Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
39 visualizzazioni17 pagine

Dispensa Per Insegnanti

Il documento discute l'importanza della prevenzione e riduzione dei rifiuti prima della raccolta differenziata, evidenziando il ciclo di vita dei prodotti e il loro impatto ambientale. Viene presentato il concetto di consumo sostenibile e suggerimenti per scelte più responsabili, come preferire prodotti locali e adottare pratiche di consumo positivo. Infine, il documento fornisce risorse utili per insegnanti per sensibilizzare gli studenti su questi temi.

Caricato da

design
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
39 visualizzazioni17 pagine

Dispensa Per Insegnanti

Il documento discute l'importanza della prevenzione e riduzione dei rifiuti prima della raccolta differenziata, evidenziando il ciclo di vita dei prodotti e il loro impatto ambientale. Viene presentato il concetto di consumo sostenibile e suggerimenti per scelte più responsabili, come preferire prodotti locali e adottare pratiche di consumo positivo. Infine, il documento fornisce risorse utili per insegnanti per sensibilizzare gli studenti su questi temi.

Caricato da

design
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

Dispensa per insegnanti

1
La scelta dei prodotti
%05 - Come non Prima della raccolta differenziata c’è un aspetto fondamentale per una gestione sostenibile
acquistare dei rifiuti: la loro prevenzione e riduzione. Appare evidente l’importanza di ridurre le quantità, il
volume e la pericolosità dei rifiuti, prima ancora di incrementare la raccolta differenziata.
rifiuti Tutti (aziende, commercianti, enti pubblici e consumatori) possono contribuire, a vario titolo, ad affrontare il
problema della riduzione dei rifiuti: ad esempio, parlando del mondo della scuola, sappiamo che il Decreto
del Ministero dell’Ambiente n. 8 di maggio 2003 dispone che uffici ed enti pubblici comprino almeno il 30%
del loro fabbisogno annuo con manufatti e beni realizzati con materiale riciclato: i cosiddetti “acquisti verdi”.
2
Cos’è il ciclo di vita di un prodotto? produzione L’ambiente è un sistema complesso e l’uomo ne è parte integrante.
Tutti gli elementi del sistema sono legati tra di loro da una serie di relazioni: ciò significa che quando
La vita di un servizio o prodotto attraversa sempre le compiamo un’azione la nostra scelta ha delle conseguenze sulle altre componenti della società e della
stesse fasi: nella figura sotto è ben rappresentato ciò 1 trasporto
natura e non sempre questi effetti sono evidenti o diretti. Molto più di frequente, invece, le ripercussioni delle
che si intende per ciclo di vita. Un prodotto è generato da nostre azioni sono nascoste o scatenano una serie di effetti a catena, sempre meno prevedibili
materie prime che vengono estratte e lavorate, per poi trasporto man mano che si allontanano dall’origine, soprattutto in una realtà globalizzata come quella
essere lavorato in un laboratorio o fabbrica, imballato materie attuale.
prime
(inscatolato o confezionato) e venduto, utilizzato Prima di agire dovremmo riflettere sulla conseguenza del nostro comportamento e delle nostre scelte
e, quando usurato o terminato, finire la sua vita nei perché i nostri gesti possono trasformarsi da “peso” per la natura e la società a “stimolo” per aiutare il
cassonetti, al fine di essere smaltito e/o riciclato. imballaggio
sistema economico a cambiare rotta verso un mondo più responsabile e critico.
Riassumendo, quindi, le fasi principali del ciclo di vita 3 Come fare? Ecco alcune semplici proposte per cambiare i nostri meccanismi di scelta dei prodotti.
sono: 5 riciclo e
smaltimento
1 - estrazione e/o utilizzo delle materie prime
(o “seconde” se derivanti da processi di riciclo) trasporto
2 - la produzione trasporto

3 - l’imballaggio/vendita
4 - l’utilizzo
5 - il riciclo o lo smaltimento.
4 utilizzo

Cos’è l ’impatto ambientale?


In tutte queste fasi si genera impatto ambientale, ovvero delle conseguenze dirette al nostro ambiente in
particolare con emissioni a carico di aria, suolo e acqua. Il principale strumento per la valutazione dell’impatto
ambientale, il più completo e il più scientifico, ha un nome difficile e assai poco noto: Life Cycle Assessment,
in sigla LCA ovvero la valutazione attenta del ciclo di vita di un prodotto. Con questo sistema si valuta
attentamente il potenziale impatto ambientale in tutte le fasi del ciclo di vita di un prodotto analizzando
quante sono le risorse utilizzate (“immissioni” come energia, materie prime e acqua) e quante sono le
“emissioni” (nell’aria, nel suolo, nell’acqua) allo scopo di prevenire le conseguenze negative sull’ambiente
ovvero inquinamento del suolo, delle acque o dell’aria.

CO2
RIDURRE I CONSUMI SUPERFLUI
Per assicurare una vita dignitosa ed equa, ora e nel futuro, ad una
popolazione mondiale che ha già superato i sette miliardi di persone,
Cosa si intende per consumo sostenibile? nel rispetto dei limiti biofisici del pianeta, il primo passo da compiere
è quello di ridurre i consumi della “minoranza più ricca”. Consumare
Si intende per consumo sostenibile tutto quell’insieme di azioni e interventi che nell’ambito del ciclo di vita di di meno non vuol dire abbassare il livello di benessere bensì
un prodotto (estrazione di materie prime, produzione, imballaggio/vendita, utilizzo, smaltimento) mirano a consumare prodotti di qualità in modo consapevole ed eliminando
ridurre l’impatto ambientale generato. Spieghiamoci meglio: l’obiettivo è trovare il giusto equilibrio tra quello tutti i beni inutili che acquistiamo sotto la spinta della pubblicità.
che l’ambiente offre (le risorse della Terra) e quello che poi riesce ad assorbire e smaltire. Meno è meglio!

2 3
INFORMARSI
Per scegliere è necessario sapere. È indispensabile documentarsi
per ottenere le informazioni sul prodotto e sull’impresa, necessarie

ro
ad orientare gli acquisti. Il consumatore, al momento dell’

Km Ze
acquisto, dovrebbe porsi diverse domande in merito al prodotto,
alle sue varie fasi di produzione e allo smaltimento del prodotto
stesso ma anche del suo imballaggio: è riciclabile? Prima di
gettarlo, posso riutilizzarlo per qualcosa di diverso? Domande che
dovrebbero risuonarci in testa ogni volta che siamo davanti ad
uno scaffale in un negozio!

PREFERIRE I PRODOTTI LOCALI


L’acquisto di prodotti locali contribuisce a preservare e valorizzare
le varietà, le tradizioni e l’economia locale e comporta una riduzione
dell’inquinamento, del consumo di energia e del traffico per il
trasporto delle merci. Un altro vantaggio nella scelta di prodotti
locali è la possibilità di conoscere meglio il comportamento della Con il carrello usiamo il cervello!
ditta che li produce.

Invece di… … meglio così!


ADOTTARE PRATICHE DI “CONSUMO POSITIVO”
È necessario aspirare ad un consumo più leggero che
materialmente pesi di meno sulla natura e sugli altri popoli,
il che significa informarsi sui prodotti che acquistiamo e Detergenti o bevande in Detergenti o bevande alla
comperare qualcosa solo se ne abbiamo veramente bisogno. contenitori monouso spina
Visto che la domanda costituisce da sempre il più sentito
fattore in grado di orientare i mercati, l’incentivo più potente a
disposizione dei consumatori è quello di fare leva sulla “domanda
ecologica” in quanto in questo modo si può influenzare le decisioni Cibi venduti sfusi nelle quantità
del produttore. Preferendo prodotti ecocompatibili il consumatore Cibi confezionati in involucri desiderate, in sacchetti di carta o
può convincere produttori e commercianti a migliorare le proprie inutili o di difficile riciclo con imballaggio semplice,
prestazioni ambientali. riutilizzabile o biodegradabile

Pile usa e getta Pile ricaricabili e senza mercurio

Apparecchiature che Apparecchi che funzionano sia a


funzionano solo a batteria rete sia a pile

Prodotti in carta vergine Prodotti in carta riciclata

Scambiare i giochi che non si


Comprare un gioco nuovo
usano più con i propri amici

4 5
Link utili
Vi proponiamo di seguito alcuni contenuti disponibili in rete, offrendo di ognuno una breve descrizione, alcune
indicazioni per l’insegnante e delle idee per i lavori da sviluppare con i propri alunni. Sarà poi l’insegnante
a valutare come adattare i contenuti alla propria classe, considerandone livello di formazione, attitudini e
predisposizioni.

Link [Link] Link [Link]

Descrizione Alcuni utili consigli per uno stile di vita più semplice e sobrio Descrizione Un bel cartone di Bruno Bozzetto che in una manciata di
orientato al rispetto dell’ambiente e di ciò che ci circonda. secondi introduce efficacemente il tema del problema legato agli
imballaggi.
Indicazioni Il video propone una prima parte generale che spiega come il 20%
per della popolazione mondiali consumi ben l’80% delle riserve della Indicazioni Il cartone si presenta in maniera efficace ed immediata ed è adatto
l’insegnante terra e che illustra la necessità di invertire questo trend. Vengono per alla visione da parte degli alunni delle primarie e delle secondarie.
poi proposti alcuni esempi di azioni realizzabili dai cittadini per l’insegnante
cambiare “ecologicamente” il proprio stile di vita. Alcuni esempi
(economia etica, G.A.S., ecc.) possono essere mostrati a titlo Idee per la Soprattutto in prossimità del Natale, periodo ricco di doni, pacchi,
informativo, ma risultano poco utilizzabili per la fascia d’età classe pacchetti e pacchettini, questo video può avviare conversazioni
interessata da questo progetto didattico. sulla scelta dei prodotti considerando anche la quantità e la qualità
degli imballaggi.
Idee per la Dalla visione del video gli alunni possono essere coinvolti nella
classe realizzazione di materiale informativo per i genitori, come ad
esempio una bacheca dei produttori locali da esporre nell’atrio
della scuola, così da invitare i genitori a fare la spesa utilizzando Link [Link]
la logica della filiera corta, oppure un calendario delle stagionalità
dei prodotti ortofrutticoli così da educare i bambini e i ragazzi a Descrizione La “regola delle 4 erre” in un filmato di 9 minuti: la riduzione, il
mangiare prodotti di stagione, quindi più saporiti, più nutrienti e più riutilizzo, il riciclo e il recupero. Uno strumento che può aiutare i
ecologici. bambini a capire come con pochi accorgimenti è possibile ridurre i
rifiuti da portare in discarica o all’inceneritore.

Indicazioni Il cartone si presenta in maniera efficace ed immediata ed è adatto


Link [Link] per alla visione da parte degli alunni delle primarie (triennio) e delle se-
ilpackaging-e-riutilizabile/ l’insegnante condarie.

Descrizione Oggi gli imballaggi costituiscono circa il 25-30% del totale dei rifiuti Idee per la Si veda l’indicazione del precedente filmato.
solidi urbani. Una buona ragione per riflettere sul ruolo classe
dell’imballaggio come strumento di protezione del prodotto e di
comunicazione e sulla possibilità di adottare un packaging
riutilizzabile.

Indicazioni L’articolo si presta alla lettura da parte dell’insegnante per essere Fonti: [Link]
per poi rielaborato e proposto alla classe in una forma più adatta all’età.
l’insegnante

Idee per la L’articolo può stimolare un’attività di analisi della quantità di


classe imballaggi prodotti dalla classe stessa durante una settimana
di merenda. Gli imballaggi possono essere catalogati (plastica,
alluminio, carta…) e pesati, così da ricavare una media di
produzione per alunno. Cercando di cambiare le proprie abitudini
(portando una mela al posto di una merendina, un tè in borraccia
anziché in cartone, ecc.) si può confrontare una seconda
produzione di rifiuti e vedere come gli imballaggi sono diminuiti.

6 7
Il riutilizzo: diamo nuova vita
agli oggetti
Poi non c’e’ stato piu’…
Con il successivo sviluppo del commercio, si rese necessario introdurre un solo bene come unità di misura, un
riferimento per gli scambi il cui valore fosse riconosciuto in modo certo, la merce di riferimento era differente
da popolo a popolo e tra le varie epoche. Fino alla fine del XIX secolo, nelle regioni tropicali venivano usate
come merce di scambio le cyprae moneta (o cauri), piccole chiocciole che sembrano di porcellana. In cinese
il segno ideografico che significa “denaro” è derivato appunto da questa conchiglia.
La moneta diventa la forma di pagamento più diffusa, alternativa che sostituisce il baratto e offre un’ampia
flessibilità d’acquisto di qualsiasi altro tipo di bene, anche frazionario, al prezzo del suo valore, determinato da
C’era una volta il baratto... quattro fattori: costo di produzione, utilità, domanda e offerta.

Fin dall’antichità il commercio si è basato sul baratto, uno scambio di oggetti tra persone. La storia ci ha lasciato
un famoso esempio di baratto descritto da Erodoto (IV, 196): i Cartaginesi (grandi commercianti) usavano
il “baratto silenzioso” nei loro commerci con altre popolazioni. Arrivati presso le coste occidentali africane
sbarcavano le merci e le sistemavano in bella mostra sulla riva. Tornati a bordo delle navi accendevano un
fuoco, gli indigeni, vedendo il fumo, si avvicinavano alle merci sulla spiaggia e depositavano dell’oro in cambio
delle merci e si ritiravano nella foresta. I mercanti tornavano dalle navi alla spiaggia e, se la quantità d’oro
lasciata dagli indigeni era sufficiente secondo loro, lo caricavano sulla nave e se ve andavano altrimenti non
toccavano nulla ed aspettavano che gli indigeni aggiungessero altro oro oppure se ne andassero rinunciando
allo scambio.
Per barattare era necessaria una grande capacità nel confrontare il valore di oggetti molto diversi. Se gli
oggetti scambiati appartenevano alla stessa categoria lo scambio non era particolarmente complesso: i
contadini sapevano abbastanza bene quante verdure o quanto latte avrebbero dovuto cedere per avere in
cambio grano o olio. Più difficili risultavano gli scambi tra oggetti appartenenti a classi diverse: quanti chili di
grano poteva valere un aratro?
Nel baratto, il valore degli oggetti che venivano scambiati era completamente soggettivo e non si ricorreva
a nessuna unità di misura. L’accordo si basava sostanzialmente sull’equivalenza del bisogno che ciascuno
aveva della merce in possesso dall’altro, il valore delle merci scambiate era il punto di incontro fra la domanda
e l’offerta. Scambiando beni attraverso il baratto era quasi impossibile il risparmio.
Chi produceva un bene doveva consumarlo o venderlo prima che deperisse (pensiamo agli alimenti) e solo
una piccola parte dei beni poteva essere conservata e consumata in futuro.

Adesso c’e’ di nuovo!


La cultura consumistica che viviamo nel nostro Paese si è sviluppata con il boom economico a partire dagli
anni cinquanta. Negli ultimi 60 anni 3 generazioni si sono facilmente abituate al consumo facile e veloce.
Questo tipo di approccio al consumo ha innescato una spirale di produzione che, se da un lato, è stata grande
fonte di benessere e di progresso dall’altro ci ha illuso che il mondo possa crescere all’infinito.
L’attuale momento di crisi del nostro sistema è appesantito dai costi ambientali che stiamo pagando per le
nostre scelte di consumo e produzione. Dobbiamo quindi iniziare ora a fare i conti seriamente con la mancanza
di risorse primarie e con l’inquinamento e dobbiamo farlo a tutela delle generazioni future.
Il riuso e lo scambio possono dirsi a pieno titolo soluzioni semplicemente percorribili da chiunque che
contribuiscono a permettere alle generazioni future di vivere meglio.

Oggi ci sono luoghi o eventi dove si scambiano oggetti?


• mercatini dell’antiquariato
• mercatino dei bambini: dove si possono trovare fumetti, giocattoli, ecc.
• negozi dove poter vendere o acquistare oggetti usati (ad esempio vestiti, giochi, passeggini e altre
attrezzature per bambini).

Quali cose si possono scambiare le famiglie?


• vestiti (soprattutto quelli dei bambini)
• giochi
• libri

8 9
Riuso e baratto sono: Le 4 erre
• RAZIONALITÀ nella scelta e gestione di ciò che ci serve davvero La gestione dei rifiuti viene spesso indicata con la regola delle 4 “R”:
• SOBRIETÀ: riduzione di ciò che non serve (specialmente se lussuoso o esagerato), ritorno all’essenziale ed 1 - RACCOLTA DIFFERENZIATA
alla semplicità 2 - RIDUZIONE
• ATTENZIONE alla qualità degli oggetti e non alla loro apparenza 3 - RIUSO
• VALORIZZAZIONE dell’oggetto per la sua funzione e non per ciò che rappresenta 4 - RICICLO
• RISPARMIO economico personale ottenendo esattamente ciò che ci interessa e ci piace a costo 0 (oggetti, Il riuso fa parte di questo “gruppo”. Storicamente uno dei principali
libri, giochi) motori del riuso è stata la motivazione finanziaria: riusare evita di
• ATTENZIONE ALL’AMBIENTE: per fermare lo sfruttamento sconsiderato delle risorse e per diminuire la comprare le materie prime necessarie per la creazione di “nuovi”
produzione di rifiuti. oggetti. Attualmente, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, alcuni
• SOSTENIBILITÀ rimettendo in circolo oggetti per chi ne ha bisogno progetti di sviluppo economico hanno sfruttato il “riuso” per migliorare
• PASSIONE, SCOPERTA, ORIGINALITÀ: negli scambi con altri o presso i mercatini dell’usato si trovano le condizioni di vita di piccole comunità.
oggetti particolari, veri pezzi unici che ci permettono di rendere la casa un po’ diversa, di allontanarci dal
prodotto omologato della grande distribuzione.
Prima del ricycling c’e’ l ’upcycling
In termini generici con Upcycling si intende il riciclo creativo degli
oggetti: l’arte di riconvertire materiali di prodotti inutilizzati e dargli
nuova vita. Le tipologie di oggetti riportati a nuova vita sono illimitati.
Il riciclo creativo ci apre un mondo originale, fantastico, colorato, che
esprime le più creative doti umane nel saper trasformare ciò che a
prima vista sembrerebbe solo spazzatura, per inventare oggetti utili
a costo quasi zero. A livello scientifico con Upcycling si identifica il
processo di conversione dei rifiuti o comunque dei prodotti inutili in
nuovi materiali oppure in nuovi prodotti di alto valore commerciale. In
quest’ottica, ciò che fino a ieri consideravamo spazzatura diventa una
risorsa da cui si può trarre qualche tipo di profitto e che idealmente
dovrebbe portare un giorno a eliminare del tutto il concetto di “rifiuti”.
Il vantaggio per l’ambiente è duplice: non è più necessario reperire
nuove materie prime (che implica impiego di energia, inquinamento

“Swapping”: riuso e baratto 2.0


atmosferico e idrico ed emissioni di gas serra) e si annulla il costo dello
smaltimento.
Il baratto su internet, o “swapping” (dall’inglese swap = scambio) è sempre più popolare. Negli ultimi anni
si stanno facendo conoscere sempre più portali o forum dedicati al baratto, molti dei quali completamente STORIA DELL’UPCYCLING
gratuiti, che offrono un servizio di scambio tra gli utenti e si ripropongono di diffondere lo spirito positivo di Nel 1963 la Heineken crea il primo esempio di upcycling producendo
questa modalità di acquisizione di beni. I beni scambiati sono i più svariati, dagli indumenti, ai DVD, ai CD le Wobo: bottiglie di birra che, una volta usate, possano servire come
musicali, ad ogni tipo di oggetto e gadget. Esistono anche applicazioni ad hoc per attivare azioni di baratto mattoni da costruzione. L’idea, opera del fondatore della casa e di un
anche in modalità mobile. architetto, prende forma quando i due vedono una vasta quantità di
vuoti di bottiglia seminate sulle spiagge caraibiche, luogo dove c’è
carenza di materiali da costruzione. L’idea geniale purtroppo non ha
successo, e le bottiglie diventano così semplici suppellettili. Nel 1973,
dopo 10 anni, gli architetti e teorici Charles Jencks and Nathan Silver
I “non ancora rifiuti” coniano il termine “adhocism”, con il quale si indica un nuovo modo di
Il riuso va inteso come un’alternativa al concetto dell’ usa e getta. Esso si attua quando le funzioni per cui è progettare che vuole essere di rottura con il tradizionale mondo fatto di
stato creato l’oggetto sono riviste alla luce di un suo nuovo ed originale utilizzo. Diversamente, il riciclaggio burocrazia, gerarchia e specializzazione del settore. In controtendenza
impone la distruzione del rifiuto per creare nuovi diversi oggetti o prodotti. si auspica immediatezza dell’atto creativo, che risponde in modo
immediato ed istintivo ad un bisogno (ad hoc, appunto). Usando le loro
VANTAGGI DEL RIUSO DEI “NONANCORARIFIUTI” stesse parole “si tratta di vedere le cose che ci circondano in modo
• risparmi nell’acquisto di materie prime diverso, in modo da dare agli oggetti e alle materie che ci circondano
• risparmi nello stoccaggio dei rifiuti da sempre, ruoli e significati diversi da quelli con i quali siamo abituati
• risparmio energetico per la produzione del sostituto a vederli”. Nasce così l’idea dell’upcycling. Oggi è ormai diffusa ed
• risparmi per il conferimento e smaltimento in discarica o all’impianto di recupero. affermata la cultura del riciclo, ma un prodotto è definito sostenibile
solo quando viene provata la sua completa efficacia nel tempo oltre
che la sua efficienza legata ad una fase della sua vita.

10 11
Il cibo Idee didattiche
Una volta era normale usare gli avanzi per cucinare altri piatti. Non SITI CON ESEMPI DI ATTIVITÀ DI RICICLO CREATIVO
si buttava via quasi nulla e tutti gli alimenti venivano utilizzati in Esistono numerosissimi siti con interessanti spunti per creare e ricreare oggetti nuovi e utili da materiali di
modi alternativi. scarto. A titolo esemplificativo ne riportiamo solo alcuni:
Oggi, purtroppo, una quantità spaventosa di cibo e di prodotti • [Link]
finisce nella spazzatura anche se ancora commestibile e in • [Link]
buono stato. Perché, allora, non cercare di ridurre questo • [Link]
sperpero? Il riutilizzo ha sempre rivestito un certo ruolo • [Link]/
per il risparmio di risorse nella gestione dell’economia
domestica.
Da un punto di vista sociologico il riutilizzo degli avanzi ha
alimentato un filone specializzato della cucina, presente in
tutte le culture gastronomiche, con preparazioni alimentari
che prevedono espressamente l’utilizzo di ingredienti avanzati
da pasti.
Nella nostra cultura italiana possiamo pensare agli arancini di riso,
alla frittata di maccheroni, a molti dolci fatti col pane raffermo. PASTELLI MULTICOLORE E CANDELINE DECORATIVE
Ma la cultura del “riuso del cibo” è forte a tutte le latitudini: un esempio Raccogliere ciò che rimane dei colori a cera rotti, rimuovere le etichette di carta e spezzettare ulteriormente
ne è la Jambalaya, un piatto creolo a base di riso, carne, pesce, verdure e spezie. i pastelli. Procurarsi degli stampini in silicone, come quelli che di solito si utilizzano per i cubetti di ghiaccio.
Esistono, in varie lingue, numerose pubblicazioni di libri di cucina e ricette espressamente dedicati alle Inserire i pezzetti di pastelli a cera negli stampini. Infornare gli stampini a bassa temperatura (35°-40°,
preparazioni culinarie che fanno uso di avanzi. Tali conoscenze diventano di maggiore attualità durante sarà sufficiente un piccolo fornetto scalda cornetti) fino a quando i colori non si saranno amalgamati tra
periodi di crisi economica e finanziaria che invitano a pratiche improntate a maggiore sostenibilità. loro. Lasciare raffreddare le formine di cera prima di estrarle dagli stampini. Si otterranno delle formine
Una questione in parte diversa è costituita dalla “cucina degli scarti”, ovvero di preparazioni alimentari in cui multicolore che i bambini potranno usare ancora per colorare. Nel caso si vogliano fare delle candeline
entrano, come ingredienti, prodotti di scarto ancora di ottima qualità provenienti da precedenti preparazioni, decorative, si potranno inserire degli stoppini prima che le formine si raffreddino.
come ad esempio il brodo di verdura fatto con le parti delle verdure generalmente non utilizzate (foglie e
gambo di broccolo, cime dei finocchi...). Obiettivi:
• Imparare a vedere la nuova vita che c’è in ogni oggetto.
• Diventare protagonisti nel recupero e riuso di oggetti che i bambini stessi utilizzano ogni giorno.

L’angolo de
l
FAMILY BAG (O DOGGY BAG): NON VERGOGNIAMOCI DI FARE UNA COSA BUONA!
Baratto
La family bag è un contenitore di alimenti nato per portare a casa gli avanzi dei pasti consumati fuori casa
per utilizzarli tra le mura domestiche come pranzo per gli animali (da quest’uso originario deriva il nome doggy
L’ANGOLO DELLO SCAMBIO
bag). Gran parte del cibo avanzato sul nostro piatto in mensa, al ristorante, a casa di amici è, però, ancora di
Far portare in classe ai bambini giochi, libri ed altri oggetti che non usano più ed organizzarli in un angolino
ottima qualità e, conservato e trasportato a casa nella nostra doggy bag, può diventare parte del nostro pranzo
della classe realizzando anche una bella insegna in cartone “L’angolo del Baratto”. Facilitare lo scambio
di domani anziché essere smaltito come rifiuto umido.
degli oggetti invitando eventualmente anche bambini delle altre classi. Analizzare il destino di ogni oggetto
All’estero è abbastanza frequente che i clienti si facciano incartare per portare a casa ciò che hanno ordinato
che non viene riutilizzato da nessuno (discarica, inceneritore...)
e non consumato del tutto. In Italia la pratica (usata fino a pochi decenni fa) è quasi scomparsa per molti anni.
In questi ultimi anni la preparazione della doggy bag è tornata alla ribalta ed indicata come pratica ecologica Obiettivi:
per eccellenza per la riduzione dello spreco di cibo. • Imparare a condividere gli oggetti ed i giochi che non utilizziamo più.
• Imparare ad individuare una via diversa dallo smaltimento per oggetti ancora in buono stato.
• Diventare protagonisti attivi nello scambio di oggetti per noi ormai inutili.

12 13
Il ciclo dei rifiuti: cosa diventano dopo
la raccolta differenziata?
Materiali cellulosici (carta e cartone)
Carta e cartone sono costituiti in buona parte da cellulosa che può essere sottoposta a vari processi di
riutilizzo, grazie ai quali è possibile produrre nuova carta senza utilizzare ulteriori materie prime.
Circa il 95% del rifiuto cartaceo viene recuperato in nuova carta; il riciclo di questo materiale comporta
enormi risparmi energetici, idrici e di legname rispetto alla produzione di carta vergine. Con la carta riciclata
si producono giornali, riviste, libri e quaderni, ma anche nuovi imballaggi e scatole.
La parola rifiuto nell’immaginario collettivo ha una connotazione decisamente negativa: il rifiuto è qualcosa Come funziona il procedimento di riciclo della carta?
di cui sbarazzarsi, da allontanare da sé il più possibile. Ma il rifiuto può anche essere considerato, al Dopo la raccolta e lo stoccaggio, la carta proveniente dalla raccolta differenziata subisce una selezione,
contrario, una risorsa in grado di generare ancora valore. che serve ad eliminare eventuali materiali impuri e a separare la carta in diverse tipologie. A questo punto
la carta viene pressata e legata in balle, che vengono destinate alle cartiere.
Qui la carta subisce il vero e proprio processo di riciclo: viene dapprima sminuzzata in piccoli pezzetti,
sbiancata per eliminare l’inchiostro e infine ridotta in poltiglia. Ecco prodotta una nuova materia prima
seconda, dalla quale si ricaverà nuova carta. Il procedimento si conclude con la disidratazione della poltiglia
e la stesura in rulli, fino all’avvolgimento finale in bobine. A livello nazionale, l’ente che si occupa della
gestione del rifiuto carta e del suo riciclo è il Comieco ([Link]).

Il ciclo dei rifiuti:


un processo virtuoso che rispetta l’ambiente e genera ricchezza
Con l’espressione “ciclo dei rifiuti” si intende l’intero percorso del rifiuto, dalla sua produzione fino al suo
smaltimento o riciclo. Questo ciclo comprende una serie di passaggi: la raccolta dei rifiuti, il loro trasporto
e le operazioni di trattamento necessarie. Queste operazioni devono essere eseguite nella maniera più
accurata possibile, in modo da mantenere innanzitutto un basso impatto ambientale, ma anche per
evitare rischi di contaminazione. Una buona gestione dei rifiuti ci permette infatti di vivere in un ambiente
salubre. Non solo, un ciclo dei rifiuti virtuoso può anche diventare fonte di ricchezza, in termini di reddito e
di occupazione.

Il vetro
Punto cardine del ciclo dei rifiuti è sicuramente la raccolta differenziata: è grazie al corretto svolgimento
di questo passaggio che è possibile riciclare una buona quantità di rifiuti, con conseguenti risparmi
economici, energetici e di materie prime. La raccolta differenziata è dunque il presupposto indispensabile Gli imballaggi in vetro (bottiglie e vasetti di vetro) possono essere riciclati e diventare materia prima
allo svolgimento di tutte le operazioni successive del ciclo. seconda dalla quale è possibile produrre nuovi oggetti.
Il procedimento di riciclo del vetro si svolge inizialmente in un impianto di trattamento specializzato, per poi
essere portato nelle vetrerie per diventare di nuovo vetro.
Nell’impianto di trattamento il rifiuto vetro subisce prima di tutto una selezione (manuale e meccanica),
LE DIRETTIVE EUROPEE IN MATERIA grazie alla quale vengono eliminate eventuali sostanze estranee.
L’Unione Europea è intervenuta con alcune direttive (come ad esempio la Direttiva 2008/98/CE) allo scopo A questo punto il vetro viene frantumato e diventa a tutti gli effetti materia prima seconda, da destinare ai
di promuovere un ciclo virtuoso dei rifiuti. forni da cui si ottengono, una volta fuso, nuove bottiglie, vasetti e flaconi.
Dal momento che in Italia il rifiuto vetro viene trattato tutto assieme, il vetro riciclato è sempre un vetro di
Sono state così definite quali sono le priorità delle azioni di gestione dei rifiuti. Il primo passo è la riduzione del colore verde scuro, non esiste vetro riciclato trasparente.
rifiuto prodotto, mentre all’ultimo posto si trova lo smaltimento del rifiuto in discarica, che viene considerato A livello nazionale, l’ente che si occupa della gestione del rifiuto vetro e del suo riciclo è il [Link].
come ultima ed estrema soluzione al problema rifiuti, essendo la forma di gestione dei rifiuti con il maggior ([Link]).
impatto sull’ambiente (oltre ad essere una soluzione del tutto improduttiva).

Prima di essere destinato alla discarica il rifiuto deve quindi seguire strade diverse: in ordine prioritario può
essere riutilizzato, utilizzato come materia prima seconda (grazie ai diversi impianti di riciclo) e infine
recuperato in forma di energia (negli impianti di termovalorizzazione).

La nuova vita dei rifiuti


Sono molti i rifiuti che possono essere riciclati e diventare nuova risorsa. Questi vengono raccolti
separatamente grazie alla raccolta differenziata, per facilitarne il processo di recupero.

14 15
La plastica
È uno dei principali componenti dei rifiuti solidi e proprio per questo è importante riciclarla. La plastica non è L’alluminio può essere riciclato al 100% e riutilizzato infinite volte per dare vita a nuovi prodotti e imballaggi.
tutta uguale, ne esistono diverse tipologie, alcune più facilmente riciclabili, altre meno, e sono identificate Inoltre, l’alluminio riciclato non differisce per nulla da quello ottenuto dal minerale originale, poiché le
con sigle diverse: le più comuni sono PE, PP, PVC, PET, PS. caratteristiche fondamentali del metallo rimangono invariate. A livello nazionale, l’ente che si occupa della
gestione dell’alluminio e del suo riciclo è il [Link]. ([Link]).
Un altro metallo riciclabile moltissime volte è l’acciaio, di cui sono fatti barattoli, scatolette, coperchi per i
vasi di vetro, tappi a corona. Una volta raccolti e selezionati, gli imballaggi in acciaio vengono avviati presso
aziende specializzate dove vengono lavorati e preparati per essere portati in acciaieria. Qui vengono fusi
nei forni per produrre nuovo acciaio. A livello nazionale, l’ente che si occupa della gestione dell’acciaio e del
suo riciclo è il Consorzio RICREA ([Link]).

È fondamentale ricordare che la raccolta differenziata della plastica riguarda solo gli imballaggi, ossia quei
manufatti concepiti per contenere, trasportare, proteggere merci in ogni fase del processo di distribuzione
e per i quali viene corrisposto il Contributo Ambientale CONAI (CAC). Al contrario, gli oggetti in plastica
non-imballaggio non possono essere immessi nella raccolta differenziata perché i costi del sistema sono
coperti in prevalenza dal CAC, posto esclusivamente sugli imballaggi, di conseguenza vanno conferiti nel
rifiuto indifferenziato. Uniche eccezioni a questa regola sono piatti e bicchieri di plastica che possono
tranquillamente essere differenziati dal 2012.
Dopo la fase di raccolta, la plastica passa agli impianti di trattamento specifici, dove viene dapprima ripulita
da eventuali impurità e poi suddivisa secondo la tipologia, in modo da ottenere un prodotto di qualità elevata.
I tipi di plastica che più si prestano ad essere riciclati sono PET, PVC e PE.

Rifiuto organico (umido e verde)


Alcuni esempi di materiali in plastica riciclata che si possono ottenere da queste materie prime seconde:
• dal PET riciclato: bottiglie per bibite, maglioni in pile, moquette, tappetini per auto;
• dal PVC riciclato: materiali edili come tubi, scarichi per l’acqua, passacavi; Il rifiuto organico rappresenta tra il 30 e il 40% dei rifiuti domestici prodotti e viene riciclato per ricavare
• dal PE riciclato: flaconi per detergenti, tappi, sacchetti, casalinghi. biogas e compost. Dopo essere stato raccolto da COINGER, è pronto per essere lavorato e viene conferito
Nel caso in cui i vari tipi di plastica vengano riciclati tutti assieme, si ottiene quella che viene definita plastica nell’impianto di compostaggio.
riciclata eterogenea, dalla quale si possono ottenere arredi urbani, recinzioni, cartelli stradali, ecc. La fase iniziale del trattamento prevede la produzione di biogas che si ottiene dalla decomposizione
A livello nazionale, l’ente che si occupa della gestione del rifiuto plastica e del suo riciclo è il [Link]. batterica del rifiuto organico, in assenza di ossigeno, ed è una miscela di gas composta principalmente da
([Link]). metano e anidride carbonica, che si forma spontaneamente.
La decomposizione avviene in appositi locali definiti “digestori”, ermeticamente chiusi e privi di ossigeno.
Il biogas prodotto viene utilizzato per ricavarne energia elettrica e termica.
Ma dal rifiuto organico, oltre al biogas, si ricava anche una sostanza chiamata compost.
Dopo la fase nei digestori, il rifiuto organico subisce in questo caso un trattamento aerobico (che avviene
cioè in presenza di ossigeno): il compostaggio. Il risultato ottenuto da questa operazione è appunto il
compost, un prodotto organico che può essere utilizzato come fertilizzante in agricoltura.

Il riciclo del rifiuto organico apporta numerosi vantaggi:


• recupero di energia;
• miglioramento del suolo agricolo e riduzione dell’inquinamento da fertilizzanti chimici;
• riduzione del materiale destinato alla discarica.

Alluminio e acciaio È utile ricordare che il compostaggio è una pratica che può essere svolta anche a livello domestico attraverso
diverse tecniche (cumulo, compostiera di vario tipo, ecc.).
Anche i metalli presenti nei nostri rifiuti possono essere sottoposti a un processo di riciclo, grazie al quale
diventano materie prime seconde e possono essere nuovamente lavorati. Tra i metalli di uso più comune,
quello che si presta meglio ad essere riciclato è sicuramente l’alluminio. L’alluminio è largamente presente
nei prodotti di consumo: sono fatte di alluminio le lattine, i vassoi usa e getta per alimenti, molti tipi di
pentole, ecc. In Italia, circa il 90% dell’alluminio prodotto proviene da operazioni di riciclo.

Ma come funziona il processo di riciclo di questo metallo? Innanzitutto, bisogna sottoporre i metalli, che
vengono raccolti tutti assieme, a un processo di selezione, che solitamente viene effettuato con sistemi
magnetici. Questa operazione serve anche per eliminare eventuali frazioni di altri materiali. Una volta pulito
e frantumato, l’alluminio viene pressato in balle. A questo punto, il materiale è pronto per essere destinato
alla fonderia, dove può essere fuso e riutilizzato.

16 17
Rifiuto indifferenziato (secco residuo)
Il rifiuto indifferenziato è il peggior tipo di rifiuto in termini di riciclabilità ed è bene che la sua produzione sia Link [Link]
sempre la minima possibile. Dal rifiuto indifferenziato non si può ricavare alcuna materia prima seconda; Descrizione Anche Peppa Pig ricicla i rifiuti! Questo breve episodio della
al massimo, può essere destinato ai termovalorizzatori per ricavarne energia elettrica o termica oppure, famosa serie britannica ripropone il tema della separazione
come nel caso del “sacco viola” COINGER diventa CSS (Combustibile Solido Secondario) da impiegare dei rifiuti.
in edilizia al posto del carbone per la produzione di cemento. Al di fuori da questi casi, l’unica alternativa
rimane lo smaltimento in discarica. Indicazioni Il filmato è indicato esclusivamente per le primarie, con una
per preferenza per gli alunni delle classi I e II.
l’insegnante
Idee per la Peppa Pig è molto conosciuta dai bambini e utilizzare il
classe cartone per far vedere che anche lei differenzia i rifiuti può
essere uno spunto per stimolare un’attività in classe su
come vanno separati i rifiuti a casa.

Link [Link]
UvLzKYwichmNcgrSADdlcPw&index=35

Descrizione Il video è stato premiato con il primo posto nella sezione


“Giovani” del concorso MovieUP di ARPAV (Agenzia
Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale
del Veneto). Illustra cosa può succedere in un pomeriggio
quando sei designer si cimentano con 73 kg di rifiuti.
I DATI 2016 DEL RECUPERO SUL TERRITORIO COINGER (GIUGNO) Indicazioni per Il filmato è adatto alla visione da parte degli alunni delle
l’insegnante scuole secondarie.
Percentuali Raccolta Differenziata: giugno 2016

Spazzamento strade Idee per la Gli esempi proposti nel filmato non sono facilmente
1%
classe replicabili da parte degli alunni, tuttavia possono offrire
Umido
ido
ido Altre differenziate
9%
degli spunti interessanti per realizzare (in un progetto
15%
interdisciplinare, che coinvolga diversi insegnanti) degli
oggetti di uso comune partendo da materiali di scarto.

Link • [Link]
st=UU-DK1MV7NRgnSrPZGxY9y-Q&index=2
Verde
21% Sacco Viola • [Link]
Indifferenziato
20%
st=UU-DK1MV7NRgnSrPZGxY9y-Q&index=4
22%
• [Link]
dex=8&list=UU-DK1MV7NRgnSrPZGxY9y-Q
• [Link]
dex=5&list=UU-DK1MV7NRgnSrPZGxY9y-Q

Carta e cartone
Ingombranti Descrizione Si tratta di vari estratti che illustrano:
2%
10% • dove confluisce il rifiuto secco non riciclabile;
Plastic
Plastica
7% • la produzione del compost ricavato dalla frazione umida e
Vetro dalle ramaglia;
Legno
4% 11%
• le modalità di raccolta delle lattine e recipienti di alluminio
e metallo.
Brevi filmati che aiutano a capire meglio che cosa possono
diventare i nostri rifiuti: una preziosa risorsa!
Indicazioni per I filmati sono più adatti alla visione da parte degli alunni
Link l’insegnante delle secondarie.

Vi proponiamo di seguito alcuni contenuti disponibili in rete, offrendo di ognuno una breve descrizione, Idee per la I video possono essere usati per introdurre l’argomento
alcune indicazioni per l’insegnante e delle idee per i lavori da sviluppare con i propri alunni. Sarà poi classe in classe e per dare una visione generale sulla raccolta
differenziata.
l’insegnante a valutare come adattare i contenuti alla propria classe, considerandone livello di formazione,
attitudini e predisposizioni.

18 19
L ’acqua e i rifiuti Meno rifiuti se bevo
l’acqua del rubinetto
Come usiamo l’acqua?
Ecco come i diversi settori dell’attività umana esercitano un impatto sul consumo di acqua:
• Usi civili: 10%. In alcuni paesi industrializzati il consumo di acqua per bere, cucinare e curare l’igiene sta
calando. Prima del 1994, ad esempio, i wc prodotti negli USA usavano, in genere, circa 20 litri di acqua
per ogni scarico, rispetto ai 6 litri di oggi. Le stesse lavatrici di oggi, quelle a carico frontale, consumano
Il ciclo dell’acqua il 39% di acqua in meno rispetto alle vecchie lavatrici a carico verticale.
• Industria: 20%. I progressi dell’attuale tecnologia consentono di risparmiare più acqua rispetto alle
Sul pianeta Terra l’acqua ricopre il 71% della superficie con oceani, mari, laghi e fiumi. Il Sole con il suo tecnologie degli anni passati. Ad esempio, negli anni Trenta, per produrre una tonnellata di acciaio
calore provoca l’evaporazione di parte dell’acqua del terreno e delle acque superficiali. Il vapore acqueo si occorrevano fra le 60 e le 100 tonnellate di acqua, oggi ne bastano 6. L’alluminio, oggi spesso impiegato
condensa e si formano le nuvole. L‘acqua ricade sulla terra sotto forma di pioggia, grandine e neve. Alimenta come sostituto dell’acciaio, ne richiede ancora meno. Non bisogna poi trascurare il fatto che nelle
fiumi, mari, penetra nel terreno ed alimenta falde sotterranee, è utilizzata dalla vegetazione, dagli animali e centrali elettriche l’acqua per il raffreddamento viene riciclata.
dall’uomo… e il ciclo ricomincia. • Agricoltura: 70%. Solo il 17% del totale di terre coltivate viene irrigato, eppure esse producono il 40% di
tutto il cibo che consumiamo e assorbono ben 2.500 km3 di acqua all’anno.
ONE
MAZI
SUBLI Fonte Eni Scuola
10%

TAZIONE TRASPI IONE


Usi civili

PI RAZION CONDENSAZ E
70% 20%
PRECI GHIACCIAI
E NEVAI E ZION
Agricoltura Industria

RA
EVAPO

ELLAMENTO
RUSC
ACQUA
DOLCE

ACQU
E SOT EANO
TERRA
NEE OC

L’acqua sulla Terra è sempre la stessa: quella che sporchiamo oggi è quella che berremo domani.
L’acqua che arriva nelle case è quella presente in natura e viene trattata in modo tale che non sia pericolosa
per la nostra salute. L‘acqua per arrivare al rubinetto di casa, deve viaggiare molto: per questo ha un costo che LA POTABILIZZAZIONE
paghiamo attraverso le bollette. Vediamo in breve come funziona il ciclo idrico integrato.
La potabilizzazione dell’acqua (o purificazione dell’acqua) consiste nella rimozione delle sostanze
contaminanti dall’acqua grezza per ottenere un’acqua che sia idonea al normale consumo domestico
CAPTAZIONE: è il punto in cui l’acqua viene
o per l’irrigazione dei campi e anche per usi industriali (es. per l’utilizzo da parte di stabilimenti a scopo
IL CICLO IDRICO INTEGRATO prelevata. Può essere una sorgente (dove l’acqua
affiora in superficie) o un altro tipo di fonte (falda, alimentare).
corso d’acqua, acqua sotterranea,ecc.). Con il graduale esaurirsi delle sorgenti naturali di acqua potabile (acque profonde), si sta sempre più ricorrendo
all’acqua di origine superficiale (mari, fiumi, laghi naturali e artificiali). Queste fonti di approvvigionamento,
RETE DI ADDUZIONE (sono le a causa delle caratteristiche specifiche dell’acqua e del grado di inquinamento, devono essere sottoposte
tubazioni sotterranee che portano
l’acqua dalla sorgente ai serbatoi), a cicli di trattamenti di potabilizzazione necessari a modificarne le caratteristiche e migliorarne la qualità.
SERBATOI E POTABILIZZAZIONE Sovente questo accade anche per le acque profonde con un alto contenuto di sostanze organiche ed
RESTITUZIONE ALL’AMBIENTE: (sono vasche molto capienti dove
le acque sono restituite l’acqua viene raccolta e resa idonea al
un’elevata contaminazione microbica. Per il trattamento delle acque di mare si parla di dissalazione.
all’ambiente al termine del ciclo. consumo umano). La depurazione si attua facendo passare le acque grezze (provenienti da fiumi o laghi) attraverso svariati tipi
di impianti di rimozione del materiale organico ed inorganico. I metodi di rimozione utilizzati possono essere
di natura fisica, chimico-fisica e biologica in funzione del tipo di sostanze da eliminare dall’acqua grezza in
ingresso all’impianto.
IMPIANTO DI DEPURAZIONE:
è composto da vasche che raccolgono RETE DI DISTRIBUZIONE: sono le tu-
e ripuliscono le acque sporche bazioni sotterranee che portano l’acqua Le sostanze che devono essere rimosse durante il trattamento di potabilizzazione possono essere di origine
provenienti dalle fognature. Serve per dal serbatoio alle abitazioni, industrie,
restituire all’ambiente acqua pulita. aziende.
naturale e antropica; il primo tipo comprende ad esempio:
• ferro e manganese presenti nell’acqua di origine profonda
• idrogeno solforato presente nelle acque di falda o in aree vulcaniche
FOGNATURA: è la rete sotterranea • i solfati presenti nelle acque profonde ed in zone ad attività termale
che raccoglie gli scarichi urbani e industriali.
20 21
Il secondo tipo comprende ad esempio: PAROLA D’ORDINE: NON SPRECARLA!
• metalli pesanti, come antimonio, arsenico, piombo, in concentrazioni rilevabili originati dagli scarichi
L’acqua che consumiamo personalmente ogni giorno solo in minima parte è impegnata per scopi alimentari:
industriali;
quella che usiamo per bere e nella preparazione e nella cottura dei cibi non è che il 3,5%. Quasi l’intera quantità,
• microinquinanti organici come idrocarburi, fitofarmaci e solventi
il 96,5%, è utilizzata per l’igiene personale, nei sanitari e per la pulizia di abiti, oggetti, mezzi di trasporto e
• ammoniaca, nitriti, nitrati, ecc.
della casa. Di questo 96,5% ben il 35% è destinato all’igiene personale ed oltre il 31% alle cassette di scarico
Inoltre le acque grezze contengono anche forma di vita microbiologica come plancton, benthos, miceti,
dei WC. A queste percentuali si aggiunge, poi, un altro 18% utilizzato dagli elettrodomestici (lavatrice e
protozoi, batteri (patogeni o di origine ambientale) e virus.
lavastoviglie). Come è evidente, quasi il 60% dei consumi di acqua qualitativamente elevata,sono legati ad
La sequenza dei processi di potabilizzazione da adottare, deve essere progettata per garantire all’acqua
attività per le quali la qualità non è indispensabile.
trattata: 31%
• idonee caratteristiche organolettiche: sapore, odore, colore, torbidità 28,5%
• idonee caratteristiche fisiche: come temperatura, conducibilità elettrica e pH
• idonee caratteristiche chimico-biologiche: come la durezza, la salinità, i microinquinanti, il carico
organico, la vita microbiologica (es. rimozione dei patogeni tramite disinfezione)
Tuttavia il fatto che l’acqua sia per natura un solvente rende alquanto problematica l’efficace eliminazione
di moltissime sostanze indesiderate.
Le acque potabilizzate vengono immesse in un serbatoio di testata da cui ha origine il sistema di adduzione
idrico - potabile.*
* Fonte Wikipedia
11% 11%

7% 7%
Usi civili e spreco idrico 3,5%
All’uomo interessa in particolare l’acqua potabile, sempre più scarsa in rapporto
all’aumento della popolazione mondiale e per effetto dell’inquinamento. Oggi
sono in funzione, soprattutto lungo le coste delle regioni aride, impianti che
rendono potabile l’acqua marina per supplire alla mancanza di acqua potabile
sui continenti. La variabilità delle condizioni climatiche e idrogeologiche rende
la disponibilità di acqua estremamente diversa da una regione ad un’altra.
Si può parlare di carenza idrica quando la quantità disponibile di acqua pro
Piatti Lavatrice Igiene
capite scende sotto i 500 metri cubi annui. Persino quei Paesi con un’elevata Bere Cucina Pulizia e giardino WC Bagno e doccia rubinetto
disponibilità d’acqua dolce corrono il rischio di dovere affrontare la scarsità
d’acqua. La mancanza d’acqua, infatti, è un concetto relativo, poiché può 3,5% per l’alimentazione 96,5% per igiene e pulizia in genere
riferirsi sia alla mancanza assoluta d’acqua, sia alla difficoltà di accesso a delle
riserve idriche sicure. Su tutti i continenti le risorse idriche sono sempre più I consumi per usi non alimentari fra l’altro, variano in relazione alle caratteristiche degli elettrodomestici
sfruttate dalla crescente richiesta di interventi irrigui per scopi agricoli, per utilizzati ed alle abitudini di ciascuno di noi (alcune lavatrici e lavastoviglie sono più economiche di altre,
le opere di urbanizzazione e per uso industriale. Lo sviluppo economico e la il volume d’acqua consumato nel fare la doccia cambia in funzione della durata, della modalità di utilizzo,
crescita urbanistica spesso provocano danni ai corsi d’acqua dolce a causa della presenza o meno di dispositivi per la riduzione del flusso di acqua e naturalmente di chi la fa). Da
dell’aumento dell’inquinamento. Questo riduce la quantità di acqua di buona tener presente, fra l’altro, che elettrodomestici mal regolati e soprattutto mal utilizzati, possono provocare
qualità disponibile per gli utilizzi primari, quali il bere, l’alimentazione e l’igiene un aumento dei consumi. Ma avete un’idea di quanta acqua consumiamo, in media, per le attività di routine
personale. Nel corso del secolo scorso i consumi mondiali di acqua dolce sono quotidiana? Ecco alcuni numeri:
aumentati di quasi 10 volte, e circa il 70% dell’acqua consumata sulla Terra è
In cucina:
impiegato per uso agricolo. Questa è una percentuale in calo perché aumenta
• lavare i piatti a mano � da 10 a 12 litri per lavaggio
il consumo per gli usi industriali (20%) e per usi domestici (10%). Nelle regioni
• usare la lavastoviglie � da 25 a 40 litri per lavaggio
meno sviluppate risulta maggiore la percentuale di acqua destinata all’uso
agricolo, mentre nelle regioni più sviluppate è più alta la percentuale di acqua In bagno:
destinata ad usi industriali e domestici. Il consumo medio annuo pro capite • tirare l’acqua del WC � da 10 a 12 litri per ogni scarico con cassette tradizionali
varia in modo sostanziale dalle regioni più sviluppate (1200 metri cubi) a regioni � da 3 a 6 litri per ogni scarico nel caso di cassette di scarico a doppio tasto
del Sahel in Africa (120 metri cubi). Questo viene spiegato argomentando che • lavarsi le mani � 2 litri
un alto tenore di vita comporta un alto consumo di acqua, mentre non è • lavarsi i denti � 7,5 litri
altrettanto vero il contrario: infatti nelle regioni meno sviluppate l’agricoltura • fare la doccia � da 30 a 60 litri
assorbe la maggior parte dell’acqua disponibile, ma per l’inefficienza dei sistemi • fare il bagno � da 60 a 120 litri
di irrigazione ne viene perduto circa il 60%. Inoltre, attraverso una distribuzione • fare il bucato in lavatrice � da 30 a 80 litri
inadeguata si perde il 36% dell’acqua disponibile per usi industriali e urbani. A In giardino:
questo si aggiungono problemi di siccità, cambiamenti climatici, deforestazione • lavare l’automobile � da 150 a 200 litri
e di inquinamento delle falde acquifere.* • irrigare il giardino � da 15 a 20 litri per m2.*
* Fonte Eni Scuola * Fonte dati: Arpa Emilia Romagna
22 23
Acqua e rifiuti IN ITALIA L’ACQUA DEL RUBINETTO SI PUÒ BERE?

Abbiamo visto il ciclo naturale dell’acqua e come l’uomo interviene in questo ciclo per poter avere acqua Quando si parla di qualità dell’acqua la si relaziona essenzialmente a due aspetti:
potabile direttamente nella propria abitazione. Nonostante gli innumerevoli monitoraggi e controlli che 1. salute ed igiene
vengono per legge portati a termine, su tutta la rete idrica fino al punto di distribuzione e che ne garantiscono 2. comfort e piacere
la potabilità e la bontà, molti italiani preferiscono consumare l’acqua in bottiglia. Quest’ultima, oltre ad essere
controllata solo fino all’imbottigliamento, è molto più costosa ed estremamente inquinante. La qualità igienico-sanitaria è senza dubbio l’aspetto più importante, a cui
deve sottostare qualsiasi acqua ad uso potabile. Questo principio è un’esigenza
La spesa per l’acqua minerale delle famiglie italiane equivale a quella per il vino, come sottolinea la Coldiretti primaria da molto tempo: la lotta contro le malattie e le epidemie legate al consumo
(in una indagine di qualche anno fa): “Con 11,96 euro mensili per famiglia, l’acquisto dell’acqua minerale d’acqua (come colera e tifo), infatti, è stata al centro delle preoccupazioni degli
ha praticamente raggiunto la spesa per il vino che è stata di 12,01 euro. È quanto emerge da elaborazioni igienisti già alla fine del XIX secolo, ispirando programmi di modernizzazione
Coldiretti sulla base degli ultimi dati Istat in occasione della divulgazione dei dati Censis sul consumo di delle tecnologie disponibili.
acqua minerale degli italiani. La spesa per acqua e vino rappresenta ben il 55 per cento della spesa in Rispetto a questo, la ricerca del comfort e del piacere può sembrare secondaria.
bevande che è pari 43,40 euro al mese per famiglia. La spesa media delle famiglie per l’acquisto di acqua In realtà, per dei consumatori abituati ad avere già da tempo a disposizione
minerale varia lungo la penisola da 12,22 euro nel Nord Ovest, 11,38 euro nel nord est, 12,38 euro nel centro l’acqua ogni giorno, questo secondo elemento è diventato essenziale. A
Italia, 11,53 euro nel mezzogiorno e 12,43 euro nelle isole”.* riguardo, le principali preoccupazioni sottolineate dai consumatori si basano su
* Fonte: Censis due aspetti: il sapore (spesso ci lamentiamo dicendo “questa acqua sa di cloro!”)
e la durezza (ovvero la presenza di sali, in particolare calcare, i quali, in quantità
La crescita economica di un paese è quasi sempre accompagnata da un aumento dei rifiuti prodotti. eccessive, hanno effetti anche sugli elettrodomestici che fanno uso di acqua).
Tuttavia alcuni paesi all’avanguardia ci mostrano che ad un’alta qualità della vita, caratterizzata da elevati Stando a tali considerazioni e visto il ruolo non secondario che hanno questi
standard di salute, istruzione e cultura, consegue una produzione di rifiuti contenuta. La nostra sfida del elementi, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ne tiene conto,
futuro è quindi quella di scegliere e portare avanti azioni e strategie in grado di coniugare riduzione dei rifiuti sottolineando che “l’acqua deve essere piacevole da bere nella misura in cui le
e benessere. circostanze lo permettano”.

Secondo la legge, per essere considerata potabile e, quindi, per poterla bere,
l’acqua deve essere incolore, insapore, inodore, limpida e fresca. Inoltre, deve
contenere una modesta quantità complessiva di sali minerali (non più di 1500
mg/l) e, tra questi, non devono prevalere calcio e magnesio perché la renderebbero
pesante per la digestione. Potabile significa totalmente priva di germi patogeni
(cioè dannosi per l’organismo) e anche i germi non patogeni sono ammessi solo
le
O l i g o minera in minime quantità. Anche per molti altri elementi la legge fissa limiti precisi e
Acqua turale invalicabili.
Na Per valutare la sicurezza e la possibilità di poter bere le acque dei nostri rubinetti
Altroconsumo, un’associazione di consumatori, già nel 2010, ha testato le reti
idriche delle 10 città italiane più popolate e di 6 a rischio inquinamento. Il risultato è
1L
6x impensato: 11 acque su 16, se fossero imbottigliate, potrebbero esibire l’etichetta
di “acqua oligominerale” e tutte comunque, risultano adatte al consumo umano.
La più pura e buona è quella di Reggio Calabria, la più povera di sodio è quella
di Bergamo, inoltre è genovese l’acqua più dolce (con una durezza di 14 gradi
francesi, unità di misura della presenza di calcare). Invece, notizie meno positive
arrivano da Palermo a causa di una concentrazione di nitrati superiore al valore
consentito.
PREVENIRE LA PRODUZIONE DEI RIFIUTI: UN DOVERE PER OGNUNO!
Quindi, solo a poche acque sono stati attribuiti giudizi poco positivi ma, come
Il Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti, pubblicato in data 18 ottobre 2013 sulla Gazzetta Ufficiale sostiene l’associazione stessa, essi risentono della scelta di aver effettuato le
della Repubblica Italiana, introduce nella nostra normativa per la prima volta la prevenzione dei rifiuti e ci indagini con parametri molto severi. Inoltre, ciò non toglie che l’acqua in queste
obbliga a “diventare una società fondata sul riciclaggio, impegnata ad evitare la produzione di rifiuti ed ad città sia comunque potabile, anche se sconsigliata per alcune categorie molto
utilizzarli come risorsa”. delicate come neonati e donne in gravidanza.
La Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti ha introdotto disposizione tese a massimizzare gli sforzi di I risultati, quindi, sono migliori di quanto si potrebbe pensare: l’acqua di
prevenzione, allo scopo di dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali ad essa connessi. rubinetto è a tutti gli effetti sicura e, in qualche caso, risulta persino migliore di
L’approccio alla prevenzione dei rifiuti è infatti connesso ad una visione generale relativa alla nostra tante acque minerali in bottiglia.
percezione del mondo della produzione e del consumo. L’obiettivo principale a cui dovrebbe tendere una
società davvero sostenibile in termini di prevenzione della produzione dei rifiuti è l’allungamento del ciclo di
vita dei prodotti mediante:
• scelta di prodotti durevoli per loro natura intrinseca (no usa e getta);
• scelta del riuso nelle sue diverse forme tutte le volte che ciò è possibile.

24 25
Energia elettrica: illumina la mente
e riduci gli sprechi
Come si produce oggi l ’energia: fonti rinnovabili e non rinnovabili
Abbiamo visto che l’energia nel corso della storia è stata prodotta utilizzando fonti diverse. Ma da quali
fonti arriva l’energia che utilizziamo oggi? L’energia utilizzata oggi non è tutta uguale: per produrre energia
utilizziamo delle risorse (o meglio, delle fonti di energia) anche molto diverse tra loro.

LE FONTI DI ENERGIA NON RINNOVABILI


Alcune di queste fonti sono meno sostenibili di altre, perchè non sono infinite, ma si consumano: questo
significa che prima o poi si esauriranno.
Queste fonti sono i combustibili fossili: sono delle sostanze che si sono formate nel corso di milioni di anni.
Si tratta in particolare di resti animali e vegetali che si sono accumulati e decomposti nel terreno, e che nel
corso di milioni di anni si sono trasformati in sostanze solide (carbone), liquide (petrolio) e gassose (metano),
le quali hanno tutte la caratteristica di produrre grandi quantità di energia quando vengono bruciate. Sono
tutte sostanze preziose, perchè serve molto tempo perchè possano formarsi.

• Il carbone: il carbone è una sostanza solida di colore nero, che si trova in


grandi quantità sotto la superficie terrestre. Quando brucia produce grandi
quantità di calore che vengono utilizzate per generare energia. Attenzione!
Il carbone di cui stiamo parlando è il carbone fossile, e non deve essere
confuso con il carbone di legna, un combustibile di qualità inferiore. Ad oggi
il carbone fossile non viene usato molto come combustibile, se non nei Paesi
Che cos’è l ’energia e a cosa serve poveri per riscaldare.

L’energia è quella forza che fa muovere le cose. È anche la forza che ci permette di compiere azioni: • Il petrolio: l’origine del petrolio è molto simile a quella del carbone, questo
muoverci, correre, saltare. Non a caso, quando si dice che qualcuno è pieno di energia si intende dire che è però si trova in natura allo stato liquido. Viene estratto effettuando delle
forte, vivace, pronto all’azione. perforazioni molto profonde nel terreno. Il petrolio, per essere utilizzato, deve
L’energia è fondamentale per svolgere qualsiasi tipo di attività: ne consumiamo in ogni momento della però prima essere lavorato. In questo modo si ricavano benzina e gasolio
giornata. Non è facile dare una definizione di energia: l’energia è un concetto astratto, che non si può toccare (oltre ad altri combustibili), utilizzati soprattutto per il trasporto.
o vedere. A seconda della fonte da cui proviene, si possono avere diverse tipologie di energia (che vedremo
• Il gas naturale (metano): questo gas si forma principalmente dalla
più avanti nella scheda) ma ora, per capire meglio che cos’è l’energia, andiamo a vedere come e in quali
decomposizione di sostanze di origine animale, e viene estratto in maniera
occasioni la usiamo.
molto simile al petrolio. Viene trasportato attraverso grossi tubi, chiamati
appunto metanodotti. Viene utilizzato per cucinare, come combustibile per
Abbiamo detto che l’energia è qualcosa di indispensabile: senza di essa non ci sarebbe la vita. Nel corso auto e anche per riscaldare.
della storia, inoltre, l’energia ci ha permesso di migliorare notevolmente la qualità della vita. Molte invenzioni
non sarebbero state possibili senza il suo impiego: la lampadina a incandescenza (prima applicazione
dell’energia elettrica), ma anche molti altri apparecchi che usiamo tutti i giorni, come la lavatrice, la I RISCHI LEGATI ALLE ENERGIE NON RINNOVABILI
lavastoviglie, il computer, il frigorifero, funzionano grazie all’energia elettrica.
Al giorno d’oggi vivere senza energia è diventato impensabile, senza di essa non riusciremmo a svolgere Le fonti di energia non rinnovabili non sono sostenibili, principalmente per due
molte azioni quotidiane che diamo per scontate: con l’energia illuminiamo le nostre case, ci spostiamo, motivi:
conserviamo il cibo, riscaldiamo e raffreddiamo gli ambienti in cui viviamo, ecc. • perchè non si rinnovano, cioè non si ricreano in tempi brevi;
Per compiere queste azioni diverse utilizziamo delle macchine e degli strumenti inventati dall’uomo, che • perchè sono la causa maggiore dei cambiamenti climatici. Infatti, petrolio,
trasformano l’energia in qualcos’altro. Vediamo alcuni esempi: carbone e metano, bruciando, emettono in grosse quantità gas serra, che
• la lampadina è uno strumento che ci permette di sfruttare l’energia per illuminare; sono i responsabili del surriscaldamento globale.
• il termosifone è un altro strumento che sfrutta l’energia per riscaldare gli ambienti; È proprio per questo che i combustibili fossili sono le peggiori fonti in assoluto
• l’automobile è una macchina che sfrutta l’energia per spostarsi; per produrre energia. Ecco perchè bisogna rivolgersi verso altre fonti di energia,
• ma anche la bicicletta è un mezzo che sfrutta energia: sì, quella prodotta dalle nostre gambe, e che ci che rispettino di più l’ambiente.
permette di muoverci più velocemente che a piedi! Ma nonostante i rischi per il clima legati all’utilizzo di combustibili fossili siano
ormai conosciuti da tutti, sembra che non si sia ancora data la giusta importanza
a queste problematiche: una grossa quantità di energia continua ad essere
prodotta utilizzando centrali che funzionano con i combustibili fossili.
Alcune associazioni, tra le quali Legambiente, si battono proprio per fermare le
estrazioni di combustibili fossili e per promuovere l’utilizzo di fonti di energia più
ecologiche.

26 27
LE FONTI DI ENERGIA RINNOVABILI • Energia geotermica. Questo tipo di energia viene prodotta sfruttando il calore presente all’interno della
terra.
È invece sostenibile la produzione di energia da fonti rinnovabili perchè queste, una volta utilizzate, non si
esauriscono: le troviamo infatti sempre presenti nell’ambiente.
Le fonti di energia rinnovabili hanno tanti vantaggi: non sono inquinanti (o sono a bassissimo impatto
ambientale) e non provocano cambiamenti climatici. Non solo, presentano anche vantaggi sociali ed
economici, perchè costituiscono un’opportunità per il futuro su cui investire, creando nuovi posti di lavoro.
Proprio perchè sono energie amiche dell’ambiente, le rinnovabili vengono chiamate energie pulite.
Le fonti rinnovabili sono diverse. Vediamone alcune:

• Energia solare. Il calore del Sole può essere utilizzato per due scopi diversi:
• Energia dalle biomasse. Si chiamano biomasse tutti i materiali organici: piante, scarti dell’industria
agroalimentare, deiezioni animali e altri scarti biodegradabili (no i combustibili fossili), dai quali si può
ricavare energia elettrica e per riscaldare. Per farlo è necessario bruciare le biomasse in impianti appositi,
chiamati centrali a biomasse.

1. per produrre energia elettrica (solare fotovoltaico) 2. per scaldare l’acqua (solare termico)
LA NATURA CI AIUTA A RISPARMIARE!
Per fare entrambe le cose servono però degli strumenti speciali, i pannelli solari, che servono proprio a Per applicare e sfruttare al meglio queste fonti di energia rinnovabile bisogna conoscere bene le caratteristiche
“raccogliere” i raggi solari. naturali di ciascun territorio. Infatti, a seconda del tipo di ambiente, sarà possibile sfruttare una risorsa
rinnovabile piuttosto di un’altra: l’acqua, il vento oppure il Sole.

• Energia eolica. Anche dal vento si può produrre energia! Già da molti secoli l’uomo ha imparato a sfruttare
l’energia eolica costruendo i mulini a vento, con i quali faceva muovere delle grosse ruote che servivano
a macinare la farina… ma oggi questa tecnologia si è sviluppata ancora di più: sono state ideate le pale
eoliche che riescono a “catturare” il vento e trasformarlo in energia elettrica. Il risparmio di energia. Perchè è importante non sprecarla
Abbiamo visto che per produrre energia bisogna utilizzare delle risorse naturali, e che molte di esse non sono
infinite. Proprio per questo motivo l’energia deve essere considerata un bene prezioso, che non deve essere
sprecato. Inoltre non dimentichiamo che risparmiare energia ci permette anche di risparmiare sui costi.
L’energia è così presente nella nostra vita quotidiana che spesso non ci rendiamo nemmeno conto di averla.
Dobbiamo fare molta attenzione nell’utilizzarla cercando di ridurre i nostri consumi. In questo modo, i
vantaggi ambientali (ed economici!) saranno notevoli.
Ma cosa possiamo fare concretamente per ridurre i consumi di energia ed evitare gli sprechi? Vediamo
assieme alcune buone pratiche che possono essere messe in atto quotidianamente, a casa come a scuola,
• Energia idraulica. Per produrre energia dall’acqua è necessario che questa venga fatta cadere dall’alto. Per senza troppi sforzi.
fare questo si raccoglie l’acqua di fiumi e laghi in un bacino utilizzando una diga, l’acqua si fa poi cadere
dall’alto. La forza liberata dalla caduta fa girare una turbina che produce energia elettrica. Maggiore è il
salto fatto dall’acqua, maggiore è l’energia che si sprigiona. Le centrali di produzione dell’energia dall’acqua UNA CASA (E UNA SCUOLA) A BASSO CONSUMO ENERGETICO!
si chiamano centrali idroelettriche, e il tipo di energia prodotta viene detta idroelettrica. Anche l’acqua del
I nostri edifici sono responsabili del consumo di una buona fetta di energia: proviamo a pensare alla nostra
mare può essere utilizzata per produrre energia sfruttando, in questo caso, il moto ondoso e le maree.
scuola… utilizziamo l’energia per illuminare le classi e per riscaldarle, per scaldare l’acqua che esce dal
rubinetto del bagno, per accendere i computer, ecc. E lo stesso succede a casa. Poi pensiamo anche al
forno, al frigorifero e al freezer, (che sono sempre in funzione), al caricabatterie del cellulare, ecc.
Purtroppo spesso gli impianti da dove arriva l’energia utilizzata nelle nostre case e scuole non sono recenti
e utilizzano fonti di energia non rinnovabili.
Inoltre, soprattutto per quanto riguarda il riscaldamento, spesso le case e le scuole non sono ben isolate:
questo significa che molto del calore prodotto si disperde all’esterno, con conseguenti sprechi e soldi buttati!

28 29
Per fortuna oggi esistono numerosi modi per rendere le nostre scuole e case più GLI ELETTRODOMESTICI AMICI DELL’AMBIENTE: IMPARIAMO A LEGGERE LE ETICHETTE AL MOMENTO
efficienti: DELL’ACQUISTO.
• da un lato, si possono installare impianti di produzione di energia, come ad
Tutti gli elettrodomestici per funzionare hanno bisogno di energia. Ma non tutti gli elettrodomestici sono
esempio i pannelli fotovoltaici o termici che, posizionati sul tetto dell’edificio,
uguali: alcuni consumano più energia, altri invece sono amici dell’ambiente e consumano meno energia.
raccolgono i raggi del Sole e li immagazzinano, trasformandoli in energia elettrica
o in energia che serve per scaldare l’acqua;
• dall’altro è possibile isolare con materiali appositi gli edifici, in modo che il calore
prodotto non si disperda.

Ecco quali lavori si possono fare per migliorare l’isolamento di un edificio:


• sostituire gli infissi delle finestre: spesso i vecchi infissi isolano male sia dal
caldo che dal freddo. Si possono sostituire con nuovi serramenti che utilizzano
materiali e sistemi più all’avanguardia in modo di isolare meglio;
• anche isolare le pareti e il soffitto fa risparmiare: per farlo si possono usare dei
pannelli in diversi materiali, sia naturali, come la fibra di legno, la fibra di canapa o
il sughero, che sintetici, come la lana di vetro, la perlite, ecc.

RISPARMIARE L’ENERGIA ELETTRICA. LAMPADINE TRADIZIONALI A INCANDESCENZA, LAMPADINE


FLUORESCENTI CFL E LAMPADINE A LED.
Per ridurre i consumi di energia elettrica, l’Unione Europea ha messo al bando già dal 2009 le lampadine a
incandescenza da 100 watt (quelle tradizionali, che avevano consumi elevati), per promuovere invece l’uso
di lampadine a basso consumo energetico. Da settembre 2012, invece, sono state messe al bando tutte le
lampadine a incandescenza, di qualsiasi potenza. Quindi, se oggi ci recassimo in un negozio per acquistare
una lampadina, troveremmo solo quelle a risparmio energetico. È comunque possibile che a casa si abbiano
ancora alcune scorte di lampadine tradizionali. Per aiutare i consumatori a scegliere bene gli elettrodomestici,
l’Unione Europea ha stabilito una scala, per classificare gli
Le lampadine a basso consumo energetico più diffuse per l’uso domestico sono di due tipi: elettrodomestici prendendo in considerazione i loro consumi:
• le lampadine fluorescenti, denominate CFL minori sono i consumi, maggiore è l’efficienza energetica.
• le lampade a LED La scala va dalla lettera A (che identifica gli elettrodomestici
Entrambe, pur funzionando con tecnologie di tipo diverso, offrono indiscussi vantaggi rispetto alle lampadine dai consumi più ridotti) alla lettera G (che identifica gli
tradizionali: un risparmio energetico notevole (fino all’80% di consumi in meno) e una durata di vita di gran elettrodomestici dai consumi più elevati).
lunga maggiore rispetto alle lampade a incandescenza (fino a 8-10 anni rispetto all’anno di durata delle Per quanto riguarda la classe A, la più virtuosa, dal luglio 2004
vecchie). è stata ulteriormente specificata: sono state inserite le classi
A+, A++ e A+++ per frigoriferi e congelatori, per identificare
consumi ancora più efficienti.
Grazie a questa regolamentazione oggi su tutti gli
elettrodomestici è riportata un’etichetta come quella qui
sotto, dove è indicata chiaramente la classe energetica
dell’elettrodomestico.

LAMPADINE A BASSO LAMPADE LAMPADINE


CONSUMO 20W TUBOLARI FLUORESCENTI TRADIZIONALI 100W
(al neon)

30 31
Piattaforma on-line tel. 041/5845003 int. 147 o int. 148 (Christian Nosenzo)
[Link] e-mail: ascuolaconcoinger@[Link]
32

Potrebbero piacerti anche