Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
1K visualizzazioni5 pagine

(ITA) Se Questo e Un Uomo

Se questo è un uomo è un romanzo-testimonianza di Primo Levi che narra la sua esperienza di deportazione ad Auschwitz durante la Seconda Guerra Mondiale. L'opera è suddivisa in tre parti: la deportazione, la vita nel campo e la liberazione, evidenziando la disumanizzazione e la sofferenza degli internati. Il messaggio centrale è la necessità di ricordare gli orrori del passato affinché non si ripetano mai più.

Caricato da

rabiazinde06
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
1K visualizzazioni5 pagine

(ITA) Se Questo e Un Uomo

Se questo è un uomo è un romanzo-testimonianza di Primo Levi che narra la sua esperienza di deportazione ad Auschwitz durante la Seconda Guerra Mondiale. L'opera è suddivisa in tre parti: la deportazione, la vita nel campo e la liberazione, evidenziando la disumanizzazione e la sofferenza degli internati. Il messaggio centrale è la necessità di ricordare gli orrori del passato affinché non si ripetano mai più.

Caricato da

rabiazinde06
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

SE QUESTO È UN UOMO

AUTORE: Primo Levi


TITOLO: Se questo è un uomo
GENERE: romanzo-testimonianza
DATA DI COMPOSIZIONE: Dicembre 1945-Gennaio 1947
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1947
EDITORE: Einaudi
NARRATORE: Primo Levi
PUNTO DI VISTA: Interno
N. PAGINE: 153
PREZZO: € 10.50

Struttura dell’opera

L’OPERA SI ARTICOLA IN 17 CAPITOLI ED È SUDDIVISA IN TRE PARTI BEN DISTINTE:


LA DEPORTAZIONE - IL CAMPO DI AUSCHWITZ - LA LIBERAZIONE

Trama
PRIMA PARTE : LA DEPORTAZIONE ● Questa parte, costituita dal primo capitolo, sintetizza le notizie
riguardanti il protagonista antecedenti l’internato nel Lager: la cattura avvenuta il 13 dicembre del 1943, la
prima detenzione nel campo di Fossoli, in Emilia, e il trasferimento nel campo di concentramento ad
Auschwitz, in Polonia. Questa parte del romanzo si conclude con la descrizione dell’allucinante viaggio in
treno vissuto dallo scrittore insieme ad altre migliaia di prigionieri , stipati come animali su convogli-
bestiame, privi di acqua, cibo e vestiti per ripararsi dal freddo.

SECONDA PARTE: IL CAMPO DI AUSCHWITZ ●La seconda parte va dal secondo al sedicesimo
capitolo e copre l’intero periodo della sua permanenza nel Lager. Lo scrittore e gli altri sperimentano le
durissime leggi del Campo, dove, tra stenti e violenze di ogni genere, sono sottoposti a lavori durissimi. I
nazisti, infatti, organizzano la schiavitù e poi l’annientamento dei deportati secondo le ferree regole di
un’attività economica studiata per essere il più possibile redditizia: coloro che non hanno la forza di
sopravvivere vengono eliminati nelle camere a gas. Primo Levi riesce fortunatamente a resistere fino alla fine
della guerra, avvantaggiato da varie circostanze: dal fatto che, essendo chimico, il suo lavoro era richiesto
nella fabbrica di gomma adiacente al campo; dalla conoscenza della lingua tedesca; dal fisico robusto.

TERZA PARTE: LA LIBERAZIONE ● La terza parte è costituita dal capitolo diciassettesimo e narra gli
ultimi dieci giorni di internato. Lo scrittore, ricoverato nel Ka-Be, ovvero nell’ospedale da campo, insieme ad
alcuni amici, assiste alla disgregazione del campo fino all’arrivo degli alleati. All’inizio del’45, infatti, con la
sconfitta dei loro eserciti su tutti i fronti, i tedeschi abbandonano Auschwutz. Nell’infermeria rimangono
solo i malati. Levi è tra loro, perché malato di scarlattina. Lì viene trovato e liberato dai soldati russi il 27
gennaio 1945.
Tema e messaggio

Il tema dell’intero libro è la sopraffazione dell’uomo sull’uomo, la distruzione dell’uomo nel corpo e
nell’anima, la trasformazione di uomini in scheletri viventi che hanno perso la loro dignità e la coscienza di
se stessi. Il messaggio che traspare da ogni punto del romanzo è sempre lo stesso : gli orrori della
deportazione non devono essere dimenticati perché non devono ripetersi mai più

I personaggi
I personaggi sono numerosi ed essi, per la maggior parte, appaiono legati a un singolo episodio. Il
personaggio che ritorna più costantemente è Alberto che è il migliore amico di Levi. E’ un giovane
venticinquenne di origine italiana ed è l’uomo con cui lo scrittore trascorrerà una gran parte della vita nel
lager.

Protagonisti sono tutti gli ospiti del campo, suddivisi in due categorie: i sommersi, a cui appartiene la
maggior parte dei prigionieri, sono quegli uomini che ormai hanno perso la propria dignità e che si sono
lasciati annientare attenendosi alle regole del lager, i salvati invece, anche se pochissimi, sono quelli che
sono riusciti a mantenere una propria identità e a lottare per la libertà senza perdere la speranza.

I personaggi secondari sono tanti come Arthur, un piccolo e magro contadino francese che, alla fine del
romanzo, aiuterà con il connazionale Charles , Levi a sfamare le molte persone malate rimaste come loro nel
campo. Charles, un insegnante di trentadue anni di nazionalità francese, un uomo forte sia dal punto di vista
fisico che morale. E’ un uomo coraggioso e comprensivo.
PRIMO LEVI
Primo Levi nasce a Torino nel 1919 da una ricca famiglia ebrea di tradizioni
intellettuali. Nel 1941 si laurea in chimica nonostante l'ostacolo delle leggi razziali.
Dopo l'8 settembre 1943 Levi aderisce a una formazione partigiana di "Giustizia e
Liberta", ma viene arrestato dalla milizia repubblichina. Consegnato ai tedeschi
viene deportato ad Auschwitz nel gennaio 1944. Sopravvissuto al lager, viene
liberato nel gennaio del 1945 dall'Armata Rossa e, per quasi un anno, è al seguito
delle truppe sovietiche in un'odissea che lo conduce lungo un itinerario impazzito
per tutta l'Europa orientale. Soltanto nell'ottobre del 1945 riesce a tornare a casa.
Diventa famoso nel 1947 con il romanzo Se questo è un uomo, testimonianza
della prigionia subita nei campi di concentramento nazisti e della lotta per la
sopravvivenza, non solo fisica ma anche della propria dignità di uomo. Il romanzo
successivo, La tregua , che vince il premio Campiello, è la descrizione del ritorno
alla vita dopo l'atroce esperienza. Pubblica in seguito altri romanzi, saggi, raccolte
di poesie e numerosi racconti. Muore suicida nel 1987 ma sulla sua morte ci sono ancora degli interrogativi.

Commenti
Margherita e Raffaele
'' Se questo è un uomo'' è un libro che abbiamo letto davvero con piacere e che ci ha fatto riflettere su molte
cose. Stupendo, toccante, crediamo che se la gente lo leggesse e, soprattutto ricordasse quello che legge,
anche un libro può aiutare ad aprire gli occhi ed essere migliori. Già dalle prime pagine ci si può rendere
conto delle barbarie e degli orrori commessi dai nazisti. E' un libro coinvolgente che ci ha resi partecipi dello
stato emotivo delle persone che vivevano nel Lager e comprendere il dolore patito. Il messaggio è chiaro:
non dimenticare, perchè ciò non si ripeta mai più. Tuttavia oggi non abbiamo ancora recepito tale
messaggio: in nome del potere continuano le atrocità dell’uomo contro il proprio simile. Ecco perché
consigliamo a tutti di leggere il libro.

Giovanna e Christian
Nel libro viene descritto il periodo di prigionia vissuto da Levi, dove l’autore conosce la traumatizzante
esperienza del Lager ovvero un campo nel quale non esiste alternativa al dolore, dove l’obiettivo è
distruggere l’individuo nel corpo e nello spirito. Il libro ci è piaciuto molto, e non sempre è stato semplice
leggerlo, molto realista e inevitabilmente angosciante in alcune scene. Tuttavia ci ha fatto comprendere
quanta malvagità ci possa essere in un uomo, e quello di oggi forse non molto diverso da quello di ieri. Il
libro è sicuramente uno di quei capolavori che ti trasmette qualcosa sulla pelle, non tralasciando la grande
lezione spirituale che insegna che la libertà è la libera interpretazione della vita, in pensieri ed opere, e che
nessuno può toglierci la libertà di sperare che tutti un domani potremmo esserlo!

Elvira e Roberto
L'opera di Levi è una preziosa testimonianza delle barbarie naziste subite dal popolo ebreo. L'autore
racconta con nuda e cruda realtà la vita nei lager, usando a volte espressioni forti, che rievocano nella mente
del lettore l'immagine nitida di quel terribile "inferno". Sicuramente il testo ci dà grandi insegnamenti etici e
morali su una vita fatta di semplicità, dolore, sconforto e solitudine,davanti al rammarico di non poter più
ritornare "a casa" e riabbracciare i propri cari, ritornando ad essere un uomo dignitoso. Questo libro ha
suscitato in noi tante emozioni ma il momento in cui abbiamo incominciato a provarle è stato quando
abbiamo chiuso il libro. Infatti quando abbiamo terminato la lettura e siamo tornati alla realtà, abbiamo
capito una cosa importante, che se tutto questo fosse capitato a noi non saremmo sopravvissuti, non
avremmo avuto il coraggio di andare avanti e di sopportare quelle torture che al solo pensiero suscitano
tanto orrore. Il messaggio che ci vuole dare Levi si capisce subito: non dimenticare ma noi invece facciamo
l’opposto, infatti l’orrore si ripete, forse in modo diverso ma si ripete e noi quando sentiamo notizie di delitti
e torture, non facciamo altro che fregarcene e continuiamo a navigare nell’indifferenza pensando a noi stessi.

Ausilia e Raffaele
Il libro di Primo Levi ''Se questo è un uomo'' è un testo emotivamente forte, da comprendere. Esso narra il
periodo di prigionia compreso fra due inverni nord europei, durante i quali il narratore vede in prima
persona numerosi compagni morire a causa delle proibitive condizioni ambientali, del precario stato
igienico-sanitario del campo, del lavoro massacrante e di tutte le altre cattiverie che erano costretti a subire
nel lager. Il libro ci ha scosso molto perchè l'autore ha saputo narrare con distacco l'abbrutimento e la
decadenza della dignità che si impossessava del prigioniero, ancora prima che se ne rendesse conto. Esso
rappresenta la testimonianza delle atrocità di un sistema, quello nazista, costruito per distruggere l’uomo
nell’anima e nel corpo. La lettura del romanzo ci ha spinti a riflettere e a chiederci come l’uomo abbia potuto
e continui ancora oggi a commettere azioni crudeli.

Carmela e Antonio
Nella sua opera Primo Levi racconta l’esperienza del Lager, organizzato e finalizzato all’annientamento della
dignità umana. Un folle progetto di distruzione, in cui l’uomo non riesce più a provare pietà, non conosce
più l’amicizia, la ribellione, la speranza ma si cura soltanto di non morire e di salvaguardare un mucchietto
di ossa ed un corpo lacerato dalla fame, dal dolore e dalla più alta forma di violenza. Uomini che infieriscono
su altri uomini: tanta malvagità da rendere i propri simili come bestie da macello, come oggetti da
manipolare . questa è la distruzione non soltanto dell’uomo come essere fisico ma dei suoi valori, della sua
essenza.

Annamaria e Sergio

Il libro riesce a esprimere alla perfezione le emozioni e le esperienze drammatiche che l'autore ha vissuto.
Riesce a comunicarci l'importanza di non dimenticare, per non commettere gli stessi orrori, perché mai più
qualcuno debba soffrire così atrocemente, perchè mai più sia calpestata la dignità di un uomo.

Lyubov e Yevgen

Con questo libro Primo Levi ci ha voluto far conoscere la sua atroce esperienza che lo ha portato al suicidio,
testimoniando un crimine che non deve più accadere. Nel libro ci parla della privazione della cosa più
importante per un uomo: la libertà .E’ un libro che ci invita a non dimenticare e a riflettere sulle atrocità di
cui è capace l’uomo .

Laura
Primo Levi racconta in questo libro, con estrema durezza, la triste esperienza vissuta nei campi di
concentramento. Catturato dalla milizia fascista, in quanto ebreo, fu consegnato ai nazisti che lo deportarono
ad Auschwitz. E’ un racconto che offre uno spaccato di storia, facendo luce su quello che avveniva nei Lager.
Nel libro viene descritto l’orrore e la miseria che un uomo può fare verso un suo simile. Levi ci invita a
riflettere, anzi a “meditare” affinché non venga dimenticato quello che è stato.
Giuseppe
Il libro è la terribile testimonianza delle atrocità di un sistema, quello nazista, costruito per annientare
l’uomo nell’anima e nel corpo, costringendolo a vivere in condizioni subumane, privandolo di ogni legame
affettivo, di ogni ragione di vita, di ogni speranza. In tale situazione scheletri viventi, che, strisciandosi come
fantasmi, popolavano i lager, hanno perso la loro dignità e la coscienza di se stessi attraverso un crudele e
sistematico piano. Queste pagine, che gridano la tragedia di un popolo, rappresentano un’enorme vergogna
dell’umanità. Sicuramente è un testo da riporre,una volta letto, nella libreria di casa con l'obbligo di
sfogliarlo quasi tutti i giorni.

Raffaela
La lettura del libro “Se questo è un uomo” mi fa riflettere su quello che abbiamo, e su quanto anche le più
piccole cose siano importanti, perché ognuno ha diritto a vivere la propria vita, nel rispetto degli altri.

Carmela
Il libro di primo levi mi è piaciuto molto e mi ha molto emozionata. Sono una persona molto credente e per
questo l’ho letto con molto coinvolgimento. Mi ha molto colpita la capacità dello scrittore nel raccontare con
una tale chiarezza questa esperienza che forse molti avrebbero preferito rimuovere una volta sopravvissuti.

Claudia
Il libro di primo levi, “Se questo è un uomo” è sicuramente uno dei miei libri preferiti. L’ho letto più volte e
mi ha sempre emozionata. Credo che sia la più forte testimonianza esistente dello sterminio ebraico. Levi
oltre a raccontare quello che ha vissuto nel campo di concentramento di Auschwitz cerca di capire le cause
che hanno portato degli esseri umani ad annullare fisicamente e spiritualmente dei loro simili.

Potrebbero piacerti anche