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Kant

Kant, filosofo scozzese, ha rivoluzionato il pensiero moderno ponendo il soggetto al centro della conoscenza, sostenendo che l'oggetto si adatta al soggetto. La sua opera principale, 'Critica della ragion pura', esplora i limiti e le condizioni della conoscenza, distinguendo tra giudizi analitici e sintetici, e introducendo il concetto di giudizi sintetici a priori come fondamentali per la scienza. Kant critica la metafisica, considerandola non una scienza, e afferma che la conoscenza è una sintesi tra esperienza e forme a priori della mente umana.
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Kant, filosofo scozzese, ha rivoluzionato il pensiero moderno ponendo il soggetto al centro della conoscenza, sostenendo che l'oggetto si adatta al soggetto. La sua opera principale, 'Critica della ragion pura', esplora i limiti e le condizioni della conoscenza, distinguendo tra giudizi analitici e sintetici, e introducendo il concetto di giudizi sintetici a priori come fondamentali per la scienza. Kant critica la metafisica, considerandola non una scienza, e afferma che la conoscenza è una sintesi tra esperienza e forme a priori della mente umana.
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Kant

La vita
Nato in Scozia, molto legato all'università e non alla politica. Era molto abitudinario. Alla fine
della sua vita pubblica la religione entro i soli limiti della sola ragione per la quale ha subito
la censura dalla Prussia. Ha avuto quindi una vita tranquilla. Era un insegnante simpatico.
Le sue opere sono illeggibili (periodi lunghissimi).
Egli inizia nell'ambito fisico/scientifico per questo difende newton da hume. Quando era
giovane teorizza l'origine del mondo da una nebulosa. Dopodiché indaga la logica
soprattutto di leibniz e se ne distacca quando legge hume, quando era più anziano.
È una terza via tra razionalismo e criticismo totalmente nuovo che non c’è mai stato prima.

Per ontologia si intende, in un'accezione ristretta, lo studio dell'essere come insieme


degli enti, limitatamente a ciò che sembra esistere in concreto o risultare anche solo
pensabile, dunque secondo quanto sembrerebbe attestato dai sensi o dalla psiche.

Anticipa il romanticismo e l’idealismo tedesco.


Porta a compimento/alle estreme conseguenze la filosofia moderna iniziata da Cartesio
(l'epoca del soggetto e l'individuo/ individualità).
Anche Kant porta l'individuo al centro solo che fino a lui il soggetto è passivo, egli mette in
discussione il fatto che il soggetto sia nato qui e ha tutto “dovuto” e cambia il rapporto tra
soggetto e oggetto. Non è più il soggetto che si adatta all'oggetto, è il padre di una
rivoluzione copernicana quindi è l'oggetto si adatta al soggetto.
Presupponiamo che il bene sia raggiungibile invece kant dirà che il bene non è un prodotto
semplice (come per esempio della religione o della giustizia ma è qualcos altro).
Centralità del soggetto: in lui rientrano razionalismo, empirismo e filosofia moderna.
Modelli: cartesio (centralità soggetto), locke (criticismo=limiti mente umana, che ha
un'origine empiristica), leibniz (questioni logiche e vive in un contesto leibniziano grazie a
wolff), hume (sogno dogmatico), rousseau (in ambito etico).

Il criticismo (quadro generale della prima critica)


È la filosofia che studia i limiti, possibilità e condizioni di validità della mente/ragione
(conoscenza), etica, giudizio estetico, la ragione è soggetto e oggetto giudice e imputato.
L'intera conoscenza umana deriva dall'esperienza: origine empirica (all'inizio sembra
locke/hume, ma loro indagano solo come si formano le idee e come la mente le aggrega
insieme. invece a kant questo non interessa) c'è qualcosa al di là dell'esperienza che lavora
su questo e scopre qualcos'altro (trascendentale) = questo materiale viene lavorato da
qualcos'altro (critica della ragion pura) (riempiamo di dati il software e lui si concentra sul
software e non sui dati come locke). I limiti della conoscenza umana MA non è uno
scettico e per questo abbiamo la ragion pura, vuole evitare che la ragione umana travagli il
limite dell'esperienza senza cadere nella metafisica.
Kant salvaguarda la scienza newtoniana dallo scetticismo di hume (=noi sappiamo che
questo sasso cade perché lo abbiamo visto, il prossimo potrebbe volare via) MA la
metafisica (filosofia teoretica) non è scienza per lui, quindi dio, cosmo, anima sono tutti
prodotti che vanno al di là dell'esperienza e sono una tipica esigenza umana e non potrà
mai formulare un giudizio scientifico (non è negativa è semplicemente un'esigenza umana,
lui era un insegnante di logica e metafisica= mai scienza ma sempre esigenza). Il giudizio è
un proposizione che può essere vera o falsa, studierà come sono formulati affinché possano
essere detti scientifici. Lui applica uno studio trascendentale cioè studia le forme a priori.

Kant determina tre facoltà conoscitive che sono: la sensibilità, l’intelletto e la ragione.
La sensibilità: intuizione pure spazio e tempo
L’intelletto: facoltà per pensare i dati sensibili tramite le categorie
La ragione: facoltà grazie alla quale attraverso l’esperienza possiamo spiegare la realtà

Le tre critiche di Kant:


Critica della ragion pura: studio della conoscenza
Critica della ragion pratica: studio della morale
Critica del giudizio: studio del sentimento

La critica della ragion pura


La prima critica
Ci sono due edizioni che differiscono leggermente benché la prima edizione fosse frutto di
10 anni di meditazione egli si accorge di non saper scrivere e quindi la deve riscrivere. Infatti
i contemporanei lo hanno interpretato come uno scettico o come un'idealista stile platone. Il
suo lessico è prettamente giuridico (tribunale della ragione essa è imputato e giudici= studio
dei limiti).
Analisi titolo:
critica: limiti, validità della mente
della: ragione che critica la stessa ragione
ragione: facoltà umana che tende a trascendere l'esperienza (la travalica) connotazione
negativa per quanto riguarda la scienza e il sapere scientifico (epistemologico) e la criticherà
successivamente (dialettica trascendentale)
pura: svincolata dall’esperienza
Questa ragione va criticata perché va oltre/slegata dall'esperienza.
Base della critica della ragion pura
La matematica e la fisica hanno portato progresso perché sono scienze vere e proprie
invece la Metafisica: sapere dialettico contraddittorio che non ha mai portato frutti ma solo
contrasti, ma allora per quale motivo ne parliamo ancora se la situazione è così negativa ed
è in crisi?
Kant che parte da Hume
Kant scrive la critica della ragion pura a causa di una necessità di compiere un esame
globale della struttura e della validità della conoscenza che fosse in grado di rispondere in
modo corretto circa lo statuto di scientificità della scienza intesa come matematica e fisica e
la metafisica.
Kant inizia questo studio dopo lo scetticismo scientifico di Hume nonostante comunque egli
concordasse con il suo scetticismo metafisico in modo diverso, infatti Hume vedeva nella
metafisica la semplice illusione di conoscere razionalmente ciò che in realtà ci proviene
dall’esperienza invece Kant riconosce alla metafisica una certa nobiltà e importanza
affermando che sia soltanto una disposizione naturale dell’uomo e non una scienza.
Per quanto riguarda la matematica e la fisica il filosofo vuole solo chiarire le condizioni che la
rendono possibile come scienza, invece per quanto riguarda la metafisica si pone come
obiettivo scoprire se ci sono condizioni tali che possano legittimare le sue pretese di porsi
come scienza.
Kant sostiene che Hume lo abbia risvegliato dal sonno dogmatico mostrando come il
principio di casualità, che sarebbe il fondamento della conoscenza umana, non a base
oggettiva ma che sia piuttosto una credenza soggettiva generata dall’abitudine e da una
sorta di istinto che consente all’uomo di orientarsi nella vita pratica.
Per Hume è la conoscenza comune che riguarda la materia di fatto si fonda sul principio di
casualità e sono solo probabili, il filosofo così si arena in un vicolo cieco poiché la
conoscenza non accresce il sapere ed è infeconda. Kant invece vuole dimostrare che la
conoscenza umana può essere universale e necessaria e feconda.
Quattro domande della critica , com'è possibile: una matematica pura, una fisica, una
disposizione naturale per la metafisica, se è mai possibile una metafisica come scienza

testo pag 167


1. oggetto è la conoscenza che inizia con l'esperienza = inizio empirista, questo vuol
dire che anche la matematica nasce dall'esperienza (uno dei primi a dire una cosa
del genere)
2. c'è una X che va oltre all'esperienza di cui non si è mai parlato in precedenza
3. c'è qualcosa che riguarda la nostra mente come un software che viene riempito dai
dati= sintesi di entrambi per formare la conoscenza (base empirica+mente)
4. la conoscenza è espressa tramite giudizi

Giudizi(affermare cose della realtà):


Kant sostiene che la conoscenza umana, in particolare la scienza, si fondi su principi
assoluti cioè verità universali e necessarie che valgono ovunque e sempre allo stesso modo.
Pur derivando dall’esperienza e nutrendosene continuamente la scienza presuppone anche
alcuni principi immutabili, per Kant rappresentati dai giudizi, in particolare dei giudizi sintetici
a priori.
La conoscenza per Kant è esprimere un giudizio (linguistica)
Un giudizio è: attribuzione di un predicato a un soggetto in una proposizione
(predicato+soggetto).
Possono essere di due tipi analitici e sintetici:
1. Analitici: analisi=scomposizione, scomponendo riesco a esplicitare una cosa che
apparentemente sembra implicito. Il predicato è contenuto nel soggetto e quindi son
identici. Esempio: ogni corpo è esteso → è esteso è il predicato che è contenuto già
nel soggetto il corpo (giudizio quantitativo = aristotele)
● a priori perché non si serve dell'esperienza (il predicato è nel soggetto)
● è universale
● necessario
● non incrementa la conoscenza quindi è infecondo perché sta solo esplicitando cosa
conoscevamo già
● (la matematica non è un giudizio analitico perché si basa sull'esperienza)
● deduttivi= tipici del razionalismo poiché i razionalisti pretendevano di partire dai
principi a priori cioè le idee innate per derivare da essere tutto lo scibile delineando
un modello universale e necessario un infecondo
● esempio: il triangolo ha tre lati ( la geometria non si esprime attraverso giudizi
analitici quindi questo esempio non si può usare)

2. Sintetici: derivano dall'esperienza


● sono a posteriori
● sono particolari (quindi non universali)
● non necessari
● incrementa la conoscenza del soggetto= fecondi di conoscenza (questo è un
bianco)
● induttivo: tipici dell’empirismo poiché l’empirismo pretendeva di fondare la scienza
esclusivamente sull’esperienza, sapere secondo motivo di universalità
● esempio: alcuni corpi sono pesanti, può formulare questo giudizio solo dopo aver
fatto esperienza di più e oggetti corporei (giudizio qualitativo=filo moderna)
● se questi fossero gli unici due giudizi si cadrebbe di nuovo nello scetticismo di Hume
poiché non sappiamo cosa potrebbe essere il prossimo triangolo. Ma Kant ha
inventato un terzo tipo di giudizio
Le forme a priori sono ciò che fonda un giudizio scientifico (e secondo Kant è li che la
metafisica cade in errore)
Esse fondano le intuizioni empiriche cioè quelle che presuppongono lo spazio e il tempo.
Tra deduttivo e induttivo c'è la filosofia del criticismo detto kantiano infatti il suo
giudizio innovativo è:
il giudizio sintetico a priori: fecondi di conoscenza che precedono la stessa esperienza,
necessaria, universale.
Sono questi i giudizi della scienza: scienza= esperienza + principi sintetici a priori
Esempio: tutto ciò che accade in natura ha una causa= critica a hume perché non accolte la
differenza tra i giudizi sintetici il principio di causalità, infatti dire che ogni evento a una causa
non è altro che un giudizio sintetico a priori. Perché la causalità è un giudizio sintetico a
priori e questi rappresentano la spina dorsale della scienza ovvero l’unico elemento che gli
conferisce stabilità e universalità. Senza alcuni principi assoluti di fondo la scienza non
potrebbe sussistere. Per capire meglio la differenza tra Kant e Hume: Hume sostiene che
non sa se ci sarà un evento nello stesso modo nel futuro perché non so se dipenderà dalle
stesse cause o se un oggetto sarà collocato nello spazio nel tempo; Kant invece è certo a
priori di questi pilastri, che quindi esisteranno, anche se poi per sapere quali sono le cause
che cosa ci sia nello spazio nel tempo sia bisogno della testimonianza dell’esperienza.
Esempio due: 5+7 fa 12 → è qualcosa che scopro ed è a priori rispetto all'esperienza,
incremento della nostra conoscenza.
L'oggetto dello studio della ragion pura non sono le singole esperienze bensì la modalità per
mezzo della quale formuliamo giudizi a priori= oggetto trascendentale parola che riassume:
priori, universale e necessario perché la conoscenza è una sintesi tra l'esperienza e una
cosa che precede l'esperienza questa è l'innovazione più grande di kant perché nessuno si
era focalizzato sulla modalità di conoscenza.

Il prodotto conoscitivo: aspetto materiale (empirico, i dati) e un aspetto formale che


precede l'esperienza e premette l'esperienza, la ragion pura studierà proprio ciò che
permette una conoscenza legittima. Siccome siamo tutti dotati dello stesso software
possiamo studiarlo scientificamente. Kant sostiene attraverso la sua ipotesi gnoseologica
che la conoscenza sia sintesi di materia e forma ossia di un elemento a posteriori ed un
elemento a priori. La molteplicità caotica e mutevole delle impressioni sensibili che
provengono dagli all’esperienza vengono ordinate dalle modalità fisse della mente umana
(spazio, tempo e le 12 categorie).

rivoluzione copernicana: espressione usata da kant per la critica della ragion pura perché
esattamente come copernico (sole e terra) lui ha ribaltato il rapporto tra soggetto e oggetto
→ il soggetto che conosce l'oggetto attraverso le forme a priori. Afferma dunque che non è
la mente che si modella in modo passivo sulla realtà ma è la realtà che si modella sulle
forme a priori attraverso cui la percepiamo altrimenti non ci sarebbero conoscenze universali
e necessarie. I dati sensibili vengono presi e riabolati dall’uomo.
Il noumeno è come la sostanza di locke (idealismo) esiste necessariamente ma è
inconoscibile ed è la cosa in sé, noi conosciamo solo il fenomeno (ciò che appare, ciò che
conosciamo) cioè il prodotto della relazione tra soggetto e oggetto. Il quale è studiabile in
maniera scientifica perché tutto il genere umano ha le stesse forme a priori, a lui interessa la
forma e non il contenuto perché è fondato sulle forme a priori necessarie e universali.
QUESTO È IL CAMBIAMENTO PERCHÉ NON STUDIA IL CONTENUTO DELLA
CONOSCENZA BENSÌ LA MODALITÀ DI APPRENDIMENTO/CONOSCENZA.
Il fenomeno di Kant viene interpretato come un’illusione da Schopenhauer (tutta falsità,
parvenza è illusione), invece per Kant non è un’illusione poiché è un oggetto reale seppur
reale soltanto nel rapporto con il soggetto conoscente dato che vale allo stesso modo per
tutti gli intelletti strutturati come il nostro.

Parti della critica della ragion pura


La struttura è importante perché secondo kant pensa sia come la struttura della mente
umana (è stato smentito) (ricorda: ogni volta che dici forme devi dire forme a priori
universali e necessarie)
Sensibilità è la facoltà con cui gli oggetti ci sono dati intuitivamente attraverso i sensi e le
forme a priori di spazio e tempo
Intelletto è la facoltà attraverso cui pensiamo i dati sensibili tramite i concetti puri o le
categorie
Ragione è la facoltà attraverso cui procedendo oltre l’esperienza cerchiamo di spiegare
globalmente la realtà mediante le idee di anima, mondo e Dio

1.
La dottrina degli elementi: individua e studia le forme a priori. Si divide in altre due aree
trascendentali:
● Estetica trascendentale: Aisthesis= sensazione, studia le forme a priori che
rendono possibili le sensazioni, sono lo spazio e il tempo (intuizioni pure)
● Logica: studio delle forme a priori che rendono possibile il logos/pensiero discorsivo.
Si divide in altre due aree trascendentali:
1. Analitica: studia le forme a priori che rendono possibili i concetti, L'intelletto produce
i concetti empirici, i dati vengono forniti dall'esperienza e vengono rielaborati dalle
forme a priori dell'intelletto che si chiamano categorie che danno una conoscenza
della realtà
2. Dialettica: Quando l'intelletto vuole arrivare a questioni trascendenti andando oltre i
limiti dell'esperienza allora si arriva alla dialettica trascendentale. Questo uso
illegittimo dell'esperienza si chiama ragione la quale ha le idee. Le idee trascendono
l'esperienza (uso illegittimo delle categorie e dell'esperienza e non ne se puoi parlare
in maniera legittima), studia le forme a priori della ragione. Si chiama dialettica
perché ci sono tesi che si contrappongono

Il trascendentale: Kant connette il concetto di trascendentale con quello di forma a priori la


quale non esprime una proprietà ontologica della realtà in sé ma solo una condizione
gnoseologica che rende possibile la conoscenza della realtà fenomenica.
Chiamo trascendentale ogni conoscenza che si occupi, in generale, non tanto di oggetti,
quanto del nostro modo di conoscere gli aggettivi, nella misura in cui questo deve essere
possibile a priori = il trascendentale non coincide con gli elementi a priori ma con lo studio di
essi.

L'estetica trascendentale
Permette di creare una cosa mettendo insieme più sensazioni.
Tutte le sensazioni sono nello spazio e nel tempo e sono intuizioni pure perché sono a
priori e precedono la stessa esperienza dato che precedono le azioni che facciamo a
posteriori (Le intuizioni empiriche presuppongono lo spazio e il tempo per questo questo due
sono intuizioni pure).
Non ci sono spazio e il tempo assoluti perché sono i moti attraverso cui riusciamo a ricavare
le sensazioni. Non derivano dall'esperienza ma sono il mezzo attraverso cui è possibile
l'esperienza.
● Newton: oggettivi e recipienti vuoti. Kant soggettivi (genere umano) che conosce
qualsiasi cosa nello spazio e nel tempo È RELATIVO AL SOGGETTO. Kant rifiuta
quindi la concezione di Newton dello spazio del tempo come realtà a sé, e sostiene
che esse siano condizioni a priori del conoscere e possono esistere anche senza un
oggetto, poiché non sono recipienti vuoti.
● Locke: ricavati dall'esperienza Kant: non sono ricavati dall'esperienza perché la
rendono possibile e la precedono.
● Leibniz: erano concetti, astrazioni ricavati da relazioni tra i corpi Kant: forma a priori
della sensibilità quindi forma grazie alla quale abbiamo l'esperienza (corpi che
esistono grazie allo spazio e al tempo). Non interviene alcuna astrazione e
l'intuizione fa ricavare lo spazio e il tempo in maniera immediata.
● Spazio: forma a priori delle sensazioni esterne e rende possibile la geometria che
studia lo spazio. La geometria espone la sua conoscenza tramite giudizi sintetici
(incrementano la conoscenza) (le forme a priori sono innate trascendenti non di
contenuto).
● Tempo: forma a priori della sensazione interne, sentimenti (non possono essere
nello spazio ma solo nel tempo dato che sono oggetti dei sensi), cose mentali. Ha
una forte rilevanza per arrivare alla concettualizzazione perché è quello che crea lo

⬇️
schema. Rende possibile le intuizioni e il susseguirsi di intuizioni (come la collezione
di idee di hume).
● Questa sequenza è presente anche nell’aritmetica che si fonda sul tempo quindi la
matematica può essere una scienza ecco perché è universalmente valida (cerca di
salvaguardare la scienza e innanzitutto la matematica poi con l’analitica la fisica). Il
tempo è più importante perché anche le sensazioni esterne vengono date alla nostra
mente e ha la priorità perché lavora in maniera immediata. Lo spazio è subordinato
al tempo perché rielabora tutto nella nostra mente, secondo delle sequenze e quindi
il tempo. La matematica deve essere una scienza, per Hume è analitica (non
feconda) per Kant è fondata sui giudizi a priori quindi sintetica. Kant vede nella
geometria e nell’aritmetica delle scienze sintetiche a priori per eccellenza, sintetiche
in quanto ampliano le nostre conoscenze e a priori in quanto i teoremi geometrici o
aritmetici vengono sviluppati indipendentemente dall’esperienza grazie all’intuizione
pura di spazio per la geometria e di tempo per l’aritmetica.
● L’intelletto è la facoltà di giudicare.

2. dottrina del metodo: vede come si applicheranno in maniera corretta tali forme a priori
(questa parte non si studia)

Logica (2 parte della critica)


Prima parte:
1. Analitica
Studia le forme a priori che rendono possibili i concetti. L'intelletto produce i concetti
empirici, i dati vengono forniti dall'esperienza e vengono rielaborati dalle forme a priori
dell'intelletto che si chiamano categorie che danno una conoscenza della realtà.
Nell'estetica le sensazioni sono intuitive, sono molteplici e l’intelletto le assembla insieme per
creare un concetto (questo è un libro), i concetti sono di due tipi: empirici (esperienza), puri
(non derivano dall’esperienza), questo per dire che estetica e analitica funzionano insieme.
L’analitica trascendentale si focalizza sui concetti puri che sono i predicati generali dove noi
sintetizziamo le molteplici sensazioni.
Categorie di Aristotele: sono generi supremi dell’essere cioè Modi generali entro cui la
realtà si presenta, ontologia. e sono modi generalissimi entro cui l’essere si predica, logica.
In Kant le categorie si limitano a racchiudere i modi in cui l’essere si predica (perché noi non
possiamo conoscere il noumeno, sostanza).
Kant critica aristotele per il fatto che abbia elencato le categorie in modo casuale (da non
dimenticare che erano appunti e non opere).

Kant ordina le categorie in classi:


quantità, qualità, relazione e modalità.
Ciascuna classe è divisa in tre momenti che ci danno 12 categorie. Queste categorie
valgono per tutto il genere umano. (Tutto Hegel ha un andamento triadico)
Categorie importanti:
(Relazione)causa-effetto che salva la fisica deterministica da Hume (mette in dubbio il fatto
che il principio di causa effetto non esista perché è solo a posteriori), infatti questo l’obiettivo
dell’ analitica trascendentale è quello di salvare la fisica di Newton.
(Quantità) unità è una forma a priori particolare e non una rappresentazione dell’unità
(quella è l’idea).
Qualità e modalità

[Link] trascendentale (deduzione: legittimazione di una pretesa di fatto)


Per Kant è un dato di fatto che noi applichiamo le categorie (pensiamo attraverso le
categorie gnoseologiche/mentale interna che mettono insieme qualcosa che viene
dall’esterno ordinato già dal tempo e dallo spazio).
La domanda è: è legittima questa pretesa della nostra mente? (Si) Per quale motivo la
natura esterna si lascia categorizzare dalla nostra mente?
Prova a risolvere il problema di fondo di Galileo (natura scritta in caratteri geometrici) e
Newton cioè che nella natura ci sia la matematica, Kant cerca di trovare il fondamento di
questa fisica. Si sta chiedendo se è legittimo categorizzare qualcosa che non è prodotto da
noi.
La deduzione di Kant è la dimostrazione giuridica (le prove) della legittimità di una pretesa
di fatto (perché di fatto noi le utilizziamo MA è legittima?)
La risposta: è sì (fondamento fisica che vuole salvare ricorda)
Intelletto: facoltà umana che riunisce il molteplice in una unità, questa è l’attività
dell’intelletto e precede la categoria unità perché è un attività già intrinseca dell’intelletto
(rappresentazione dell’unità è dell’intelletto).
L’attività di congiunzione prende nome di IO PENSO, attività generalissima che sintetizza
tutti i concetti come MIEI cioè un auto coscienza (vale per tutti come funzionamento ma per
tutti è diverso), pura, appercezione, trascendentale. L’io penso è alla base della scienza ma
anche dell’individuo perché io sono consapevole di avere dei miei concetti (per cartesio il
cogito è la certezza su cui si basa tutto il sapere che poteva valere per tutti quando è Dio
serviva per giustificare).
Passo T7
● Non c’è deduzione nell’estetica
● Noi sentiamo tutto nello spazio e nel tempo (in modo immediato) e non sentiamo
qualcosa è perché è al di fuori di queste due intuizioni per questo non c’è bisogno di
una deduzione (dimostrazione) ma l’attività di rielaborazione deve essere dimostrato
● La mente deve lavorare su qualcosa che ha ricevuto e bisogna dimostrare che sia
legittimo
● Intelletto è rappresentazione dell’unità: mette insieme il molteplice in uno
● Io penso è l’unità più generale del nostro intelletto (praticamente la mente stessa).
Suprema attività unificatrice

Tutti i nostri pensieri presuppongono l’Io penso che si esprime attraverso le


categorie e tutto ciò che è pensato è pensato attraverso le categorie quindi è legittimo
l’uso delle categorie= io penso diventa il legislatore della natura (è l'ordinatore per
eccellenza).
Apice della rivoluzione copernicana perché è il soggetto a ordinare la natura e ad essere il
suo legislatore. Non è la conoscenza e MA ciò che permette la conoscenza. È limitato
perché non produce il molteplice perché non lo crea ma lo ordina.
È formale perché è a priori ed è il fondamento affinché la conoscenza non abbia il
contenuto.
Se tutto può essere studiato in maniera determinata, cioè attraverso causa-effetto, dov'è la
libertà? L’uomo è libero?
Dell'anima noi non abbiamo conoscenza. Noi possiamo conoscere la natura
soggettivamente.
Per Leibniz l’appercezione è la consapevolezza della percezione caratteristica dell’attività
rappresentativa dell’anima umana la monade superiore, per Kant invece ‘lappercezione
trascendentale cioè l’io penso è il centro unificatore della conoscenza.

Analitica dei principi/schematismo trascendentale (3 parte della critica)


Dopo la legittimazione delle categorie viene lo studio dell’uso delle categorie sui dati
sensibili. Infatti la domanda di partenza è: se le categorie non sono proprietà delle cose
(dati), ma concetti puri o a priori, per quale ragione se dovrebbero valere per le cose?
perché le cose dovrebbero impedire le categorie?
● Le categorie sono forme a priori prive di contenuto (elementi formali), validità e
universalità
● I dati esterni sono molteplici, particolari, elementi sensibili
Il mediatore tra i due è il tempo perché il tempo è la forma a priori attraverso cui percepiamo
e che interviene per organizzare i dati sensibili l’intelletto, per mezzo delle categorie
influenza il tempo (perché lavora sul materiale organizzato dal tempo). Il tempo non è un
elemento assoluto ma è una nostra forma a priori che organizza il materiale esterno.
L’immaginazione che ha due aspetti:
1. Riproduttiva —> la classica che ricopia, replica qualcosa che non abbiamo più sotto
agli occhi,
2. Produttiva —> produce schemi e regole che corrispondono ognuno a una delle
categorie.
Kant per schema intende la rappresentazione intuitiva di un concetto, pur avendo una
parentela con l’immagine va distinto da essa poiché non coincide con le immagini sensibili
ma è soltanto una regola per delineare in generale la figura qui si sta pensando.
L’esempio qui sotto riguarda le categorie di quantità, il loro schema complessivo è il numero,
ovvero la successione addizione degli omogenei nel tempo.

Regole generalissime è possibile la scienza

Dialettica trascendentale (4 parte della critica)


Ha un significato negativo perché il pensiero vuole oltrepassare i limiti dell’intelletto
applicando le categorie a qualcosa che trascende i dati sensibili ma non è una scienza e non
può trovare delle risposte valide come vuole fare la metafisica.
La metafisica è quindi solo una tendenza naturale dell’uomo di porsi delle domande.
Psicologia razionale: sostiene che sia basata su un ragionamento errato che consiste
nell’applicare la categoria di sostanza all’io penso trasformandolo in una realtà permanente
chiamata anima, ma l’idea di anima intesa come sostanza, cioè in questo caso che la mente
che viene sostanzialitazzata la quale però è prettamente formale e non abbiamo
conoscenza (ma solo consapevolezza), poiché è una x ignota
Cosmologia razionale: non è scienza e si fonda sull’idea di mondo come totalità dei
fenomeni esterni, ma noi non abbiamo esperienza della totalità dei fenomeni (limiti della
mente.
4 antinomie (contraddizioni) nella storia della filosofia e questo fa capire che non è studiata
oggettivamente, posizione simile a Hume perché il mondo è inconoscibile e arriva a
conclusioni scettiche perché non possiamo parlare in maniera scientifica; ma l’uomo sarà
sempre portato a farsi queste domande.
Vedi pag 196, sono le 4 classi delle 12 categorie (per sottolineare quanto vengono utilizzate
male le categorie nella “metafisica”) infatti: la prima antinomia riguarda la quantità, la
seconda qualità, la terza relazione, la quarta modalità. La metafisica si occupa delle tesi e il
pensiero scientifico delle antitesi (tesi: Leibniz D’Aquino, antitesi: Anassagora, Newton i
filosofi atei). Le ultime due antitesi se ci limitiamo a parlare di scienza sono vere, le tesi
invece possono essere vere a livello noumenico perché non le possiamo conoscere (non
possiamo conoscere Dio è qualcosa di libero perché i fenomeni non sono liberi).
Dobbiamo postulare la libertà e Dio, cioè accettare una determinata premessa per vera
senza dimostrazione per usarla da mezzo per dimostrare altro (il discorso sulla pratica, la
conoscenza non deve essere fine a se stessa)
Studio di Dio: L’argomento principale dei deisti: dato che vediamo un mondo ordinato allora
c’è anche un ordinatore, Dio ha pensato questo mondo quindi è oggetto di ragione
(progettista)
Teista: cartesio, argomento ontologico, non possiamo formulare giudizi scientifici su Dio
perché è inconoscibile ma comunque è pensabile

Confuta tutte le tesi


Prova ontologica:prova a priori, contro Sant'Anselmo e Cartesio (Dio esiste ed è un ente
perfetto se non esistesse non sarebbe perfetto, l’ente perfetto esiste ed è una
determinazione ontologica della realtà), esempio dei 100 tavoleri di Kant: posso pensarli o
averli sono uguali qualitativamente ma pensarli e basta non serve a nulla perché non è
qualcosa che possiamo ottenere dal semplice concetto; un cane che si morde la coda.
Prova cosmologica: prova a posteriori, contro Tommaso d’Aquino che dice che se qualcosa
esiste deve esistere un essere necessario affinché io esista e presuppone che questo
necessario sia l’ente perfetto grazie a ragionamento basati sul nulla rigirandosi il
concetto(principio di causa), Kant dice che noi presupponiamo qualcosa che trascende i
fenomeni (casualità di Dio) ma l’ente perfetto non esiste per forza.
Prova fisica/teologica: prova a posteriori, contro il deismo che dice che esiste un certo ordine
nella natura (grazie all’ordine delle parti l’occhio riesce a vedere)
Posizione meccanicistica: data la configurazione fisiologia (casualmente consente la vista) X
abbiamo la vista
Posizione finalistica del progettista: vista grazie a qualcuno che ha pensato a questa
configurazione (noi vediamo il bello nell’ordine ma non è scientifico), l’errore sta nel
prendere solo una determinata parte della natura e applicare il principio di causa
pretendendo di trascendere i fenomeni naturali. Non è necessario che ci sia la causa
esterna alla natura (Dio/demiurgo che plasma la natura) e si presuppone che abbia anche
creato la natura senza spiegarlo: per Kant la natura potrebbe essere si ordinata da se (alla
maniera spinoziana che a livello fenomenico è giusta antitesi n3 pag 196), inoltre
trasformando l’ordinatore in creatore le cause si mescolano.
Non si può parlare di Dio scientificamente.

Quindi cosa resta della metafisica? La filosofia intensa come metafisica non potrà mai
essere scienza perché utilizza male le categorie.
La ragione a partire dal molteplice si giunge a unità e quando trascendiamo i fenomeni
abbiamo le idee. La ragione è il modello regolativo per la scienza, non formulerà mai giudizi
scientifici ma può fare da modello perché la scienza vuole arrivare a delle spiegazioni per
molteplici fenomeni (come è l’obiettivo della scienza di oggi).
Questa critica sfocia nel romanticismo perché l’uomo non è solo ragione ( metafisica)
La metafisica da trascendente non ha più senso ma ha senso avere una metafisica che
precede e permette l’esperienza cioè una metafisica trascendentale
Trascendentale: Kant recupera il termine dandogli un significato specifico, legato al piano
epistemologico (piano conoscitivo). Si parla di condizioni che permettono all’uomo di
conoscere la realtà. Egli parlava di condizioni logiche, cosa bisogna presupporre che ci sia
nella mente di un uomo affinché egli conosca la realtà. Trascendentale sono entità che
permettono la conoscenza.
Trascendente: il piano non è più quello conoscitivo epistemologico, ma quello ontologico. Si
parla di entità che sono al di fuori della realtà che si possono percepire coi sensi o con
l’intelletto (per es. un numero, qualcosa che eccede la realtà). Dio.
Uomo soggetto ad altri fenomeni che risponde a leggi naturali meccaniche= mondo
fenomenico

Critica alla ragion pratica (empirica)


Studio dei limiti
Studio della metafisica (era insegnante di metafisica) e dell’uso che possiamo farci; è stata
scritta nell’88 prima ha scritto la fondazione della metafisica dei costumi (qui Kant voleva
dedurre la legge morale dalla libertà perché l’uomo è libero e bisogna dedurre una legge
morale invece poi capisce che la legge morale è un fatto della ragione e poi viene la libertà
che diventa un postulato cioè è indimostrabile).
Kant nella prima critica a criticato le pretese della ragione teoretica di trascendere
l’esperienza invece nella seconda critica le pretese opposte della ragion pratica di restare
sempre legata all’esperienza, quindi quando essa tende all’incondizionato.

In che modo si può parlare di etica in modo legittimo?


Riguardano i giudizi etici cioè quando una cosa è giusta o è ingiusta da fare universalmente
e libera, i giudizi e tutte le cose studiate nella critica della ragion pratica sono strumenti per
questa critica. Tutta la riflessione della critica della ragion pura serve per le scelte etiche di
ognuno.

Quali sono i principi che guidano la nostra morale? cosa secondo la nostra volontà noi
seguiamo? (la volontà pone dei precetti che specificano qualcosa che non è implicito nella
volontà quindi è fecondo, necessario e universale, voler fare qualcosa deve avere la forma
di qualcosa di universale e necessario.)
L’etica è una legge morale scritta dentro di noi e il filosofo non deve scriverne una ma solo
constatarla (non c’è una deduzione). La ragione è quella facoltà che tende all’incondizionato
nella critica della ragion pura, ora Kant aggiunge che la ragione compie delle azioni ed è
prioritario sul conoscere.
Il suo tendere all’incondizionato ora è legittimo, la critica della ragione non verterà più
nell’ambito puro ma ora la critica è sul difetto della ragione che si basa sull’esperienza
perché l’agire pratico è universale e necessario (puro),(come quando agiamo solo per la
nostra felicità).
Non è una morale che si fonda sul sentimento, tranne il rispetto per la legge morale stessa,
verso il dovere.
La morale è universale, necessaria, a priori, razionale, libera, dovere, formale, interiore
(quando soccorriamo qualcuno è una buona azione ma per Kant non è quello che forma la
morale=il minimo a cui arriva la ragione compiendo un’azione impulsiva).
Se esistesse una perfetta conformità tra ragione e volontà noi agiremmo in maniera
meccanica e non ci sarebbe libertà, la morale esiste solo perché l’essere umano è libero.
Dal punto di vista fenomenico l’essere umano è un fenomeno che agisce in maniera
meccanica ma a livello noumenico la libertà deve essere il postulato principale (qualcuno
commette un reato si potrebbe giustificare che l’ha dovuto fare per forza perché è un’azione
determinata), l’indimostrabilità è prettamente teoretica ma di fatto noi siamo liberi dal punto
di vista morale.
Non è una morale che si fonda sul sentimento tranne per il dovere e lo è (dovere) perché
l’uomo è libero a deve farlo (non pagare le tasse ecc).
In tedesco: dovere (essere obbligato): dovere müssen dovere empirico ed estintivo e
necessario che non può essere altrimenti
dovere (avere il dovere morale): dovere sollen è il dovere che presuppone la libertà
dell’uomo che può non agire in maniera morale, (dovrebbe agire in maniera deterministica
anche il santo ma non è possibile); è molto vicino a Rousseau che dice che io son libero
quando assumo di dover fare il mio dovere e non essere schiavo del piacere (Kant lo delinea
in maniera etica e Rousseau in maniera politica).
La critica è l’emblema dell’illuminismo: santità irraggiungibile (perché la ragione tenderà
sempre verso gli istinti) quindi il fanatismo morale è da combattere perché la ragione deve
lottare contro se stessa per non cadere nell’impulsività, l’etica è razionale e rigosa.
L’etica è formale perché non ti dice cosa devi e non devi fare ed è interiore perché a lui
interessa l’intenzione e non l’azione in sé, bene e voler il bene coincidono. Distinzione anche
tra legalità e moralità, magari un’azione è legittima (leggi) ma non è morale, questa
distinzione sarà criticata da Hegel.
Era un pietista, cioè un protestante che metteva molto importanza nell’interiorità (lutero:
l’uomo buono fa azioni buone), dialogo interiore con la divinità.
Tu devi: sintesi dell’etica kantiana, illustra la forma ma non fa lui i precetti, etica
deontologica perché è tutto interiore.
Fichte inizia da kantiano ponendo l’accento sulla libertà noumenica, dunque questa critica
sarà fondamentale per L’idealismo.
Kant critica le morali eteronome cioè la morale che ha come fine un’altra cosa come il
piacere e la felicità, la morale deve essere fine a se stessa: si svincola dall’empiria
(condizionamenti esterni) ed è autonoma (un atto della volontà). Sono due aspetti della
libertà.
L’uomo portatore di diritti naturali.

Principi:

● massime: prescrizioni arbitrarie e soggettive, orientano le azioni ma non sono

⬇️
universali (farsi i capelli scalati, arredamento, vestiti e non ha senso imporli agli altri)
● Imperativi: sono oggettivi e c’è una distinzione formale (non importa il contenuto)
● imperativi ipotetici: prescrivono dei mezzi in vista di determinati fini, cosa devo fare
se voglio raggiungere un obiettivo (se non voglio andare in galera non devo rubare),
non sono universali e non sono liberi (posso scegliere comunque di rubare)
● imperativi categorici (imperativi dell'agire morale): ordinano il dovere in modo
incondizionato, devi fare ciò che devi fare perché devi, regola dell'agire cioè → di
fronte a una scelta etica bisogna pensare se quella cosa potrebbe diventare una
legislazione universale (copiare o non copiare durante una verifica?) e quali
sarebbero le conseguenze? cioè se il mondo diventasse un posto peggiore se
questa diventasse una legislazione universale perché per esempio in un mondo in
cui tutti uccidono non si camperebbe a lungo quindi non è morale. È l’imperativo per
cui la massima che io scelgo si possa elevare a legislazione universale: “agisci in
modo che la massima della tua volontà possa sempre valere nello stesso tempo
come principio di una legislazione universale”. La seconda formula dice di non
trattare l’umanità solo come mezzo e di non tendere all’empirismo, questa
formulazione apre la via al regno dei fini è una comunità ideale in cui ognuno agisce
avendo anche come fine l’umanità, ognuno persegue la legge morale e questo regno
è una comunità che agisce in maniera etica e non come un contratto o come uno
stato e poi possiamo averne consapevolezza solo a livello noumenico perché non è
esteriore: “agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di
ogni altro, sempre anche come fine è mai semplicemente come mezzo”.
La terza formulazione dice che la legge morale è autonoma (dal greco: chi impone
da se la propria legge) e non viene imposto da altro (come la legalità, dio e la
comunità in cui vivo) e anche azioni “giuste” non possono etiche. La morale è
autonoma dalla religione perché non è lei che detta la legge morale e la santità non è
raggiungibile, questa morale è profondamente laica e illuministica. Il comando morale
non deve essere un imperativo esterno e schiavizzante ma il frutto spontaneo della
volontà razionale a cui noi ci sottomettiamo non facendo altro che obbedire a noi
[Link] nel regno dei fini ognuno è suddito e legislatore al tempo stesso, scinde
però il soggetto legislatore dal soggetto sovrano insistendo sul fatto che noi pur
essendo legislatori del mondo morale noi siamo sudditi e non è il sovrano.
Per Rousseau il cittadino si sottomette volontariamente attraverso un patto e diventa libero,
in Kant l’individuo pone la legge morale come legge universale poi si sottopone liberamente.
● Postulati: verità che presuppongo come vere anche se non posso dimostrarle e le
devo ammettere altrimenti l'etica diventa impossibile (ammetto l'esistenza di dio per
avere la morale).
1. Dialettica tra la virtù e la felicità: bene supremo è la virtù, chi persegue la virtù spesso
è infelice, il raggiungimento del sommo bene (virtù + felicità) deve essere pensato
solo nell’aldila, postulando un mondo nell’aldilà posso realizzare il sommo bene
2. La religione sta alla fine della morale (perché completa la morale) ed è indimostrabile
a livello conoscitivo, è una ragionevole speranza che serve a rendere coerente tutto il
discorso della morale altrimenti saremmo sempre infelici quindi dobbiamo credere in
questo aspetto noumenico, solo Dio può garantire la felicità all’uomo virtuoso ma non
è lui che dice all’uomo cosa fare e come comportarsi è l’uomo che si pone da solo le
leggi e si sottopone ad esse
3. Il postulato sulla libertà: una parte dell’uomo che è deterministica e un’altra che è
noumenica, libertà è ciò che permette una legge morale (è un fatto della ragione) ed
è ciò che ci permette di avere una conoscenza (tesi della terza antinomia)
L’anima immortale (mondo dell’aldilà) ed io sono solo condizioni ipotetiche affinché la morale
trovi in un altro mondo quella realizzazione che in questo le è negata. Invece la libertà e la
condizione stessa dell’etica ed è quindi una certezza che scaturisce dallo stesso fatto
morale.
I giudizi determinanti sono prodotti dall’intelletto: universale che coincide con le forme a
priori, sono conoscenza

Testo pag 253


● Imperativo ipotetico: devo se voglio, non capiamo il devo se non abbiamo una
condizione
● Imperativo categorico: a priori senza un SE, legge universale, come faccio a capire
se il mio agire morale è legittimo? Se può essere una legislazione universale, è una
legislazione se non è contraddittoria e se è razionale.
● Esempio 1: suicidio non è un’azione morale, se tutti si suicidano (legislazione
universale) che succederebbe? Non ci sarebbe più nessuno, livello basso della
ragione —> irrazionalità (contraddizione)
● Esempio 2: non poter restituire un prestito, non può essere una legislazione
universale perché cosa accadrebbe se tutti non restituissero i prestiti, irrazionalità
contraddittorio

Alla fine ci ritroviamo con lui “uomini” diversi che spezza la realtà: l’uomo fenomenico delle
inclinazioni naturali e l’uomo noumenico della libertà e del dovere. Questo dualismo porterà
alla critica del giudizio

Critica del giudizio


L’ambito di ricerca è il sentimento, introduce al romanticismo, in particolare la finalità; nella
prima non c’è il finalismo perché è tutto meccanico e nella seconda emerge il regno dei fini
(mondo noumenico). Viene trattata anche l’universalità.
Nelle prime due critiche: l’universalità viene data dalle forme e priori invece qui deve essere
ricercata a partire dal particolare e poi si devono ordinare nel generale (questo è il fine), non
è scientifica e morale ma è un sentimento. Questo è il ponte tra le prime due critiche, dato
che da un lato avevamo un mondo fenomenico e deterministico conosciuto dalla scienza,
dall’altro un mondo noumenico e finalistico postulato dall’etica.
I giudizi visti finora sono determinati (cioè dicono che cos’è) quelli del sentimento invece
riguardano qualcosa che ci è già dato e sono:

⬇️
giudizi riflettenti: non è conoscenza, qui l’universale va ricercato, qualità che il soggetto
trova nell'oggetto → riflessione del soggetto sull'oggetto (sulla natura)
● giudizio telologici:, concettualizzo l’ordine della natura (finalità concettualizzata)
applico il concetto di scopo alla natura, la conformità dell’occhio gli permette di
vedere. (È comunque riflettente, non è conoscenza è sempre sentimento che utilizza
il concetto di fine)
● giudizio di gusto/estetico: riguardano la finalità degli oggetti (finalità intuita in
maniera immediata) (per me la finalità del sasso è aprire le noci, non considero il
sasso il se). la bellezza non è soggettiva (perché altrimenti qualsiasi cosa potrebbe
essere bella). Lo scheletro è messo così in funzione di tutto l’organismo.
(Vedere baumgarten) la differenza tra l'estetica di Baumgarten e quella di Kant risiede nella
transizione da un'analisi più legata alla sensazione e al gusto individuale (Baumgarten) a
un'analisi più complessa che coinvolge l'interazione tra sensibilità e ragione, universale e
soggettivo (Kant).
1. Giudizi estetici puri/di gusto: si basano sulla bellezza in sè
2. Giudizi estetici empirici: si basano su altre motivazioni (giudicare bella una canzone
se mi permette di ballare → giudico se è utile)
● se si spiega la bellezza probabilmente non è bella
● esempio del partner: lo posso trovare attraente per determinati fattori ma non per
forza vuol dire che sia bello perché è bello
● piacere estetico: una cosa è bella se mi genera questo piacere svincolato da altri
piaceri

Il sublime: Piacevole terrore, generare piacere estetico (guardare le stelle) che allo stesso
tempo genera inquietudine (ci si sente piccoli a guardare le stelle). vedere un vulcano
eruttare→ senso di impotenza. È un antinomia tra l’immaginazione e la ragione
È anche il rispetto verso la legge morale grazie alla sua maestà.
Qui l’estetica non c’entra niente con la conoscenza ed è un sentimento.

Giudizio di gusto (il bello)


4 classi di categorie le applica e permettono una definizione del bello: qualità,
quantità, relazione e modalità
1. Disinteressato (lo gusto/guardo e basta) (qualità) vs interessati
● Interessati: piacevole e buono, sono interessati perché a noi interessa la finalità
dell’oggetto. Piacevole: ciò che piace ai sensi nella sensazione, totalmente
soggettivo, materiale, sempre qualcosa di particolare. Buono: quando può essere
utile come mezzo in vista di altro (che porta a un fine) o buono in se
2. Contemplativo (relazione): perché è come se ammirassi in maniera mistica
l’oggetto, qualcosa con cui io mi confronti senza utilizzare concetti, non mi interessa
analizzare l’oggetto perché voglio solo gustare il bello senza conoscerlo.
3. Libero: non riguarda la mia sensazione quindi è disinteressato e contemplativo
dunque è libero e puro, lo considero come se avesse una portata universale
(relazione) e necessaria (modalità). Ricapitolando: è libero io lo contemplo senza
alcun interesse, è svincolato dai giudizi interessati (materiali).
● bellezza libera: totalmente autonoma, bella perché è bella (un prato)
● bellezza aderente: aderisce a delle aspettative, modello su cui poggiare (un quadro
simile a Caravaggio) leggere pag 269. Questa distinzione è importante a livello
pedagogico.
Questa pretesa presuppone che ognuno abbia il giudizio estetico e che riescano a guardare
un oggetto solo perché è bello senza analizzarlo.

Dimostrazione dell’’universalità

Il bello risiede nell’uomo

Burke parla del sublime e influenza a tutte le riflessioni tra cui quella kantiana. Il sublime è
qualcosa che produce da un lato terrore e dall’altro lato piacere (vediamo un temporale ma
siamo a casa tranquilli) terrore che crea piacere= dialettica.
Sublime matematica: grandezza vastità della natura ci sentiamo piccoli eppure osserviamo
lo spazio perché ci fa stare tranquilli
Sublime dinamico: potenza della cascata, vulcano ecc disaccordo tra immaginazione e
ragione + armonia, la prima rappresenta la cosa e ci atterrisce ma siamo anche chiamati ad
ammirare la potenza e l’infinità.
Ricapitolando: Immaginazioneci rappresenta come finiti ma la ragione tende
all’incondizionato.
Il sublime e il bello sono dentro l’uomo perché è lui che sente l’esigenza di andare oltre e
non è nella natura, siamo noi che diamo qualcosa alla natura = primato dell’essere umano. Il
sublime è anche dato da condizioni culturali per sentirlo (aristocratico colto) a differenza del
bello che può essere percepito da qualsiasi essere umano.

Il genio (vago libero) non opera per concetti e realizza il bello ed è differente dallo scienziato
che dimostra passo dopo passo quello che ha fatto in maniera razionale. Il genio segue
l’ispirazione ed è un dono della natura, le sue opere nascono in maniera spontanea, il bravo
artista usa la bellezza aderente sul genio e ne fornisce regole così che altri artisti possano
imitarlo (come il classicismo che prendono come modello i veri classici antichi)

Pag 285
● Immaginazione + intelletto= bello
● Giudizio di gusto: no determinante ma riflettente riguardante un sentimento
(rappresentazione + intelletto)
● Giudizio puro svincolato da elementi materiali
● Gradevolezza riguarda il sentimento di piacere del soggetto nella rappresentazione
dell’oggetto
● Elevare a oggettivo la sensazione soggettiva anche se sappiamo che non è così ma
siamo portati a farlo
● Come se esistesse, dualismo dell’uomo
● Pretendo l’universalità perché permette un confronto ma qui l’impresa è ardua
perché si parla di sentimenti soggettivi

Giudizio teleologico

Si applica a determinati fenomeni naturali (ordine del mondo, ordine della biologia= vediamo
un progetto), noi applichiamo il concetto di ordine e fine a qualcosa che ci è stato dato
(l’occhio è così perché ci permette di vedere, finalisticamente serve alla vista, bisogno
dell’uomo di trovare un fine). Il concetto di fine non
è scienza perché non abbiamo esperienza del progettista che ha dato questo ordine, quindi
si tende alla trascendenza; lo scienziato si deve limitare a descrivere i fenomeni attraverso
cause efficienti e non finali perché noi non conosciamo lo scopo e sia andrebbe
all’incondizionato.
Serve alla scienza anche se non è scienza perché da un ordine: le grandi teorie generali
sono prodotte dal giudizio teleologico che mette ordine ai singoli rapporti tra fenomeni in
scale molte ampie e dà vita a grandi teorie (eliocentrismo). Le teorie più generali sono
possibili solo se applichiamo questo giudizio e poi queste possono cambiare nel corso del
tempo. Con esso non possiamo descrivere la finalità ma riesce a dare una panoramica, è
strumento della scienza e non oggetto.
Questo implica che il giudizio teleologico e il meccanismo, suggeriscono i limiti della ragione
umana; lo scienziato si deve limitare a descrivere i fenomeni (limiti 1 critica) ma l’uomo vorrà
sempre guardare il fine e esplorare il mondo noumenico (incondizionato 2 critica). I fenomeni
sono limitati all’esperienza ma è reale (anche se inconoscibile) il mondo noumenico, il
giudizio teleologico funge da limite per la scienza e come apertura verso il mondo della
morale: il regno dei fini. Definisce il rapporto tra il mondo meccanicistico (che non basta
mai all’uomo) e finalistico (portati a pensare subito allo scopo di una cosa).
Pag 276-277-278
Cause intrinseche: l’organismo ha questi organi per sopravvivere
Cause estrinseche: Dio che ordina
Il regno dei fini vede l’uomo al centro
Non abbiamo esperienza del fine che presupponiamo (io sento che l’occhio mi fa vedere ma
non so se è questa la finalità, categoria causa effetto)
Il meccanismo è valido solo per la realtà fenomenica quindi non è totale.
Lo scienziato deve spiegare i fenomeni solo con la categoria causa effetto.
È un semplice principio euristico (parti funzionalizzate in vista del tutto, ricerca di leggi nella
natura) che ordina l’universale grazie ai singoli fenomeni particolari trascendendo la scienza
poiché è un semplice fenomeno da ordina.

Approfondimenti

La metafisica dei costumi 1797


Costumi: la prassi (morale+legalità)
Prima parte dedicata al diritto
Seconda parte dottrina della virtù
La metafisica in questo caso è il trascendentale, studio delle forme a priori universali e
universali della prassi (aspetto legale e morale).
La critica della ragion pratica vuole trovare la forma che deve assumerà la nostra massima
per elevarsi a legislazione invece la metafisica dei costumi cerca di studiare in maniera
concreta come applica la morale.
Interiorità ed esteriorità del diritto: Kant distingue legalità e moralità, tutto è incentrato
sull’intenzionalità prima ora dobbiamo porre la nostra attenzione sull’azione per capire se
rispetta o no la legge dello stato quindi riguarda l'esteriorità.
Affinché una nostra azione si dica conforme alla legge dello stato e sia morale si deve
fondare sulla ragione (filosofia), il diritto si fonda dunque sulla filosofia.
La filosofia non può dedurre tutto il diritto ma comunque il diritto deve tenere presente la
filosofia perché si basa su essa. Chi governa deve tenere in considerazione l’opinione dei
filosofi.
Obiettivi polemici:
● anarchismo (senza leggi positive dello stato) e gli anni 40 dell’Ottocento saranno
l’apice dell’anarchismo teorico.
● Positivismo: una legge una volta posta dal sovrano è sempre giusta (per Kant non
può essere così perché la legge non è fondata sulla ragione in questo modo)
Il diritto deve regolare la convivenza con le persone e i fondamenti devono essere tratti dalla
ragione perché il genere umano è razionale. Per fondare il diritto non bisogna studiare ogni
singolo statuto ma è un’opera di deduzione che parte dal d’azione (ragione).
La libertà deve essere garantita dal diritto e questa libertà è necessaria (diritto inalienabile),
ma il diritto deve limitare un po’ la libertà a tutti per far sì che tutti siano liberi; sta
legittimando la costrizione per la tutela della libertà è della giustizia.
Possiamo dunque definire il diritto per Kant: insieme di provvedimenti tesi a garantire
l’arbitro dell’uno e dell’altro in base a una legge universale fondata sulla libertà. Quindi il
diritto garantisce un’equa porzione di libertà perché se è illimitata danneggia i diritti di tutti,
libertà = uguaglianza
Lo stato kantiano
Molto simile alla concessione dei giusnaturalisti e contrattualisti, era liberale.
Hobbes: idea per cui lo stato di natura è uno stato che mette a repentaglio i diritti di tutti e si
deve uscire con un calcolo della ragione grazie a un patto
Locke e Rousseau: il patto è regolativo per l’agire dello stato
Locke: diritti inalienabili, necessari e universali (la libertà). Locke però teorico della
resistenza perché se il sovrano si trasforma in assolutista il popolo si deve ribellare per Kant
no
Montesquieu: divisione dei poteri
Rousseau: non ispira Kant da questo punto di vista perché x Rousseau si dovevano
alienare i diritti (alienare tutti i diritti a tutti), non era a favore della divisione dei poteri

Il fine dello stato per Kant non è paternalistico ma è quello di rendere possibile in maniera
giuridica i fini particolari di ciascun individuo, lo stato deve garantire a livello giuridico che
ciascun raggiunga i propri scopi e quindi la libertà di poter fare.
Il fine non è la felicità perché non è un concetto universale ma è sempre particolare quindi lo
stato deve dire come un cittadino può fare qualcosa e non cosa deve fare.
Grande teorico del liberalismo e approfondisce locke. Teorico anche della proprietà privata
perché lo stato non deve distribuire la ricchezza.
Il rispetto per la libertà altrui fa si che Kant abbia un rapporto particolare con la rivoluzione
francese, di cui critica la lotta perché è “uno storico della non violenza” e ritiene che la
rivoluzione abbia tradito i suoi stessi ideali con la lotta.
La pensa come l’Inghilterra che ha evitato la rivoluzione e i moti grazie alle riforme.

Pace perpetua
In occasione della pace di Basilea tra Francia e Prussia, Kant scrive questo trattato.
Pace transitoria finalizzata a una nuova guerra lui invece vuole costruire le condizioni
necessarie affinché nel mondo si costruisca una pace perpetua/perenne.
Relazioni tra stati egli sostiene che gli stati sono ancora nello stato di natura bellicoso e
dobbiamo uscirci.
Testo
1. Contro gli armistizi
2. Influenza rivoluzione francese, lo stato non è il re e viene dal basso
3. Eserciti permanenti
4. Lo stato non deve intromettersi negli affari di un altro stato (distinzione triplice
alleanza e santa alleanza)
5. Repubblica, cioè la costituzione deve essere fondata dal basso e uguaglianza di tutti
di fronte alla legge (nellancieme regime questo non c’era perché non c’erano leggi
uguali per tutti) come la prima repubblica dei francesi.
6. L’interpretazione di Bobbio: ci deve essere una confederazione di stati e non una
federazione. Alcuni appanno rivisto in Kant il padre dell’Unione europea. Lo stato non
è tenuto a rispettare come suo superiore un nuovo stato ma i vari stati devono
accordarsi tenendo come fino regolativo la pace.
7. Ospitalità e tutelare le garanzie di vita sono molto lontane, lo dice perché ci sono le
prime ribellioni da parte degli occidentali agli occidentali visto quanto avevano
impoverito è sottomesso altre popolazioni (Cina e Giappone chiudono le porte), è
favorevole a questa chiusura.

Articolo segreto riguarda la relazione tra stato e filosofo, no re filosofi perché le figure
devono essere distinti, il filosofo non deve essere politico e legislazione ma tenere in
considerazione l’opinione del filosofo, libertà di opinione. Il filosofo utilizza la ragione in modo
migliore
Il fine della storica è un giudizio teleologico esclusivamente regolativo, questo fine della
storia esiste nella natura e o noi lo seguiamo oppure sarà la natura stessa a intervenire in
maniera brusca e noi da essere razionali dobbiamo seguirlo.

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