UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’AQUILA
Corso di Tecnica Urbanistica
Corso di Pianificazione Territoriale
Prof. Bernardino Romano, [Link] Lorena Fiorini,
[Link] Lucia Saganeiti, Ing. Camilla Sette
LEZIONE 5 BIS
TECNICHE DI CONTROLLO
DELLA CONFIGURAZIONE URBANA-2
Università degli Studi dell’Aquila - L’AQUILA - Tel. 0862 434113 - Fax 0862 434143
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Cap. 3 – Il controllo del paesaggio e dell’ambiente insediato
Interventi «diretti» e «coordinati»
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Percorsi procedurali
Intervento diretto
Progetto di iniziativa Presentazione uffici Istruttoria Rilascio titolo
privata tecnici comunali tecnica abilitativo
Intervento coordinato
Piano urbanistico Sottoscrizione atti Progetti Rilascio titolo
esecutivo pubblico-privati degli abilitativo
interventi
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“QUANTE” NORME (indicizzate
e figurate) INSERIRE NEL
PIANO?
QUANTI “GRADI DI
LIBERTA’” LASCIARE ALLA
INIZIATIVA PRIVATA?
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Le normative “ambigue”
Massimo realizzabile: 2
piani fuori terra
Non rientrano tra i
volumi controllati quelli
sottotetto e quelli
Volume assentito e regolamentato interrati di altezza
dalle norme di piano urbanistico inferiore a…
Non viene normata
l’altezza massima
complessiva
dell’edificio, e neanche
il volume max
Altezza normata realizzabile.
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Le omissioni nelle normative e nei regolamenti edilizi producono sempre fenomeni di
interpretazione limite e impatti elevati
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Il controllo estremo del piano
Assisi 1955 – Giovanni Astengo
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Daniela Poli, Antonella Valentini (2016). Forme identitarie di rappresentazione e norme figurate. In: Anna Marson. La struttura del paesaggio. Una sperimentazione
multidisciplinare per il piano della Toscana. p. 132-143, ROMA-BARI:Laterza, ISBN: 9788858122945
Valentini A. (2018). Il paesaggio figurato. Disegnare le regole per orientare le trasformazioni. Firenze:FUP, ISBN: 9788864536842
Esiti conseguibili con le norme «figurate»
Coerenza morfologica degli edifici
Coerenza compositiva
Dissuasione micro-localizzativa
Rispetto distanziale
Controllo rapporti visuali
Indici di edificazione in
diverse zone insediative
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Phoenix
I paesaggi metropolitani
New York
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I paesaggi metropolitani
San Francisco
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I paesaggi metropolitani
Los Angeles
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I paesaggi metropolitani
Shanghai
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I paesaggi metropolitani
Amsterdam 27
“Zoning” del territorio
Le zone di piano corrispondenti allo sviluppo residenziale vengono dimensionate in base alle
previsioni demografiche allestite in sede tecnico-politica (generalmente per i successivi dieci anni);
Le zone corrispondenti ai servizi collettivi vengono invece dimensionate applicando gli standards
sulla popolazione presente e prevista;
Superficie comunale con
5.000 abitanti residenti e
5.000 previsti
Superficie per servizi
collettivi (10.000 ab. x 18
mq/ab. = 180.000 mq
Superficie residenziale attuale
Superficie residenziale
prevista (relat. a 5.000 abx80
mc/ab = 40.000 mc di
edificato)
Superfici produttive ind./art.
Superficie per attrezzature generali (zona F)
10.000 ab. x 17,5 mq/ab. = 175.000 mq
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Calcolo del dimensionamento del piano regolatore generale e capacità insediativa teorica
1. Il piano regolatore generale deve prevedere:
a) una dotazione minima di superfici pubbliche o riservate alle attività collettive, a verde pubblico e a
parcheggio, nelle diverse zone territoriali omogenee, in rapporto agli abitati ed alle attività insediate o
insediabili;
b) i limiti minimi e massimi di densità edilizia territoriale e le distanze minime tra le costruzioni, dalle
strade o dai manufatti pubblici o di uso pubblico nelle diverse zone territoriali omogenee, nonché i limiti di
altezza degli edifici.
2. Il calcolo del dimensionamento del piano regolatore generale avviene in base alla capacità insediativa
teorica, che risulta dalla somma delle capacità insediative di tutte le aree previste dal piano stesso.
3. Per il calcolo della capacità insediativa teorica delle zone residenziali esistenti, per le quali il piano
prevede il mantenimento dello stato di fatto, si assume come numero dei residenti il maggior valore tra
quello corrispondente al 75% dei vani abitabili, al netto dei lotti inedificati, e quello corrispondente al
numero dei residenti insediati al momento dell’adozione del piano, purché non si superi il rapporto di un
abitante per vano. Non si computa l’incremento di volume teoricamente possibile per l’ampliamento fino al
20% degli edifici unifamiliari esistenti ai sensi della lettera d) dell’articolo 9 della legge 28 gennaio 1977, n.
10.
4. Per le aree in cui è prevista la nuova edificazione o la ricostruzione previa demolizione, la capacità
insediativa teorica si calcola attribuendo ad ogni abitante da insediare mc. 120 di volume edificabile. Per le
aree con destinazione d’uso turistica o turistico - residenziale, detta attribuzione è diminuita a mc. 80 per
abitante.
5. Il volume da considerare per il calcolo del numero degli abitanti relativamente alle aree non comprese
nelle zone di cui al comma 3, è pari al prodotto delle superfici edificabili di piano per il rispettivo indice di
edificabilità fondiaria o territoriale.
(Art. 18, Regione Marche, L. R. n. 34 del 5.08.1992, “Norme in materia urbanistica, paesaggistica e di
assetto del territorio”) 29
1. Il peso insediativo è definito dal PUC a norma del presente articolo e nel rispetto
delle quantità minime stabilite dagli articoli 3, 4, 5 e 6 del decreto del Ministro dei
lavori pubblici 2 aprile 1968.
2. Il peso insediativo è costituito dall'insieme della popolazione esistente e di quella
prevista, definite in termini di abitanti, di persone presenti per turismo od affari,
nonché di addetti e di utenti delle attività economiche e dei servizi.
3. Qualora il PUC non provveda alla definizione analitica del peso insediativo, lo
stesso viene definito, agli effetti di quanto stabilito dall’articolo 32, comma 2, e
tenuto conto di quanto indicato dal PTC provinciale a norma dell’articolo 20,
comma 3, sulla base dei seguenti parametri di riferimento:
a) nell'ambito della destinazione residenziale, in funzione della superficie lorda delle
abitazioni, assumendo un consumo di spazio pari a 25 metri quadrati per abitante;
(Art.33, Regione Liguria, Legge 4.9.1997, n.36, Legge Urbanistica Regionale)
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Umbria, L.R. 1/2015
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Emilia Romagna, L.R. 20/2000
Comune di Roma, PRG 2003
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Regione Sicilia
L.R. 13 agosto 2020, n. 19.
Norme per il governo del territorio.
TITOLO VII
Standard urbanistici, standard di qualità urbana e ambientale e
dotazioni territoriali
Art. 41. Standard urbanistici.
1. La formazione dei piani urbanistici comunali avviene nel
rispetto degli standard minimi inderogabili fissati dalla normativa
statale vigente.
2. I comuni in sede di formazione dei piani possono anche
elevare gli standard urbanistici minimi inderogabili in funzione di
una migliore qualità della vita, a condizione che ricorrano
esigenze di interesse pubblico documentate e corrispondenti a
dati reali di fatto che giustifichino un maggior sacrificio delle
posizioni proprietarie private.
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