’arte fondamentale nelle ricerche d’archivio →
l’elaborazione e la catalogazione di dati deve portare ad una ricerca di INTERPRETAZIONE DEI
DOCUMENTI in primis
- Nei vari esempi di cataloghi redatti da Tedeschi, vediamo come prevale l’interesse storico-critico
→ esempio di Archivio Intesa San Paolo, Catalogo generale di Gianni Bertini, Dorazio, Dalla Torre
- Sono esempi che dimostrano anche l’importanza della valorizzazione della BIBLIOGRAFIA di un
artista o di una tale opera
- Le fonti d’archivio sono di natura estremamente eterogenea, vanno dalle piante del museo,
documenti, progetti architettonici, fotografie dell’epoca, documenti di materiali,
corrispondenza direttore del museo-artista → sono tutte FONTI D’ARCHIVIO
- Questo lavoro di ricostruzione filologica = solo grazie archivi → pensiamo all’Ambiente spaziale
di Fontana del 1966 esposto al Walker Art Museum di Minneapolis in cui si è scoperto che l’ambiente
era dotato di un pavimento di gomma per far sprofondare il piede di chi vi camminasse
- Si è studiata la verosimiglianza dei colori, gli allestimenti originali, i punti di vista corretti, la scelta dei
materiali dell’epoca, le misure degli spazi espositivi
- Al Museo del 900 di Milano ad esempio l’installazione al neon è stata messa come Fontana voleva,
ovvero visibile da due dimensioni, la prima dal basso e l’altra dall’alto
- Altro esempio la ricostruzione degli ambienti di Laura Grisi → nel suo Corridoio di vento le fonti
archivistiche hanno indirizzato a pensare che ella, vicina al mondo del cinema, avesse usato i
ventilatori scenici. Sono dunque stati ri-utilizzati ventilatori del 1971 per 40 nodi di vento
- Gli artisti interrogano l’archivio come deposito di documenti, dati, informazioni e lo rileggono come
“dispositivo” dialogico che si contrappone al modello dell’archivio istituzionale quale organismo
autoritario del sapere e della memoria e pertanto come strumento di potere → l’archivio si definisce
come sistema vivo e inclusivo
I PROGETTI DI OPERA-ARCHIVIO degli artisti contemporanei offrono un punto di vista privilegiato per
capire il ruolo e il significato così come gli usi e le implicazioni dell’archivio
- On Kawara, Date Paintings → iniziati nel 1966 insieme a One Million Years in cui l’artista elencava
due milioni di anni per 30 anni della sua vita
- Thomas Demand, Archive → fotografia di un modellino in scala dell’archivio di Leni Riefenstahl
ufficiale documentarista di Hitler: è dunque una metafora del rapporto complesso della storia tedesca
- Camille Henrot, Grose Fatigue → un desktop fa susseguire varie immagini di oggetti aprendo ogni
volta una nuova finestra alludendo all’accelerazione prodotta dalla tecnologia
Io tra questi interventi annovererei anche Kith and Kin del Padiglione dell’Australia della Biennale 2024
LEMMARIO DI PRATICHE ARTISTICHE DI ARCHIVIAZIONE
- È un archivio che ha attraversato la sua vita e è sempre cambiato, come testimoniano le didascalie
delle sue scatole che sono sempre mutevoli, riflettendo il suo essere artista eteroclita → la
definizione di un archivio organizzato ha aiutato Marion a creare una griglia teorica necessaria per
aiutare la comunicazione
- Marion nel corso dei suoi anni tra Parigi e Gallarate ha sperimentato molte tecniche diverse, nasce
nella pittura e nella poetica Informale fino a i suoi Statements concettuali e le sue opere su tessuto
usato come metafora del tessuto sociale e delle relazioni, passando anche per il design radicale con
Dino Gavina e l’Abito Contenitore fino alle fotografie parigine
- Giovanni Testori era un artista, drammaturgo, pittore, poeta, giornalista: tutta la sua opera
intellettuale è incrociata in una galassia di elementi che si relazionano tra di loro → è una poetica fatta
di concretezza di realismo (Il ponte della Ghisolfa, La Gilda del Mac Mahon che hanno ispirato Rocco
e i suoi fratelli di Luchino Visconti)
- Nel 1998 nasce l’Associazione Giovanni Testori ONLUS per volontà del nipote → l’associazione
promosse un progetto editoriale su Testori con l’editore Gribaudo e per far ciò si iniziò a raccogliere
un nucleo di fotocopie e di articoli ecc. e con questi documenti nasce l’ARCHIVIO TESTORI
- Il carattere ONLUS dell’Associazione fu fondamentale: il fatto di essere ONLUS dovrebbe prevedere
un carattere “sociale”, cosa che non ha l’Associazione, ma per essere tale avrebbe dovuto avere lo
scopo primario di tutela di un bene di interesse storico dichiarato dal Ministero → il materiale
dell’Archivio fu ritenuto patrimonio storico e così nacque la ONLUS Testori nel 2005
- Continua il processo di raccolta sistematica di fonti che permise vari progetti espositivi e cataloghi in
giro per l’Italia e progetti editoriali biografici e di catalogo come esito delle ricerche d’archivio → i
cataloghi sono redatti con un indice specifico, una accurata bibliografia, un equivalente online
- Viene integrata la biblioteca e viene aperta la Casa Testori a Novate Milanese, la sua casa-studio
che divenne un luogo di esposizione e di valorizzazione del fondo documentale, ma anche delle opere
di Testori oltre che di esposizioni di giovani artisti del contemporaneo
GERMANO CELANT: nascita di un archivio (ricercatore dello Studio Celant Laura Concioni)
L’ARCHIVIO GERMANO CELANT ha una genesi programmatica nelle pagine del 1971 della rivista NAC
Notiziario Arte Contemporanea con la nascita del Information documentation archives nato come il luogo
di accumulo e di conservazione di documenti come origine di servizi di informazione e documentazione
- Celant sentiva l’esigenza di collezionare documenti relativi alle attività dei suoi artisti → ARCHIVIO
= strumento essenziale per la sua CRITICA ARTISTICA basata sulla conoscenza di artisti
- L’archivio ricalca la prassi “critica acritica” di Celant → approccio basato sulla esperienza
diretta dell’opera accogliendo l’invito si Susan Sontag a vedere di più e sentire di più: nuova critica
che inizia a diventare storia in atto del presente artistico e storia immediata del contemporaneo
CREAZIONE DELL’ARCHIVIO – “STUDIO CELANT”
- L’archiviare per Celant era la possibilità di avere sempre a disposizione un nucleo di materiali
- L’archiviare diventava una attività autonoma e articolata in cui era già chiara una attività editoriale
nell’organizzazione dell’archivio → atto di posizionamento entro il dibattito sul ruolo della criticità
dell’epoca senza dimenticare che le ricerche artistiche del momento, specialmente quelle
caratterizzate da una smaterializzazione
- ARCHIVIO = FINALIZZATO AL SUO LAVORO CRITICO ed editoriale → era organizzato per
facilitare in tal senso la militanza critica e per collezionare il vasto repertorio di interscambi tra lui e gli
artisti frutto delle relazioni dirette tra lui e artisti
- I 45mila volumi e l’archivio vengono spostati nel 2007 da Roma a Milano e al momento della sua
morte venne istituto lo “Studio Celant” in cui il nome del team si è arricchito di ricercatori
- Fondo Deposito d’Arte Presente della città di Torino, Fondo Chiara Fumai, Fondo Lia Rumma per la
documentazione della mostra sull’Arte Povera prerogativa di Rivoli, Fondo Dena Foundation for
Contemporary Art, Fondo Achille Bonito Oliva, Fondo Giuseppe Penone, Fondo Paolo Pellion
- Fondamentale anche il fatto che CRRI abbia anche un archivio di ogni attività museale, editoriale,
espositiva del Castello di Rivoli
- Sono state organizzate mostre sulla base di questi archivi
- Fondamentale e unico il caso dell’acquisizione dello Archivio di William Kentridge il quale è stato
partecipe della mostra Dallo studio di William Kentridge → Kentridge lavorando con i negativi lascia
gli “scarti” del suo lavoro come opere stesse: il CRRI è il primo archivio al mondo a comprendere
gli “scarti” la traccia stessa del vissuto dell’opera nell’atto creativo
HARALD SZEEMAN (Pietro Rigolo, assistant Curator for Modern presso Getty research institute)
L’ARCHIVIO HARALD SZEEMAN è stato piuttosto ligio nel raccogliere e collezionare qualsiasi tipo di
documentazione inerente alla sua attività
- Ha studiato alla Sapienza di Roma storia dell’arte allievo umano, teorico e morale di Lionello Venturi
e inizia la carriera universitaria dall’Accademia di Belle Arti di Roma e all’Università di Salerno → è
tra i primi a mettere a punto il metodo di insegnamento della storia dell’arte contemporanea. Il
suo grande lascito fu la direzione della Scuola di Specializzazione in storia dell’arte a Siena che formò
una generazione di storici.
- La sua posizione di critico militante vive di una metodologia di affiancamento agli artisti, creando
un sodalizio per cui moli artisti hanno trovato in lui un interlocutore e un “parallelo” dell’opera
dell’artista: un medium per ciò era il carteggio (Scanavino, Fontana…) → la sua volontà era quella di
essere un documentatore della situazione contemporanea in maniera capillare
- Questa metodologia che rendeva necessaria la documentazione lo portò alla creazione
dell’ARCHIVIO che a fine carriera contava un corpus di 30 mila volumi
- Crispolti fonda la storia dell’arte contemporanea come materia e studio → per fare ciò era
indispensabile l’archivio poiché rappresenta una capillare documentazione del contesto da una parte,
e dall’altra una fonte diretta per la creazione di documenti per lo studio del contemporaneo,
porre le basi per lo studio futuro
ARCHIVIO ENRICO CRISPOLTI
- È un RUINS ovvero un bene di interesse storico con finalità sociale → questa nomenclatura
permette la promozione di progetti culturali e sociali e la partecipazione ai bandi
- Importante il fondo audio → processo di DIGITALIZZAZIONE per aiutare la divulgazione