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ALFIERI

Il documento esplora la figura del libertino nel 700, evidenziando come il libertinismo si sia evoluto da un pensiero filosofico a una tendenza comportamentale che sostiene la libertà dei costumi sessuali. Viene poi presentata la biografia di Alfieri, un autore che, dopo un'infanzia di studi insoddisfacenti, trova la sua vocazione nella scrittura e sviluppa un'opera incentrata sul tema della libertà, contestando l'assolutismo e promuovendo l'indipendenza intellettuale. Alfieri si distingue per la sua visione romantica dell'illuminismo, in cui la libertà è legata a passioni e sentimenti, ma sempre sottoposta al giudizio della ragione.
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ALFIERI

Il documento esplora la figura del libertino nel 700, evidenziando come il libertinismo si sia evoluto da un pensiero filosofico a una tendenza comportamentale che sostiene la libertà dei costumi sessuali. Viene poi presentata la biografia di Alfieri, un autore che, dopo un'infanzia di studi insoddisfacenti, trova la sua vocazione nella scrittura e sviluppa un'opera incentrata sul tema della libertà, contestando l'assolutismo e promuovendo l'indipendenza intellettuale. Alfieri si distingue per la sua visione romantica dell'illuminismo, in cui la libertà è legata a passioni e sentimenti, ma sempre sottoposta al giudizio della ragione.
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LA FIGURA DEL LIBERTINO

Accostandosi al 700 si pensa subito alla figura del philosophes, ma non bisogna dimenticare che in quello
stesso periodo compare anche un’altra figura, quella del libertino.
Il libertinismo nasce come indirizzo di pensiero: si sviluppa in particolare nel 600 a partire dalla Francia ed è
caratterizzato da un orientamento filosofico laico e dalla contestazione del dogmatismo religioso.
Nel 700 il libertinismo diventa una tendenza del comportamento: il libertino da libero pensatore diventa
soprattutto il sostenitore della libertà dei costumi sessuali.
I libertini compiono scelte di vita spregiudicate ispirate al diritto dell’uomo a godere dei piaceri dei sensi
agendo contro le convenzioni sociali e il codice etico. Alla trasgressione delle norme morali viene attribuito
in un certo senso un valore conoscitivo.
L’individualismo sfrenato, il disinteresse per il bene comune e il disprezzo per l’altro come oggetto di piacere
fanno del libertino seicentesco l’antitesi del modello del philosophes illuminista.
ALFIERI
Biografia
Alfieri nasce ad Asti da una nobile e ricca famiglia. A 9 anni va a studiare all’accademia reale di Torino dove
non si appassiona agli studi ritenuti pedanteschi e malfatti. A 14 anni entra in possesso della ricchissima
eredità paterna e a partire dai 17 anni esce dal Piemonte per una serie di viaggi, prima in Italia poi in
Europa. Non è in grado, a causa degli studi malfatti, di trarre una sufficiente frutto culturale da quei viaggi
che gli allargano però le idee, torna quindi in Italia e si stabilisce a Torino dove conduce una vita oziosa, fra
mondanità e futili amori.
A un certo punto è colto da una disperazione tale che gli sembra di non poter giungere ai trent’anni senza
impazzire. Riuscirà a dare un significato alla propria esistenza diventando ciò a cui si sentiva chiamato, uno
scrittore.
Nel 1774 mentre assiste un’amante malata è ispirato a scrivere una tragedia su quell’amore lussurioso e la
fa rappresentare al teatro di Torino, l’opera ha successo e gli fa capire di essere nato per scrivere.
In pochi anni di attività frenetica compone 19 tragedie, trattati, rime, satire, commedie e la Vita, in cui
racconta le vicende della propria esistenza e della conversione letteraria. Trova finalmente anche un amore
Luisa una donna illuminista e libera, moglie dell’anziano Carlo Stuart, erede del trono di Inghilterra.
Nel 1778 Alfieri decide di lasciare il Piemonte e rinunciare alla posizione di nobile piemontese per non dover
sottostare ai vincoli feudali che imponevano di chiedere il permesso del sovrano quando viaggiava all’estero
e di sottoporre alla censura del governo i suoi scritti. Si trasferisce a Parigi, pochi anni dopo scoppia la
Rivoluzione francese che in un primo momento accoglie con entusiasmo ma in seguito ne condanna gli
sviluppi sempre più disordinati e le manifestazioni di violenza. Si allontana così da Parigi e nel 1792 torna a
Firenze dove vive chiuso in una sdegnosa solitudine. Negli ultimi anni Alfieri dà voce soprattutto a una vena
critica e satirica, compone quattro commedie politiche.

TEMA DELLA LIBERTÀ, ILLUMINISMO, IDEA POLITICA E LA PROSPETTIVA ROMANTICA


Filo conduttore dell’opera di Alfieri e il tema della libertà, che si articola in varie forme e ambiti, dalla sfera
politica al rapporto tra intellettuale e potere, alla libertà dell’individuo. Dal punto di vista politico lo scrittore
contesta radicalmente la società dell’ancien régime, basata sul volere assoluto del sovrano.
Uno stato per essere veramente libero deve fondarsi sul predominio incontrastato della legge a cui tutti,
compreso chi governa, devono sentirsi soggetti e vincolati, in caso contrario lo stato è tirannico, anche se il
sovrano dichiari di agire nell’interesse del popolo.
Alfieri rifiuta l’assolutismo illuminato in quanto azione politica slegata dal rispetto della legge.
La libertà di cui Alfieri esalta il valore è anche quella intellettuale, del pensiero critico.
Il primo dovere dell’uomo di cultura per Alfieri è mantenere la propria indipendenza, evitando di trarre
guadagno dalla propria attività di scrittura, lo scrittore dovrebbe esercitare una professione estranea al
mondo delle lettere e dalla sua opera letteraria non dovrebbe guadagnare nulla.
Alfieri rifiuta quindi la figura del letterato cortigiano. Per indurre a rifiutare la tirannia e per ispirare valori di
libertà, Alfieri si affida soprattutto alle tragedie che incentra per la maggior parte sul conflitto fra un tiranno
e un uomo libero, arreso ma vittorioso sul piano morale. Alfieri mostra però come gli ostacoli della libertà
possono essere anche interiori, infatti mette in scena protagonisti non liberi perché tiranneggiati dalle
proprie smisurate passioni.
Il tema della libertà interiore è centrale anche nella Vita in cui Alfieri descrive il proprio percorso esistenziale
come la lotta contro ogni forma di limite, di condizionamento e di costrizione alla scoperta della propria
personalità.
Alfieri sviluppa la sua idea di illuminismo in una prospettiva già romantica mostrando come alla libertà si
aspiri perché spinti da sentimenti, passioni, stati d’animo.
Alfieri rimane sempre un’esponente della cultura settecentesca in quanto, pur cogliendo l’importanza delle
passioni, le sottopone sempre al vaglio della ragione che giunge a illuminarle scendendo negli strati più
profondi della psiche.

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