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Saggio Modulo 5

La scuola moderna deve rispondere alle trasformazioni sociali, promuovendo lo sviluppo cognitivo, sociale e affettivo degli studenti attraverso metodi come il Cooperative Learning. Questo approccio richiede un cambiamento nel ruolo del docente, che diventa un facilitatore e guida, e incoraggia il lavoro di gruppo per massimizzare l'apprendimento e la responsabilità individuale. L'apprendimento cooperativo non solo migliora le competenze sociali e cognitive degli studenti, ma simula anche esperienze lavorative reali, rendendo la valutazione un'opportunità di crescita piuttosto che una fonte di ansia.

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Saggio Modulo 5

La scuola moderna deve rispondere alle trasformazioni sociali, promuovendo lo sviluppo cognitivo, sociale e affettivo degli studenti attraverso metodi come il Cooperative Learning. Questo approccio richiede un cambiamento nel ruolo del docente, che diventa un facilitatore e guida, e incoraggia il lavoro di gruppo per massimizzare l'apprendimento e la responsabilità individuale. L'apprendimento cooperativo non solo migliora le competenze sociali e cognitive degli studenti, ma simula anche esperienze lavorative reali, rendendo la valutazione un'opportunità di crescita piuttosto che una fonte di ansia.

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La società odierna, ci impone una nuova idea di scuola, capace di rispondere alle molteplici

trasformazioni della società. Convinzione comune è che la scuola debba erigersi a luogo privilegiato
di sviluppo cognitivo, ma anche sociale, affettivo e, più in generale, relativo ad ogni esperienza
connessa all’apprendimento.
La scuola, quindi, deve ricoprire una funzione che punti ad una formazione dello studente a
trecentosessanta gradi, dovrebbe allora ricercare un metodo rivolto allo sviluppo delle capacità
intellettive, ma anche relativo ad una maturazione dell’identità personale rivolta al rispetto delle
regole, dei ruoli, della convivenza civile, della solidarietà, eccetera.
Per far sì che tutto questo sia realizzabile, si devono individuare percorsi didattici tali da
includere sia l’apprendimento dei contenuti disciplinari, sia la formazione della persona, inserita in
una società in rapida evoluzione come quella a cui apparteniamo.
Il Cooperative Learning si propone di soddisfare questi obiettivi, quelli di carattere
strettamente disciplinare ed anche quelli a carattere educativo/sociale più generale

Ruolo e compito del docente


Nell’apprendimento cooperativo, il ruolo del docente risulta molto diverso da quello
“tradizionale”. Innanzi tutto cambia il suo atteggiamento nei confronti della classe, per costruire un
clima positivo il suo modo di fare dovrebbe essere democratico, sincero, da leader positivo, inteso
come punto di riferimento, guida, persona disponibile all’ascolto e all’aiuto; un atteggiamento da
regista delle attività dei vari attori, che sono i ragazzi.
La funzione del docente è definita comunque da un insieme di attività fondamentali che
definiscono il metodo. Tali attività sono: la formazione dei gruppi; l’insegnamento delle
competenze sociali: la scelta dei compiti e l’osservazione del lavoro di gruppo.

La “lezione frontale” del docente nei metodi d’insegnamento tradizionali, è del tutto
superata. Il docente deve avere la capacità di formare dei gruppi di soggetti con caratteristiche
differenti gli uni dagli altri. Tali eterogeneità contribuiscono ad indurre i processi di apprendimento
cooperativo.
La capacità di formare gruppi eterogenei deve tener quindi conto di tutte le possibili
variabili che garantiscano il maggior livello di diversità all’interno del gruppo, come il grado di
abilità, la classe sociale, la differenza culturale eccetera. Nei gruppi di apprendimento cooperativo,
gli studenti lavorano in gruppo in un clima di serenità e tranquillità, sono felici di lavorare insieme!
L’obiettivo del gruppo è massimizzare l’apprendimento di tutti i componenti e questo
aspetto dà loro una spinta motivazionale maggiore, in quanto tutti sono consapevoli del fatto che il
successo del gruppo dipende dal successo del singolo. Per questo motivo, i membri del gruppo si
sostengono a vicenda nel raggiungimento del comune obiettivo. Anche la loro posizione in aula
deve essere definita in maniera univoca, essi devono stare “faccia a faccia” per potersi scambiare
esperienze, informazioni, darsi reciprocamente una mano.
Il risultato è che il gruppo assume un valore ben maggiore rispetto alla semplice somma
delle sue parti, il gruppo migliora e fa crescere i singoli.

Nel ruolo del docente, un altro elemento importante è quello di favorire gli studenti a
lavorare in gruppo. Infatti spesso essi sono in grado di lavorare da soli, ma non hanno la stessa
capacità nel lavoro di gruppo, quindi compito dell’insegnante è quello di incrementare le capacità
degli allievi al fine di saper manifestare la propria fiducia nei confronti degli altri, promuovere
efficacemente il lavoro di gruppo, migliorare le proprie capacità decisionali, saper gestire i conflitti.
Poter gestire efficacemente tali abilità contribuiscono a generare un clima di fiducia,
condivisione, accettazione dell’altro all’interno del gruppo.
L’insegnamento di questo tipo di competenze deve essere condotto in maniera graduale,
iniziando con le semplici definizioni,, poi presentazione dei modelli di riferimento, simulazioni.
Durante l’attività si renderà necessaria un’attività di rinforzo ed infine si terrà una valutazione finale
sulla competenza sociale acquisita.

La competenza principale del docente è quella di saper predisporre le esperienze e le


procedure di apprendimento, organizzare le risorse e i materiali per far sì che gli studenti
raggiungano i propri obiettivi.
Per la riuscita delle attività, il docente deve innanzitutto saper esplicitare in modo più chiaro
possibile l’obiettivo finale, stabilendo anche una traccia cognitiva efficace per il conseguimento del
risultato e indicare i criteri di valutazione.
Dopo aver formato i gruppi, dovrà predisporre la e competenze sociali all’interno di ciascun
gruppo, ed infine dovrà stabilire i criteri su cui verterà la valutazione finale.
Inoltre è fondamentale il suo controllo sull’attività, per facilitare il lavoro degli studenti che
possono incappare in qualche difficoltà, chiarirà i punti che risultano meno comprensibili, esercitare
azione di rinforzo sul gruppo, rilevare e annotare gli eventuali problemi.
Al termine dell’attività il compito dell’insegnante non è quello di valutare il risultato, ma
quello di esprimere un giudizio sul livello di apprendimento conseguito dagli allievi e se il gruppo
ha funzionato o meno. Infine si opera una revisione dei comportamenti sia del singolo gruppo sia
della classe, cercando di mettere in evidenza i momenti positivi, sia quelli negativi osservati nei
gruppi.

Il metodo oggetto di studio coinvolge e responsabilizza gli studenti tanto da incentrare il


processo su di loro. Infatti essi sono gli unici artefici del loro apprendimento, diventano più
responsabili e diligenti. L’immagine che ne viene fuori è quella che nessuno approfitti dell’altro,
anzi, sono tutti rivolti verso il comune obiettivo di completare la consegna, il compito. La
preoccupazione maggiore è quella di cercare di aiutarsi reciprocamente per superare gli eventuali
ostacoli.
Ogni membro di un gruppo si sente unico e indispensabile perché percepisce che il proprio
contributo all’attività è esclusivo. Non si deve “saper fare da soli” ma si deve saper collaborare con
tutti per raggiungere insieme il risultato finale.
Nell’apprendimento collaborativo gli studenti hanno tutte le possibilità di esprimersi
liberamente rispettando le proprie individualità, anzi, sono proprio le caratteristiche peculiari di
ognuno a determinare il successo del gruppo. Inoltre nei casi di particolare timidezza, risulta
particolarmente efficace l’aiuto e la collaborazione dei compagni, rispetto a quello che può fornire
l’insegnante.
I contesti elaborati dal docente, devono essere strutturati in modo tale da far trovare ogni
componente del gruppo in stretta dipendenza reciproca, pena il cattivo esito del lavoro. In questo
modo ciascun componente del gruppo opererà in modo responsabile e nell’ottica del mutuo
scambio.
Un simile contesto di apprendimento si avvicina molto ai moderni contesti lavorativi. In
questo senso, il Cooperative Learning simula le esperienze di vita concreta, fornendo agli allievi
maggiori informazioni sul mondo esterno alla scuola.
Un altro aspetto importantissimo che coinvolge gli studenti in modo nuovo, è la valutazione
che generalmente è fonte di grande ansia e preoccupazione. Ebbene in questo modello, si cerca di
trasformare questo processo in strumento funzionale all’apprendimento, cioè gli studenti devono
considerare la valutazione, un procedimento per migliorarsi, attraverso un metodo di
autovalutazione.
Quindi, una volta esplicitato il lavoro e l’obiettivo finale, saranno gli stessi studenti che si
osserveranno tra loro, eventualmente intervenendo nel lavoro dei compagni nel caso in cui possano
aver notato un abbassamento del livello richiesto.

L’autovalutazione si inserisce quindi nel processo di crescita della maturità dello studente
che non solo migliora se stesso ma influisce positivamente anche nel lavoro dei compagni.

Come già accennato il Cooperative Learning è un metodo che si avvicina molto ai metodi di
apprendimento in campo lavorativo. Infatti in ambito scolastico l’apprendimento è ancora visto in
linea di massima, come un fatto privato, personale,in effetti, si studia da soli, ma in campo
lavorativo, questa accezione non è più valida, i gruppi di apprendimento sono considerati i più
validi. Allo stesso modo i gruppi di apprendimento cooperativi forniscono risultati più che positivi
all’interno delle relazioni interpersonali degli allievi, del loro rendimento ed anche relativamente
alle loro attitudini allo studio. Un altro aspetto importantissimo che è stato rilevato nell’attività di
studio, è che quanto studiato con il metodo del Cooperative Learning resta in memoria molto più a
lungo, e ciò è dovuto agli schemi applicati all’interno del gruppo. Questo dato è stato confermato
attraverso l’analisi di un’attività sperimentale svolta in una scuola secondaria di primo grado in
Italia, dove è stata paragonata l’attività di studio della storia (per lo stesso tempo e sugli stesi
argomenti) su quattro classi parallele, tre delle quali avevano adottato un modello diverso di
Cooperative Learning, e la quarta un modello di studio tradizionale. A distanza di tre mesi dalla
attività svolta, risultato che il ricordo più significativo degli argomenti affrontati, era ad opera delle
classi che avevano adottato uno dei modelli di Cooperative Learning. Questo potrebbe essere
dovuto al fatto che l’apprendimento cooperativo coinvolge un numero maggiore di attività
cognitive. Secondo autori come Sherman o Sharan, tale metodologia è molto simile agli schemi di
riferimento che promuovono la ricerca scientifica. La discussione, elemento principe nella
comprensione delle scienze, ricopre un ruolo prioritario anche nel Cooperative Learning. Così si
formulano domande, si identificano le variabili da esaminare e si costruiscono le ipotesi.

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