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LEOPARDI

Leopardi, nato nel 1798 a Recanati, cresce in un ambiente aristocratico retrogrado e sviluppa una profonda solitudine. La sua formazione intellettuale lo porta a una conversione letteraria e filosofica, abbracciando il classicismo e sviluppando una poetica del vago e dell'infinito, in cui esplora il pessimismo storico e cosmico. La sua opera culmina in scritti come 'Operette morali' e 'Canti', riflettendo il suo pensiero critico sulla natura umana e la condizione esistenziale.

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  • storia romana,
  • Operette Morali,
  • infelicità,
  • Canti,
  • pessimismo cosmico,
  • fantasia,
  • immaginazione,
  • infinito,
  • Leopardi,
  • Saffo
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LEOPARDI

Leopardi, nato nel 1798 a Recanati, cresce in un ambiente aristocratico retrogrado e sviluppa una profonda solitudine. La sua formazione intellettuale lo porta a una conversione letteraria e filosofica, abbracciando il classicismo e sviluppando una poetica del vago e dell'infinito, in cui esplora il pessimismo storico e cosmico. La sua opera culmina in scritti come 'Operette morali' e 'Canti', riflettendo il suo pensiero critico sulla natura umana e la condizione esistenziale.

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  • immaginazione,
  • infinito,
  • Leopardi,
  • Saffo

LEOPARDI

Nasce nel 1798 a Recanati (Marche, stato ponti cio)


Dopo la rivoluzione francese e poi gli ideali di Napoleone (importante a livello politico)
Nasce in un ambiente retrogrado, mentre nel resto di Europa si diffondevano gli ideali di
Napoleone > libertà, uguaglianza, pensiero liberale (come il diritto napoleonico)
[liberalismo politico: passaggio tra assolutismo a modello quasi parlamentare, viene
ri utato il diritto divino del monarca, viene istituito un suffragio anche se non universale]

Leopardi sente subito il bisogno di allontanarsi da quella realtà arretrata. Vive in un


contesto familiare di aristocrazia paesana che ci tiene a mantenere le distanze con le altre
classi sociali causa della solitudine di Leopardi
La madre è una donna anaffettiva, molto formale e bigotta. Il padre Monaldo ha una
biblioteca vastissima, è un reazionario convinto contro le nuove idee di Napoleone. È un
uomo erudito, molte nozioni che però non ha usato per crearsi una propria visione del
mondo, manca di VIVACITÁ INTELLETTUALE, è un sapere accademico.

Leopardi viene istruito da un precettore, ma all’età di 10 anni aveva già imparato tutto
quello che poteva insegnargli. Per 7 anni si immerge in uno “studio matto e disperatissimo”
La sua conoscenza del latino/greco/ebraico gli permette di fare delle traduzioni letterali.
Lui ricorda quegli anni di studio intenso perché hanno compromesso la sua salute sica, in
quanto erano gli anni dello sviluppo, vista e colonna vertebrale sono state compromesse e
lo porteranno a morire giovane.

Nel 1816 capisce che è successo qualcosa in se, prima aveva studiato per sapere, poi
capisce che è passato dall’ERUDIZIONE al BELLO, ha iniziato ad apprezzare e capire
quello che leggeva e studiava, acquisisce le capacità critiche che gli consentono di
apprezzare e produrre bellezza CONVERSIONE LETTERARIA
[tutto questo lo troviamo nelle “Lettere” e nello “Zibaldone” (diario interiore)]

1817 (19 anni) conosce per via epistolare Pietro Giordani, intellettuale molto conosciuto in
Italia e esponente del classicismo. Ha il merito di aver capito subito il talento di leopardi,
coltiva la corrispondenza e lo incoraggia nella sua produzione letteraria.
1818 scrive per la polemica classicismo-romanticismo “il discorso di un italiano intorno alla
poesia romantica”
Si schiera dalla parte del classicismo ma con ragioni completamente diverse da quelle dei
classicisti, il suo pensiero si era già formato.
[aveva letto Foscolo e Al eri, e la loro importanza per la gloria. Tra i classici aveva letto
Plutarco che nelle “vite parallele” mette in evidenza i valori e la gloria dei personaggi della
storia > inizia a coltivare pensieri di gloria che lo portano a volersi confrontare con i grandi
intellettuali]

Nel 1819 tenta la fuga dopo la visita di Giordani, tentativo sventato, passa un momento di
depressione che coincide con la malattia agli occhi che gli impedisce di leggere.

1818-1822 prima composizione poetica > PICCOLI IDILLI e LE CANZONI CIVILI


[scritti in endecasillabi sciolti e versi sciolti, non seguono schemi metrici tradizionali]
1819-1822 > CONVERSIONE FILOSOFICA
La poetica (idea di poesia) leopardiana è strettamente connessa al suo pensiero loso co:
si allontana de nitivamente dal cattolicesimo e si avvicina al pensiero MATERIALISTA
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MECCANICISTICO (trovare un senso alla vita) > Foscolo: idea di processo e valori civili
che sopravvivono alla caducità dell’uomo. Leopardi parte da questo pensiero.
Il PENSIERO è materia, perché c’è un organo che lo produce e noi lo sappiamo, l’anima
non esiste. La vita è un ciclo continuo di trasformazione della materia.

Prima fase del pensiero PESSIMISMO STORICO (sensismo, la conoscenza proviene


dall’esperienza sensibile, e materialismo)
Ri essione sull’infelicità dell’uomo, l’esistenza umana ha iscritta nei suoi caratteri una
contraddizione: l’uomo desidera un piacere in nito e intenso ma non lo può raggiungere
mai.
Il desiderio di essere felice per sempre non è realizzabile, tutto quello che noi facciamo è
nalizzato ad ottenere la felicità. Da questa contraddizione nasce l’infelicità.

RUOLO DELLA NATURA (istinto naturale umano): ci fa del bene perché ci spinge al
sogno e all’immaginazione. [Rousseau e lo stato di natura che porta felicità]
La ragione disturba la felicità che è garantita dallo stato di natura. Per la comunità si tratta
dell’uomo primitivo che era più felice dell’uomo moderno. Nella vita privata l’uomo è più
felice durante la sua infanzia. Sono dotati di fantasia e la ragione non ha ancora preso il
sopravvento.
La fantasia è ciò che usa lo stato di natura per mantenere la felicità. [fantasia = dote
naturale che ci ha dato la natura, ci mette al riparo dalla verità che provoca infelicità >
natura benevola]
Con il progresso/civiltà e l’età adulta si capisce che non c’è nulla di reale e duraturo
➢ Pessimismo storico perché è la storia (progresso e crescita) che ci rende pessimisti
con l’avvento della ragione che ci costringe a fare i conti con la realtà

PESSIMISMO STORICO
Dato che la realtà è deludente, anche se si prova piacere è limitato nel tempo e
nell’intensità. Quindi compensa il piacere mancante con la realtà immaginaria (capacità di
illudersi, Leopardi ne è consapevole)
In età adulta la ragione smaschera le illusioni. Allo stesso modo i primitivi erano più felici
degli uomini moderni perché vivevano a contatto con la natura (la società fa progressi in
virtù della ragione)
I greci e i romani, essendo più vicini allo stato di natura, avevano una capacità maggiore di
immaginare  riescono a credere in certi valori e ideali. Hanno creduto nelle virtù di
coraggio e gloria.
L’uomo moderno non ha questa capacità di immaginare: l’inettitudine, la vita, la condizione
abietta dell’Italia del tempo vengono attribuiti a questa mancanza.

Leopardi elabora la sua poetica, strettamente connessa alla sua loso a > POETICA DEL
VAGO E DELL’INFINITO, scaturisce dalla TEORIA DELLA VISIONE e dalla TEORIA DEL
SUONO
(se penso all’antico i contorni di questo sono vaghi e inde niti)
Proiettare la mente all’antico signi ca proiettarla verso l’in nito, perché non c’è niente di
più vago, inde nito e indeterminato. Questo in nito è l’anelito irraggiungibile che porta
l’infelicità.
Pensare all’antico suggestiona, si prova piacere. La visione e il suono inde niti ci
suggeriscono l’idea di in nito (che non possiamo raggiungere) che scaturisce il piacere e
la bellezza in noi (è come pensare alla nostra infanzia)
L’idea di in nito ci viene suggerita da ciò che è vago e inde nito.
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TEORIA DELLA VISIONE E DEL SUONO > alcune impressioni visive/uditive che sono
vaghe o indeterminate e per questo belle e piacevoli

SALDATURA TRA POETICA E FILOSOFIA > con il bello si intende la categoria estetica
dell’arte: bellezza. Come si produce bellezza? Attraverso situazione vaghe e inde nite,
deve svolgere la funzione poetica

POETICA DELLA RIMEMBRANZA > ricordo del passato che ci suggerisce lo stesso
piacere delle cose vaghe e inde nite (es. infanzia), si parla anche di un ricordo doloroso.
Stessa cosa della teoria del vago e inde nito ma applicata al ricordo che porta l’uomo in
una dimensione vaga e inde nita. Ricordo=fonte di bello poetico

CANZONI CIVILMENTE IMPEGNATE  ricordano un po’ Parini e Foscolo (cifre del


classicismo)
Rispecchiano la tradizione di Petrarca: metrica e linguaggio antico
“all’Italia” “ad Angelo Mai” “al Bruto Minore” > rimpianto delle glorie passate, accentuato
dall’abiezione in cui versa l’Italia (Europa della Restaurazione)
Riprende il topos delle glorie passate (già trovato in Foscolo, Machiavelli, Petrarca,
Manzoni nell’Adelchi, Dante Purgatorio VI)
“ad Angelo Mai” > ritrova il De Republica (Somnium Scipionis). Leopardi partendo da
questa scoperta rimpiange il passato

“Bruto minore” (cesaricida)


[nel Giulio Cesare di Shakespeare si fa leva su Bruto perché si dice che era discendente
di quel Bruto che aveva dato libertà ai romani potando la repubblica]
Scontro Marco Antonio e Ottaviano vs Bruto e Cassio che avviene nel 42 a Filippi, suicidio
dei cesaricidi
Punto di vista di Leopardi > tradizione secolare che elogia Bruto e Cassio per i valori che
incarnano. La storia romana ci è stata tramandata da storiogra di classe senatoria,
posizione che gli aristocratici hanno provato a mantenere e che Cesare aveva eliminato
del tutto, questo pezzo di storia romana è stato letto dal punto di vista aristocratico.

TITANISMO: cifra del romanticismo (assumersi il rischio di morire sapendo che si


combatte contro una forza superiore)
Titanismo di Bruto: si suicida piuttosto che vedersi privato della sua libertà (Leopardi
simpatizza con questo eroismo)

L’ULTIMO CANTO DI SAFFO


Secondo la tradizione Saffo era una donna molto brutta, si era innamorata di Faone che
l’aveva ri utata. Lei si suicida (titanismo)
Saffo suicidandosi si oppone ad un fato, che Leopardi identi ca come una forza oscura
che opera contro l’uomo [periodo del pessimismo storico, la natura è ancora una forza
benevola, ma c’è una dannazione solo per alcuni uomini > Bruto (idee politiche) e Saffo
(deformità siche) incarnazioni di Leopardi

IL DISCORSO DI UN ITALIANO INTORNO ALLA POESIA ROMANTICA


Leopardi abbraccia le ragioni dei classicisti ma con motivazioni completamente diverse.
Lui sostiene che gli antichi sono stati capaci di creare poesia eccellente, la poesia più alta
di tutti i tempi perché gli antichi erano più vicini allo stato di natura e quindi dotati di più
immaginazione, la loro poesia è spontanea e immaginativa. La poesia dei moderni è di
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ragionamento e di pensiero ( loso ca) perché ormai si sono allontanati dallo stato di
natura, il progresso ha smascherato le loro illusioni [bello poetico corrisponde a vago e
inde nito] ma condanna i classicisti per il loro uso del linguaggio antico [stessi motivi dei
romantici]
Quando parla di poesia spontanea e immaginosa si sta riferendo alla poesia romantica
europea (perché il romanticismo italiano era diverso, era quasi un’appendice illuminista,
letteratura realistica e civilmente impegnata; romanticismo europeo: sentimenti e
irrazionalità > ansia di in nito
Elementi romantici (europei) in Leopardi
-bisogno di in nito che porta all’infelicità umana
-titanismo
-realtà immaginata contro la realtà vissuta (fughe dalla realtà nello spazio e nel tempo)
-rifugiarsi nella fantasia per non provare dolore
-lirismo puro [la lirica italiana non è pura: es Foscolo uso nei suoi sonetti il lirismo puro ma
non nei “Sepolcri” che ha la struttura di un poemetto loso co e quindi è poesia narrativa,
esprime le sue ri essioni loso che con qualche parte lirica]

istanze illuministe: materialismo e antispiritualismo

Raccolte di liriche leopardiane > CANTI (si rifà alla lirica greca e ai suoi canti)

PICCOLI IDILLI (1819-1822)


Richiamo alla cultura greca, idilli greci: piccoli paesaggi (poesia alessandrina)
I suoi idilli parlano di paesaggi ma nascondono sempre un pensiero, uno stato d’animo e
una situazione

Nel 1824 torna da Roma deluso più che mai e abbandona i versi, scrive un’opera in prosa,
cominciano anni di silenzio poetico
OPERETTE MORALI > dialoghi, discorsi, satire di contenuto loso co. Le chiama operette
per sottolineare la loro leggerezza.
Morali perché attraverso la satira cerca di impartire degli insegnamenti ai suoi coetanei su
certi errori e vizi che hanno.

DIALOGO DELLA NATURA E DI UN ISLANDESE > passaggio dal pessimismo storico al


pessimismo cosmico (maggio 1824)
Sceglie un islandese dopo aver letto Volter (illuminismo francese) dove descrive le
condizioni di vita disagevoli di quel paese.
L’islandese fugge dalla natura a causa dell’infelicità degli esseri viventi.
Motivo: si lamenta del consorzio umano della vita associata e del fatto che gli uomini si
combattono tra loro (homo hominis lupus > Hobbes) denota la loro stoltezza.
Atteggiamento che è scaturito dalla loro condizione di infelicità (cercare piaceri in niti ma
non poterli raggiungere > VANITÁ DELL VITA: piacere insoddisfatto)

Cambio pensiero, da pessimismo storico a cosmico


Nel pessimismo storico lo stato di natura è motivo di felicità, perché è fonte di
immaginazione (natura benevola in soccorso dell’uomo)

PESSIMISMO COSMICO > l’uomo è infelice per cause esterne, la sua infelicità è inscritta
nel DNA dell’universo. La natura non è più madre benevola, è la sola responsabile
(diventa matrigna)
Personi cazione della Natura: donna gigante dal volto bellissimo e spaventoso.
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La RAGIONE rivela la verità: prima era vista negativamente perché rovinava le illusioni
dell’uomo, ora lo fa inesorabilmente perché la vera e unica responsabile è la NATURA.
Cosmico perché non è circoscritto a nessuna specie ma riguarda tutti.

Critica > Leopardi arriva a sviluppare questo pensiero a causa della sua vita piena di
sofferenze: in realtà grazie alla sua sofferenza personale ha avuto modo di sviluppare un
punto di vista privilegiato ed è riuscito ad immedesimarsi nel dolore di tutti gli esseri viventi
[sentimento di COMPASSIONE (Sofocle, amato da Leopardi, nei suoi personaggi c’è
sempre un fattore di sofferenza)]
[anche quando si è felici, se si pensa al dolore di tutti gli altri non si riesce più ad essere
completamente felici, è un pensiero che compromette l’idea di felicità individuale]

ZIBALDONE 1826
(continuo del dialogo natura-islandese)

Leopardi riesce a lavorare con un editore di Milano e può permettersi di lasciare Recanati,
avendo uno stipendio sso, lì recensisce il Canzoniere di Petrarca.

Si confronta con gli intellettuali cattolici liberali a Firenze, ma non è d’accordo con loro,
perché lui non crede nel progresso.

In inverno di reca a Pisa per stare in un clima mite a causa della sua malattia. Nel 1828
scrive “A Silvia”, dopo anni del silenzio poetico.

Stagione pisano-recanatese (1828-1830) seconda composizione poetica


Componimenti più famosi: “Il sabato del villaggio”, “Il passero solitario”, “Le ricordanze”

Dopo il periodo a Pisa ha una ricaduta di salute ed è costretto a tornare a Recanati. Gi


intellettuali che aveva conosciuto a Firenze gli avevano proposto una sorta di colletta per
potergli permettere di vivere altrove, lui disperato accetta e non tornerà più li.
[molti dei suoi amici sono esuli napoletani, c’era stata una rivoluzione nel 1799 fallita che
non aveva cambiato nulla in fattori di politica, ma vengono esiliati gli intellettuali borghesi
che l’avevano condotta. Uno di questi è Ranieri che si occuperà di lui a Napoli a causa
della sua salute]

Soggiorno romano:
si innamora di una donna, Fannì Tozzetti che pare lo avesse illuso, lui distrutto dal dolore
per il ri uto scrive una terza composizione poetica.
GRANDI IDILLI, chiamati anche GRANDI CANTI > centralità di lirismo puro, canzoni libere
(ri uta un sistema di rime tradizionale, usa endecasillabi e settenari)
[non viene usata la denominazione grandi idilli perché lascia intendere un continuo con lo
stile descrittivo degli idilli giovanili, non soffermandosi sul carattere loso co-
argomentativo]

Linguaggio > resta l’aspetto idillico e la poesia del vago e dell’inde nito, accanto a questo
c’è un linguaggio più loso co e argomentativo con il quale esprime il suo pessimismo
cosmico (avviene una presa di coscienza)
[piccoli idilli: descrittivo e immaginativo]

Canto notturno do un pastore errante dell’Asia


Pastore: contrapposizione uomo primitivo e uomo moderno
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Paesaggio descritto
[in nito: frutto do un processo immaginativo]
La coscienza è vigile, i paesaggi sono contemplati dalla ragione, sono paesaggi meta sici
e astratti (non c’è vago e in nito, è una poesia loso ca)
Avviene un incontro tra poetica del vago (antichi) e poetica del vero (moderni)
Non sta immaginando ma sta pensando ad un assetto dell’universo.

Conclusione: prima ha come ragionato sulla possibilità di un pessimismo storico, per


concludere che non esiste.

Linguaggio più loso co, non c’è la parte idillica

Il sabato del villaggio


Viole e rose che oriscono in mesi diversi, per Leopardi corrisponde alla poetica del vago.
-uso di parole umili e sintassi lineare
-la parte ri essiva è solo suggerita, il linguaggio non è duro e sarcastico, perché si rivolge
affettuosamente ad un ragazzino > gli suggerisce di non avere fretta di crescere, lo dice
come per proteggerlo
-messaggio: delusione dei sogni della giovinezza, con l’arrivo della domenica = età adulta

Delusione amorosa di Fannì Tozzetti che lo fa sprofondare in una ri essione.


C’è un’illusione che riesce a colpire l’uomo anche in età adulta > AMORE
Questo non determina cambiamenti nel suo pensiero loso co però questo amore e la
delusione che provoca fa nascere una terza fase poetica (cambiamenti poetici)

Ultima stagione poetica > CICLO DI ASPASIA


La poesia diventa tutta di pensiero, ports all’estremo quello che aveva fatto con il “pastore
errante”. Poesia di argomentazione loso ca, fredda, rimuove la parte idillica, il momento
di ricordo e immaginativo.
Siamo ancora nel pessimismo cosmico, sceglie solo la componente loso ca e
ragionativa.

CICLO DI ASPASIA (1832-1835)


[pensiero dominante > AMORE]
Aspasia: etera amata da Pericle (etere erano le uniche donne che avevano accesso alla
cultura e alla politica durante il simposio)
Leopardi sceglie il nome di Aspasia per riferirsi a Fannì Tozzetti.
C’è una rinuncia de nitiva alle illusioni.

[la “Ginestra” > testamento poetico, scritta poco prima di morire, ultima composizione, stile
come nel ciclo di Aspasia, spostamento del pensiero perché ci da un’ancora di salvezza
restando sempre convinto del pessimo cosmico]

1837 muore a Napoli e viene sepolto vicino alla tomba di Virgilio


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