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BERGSON

Henri Bergson, filosofo francese del '900, si distacca dal positivismo per sviluppare una filosofia spiritualista, evidenziando la coscienza come entità che conosce ma non può essere conosciuta. Le sue opere principali, tra cui 'Il saggio sui dati immediati della coscienza' e 'L'evoluzione creatrice', esplorano il concetto di tempo e lo slancio vitale, un'energia creatrice che guida l'evoluzione della coscienza e della vita. Bergson analizza anche la dinamica delle società umane, distinguendo tra società aperte e chiuse, e il ruolo dei mistici come portatori di rinnovamento spirituale.

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BERGSON

Henri Bergson, filosofo francese del '900, si distacca dal positivismo per sviluppare una filosofia spiritualista, evidenziando la coscienza come entità che conosce ma non può essere conosciuta. Le sue opere principali, tra cui 'Il saggio sui dati immediati della coscienza' e 'L'evoluzione creatrice', esplorano il concetto di tempo e lo slancio vitale, un'energia creatrice che guida l'evoluzione della coscienza e della vita. Bergson analizza anche la dinamica delle società umane, distinguendo tra società aperte e chiuse, e il ruolo dei mistici come portatori di rinnovamento spirituale.

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HENRI BERGSON:

È stato un docente universitario francese. Nato a fine '800 → muore nel 1941. Era di famiglia ebraica. Non
vive personalmente la persecuzione, ma sa bene che sta succedendo in Europa.

Ultimi anni della sua vita → cattolicesimo, ma non si battezza perché in un momento in cui il popolo ebraico
era perseguitato non voleva formalizzare la conversione.

Si forma nella Francia positivista → conosce una filosofia di tipo materialistico: la realtà è fatta di fatti
oggettivi. Ciò che non è analizzabile dal metodo scientifico, per i positivisti, non esiste. Il positivismo
cancella l'etica, la politica, la metafisica, la religione…

→ Bergson abbandona il paradigma del positivismo (anche se per certi versi ne è influenzato).

OPERE:

1. IL SAGGIO SUI DATI IMMEDIATI DELLA COSCIENZA (1898)


2. MATERIA E MEMORIA (negli stessi anni)
3. L'EVOLUZIONE CREATRICE (1907)

In più scrive una piccola opera dedicata all’umorismo: “IL RISO” (1901)

IL SAGGIO SUI DATI IMMEDIATI DELLA COSCIENZA:


COSCIENZA= colei che conosce ma non può essere conosciuta → io la posso solo autopercepire e lei non
può oggettivarsi (rendersi un oggetto). La coscienza è solo colei che conosce.

Il corpo, i nostri pensieri…

La coscienza è spirituale (infatti il suo pensiero è chiamato spiritualismo) e non cambia mai. L’unica cosa
che cambia è l’oggetto conosciuto (che dipende dalla coscienza).

I DATI IMMEDIATI
=
È un'autopercezione immediata. La coscienza si automanifesta come tempo= come ricordo, come
attenzione e come aspettativa. Non possiamo dire passato, presente e futuro perché non percepiamo queste
cose: come coscienza siamo continuamente fluttuanti in tutti e 3, noi ci auto-percepiamo in questa
fluttuazione. La coscienza fluttua senza limiti, è lei che crea la realtà e proietta gli oggetti.

Ci sono due tipi di tempo:


1. della scienza= è un tempo artificiale che noi applichiamo agli oggetti esterni.
- È quantificabile,
- discreto (divisibile)
- fatto di momenti irripetibili.

Bergson lo paragona ad una collana di perle: c'è un filo in cui sono infilate una dopo l'altra delle
perle tutte uguali. C'è un prima e c'è un dopo, le posso contare. Lo chiama tempo della scienza perché
è il tempo misurabile che uso quando devo fare delle cose scientifiche (es. l'acqua bolle in 20 minuti)

2. della vita= quello della coscienza, il tempo vissuto.


- non è discreto ma è un flusso continuo,
- non ha una direzione (può andare sia avanti che indietro),
- non è né misurabile né oggettivo.

Lui lo paragona a un gomitolo di lana (posso srotolarlo e andare a vedere i ricordi). Un'ora di tempo
ha un significato completamente diverso se io sto facendo una cosa o un'altra. I fatti sono come la
coscienza li vive.
Questa teoria del tempo si ispira a Sant’Agostino e ha ispirato molti artisti e scrittori (Prust, Svevo, Dalì...)

La coscienza evolve → 2° tema della sua filo → ne parla in:

L’EVOLUZIONE CREATRICE:
→ La coscienza crea sé stessa.

È come uno slancio vitale → è come se dentro di sé avesse una forza irrazionale che la spinge
a crearsi.

(=volontà di vivere di Schopy, spirito dionisiaco di Nietzsche,


inconscio di Freud, principio di individuazione di Jung)

Man mano che la coscienza crea sé stessa è come se il gomitolo si accrescesse.

Bergson impara dai positivisti, in particolare da Darwin che aveva parlato dell'evoluzione delle specie, ma lo
sposta sul piano dello spirito. Darwin parlava di corpo, era un positivista.

Lo slancio vitale, che si percepisce come flusso del tempo, spinge verso l’evoluzione, è un’energia creatrice.
È una realtà spirituale, non la vedo, non occupa uno spazio, non ha una forma propria, è un’energia. Lo
slancio vitale è unico, ma prende tante forme, quello che io vedo è l’effetto dello slancio vitale. Dove lo
vedo? Nella natura. Perché le foglie di quercia saranno sempre a forma di foglie di quercia? Perché l’energia
vitale prende tante forme organizzate.

METAFORE PER SPIEGARE LO SLANCIO VITALE:

Una mano preme sulla limatura di ferro → quando la tolgo, rimane la forma della mano sulla limatura. →
Così è il mondo.

È l’impressione che lo slancio vitale ha lasciato sulla materia. La materia è ciò che si oppone,
ma non è una cosa negativa. La materia prende la forma dello slancio vitale.

Lo slancio vitale non ha limiti nella propria libertà, ha limiti solo nella materia.

→ Paragona lo slancio vitale a un torrente d’acqua. L’acqua trova un sasso (= ostacolo) e si divide, se trova
un salto del terreno fa le cascate.

Serve a dare forma all’acqua. Lo slancio vitale è come i rami di un albero → alcuni rami seccano, ma
l’albero è più forte. Così è l’evoluzione, non è un processo lineare e fisico, è un processo spirituale. È lo
spirito che dà la spinta, è la creatività della vita che si esprime in maniera libera nella materia. Lo slancio
vitale ha sempre dei bivi → alcuni hanno un seguito e si rafforzano, altri scompaiono. 2 grandi rami:

1. lo slancio vitale ha condotto all’umanità= ha preso la forma della libertà e della creatività (ecco
perché l’opera si chiama “L’evoluzione creatrice”)

2. lo slancio vitale si è specializzato e ha condotto agli insetti, alla perfezione degli istinti, in cui
tutto è determinato.
Non hanno nessuna libertà individuale, ma funzionano con un
meccanismo perfetto che gli permette di vivere perfettamente: le api
nell’alveare, le formiche nel formicaio… sono delle società perfette. Gli
insetti fanno esattamente quello che serve alla collettività.→ l’umano no.

(Trova dei rami anche nei vegetali e dice che loro si sono specializzati nell’energia, producono tutto. →
Sono la perfezione della produzione di vita.)
L’uomo non è perfetto, la sua evoluzione non è completata → è sulla strada dell’evoluzione per la libertà.
Pretendere che l’umanità sia come un alveare sarebbe snaturare l’essere umano.
COME PROCEDE L’UOMO?

Bergson parla di società aperte e chiuse.

Le società umane si formano per proteggere la vita, l’incolumità fisica, la parte materiale che ha paura.
Nell’uomo agisce il desiderio di sicurezza. Le società umane si formano per tutelare questa parte.
=
strutture fatte da leggi
Quando una società chiusa si struttura troppo, mette troppe regole → si spacca, si rompono quelle regole →
l’evoluzione creatrice impatta sulla materia e la rompe → si forma un nuovo ordine + ampio. Procede così la
libertà dell’uomo: mi difendo, mi strutturo, qualcosa si rompe, mi evolvo. Se l’uomo rimane chiuso muore, è
come se ci fosse un ramo secco nell’evoluzione. La crescita dell’uomo è illimitata, ma passa attraverso crisi
personali e sociali che lui chiama società chiuse e aperte.

Esempio dell’aragosta: quando l’aragosta cresce, il guscio vecchio si rompe. Nel momento in cui è senza
guscio è molto vulnerabile, si forma un altro guscio e via così.

L’umanità che nella sua storia ha dei momenti di chiusura e poi di apertura → si alternano → perché solo gli
insetti hanno società perfette: noi no perché dobbiamo evolvere. (es. Si rompe tutto = 1° guerra mondiale →
si consolida tutto = i nazionalismi).

Società aperta= un momento dell’evoluzione storia dell’uomo che temporaneamente abbatte le regole
precedenti. C’è anche una % di caos, una % di violenza… dipende.

→ Questo avviene anche nelle religioni:

- una religione nasce da una spinta spirituale

- il fondatore dà una spinta creatrice, rompe con le tradizioni e dà una visione nuova

- la religione si struttura: regole, dogmi… è un desiderio di sicurezza.

- Poi arriva sempre qualcuno che riforma (l’eretico, il riformatore, il mistico…)

- poi tende a richiudersi

- e così via.

I mistici rappresentano in tutte le religioni la fase dell’apertura. San Francesco, quando scrive il cantico delle
creature, è lo slancio vitale che parla. Poi è nato l’ordine francescano (con delle regole).

I mistici cristiani sono la punta avanzata di tutte le religioni perché concepiscono Dio come amore, dato che
vedono l’identità della libertà nell’amore e sono l’elemento più evoluto dello spirito umano.

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