Esperienza poetica in I talia
L'Illuminismo non ha una poetica unica, e ha intellettuali filosofi più che letterati, e si orienta verso opere
come il saggio piuttosto che la poesia lirica. Questo periodo porta all’esclusione della poesia soggettiva a
favore di temi sociali e civili, risollevando forme poetiche come l'ode e il poema. Si sviluppò il
Neoclassicismo, che cercò equilibrio e armonia, e il Pre-romanticismo, che esalta la soggettività e i
sentimenti. In Italia, il Neoclassicismo era più sviluppando, riflettendo su valori illuministici e verso il
passato classico, mentre il Preromanticismo esprime una visione tragica della natura e del soggetto. Due
scrittori importanti di questo periodo furono: Giuseppe Parini e Carlo Goldoni.
Giuseppe Parini
Giuseppe Parini nasce nel 1729 a Bosisio, in Brianza, da una famiglia modesta. Trasferitosi a Milano per
studiare, diventa sacerdote nel 1754 e lavora come precettore per nobili. Pubblica nel 1763 Il Mattino e
nel 1765 Il Mezzogiorno, due poemetti che criticano i vizi della nobiltà. Dal 1768 ricopre incarichi
pubblici e partecipa a riforme austriache. Durante la Rivoluzione francese, ha reazioni contrastanti ma
accetta incarichi dai francesi. Muore a Milano nel 1799, lasciando opere incompiute.
La composizione delle Odi di Parini si sviluppa durante l'intero arco della sua attività poetica. La prima
edizione esce nel 1791 con ventidue testi, seguita da una seconda nel 1795 con venticinque poesie. Essa
si articola in tre fasi: la prima (1757-1770) affronta temi sociali come nell’opera “La salubrità dell’aria”;
la seconda (1777-1785) esplora la cultura come nell’opera “l’educazione”; la terza (1787-1795) presenta
riflessioni interiori e soggettive, come nel dono (1790), dove si considera il piacere della lettura di
Alfieri.
Il capolavoro di Parini, "Il Giorno", è un poema incompiuto in endecasillabi sciolti che unisce
didascalico e satirico. Racconta la giornata di un nobile ozioso, il «Giovin Signore», guidato
ironicamente da un narratore che si presenta come il suo insegnante. L'opera, modificata nel tempo, ha
visto la pubblicazione di "Il Mattino" (1763) e "Il Mezzogiorno" (1765), mentre "Il Vespro" e "La Notte"
rimangono incompiute. Nei vari episodi, il nobile si dedica a futili attività, circondato da amici e
servitori, mentre i poveri osservano in attesa. La Notte (incompiuta) presenta un narratore che, dopo
aver evocato la Notte, reincontra il signore e la Dama, annoiati e diretti a una festa. Tra divertimento e
ironia, emergono personaggi che illustrano la superficialità della nobiltà. Il Giovin Signore, silenzioso e
privo di interiorità, vive per le apparenze. Il Precettore, complice e critico, evidenzia l'insensatezza della
loro esistenza oziosa. Parini, attraverso uno stile sublime, satirizza la vita nobiliare, denunciando la
moda come un rituale privo di significato, proponendo non una rivolta, ma una responsabilizzazione
della nobiltà verso impegni sociali.