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Italo Svevo

Italo Svevo, autore di 'La coscienza di Zeno', esplora la società borghese e la figura dell'inetto, un uomo insoddisfatto e privo di volontà di cambiamento. L'opera, influenzata dalle teorie psicoanalitiche di Freud, utilizza tecniche narrative innovative come il monologo interiore e un narratore non onnisciente. Svevo, nato Ettore Schmitz, vive tra letteratura e vita borghese, pubblicando opere significative nel corso della sua vita, tra cui 'Una vita' e 'Senilità'.

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Italo Svevo, autore di 'La coscienza di Zeno', esplora la società borghese e la figura dell'inetto, un uomo insoddisfatto e privo di volontà di cambiamento. L'opera, influenzata dalle teorie psicoanalitiche di Freud, utilizza tecniche narrative innovative come il monologo interiore e un narratore non onnisciente. Svevo, nato Ettore Schmitz, vive tra letteratura e vita borghese, pubblicando opere significative nel corso della sua vita, tra cui 'Una vita' e 'Senilità'.

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ITALO SVEVO

“La coscienza di Zeno” è il romanzo più innovativo e famoso di Svevo. All’interno dei suoi romanzi possiamo
trovare:
❖ Fotografia della società borghese: i loro vizi e la nevrosi di tale società;
❖ Figura dell'inetto: l’uomo insoddisfatto di sé e di ciò che lo circonda. Nonostante questa insoddisfazione,
egli non ha la volontà di cambiare il suo attuale stato. Pertanto porta l’uomo a vivere nella fantasia e
nell’autoinganno.

Le opere più importanti di Italo Svevo sono “La coscienza di Zeno”, “Una vita”, “Senilità”. Tra la prima e la seconda opera vi
è uno stacco di tempo di 25 anni → rapporto di amore ed odio verso la scrittura che considera una condanna ma anche uno stimolo per vivere.

LA COSCIENZA DI ZENO
Importante la figura dello psicanalista, che intima e consiglia a Zeno di scrivere un diario dove incorporare le sue
memorie. Tuttavia questa figura manca di professionalità in quanto costui andrà a pubblicare tale diario come
vendetta per aver abbandonato la cura.

In tale opera ed in Senilità, Svevo fa diretto riferimento a Freud ed alle sue teorie del subconscio quali:
❖ interpretazione dei sogni;
❖ complesso di Edipo;
❖ fenomeno della rimozione;
❖ il meccanismo dell’atto mancato;
❖ i dolori di natura psicosomatica.

Il significato di “coscienza” non è realmente specificato, in quanto tutti i significati di questa parola possono essere presi in considerazione. →
coscienza morale, consapevolezza ect.

Il protagonista Zeno ha alcune somiglianze con Svevo, ma non è un romanzo autobiografico dunque sono due
persone completamente differenti. Piuttosto è da considerare un romanzo psicoanalitico.

Essa è un'opera aperta, che non segue un disegno organico. È costituita da otto capitoli, da una prefazione ed un
preambolo. All’interno della prefazione è il dottore che parla e spiega al lettore del perché egli voglia pubblicare
le memorie di Zeno, mentre nel preambolo è Zeno che spiega la difficoltà incontrata quando tentò di ripercorre i
suoi ricordi.

LE TECNICHE NARRATIVE
Le tecniche adottate da Italo Svevo sono:
❖ Monologo interiore, attraverso il quale Svevo racconta la psicologia complessa del personaggio;
❖ Narratore non onnisciente ma che sa tanto quanto il personaggio, e spesso i suoi romanzi sono scritti in
prima persona;
❖ Fa uso di un tempo misto, in quanto vi è la convivenza tra il passato ed il presente all’interno della
narrazione.

LO STILE
La lingua che Svevo utilizzava per scrivere era costituita da espressioni dialettali triestine accanto ad espressioni
in lingua tedesca. Espressioni Toscane letterarie e del parlato. Utilizza verbi complicati, e la sintassi risulta essere
spezzata e contorta. I dialoghi sono altrettanto duri e pesanti.
Fa spesso uso dell’ironia attraverso la quale smaschera le false apparenze e gli inganni della borghesia.

LA VITA
Nasce nel 1861 a Trieste e muore il 1928 in Veneto. Il vero nome del poeta non era Italo Svevo ma Ettore Schmitz, e
l’origine di questo pseudonimo era probabilmente dovuto al suo senso di non appartenenza. Italo si rifà alle sue
origini Italiane, mentre Svevo alle sue origini tedesche (questo dovuto anche al fatto che nasce quando Trieste era
ancora sotto il dominio austriaco).

Egli era di origine ebrea, ma la sua fede non era forte abbastanza poiché in seguito egli sposò una signora
cristiana.
E’ un intellettuale, non un professionista, diviso tra la passione per la letteratura e una normale vita borghese, che
lo portò a lavorare come industriale e uomo d’affari per la maggior parte della sua esistenza.

1880 → egli inizia a collaborare per un giornale trentino;


1892 → pubblica il suo primo romanzo “La Vita”;
1898 → pubblica Senilità;
1905 → incontra James Joyce, con cui avrà una bellissima amicizia e per lui sarà un supporto fondamentale;
1908 → viene a conoscenza delle teorie sulla psicanalisi di Freud;
1923 → pubblica “La Coscienza di Zeno”.

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