SIGMUND FREUD
Avventore della psicoanalisi, con Freud si inizia a parlare scientificamente di inconscio.
I primi interessi di Freud si rivolgono alla nevrosi, che alla sua epoca sollevava scarso interesse
poiché si credeva che fosse causata da problemi di tipo fisico, neurologico.
Particolare attenzione egli diede all’isteria, i cui danni collaterali di tipo fisico, come cecità, afasia o
allucinazioni, rafforzavano l’ipotesi di una causa da ricercarsi in danni alle reti neurali.
Primo medico con il quale Freud si confronta riguardo il problema dell’isteria fu Meynert, il cui
metodo di studio, in linea con la consuetudine dell’epoca, si basava più sulla ricerca in laboratorio
che sul tempo passato con il paziente.
Per approfondire le sue conoscenze, Freud si reca dunque a Parigi da Charcot, massimo esperto in
Europa di isteria. Mentre a Vienna si imputava l’origine dell’isteria a lesioni organiche, a Parigi
vigeva l’ipotesi che fosse una debolezza mentale ereditaria, diffusa maggiormente tra le donne: le
donne affette da isteria erano reputate meno adatte a reagire ai traumi della vita, tanto che si
raccomandava loro una vita sana, ordinata e tranquilla come terapia.
Charcot faceva largo uso di un metodo largamente criticato nell’Europa dell’epoca, l’ipnosi, che
consisteva nell’invitare la paziente a rilassarsi fino a farla cadere in uno stato ipnotico, in virtù del
quale Charcot poteva ordinare alla donna di guarire in quanto non affetta da disagi fisici ma solo
psichici.
Freud si convince di come la teoria organica dell’isteria non possa essere corretta. Torna a Vienna
dove apre uno studio privato frequentato da donne benestanti e dell’alta borghesia.
Peculiarità dello studio di Freud è la relativa orizzontalità instaurata tra medico e paziente, a fronte
di un’epoca nella quale il medico era solitamente visto come una specie di autorità.
In Studi sull’isteria, opera del 1895 concepita con la collaborazione del medico viennse Breuer,
Freud espone il caso di una sua paziente isterica, tale Anna O., affetta da gravi sintomi tra cui una
forma di idrofobia. Invece di ricorrere all’ipnosi, i due medici ricorrono al metodo delle
associazioni libere: invitano la paziente a parlare di uno specifico sintomo e a legare al discorso
qualsiasi ricordo la mente le proponga, il che causa una scarica emotiva che arreca sollievo alla
paziente.
Tale metodo comporta un legame personale, quasi affettivo tra paziente e medico: mentre Breuer
disapprova tale metodo, Freud lo incoraggia e lo sfrutta.
Anna O. arriva dunque a raccontare di come, da piccola, abbia visto una volta un cane bere da un
bicchiere umano, esperienza traumatizzante che l’ha portata a sviluppare l’idrofobia.
Benchè tale ricordo si trovasse nell’inconscio, esso incideva sulla realtà: mediante la terapia
psicanalitica Freud riesce a risalire alla causa e a far emergere il rimosso: ciò che la coscienza non
riesce a far emergere, poiché farlo comporterebbe un trauma.
Freud capisce che l’ipnosi non è indispensabile: l’importante è saper creare un rapporto di fiducia
tra medico e paziente, così che quest’ultimo possa parlare nelle migliori condizioni.
Freud realizza che spesso i traumi impedienti non sono altro che invidie, gelosie, rancori familiari,
non necessariamente esperienze gravi. Il paziente può indicare la vi averso tali traumi secondo il
metodo delle libere associazioni, partendo dal sintomo e collegandovi qualsiasi ricordo che abbia
con esso un legame emozionale; quando il paziente mostra riluttanza nel parlare vuol dire che ci si
sta avvicinando a un contenuto psichico traumatizzante, un rimosso.
Freud scopre che le esperienze traumatiche risalgono tutte all’infanzia ed hanno a che fare
prevalentemente con l’esperienza sessuale del bambino. Il rimosso non emerge poiché bloccato
dalla coscienza; lo psicoanalista può risalirvi quando il paziente non è completamente vigile, come
durante le libere associazioni o durante i sogni.
L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI -il sogno dello Zio Josef
Il sogno ha una struttura rappresentativa: i suoi contenuti sono espressi mediante immagini, non
verbalmente. Nel sonno, così come nel metodo delle associazioni libere, la coscienza è meno vigile
e permette a paure, traumi e rimossi di emergere; non totalmente, tuttavia, poiché altrimenti il sonno
verrebbe turbato.
Il sogno si compone dunque di due tipi di contenuti:
-il contenuto manifesto è ciò che vediamo
-il contenuto latente è ciò che il manifesto cela
Ne L’interpretazione dei sogni Freud spiega come non occorra far raccontare tutto il sogno al
paziente, bensì bisogna farlo concentrare su frammenti significativi. Nel libro egli studia i suoi
stessi sogni.
Sogno dello zio Josef:
Una sera venne a trovarmi un collega mio amico, uno di coloro il cui destino mi era servito di monito. Candidato da tempo alla promozione a professore,
qualifica che nella nostra società fa del medico un semidio per i suoi ammalati, e meno rassegnato di me, era solito di farsi vivo di tanto in tanto al ministero
per accelerare la sua pratica. Reduce appunto da una di queste visite, venne da me, mi raccontò d’aver messo alle strette l’alto funzionario e di avergli
chiesto molto schiettamente se il ritardo della sua nomina fosse dovuta in realtà a motivi confessionali. La risposta suonò che, nel clima di opinione attuale,
era certamente vero che Sua Eccellenza, non era in grado, ecc. “Ora almeno so a che punto sono”, aveva concluso l’amico. Nulla che già non sapessi, ma
il resoconto rafforzava la mia rassegnazione: infatti gli stessi motivi confessionali valgono anche nel mio caso.
La mattina dopo questa visita ebbi il sogno seguente, notevole anche dal punto di vista formale. Esso consisteva di due pensieri e di due immagini,
disposte in modo tale che un pensiero si alternava ad un’immagine. Trascrivo tuttavia solo la prima metà del sogno, dato che la seconda metà non ha nulla
a che vedere con la ragione che mi induce a comunicare il sogno.
Freud spesso omette le parti più personali dei suoi sogni, che non desidera siano divulgate ai lettori.
I L’amico R. è mio zio. Provo per lui una grande tenerezza.
II Vedo davanti a me il suo volto un po’ mutato: come fosse allungato, incorniciato da una barba gialla che spicca con particolare chiarezza.
Seguono gli altri due brani, sempre un pensiero seguito da un’immagine, che tralascio
Gli attori di quell’epoca usavano mettere la barba gialla.
L’interpretazione di questo sogno si svolse nel modo seguente.
Ricordando il sogno, nel corso della mattinata, ne risi dicendo: “E’ un’assurdità.” Ma esso non si lasciò respingere, e mi perseguitò per tutto il giorno, finché
la sera mi mossi dei rimproveri: “Se uno dei tuoi pazienti non sapesse dire altro che “è un’assurdità”, lo rimprovereresti e supporresti che dietro il sogno si
celi una storia spiacevole di cui non vuole venire a conoscenza. Comportati con te allo stesso modo. La tua opinione che il sogno sia assurdo non significa
altro che una resistenza interiore all’interpretazione del sogno stesso. Non lasciarti di trattenere.” Mi accinsi all’interpretazione.
R. è mio zio. Che cosa può voler dire? Ho avuto soltanto uno zio, lo zio Josef. A lui era legata una triste storia. Un tempo, più di trent’anni fa, egli si era
lasciato andare per lucro a un’azione che la legge punisce severamente; e infatti fu punito. Mio padre, che per il dolore incanutì in pochi giorni, aveva
l’abitudine di dire che lo zio Josef non era stato un uomo cattivo, ma soltanto un deficiente. Così si esprimeva. Se dunque l’amico R. è mio zio Josef,
intendo dire con ciò che R. è un deficiente. Quasi incredibile e molto spiacevole! Ma ecco quel viso che vedo in sogno, con i tratti allungati e la barba gialla.
Mio zio aveva effettivamente un viso così, allungato, incorniciato da una bella barba bionda. Il mio amico R. è stato nerissimo, ma quando le persone nere
di capelli incominciano a incanutire, scontano lo splendore degli anni giovanili. La loro barba nera subisce pelo per pelo uno spiacevole mutamento di
colore: diventa da prima un bruno rossiccio, poi gialliccia, e solo in seguito definitivamente grigia. In questo stadio si trova attualmente la barba del mio
amico R.; del resto anche la mia, noto con rincrescimento. Il viso che vedo in sogno è, nello stesso tempo, quello del mio amico R. e quello di mio zio. È
come una delle fotografie sovrapposte di Galton, che per stabilire somiglianze familiari faceva fotografare più visi nella stessa lastra. Non c’è dubbio,
dunque: sono veramente dell’opinione che l’amico R. sia un deficiente, come mio zio Josef.
Non intuisco ancora a che scopo io abbia stabilito questo rapporto, contro il quale sento la necessità di ribellarmi. Rapporto non ancora molto profondo, dal
momento che lo zio era un colpevole, l’amico R. invece è incensurato. A parte la condanna per aver buttato a terra con la bicicletta un garzone. Che io mi
riferisca a questo misfatto? Ciò significherebbe spingere il paragone fino al ridicolo. Ora però mi viene in mente un’altra conversazione, e sempre sullo
stesso argomento, che ho avuto giorni fa con il collega N.
Freud procede per associazioni.
L’avevo incontrato per strada; anch’egli era stato proposto per la nomina a professore; sapeva dell’onore che mi era stato fatto e mi fece le congratulazioni.
Le rifiutai decisamente: “Proprio lei, che conosce per esperienza il valore di questa proposta, non dovrebbe scherzare!”. Egli replicò, probabilmente non sul
serio: “Non si può mai sapere. Il mio è un caso particolare. Non sa che una persona ha sporto querela contro di me? Non ho bisogno di dirle che l’istruttoria
è stata sospesa: si trattava di un volgare tentativo di ricatto; per di più ho dovuto darmi da fare per salvare la mia accusatrice dalle conseguenze giudiziarie.
Ma forse il ministero si serve di questa faccenda per bocciare la mia proposta. Lei invece è incensurato.” Ecco trovato il colpevole e nello stesso tempo
l’interpretazione e il proposito del sogno.
Lo zio Josef avrà commesso qualche reato di tipo sessuale. Qui nel sogno sicuramente si tratta una paziente innamorata del medico: c’è un colpevole che
Freud nel sogno associa a suo zio.
Mio zio Josef rappresenta i due colleghi che non sono stati promossi, uno perché deficiente, l’altro perché reo colpevole. Ora conosco anche il motivo per
cui ho bisogno di questa rappresentazione. Se per il rinvio della nomina dei miei colleghi sono determinanti i motivi confessionali, anche la mia nomina è
messa in discussione; se invece posso trovare per i loro casi altre ragioni che non valgono per me, posso continuare a sperare. Il sogno procede in questo
modo: fa di R. un deficiente, di N. un reo colpevole, mentre io non sono né l’una né l’altro, quindi non abbiamo più nulla in comune: posso aspettare con
gioia la mia nomina e sfuggo alle penose conseguenze che avrei dovuto trarre per la mia persona da quanto l’alto funzionario ha reso noto a R.
Nel sogno dello zio Josef troviamo due meccanismi importanti:
-condensazione: un unico contenuto del sogno contienet implicitamente più significati, così come
Josef contiene N. ed R.
-spostamento: il desiderio viene proiettato su un oggetto che non ha nulla a che fare con il
precedente (dai colleghi allo zio Josef)
TEORIA SESSUALE DEL BAMBINO
L’infante è tendenzialmente bisessuale, perverso poiché ha desideri sessuali che cozzano con i
taboo sociali, polimorfo poiché ha diverse zone erogene. La libido è la pulsione che spinge al
soddisfacimento del desiderio sessuale.
Fasi della sessualità infantile:
-fase orale: dai primi fino ai 18 mesi la sessualità coincide con la suzione del latte materno, dalla
quale il bambino trae un piacere che manifesta mordendo, talvolta, il capezzolo della madre. Lo
svezzamento mette fine a questa fase, provocando un trauma nel bambino che si sente sedotto e
abbandonato.
-fase anale: dallo svezzamento fino ai tre anni, il bambino prova piacere nel trattenere e fare le feci,
causa il solleticamento della mucosa anale. Quando viene educato al controllo degli sfinteri per
trattenere urina e feci, il bambino ha due possibilità: trattenersi, il che si rifletterà in età adulta in un
maggior rispetto delle regole, o non controllarsi, il che denota un indole ribelle.
Il bambino vede nelle feci e nelle flatulenze un suo bene prezioso da offrire alla madre.
-fase fallica: dai quattro anni la sessualità si sposta nel pene e nella clitoride. Il maschio conosce il
complesso edipico: il bimbo prova pulsioni sessuali che rivolge alla madre, alla quale vorrebbe dare
un figlio. Difatti, il bambino mostra gelosia quando i genitori si baciano.
Il bambino è affascinato dal mistero della nascita: fantastica sulle relazioni sessuali dei genitori o
esamina quelle animali. Egli è affetto da voyeurismo, curiosità per i genitali dei genitori, ed
esibizionismo, secondo il quale mostra i propri ai genitori. Il complesso edipico viene superato
lasciando come residuo nevrosi o perversioni. La rivalità del bambino con il padre si risolve
nell’angoscia da castrazione, ovvero la paura che il padre lo punisca togliendogli il pene.
La femmina, dopo una prima fase in cui prova attrazione per la madre dal cui seno succhia il latte,
conosce il complesso di Elettra, un complesso di Edipo rovesciato: ella prova attrazione per il padre
e vede la madre come una rivale.
Osservando il maschio e notando delle differenze, la bambina sviluppa l’invidia del pene, tanto che
una madre ama il suo figlio maschio anche perché rivede in lui il pene che invidiava da piccola.
Dai cinque anni alla pubertà la pulsione sessuale ma non scompare ma viene sublimata in altro,
come ad esempio il gioco.
Nelle prime settimane di vita il bambino vive una fase di autoerotismo, poiché del mondo conosce
solo se stesso. Le tre fasi si succedono senza cancellarsi, tanto che sopravvivono in età adulta.
SECONDA TOPICA
Nella seconda topica troviamo la escrizione definitiva della psiche, che Freud divide in tre parti:
-es: l’inconscio che, a prescindere dalle differenze sessuali, contiene tutti gli eccitamenti ribollenti,
le pulsioni libidiche. Il principio di piacere consiste nei processi che mirano al soddisfacimento
diretto del desiderio, anche solo allucinatorio. Se una madre accontenta il proprio bambino in ogni
desiderio allucinatorio che questi chiede, il bambino non supererà mai la fase narcisistica e soffrirà
nel sentirsi dire di no.
Con il rendersi conto della realtà, il bambino cerca appagamento in essa e sviluppa alcuni
atteggiamenti. Prima del principio di realtà vi è l’autoerotismo, che è soddisfazione della libido ma
da solo.
-io: ha a che fare con il principio di realtà; cerca di governare l’inconscio, valutando quali desideri
sia utile appagare e quali no.
-super-io: consiste in quelle norme morali che ci impongono dei divieti. Un uomo molto aggressivo
verso se stesso avrà un super-io molto forte, e le sue norme morali imporranno un’aspettativa tanto
alta che sarà difficile da raggiungere.