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FILOSOFIA

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SCHOPENHAUER

Schope= ricco, privilegiato, viaggia molto. Questo lo


induce, a causa del suo rifiuto verso la società borghese,
ad avere una visione pessimistica della vita e tende a
chiudersi molto in se stesso.
La sua prima opera è IL MONDO COME VOLONTÀ E
RAPPRESENTAZIONE: tramite questo libro vuole
diffondere la verità sul mondo meschino della filosofia tedesca e cercare di
rispondere alla domanda “cos’è il mondo?” e lo fa utilizzando due prospettive
diverse : SCIENZA E FILOSOFIA ( conducono a due soluzioni differenti).

SCIENZA → il mondo è una mia FILOSOFIA→ il mondo è la volontà


rappresentazione (avere la di vivere. (intesa come dolore).↴
consapevolezza che non è possibile Tutti gli uomini sono e saranno
conoscere come le cose siano in se sempre infelici, perché i loro desideri
stesse, ma soltanto come si non si potranno mai soddisfare al
presentano nella mia esperienza→ 100%.
un albero so che è un albero grazie
alle mie facoltà conoscitive).Secondo
Schopenhauer la rappresentazione
che vediamo non è casuale, ma
viene secondo 3 forme a priori del
nostro intelletto:
spazio, tempo e causalità. Siccome
tutti conoscono attraverso queste
forme, il rischio della soggettività è
scongiurato. Tutti hanno la
medesima struttura cognitiva e
intellettuale. nel mondo IL
SOGGETTO E L’OGGETTO sono
correlati, ma nessuno prevale
sull’altro, infatti la conoscenza per
schope è data dall’unione di oggetto
e soggetto intesi come le due
componenti essenziali e inseparabili
della rappresentazione.

Kant ci dice che conosciamo attraverso il “fenomeno”, cioè ciò che ci appare e
che noi conosciamo ( la conoscenza certa). Mentre schopenhauer ci dice che
il fenomeno è qualcosa di illusorio, che deforma la realtà rendendola un
inganno. Schope ricorre all’immagine del velo di maya, ossia il velo che maya
tesse intorno alla vera essenza del mondo per ingannare gli uomini e fargli per
un attimo dimenticare che tutti siamo destinati alla morte.
Secondo schope l’uomo può uscire dal velo di maya e scoprire la realtà→ lo
può fare grazie al corpo→ da una parte è oggetto (cosa materiale) e dall’altro
è espressione di volontà (manifestazione delle nostre emozioni). Il movimento
del corpo ad esempio, non deve essere rappresentato come una decisione presa in
un momento precedente che porta ad un movimento seguente, ma come un'unica
azione a due facce: si ha la parte soggettiva e interiore della volontà, e quella
oggettiva ed esteriore del movimento. Secondo Schopenhauer ogni azione, ogni
movimento del corpo è un oggettivazione della volontà, una manifestazione
fenomenica della volontà.
La volontà essendo però oltre lo spazio, il tempo e la causalità, è in se unitaria e
indistinta, non può oggettivarsi in manifestazioni fenomeniche singolari spazialmente
e temporalmente individuate. Essa dunque si oggettiva nelle forme GENERALI delle
cose, NELLE IDEE (non sottostanno a spazio, tempo e causalità, anch’esse sono
indistinte). Schope ci dice inoltre che solo l’artista è in grado di raggiungere
questa conoscenza. L’artista è infatti l’unica persona in grado di spezzare la
catena della VOLONTÀ per diventare PURO OCCHIO DEL MONDO→ poiche
vede negli oggetti le idee, cioè l’essenza delle cose e perche guarda questi
oggetti in modo disinteressato senza farlo per il suo tornaconto. L’unico scopo
della volontà e quello di mandare avanti se stessa (natura matrigna Leopardi).
L’uomo è spinto dalla volontà di vivere→ impulso forte che lo spinge ad agire
e questo è in qualche modo collegato alla visione di volontà intesa come
dolore, perchè il dolore porta alla volontà di vivere, ma quest’ultima riporta al
dolore.
Ricollegandoci alla volontà di vivere, possiamo parlare di DESIDERI→ è una
condizione di privazione ( desiderare qualcosa che in quel momento non si
ha) crede che l’uomo abbia dentro di lui desideri di felicità infinita, che la
natura non sarà mai in grado di soddisfare al 100%, difatti ci darà sempre solo
piaceri effimeri e illusori che dureranno solo poco tempo portando, alla fine di
essi, alla NOIA E AL DOLORE→ il piacere è un intervallo tra un dolore e un
altro.
Schope dice che si può uscire dalla visione pessimistica e consolarsi grazie
all’arte.
La forma più elevata di arte è la tragedia, perché rende il dolore universale→
guardando una tragedia si è più “sollevati” poichè in quella forma d’arte tu
rifletti il tuo dolore e capisci che è una cosa oggettiva.
Un altra forma di arte è la MUSICA→ è indipendente dalla realtà, infatti
potrebbe esistere anche se il mondo non ci fosse, poichè è espressione
immediata della volontà (più profonda delle cose e va al di là del limite della
ragione, e con essa arriverà a tutti lo stesso messaggio). Se prima in cima alla
scala delle arti c’era la TRAGEDIA, ora troviamo la MELODIA, in quanto
grazie ad esse la musica diventa discorso di SENTIMENTO.
Schope dice anche che però l’arte è solo una consolazione provvisoria dal
dolore, perche è come un BREVE INCANTESIMO→ terminato ciò l’uomo
ritorna vittima del suo dolore, della volontà. Si passa dunque alla MORALE.
Per schopenhauer non è la ragione a fondare la morale (Schope infatti non
crede che quest’ultima sia fondata attraverso l’imperativo categorico), bensì i
sentimenti di giustizia, compassione e pietà per gli altri. La compassione rivela
l'attaccamento alla vita, nel senso che si soffre per il dolore degli altri e si
desidera per loro una vita migliore. La morale quindi non ci libera dal dolore al
100﹪. La risposta al dolore per Schopenhauer dunque è la liberazione dalla
stessa volontà di vivere (quella brama appassionata, quel desiderio frustrato
e inappagato) che avviene principalmente attraverso l’ascesi. Per cominciare
l’uomo deve raggiungere un perfetto stato di castità, deve quindi rinunciare a
tutti i suoi piaceri. Ne derivano poi anche la povertà, digiuno e il sacrificio, fino
a che non si arriva alla soppressione totale della volontà→ ALLA NOLUNTAS.
Annullando la volontà si arriva ad uno stato di assoluta quiete in cui ogni
sofferenza viene privata della sua causa, portando cosi all’esperienza del
NULLA→ IL NIRVANA (OCEANO DI PACE E LUMINOSA SERENITA’).

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