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Ugo Foscolo

Ugo Foscolo, nato nel 1778 a Zacinto, è un importante intellettuale italiano che vive tra Classicismo e Romanticismo, influenzato da autori come Rousseau e Goethe. La sua opera principale, 'Le ultime lettere di Jacopo Ortis', è un romanzo epistolare che riflette le frustrazioni di una generazione di intellettuali e il conflitto tra amore e politica. Foscolo scrive anche liriche, esprimendo temi di bellezza, nichilismo e l'importanza dell'arte, con uno stile che combina classicismo e innovazione.

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Ugo Foscolo

Ugo Foscolo, nato nel 1778 a Zacinto, è un importante intellettuale italiano che vive tra Classicismo e Romanticismo, influenzato da autori come Rousseau e Goethe. La sua opera principale, 'Le ultime lettere di Jacopo Ortis', è un romanzo epistolare che riflette le frustrazioni di una generazione di intellettuali e il conflitto tra amore e politica. Foscolo scrive anche liriche, esprimendo temi di bellezza, nichilismo e l'importanza dell'arte, con uno stile che combina classicismo e innovazione.

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UGO FOSCOLO

LA VITA
Nasce nel 1778 nell’ Isola Ionia di Zacinto (Repubblica Veneta) oggi Zante. Dopo la morte del padre si
trasferisce a Venezia (1788), una città ricca, politicamente indipendente e culturalmente vivace. Qui
incontra Melchiorre Cesarotti di cui legge la traduzione dei canti di Ossian, un'importante
opera preromantica dello scrittore scozzese James Macpherson, e Isabella Albrizzi che lo mette in
contatto con Cassandra e Pindemonte. Quando Napoleone conquista Venezia (1796) e vi instaura un
regime democratico, diventa segretario della municipalità ( in questi anni compone la tragedia Tieste
dell’ ode a Bonaparte liberatore, animata da sentimenti antitirannici e giacobini). Nel 1797 con il trattato
di Campoformio Napoleone cede la Repubblica di Venezia all’Austria, ponendo fine alla sua indipendenza
e Foscolo fugge a Milano dove conosce Giuseppe Parini e Vincenzo Monti e diventa giornalista politico.
Questo episodio e le delusioni per le speranze patriottiche, ispireranno nel 1802 “Le ultime lettere di
Jacopo Ortis”, un romanzo epistolare ispirato ai “dolori del giovane Werther” di Goethe e alle tragedie di
Alfieri. In questi anni , anche per le difficoltà economiche, viaggia molto e per mantenersi si arruola nella
Guardia nazionale della Repubblica cisalpina. Nel 1803 pubblica un importante lavoro filologico-erudito,
la traduzione della “Chioma di Berenice” del poeta Callimaco e la raccolta di poesie formata da 2 odi e 12
sonetti (Alla musa, Alla sera, A Zacinto). Nel 1804 si sposta in Francia, a Parigi dove si arruola nell’armata
napoleonica, in seguito conobbe Manzoni e traduce “il viaggio sentimentale” di Laurence Sterne. Nel
1807 pubblica il suo carme “i sepolcri” un’epistola poetica e una poesia sepolcrale e partecipa alla
traduzione dell’Iliade. Nel 1808 si sposta a Pavia dove ottiene una cattedra di eloquenza e nel 1812 a
Milano e a Firenze frequenta il salotto della contessa d’Albany. Nel 1813 compone il poemetto “le grazie”
e l ‘anno dopo combatte a Milano per gli attacchi degli Austriaci al Regno d’Italia. Nel 1814 con il
congresso di Vienna viene ripristinato Lo status quo ante, vengono ripristinate le condizioni precedenti a
Napoleone e con la sconfitta di Waterloo nel 1815 e il ritorno degli Austriaci a Milano si esilia prima in
Svizzera e poi a Londra dove muore nel 1827.

UNA FIGURA DI INTELLETTUALE NUOVO E RIFERIMENTI


Foscolo vive in un momento di svolta per la storia letteraria e culturale italiana e con lui nacque una
figura di intellettuale nuovo, che riconosce il divario tra lui e i letterati precedenti. Anche con lui è
evidente l’intreccio tra Classicismo e Romanticismo che caratterizza gli autori del 700 e 800. Dunque è
come se avesse una doppia anima e nella sua formazione fa riferimento, per quanto riguarda la
tradizione Classica, ai classici latini e greci come Omero, a Dante e Petrarca, a Parini e Alfieri e alla figura
del poeta-vate (è un poeta che acquisisce un carattere sacro, grazie al tono elevato delle sue opere).
Riguardo il Romanticismo, si ispira alla letteratura straniera, Rousseau e Goethe, la Poesia cimiteriale
( Young e Gray), la Poesia nordica e barbarica ( Macpherson) e lo studio delle passioni, titanismo, eroismo
e soggettivismo. Per quanto riguarda il Materialismo (che afferma che esiste solo ciò che è materia e
rifiuto dell’immortalità dell’anima e dopo la morte ce il nulla eterno) e Il Meccanicismo (dottrina per la
quale si ritiene che l’universo sia regolato da leggi intrinseche), si ispira ai poeti e pensatori classici come
Democrito, Lucrezio e alla cultura illuministica. Infine Machiavelli e Hobbes riguardo la concezione
pessimistica dell’ uomo e della storia ( i quali affermano che l’uomo sia di natura malvagio e in perenne
conflitto con gli altri uomini per imporre il suo dominio e nella società prevale la legge del più forte)
LE ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS
È il libro di una generazione perché interpreta bene quella generazione di intellettuali che aveva accolto
gli ideali rivoluzionari ed è fortemente autobiografico. L’opera ha la forma di un romanzo epistolare e
contiene le lettere che il protagonista Jacopo invia all’amico Lorenzo Alderani e le lettere riportate sono
unicamente quelle di Jacopo quindi l’opera diventa una sorta di monologo. Infatti Ortis è “l’alter
ego”dell’autore ( ovvero il personaggio letterario rispecchia la personalità dell’autore pero mentre
Jacopo sceglierà il suicidio, Ugo troverà scampo nella letteratura) che coglie la vita intima del
protagonista e ne riproduce i pensieri e le aspirazioni.

I modelli dell’opera, caratterizzati anch’essi da una forma di romanzo epistolare, dal tema dell’amore
contrastato e da una conclusione tragica ovvero la morte del protagonista, e sono “la nuova Eloisa” Di
Rousseau e “i dolori del giovane Werther” di Goethe, in particolare con quest’ultima ci sono delle
analogie, ad esempio le lettere di un unico mittente, Il protagonista è un uomo colto che ama una donna
già promessa e il carattere autobiografico, ma anche delle differenze, mentre in Goethe il protagonista
esprime un conflitto di natura sociale ovvero l’artista è frustrato dai privilegi dell’aristocrazia, in Foscolo il
conflitto sociale è anche di natura politica.

I temi principali dell’opera sono la frustrazione delle illusioni, la visione pessimistica della storia, la
fusione tra lettura e vita e il suicidio, che è l’unica alternativa per non subire violenza e non commetterla.

Per quanto riguarda lo stile la forma epistolare conferisce autenticità al racconto. Nell’opera Foscolo non
usa termini arcaici ma utilizza alcuni colloquialismi (espressioni del linguaggio abituale) e rifiuta l’utilizzo
di strutture sintattiche irregolari, ripristinando alcuni caratteri propri della lingua viva, ad esempio il
tentativo di conferire all’opera un tono medio. Però non rinuncia del tutto alla prosa aulica letteraria
difatti utilizza interiezioni (ah! ahimè! urrà!), apostrofi ed esclamazioni. Infine i registri e la costruzione
sintattica sono vari e legati allo stato d’animo del protagonista e al mutare delle situazioni.

TRAMA
Un giovane studente di nome Jacopo, dopo il trattato di Campoformio, si è unito alle truppe
napoleoniche e ha dovuto abbandonare la sua città Venezia. Si rifugia sui colli Euganei, dove incontra
Teresa, promessa sposa a Odoardo. Quando Teresa scopre di essere innamorata di Jacopo ed è
ricambiata, lo rivela al padre, Il quale però non ritiene opportuno sciogliere la promessa di matrimonio,
per non compromettere la stabilità economica della famiglia. Jacopo allora per non farla soffrire si
allontana da Teresa e inizia a vagare qua e la per L’Italia settentrionale senza trovare pace. Infine quando
viene a sapere delle nozze tra Teresa e Odoardo distrugge tutti i suoi scritti e si suicida.
LA LIRICA
Foscolo scrive anche delle liriche e già nelle sue prime composizioni è evidente il legame che mantiene
tra poetica e vita. Inoltre lui nei confronti dei propri versi è fortemente critico infatti ne scrive moltissimi
però la maggior parte li rinnega e li cancella. Di conseguenza pochissimi sono quelli inseriti nella raccolta
“Poesie” e nella sua versione definitiva la raccolta è formata da 2 odi e 12 sonetti.

ODI E SONETTI

TEMI, mito della bellezza femminile, consolatrice ma vulnerabile.


Autobiografismo, poetica delle illusioni (caduche ma necessarie), nichilismo
(morte,nulla,oblio), arte (capace di riscattare le delusioni).

INFLUENZE, sensibilità neoclassica, Parini ( con un discorso che trascende le


dimensioni etiche e civili e riguarda quelle filosofiche ed esistenziali) e Petrarca.
Alfieri (ma con maggiore apertura al mondo) e Petrarca (per temi, architettura e
metrica)

INSIDIA OGGETTO DI LOTTA, fragilità della bellezza, travolta dalla malattia o da


un incidente, la perdita della salute è temporanea. Negatività della storia

METRICA E STILE, ode di orientamento classicista. Sonetto ripreso nelle sue


varianti

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