EVOLUZIONE DEL GESTO
GRAFICO NEL BAMBINO
DAI 3 AI 6 ANNI
MARIA CRISTINA FLORIO
SC MEDICINA RIABILITATIVA ASLBI
9 MARZO 2017
Partiamo dalla fine
Che cos’ è la scrittura
E’ un linguaggio che traduce i suoni in simboli grafici
E’ una prassia che per essere eseguita correttamente
richiede molte capacità.
E’ il complesso linguaggio in codice con cui la nostra mano
registra le nostre funzioni cerebrali
E’ un comportamento che subisce influenze simboliche-
relazionali consce o inconsce
Che cos’ è la scrittura
La scrittura è costituita da due componenti fondamentali:
1.La codifica fono-grafica
2.L’esecuzione grafo-motoria
Il linguaggio verbale è costituito da una sequenza di suoni e
la scrittura è la sua traduzione scritta, costituita da una
successione spaziale di simboli.
La scrittura quindi è una complessa prassia che
rappresenta l’esito di un processo cognitivo che permette
di mettere insieme movimenti volontari dotati di un
significato, atti motori apparentemente privi di senso e
sequenze definite di gesti con il fine di comunicare
La scrittura è quindi linguaggio e
movimento
Dinamica neurologica della scrittura
parola udita segno grafico
orecchio occhio
vie uditive periferiche e centrali vie visive periferiche e centrali
centro uditivo temporale centro visivo occipitale
(percezione uditiva del suono) (percezione visiva del segno)
Transcodifica del messaggio udito/visto in 2 aree corticali
Circonvoluzione temporale superiore e media (lobo temporale)
Circonvoluzione sopramarginale e angolare del lobulo parietale inferiore (lobo parietale)
Emisfero sinistro
Aree motorie supplementari del lobo parietale
(elaborazione del messaggio)
Corteccia motoria primaria
(circonvoluzione precentrale lobo frontale)
Corteccia premotoria
( armonia del gesto grafico)
Fascio piramidale
Fascio extrapiramidale
(cervelletto e nuclei della base)
Motoneuroni inferiori del midollo spinale
Muscoli arto superiore e mano
Sistema limbico Afferenze propriocettive (fascio
(affettività, comportamento cordonale posteriore e spino- talamico)
Emozionale) e visive: correggono errori di esecuzione
Grafia
Modello neuropsicologico della
scrittura
…e questo solo per la parola udita o
dettata
Scrittura spontanea Copia
Competenze espositive Oculomotricità
Recupero lessicale, sintattico, Visuopercezione delle forme
convenzioni del linguaggio grafemiche
scritto Riconoscimento visivo della
Trascrizione e revisione lettera
IMPARARE A LEGGERE VS IMPARARE A
SCRIVERE
Scrivere è più difficile che leggere.
La lettura si basa sul riconoscimento mentre la
scrittura sull’evocazione, per questo scrivere è più
difficile che leggere.
Per scrivere non basta riconoscere, ma bisogna evocare
i grafemi mentalmente (trasformando il fonema in
grafema) e poi tradurli in gesti grafici dove è essenziale
rispettare determinate regole di organizzazione spaziale
e precisione motoria
Gesto grafico
L’evoluzione delle capacità grafiche è il frutto di
competenze che si sviluppano dalla prima infanzia,
quando intorno ai 18 mesi il bambino inizia lo
scarabocchio
Questo implica la necessità di porre attenzione agli
stimoli più adatti perché si instaurino le strategie più
efficaci e i meccanismi più funzionali alla gestione del
gesto grafico
PERDONO
Considerazioni
Lasciare il bambino in balia dello spontaneismo
significa sottovalutare il fatto che, scrivere è un
sistema convenzionale e astratto, con regole ben
precise in termini di movimento, forma,
direzionalità e disposizione spaziale, che deve
essere appreso non è innato.
"Molti casi di disgrafia (ma anche di dislessia) sono non
di rado associati più a metodi di insegnamento non
adeguati che a disfunzioni organiche"
Trisciuzzi e Zappaterra, La Dislessia : una didattica speciale per le difficoltà nella lettura,
2005.
E’ vero che……
«…..le indicazioni ministeriali degli ultimi trent'anni, per la
scuola in generale e dell'infanzia in particolare, non appare
nessun riferimento affinché il bambino arrivi alla scuola
primaria con dei prerequisiti grafo-motori che gli siano
d'aiuto». Cristina Ciappelli, Università degli Studi di Firenze DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE E
PSICOLOGIA, Master di 1° Livello Didattica e Psicopedagogia per i Disturbi Specifici di Apprendimento, "Prevenire la disgrafia: sviluppo
della motricità fine nel curricolo verticale"
Manca « attualmente un orientamento formativo
pedagogico - didattico che possa guidare gli insegnanti
italiani, sia di scuola dell'infanzia che primaria, ad abilitare
in modo graduale e coerente i loro alunni in queste
competenze, specialmente se alcuni di loro presentano fin
dall'inizio particolari difficoltà, di fronte alle quali a volte
un insegnante può sentirsi impotente, malgrado tutta la
sua buona volontà» A. Venturelli, Scrivere l'abilità dimenticata, Mursia, Milano, 2011, pag.84
E quindi la metodologia di insegnamento si basa più su
esperienze locali e applicazione di differenti tipologie di
insegnamento che su linee e principi omogenei.
E’ anche vero che…….
E’ verissimo che ……
L'infanzia è una fase di grande plasticità biologica che
favorisce la progressiva acquisizione di competenze
psicomotorie, emozionali e cognitive, competenze che
sono anche influenzate dall'ambiente in cui il bambino
cresce.
In questa età il bambino esprime se stesso attraverso il
corpo, il movimento e l’azione concreta attraverso
il gioco
I prerequisiti della scrittura non sono altro
che le acquisizioni del normale sviluppo del
bambino
Generali : si riferiscono alla motricità globale e i cui
obiettivi sono la conoscenza e la percezione del
proprio corpo, la finalizzazione del movimento,
l’equilibrio, il controllo posturale, la lateralizzazione,
la coordinazione dei movimenti, la dissociazione
segmentaria, l’orientamento spazio temporale.
Specifici : la coordinazione dell’arto superiore, la
motricità fine della mano, la dissociazione
segmentaria della mano, la coordinazione oculo-
manuale, le abilità visuo-percettive.
A questo bisogna aggiungere l’impostazione della
postura seduta durante la scrittura e
dell’impugnatura della strumento grafico.
Da 3 a 4 anni
Capacità motorie:
si arrampica con agilità
sale e scende le scale alternando i piedi (un piede per
ogni scalino) con aiuto
corre con facilità
pedala sul triciclo
si sporge senza cadere
cammina sulla punta dei piedi dopo esemplificazione
coordinazione grezza
lateralità alternante
Da 3 a 4 anni
Capacità manuali/prassie/ coordinazione oculo-
manuale:
disegna linee verticali, orizzontali e curvilinee con
matite e pastelli
gira le pagine di un blocco una alla volta
costruisce torri con più di 6 blocchi
inserisce 3 forme negli spazi corretti
tiene la matita nella posizione corretta
Da 3 a 4 anni
Organizzazione percettiva:
percepisce il corpo nella sua globalità con le principali
posture ed andature.
comincia l’associazione dei colori fondamentali e delle
forme
disegna l’uomo girino
Organizzazione spazio/temporale:
sa copiare figure geometriche, senza rispettare angoli e lati,
ma riproducendo i rapporti topologici che li
contraddistinguono (vicinanza , separazione, inclusione di
una figura nell’altra).
esegue 2 azioni in successione
ha il concetto di prima-dopo
Da 3 a 4 anni
Cognizione e Linguaggio
riesce a fare funzionare giocattoli meccanici
gioca a ‘fare finta’ con bambole, animali, e persone
completa puzzle di tre quattro pezzi
comprende il concetto ‘due’
riesce a seguire dei comandi composti
riconosce e identifica tutti gli oggetti e immagini più comuni
comprende la maggior parte delle affermazioni
comprende la disposizione nello spazio (sopra, sotto, dentro)
usa frasi con 4-5 parole
possiede le regole grammaticali
riesce a dire il proprio nome, sesso e età
usa i pronomi (io, tu, noi, loro) e alcuni plurali
gli estranei capiscono la maggior parte di quello che dice
Cosa osservare nei bambini da 3 a 4
anni
Presenta impaccio sia grosso che fino motorio
evidente e ripetuto (nella corsa, nel fare le scale, nel
pedalare, cade spesso, inciampa, sbatte )
Il contatto oculo –manuale è difficoltoso
Ha difficoltà a fare semplici incastri
Ha difficoltà a fare una torre a 5 cubi a inserire 3
forme negli spazi corretti
Non abbozza lo schema corporeo ( uomo girino )
Non mette in successione 2 azioni
Da 4 a 5 anni
Capacità motorie:
salta su un piede e può rimanervi fermo più di cinque
secondi
sale e scende le scale senza aiuto
calcia la palla in avanti
tira la palla con forza
acchiappa quasi sempre le palle di rimbalzo
si sposta in avanti e indietro con facilità
combinazione di schemi motori di base: correre e
calciare la palla.
lateralità alternante
Da 4 a 5 anni
Capacità manuali/prassie/coordinazione oculo-
manuale:
riesce a copiare dei quadrati e a disegnare cerchi
disegna persone con 2-4 parti del corpo
usa le forbici: si è visto che bambini che impugnano male
le forbici con pollice e indice hanno poi più difficolta grafo-
motorie
infila grosse perle
piega un pezzo di carta in 3 modi diversi(vert.,orizz.,diag.)
segue un tracciato grafico dopo esemplificazione
rispettando la direzione
inizia a copiare qualche lettera maiuscola
Da 4 a 5 anni
Organizzazione percettiva:
su comando verbale tocca almeno 10 delle parti principali
del corpo.
associa colori anche derivati e comincia la denominazione
di colori e forme
disegna testa tronco braccia gambe e occhi
Organizzazione spazio-temporale:
differenzia le diverse figure geometriche sulla base delle
dimensioni relative dei lati e degli angoli.
comincia a conoscere e rispettare i rapporti euclidei
(distanza reale fra i vari punti di una figura) e persino
prospettici.
usa adeguatamente i termini “ adesso, prima, dopo”
Da 4 a 5 anni
Cognizione e Linguaggio
chiama correttamente i diversi colori
capisce il concetto ‘contare’ e conosce diversi numeri
inizia ad avere un certo senso del tempo
riesce a raccontare parte di una storia
capisce il concetto di ‘stesso’ e ‘differente’
intraprende giochi di fantasia
usa frasi di circa sei parole
gli estranei riescono a capire piuttosto bene cosa dice
Cosa osservare nei bambini da 4 a 5
anni
Il coordinamento grosso e fino-motorio è carente (ha
bisogno di aiuto a scendere le scale, non sta su un piede
per 5 sec, non prende la palla dopo il rimbalzo, non salta
su un piede, ha difficoltà a infilare le perle, a piegare, a
modellare una pallina, non riesce a camminare su una fila
di 5/6 mattoncini, non riesce a saltare a piedi uniti dentro
a un cerchio…)
Disegna schema corporeo incompleto per l’età e
frammentato ( parti separate )
Non rispetta semplici forme e spazi nella coloritura
Carenza di nessi topologici e spaziali ( sopra -sotto-
/dentro-fuori/ vicino-lontano/alto-basso)
Da 5 a 6 anni
Capacità motorie:
riesce a stare su di un piede anche per più di dieci secondi
salta, fa le capriole
sa andare in altalena
può essere capace a saltare la corda a piedi uniti a 20 cm da
terra
saltella su un piede e alternando i piedi
scende con disinvoltura le scale
combinazione fluida di tre o più schemi che possono essere
collegati (lancio in alto, ripresa, rilancio in alto), fino a
combinare due schemi motori in movimento (lancio-prendo
la palla mentre cammino)
lateralità alternante fino ai 6 anni
Da 5 a 6 anni
Capacità manuali/prassie/coordinazione oculo-
manuale:
copia triangoli e altre forme
disegna persone con il loro corpo
usa forchetta, cucchiaio e qualche
volta il coltello
fa un nodo semplice
usa le forbici seguendo una linea
spezzata fino a tagliare un quadrato
infila le perle, travasa perline con
un cucchiaino, sa avvitare e svitare, avvolge un nastro, fa
incastri piani con diversi orientamenti
usa lo scotch
Da 5 a 6 anni
riproduce modelli con cubi e bastoncini
riproduce modelli grafici copiando
si veste e si sveste (abbigliamento semplice, giacca)
sa pettinarsi abbastanza bene
si lava faccia e mani
Da 5 a 6 anni
Organizzazione percettiva:
denomina su di sé, su un altro o su un’immagine le principali
parti del corpo e molti particolari fini ( es. mento, guancia, fronte)
fino a aumentare il numero dei particolari fini che denomina.
comincia a conoscere destra e sinistra su di sé.
imita gesti e posture
disegna la figura umana completa, chiara la distinzione fra
maschio e femmina
denomina esattamente i colori e comincia ad utilizzarli
appropriatamente nel disegno
riconosce forme geometriche semplici e le rappresenta
graficamente.
Seriazione di 5/6 elementi.
Da 5 a 6 anni
Organizzazione spazio-temporale:
cammina e corre evitando gli ostacoli
sa collocarsi spazialmente rispetto ad un oggetto
sa collocare spazialmente gli oggetti fra loro
riconosce su illustrazioni rapporti spaziali
discrimina lunghezza, altezza, grandezza diversa fra 2-3 oggetti
memory di 6/8 pezzi
puzzle semplici
cammina e corre seguendo un ritmo spontaneo o richiesto
sa fermarsi ad un segnale
la nozione di spazio diventa più ampia.
descrive luoghi familiari
nozioni topologiche: c’è la rappresentazione grafica
conosce i giorni della settimana
conosce il significato di “ieri, oggi, domani”
Da 5 a 6 anni
Cognizione e Linguaggio
conta 10 o più oggetti
nomina correttamente almeno quattro colori
comprende meglio il concetto del tempo
conosce le cose che appartengono alla vita quotidiana
(soldi, cibo, elettrodomestici)
ricorda parti di una storia
usa il tempo futuro
racconta storie lunghe
dice il suo nome e l’indirizzo (3 informazioni)
Cosa osservare nei bambini da 5 a 6
anni
Non riesce a stare su di un piede per almeno dieci secondi
Non saltella su un piede e alternando i piedi
Ha difficoltà a scendere le scale
Persistono difficoltà nella corsa e nei salti
Ha difficoltà a combinare schemi di movimento
Disegna il corpo in modo incompleto
Ha difficoltà nelle autonomie personali
Ha difficoltà a riprodurre modelli reali o grafici
La coordinazione oculo-manuale è inadeguata alla
consegna: non colora nei margini, fatica ad impugnare a
pinza superiore gli strumenti grafici
Cosa osservare nei bambini da 5 a 6
anni
Maldestrezza nelle impugnature e nel coordinare i
movimenti fino-motori (es uso delle forbici, posate,…)
La dominanza laterale nell’uso della mano stenta ad
affermarsi
Ha difficoltà a denominare le parti del corpo a
riconoscere la destra e la sinistra su di sé, a imitare
gesti e posture
Ha difficoltà a orientarsi, collocare se o oggetti nello
spazio (es puzzle, memory,….)
Cosa osservare
Bisogna tenere presente che lo sviluppo motorio
può non essere omogeneo sia all’interno del
gruppo di bambini di pari età (alcuni bambini sono
più «motori», altri più «verbali», alcuni più
«spericolati», altri più «cauti»), sia all’interno delle
competenze di uno stesso bambino (non tutte le
capacità possono essere allo stesso livello nello
stesso tempo).
Evoluzione del grafismo:
lo scarabocchio motorio
Inizialmente (18 mesi) scarabocchio è una forma di
piacere motorio e visivo senza alcuna intenzionalità
rappresentativa, ma solo per il piacere di seguire
movimenti con la mano.
In questa fase è tutto il corpo che partecipa all’attività.
Prevale il movimento del braccio a livello
dell’articolazione della spalla, manca l’appoggio del
gomito sul foglio con andamento rotatorio della traccia
grafica che per questo esce fuori dal foglio.
Evoluzione del grafismo:
lo scarabocchio coordinato
L’evoluzione di questi segni grafici dipende da un
progressivo miglioramento delle capacità motorie
degli arti superiori e dallo svilupparsi della dominanza
laterale che si definirà attorno ai 5/6 anni.
A 3 anni e 7 mesi si ha il controllo del punto di partenza (
all’inizio è il centro del foglio) e a 3 anni e 8 mesi si ha il
controllo doppio di partenza e fine che consente la
costruzione di forme chiuse
Evoluzione del grafismo:
lo scarabocchio coordinato
Lo scarabocchio in questa fase è uno strumento per
elaborare e rappresentare le proprie esigenze e
proprio rapporto col mondo, come gioco
A 5 anni assume una finalità narrativa e
rappresentativa attraverso cui raccontare e
comunicare
E’ importante che il disegno sia soprattutto
disegno libero
TAPPE DI
SVILUPPO DELLA
FIGURA UMANA
Ma tutto
questo è un
il frutto di un
esperienza
motoria,
sensitiva,
percettiva e
non un puro
esercizio sul
foglio
Bambino emiplegico
Evoluzione dello spazio grafico
Nel porsi di fronte allo spazio grafico il bambino utilizza i
riferimenti spaziali che ha precedentemente acquisito nei
suoi rapporti con lo spazio reale
La prima forma di orientamento che emerge tra i 3 e i 4
anni è quella verticale da alto a basso (le figure stanno in
piedi) e per questo è consigliabile che le sue prime
esplorazioni dello spazio grafico siano effettuate su una
superficie verticale, in cui questi riferimenti acquisiti
precedentemente possono essere riportati senza
modificazioni.
Subentra in un secondo tempo l’orizzontalità (linea di
terra), in base al quale le figure sono collocate sullo stesso
piano generalmente parallelo al lato inferiore del foglio. Nel
passaggio dal piano verticale a quello orizzontale il bambino
scopre che l’ "alto" è la parte del foglio più lontana da lui
Evoluzione dello spazio grafico
Nascono così tra i 4 e i 5 anni la linea terra e la
linea cielo parallele al margine del foglio ed in
questo modo sono trasposte nello spazio grafico le
coordinate dello spazio psicomotorio del bambino nei
rapporti sopra-sotto, davanti- dietro destra- sinistra
In questo modo il foglio diventa uno spazio con
precise coordinate da rispettare
Meglio usare per il pregrafismo una linea singola
Lo sviluppo dell’uso del colore
Tra i 18 mesi e i 3 anni i colori non hanno una grande
rilevanza
Verso i 3 anni c’è una stesura incidentale (la matita
colorata è usata per tracciare lo schema e non per
colorare) o parziale (solo alcune aree sono coperte col
colore).
Solo verso i 6 anni la stesura diventa totale
Colorare richiede a livello motorio uno sforzo
prolungato dei muscoli del braccio e della mano e a
livello percettivo forte attenzione e concentrazione
per non uscire dai bordi e frenare così l’impulsività
del gesto.
Cosa osservare durante il
disegno
Impugnatura: il modo, ma anche la scioltezza o la
rigidità in cui lo strumento grafico viene tenuto
Spazio: a seconda dell’età come usa lo spazio foglio o
come colora
Tratto: sicuro, scorrevole, tremolante incerto
Pressione: adeguata agli strumenti che si stanno
usando
Forme: a seconda dell’età che forme utilizza
Principi generali per stimolare
apprendimento del gesto grafico
La gradualità e sistematicità devono scandire le
attività a ogni livello (grosso e fino motorio, percettivo,
grafico esecutivo):
Osservazione
Descrizione
Memorizzazione
Da facile a difficile
Da grande a piccolo
Da singolo a complesso
« si può conoscere di più su un bambino in
un’ora di gioco che in un anno di
conversazione» (Platone)
l'ambiente ha un ruolo importante poichè deve
permettere al bambino di imparare e deve permettere alle
insegnanti di osservare il bambino
ambiente inteso come spazio d'azione creato per
stimolare e sostenere la costruzione di conoscenze,
abilità, motivazioni, atteggiamenti
in tale spazio d'azione si verifica interazione e scambio tra
allievi, oggetti e insegnanti, sulla base di scopi e interessi
comuni, e gli allievi hanno modo di fare esperienze
significative sul piano cognitivo, affettivo/emotivo,
interpersonale/sociale, in piena serenità
Ambiente
Spesso però l’esposizione ad un ambiente stimolante al
di fuori della scuola, non è uguale per tutti i bambini,
sia per questioni culturali, sociali, abitudini familiari,
visioni differenti delle capacità dei bambini……
L’ambiente scolastico soprattutto nella scuola
dell’infanzia diventa un’opportunità per tutti i
bambini di sperimentarsi e quindi acquisire le
competenze che serviranno in futuro
Ambiente
Lo spazio deve essere funzionale agli apprendimenti
e riconoscibile:
per la motricità globale
per la manipolazione
per la pittura e il disegno
per l’utilizzo di materiali diversi
per il rilassamento
per la lettura e il racconto
ma anche ambiente esterno, non solo cortile, ma
giardini, quartiere, paese, mercato, prati…….
Strumenti grafici
Utilizzare prima materiali differenti come sabbia, farina,
fagioli…..
Colori a dita: con i più piccoli forniscono informazioni
tattili con cui sperimentare
Penne a sfera : di solito sono il primo oggetto che usano
i bambini (la punta non si rompe)
Pennarelli: tratto lineare e nitido, tendono a scivolare
sulla carta (ma sono più adatti al disegno che al
pregrafismo e comunque limitare l’uso di quelli grandi
all’attività di colorare, anche se comunque sarebbe meglio
l’uso delle matite).
Pennelli: richiedono una certa abilità motoria. Il loro uso
favorisce l’acquisizione di una particolare morbidezza
gestuale e aiuta ad allentare le tensioni neuromotorie (non
devono essere troppo grandi).
Strumenti grafici
Pastelli a cera e gessetti colorati: tratto piuttosto
ampio e poco preciso, morbidi e scorrevoli (adatti a
colorare i disegni per superfici ampie in cui sia
privilegiata la scioltezza del gesto più che la
precisione).
Matite: consentono di ottenere linee più nitide ed
esatte, richiedono maggiori abilità di motricità fine.
Sono utili per esercitare un gesto grafico preciso su
superfici medie o piccole e per colorare. Per il
pregrafismo usare matite HB/2b.
Impugnatura
Perché se il bambino nel primo anno di vita ha questo
sviluppo della prensione
e tra i 3 e i 4 anni è in grado di tenere la matita nella
posizione corretta ……
….poi si lascia che impugni la matita
così?
Impugnatura corretta
La matita va impugnata con tre dita in modo
dinamico: pollice, indice e medio a 2/3 cm dalla
punta
Impugnatura
Anche se ….non sempre si riscontra una relazione
diretta tra prensione e difficoltà di scrittura
E’ PREFERIBILE MODIFICARE LA PRENSIONE QUANDO E’
PRESENTE ECCESSIVA TENSIONE O RIGIDITA’ DELLA MANO
PER EVITARE CRAMPI, DOLORI E AFFATICABILITA’
QUANDO SCRIVE O DISEGNA O COLORA
… una volta acquisita una certa velocità di scrittura e
un po’ di automatismo è molto difficile modificarla ….
E’ molto meglio non dover correggere un’impugnatura
ma
IMPOSTARLA DA SUBITO NEL MODO CORRETTO !
Utilizzo di gommini correttivi (impugna facile)
Matite triangolari a mina morbida
Matita di durezza media
Impostazione dell’impugnatura
1) esecuzione di un gesto: “IL NUMERO TRE” con la
mano di scrittura.
Questo gesto permette di acquisire la posizione base di
partenza corretta:
- pollice, indice e medio completamente distesi
- anulare e mignolo flessi sul palmo della mano
(eventualmente utilizzare un bottone da tenere nel
palmo con anulare e mignolo)
Impostazione dell’impugnatura
2) Depositare la matita nella “VALLE INCANTATA”
valle tra pollice ed indice e facciamo scivolare la matita
in questa valle come se suonassimo il “VIOLINO”.
Questo esercizio di sfregamento è importantissimo per far
apprendere attraverso il senso propriocettivo la corretta,
posizione di scorrimento della matita nell’atto della
scrittura/disegno.
Impostazione dell’impugnatura
3) Chiudere le tre dita pollice, indice e medio come “LE
FAUCI DI UN LEONE” in modo armonico e dolce
ponendo la punta dei polpastrelli sulle tre facce della
matita e scivolare lentamente verso la punta della
matita fino ad arrivare a “DUE DITA DALLA PUNTA”.
Impostazione dell’impugnatura
4)Esercizio di coordinazione delle tre dita nella presa
della perlina: partendo dall'alto mimare con le tre dita
indice, pollice e medio la bocca del leone che ruggisce,
aprendo e chiudendo la bocca andando a prendere con
una chiusura finale “delicata e controllata” i piccoli da
spostare (ex. delle perline, far scorrere la matita su e giù
tra le dita, uso delle forbici…..).
Porre attenzione alla flessione di tutte e 3 le falangi! Se
le dita sono estese è la bocca di una “papera” e non un
“leone”!
La postura seduta
quando il bambino è seduto, la pianta dei piedi deve
appoggiare completamente a terra
entrambe le mani sono sul tavolo, una scrive e una tiene il
foglio
il foglio non deve essere troppo distante o troppo vicino,
non troppo grande (girare il foglio A4 in orizzontale) e se
necessario fissarlo con nastro adesivo
l’avambraccio e il polso devono essere appoggiati sul
banco
evitare che il bambino si «corichi» sul foglio mentre
lavora
piano d’appoggio all’altezza del gomito
Altre posture
PERDONO
Gli effetti negativi della prescolarizzazione
DI BRUNELLA GASPERINI, PSICOLOGA
pubblicato su D-Repubblica.it http://d.repubblica.it/lifestyle/2016/05/23/news/prescolarizzazione_pro_contro_psicologia_bambini-
3095940/
«Alfabetizzare i bimbi già alla scuola materna non fa
bene. Meglio lasciarli giocare finché possibile, perché i
benefici registrati nei piccoli allievi “prescolarizzati”
sono momentanei e nel tempo possono trasformarsi in
svantaggi. O addirittura in danni, disagi in ambito
sociale ed emotivo. Alcune ricerche lo confermano»
Gioco e apprendimento
alternativa o integrazione?
• il gioco è la principale fonte di apprendimento negli anni
che precedono la Scuola;
• Giocare è, innanzi tutto, un modo di apprendere all’interno di
una situazione “controllata”, in cui sono ridotti al minimo i
rischi di una violazione delle regole sociali
• Il gioco risulta essere un’esperienza coinvolgente e ricca di
stimoli, capace di catturare l’attenzione, attivare e motivare
anche i bambini con maggiori difficoltà, accompagnandoli
nell’acquisizione di conoscenze, strategie e competenze
• è principalmente a partire dal gioco che si possono
progettare e proporre ai bambini percorsi educativi, esterni
al gioco, significativi in termini di apprendimento e crescita a
tutto tondo.
Si sa che si impara meglio
• attraverso il corpo e il movimento;
• facendo esperienza delle cose;
• quando siamo mossi da una precisa
intenzionalità
….e il gioco è tutto
questo
IL CONTRIBUTO DELLE NEUROSCIENZE: IL DIBATTITO IN AMBITO EDUCATIVO. Bressanone 26/10/2012; Daniela Mario
Esiste uno stretto rapporto tra spazio,
movimento, salute e apprendimento
Ricerche ed esperienze di laboratori mettono in
evidenza che gli orizzonti sensoriali dei bambini si sono
drasticamente ridotti e la mancanza di esperienze attive
nello spazio aperto ha effetti negativi:
Disturbi dello sviluppo psicofisico
Diminuzione delle esperienze sociali
Aumento di sovrappeso/obesità
Mancanza di coordinazione
Deficit di concentrazione
Iperattività
Conseguenze
Aumento delle malattie correlate all’obesità
Aumento degli infortuni a scuola
Diminuzione di alcune competenze motorie come
forza delle braccia, capacità di saltare, stare in
equilibrio, correre
con conseguente ricaduta sul futuro
processo di apprendimento e sul
rendimento scolastico
Testi
GRAZIE
Bibliografia
1. Monica Pratelli.(1995). Disgrafia e recupero delle abilità
grafo-motorie. Ed.Erickson
2. Stefania Zoia, Laura Bravar, Michela Borean, Laura
Blason.(2004). Il corsivo dalla A alla Z - La teoria Un
metodo per insegnare i movimenti della scrittura.
Ed.Erickson
3. Laura Blason, Michela Borean, Laura Bravar, Stefania
Zoia. (2004). Il corsivo dalla A alla Z - La pratica Un
metodo per insegnare i movimenti della scrittura.
Ed.Erickson
4. Letizia Sabbatini.(2005). Disprassia in età evolutiva:
criteri di valutazione e intervento. Ed. Springer
Bibliografia
5. Chiara Sartori, Ottavio Segantin, Silvia Tavazzi,
Silvio Maffioletti. Postura, illuminazione delle aule e
abilità visive dei bambini a scuola . Edizioni Erickson –
Trento dislessia - vol. 6, n. 3, ottobre 2009 (pp. xx)
6. Scala sintetica per la valutazione della scrittura in
età evolutiva- BHK a cura di C. di Brina e G. Rossini
7. Consigli per una corretta evoluzione delle abilità
grafo-motorie a cura della S.C .Medicina Riabilitativa
e S.C. Area Materno Infantile Età Evolutiva-
Neuropsichiatria infantile - ASL BI
Bibliografia
8. Alessandra Venturelli. (2011) Scrivere: l'abilità
dimenticata. Una prospettiva pedagogica sulla
disgrafia. Ed. Mursia
9. Alessandra Venturelli. (2011) Dal gesto alla
scrittura. Ed. Mursia
10. Alessandra Venturelli. (2011) Lettere in fondo al
mare. Libretto operativo di avvio alla scrittura.
Ed. Mursia
Sitografia
www.ctimonzabrianza.it/...CTI/.../CTI_centro/2cti%20monza%20b
%20centro_ic%20c..
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