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Storia 2

La Riforma Protestante, iniziata nel 1517 con le 95 tesi di Martin Lutero, ha scatenato una rivoluzione religiosa, politica e sociale in Europa, contestando la corruzione della Chiesa e promuovendo la giustificazione per fede. La Controriforma, avviata dalla Chiesa Cattolica in risposta, ha cercato di rinnovare la spiritualità e riaffermare le dottrine cattoliche attraverso il Concilio di Trento e misure repressive come l'Inquisizione. Il Calvinismo, sviluppato da Giovanni Calvino, ha introdotto la dottrina della predestinazione e ha influenzato l'etica del lavoro, contribuendo allo sviluppo del capitalismo moderno.
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Storia 2

La Riforma Protestante, iniziata nel 1517 con le 95 tesi di Martin Lutero, ha scatenato una rivoluzione religiosa, politica e sociale in Europa, contestando la corruzione della Chiesa e promuovendo la giustificazione per fede. La Controriforma, avviata dalla Chiesa Cattolica in risposta, ha cercato di rinnovare la spiritualità e riaffermare le dottrine cattoliche attraverso il Concilio di Trento e misure repressive come l'Inquisizione. Il Calvinismo, sviluppato da Giovanni Calvino, ha introdotto la dottrina della predestinazione e ha influenzato l'etica del lavoro, contribuendo allo sviluppo del capitalismo moderno.
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La Riforma Protestante: un mondo che cambia

nella Germania del 1517, un’epoca di grandi cambiamenti, un monaco agostiniano, Martin
Lutero, affigge sulla porta della cattedrale di Wittenberg 95 tesi. Non era un atto di ribellione
violenta, ma una richiesta di dialogo accademico. Tuttavia, quelle tesi avrebbero scatenato
una rivoluzione non solo religiosa, ma anche politica e sociale.
Le radici della Riforma
Già prima di Lutero, ci sono state proteste contro la Chiesa. In Inghilterra, nel XIV secolo,
John Wycliffe, teologo di Oxford, contestava i privilegi delle gerarchie ecclesiastiche e
negava la transustanziazione, cioè la trasformazione del pane e del vino nel corpo e sangue
di Cristo. Sosteneva che i fedeli potevano avere un rapporto diretto con Dio e tradusse la
Bibbia in inglese, per renderla accessibile a tutti.
Il suo pensiero influenzò i lollardi, un movimento che univa protesta sociale e religiosa. Il
termine “lollardo” deriva da lolium, una pianta infestante, perché venivano visti come
seminatori di discordia.

In Boemia, agli inizi del XV secolo, Jan Hus criticò la ricchezza del clero e sosteneva che la
salvezza si ottiene attraverso la fede e la grazia divina, non per mezzo delle indulgenze. Le
sue idee furono molto diffuse, ma Hus finì bruciato sul rogo nel 1415. Tuttavia, il suo
pensiero sopravvisse e si radicò nella Chiesa nazionale boema.
Lutero: una rivoluzione spirituale e politica
Martin Lutero, monaco e professore di teologia, conobbe da vicino la corruzione delle
gerarchie ecclesiastiche, soprattutto durante i suoi viaggi a Roma. Quando nel 1517
l’arcivescovo di Magonza, Alberto di Brandeburgo, bandì la vendita delle indulgenze per
finanziare la costruzione della basilica di San Pietro, Lutero non poté più tacere.
Nelle sue 95 tesi, Lutero criticava il fatto che la salvezza fosse venduta come se fosse un
bene di consumo. Secondo lui, la grazia divina è un dono gratuito, non dipende dalle opere
né tanto meno dal denaro.
Le sue idee si diffusero rapidamente grazie alla stampa e tra le sue opere principali
troviamo:
​ •​ “Alla nobiltà cristiana della nazione tedesca”, in cui invita i principi tedeschi a
riformare la Chiesa sul loro territorio e a liberarsi dal dominio della curia romana.
​ •​ “La cattività babilonese della Chiesa”, dove riduce i sacramenti da sette a
due, il battesimo e l’eucaristia, perché solo questi sono citati nelle Scritture.
​ •​ “La libertà del cristiano”, che sottolinea l’importanza della fede personale e
della libertà interiore.

Le idee fondamentali di Lutero


​ 1.​ La giustificazione per fede: L’uomo si salva solo grazie alla fede e alla grazia
divina, non attraverso le opere.
​ 2.​ Il libero esame: Ogni cristiano ha il diritto di interpretare le Scritture, senza
bisogno di intermediari come preti o vescovi.
​ 3.​ Il sacerdozio universale: Tutti i credenti sono sacerdoti, il che elimina la
necessità di una gerarchia ecclesiastica.
La reazione della Chiesa e le conseguenze politiche
Il papa Leone X condannò Lutero con la bolla Exsurge Domine, ordinandogli di ritrattare.
Quando Lutero rifiutò, fu scomunicato e dichiarato eretico alla Dieta di Worms nel 1521.
Tuttavia, trovò protezione presso Federico il Saggio, elettore di Sassonia, che lo nascose nel
castello di Wartburg, dove Lutero tradusse la Bibbia in tedesco.
La Controriforma:
La Controriformafu il movimento di rinnovamento spirituale, dottrinale e istituzionale che la
Chiesa Cattolica avviò nel XVI secolo in risposta alla Riforma Protestante.
●​ Riforma Cattolica: Un movimento interno alla Chiesa, iniziato prima della Riforma
Protestante, mirava a rinnovare la spiritualità e correggere gli abusi. Promosse nuovi
ordini religiosi (come i Gesuiti) e riformò il clero per rafforzare la fede.
●​ Controriforma: Fu la risposta diretta alla diffusione del Protestantesimo, con misure
difensive come l’Inquisizione, l’Indice dei libri proibiti e il Concilio di Trento
(1545–1563), che riaffermò le dottrine cattoliche e rafforzò l’autorità della Chiesa.
In sintesi, la Riforma Cattolica si concentrò sul rinnovamento interno, mentre la
Controriforma fu una reazione più repressiva contro il Protestantesimo.

Questo processo iniziò con il Concilio di Trento (1545-1563), che fu convocato da Papa
Paolo III con l’obiettivo di rispondere alle istanze protestanti e di riformare la Chiesa. Le
principali decisioni furono:
1.​ Dottrina:
•Conferma della centralità dei sette sacramenti contro la riduzione protestante a due.
•Ribadita la dottrina della transustanziazione nell’eucaristia.
•Importanza sia della fede che delle opere per la salvezza, rifiutando la sola fede (sola fide)
di Lutero.
•Autorità delle Scritture affiancata dalla Tradizione della Chiesa.
2.​ Riforme interne:
•Istituzione dei seminari per una migliore formazione del clero.
•Obbligo di residenza per i vescovi nelle loro diocesi.
•Lotta contro il nepotismo e la vendita delle indulgenze.

La Chiesa adottò diversi strumenti per consolidare la propria autorità e combattere l’eresia:
1.​ L’Inquisizione:
•Rafforzata nei suoi poteri, l’Inquisizione agì per estirpare il Protestantesimo e altre dottrine
considerate eretiche. In particolare, la Congregazione del Sant’Uffizio (1542) fu istituita per
vigilare sull’ortodossia religiosa.
2.L’Indice dei libri proibiti:
•Creato nel 1559, l’Indice elencava i testi che erano vietati ai fedeli per proteggerli da idee
considerate pericolose.
[Link] Compagnia di Gesù:
•I Gesuiti, o Compagnia di Gesù, furono fondati nel 1540 da Ignazio di Loyola come ordine
religioso cattolico. Il loro obiettivo principale era contrastare la diffusione del Protestantesimo
e rafforzare la fede cattolica attraverso:
-​ Educazione: Fondarono scuole, collegi e università, promuovendo un’istruzione di
alto livello.
-​ Missioni: Diffusero il cattolicesimo in Asia, Africa e Americhe, adattandosi alle culture
locali.
-​ Spiritualità: Promossero esercizi spirituali e disciplina personale per consolidare la
fede.
-​ Fedeltà al Papa: Furono strenui difensori dell’autorità papale.
La Riforma Protestante e i conflitti in Germania
Durante il periodo di formazione del Protestantesimo, la Germania fu attraversata da
significativi conflitti sociali, strettamente legati alle idee di Martin Lutero.
Alcuni principi tedeschi decisero di staccarsi dalla Chiesa di Roma per non dover più pagare
tasse al Vaticano e per appropriarsi dei beni ecclesiastici presenti nei loro territori. Questa
decisione portò a un graduale disgregarsi dell’unità religiosa della Germania, che si concluse
ufficialmente nel 1555 con la Pace di Augusta. Questo trattato stabilì il principio del Cuius
regio, eius religio (“di chi è il regno, di lui sia la religione”), permettendo ai sovrani locali di
decidere la confessione religiosa dei loro territori.
Tuttavia, il periodo fu segnato anche da rivolte sociali. Tra queste, spicca la rivolta dei
contadini del 1525, guidata dal monaco Thomas Müntzer. I contadini, ispirati
dall’uguaglianza di tutti i fedeli predicata da Lutero, si ribellarono contro i privilegi dei nobili e
chiedevano l’abolizione delle tasse e delle corvée, ossia il lavoro gratuito imposto ai
lavoratori agricoli. Lutero, inizialmente solidale, si schierò poi contro i contadini, temendo che
la rivolta potesse destabilizzare l’ordine sociale. Con l’aiuto dei principi tedeschi, la ribellione
fu repressa con violenza, Müntzer venne giustiziato, e migliaia di contadini persero la vita.
Un’altra rivolta fu quella dei cavalieri, espressione della piccola nobiltà, che si opponevano ai
grandi feudatari e cercavano anch’essi di appropriarsi delle proprietà della Chiesa. Questi
episodi dimostrano come la riforma religiosa di Lutero si intrecciasse profondamente con le
tensioni sociali e politiche della Germania del XVI secolo.
Il Calvinismo: una nuova forma di Protestantesimo
Giovanni Calvino, uno dei più influenti riformatori protestanti, la sua opera principale,
“Istituzioni della religione cristiana” (1536), è una delle esposizioni più complete della
dottrina protestante.
Come Lutero, Calvino riconosceva solo due sacramenti: il battesimo e l’eucaristia. Tuttavia,
si differenziava da Lutero per la sua interpretazione dell’eucaristia: per Calvino, il pane e il
vino rappresentano una comunione spirituale con Cristo, ma non la sua reale presenza.
Uno degli aspetti centrali del pensiero di Calvino è la dottrina della predestinazione: la
salvezza non dipende dalle opere umane, ma è concessa esclusivamente da Dio, che ha già
deciso chi si salverà.
Questo concetto ebbe un forte impatto sulla mentalità dei credenti, poiché il successo nella
vita lavorativa divenne una manifestazione visibile del favore divino. Da qui nacque l’etica
calvinista del lavoro, secondo la quale il cristiano deve impegnarsi con dedizione nella sua
attività lavorativa, proseguendo simbolicamente l’opera creatrice di Dio.
Il Calvinismo e il capitalismo
Un aspetto interessante del Calvinismo è il suo legame con lo sviluppo del capitalismo. Lo
studioso Max Weber, nella sua opera L’etica protestante e lo spirito del capitalismo (1905),
sottolineò come l’etica calvinista del lavoro abbia contribuito alla nascita e all’affermazione
del capitalismo moderno. Secondo Weber, l’idea che il successo economico fosse una
manifestazione della grazia divina spinse i calvinisti a lavorare duramente, a risparmiare e a
reinvestire i profitti, favorendo così lo sviluppo economico.
Questa mentalità si diffuse non solo in Europa, ma anche nelle colonie nordamericane, dove
il calvinismo influenzò l’idea di autogoverno e la struttura delle comunità. I calvinisti, noti in
Francia come ugonotti, in Inghilterra come puritani e in Scozia come presbiteriani, ebbero un
ruolo fondamentale nella diffusione delle idee protestanti e nella creazione di società basate
su principi di autodisciplina e responsabilità individuale.

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