Socrate
Nel panorama culturale ateniese della seconda metà del V secolo a.C., Socrate si caratterizza come una figura singolare,
che emerge per la sua straordinaria capacità di discutere sulla condizione umana, sul sapere, sulla virtù e sull'eccellenza
nella vita pubblica, ottenendo largo consenso tra i giovani. Apparentemente i temi sono simili a quelli dei sofisti, ma
diverso è l'obiettivo: Socrate li affronta per il bene della pólis, non per conseguire successo o guadagni. Inoltre, a
differenza dei sofisti, non scrive nulla, per una scelta precisa: il suo pensiero nasce dalla discussione, ed è attraverso il
dialogo con gli altri, fatto di domande e risposte, che egli va alla ricerca della verità.
Socrate adotta il metodo dell'ironia, la quale ha come obiettivo smascherare il presunto sapere dell'interlocutore
attraverso una serie di incalzanti domande e puntuali obiezioni (élenchos) che mettono in luce la debolezza delle risposte.
Il filosofo elabora la maieutica, che consiste nel far "partorire" la verità all'anima dell'interlocutore: dopo averne
demolito le false certezze, Socrate cerca di sollecitare l'elaborazione di un sapere autentico da parte di costui, che ritrova
in sé stesso le risposte alle domande fondamentali.
Ciò che l'anima deve partorire è in particolare il sapere relativo alla virtù, intesa come la conoscenza di ciò che si deve
fare a seconda delle circostanze. Una delle tesi principali di Socrate è dunque che la virtù è sapere: soltanto chi asseconda
la propria predisposizione alla virtù, e capisce che cos'è "bene", agisce in modo virtuoso. Simmetricamente il vizio è
ignoranza: colui che agisce male lo fa perché non conosce il bene. Chi sa è virtuoso e anche felice, perché conosce e vuole
ciò che è realmente il meglio per sé.
Socrate afferma di sentire una voce interiore che lo dissuade dal compiere azioni non virtuose: il "demone". In questo
modo la teoria della virtù assume una coloritura religiosa e si collega a un ordine divino nel mondo, che si manifesta nella
propensione alla virtù di cui ognuno è portatore.
Dopo la caduta dei Trenta tiranni, nel 403 a.C. ad Atene viene restaurata la democrazia, che però è molto sospettosa nei
confronti di Socrate sia per i suoi legami con Crizia e Alcibiade, due fra i personaggi più controversi del recente passato, sia
per la sua autonomia intellettuale, la fedeltà alle leggi della città e l'irriducibilità agli interessi di parte. Nel 399 a.C. si apre
il processo, in cui vengono mosse a Socrate le accuse di corrompere i giovani e introdurre nella città nuovi dei.