ITALO SVEVO
Biografia
Nasce a TIRESTE nel 1861 da una famiglia ebraica (Trieste non e’ italiana ma fa parte dell’Impero
austro-ungarico fino al 1918).
E’ di madre italiana e padre tedesco come testimonia lo pseudonimo ITALO SVEVO (vero nome
Hector Schimtz).
Compie studi commerciali e lavora in banca (posto di lavoro in cui non si trova bene) ma la sua
passione e’ la letteratura. Studia i classici italiani e inizia a scrivere in italiano (l’italiano scritto e’
per lui una lingua “imparata”)
Scrive e pubblica il romanzo UNA VITA 1892 in cui il protagonista e’ un INETTO.
Sposa la cugina, figlia di un industriale.
Scrive il romanzo SENILITA’ e lo pubblica a sue spese.
Si apre poi un silenzio letterario di circa 20 anni...
Ecco le ragioni:
- nuovo impiego nella societa’ del suocero che lo occupa molto e lo porta a viaggiare (studia
inglese);
- l’indifferenza della critica ai primi due romanzi;
- la Prima guerra mondiale.
Stringe amicizia con James Joyce (grande scrittore irlandese innovatore del Novecento)
Traduce un’opera di Freud sul sogno ed entra in contatto con la psicanalisi.
Con la fabbrica di vernici del suocero durante la guerra realizza notevoli guadagni....ritenta quindi
l’avventura letteraria: 1919-22 scrive LA COSCIENZA DI ZENO.
Joyce fa conoscere il romanzo ai critici francesi e anche in Italia, il giovane Eugenio Montale lo
recensisce con grande entusiasmo. Arriva quindi il successo.
Viene acclamato come l’innovatore del romanzo in stile novecentesco della letteratura italiana.
Muore per un incidente in auto nel 1928.
LA CULTURA DI SVEVO
POSITIVISMO= uso delle tecniche e dell’approccio scientifico come strumento di conoscenza
della realta’.
TEORIE DI DARWIN= il destino dell’umanita’ e’ visto nella sua evoluzione complessiva MA non
condivide la fiducia totale nel progresso e nella scienza.
FREUD e la PSICOANALISI= accetta la psicoanalisi come tecnica di conoscenza dell’IO, ma la
respinge come TERAPIA.
Svevo sente che l’uomo e’ continuamente teso tra diverse forze: il PRINCIPIO DEL PIACERE che
lo condurebbe ad agire secondo le sue pulsioni e desideri, e il PRINCIPIO DEL DOVERE che
obbliga l’uomo a comportarsi secondo le convenzioni sociali della vita borghese, la sua morale
ecc...
Questo conflitto, quando e’ INCONSCIO ( non e’ a coscienza, ovvero non se ne e’ consapevoli),
provoca la NEVROSI una malattia che porta ossessioni, ansie, angosce...
(rivedere il pensiero di Freud sugli appunti gia’ distribuiti e a pag 28 La psicanalisi di Freud)
MA Svevo non crede che i nevrotici siano ammalati, anzi crede che questa sia la condizione della
vita del secolo, il NOVECENTO.
Gli ammalati sarebbero invece quelli che non hanno questo conflitto , quelli SANI per la societa’,
perche’ hanno messo a tacere la parte del principio del piacere, desideri e pulsioni.
Svevo ribalta la concezione di malattia e salute.
La NEVROSI e’, per Svevo, il segno della non rassegnazione dell’individuo ai meccanismi della
societa’ .
L’eroe per Svevo e’ l’INETTO colui che vive il conflitto, che e’ nevrotico.