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Seneca
Created @December 13, 2022 10:31 PM
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QUINQUENNIUM NERONIS (fino 58 d.C.)
Quando Nerone salì al trono, Seneca divenne consigliere politico e “amicus” del
giovane imperatore;
Seneca giustificò l’omicidio di Britannico (fratellastro) e di Agrippina (madre) in
nome della ragione di Stato;
“De Clementia” (55-56 d.C.) → manifesto ideologico della monarchia illuminata
dedicato a Nerone.
RITIRO A VITA PRIVATA
Nel 62 d.C. Seneca si ritirò a vita privata e si dedicò ai suoi studi;
Nel 65 d.C. venne scoperta la congiura di Gaio Calpurnio Pisone contro l’imperatore
→ Seneca, accusato di aver partecipato, si suicidò.
Le opere
“I DIALOGI”
10 “Dialogi” in un libro (il “De ira” ne ha 3);
Concepiti e pubblicati autonomamente da Seneca;
L’autore parla sempre in prima persona, rivolgendosi al dedicatorio dell’opera
(a differenza di Cicerone che creava una discussione tra personaggi storici);
Riflessione continua → esempi tratti dalla vita vissuta
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“Consolationes” (dialoghi di consolazione) → consolare il destinatario
dall’assenza di una persona cara;
Varie scuole filosofiche → lo Stoicismo in particolare si concentra sul controllo del
dolore come passione;
Temi → fugacità del tempo, brevità della vita, imprevedibilità del futuro;
“De ira” (dialoghi di tipo speculativo) → sono tre e sono dedicati al fratello Novato;
Temi → caratteristiche e funeste conseguenze dell’ira
Stoicismo → l’ira è la distruttrice della ragione perché malattia dell’anima;
“De brevitate vitae” → dedicato al suocero Paolino;
Temi → brevità del tempo concesso all’uomo;
“De vita beata” → discussione di problematiche dottrinarie dello stoicismo;
Dialoghi dedicati all’amico Sereno
“De constantia sapientis” → valorizza la figura del saggio;
“De tranquillitate animi” (lo scrive quando si interroga sul ritiro a vita privata)
→ monologo di tono confidenziale sulla serenità dell’animo (profondamente di
carattere stoico poiché tratta il distacco dai beni materiali);
“De otio” → per Seneca la scelta dell’ “otium” non è più del tutto volontaria in
quanto questione di sopravvivenza. Inoltre tratta la figura del saggio stoico;
“De providentia” (dedicato a Lucilio) → tratta la razionalità immanente al cosmo
e la sventura sia con valenza etica sia con valenza pedagogica.
LE NATURALES QUAESTIONES (62-64 d.C.)
Opera dossografica;
8 libri indipendenti tra loro;
Dedicata a Lucilio;
Discussione scientifica ha un intento morale → etico-pedagogico di
miglioramento dell’uomo (filosofia stoica);
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Temi → liberazione dell’uomo dalle sue paure irragionevoli dovute all’ignoranza
e dal timore della morte.
LE EPISTULAE MORALES AD LUCILIUM
Lettere di argomento etico per l’amico Lucilio (a lui sono indirizzate anche
“Naturales quaestiones e “De providentia”;
124 lettere in 20 libri;
Scritto non solo per Lucilio, ma per un vasto pubblico dei posteri;
Tono colloquiale, intimo, discorsivo;
Coesistenza dimensione teoria con quella pratica → riflessione filosofica
sempre accompagnata dall’esperienza concreta;
Grande varietà;
Stile flessibile e vario;
Obiettivo delle lettere → il progresso morale
assalto delle passione e del male;
riflessione sul tempo e sulle sventure umane;
importanza dell’introspezione.
LE TRAGEDIE
Seneca scrisse 10 tragedie;
Si ispirò alla poesia di Virgilio e Ovidio e dal modello greco di Euripide e Sofocle;
Sono le uniche tragedie della letteratura latina pervenuteci nella loro interezza;
Non sappiamo con quale scopo siano state scritte ( se fini didattici o se
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perché costretto all’ “otium”) e la fruizione di questi testi ( se per
rappresentazione scenica o se per la lettura).
Caratteristiche:
rappresentazione di passioni sconvolgenti;
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gusto del macabro;
eroi spesso negativi.
“L’APOKOLOKYNTOSIS” (54 d.C.)
Sarcastica dissacrazione del defunto imperatore Claudio;
Significato titolo → “zuccone”;
Satira menippea:
prosimetro → alternanza prosa e poesia;
parodia letteraria a scopo comico;
Narra le vicende avventure dopo la morte dell’imperatore ( ascesa al Cielo,
catastrofica discesa negli Inferi e condanna dell’imperatore a giocare a dadi con un
liberto).
I TEMI
Seneca richiama lo Stoicismo;
L’autore ha un intento pedagogico ed esortativo con fini pratici → la filosofia
non è “in verbis”, ma “in rebus” cioè non consiste nella teoria, ma nella prassi.
Contrapposizione tra “otium” e “negotium”:
Stoicismo ha un atteggiamento ambivalente → richiede l’impegno del cittadino
nella vita pubblica per giovare gli altri, ma può ritirarsi per giovare il pubblico;
Seneca fa una costante riflessione sul problema dei rapporti tra filosofia e
potere;
“Otium” viene quindi nobilitato come modo di giovare all’umanità intera.
Scopo pratico di Seneca della filosofia → ottenere la sapienza;
Tema della morte:
1. ortodossia stoica → anima sopravvive dopo la morte fino alla distruzione
dell’universo;
2. spiritualismo platonico → forma di vita futura;
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3. Epicuro → nulla assoluto, fine delle sensazioni;
4. suicidio → atto supremo di rivendicazione della libertà per lo stoicismo;
Secondo Seneca bisogna esercitarsi a morire per essere capaci di non
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temere la morte
Tema del tempo (”De brevitate vitae” e prima parte dell’ “Epistulae”) → solo il
presente esiste;
Analisi e critica delle passioni → le passioni sono una vera malattia dell’anima.
Perciò devono essere controllate attraverso la costante cura di se stessi.
LINGUA E STILE
Stile → rielaborazione personale dei componimenti: retorica e filosofica;
Largo uso della prima e seconda persona singolare → aspetto soggettivo;
Varietà formale;
Struttura sintattica → andamento irregolare e asimmetrico (inconcinnitas)
coerenza logica affidata a contrapposizione o accostamenti di concetti e
immagini (quindi no nessi grammaticali);
Ricerca della “brevitas” → espressione sintetica del concetto attraverso le
“sententiae”
danno al lettore consigli e norme
Costanti richiami alla vita concreta;
Stile drammatico;
Figure retoriche di suono → allitterazione, assonanza…;
Usa la metafora → allude a immagini di vita quotidiana, esperienza militare e
ambito giuridico;
Tono colloquiale;
Lessico è ricco (nel lessico tecnico filosofico l’innovazione è molto circoscritta);
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Stile delle tragedie influenzato da → poesia periodo augusteo, tragedia latina
arcaica e retorica asiana.
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