ECONOMIA
ECONOMIA
1.10- Le aziende
Le 5 attività fondamentali si ritrovano nelle aziende, in un continuo susseguirsi
AZIENDE sono organizzazioni durevoli o sistemi economici istituzionalizzati nelle quali
vengono svolte in forma collettiva le attività:
consumo
produzione
risparmio
investimento
scambio della ricchezza.
PRODUZIONE
2.1 - Prodotti e produzioni
Tutti i beni possono essere osservati come prodotti ottenuti e distribuiti (scambio) ai
consumatori da qualche processo produttivo svolto in Aziende (organizzazioni) più o
meno ampie ed articolate. (Esistono produzioni di massa o singole)
Alcuni prodotti singoli (un ponte, uno stadio, un grattacielo).
Nella maggior parte dei casi sono unità analoghe di un flusso di prodotti ottenuti nel
tempo (biscotti, scarpe, saponette, automobili, lattine di birra ecc.).
Tale flusso viene denominato “la produzione” del prodotto quale “risultato” della
produzione considerata quale “attività”, o processo di produzione.
Produzioni= insieme di prodotti con caratteristiche molto simili tra loro
Produzione come trasformazione tecnica (di utilità)
Ogni processo di produzione può essere inteso (Fig. 2.1) come un processo di
trasformazione produttiva di:
o fattori di produzione (beni che utilizziamo all’interno della produzione, per poter
ottenere produzione) – beni in input
o produzioni – beni in output
E’ utile classificare i fattori di produzione, per quanto vari, in sole cinque classi:
(1) - gli Impianti ed i macchinari [I],
(2) - le Materie [M],
(3) - i Servizi [S] es. energia elettrica,
(4) - il Lavoro (la mano d’opera) [L],
(5) - le Conoscenze [B]. In alcune categorizzazione è in una voce da sola, in altre
viene assorbita da una delle 4 precedenti. Es. utilizzo di particolari materiali usati dal
produttore/ tecnologie. Quindi sono informazioni e modelli che permettono di
ottenere formazione per una determinata produzione.
La trasformazione si sviluppa secondo una funzione di trasformazione che specifica
come trasformare i fattori in produzioni.
SISTEMA DI TRASFORMAZIONE/ Fig. 2.1
Rappresentazione grafica trasformazione.
QP= quantità di produzioni, si parte da destra, perché primo obbiettivo è sapere
quanto dobbiamo produrre.
QB= quantità di brevetti
q= fabbisogno unitario
Funzione di produzione: funzione matematica che identifica fabbisogno per ogni unità
di prodotto per ogni produzione che voglio ottenere
qs
QP*qs=QS fabbisogno complessivo di S per QP
Fattori non immagazzinabili
L=> fattore a capacità fissa KL (capacità media per ogni lavoratore, circa
8 ore)
Diretto o indiretto nella trasformazione produttiva
qL
qL*QP=QL fabbisogno complessivo di L per QP
QL/KL=NL numero di lavoratori per QP
Nel caso di sistema produttivo che ottiene M prodotti disgiunti, 1 ≤m≤M i costi di
approvvigionamento, il costo di produzione, i ricavi di cessione e il risultato operativo
devono essere riferiti a ciascuna produzione.
Nei simboli è sufficiente indicare il pedice “m” in tutte le formule. n Se i fattori sono N,
1≤ n≤N (considerando tutte le diverse classi) allora è possibile impiegare il simbolo F n
aggiungendo il pedice “n” a ciascun fattore.
I calcoli sono facilitati costruendo da una tabella a doppia entrata denominata
MATRICE DI CONTABILITA’ ANALITICA nella quale sono scritti: n i fattori come indici di
riga n i prodotti come indici di colonna n Per costruire la tabella è sufficiente un foglio
EXCEL
Fig. 2.8 – Conto Economico di un sistema produttivo
CE=in un unico schema si rappresenta risultato economico; sinistra costi, destra ricavi
RO=ricchezza positiva
2.5 - Misure di performance della trasformazione economica
RO = RP – CP = pP x QP - cP x QP
RO = RP – CP = (pP – cP) QP
Tale espressione dimostra che l’organizzazione esercita il controllo di RO con
quattro leve decisionali: espandere i volumi di produzione, QP, tramite la
funzione commerciale,
innalzare i prezzi di vendita, pP, tramite la funzione di marketing,
contrarre i fabbisogni unitari di fattori, qI, qM ecc., dai quali dipendono i costi
unitari, tramite la funzione di produzione,
contrarre i prezzi di approvvigionamento dei fattori, pI, pM ecc., tramite la
funzione approvvigionamento.
funzione commerciale= vendere di più e aumentare di dimensioni.
Piccole medie imprese in Italia non riescono ad aumentare vendita
perché sono artigianali
altamente specializzato, quindi è difficile trovare personale
sono aziende familiari
funzioni di marketing= leve che si possono utilizzare per aumentare il prezzo del
prodotto.
Es. Apple premium price perché il marchio dà sicurezza, il cliente si fidelizza. Il
marketing cerca di estrarre maggior valore al prodotto rispetto al prezzo di
mercato
funzione di produzione= invece di aumentare i ricavi, riduco i costi. Come?
riduco fabbisogno unitario di produzione (materia prima ad esempio)
funzione approvigionamento: trovo fornitori magari esteri che costano meno
Produttività del lavoro (importante per esame, non confonderti tra fattori
produzione e fattori della produttività)
Quando non risulta specificato il fattore al quale si fa riferimento, il termine
produttività viene impiegato per indicare l’efficienza dell’impiego del fattore
lavoro.
Tra tutte le misure di produttività, quella del lavoro è senz’altro la più rilevante,
in quanto caratterizza l’unico fattore attivo della produzione.
Mentre la produttività degli altri fattori passivi deriva da un fatto tecnico, quella
del lavoro dipende dalle caratteristiche del lavoratore e non è solo un fatto
tecnico.
La produttività del lavoro si misura in termini fisici o a valore.
Produttività fisica ed economica del lavoro
In termini fisici la produttività media del lavoro è quantificata direttamente dal
rapporto
π L= QP/pL calcolo descrittivo ex post
o anche dal suo inverso, il tasso di impiego del lavoro: qL = QL/QP calcolo
operativo ex ante P n In termini economici la produttività media del lavoro è
quantificata direttamente dal rapporto
πL =RP/QL = pP/qL
E&C 2.2 – Produttività lorda e netta
Possiamo scrivere:
QL=quantità lavoro
QP=quantità prodotto
pgreco=misura produttività
[Link] di assenteismo= lavoratore non si presenta al lavoro
[Link]à processo produttivo= fermo macchina (es. dobbiamo sostituire
impianto e non si possono realizzare produzioni)
3. sovrabbondanza del lavoro=quando c’è una contrazione del livello di
produzione
2.7 - Due domande sulla produttività
1) quali siano i fattori della produttività;
2) perché si cerchi di ottenere e di aumentare la produttività.
I fattori della produttività
QP
I fattori, o driver (variabili, cause) della produttività πL=
QL
sono tutti i fattori che fanno aumentare l'efficienza del lavoro cioè che aumentano QP,
riducono QL aumentando il rapporto p greco.
Ricordiamo che il lavoro è l'unica fonte attiva di produzione e di produttività anche se
dipende dalle diverse condizioni in cui viene impiegato nei processi produttivi.
Le tre classi di fattori della produttività
I fattori della produttività sono raggruppabili in tre classi ed in sei tipi. Le tre classi
sono:
[1] fattori passivi QP QL =
[2] fattori attivi QP = QL
[3] fattori endogeni QP-> <- QL
Per ciascuna classe vi sono diversi tipi. o si opera singolarmente sulle tre classi,
oppure in modo combinato =parità | aumenta
Fattori passivi
[1.1] fertilità - il lavoro del produttore è impiegato in un ambiente che favorisce
l'ottenimento di produzioni abbondanti. Dipende anche dalla localizzazione della
produzione. Può essere naturale o artificiale. es. i fertilizzanti in agricoltura.
Localizzazione=aree più fertili per coltivare alcuni prodotti (saline sicuramente non si
troveranno in pianura padana)
Fattori attivi
Tre tipi: [2.1] abilità - il lavoratore-produttore può contare su vantaggi naturali o
acquisiti. Oggi l’abilità deve essere conoscenza tecnica e tecnologica.
[2.2] attrezzatura (insieme di impianti e macchinari) - il lavoratore-produttore inventa,
produce e utilizza attrezzi ottenuti con investimento di lavoro.
[2.3] organizzazione ( si ottengono vantaggi per organizzare lavoro) - il lavoratore-
produttore riesce ad organizzare il lavoro altrui, realizzando economie di
specializzazione.
Fattori endogeni
Due tipi:
[3.1] motivazione - il lavoratore-produttore lavora per un obiettivo, per una
motivazione. (ciò che ci spinge a fare qualcosa), appagamento (risposta dopo essere
motivato e aver lavorato)
[3.2] appagamento - il lavoratore-produttore continua a lavorare perché ottiene
risultati conformi alle motivazioni.
BUSINESS 3.1
Possiamo considerare il business come attività che va dalla produzione alla cessione di
prodotti.
Significato comune:
attività tramite la quale si possono ottenere utili (o profitti) solitamente ideando,
producendo e/o distribuendo un prodotto, non importa di quale specie e in quali
volumi. Può essere:
Business B2B: riguardano produzioni intermedie, solitamente strumentali, intermedie o
terminali, per la produzione.
Business B2C: riguardano produzioni finali per il consumo.
Significato più preciso: investimento economico e produttivo (paragrafo 1.9) nel quale
viene “posto in rischio” un capitale, per produrre beni da destinare, direttamente o
indirettamente, al soddisfacimento di qualche bisogno e di qualche aspirazione. È
sinonimo di capital investment.
Ciclo di vita di un business
Il business nasce a seguito di una business idea (un soggetto o più si mettono insieme
per discutere quale potrebbe essere l’oggetto della trasformazione produttiva. Si
pensa anche a progetti di successo già ideati e si fa copia e incolla)
Ogni business ha una durata economicamente utile, denominata vita economica del
business.
Analisi ciclo di vita (ci permette di analizzare il prodotto da quando viene ideato a
quando viene ritirato dal mercato)
A meno che il business non riguardi una commodity, la vita economica del business
può essere rappresentata con un modello che espone la dinamica temporale dei costi,
dei ricavi e dei risultati economici della produzione ed è denominato ciclo di vita del
prodotto o product lifecycle con 4 fasi: Fase di introduzione del prodotto/ ricerca e
sviluppo (introduction)-> costi maggiori dei ricavi
Fase di crescita o espansione (growth)-> aumentano i ricavi rispetto ai costi
Fase di maturità (maturity)-> costi e ricavi simili, periodo di stagnazione, si offrono
promozioni per fidelizzare il cliente e si creano delle novità, inoltre il prezzo unitario
del prodotto può scendere
Fase di declino (decline)-> forti contrazione dei volumi di vendita
Fig. 3.1 – Il modello del ciclo di vita
QP=0 QP E
La BEA in forma contratta
Possiamo semplificare il modello, e renderlo “ideale”, ponendo in:
RO(QP) = (pP * QP) – [(cM+cS+cL)*QP] – (NI *pI)
costi fissi (non dipendono da QP) (NI* pI) = CoF
costi variabili nel totale [(cM+cS+cL) * QP] = CoV
costo variabile unitario (cM+cS+cL) = cv
CP(QP) = CoF + CoV(QP)
Otteniamo:
RO(QP) = RP – CP = RP – (CoV + CoF) = (pP*QP) – [cv*QP] – CoF
Semplifichiamo ancora: RO(QP) = [(pP – cv ) * QP] – CoF
Infine: RO(QP) = [mc*QP] – CoF,
con mc = pP - cv = margine unitario di contribuzione
Funzione economica fondamentale del business
RO(QP) = [(pP – cv )*QP] – CoF
RO*= risultato operativo obbiettivo
QP? -> RO*
RO= (pP-cv)*QP- CoF
RO+CoF= (pP-cv)*QP
(RO+CoF) / (pP-cv) = (pP-cv)*QP/ (pP-cv)
QP=(RO+CoF) / (pP-cv)
Mc= pP-cv
QP= (RO+CoF) / mc
Da
si ricava il break-even-point (BEP), cioè il punto di intersezione della curva dei ricavi e
dei costi complessivi, di coordinate: BEP = (QE, RP(QE))
Margine di sicurezza o margine di sovra copertura
RO=0
QP*= (RO*+CoF)/mc (*=quantità obbiettivo, quantità che vogliamo produrre)
QPE=CoF/mc
Se produciamo quantità minore a quella di equilibrio siamo in perdita
Indica in quale misura percentuale il business può sopportare una contrazione dei
ricavi prima di produrre perdite. Il margine di sicurezza ci aiuta a capire qual è la
contrazione massima che i ricavi o i volumi di produzione possono subire, prima di
portare il business nell’area delle perdite.
Partendo dai ricavi effettivi, supposti superiori ai ricavi di equilibrio, calcoliamo i ricavi
eccedenti l’equilibrio e rapportiamoli ai ricavi di equilibrio.
MS% = RP-RPE/ RP ×100 RP-> ricavi obbiettivo RP E-> ricavi equilibrio
Possiamo dividere numeratore e denominatori per i prezzi pP e, più semplicemente,
otteniamo:
MS% = QP-QE/QP ×100
Tre ipotesi fondamentali della BEA non fatto
Prima ipotesi: i parametri di costo variabile e di prezzo, quindi il mc, si suppone
costante per ogni valore di QP.
Ciò significa che la BEA è un modello “perfetto” che suppone l’uso di dati unitari medi
per ogni valore di QP.
Seconda ipotesi: QP ha un ambito di variazione ammissibile da QP=0 fino a
QP=QPMAX = capacità produttiva massima corrispondente ai CoF.
Terza ipotesi: nella BEA le quantità prodotte corrispondono alle quantità vendute.
Ciò significa che nel modello perfetto della BEA non vi sono asincronie tra produzioni e
vendite (ipotesi peraltro facilmente allentabile).
ROE*E=ROI*CI-ROD*D
CI=D+E
ROE*E= ROI*(D+E)-ROD*D
ROE*E= ROI*E+ROI*D -ROD*D
La nostra prospettiva è E (ROE)
ROE*E-ROI+E=ROI*D-ROD*D
ROE*E= ROI*E+ROI*D-ROD*D
ROE*E=ROI*E+D*(ROI-ROD) divido numeratore e denominatore per E
ROE=ROI+D/E*(ROI-ROD) Legge generale dei rendimenti o legge di Modigliani-Miller
È funzione degli altri rendimenti (direttamente proporzionale agli indici)
La parentesi deve assumere un segno positivo per impattare positivamente
Conviene per aumentare il rapporto tra 0 ed E bisogna aumentare D e diminuire E.
Legge generale dei rendimenti o relazione finanziaria fondamentale o di Modigliani-
Miller): il ROE è funzione di ROI e di ROD secondo il modello perfetto
Lezione 21/10, scrivo su foglio
Legge generale dei rendimenti
Capitale produttivo = Capitale finanziario
Capitale investito = Capitale reperito
Capitale investito dal business = Capitale investito nel business
Legge generale dei rendimenti o relazione finanziaria fondamentale o di Modigliani-
Miller): il ROE è funzione di ROI e di ROD secondo il modello perfetto: ROE = [ROI +
(SPREAD * DER)] (1-tax)
essendo: SPREAD = [ROI – ROD],
DER = [D/E] (Debit Equity Ratio) o leva finanziaria
tax l’aliquota media di imposta (supposta costante)
Il controllo dell’investimento
Il soggetto che avendo una business idea, conferisce l’Equity accetta il rischio assoluto
per dare vita e gestire un business si definisce imprenditore capitalista.
Il soggetto che conferisce capitale a titolo di Debt ed accetta solo un rischio relativo, si
denomina solitamente finanziatore dell’investimento.
I processi di trasformazione economica e di controllo del rischio sono gestiti da un
terzo soggetto (o gruppo), che sviluppa il management dell’investimento.
Asimmetria informativa
A causa delle grandi dimensioni delle aziende l’investitori non conoscono tutte le
funzioni, non ha quindi un controllo diretto
Solitamente il management conosce il business meglio dell’investitore.
L’investitore assume le decisioni di investimento sulla base di uno stock più limitato di
informazioni.
Per il principio di razionalità, quando è possibile, l’investitore cerca di gestire
direttamente il suo investimento.
Il management del business
Quando imprenditore e management sono disgiunti, l’investimento dà vita ad una
gestione manageriale del business.
Caso particolare NO
Al capital investment si affianca, come caso particolare, l’investimento di puro lavoro
(labour investment) che si presenta quando:
non si fa ricorso a capitale a titolo di equity;
il business è finanziato solo da capitali conferiti a titolo di debt.
Possiamo denominarlo anche investimento manageriale puro.
Il capital investment
Il capital investment rappresenta l’attività economica fondamentale in quanto: è il
motore della produzione, è artefice della produttività e della qualità quindi
dell’abbondanza e del progresso; consente la remunerazione del lavoro e del capitale,
incentiva al risparmio, soddisfa l’aspirazione alla ricchezza
5 congetture sui business
Le aziende tendono ad aumentare la loro dimensione.
Negli ultimi anni si sta dando maggiore importanza alla sostenibilità
Prima congettura: i business diventano sempre più grandi e la scala degli impianti
aumenta (grande è bello).
Seconda congettura: Il marketing assume un ruolo sempre più rilevante (aumentare il
mercato).
Terza congettura: si cercano posizioni di monopolio (cartelli, ecc.) per non ridurre i
prezzi.
Quarta congettura: la qualità aumenta sempre (per aumentare i volumi di produzione
e contrastare la riduzione dei prezzi).
Quinta congettura: il business si localizza dove i prezzi dei fattori sono più convenienti
(per ridurre i costi di produzione).
Calcolo economico del business e equazioni di macro controllo
Il calcolo economico del capital investment si attua con un semplice strumento
denominato quadro di controllo (tableu de bord, cruscotto, ecc.) nel quale sono esposti
e calcolati ordinatamente i valori delle equazioni fondamentali che rappresentano un
modello ideale e perfetto di ogni business.
1. RO = [(pP - cv)* QP]- CoF
2. ROE = ROI + (ROI – ROD)* D/E
3. CI = D + E
4. RO = I + R
5. ROI=RO/CI, ROD=I/D, ROE=R/E.
L’investimento pluriciclico
Invece di considerare l’intera vita del business considero tanti piccoli investimenti, il
costo variabile si riduce notevolmente.
Si definisce pluriciclico il business la cui trasformazione economica – acquisti,
produzione e vendita – venga attuata più volte consecutivamente.
Nell’investimento pluriciclico, l’approvvigionamento dei fattori e la vendita delle
produzioni avviene in N cicli consecutivi.
Il Cost Investment Ratio
Il capitale investito necessario per l’intero investimento risulta essere pari
all’ammontare dei costi da sostenere in uno dei cicli:
CI(t0) CPn
Risulta allora immediatamente che:
CIR = N CP(t) / CI(t0) = N
Il CIR(Cost Investment Ratio) rappresenta non solo il numero di cicli ma anche la
rotazione del capitale nell’intero investimento.
Il valore deve essere alto così ho tanti cicli e posso ridurre investimento iniziale.
Investimento del magazzino è investimento di cassa, per questo si cerca di ridurre
giacenza magazzino per ridurre investimento.
La relazione fondamentale tra ROI E CIR
La rotazione consente di ridurre il fabbisogno di CI(t0).
E’ sufficiente aumentare la rotazione del capitale investito, CIR, mantenendo, per
ciascun ciclo, lo stesso ricarico sul costo, ROC (RO/CP= return on costs)
CIR=CP/CI (cost investment ratio)
ROI=RO/CI
ROI=RO/CP*CP/CI
ROI=ROC*CIR
Il CIR è la leva che fa innalzare il ROI a parità di efficienza economica (prezzi) e
produttiva (costi), quindi di ROC
IMPORTANTI
I caratteri delle business profit organizations o Imprese tipiche
Sono production oriented organizations.
Sono business (o market oriented) organizations, cioè vendono sul mercato le
produzioni.
Sono risk oriented organizations.
Sono capital business organizations: acquisiscono autonomamente i capitali necessari.
Sono profit oriented organizations: ricercando la massima economicità dei business
(massimizzazione business prduttivo).
Ricercano la massima produttività, come condizione per la realizzazione del profitto.
Godono di autonomia imprenditoriale. (Soggetti possono scegliere quale prodotto
realizzare senza alcuna influenza)
Godono di autonomia organizzativa. (Soggetti possono scegliere come organizzarsi
liberamente)
TIPI DI PROFIT ORGANIZATIONS
Profit sharing to capital owners organizations: il risultato economico conseguito
RN viene distribuito o viene trattenuto a titolo di autofinanziamento per lo sviluppo;
ricercano il massimo RO, insieme con il massimo ROI.
Profit sharing to labour organizations: il profitto viene, pertanto, distribuito tra i
lavoratori sotto forma di compenso, o di remunerazione integrativa del lavoro; si
definiscono anche imprese di lavoro.
Molto diffusa nei paesi di lingua tedesca, perché c’è un forte potere da parte dei
sindacati.
Profit sharing to environment organizations: il RO viene erogato in elargizioni
liberali per iniziative che favoriscano soggetti dell’ambiente esterno. Obbiettivi
benefici, parte dei profitti viene utilizzata per poter evitare inquinamento e a favore di
iniziative sociali (es. patagonia= marca di abbigliamento, ricerca massimizzazione
profitto)
Profit retaining organizations: capitalizzano il RN distribuendolo, indirettamente, in
forma di capital gains.
Tanti investitori di equity che decidono di investire insieme, acquisiscono alcune
imprese e non distribuiscono gli utili, ma li riutilizzano. Dopo anni vendono l’azienda e
lo ridistribuiscono in forma i capital gains (es. Amondi)
GESTIONE, CAPITOLO 7
Capitolo 7 argomento: momenti dell’amministrazione, organizzazione, rilevazione.
LA GESTIONE
La gestione (momento fondamentale dell’amministrazione) è il sistema delle
decisioni e delle operazioni che consentono all’azienda di attivare la rete dei
processi che le consentono di svolgere la propria attività nel tempo.
Se consideriamo le decisioni, osserviamo la gestione soggettiva.
Se consideriamo le operazioni, osserviamo la gestione oggettiva.
NB – dobbiamo supporre di osservare le aziende dall’interno.
GESTIONE NEI SUOI ASPETTI
Circuito che spiega la gestione, la parte bassa del modello attiene alla gestione
oggettiva.
LA GESTIONE OGGETTIVA NELLE AZIENDE DI PRODUZIONE
Se consideriamo la gestione oggettiva possiamo individuare 8 Processi di
operazioni della stessa specie funzionale. Oggettivo (perché analizzano gestione da
un punto di vista funzionale)
Quelli tipici sono solo otto (vedi Fig. 7.1)
1 – costituzione
2 – finanziamento
3 – acquisti
4 – pagamenti
5 – produzione
6 – vendite
7 – incassi
8 – cessazione
Rappresentano tutte le attività di un’azienda di produzione. Produzione è unica classe
che si sviluppa
unicamente nei confini dell’azienda, tutte le altre no. (es. costituzione no, perché si
entra in contatto con registro delle imprese)
Costituzione e cessazione sono estreme (si presentano solo una volta nella vita
dell’azienda).
Le attività intermedie si sviluppano durante tutta la vita dell’azienda, in modo più o
meno frequente.
In rosso si indica classe 8, perché si disinveste capitale in termine di denaro e beni,
quest’ultimo viene ceduto e restituito.
LA GESTIONE SOGGETTIVA NELLE AZIENDE DI PRODUZIONE
Se consideriamo la gestione soggettiva (attività rivolte a insieme di info) possiamo
individuare 3 fasi:
1 fase decisionale
1.1 – obiettivi (misure di performance)
1.2 – strategia (sistema di azioni)
1.3 – programmazione (razionalizzazione)
2 – esecutiva (trasformazioni)
3 – controllo (feedback)
Queste fasi formano i processi cognitivi del management.
Bisogna fare della analisi per la gestione soggettiva (soggettiva, perché è fatta da
soggetti) relativa ai processi cognitivi. C’ è un supporto della learning machine, che
però non può sostituire l’uomo.
LA GESTIONE INTERNA ED ESTERNA
La gestione nell’aspetto oggettivo può̀ distinguersi in:
gestione esterna: insieme delle decisioni e delle operazioni che producono
i flussi
gestione interna: insieme delle decisioni e delle operazioni che sviluppano
le trasformazioni
o gestione economica: insieme delle operazioni della trasformazione
economico-produttiva
ACQUISTI ->PRODUZIONE ->VENDITE
o gestione finanziaria: insieme delle operazioni della trasformazione
finanziaria FINANZIAMENTI->INVESTIMENTI->RISULTATI-
>RENDIMENTI
o gestione monetaria o aspetti monetari della gestione economica e
finanziaria (formano la cassa) ENTRATE = INCASSI PAGAMENTI =
USCITE
GLI APPROVIGIONAMENTI
Azienda entra in contatto con diversi fornitori e selezionerà fornitore più adatto per
l’azienda
Funzione: dotare l’azienda di produzione dei fattori produttivi specifici necessari per
la trasformazione economico-produttiva.
Si formano i costi di approvvigionamento ed i debiti verso i fornitori.
Tipi di fattori:
[A] - a breve ciclo o operativi = M, S, L
[B] - a lungo ciclo o di struttura = I
I PAGAMENTRI AI FORNITORI O DI REGOLAMENTO PASSIVO
Prima (acquisti online), alla consegna o posticipato (affitti, bollette, lavoro), in base
agli accordi che l’azienda stipula.
Funzione: estinguere i debiti sorti verso i fornitori con gli acquisti.
Forme:
[a] - per cassa (regolamentato dalla legge, max. 3000 euro)
[b] - a mezzo banca
[c] - con altri strumenti di regolamento->carta finisca/digitale, assegno, criptovalute
(monete/ valute elettroniche)
Se il regolamento non è integrale si hanno differenziali di pagamento che
vanno a rettificare in meno i costi.
La trasformazione produttiva
Funzione: combinare i fattori e sviluppare i processi per ottenere le produzioni.
Si formano i costi di produzione. I processi produttivi tipici nelle imprese industriali
sono composti da queste fasi:
Acquisto
Stoccaggio materie
Trasformazione
Stoccaggio prodotti
Vendita
Le vendite e le cessioni
Obbligazioni che il cliente ha nei confronti delle aziende di pagare il prezzo
Funzione: cedere le produzioni per chiudere il ciclo delle trasformazioni economiche.
Si formano i ricavi di vendita ed i crediti verso i clienti o gli utenti
GLI INCASSI DAI CLIENTI O DI REGOLAMENTO ATTIVO
Funzione: reintegrare le risorse monetarie investite.
Forme:
[a] - per cassa
[b] - a mezzo banca
[c] - con altri strumenti di regolamento
Se il regolamento non è integrale si hanno perdite di crediti o altri
differenziali di incasso che vanno a rettificare in meno i ricavi.
LA CESSAZIONE
Funzione: rimborsare l’equity al capitalista imprenditore.
Forme: può essere:
[a] - in denaro
[b] - in natura
[c] - mista
Tipi: può̀ essere assoluta (caso più semplice, quando il management dell’azienda
decide di vendere ad un altro soggetto, o parti dell’azienda a soggetti diversi), per
liquidazione;
o relativa, (es. della fusione, l’azienda viene conferita insieme ad un'altra azienda per
creare azienda più ampia) -> (banca intesa e san paolo: c’è stata fusione, da due
aziende separate se ne fonda una sola) per cessione o fusione.
COMBINAZIONI AZIENDALI
Gruppi di aziende che fanno capo ad un'unica azienda, o perché capitale di Equity è
stato conferito da altra azienda, o perché attività sviluppano delle sinergie e sono
controllate da unico soggetto.
Si definiscono forme di combinazione aziendale le operazioni tramite le quali
diverse aziende si riuniscono per formare un’unica azienda subordinata alle
direttive di un unico soggetto economico.
La più stretta forma di combinazione risulta essere la fusione, che si può realizzare
economicamente anche nella forma di conferimento di azienda funzionante (merger)
in altra azienda o nell’acquisto (acquisition) di un’azienda da parte di altra azienda.
Un’altra forma di combinazione aziendale, ampiamente diffusa, è quella che si realizza
con la costituzione dei gruppi aziendali.
Es. Virigin, Intel ed apple-> combinazione aziendale, gruppi aziendali
DEFINIZIONI DI GRUPPI
Due sono le possibili definizioni di gruppo:
1) definizione economica - gruppo aziendale (holding) come un’impresa in senso
economico che sviluppa l’unitaria trasformazione produttiva ed economica
attraverso una pluralità di unità operative, che sono imprese in senso giuridico,
tutte, però, sottoposte ad una direzione unitaria, nell’interesse di un unico
soggetto giuridico;
Le aziende entrano a far parte di un gruppo per vari motivi: ad esempio per
raccogliere con più facilità risorse finanziarie.
2) definizione giuridica - gruppo di (tra) imprese o tra società, come unità
economica formata da aziende giuridicamente distinte – e, in particolare, da
società –, una delle quali riesce a controllare le altre mediante il possesso di
partecipazioni di controllo (gruppi partecipativi) o in conseguenza di qualche
contratto di dominio o di subordinazione che consenta esplicitamente il
controllo (gruppi contrattualistici).
I gruppi si possono classificare sulla base delle operazioni prevalenti tipiche svolte
dall’impresa unitaria; distinguiamo tra:
a) gruppo economico, o gestionale; il controllo è motivato prevalentemente da
esigenze di gestione operativa unitaria. Strettamente coordinate risultano le strategie
e i programmi operativi. La trasformazione finanziaria è svolta unitariamente ma in via
subordinata alle esigenze della gestione economica;
b) gruppo finanziario o di investimento patrimoniale (o gruppo di investimento, o
patrimoniale, o investment holding company); il controllo è motivato
prevalentemente da esigenze patrimoniali, sia di investimenti di capitali per ottenerne
le più elevate remunerazioni, sia di reperimento efficiente delle risorse finanziarie;
l’aspetto finanziario-patrimoniale prevale su quello operativo per il quale viene data
ampia autonomia alle controllate.
AMMINISTRAZIONE, CAP.6
LA VITA DELLE AZIENDE E L’ATTIVA DELLE PERSONE
Caratteristica di tutte le aziende di consumo, di produzione o composte pubbliche è di
avere vita duratura.
Senza l'intervento delle persone fisiche che, apportando il loro lavoro, compiono le
operazioni necessarie per la nascita ed il funzionamento delle aziende, queste non
potrebbero attuare la loro complessa attività̀ e svolgere la loro funzione economica.
Le organizzazioni-aziende vivono grazie alla presenza di persone e di attività̀ o, in
linguaggio tecnico aziendale, di soggetti e di operazioni.
I SOGGETTI AZIENDALI, DEFINIZIONE
Questo capitolo si pone l’obiettivo di individuare chi sono i soggetti aziendali; vale a
dire i soggetti che:
sono giuridicamente responsabili dell’attività̀ dell’azienda;
operano concretamente per consentire alle aziende di sviluppare la propria
attività̀;
traggono i benefici economici di tale attività̀ e controllano l’azienda.
L'Economia Aziendale distingue tre tipi di soggetti aziendali:
1) il soggetto giuridico, formalmente responsabile dell'attività̀ dell'azienda; persone o
insieme che hanno responsabilità
2) il soggetto operativo, che di fatto sviluppa l'attività̀ aziendale;
3) il soggetto economico, che beneficia dei risultati di tale attività̀ ed esercita il
controllo. Soggetto nel cui prevalente interesse, l’azienda opera.
IL SOGGETTO GIURIDICO (1 SOGGETTO AZIENDALE)
1 soggetto aziendale
Le leggi dei vari Stati attribuiscono a dati soggetti il potere di dare vita, di costituire,
un'azienda e di amministrarla nel rispetto del diritto.
Con il termine soggetto giuridico si indica “la persona, fisica o giuridica, o il
gruppo di persone che per legge hanno il potere di dare vita, di creare,
un'azienda ed a cui fanno capo, sempre per legge, i diritti, i poteri, i doveri,
gli obblighi relativi ai rapporti tra azienda e soggetti terzi con i quali essa
opera: fornitori, lavoratori, clienti, Pubblica Autorità̀, ecc.”
La figura del soggetto giuridico si distingue in:
a) soggetto giuridico di responsabilità̀: comprende le persone che hanno la
responsabilità̀, per legge, dell'attività̀ dell'azienda;
b) soggetto giuridico di rappresentanza: comprende tutti i soggetti che hanno la
facoltà̀ di rappresentare l'azienda nei rapporti che questa intrattiene nei confronti dei
terzi. (Es. procuratore, possono agire in nome e per conto del rappresentante legale)
FORME DI SOGGETTO GIURIDICO
Il soggetto giuridico può̀ presentarsi in diverse forme:
Nelle famiglie: il capofamiglia
Aziende private
Individuali (s. g. imprenditore individuale o altri soggetti)
In forma di società̀ di persone (più semplici, ma soci hanno responsabilità
illimitata) (sogg giuridico: persona fisica)
In forma di società̀ di capitali (s.g. la società stessa)
Aziende composte pubbliche: es. Ente Pubblico Territoriale
Cooperative (soggetto giuridico sono i soci di governo di queste società)
Consorzi (idem)
Aziende pubbliche in diverse forme.
LA SCELTA DELLA FORMA GIURIDICA
La scelta di una tra le forme giuridiche ammesse dall’ordinamento giuridico italiano
deve essere effettuata sulla base di differenti considerazioni:
Numero dei promotori;
Natura dell’attività svolta;
Dimensione dell’impresa;
Disponibilità di capitali;
Grado di responsabilità che i soci intendono assumere...
La scelta deve essere operata sulla base delle esigenze dell’azienda.
TIPI DI Società
Società di persone
Sono le S.S, le S.N.C e le S.A.S nelle quali i soci assumono rilevanza come persone
fisiche.
Società di capitali
Sono le S.P.A, le S.A.A e le S.R.L nelle quali la persona del socio non assume rilevanza
diretta se non come membro degli organi sociali.
PAG. 12 NO
Società semplice (S.S.)
Il contratto sociale (atto costitutivo) non è soggetto a forme speciali e viene registrato
nella Sezione Speciale del Registro delle Imprese. La partecipazione agli utili ed alle
perdite si presume proporzionale ai conferimenti.
Società in nome collettivo (SNC)
Tutti i soci rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali (art.
2291 e segg. c.c.). L'atto costitutivo deve essere depositato entro trenta giorni presso
l'ufficio del registro delle imprese. Salvo diversa pattuizione l'amministrazione della
società spetta disgiuntamente a ciascun socio.
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IL SOGGETTO OPERATIVO (2 sogg. Aziendale)
Si definisce soggetto operativo
"l'insieme degli individui che, prestando la propria opera nell'azienda, ne
consentono l'esistenza sviluppandone l'amministrazione, in generale, e la
gestione, in particolare"
Si può distinguere tra:
a) soggetto operativo decisionale: coloro che assumono le decisioni di maggiore
importanza.
Es. aumento/riduzione prezzo
b) soggetto operativo esecutivo: coloro che sviluppano concretamente le operazioni
di gestione.
Es. operazioni di marketing
c) soggetto operativo di controllo: coloro che verificano la corrispondenza tra
decisioni assunte ed esecuzioni attuate. Da suggerimenti ai due soggetti precedenti. Si
trova un po’ ovunque questo soggetto, nei vari dipartimenti dell’azienda.
Idealmente separiamo queste tre figure, ma a volte svolgono queste tre funzioni la
stessa persona.
IL SOGGETTO ECONOMICO (3 SOGGETTO)
Posto che l'azienda è istituita per soddisfare gli interessi di dati soggetti (interessi
istituzionali), si definisce soggetto economico
"l'insieme delle persone fisiche o giuridiche che sono portatrici di interessi
istituzionali nell’azienda, nel cui prevalente interesse l'azienda è posta in
essere e svolge la propria attività"
Sono diversi soggetti chiamati stakeholders e sono coloro che guidano le decisioni e
possono essere persone fisiche o persone giuridiche. Hanno diversi bisogni e
aspirazioni.
IL SISTEMA DI GOVERNANCE
l soggetto economico esercita il potere di governance (può definire modalità di
governo)
Il sistema di governo disciplina il coordinamento delle attività ed assicura il
conseguimento dei risultati attraverso regole definite e chiari meccanismi di
attribuzione delle responsabilità generali
Rappresenta la modalità attraverso cui si regola la gestione ed il controllo nelle
aziende
Nelle aziende in forma di impresa il sistema di governo è nelle mani dell’imprenditore
Nelle aziende in forma societaria vi può essere separazione tra gestione e controllo, al
fine di verificare che la gestione esercitata dai soggetti eletti dai soci di maggioranza
non leda gli interessi delle minoranze
3. LA RILEVAZIONE
Per assumere una determinata decisione è necessario disporre di informazioni su
risorse disponibili; n contesto; risultati.
Le informazioni sono ottenute grazie a processi di rilevazione, cioè di operazioni più o
meno complesse tramite le quali si osserva la realtà al fine di ottenere dati relativi alla
gestione, all’organizzazione ed all’ambiente in cui l’azienda opera.
i dati, elaborati ed ordinati, utilizzabili per conoscere o per decidere, costituiscono le
informazioni.
MANAGEMENT
Le organizzazioni-aziende sono sistemi finalizzati, o teleologici, dotati di obiettivi e
vincoli definiti dagli stakeholder, autonomamente conseguibili.
Il management (la direzione) è il momento fondamentale e più elevato della
gestione, in quanto stabilito il sistema degli obiettivi operativi predetermina la
“traiettoria” dell’azienda (ovvero la direzione nello spazio–tempo aziendali), lei ha
detto solo definizione
mediante un sistema di pianificazione e controllo, e verifica continuamente che il
sistema aziendale segua le linee evolutive preconfigurate,
predisponendo gli opportuni interventi di correzione per annullare eventuali
scostamenti di traiettoria.
Grazie al management, l’azienda diventa sistema direzionale, che viene diretta verso
gli obiettivi.
E’, però, anche sistema autoregolantesi, dotato di autoregolazione od
autocontrollo o cibernetico
SETTORI E IMPRESE, CAP. 5
CLASSIFICAZIONE DELLE AZIENDE DI PRODUZIONE
Classificare significa:
definire una o più caratteristiche distintive o criteri distintivi;
osservare gli oggetti della classificazione;
stabilire la rispondenza di ciascuno a una o più delle caratteristiche distintive;
assegnare ciascun oggetto ad un gruppo avente le medesime caratteristiche.
CLASSIFICAZIONE IN BASE AL SETTORE
Le production oriented organizations sono l’oggetto della nostra osservazione;
il criterio distintivo utilizzato è quello del settore economico di base in cui rientra
la produzione di un’azienda;
un settore economico di base è l’insieme delle aziende che svolgono un’attività
produttiva caratteristica nel ciclo di produzione e distribuzione dei beni.
I TRE SETTORI ECONOMICI DI BASE
Tre sono i settori economici di base, secondo il modello di Fisher – Clark.
Settore primario: (sviluppate maggiormente nei paesi in via di sviluppo, perché sono
attività semplici)
comprende le aziende dette di produzione primaria o originaria (attività di
trasformazione produttiva sono molto limitate)
che ottengono beni in forma originaria – ossia non esistenti o non disponibili per
l’utilizzo.
Settore secondario:
comprende le aziende trasformatrici o di produzione secondaria.
Settore terziario:
comprende le aziende di distribuzione dei beni;
comprende le aziende che svolgono un’attività di servizi alle precedenti. (es. energia
elettrica)
IL SETTORE TERZIARIO AVANZATO
Successivamente, nell’ambito del settore terziario tradizionale, si è distinto un
sottosettore chiamato terziario avanzato o superiore o quaternario:
comprende aziende di servizi che mal si inquadrano tra le aziende del terziario
tradizionale;
comprende aziende che producono beni o servizi nel campo della cultura, della ricerca,
dello spettacolo e dello sport. Es. IA
LE AZIENDE AGRARIE
Le aziende agrarie:
svolgono processi di produzione per ottenere beni da destinare direttamente o
indirettamente all’alimentazione o all’industria di trasformazione;
utilizzano condizioni produttive naturali e la fertilità naturale degli organismi
biologici vegetali ed animali.
Le aziende agrarie si classificano in:
aziende agricole, svolgono il processo tipico della coltivazione, ottenendo prodotti
agricoli. Comprendono anche le aziende boschive; Sfruttano terreno
aziende dell’allevamento, sviluppano il processo dell’allevamento di animali
terrestri (aziende zootecniche) e di animali acquatici (aziende ittiche). Sfruttano
fertilità animali.
LA COMBNINAZIONE PRODUTTIVA DELLE AZIENDE AGRARIE
AZIENDE AGRICOLE
UTILIZZANO I FATTORI
LAVORO
SEMENTI
FERTILIZZANTI
TERRENI (per coltivazione)
FABBRICATI (agricoli)
MACCHINARI
ATTREZZATURE
CONDIZIONI PRODUTTIVE NATURALI (luce solare, acqua)
OTTENGONO LE PRODUZIONI
PRODOTTI DEI RACCOLTI (sfruttano l’effetto moltiplicativo controllato degli organismi
vegetali)
Bisogna distinguere orto casalingo, da azienda che fa agricoltura per profitti
LE AZIENDE ESTRATTIVE
Le aziende estrattive rendono disponibili materie o energie altrimenti non
utilizzabili.
Esempi tipici: estrazione di materiali metalliferi, materiali combustibili solidi, liquidi e
gassosi,
ma anche sale dalle saline, torba dalle torbiere, marmi pietre e argille, sabbia e
pietrisco, ecc.
Spesso le aziende estrattive effettuano anche le prime lavorazioni sui materiali
ottenuti.
LE AZIENDE MERCANTILI
La trasformazione produttiva delle aziende mercantili è quella di:
acquistare beni prodotti da altre aziende;
rivendere i beni acquistati;
senza apportare trasformazioni fisico tecniche rilevanti.
I beni oggetto di acquisto e rivendita si chiamano merci.
La funzione economica è la distribuzione delle merci, cioè rendere disponibili in dati
tempi, luoghi e partite le merci prodotte in altri luoghi, tempi e partite.
CLASSIFICS DELLE AZIENDE MERCANTILI
Le aziende mercantili possono essere classificate in:
aziende mercantili all’ingrosso. Sono specializzate nell’acquistare grandi partite di
merce e nel rivenderle ad altre aziende mercantili all’ingrosso o al minuto;
aziende mercantili al dettaglio o al minuto. Trasferiscono le merci al consumatore
finale. A seconda della forma di distribuzione si possono distinguere in:
aziende al piccolo dettaglio; n aziende di grande dettaglio.
Produzione, scambio e consumo. I canali di distribuzione
La complessità̀ del processo di distribuzione dipende dal numero di aziende mercantili
presenti tra distribuzione e consumo.
Un canale di distribuzione è l’insieme delle aziende mercantili – unitamente alle
aziende conserviere e di trasporto – che portano beni dal produttore al distributore
Le aziende di trasporto
Il trasporto è lo spostamento geografico di persone o cose nel rispetto di tempi
e modalità di presa e consegna prefissate.
E’ normalmente effettuato da imprese specializzate che hanno per oggetto le
prestazioni del servizio di trasporto per conto terzi.
Le aziende di trasporto si classificano:
secondo la forma del trasporto; secondo l’oggetto del trasporto.
Secondo la forma del trasporto:
aziende di trasporto per terra, aziende di trasporto per acqua, aziende di
trasporto per aria
Secondo l’oggetto del trasporto:
aziende per il trasporto passeggeri, aziende di trasporto di merci.
Aziende di credito
Si chiamano aziende di credito o bancarie le aziende:
specializzate nella raccolta di risorse monetarie di aziende che presentano surplus
monetari, che erogano ad altre aziende che ne abbisognano per finanziare:
i processi di consumo (credito al consumo, alle famiglie);
i processi di produzione (credito alla produzione, alle imprese).
Le aziende di credito fanno la funzione di intermediari del credito.
Operano la distribuzione del credito tra produttore del credito e utilizzatore del
credito.
Acquisizione e concessione del credito
Acquisire credito significa
acquisire la disponibilità, non la proprietà, di capitali per un dato periodo;
con l’obbligo di restituire lo stesso ammontare di capitale al termine;
con l’obbligo di corrispondere come compenso una somma aggiuntiva, chiamata
interesse (costo per l’utilizzo del capitale).
Concedere credito significa garantire la disponibilità di un certo capitale per un
certo periodo, contro compenso dell’interesse (ricavo per la concessione dell’uso del
capitale).
Le aziende del settore quaternario
Nel terziario avanzato o quaternario sono incluse aziende che sviluppano attività
eterogenee e comunque non inquadrabili tra le attività:
di produzione primaria (aziende agricole);
di produzione secondaria (aziende industriali);
del settore terziario (aziende mercantili, del credito, di assicurazione).
Tra le aziende del quaternario si accennano alle aziende di leasing, alle aziende dello
sport e dello spettacolo.
Aziende di leasing
Le aziende di leasing o di locazione hanno per oggetto: l’acquisto di beni e la
concessione in uso di tali beni ad aziende di altro tipo, dalle quali ricevono un
canone periodico;
al termine dell’utilizzo il bene è restituito (locazione operativa) oppure viene ceduto
all’azienda utilizzatrice (locazione finanziaria) contro il pagamento di un riscatto.
Le aziende di locazione finanziaria sono assimilabili ad aziende che erogano
credito ed i canoni di locazione finanziaria sono assimilabili a rate di rimborso di un
finanziamento.
Le aziende dello sport
Le aziende dello sport offrono: il servizio delle manifestazioni sportive o ginniche, per
le quali sono fissati prezzi sotto forma di biglietti di ingresso o abbonamenti.
Le aziende di produzione dello spettacolo offrono il servizio dello spettacolo per il
quale analogamente sono fissati prezzi sotto forma di biglietti d’ingresso o
abbonamenti.
ORANIZZAZIONE, cap. 8
L’organizzazione e le sue caratteristiche
DISCIPLINA ECONOMICA AZIENDLE
Nelle aziende si sviluppa il lavoro organizzato, cioè abile, attrezzato, specializzato nelle
funzioni, diviso funzionalmente in organi tra loro interconnessi, che operano in modo
coordinato e cooperativo.
Gli individui che operano nell’azienda partecipano alla “intrapresa economica
comune”, spinti da motivazioni personali di remunerazione e di miglioramento
individuale che presuppongono il raggiungimento del fine ultimo comune della
produzione e/o del consumo efficienti. (ci sono sia costi che benefici)
L’organizzazione degli individui diventa un’unità autonoma, dotata di conoscenze
complessive superiori a quelle degli individui che la costituiscono.
ORGANI E FUNIZIONI AZIENDALI TIPICHE
l sistema degli organi aziendali tramite i quali si svolge l’amministrazione
forma la struttura organizzativa aziendale.
Gli organi – monopersonali o pluripersonali – possono essere classificati, secondo la
funzione prevalente, in organi (si trovano in tutte le aziende) :
decisionali (direttivi): es. manager
esecutivi
di controllo