Codex Iuris Canonici: NATURA E STRUTTURA
1. Natura
Codex Iuris Canonici è una collezione sistematica e sintetica di leggi ecclesiastiche, un
insieme ordinato e organico di disposizioni normative, che riguardano la vita e l’azione
della Chiesa. Questa collezione sistematica e sintetica di leggi ecclesiastiche, che viene
sotto il nome di Codice di Diritto Canonico, ha delle caratteristiche ben definite vis:
o Autentica, in quanto proviene con certezza da chi ne è indicato
come autore, in questo caso, dalla Suprema Autorità della Chiesa, che l’ha
approvata e promulgata come tale;
o Unica, in quanto promulgata con un unico atto autoritativo, sia
per il tempo di promulgazione, sia per il momento di obbligatorietà;
o Universale, in quanto riguarda tutta e la sola Chiesa latina (cf. can.
1), salvo quanto attiene al diritto divino;
o Esclusiva, rispetto alle leggi precedenti, secondo le modalità e le
disposizioni definite nei cann. 2-6.
2. Struttura del Codex Iuris Canonici
Il Codex Iuris Canonici consta di 7 LIBRI, divisi in Partes eccetto i LIBRI I, III
e V; le Partes di alcuni LIBRI sono divise in Sectiones.
LIBRI, Partes et Sectiones constano generalmente di Tituli; questi, a loro
volta, generalmente di Capita; i Capita possono essere divisi in Articuli.
La partizione ultima, che costituisce il normale riferimento per le citazioni,
è in Canones come suddivisione finale per le singole disposizioni legislative.
L’origine ufficiale di tale divisione è il Decretum Magistri Gratiani, o meglio,
secondo l’intitolazione originale data dal Maestro alla sua opera: Concordia
discordantium canonum.1 I Canoni possono essere a sé stanti, oppure divisi in
Paragrafi e Numeri successivamente, oppure in Numeri soltanto.
La ragione di questa distinzione è data dal fatto che i Paragrafi, pur
avendo una stretta relazione con il contenuto complessivo del Canone, hanno un
senso compiuto a sé stante. I Numeri invece, nella suddivisione sia del Canone,
sia del Paragrafo, non hanno un senso compiuto a sé stante; indicano
generalmente una enumerazione oppure una diversa specificazione della
medesima disposizione iniziale legislativa. In generale, il Codex Iuris Canonici,
1
Concordia discordantium canonum, in Corpus Iuris Canonici, Editio lipsiensis secunda post Aemilii
Ludouici RICHTERI curas ad librorum manu scriptorum et editionis romanae fidem recognouit et
adnotatione critica instruxit Aemilius FRIEDBERG, Pars prior, Decretum Magistri Gratiani, Lipsiae 1879
(ristampa: Graz 1959) (= FRIEDBERG I).
rimane strutturato nella seguente maniera: o LIBER I, DE NORMIS GENERALIBUS
(cann. 1-203 = 203; 11 Tituli). o LIBER II, DE POPULO DEI (cann. 204-746 = 543).
o Pars I, De christifidelibus (cann. 204-329 = 126; 5 Tituli).
o Pars II, De Ecclesiae constitutione hierarchica (cann. 330-572 =
243):
Sectio I, De suprema Ecclesiae auctoritate (cann. 330-367 = 38; 5 Capita); Sectio II,
De Ecclesiis particularibus deque earundem coetibus (cann. 368-572 = 205; 3 Tituli).
o Pars III, De institutis vitae consecratae et de societatibus vitae
apostolicae (cann. 573746 = 174):
Sectio I, De institutis vitae consecratae (cann. 573-730 = 158; 3 Tituli) Sectio II, De
societatibus vitae apostolicae (cann. 731-746 = 16).
o LIBER III, DE ECCLESIAE MUNERE DOCENDI (cann. 747-833 = 87; 5
Tituli).
o LIBER IV, DE ECCLESIAE MUNERE SANCTIFICANDI (cann. 834-1253
= 420).
Pars I, De sacramentis (cann. 840-1165 = 326; 7 Tituli).
Pars II, De ceteris actibus cultus divini (cann. 1166-1204 = 39; 5
Tituli).
Pars III, De locis et temporibus sacris (cann. 1205-1253 = 49; 2
Tituli). o LIBER V, DE BONIS ECCLESIAE TEMPORALIBUS (cann. 1254-
1310 = 57; 5 Tituli).
o LIBER VI, DE SANCTIONIBUS IN ECCLESIA (cann. 1311-1399 = 89).
Pars I, De delictis et poenis in genere (cann. 1311-1363 = 53; 6
Tituli). Pars II, De poenis in singula delicta (cann. 1364-1399 = 36; 7
Tituli). o LIBER VII, DE PROCESSIBUS (cann. 1400-1752 = 353).
Pars I, De iudiciis in genere (cann. 1400-1500 = 101; 5 Tituli).
Pars. II, De iudicio contentioso (cann. 1501-1670 = 170):
Sectio I, De iudicio contentioso ordinario (cann. 1501-1655 = 155;
11 Tituli); Sectio II, De processu contentioso orali (cann. 1656-1670 =
15).
Pars III, De quibusdam processibus specialibus (cann. 1671-1716 =
46; 3 Tituli).
Pars IV, De processu poenali (cann. 1717-1731 = 15; 3 Capita).
Pars V, De ratione procedendi in recursibus administrativis atque
in parochis amovendis vel transferendis (cann. 1732-1752 = 21):
Sectio I, De recursu adversus decreta administrativa (cann. 1732-
1739 = 8); Sectio II, De procedura in parochis amovendis vel
transferendis (cann. 17401752 = 13; 2 Capita).
Il Codice del 1983 mantiene la divisione fondamentale in LIBRI,
strutturandone però il contenuto in una maniera tutta diversa sia dalla tradizione
canonistica, sia da quella romanistica, dal momento che assume come base la
nuova visione ecclesiologica propria del Concilio Ecumenico Vaticano II, senza
dimenticare per diversi altri aspetti la bimillenaria tradizione giuridico-legislativa
della Chiesa.
In rispetto alla tradizione giuridico-legislativa, prima di procedere
all’esposizione delle leggi fondamentali della Chiesa-Popolo di Dio, secondo le
diverse materie e in modo sistematico e organico, è posto il LIBRO introduttivo
di tutto il Codice, ampliato a confronto del Codice precedente sia nei concetti,
sia nelle tematiche normative e quindi con un numero maggiore di canoni: il
LIBER I, DE NORMIS GENERALIBUS.
La Costituzione dogmatica conciliare Lumen gentium2, approfondendo il
mistero della Chiesa, l’ha riscoperta nel suo aspetto visibile e sociale come «il
nuovo Popolo di Dio». Di conseguenza, nella revisione, il legislatore supremo
della Chiesa ha posto al centro della legislazione canonica ecclesiale la struttura
organizzativa, personale e comunitaria, di essa: LIBER II, DE POPULO DEI.
Il punto successivo è l’azione della Chiesa, Popolo di Dio, che è chiamato
a compiere la missione affidatale da Cristo Fondatore, secondo le funzioni
d’insegnamento della Parola di Dio e di santificazione di coloro che accettano
nella fede la Parola. A tale riguardo, ci sono due Libri: LIBER III, DE ECCLESIAE
MUNERE DOCENDI; LIBER IV, DE ECCLESIAE MUNERE SANCTIFICANDI.
L’azione della Chiesa, Popolo di Dio, non si realizza soltanto con i mezzi
spirituali; ma proprio perché essa è ancora in situazione temporale, formata di
uomini che vivono nel mondo, ha bisogno dei mezzi materiali per poter compiere
efficacemente la sua missione; ecco allora il LIBER V, DE BONIS ECCLESIAE
TEMPORALIBUS.
Il Concilio Ecumenico Vaticano II ha pure approfondito l’aspetto che
unisce questo Popolo nella «Chiesa-comunione»; ecco quindi che la normativa
canonica è volta ora al ricupero della comunione, quando essa venga turbata da
un delitto contro la comunione stessa, vale a dire contro la Chiesa medesima,
che è “comunione”, in modo tale che il fedele, che ha mancato, possano
rientrare nella pienezza di comunione a formare con i fratelli e le loro comunità
2
SACROSANCTUM CONCILIUM OECUMENICUM VATICANUM II, Constitutio dogmatica Lumen gentium, De Ecclesia,
21 novembris 1964, in AAS 57 (1965) 5-71.
ecclesiali la vera comunione di salvezza: da qui il LIBER VI, DE SANCTIONIBUS IN
ECCLESIA.
Infine dalle affermazioni solenni dei diritti dei fedeli nella Chiesa, si giunge
alla loro effettiva tutela mediante lo strumento giuridico del processo, come alla
difesa dei diritti delle persone e delle comunità e alle dichiarazioni di verità nelle
diverse situazioni di conflitto, che si possono verificare nell’ambito del popolo di
Dio, data la sua condizione terrena; Ecco perciò il LIBER VII, DE PROCESSIBUS.