Dispensa Project Management
Dispensa Project Management
Project Management
Dispensa completa
• Pianificazione ed organizzazione
[Link]
Il Project Management
In questo corso illustreremo la disciplina del Project Management.
Entreremo nel vivo del corso con L’analisi del mandato ed andremo a declinare tutte le
componenti fondamentali di questo sistema di gestione.
Spiegheremo nel dettaglio cosa sono, e l’importanza degli stakeholder; daremo dei cenni sulla
negoziazione.
Sottolineeremo la valenza del tempo nel Project Management, e ancora come il monitoraggio la
gestione del rischio e la qualità dei processi siano fondamentali per la riuscita di un progetto.
b. Più genericam., idea, proposito più o meno definito, riguardo a qualcosa che si ha intenzione di
fare o d’intraprendere: il p. di un viaggio all’estero; fare progetti di matrimonio; il p. è andato a
monte, è fallito, è naufragato; che progetti hai per quest’estate?; hai qualche p. per stasera?; fare
progetti; comunicare a qualcuno i proprî p.; mettere qualcuno a parte di un p.; lasciar mutare un
p.; realizzare, abbandonare un p.; contrariare, ostacolare i p. altrui; avere in progetto (di fare)
qualcosa, averne l’intenzione.
Progetto [pro-gèt-to] n.m. 1. tutto ciò che ci si propone di compiere; ideazione di un lavoro, di
un’attività; anche, proposito vago, fantastico, difficilmente realizzabile: un progetto di viaggio; è in
progetto la riorganizzazione dello staff di sede; ha sempre la mente piena di progetti
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2. il complesso degli studi, dei calcoli e dei disegni che determinano la forma e le caratteristiche di
una macchina, di un edificio o di un’altra struttura: fare il progetto di un ponte; progetto di
massima, esecutivo
• Complessità
• Organizzazione
• Obiettivi
• Schedulazioni
• Budget
Complessità, quindi un’azione che richiede un impegno notevole pensiamo ai progetti militari o
edili.
Relazione tra più elementi prelude alla sinergia, alla flessibilità alla coordinazione tra persone e
compiti diversi.
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Da ultimo, Archibald, parla di schedulazioni…per raggiungere qualsiasi obiettivo mi devo dare dei
tempi ed una stima dei costi che voglio sostenere:
il Budget, appunto.
La terminologia è recente, risale alla fine degli anni 50, quando nascevano le prime grandi aziende,
il primi grandi progetti che coinvolgevano molte risorse e tante e diverse attività produttive che
dovevano essere tra loro sinergiche.
Non esiste una datazione corretta, ma sicuramente possiamo affermare che il Faraone Chefren
quando costruì la Sfinge aveva, con strumenti rudimentali, una chiara idea di cosa fosse il Project
Management e possiamo anche affermare che il faraone in persona è stato il primo Project
Manager!
Quando si pensa alla costruzione egizia ci vengono in mente le immagini degli schiavi che, come in
una cordata, procedono sincroni nell’attività di costruzione delle maestose piramidi.
Nei primi del 900 Taylor, ingegnere industriale statunitense, iniziò i suoi studi sulla ricerca dei
metodi per il miglioramento dell’efficienza nella produzione. Fino ad allora il miglior metodo
produttivo era pensare di far lavorare le risorse di più e più duramente.
Fornire istruzioni dettagliate e una supervisione del rendimento dello specifico compito del
lavoratore;
Dividere il lavoro quasi equamente tra dirigenti e lavoratori, cosicché i dirigenti applichino i
principi dell'organizzazione scientifica nella pianificazione del lavoro e i lavoratori svolgano
di fatto il compito.
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Taylor collaborò con il Henry Laurence Gantt, il papà delle Gantt charts.
Ancora oggi sono strumento insostituibile nella gestione dei progetti per schedulare le attività e
tenere monitorati i tempi.
Le organizzazioni per poter gestire con successo i progetti hanno bisogno di un sistema di gestione
che ne definisca le regole e gli strumenti.
Ci sono delle Associazioni accreditate per la gestione del Project Management, le illustriamo di
seguito.
1. IPMA – International Project Management Association nata in Svizzera nel 1965 la prima
associazione ad essere stata creata
3. Prince 2 è sviluppato dal governo britannico per la gestione dei progetti di information
technology ed ora diffuso in tutti i paesi.
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A livello Nazionale l’istituto Italiano di Project Management si occupa di diffondere il Project
Management in vari settori produttivi e favorisce lo sviluppo delle certificazioni internazionali di
Project Management.
Il Project Manager
Con il fiorire di queste organizzazioni e con la richiesta crescente di gestione dei progetti è nata
una nuova figura professionale quella del Project Manager.
In Italia non esiste un percorso di carriera come Project manager soltanto una qualifica e si ha la
tendenza a nominare come Project Manager il titolare del progetto. Questo è un errore
fondamentale perché la formazione sul Project management è alla base della riuscita del progetto.
A livello internazionale è obbligatorio assegnare i progetti solo a chi ha titolo e competenze per
svolgere questa importante professione
A livello nazionale con il [Link] 231/01 vengono offerti dei criteri generali per l’attuazione del
sistema di organizzazione, gestione e controllo che siano validi per qualsiasi realtà aziendale,
introducendo la responsabilità in sede penale della società che va ad aggiungersi a quella della
persona fisica.
Il Project manager deve avere sempre come linea guida il Business Case.
Deve verificare che venga prodotto esattamente quanto richiesto in termini di prodotti o di
output, che l’attività proceda nei tempi stabiliti e che non ci siano dei costi aggiuntivi.
E ancora una volta che quanto si sta facendo sia aderente agli accordi presi in fase di accettazione
del mandato.
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L’Analisi del Mandato
Partiamo da una fondamentale domanda:
Un approccio che sembra banale ma se non ci sono i requisiti corretti non si può dare seguito al
progetto.
Ricordate la torre di Babele? Si voleva arrivare «in cielo» ma si parlavano lingue diverse, non ci si
comprendeva…non è mai stata portata a termine!
Qual è l’innesco che mi costringe a voler fare un progetto alcuni motivi sono illustrati di seguito:
quando si fa strategia
In politica
per necessità
In economia
Giustificare il progetto:
• produrre una descrizione dettagliata dei motivi per cui si intraprende il progetto.
• produrre una descrizione scritta dei benefici attesi, più una proiezione sull’intero
progetto sul valore che produce il progetto stesso.
I benefici devono essere misurabili sia all’inizio del progetto che alla fine dello stesso.
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Le fasi di un Progetto
1. Processo di avvio
2. Processo di pianificazione
3. Processo di esecuzione
5. Processo di chiusura
I progetti devono essere necessariamente tarati all’interno della propria struttura, del proprio
business e del prodotto.
Nello standard del PROJECT MANAGEMENT INSTITUTE sono stati proposti molteplici processi
suddivisi per aree di conoscenza (Integrazione, Ambito, Tempo, Costi, Qualità, Rischi, Risorse
Umane, Gestione degli acquisti).
Si crea così una «road map» che aiuta le organizzazioni a gestire al meglio i progetti.
Processo di avvio:
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La fase di avvio di un progetto è la fase più importante. Abbiamo sottolineato più volte che se il
progetto genera valore si porta avanti altrimenti si può decidere non partire ed interrompere il
progetto altrimenti si rischia l’insuccesso.
Una volta deciso di autorizzare il progetto la fase più importante è nell’analisi critica dei requisiti
del progetto.
Si devono dunque definire gli obiettivi che devono essere SMART (specifici, misurabili, raggiungibili
(achievable), rilevanti, definiti nel tempo)
In questa fase è importantissima la nomina del Project Manager che è, come già descritto, una
figura fondamentale, nella gestione di un progetto.
Processo di pianificazione:
• Raccolta di dati
• Stesura del flusso di attività che costituiscono il processo e gli output delle stesse
• Costi dell’operazione
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Il processo di pianificazione è determinante, è la metà del lavoro che andremo a svolgere.
Come abbiamo ribadito il project management si base sull’esperienza e la prima fase del progetto
è caratterizzata dalla raccolta di dati, di informazioni importanti utili alla realizzazione del
progetto.
Con i dati posso creare un piano di progetto ovvero la rotta da seguire nella realizzazione degli
obiettivi che mi permettono anche di tenere monitorati i tempi di gestione del progetto.
Durante la pianificazione stabilisco anche le date intermedie di controllo dei requisiti del progetto
rispetto a quanto definito dal Cliente in fase iniziale.
Sempre durante la pianificazione viene stabilito come agire, qualità attività svolgere e quali sono i
risultati che mi aspetto da ogni azione agita.
Definisco un piano di comunicazione ed i rischi che posso incontrare durante l’attività di cui tenere
conto.
La gestione del rischio durante questo corso merita una sezione dedicata che affronteremo
successivamente.
Nella fase di pianificazione sarà necessario individuare fornitori e risorse da impiegare nel progetto
e dovrà essere definito un piano di come gestirli.
Processo di esecuzione:
Durante la fase di esecuzione del progetto, come suggerisce la parola stessa, si eseguono
materialmente le azioni che sono state pianificate nella fase precedente.
In questa fase per ovvia motivi c’è il maggior impiego di risorse economiche
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Processo di monitoraggio e controllo:
• Misurazione sistematica delle prestazioni del progetto per identificare gli spostamenti di
piano
Anche sul monitoraggio ci torneremo in modo più ampio durante il corso in virtù della valenza che
hanno le misurazioni delle prestazioni durante il progetto.
Cambiamenti che possono esserci anche su richiesta degli sponsor o per allineare il piano con il
«business case»
In questa fase si verificano ed accettano quelli che in gergo si chiamano i «deliverables» cioè il
consegnato del progetto, quello che risulta dalle attività svolte
Processo di chiusura:
• Raccolta delle «lesson learned» (cose positive e negative che sono accadute)
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Un’altra fase fondamentale che spesso viene sottovalutata è la fase di chiusura del progetto.
Anche questa è una fase a rischio se non viene processata correttamente. Come abbiamo già detto
in precedenza il project management vive sull’esperienza e questa è la fase determinante per
raccogliere l’esperienza.
In questa fase si raccolgono i dati emersi dalla fase di esecuzione e monitoraggio si catalogano per
creare una «best practice» e si creano le «lesson learned» ovvero quello che abbiamo imparato di
positivo e di negativo e di cui possiamo fruirne in futuro.
Stakeholder
Definizione di stakeholder:
…un quadro concettuale di etica degli affari e della gestione organizzativa che affronta i valori
morali ed etici nella gestione di un'impresa o altra organizzazione…
Il primo che parlò di stakeholder fu Edward Freeman, li definì come i soggetti senza il cui supporto
l'impresa non è in grado di sopravvivere.
Secondo questa teoria, il processo produttivo di un'azienda generica deve soddisfare delle soglie
critiche di costo, servizio e qualità che sono diverse e specifiche per ogni portatore di interesse. Al
di sotto di una prestazione minima, il cliente cambia fornitore, manager e dipendenti si dimettono,
e i processi materialmente non possono continuare.
Stakeholder in ambito Project Management, ‘fa riferimento a tutti gli individui o le organizzazioni
che sono coinvolti ed hanno interessi nel progetto, o il cui interesse può essere positivamente o
negativamente influenzato dal risultato dell’esecuzione di un progetto o dal suo andamento.
• appartenente alle cosiddette terze parti (altre organizzazioni eventualmente coinvolte tra il
cliente e fornitore),
Poiché all’interno di un progetto gli interlocutori sono molteplici e di diversa natura il compito del
project manager è quello di:
• Individuare
• Classificare
• Gestire
Ogni progetto coinvolge una molteplicità di individui ed organizzazioni. Saper individuare e gestire
al meglio i cosiddetti portatori di interessi di un progetto è fondamentale per il successo di un
progetto.
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Classificazione degli stakeholder
Scoprire tale rilevanza è compito del project manager per rendere efficiente ed efficace la riuscita
del progetto.
[Link]
STAKEHOLDER CHIAVE (alto interesse/alto potere)
Sono le figure con un ruolo focale nella vita del progetto, perché interessati in prima persona ai
risultati del progetto e con un forte potere di intervento nelle decisioni sul progetto stesso.
L’ importanza di coinvolgere gli stakeholder in un progetto permette una gestione più fluida del
progetto.
Di frequente è difficoltoso gestire gli Stakeholder poiché ognuno ha interessi diversi all’interno di
un progetto e spesso sono in conflitto tra loro.
In generale, le differenze fra due o più parti interessate dovrebbero essere risolti in
favore del Cliente.
Tuttavia, le esigenze e le aspettative di altre parti interessate non deve essere ignorata.
Individuare le risoluzioni a tali anomalie possono essere una delle principali sfide nella gestione del
progetto
ESERCITAZIONE
• Una scuola
Suddividere gli stakeholder a seconda degli interessi che hanno nel progetto
Approfondimento
Questa teoria, che individua verso chi in concreto le imprese devono essere responsabili, è il punto
di partenza per la riflessione sui meccanismi attraverso cui l’impresa ottiene e perde la sua
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legittimazione sociale.
Anche se altri studiosi di management (tra cui ad esempio Ansoff e Stewart) si erano già occupati
di approfondire tale concetto la prima teoria organica è tuttavia attribuibile a Freeman, secondo
cui “gli stakeholder primari, ovvero gli stakeholder in senso stretto, sono tutti quegli individui e
gruppi ben identificabili da cui l'impresa dipende per la sua sopravvivenza: azionisti, dipendenti,
clienti, fornitori e agenzie governative chiave. In senso più ampio, tuttavia, stakeholder è ogni
individuo ben identificabile che può influenzare o essere influenzato dall'attività dell'organizzazione
in termini di prodotti, politiche e processi lavorativi. In questo più ampio significato, gruppi di
interesse pubblico, movimenti di protesta, comunità locali, enti di governo, associazioni
imprenditoriali, concorrenti, sindacati e la stampa, sono tutti da considerare stakeholder”.
Gruppi e individui, dunque non rappresentano solamente dei “vincoli” a un operare di impresa
come si era pensato per tanto tempo, ma, qui sta la novità, partecipano al processo di formazione
degli obiettivi della stessa.
In una formulazione più recente, Clarkson (1995) estende il concetto di stakeholder anche ai
portatori di interessi potenziali come, ad esempio, le generazioni future: “gli stakeholder sono
persone o gruppi che hanno pretese, titoli di proprietà, diritti, o interessi, relativi a un'impresa e
alle sue attività, passate, presenti e future”.
Si osservi come da una visione degli stakeholder come soggetti “passivi”, che subiscono le
conseguenze dell’attività aziendale, ci si sposti progressivamente verso una concezione degli
stakeholder come soggetti “attivi”, che si relazionano con l’azienda e partecipano insieme a essa
al processo di creazione di valore trasformandosi da semplici spettatori in attori di quel processo.
Insomma, l'idea a fondamento della stakeholder theory è che tutti i soggetti coinvolti investono, in
termini di risorse, competenze professionali, conoscenze, infrastrutture, nell'impresa,
analogamente a quanto fanno gli shareholder, e hanno pertanto la pretesa e il diritto di ottenere
un'equa remunerazione del loro investimento da parte dell'impresa stessa.
[Link]
La visione dell’impresa nella stakeholder theory
L’azienda diventa consapevole che il modo in cui la sua identità viene percepita, sia all’interno che
all’esterno, è indispensabile per ottenere legittimazione sociale e questo dipende dalla sua
capacità di stabilire rapporti duraturi con gli stakeholder. Pertanto, laddove si voglia attuare una
qualsiasi forma di rendicontazione sociale la prima e imprescindibile fase sarà la mappatura degli
stakeholder considerati rilevanti, l'analisi delle loro relazioni e la ponderazione dei loro interessi
legittimi in gioco, al fine di risolvere i dilemmi decisionali generati dalla natura conflittuale degli
interessi dei diversi gruppi. Al riguardo, si ricordi la struttura matriciale proposta da Hinna,
ottenuta incrociando l’interesse di ciascun gruppo di stakeholder con l’influenza che tale gruppo è
in grado di esercitare sull’attività aziendale.
Il modello è di indubbia efficacia, tuttavia in taluni casi esso comporta il rischio di “ingiustizie” nei
confronti di interlocutori altamente coinvolti, non in possesso degli strumenti per far sentire la
propria voce, quali potrebbero essere la manodopera cinese di una multinazionale europea o
americana. In questo caso è chiaro come i dipendenti siano certamente stakeholder interessati
all’attività dell’impresa così come lo sono i clienti del mercato americano. Questi ultimi, però, a
differenza dei primi, oltre che essere interessati, potevano con il loro comportamento influenzare
la gestione dell’impresa. Quindi era necessario concentrare su di loro l’attenzione identificandone
i valori ai quali, nel bene o nel male, fossero sensibili.
[Link]
Tab. 1 - Definizioni di Stakeholder
FONTE DEFINIZIONE
[Link]
dell’impresa”
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Freeman, 1994 Partecipanti “al processo umano di creazione
del valore condiviso”
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Cenni sulla negoziazione
Negoziare vuol dire disquisire con altri per venire a patti con loro o raggiungere un accordo, per
portare avanti una propria idea od un proprio progetto.
La negoziazione può avvenire direttamente tra due persone oppure con l'assistenza.
Durante il corso di un progetto, il team di progetto può negoziare per ognuno o per tutti i seguenti
obiettivi:
- costi e pianificazione
- modifiche alla portata
- termini e le condizioni contrattuali
- assegnazioni
- risorse
• Perché si negozia?
La negoziazione inizia generalmente quando la posizione di una parte entra in conflitto con quella
dell’altra.
A quel punto è necessario seguire delle semplici strategie per vincere la negoziazione:
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– Nelle decisioni ci si deve affidare allo standard di equità indipendenti dalla volontà
delle parti.
» A cosa aspiri?
Tecniche di negoziazione
– Alzare il muro
– Tranelli
– Attacco
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– crea il clima
– Perché
– Perché no
– E se
– Chiedere consiglio
– Si vince la negoziazione
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ESERCITAZIONE
Prepara un ruolino di marcia sulla strategia di negoziazione per ottenere un aumento di stipendio
ed un avanzamento di carriera
Approfondimento
LA NEGOZIAZIONE IN SINTESI:
1 - Prepararsi
• La tua reazione
• Le loro emozioni
• La loro posizione
• La loro insoddisfazione
• Il loro potere
• Attenersi agli standard di equità, scegliere ciò che è giusto e non ciò che piace
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B BEST La BATNA
A ALTERNATIVE
• è una alternativa di sicurezza
T TO a
N NEGOTIATED • è la chiave del potere negoziale
A AGREEMENT • migliore è la Batna maggiore è il potere
La BATNA non è innata, si costruisce, dovrebbe essere la variabile con la quale valutare ogni
potenziale accordo. È necessario porsi delle domande in fase di negoziazione:
Questa espressione si usa per dire che durante la negoziazione è necessario rimanere distaccati
emotivamente rispetto alla discussione con l’avversario, perché le reazioni naturali che si hanno
sono il contrattacco, l’arrendersi ed il rompere i rapporti.
Spesso non ci si accorge nemmeno della reazione che si ha durante una trattativa e di
conseguenza ci esponiamo alle tattiche dell’avversario. Ne esistono molteplici ma sono state
raggruppate in tre categorie:
• Alzare il muro
Tecnicamente l’avversario smette di trattare e ci costringe alla resa dicendo che non ci sono
margini per discutere, la tattica del “fait accompli” (quel che fatto è fatto), non si può trattare
perché “ la politica dell’azienda è questa“. Queste tattiche impediscono di applicare qualsiasi
tecnica perché l’interlocutore si barrica dietro queste scuse per non trattare.
• Attacchi
L’attacco è un’altra tattica pericolosa nella negoziazione fatta di intimidazioni che ti fanno
prevedere conseguenze terribili o ti costringono ad al latino “aut aut” senza possibilità di trovare
l’alternativa migliore.
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• Tranelli
I tranelli che si riconoscono fanno riferimento di solito all’uso del potere. Infatti spesso chi scende
in trattativa finge di avere potere esecutivo poi quando ha portato a casa il risultato confessa che il
potere ce lo hanno altri.
Queste reazioni sono pericolose durante la negoziazione, non ci permettono di arrivare alla
soluzione in modo intelligente è necessario quindi:
A questo punto della negoziazione è necessario portare a casa la trattativa. Come fare?
– si abbattono i muri
– si riconoscono i tranelli
Preparo il terreno di discussione, creo il clima, sono positiva e trovo la migliore alternativa equa
per risolvere il problema e vincere la negoziazione
[Link]
Pianificazione ed organizzazione
Il processo da cui non si può prescindere quando si affronta il Project Management è quello della
Pianificazione ed Organizzazione.
PIANIFICAZIONE
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• Le modalità per esprimere i progetti da pianificare sono:
– Pallogrammi
– Macrogantt di pianificazione
PALLOGRAMMA
LE LESSON LEARNED
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PROJECT PORTFOLIO MAP
MACROGANTT
[Link]
IL CICLO DI PIANIFICAZIONE
PIANIFICAZIONE
Pianificazione dei progetti nel medio lungo termine
PROGRAMMAZIONE
Programmazione delle attività nel breve medio termine
CONTROLLO AVANZAMENTO
Verifica dell’avanzamento sugli obiettivi
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Il ciclo di pianificazione
• Il ciclo di pianificazione inizia a valle della elaborazione del piano strategico durante il quale
sono stati identificati gli obiettivi da raggiungere.
– Posizionare il gantt chart a ritroso nel tempo (dalla data finale si individua la data
di partenza)
– Pianificare nel tempo il carico di lavoro delle risorse per unità organizzativa
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– Tradurre gli obiettivi in deliverables ed in macro fasi di sviluppo
Come pianificare
• La pianificazione può essere svolta sulla base di obiettivi di qualità per i quali si deve
definire il costo del progetto ed il tempo. In fase di pianificazione possono essere
determinati parte degli obiettivi oppure si effettua una verifica degli stessi a livello di
fattibilità.
• La pianificazione può essere svolta per fasi di sviluppo dei macro obiettivi di realizzazione.
• La pianificazione deve individuare le skill che dovranno essere impiegate per sviluppare il
progetto, chiaramente alle skill gestionali ed operative andranno associate le unità
organizzative di riferimento a cui appartengono le risorse o la tipologia di fornitori esterni
che si intende coinvolgere.
• Una tecnica utilizzata per la pianificazione è il phase control nel quale si inseriscono delle
milestone che verificano gli output ed autorizzano il passaggio alla fase successiva.
• La programmazione parte solamente dopo la verifica degli obiettivi del progetto, per
svolgere la programmazione l’approccio più utilizzato è quello top-down ovvero si parte dal
primo livello di dettaglio degli obiettivi e si definisce il percorso di realizzazione.
[Link]
ESERCITAZIONE
[Link]
ESERCITAZIONE
Nella fase di programmazione si procede con la individuazione delle attività, per ogni attività si
devono specificare:
– Risorse
– Durata
– Risultati misurabili
[Link]
ESERCITAZIONE
• Pianificate il progetto reportistica di filiale per quanto riguarda la statistica dei conti aperti,
chiusi ed il loro stato
• I dati di partenza sono tutti disponibili ed il sistema di filiale è uguale per tutte le filiali
italiane ed estere.
In fase progettuale il tempo è stimato e deve essere assegnato anche alle piccole attività, è
necessario conoscere la produttività di ogni singola attività per non alterare il budget.
A tale proposito esiste un processo di gestione del tempo nel Project management
[Link]
Definizione delle attività
Devono essere esplicite le indicazioni del Mandato di progetto, gli strumenti e le tecniche, ed il
prodotto finale che l’attività rilascia.
La sequenza delle attività riguarda la schedulazione dettagliata dei piccoli compiti che sono tra di
loro collegati e che compongono le attività principali per esempio, la redazione di liste, creazione
di fogli in xls o lavori manuali.
Di solito per esprimere le dipendenze vengono usati dei diagrammi che illustriamo di seguito.
[Link]
Conditional diagramming method: la tecnica diagrammatica come quella dei grafici GERT può
essere usata quando le attività non sono sequenziali ma ripetitive come i test.
Network templates: i diagrammi a rete possono essere usati per illustrare i progetti per le reti
informatiche e possono includere l’intero progetto o porzioni di rete.
La stima della durata delle attività è il processo utile per raccogliere le informazioni sulla portata e
le risorse del progetto e quindi lo sviluppo di durata per l'ingresso alla programmazione.
L’input per la stima di durata si solito è fatta da chi ha più familiarità con il progetto.
Di frequente la stima dei tempi di durata è elaborato perché il tempo viene spalmato su più
periodi nella fase previsionale ed è suscettibile di continui aggiustamenti in corso d’opera.
Ad ogni fine fase viene applicato il processo di stima del tempo di durata a seconda di come si
sono svolte le attività.
Per sviluppo della schedulazione si intende la determinazione delle date di inizio e fine delle
attività progettuali. Se le date di inizio e di completamento non sono realistiche, il progetto è
improbabile che possa essere finito come previsto.
[Link]
ESERCITAZIONE
• Descrivere le sei fasi del processo della gestione del tempo nel Project management
progetto
[Link]
Il controllo sistematico nei progetti
Il controllo avanzamento effettua l’avanzamento sugli obiettivi del progetto:
– Output
– Costo
– Tempo
L’avanzamento viene svolto sulle variabili che vengono programmate altrimenti non si ha un
parametro su cui misurarsi al fine di dire:
– Siamo in anticipo
– Siamo in ritardo
– A tempi fissi
– A milestones
A tempi fissi:
[Link]
A milestones:
• L’avanzamento è proprio del project team che chiude una fase e verifica con il project
sponsor il controllo degli output e si approva l’ok a procedere con la fase successiva.
[Link]
Il controllo dell’avanzamento solo economico ci può portare fuori strada, pertanto è necessario
svolgere anche l’avanzamento economico di quello che è stato effettivamente prodotto.
Valutare l’efficienza sui costi e sui tempi attraverso il metodo dell’earned value
• >1 Ho speso -
• <1 Ho speso +
• >1 Ho fatto +
• <1 Ho fatto -
• Continuerò a svilupparle con l’efficienza avuta sino ad ora oppure riprenderò l’efficienza
prevista in fase di programmazione?
[Link]
Cost Performance Index = E/A
• PCI=1
• PSI=1
La riprevisione dei tempi e dei costi può avvenire anche a livello tabellare applicando le seguenti
formule:
• Stima a finire dei tempi = T + (Data [Link] prog – T) X (BAC-E) / (PSI X (BAC-B))
ACTUAL
BDG
EARNED
[Link]
Identificare le azioni per recuperare i ritardi e gli extra costi di un progetto
– Aumento dell’effort
ESERCITAZIONE
– Consuntivo 110
[Link]
RUOLI E RESPONSABILITA’ DEI COMPONENTI DI
PROGETTO
Il team di progetto è costituito da risorse che sono responsabili di:
– Svolgere le attività definite nel programma di progetto nei tempi stabiliti e con il
numero di risorse definite
– Passare i risultati ai responsabili delle attività a valle secondo i legami logici definiti
a livello di programmazione
– Riportare al project leader eventuali criticità o rischi potenziali legati all’attività che
stanno svolgendo
[Link]
Ogni attività del progetto richiede competenze specifiche, le funzioni aziendali sono dei centri di
competenza, quindi ogni attività del progetto richiede l’apporto di competenze da parte delle
diverse funzioni aziendali.
Ogni responsabile di funzione deve comprendere il livello di competenze richieste per svolgere le
attività, per quanto tempo e per quante ore/giorni.
Task force:
Progetto:
[Link]
• Chiarire il contenuto delle attività
Il project management office o project office è l’unità di appoggio del project manager, il project
office mantiene rapporti sia con i project manager e sia con i responsabili di funzione.
– Assicurare che il lavoro si a svolto secondo gli standard definiti e che avvenga dopo
aver ottenuto le opportune autorizzazioni
– I membri del project office per progetti particolarmente complessi possono essere
distaccati a supporto del program manager o del project manager.
[Link]
STRUTTURA ORGANIZZATIVA FUNZIONALE IN CUI I RESPONSABILI DI FUNZIONE
COORDINANO I PROGETTI
[Link]
STRUTTURA ORGANIZZATIVA A MATRICE IN CUI I PROGETTI ATTRAVERSANO LA
STRUTTURA ORGANIZZATIVA
[Link]
RUOLI E RESPONSABILITÀ DEI COMPONENTI DEL TEAM DI PROGETTO
Cliente/utente: persona o struttura organizzativa che utilizzerà il prodotto del progetto. Possono
esistere diversi livelli di clienti. Ad esempio, i clienti di un nuovo prodotto farmaceutico
comprendono i medici che lo prescrivono, i pazienti che lo assumono e le assicurazioni mediche
che ne pagano l’acquisto. In alcune aree applicative, i termini cliente e utente sono sinonimi,
mentre in altre per cliente si intende l’entità che effettua l’acquisto del prodotto del progetto e
per utente colui che utilizza direttamente tale prodotto.
Performing Organization: azienda i cui dipendenti sono coinvolti più direttamente nello
svolgimento del lavoro del progetto.
Membri del gruppo di progetto: gruppo incaricato dell’esecuzione del lavoro previsto dal
progetto.
Gruppo di Project Management: membri del gruppo di progetto che sono direttamente coinvolti
nelle attività di Project Management.
[Link]
Sponsor: persona o gruppo che fornisce le risorse finanziarie, in denaro o in natura, necessarie al
progetto.
Soggetti influenti: persone o gruppi che sono non direttamente collegati con l’acquisto o l’uso del
prodotto del progetto ma che, a causa della posizione ricoperta nella struttura organizzativa del
cliente o nella Performing Organization, possono influire positivamente o negativamente sul corso
del progetto.
Oltre a questi stakeholder principali, ci sono vari nomi e categorie di stakeholder di progetto, sia
interni che esterni, come proprietari e investitori, fornitori e appaltatori, membri del gruppo di
lavoro e relative famiglie, agenzie governative e rappresentanti dei media, singoli cittadini, lobby
temporanee o permanenti, strutture organizzative e società nel loro insieme
[Link]
[Link]
ESERCITAZIONE
Pianificate l’apertura della nuova filiale di una banca che sarà di 300 mq
[Link]
Monitoraggio
Su questo sito potete trovare tutti i template da scaricare per i vostri progetti a seconda delle
vostre esigenze: [Link]
STRUMENTI DI MONITORAGGIO
– Nome progetto
– Descrizione
– Obiettivo
– Team di progetto
– Rischi intervenuti
[Link]
Soluzioni organizzative a confronto
Le soluzioni organizzative a confronto adottate dalle diverse organizzazioni dipendono dallo stadio
di maturità del sistema di gestione dei progetti e dal grado di pervasività all’interno della struttura
dell’agire per progetti.
• 1° stadio
• 2° stadio
• Project portfolio direzionale che cerca di controllare l’avanzamento dei progetti in essere
• 3° stadio
[Link]
La standardizzazione garantisce infatti la raccolta di informazioni uniformi e direttamente
confrontabili tra loro.
• La metodologia qui descritta si adatta in modo particolare a progetti aventi una forte
componente di sviluppo applicativo, essendo stata standardizzata ragionando sul ciclo di
vita dello sviluppo software. La metodologia può comunque essere adottata,
opportunamente modificata, al monitoraggio di progetti di carattere più funzionale.
• Issue Log
• Cruscotto direzionale
• Per ogni strumento vengono inoltre indicati i riferimenti e*fc Reply per richiedere maggiori
chiarimenti.
[Link]
Un accorgimento importante è la definizione ex ante, direttamente nel template MS Project,
del calendario di lavoro in modo da includere le festività.
Il piano di lavoro è lo strumento base per la gestione del progetto: in base a quanto riportato
nel Gantt vengono infatti calcolati tutti gli indicatori di stato avanzamento del progetto e gli
effort previsti e consuntivati.
La prima versione del Gantt di progetto viene definita “Baseline”, ossia fungerà da riferimento
per le successive versioni di Gantt in merito all’analisi dello stato avanzamento progettuale e
della consuntivazione degli effort. A livello progettuale possono essere previste più Baseline, in
modo da andare a calcolare gli indicatori in modo più realistico a seguito del probabile
scioglimento di ipotesi progettuali o worst case scenario iniziali.
Il QdC è uno strumento di sintesi del piano di lavoro che consente di rappresentare in modo
più sintetico rispetto al Gantt tutte le informazioni progettuali.
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- QdC Milestone: è il QdC di base e raccoglie tutte le milestone progettuali relative ad un
filone/cantiere progettuale. In base a questo QdC vengono calcolati tutti gli indicatori di
avanzamento progettuale presentati durante i SAL.
- QdC Gap: è il QdC che consente di raccordare le gap funzionali definite dall’utente con le
milestone applicative definite dai vari filoni/cantieri nei propri piani Gantt. Il QdC Gap deve
essere impostato dal PMO centrale con i singoli PMO locali al fine di associare correttamente
ad ogni gap funzionale tutte e sole le Milestone di attività ad essa associate.
Il risultato del QdC Gap è la verifica della coerenza delle attività previste per le gap funzionali
tra i diversi filoni/cantieri e il monitoraggio delle stesse a livello progettuale.
- QdC Interfacce: è il QdC che consente di raccordare le interfacce applicative nei piani di
lavoro Gantt dei diversi filoni/cantieri. Il QdC Interfacce deve essere impostato dal PMO
centrale con i singoli PMO locali al fine di associare correttamente ad ogni interfaccia tutte e
sole le milestone di attività ad essa associate.
Il risultato del QdC Interfacce è un censimento di tutte le interfacce applicative associando, nei
piani Gantt dei diversi filoni/cantieri, i medesimi Identificativi. Consente inoltre la verifica di
coerenza delle diverse attività previste dai filoni/cantieri nonché il monitoraggio dello stato
avanzamento delle attività.
- QdC Normalizzazioni: è il QdC che consente di censire tutte le attività di normalizzazione dati
prevista dai vari filoni/cantieri progettuali. Il QdC Normalizzazioni è di solito svincolato dal
piano di lavoro Gantt dei filoni/cantieri e deve essere impostato dal PMO centrale con i singoli
PMO locali al fine di censire correttamente tutte le attività di normalizzazione ed i relativi
volumi.
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Gestione del rischio: conoscere per prevenire
• Un rischio è tutto quanto può accadere di imprevisto durante il ciclo di vita del progetto e
che può compromettere il raggiungimento degli obiettivi di qualità, costo e tempo.
• L’analisi dei rischi va ripetuta lungo tutto lo svolgersi del progetto in quanto la conoscenza
sui risultati e l’evoluzione del contesto di riferimento può favorire l’insorgere di nuovi
rischi.
• I rischi sul progetto aumentano con il grado di non conoscenza o innovazione del progetto
e con la dipendenza da elementi esterni che condizionano/vincolano il progetto.
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Risk identification: tecniche di identificazione dei rischi
I rischi dipendono da innumerevoli fattori, esistono elementi comuni che possono essere comuni a
tutte le aziende e fattori che invece dipendono dalla tipologia di progetto e dall’ambiente di
riferimento.
– Fornitori
– Vincoli legislativi
– Ambiente di riferimento
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– Prestazioni o qualità
– Costo
– Tempo
Ogni rischio identificato viene valutato dal punto di vista della probabilità di accadimento e dalla
gravità delle conseguenze che provoca con il suo accadimento. Il valore ottenuto dalla
moltiplicazione della probabilità e della gravità del rischio si chiama Risk Priority Number (RPN) e
trova la sua collocazione nella matrice sotto riportata. Ogni azienda definisce il RPN accettabile.
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Risk quotation: strumenti di valutazione dei rischi
Per ogni RPN sopra la soglia di accettabilità aziendale si devono individuare contromisure
finalizzate a ridurre il rischio.
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– Inclusione nel prezzo di alcune voci
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Il rischio deve essere comunicato al team di progetto al fine di sensibilizzare le risorse verso:
• Per ogni rischio deve essere elaborato un piano di recovery al fine di non essere
impreparati alla manifestazione del rischio stesso.
• Il miniprogramma deve essere presentato al team e alle risorse che saranno coinvolte sul
piano di recovery
• Il non raggiungimento di almeno uno degli obiettivi di progetto possa comportare impatti a
livello strategico o a livello competitivo
• Il livello delle conoscenze è scarso ed il rischio di non conseguire gli obiettivi del progetto è
elevato
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Risk quotation: strumenti di valutazione dei rischi
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Le attività di preparazione del kick-off meeting
Le attività di preparazione del kick-off meeting da parte dei project leader sono:
7. Presentazione del Project Book al project sponsor e/o al comitato di gestione dei
progetti (include i responsabili di unità organizzativa)
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PROJECT BOOK
Tempi di attuazione
Risk identification
Programma di progetto
• Illustrare la presentazione
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LA PRESENTAZIONE
L’obiettivo deve essere tenuto presente per tutta la lavorazione della presentazione e deve essere
il riferimento primario, attenzione quindi a non divagare, a non andare fuori tema.
Sulla base dell’obiettivo infatti, si definiscono i contenuti ma anche la forma con la quale sono
veicolati (es. una presentazione commerciale farà leva anche su immagini appealing oltre che al
testo e quest’ultimo sarà spesso in forma di slogan).
Si tratta di:
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COME ESPRIMERE IL MESSAGGIO: LO SCHEMA
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L’ACQUISIZIONE DELLE IDEE: POSSIBILE UTILIZZO DEL DIAGRAMMA DI ISHIKAWA
(DIAGRAMMA “A LISCA DI PESCE”)
Nell’acquisizione delle idee può essere molto utile il diagramma a lisca di pesce che ha il vantaggio
di focalizzare i contenuti sulla base di un obiettivo principali e rispetto ad esso di dettagliare i
sotto-concetti.
Nelle comunicazione collettive esistono tutti e 3 questi tipi di apprendimento proprio perché
esistono tipologie diverse di persone! E’ quindi importante tenerli presente tutti e tre!
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Questo significa che le cose vanno:
Di solito apprendiamo quello che ci interessa, ci incuriosisce, ci stimola. Per questo è utile:
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GLI ELEMENTI DI UNA BUONA COMUNICAZIONE
QUESTO CI DICE CHE E’ DI FONDAMENTALE IMPORTANZA COME SI PRESENTA OLTRE A CIO’ CHE
SI PRESENTA
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Gli elementi paraverbali sono gli aspetti legati alla voce. Rispetto ad essa occorre:
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La chiusura del progetto
Sapere quando concludere:
I beneficiari (utenti, targets) sono soddisfatti? Sono stati considerati tutti i requisiti?
(documentazione, process management, etc...).
Il progetto d’ora in poi non occuperà più del 5% del mio tempo.
I temi e le domande che vengono rivolti non sono parte del progetto come inteso
dall’inizio.
Costi
Qualità
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Soddisfazione del cliente
Pianificazione
Gestione di tecniche/innovazione
Change management
– Report sintetico delle performances ottenute e delle lezioni apprese (le lezioni
apprese possono essere raccolte in One point lessons in grado di diffondere il know
how appreso.
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Lo scioglimento del team di progetto deve essere effettuato attraverso un meeting con le risorse
che vi hanno partecipato e gli argomenti possono essere i seguenti:
– Lezioni apprese
Il project manager non deve dimenticare di svolgere la valutazione delle risorse che hanno
partecipato al progetto che saranno utili al responsabile di funzione per la valutazione semestrale
o di fine anno delle risorse.
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