Giovanni Ruccellai commissiona a Leon Battista Alberti la facciata da completare di Santa Maria
Novella, i lavori cominciano nel 1457, per realizzare la facciata si inspira all’abazia di san miniato
al monte, proponendo una soluzione che rispetti le preesistenze ovvero i sarcofagi nelle arcate a
sesto acuto, le porte laterali e il rosone. L’intera facciata può essere inscritta in un quadrato in cui i
lati corrispondono a larghezza e altezza della struttura, a sua volta la parte bassa può essere inscritta
in un rettangolo mentre la parte alta in un quadrato. Il primo livello è diviso in 3 campate da
semicolonne corinzie a fusto verde che sorreggono una trabeazione in cui risiedono gli stemmi della
famiglia dei Ruccellai, l’entrata che si trova nella seconda campata è inquadrata da una volte a botte
che poggia su due lesene scanalate mentre le altre campate sono divise in 4 campatelle da esile
lesene scanalate in 3 di ci sono delle piccole arcate zebrate a sesto acuto mentre in una un piccolo
ingresso secondario e in tutte troviamo una breve volte a botte.
Il secondo livello è caratterizzato da tarsie marmoree grigio verdi a forma quadrata o circolare,
la parte centrale è sopraelevata essendo la navata centrale è più alta, assomiglia ad un tempio
prostilo tetrastilo, è divisa in 3 campate da lesene zebrate che sostengono una finta trabeazione dove
si ha una dedica sormontata da un fronte triangolare.
Il signor Sigismondo Pandolfo Malatesta di Rimini commissiona a Leon Battista Alberti la
trasformazione della chiesa di San Francesco in un mausoleo per lui e la moglie che però a causa di
una improvvisa crisi economica non riuscirà a terminare l’edificio.
Le innovazioni che realizza alla chiesa di San Francesco sono:
realizza un intero rivestimento di pietra d’Istria i fianchi sono ritmate da profonde aperture a tutto
sesto e ospitano sarcofagi. La facciata sempre riprendere l’arco di trionfo romano di Augusto a
Rimini, infatti è proporzionato secondo un modulo che stabilisce le gerarchie proporzionali e la
relazioni tra gli elementi. 4 semicolonne scanalate e che sorreggono una trabeazione composite
impostate su una zoccolatura inquadrano il portale centrale sormontato da un frontone triangolare
mentre la lunetta è decorata da tarsie marmoree a motivo bianco rossi e verdi, ci sono anche due
archi ciechi che dovevano i sarcofagi di Sigismondo e della moglie tutti e tre i portali sono
sormontati da 2 tondi circolari a rilievo contenti dei tondi rossi. La parte superiore doveva essere
completata da un fastigio arcuato che doveva riprendere la curvatura della botte a volte dell’interno,
mentre sul presbiterio una cupola avrebbe trasformato l’edificio in un organismo monumentale.
Alberti per realizzare la facciata del palazzo dei Ruccellai si inspira al palazzo dei Medici, a causa
della regolarità può essere presentato come un blocco parallelepipedo a tre piani, l’edificio si apre
sulla strada con due ingressi, il primo livello è diviso in 8 campate 5 di queste hanno finestrelle
mentre 2 hanno gli ingressi dove l’ultima è rimasta incompiuta a causa del fatto che il loro palazzo
consiste nell’unione di 2 edifici confinanti ma nel corso della storia non riuscirono ad acquistare il
terzo edificio a loro confinante. Il palazzo è rivestito in bugne di pietra liscia alle quali si
sovrappone una grigia di lesene in concatenazione dell’ordine (basso-alto semplice-decorato)
(tuscanico corinzio semplificato corinzio), il primo piano riservato alle attività mercantili presenta
un rivestimento in finto opus reticulatum a cui si appoggia una panca in pietra. Il secondo e terzo
piano sono separati da cornici marcapiano e si aprono all’esterno mediante bifore inquadrate da
archi a tutto sesto e pone nelle campate del secondo livello corrispondenti alle campate dei portoni
lo stemma della famiglia.
1)Palazzo dei medici realizzato nel 1444 da Michelozzo risulta un cubo massiccio poi ampliato del
doppio della sua dimensione, si sviluppa attorno ad un cortile porticato, ha un solo portone di
accesso e ha delle arcate per le attività commerciali, successivamente le arcate vengono chiuse e
viene aggiunto un portone. È realizzato in pietra forte in bugnato scalare ovvero che cambia dal
livello, essendo l’edificio strutturato in 3 livelli dove nel primo e secondo vengono aperte finestre
bifore arcuate, al primo livello è in bugnato rustico, il secondo in bugnato isodomo canaletto
perimetrale incavato(liscio) il terzo isodomo privo di canaletto. Il primo livello si apre con arcate
con bugne radiali mentre il secondo e terzo si aprono con bifore all’interno di archi realizzati in
bugne radiali.