LEON BATTISTA ALBERTI
Chiesa di Sant’Andrea, Mantova
A Mantova esegue la chiesa di S.Andrea per accogliere la reliquia del sangue del cristo, in seguito
divenne la cattedrale di Mantova. Viene fatta la facciata simile a quella che doveva essere quella del
tempio malatestiano. il grande arco dà accesso ad una sorta di nartece ed é in sezione aurea con
l’ampiezza della facciata. arco riequilibrato dalle finte nicchie. finestra monofora che illumina il nartece
l’interno è a navata unica con enormi e profonde cappelle collegate tra di loro, in teoria potrebbero
assumere il ruolo di navate laterali.
navata centrale coperta da volta a botte che ricorda l’architettura romana, specialmente l’età tardo
antica come ad esempio le terme di Caracalla o la basilica di Massenzio—> lui a roma c'è stato molte
volte
decorazioni con i lacunari.
doveva concludere la cupola ma non riesce, é una cupola semi ovale —> finito da juvar nel 1700—>
ricorda comunque il Pantheon
si dice che alberti abbia modificato l’architettura rispetto a quella di brunelleschi che ha uno stile
lineare. quella di alberti é un’architettura di massa—> parti piene e parti vuote—> parti massicce della
facciata alternate a parti vuote. qualcuno sostiene che brunelleschi con la chiesa di santo spirito già
fosse tendente al cambiamento dello stile che si stava avvicinando più ad Alberti.
Chiesa di San Sebastiano
pianta centrale a croce greca—> ribadisce il classico
cripta non collegata alla chiesa—> qualcuno sostiene che l’abbia costruita un po’ come una cisterna
per raccogliere l’acqua e salvare la parte sopra
BERNARDO ROSSELLINO
Pienza
non è possibile costruire una città ideale, ma è stato costruito un paese ideale—>
Corsignano(Pienza), papa Pio II chiede a Bernardo di ricostruire il centro del suo paese di origine,
conferendo quindi una certa importanza a questo piccolo paesino—> una sola via principale, una
chiesetta e dei Palazzi—>
Gli edifici furono costruiti nell’unica piazza, posta lungo la strada principale:
cattedrale che ricorda il Tempio Malatestiano dell’Alberti: crea un rivestimento in marmo bianco per la
chiesa simile al tempio Malatestiano di Alberti.
P.zo Piccolomini che ricorda il Palazzo Rucellai albertiano, il P.zo vescovile ed il P.zo Pretorio.
Il pavimento lastricato in marmo che ricorda la scacchiera della città ideale—> crea un effetto
prospettico che fa risultare la piazza più grande e le vie più lunghe e significative.—> riprende quindi i
modelli che Alberti aveva dato nel suo trattato
Palazzo Ducale di Urbino: tutt’oggi è poco chiaro quale sia stato il ruolo di Luciano Laurana e quale
quello di Francesco di Giorgio Martini; in realtà il Laurana ebbe un ruolo più legato alla tradizionale
figura dell’architetto, attento anche alla bellezza dell’edificio. Infatti suo è il cortile d’onore che riprende
le proposte brunelleschiane e le decorazioni classiche. Francesco di Giorgio Martini ebbe invece
un’attenzione più ingegneristica.
novità: cortile interno oltre a quello di laurana—> giardino pensile posto ai piani superiori—> giardino
pesante e difficili da curare—>nei secoli non ha più retto quindi è stato rimosso
viene costruita la facciata dei torricini (fatta da martini)—> apparentemente sembra l’entrata che in
realtà era quella del cortile d’onore.
viene creata un’enorme facciata dove c’erano le verande che davano sulle stanze del signore e della
signora. si occupa di scaldare le stanze con i camini e con dei tubi di rame posti tra i muri che
emanavano vapore acqueo, infatti queste tubature erano collegate alle cucine e alle stalle—> fa in
modo che esse rimangano pulite grazie al pavimento fatto a schiena d’asino, lievemente in pendenza
e con canali di scolo alle pareti—> ripreso dal modo di fare dei romani.
Con lo stesso sistema di tubature ideò una modalità di scarico delle acque dalla stanza da bagno del
signore alle fognature. Rimaneva il problema di come portare ai piani alti l’acqua per il bagno dei
signori o per la vita quotidiana: ideò una scala a chiocciola, con i gradini ampi, molto bassi ed in
pendenza, così da favorire la salita da parte degli asini che potevano trasportare con minor fatica i
pesi ai piani superiori.
immenso palazzo che occupava lo spazio di quasi tutta la città antica
la facciata del cortile d’onore é posta su una via in salita, utilizzala prospettiva per creare le finestre
prima più grandi e poi più piccole per dare meno l’idea di salita.—> da una stanza all’altra fa dei
gradini molto sottili
Francesco di Giorgio Martini a cui era stato anche assegnato il dipinto la città ideale—> scrive due
trattati—> immagina la città ideale a forma di un uomo, con poca concretezza ed in un modo assurdo
—> é più ingegnere che architetto.
a lui gli si riconosce una capacità di tipo ingegneristico
architettura in volgare—> modello diverso da alberti
un trattato militare—> roccaforti—> cambiano le tecniche militari e le mura lisce non servono più a
difendere la città, si preferiscono le mura a tre quarti funzionali alle nuove armi da guerra—> crea
sistemi difensivi a forma di stella.
Luciano Laurana, architetto croato che esegue il cortile d’onore doppio colore—> decorazione
classica e fregi in latino
FILARETE—> lavora a milano
trattato sforzinda per ingraziarsi la famiglia degli sforza
colui che ha iniziato a lavorare all’ospedale maggiore e l’università statale di milano—> le pensa in
modo molto classico