Fisica
Fisica
per le prime
degli Istituti professionali
LORENZO PANTIERI
Questo la- voro, scritto
per gli alunni del- l’Istituto «Versari-
Macrelli» di Cesena, spiega il programma di
fisica degli Istituti professionali italiani. Ringra-
zio i miei colleghi per l’aiuto fornito. Un «gra-
zie» altrettanto speciale va ai miei studenti: il
libro è più loro che mio. Se avete idee su ar-
gomenti da aggiungere o modificare, o se vi
dovesse capitare di notare un errore, di
battitura o di sostanza, mi fareste un
favore comunicandomelo. Spero
che possiate studiare la fi-
sica con il mio stes-
so piacere.
♥
Lorenzo Pantieri
Fisica per gli Istituti professionali
Copyright c 2016-2018
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INDICE
1 grandezze 1
1.1 Misura delle grandezze fisiche 1
1.2 Notazione scientifica 5
1.3 Misure dirette e indirette 10
1.4 Incertezze di misura 11
1.5 Leggi e loro rappresentazioni grafiche 17
1.6 Vettori 20
1.7 Esercizi 23
2 moti rettilinei 33
2.1 Moto rettilineo uniforme 33
2.2 Moto rettilineo vario 37
2.3 Moto rettilineo uniformemente accelerato 44
2.4 Esercizi 51
3 forze ed equilibrio 69
3.1 Forze 69
3.2 Equilibrio dei punti materiali 76
3.3 Equilibrio dei corpi rigidi 80
3.4 Esercizi 85
Tutto ciò che appartiene all’universo materiale, dalle galassie alle particelle ele-
mentari, rientra nel campo di indagine della fisica. Di questo universo la fisi-
ca studia le proprietà misurabili, cioè quelle di cui si può dare una descrizione
quantitativa.
Le leggi della fisica descrivono razionalmente il modo di funzionare della natura,
impiegando equazioni matematiche per esprimere relazioni tra grandezze fisiche.
Definizione 1. Una grandezza fisica è una quantità che può essere misurata
con uno specifico strumento.
Fare una misura significa confrontare la grandezza in esame con una grandezza
di riferimento, detta unità di misura. Per esempio, per misurare la larghezza di un
libro possiamo scegliere come unità di misura una gomma (figura 1): dobbiamo
contare quante volte la gomma è contenuta nella lunghezza del libro. Nel nostro
caso, il libro è lungo cinque “gomme”.
2 grandezze
Poggiato il corpo su uno dei piatti della bilancia (figura 2), la sua massa è ugua-
le a tante unità quante sono quelle che bisogna porre sull’altro piatto perché la
bilancia sia in equilibrio. Il problema della misura della massa è così risolto una
volta scelto un corpo campione, la cui massa è assunta come unitaria. Nel Sistema
Internazionale, la massa si misura in chilogrammi (kg).
Per eseguire una misura, bisogna tener conto delle proprietà dello strumento
impiegato e, in primo luogo, di alcune caratteristiche generali che sono comuni a
tutti gli strumenti.
La figura 3 rappresenta le scale graduate di due voltmetri analogici. Entrambe
le scale sono divise in 15 intervalli uguali, mentre il valore di fondo scala è 3 V
in un caso e 30 V nell’altro (V è il simbolo del volt, unità di misura del Sistema
Internazionale per la tensione elettrica). Il primo voltmetro può apprezzare una
variazione minima di tensione di 0,2 V, mentre il secondo una variazione minima
di 2 V. Ciò vuol dire che, per ogni incremento di 0,2 V della tensione, l’indice del-
l’uno si sposta di una tacca sulla scala graduata, mentre per produrre lo stesso
1.2 notazione scientifica 5
1 2 10 20
30
0
0
V V
(a) Voltmetro con fondo scala di 3 volt (b) Voltmetro con fondo scala di 30 volt
D’altra parte il primo voltmetro non può essere usato per misurare valori di
tensione superiori a 3 V, poiché tali valori sono oltre la sua portata.
e calcoliamone l’area:
Come si può notare, per l’eccessiva quantità di zeri è facile commettere degli errori.
Per risolvere questo problema si usa una scrittura compatta che permette di
rappresentare numeri di questo tipo in una forma più agevole. Questa scrittura
prende il nome di notazione scientifica.
Per esempio, i numeri 6,023 · 1023 e 1,6 · 10−19 sono scritti in notazione scientifica,
mentre i numeri 0,384 · 106 e 66 · 10−28 non lo sono perché il numero davanti alla
potenza di 10 è nel primo caso minore di 1 e nel secondo maggiore di 10.
A numeri grandi corrisponde una potenza di 10 con esponente positivo; a nu-
meri piccoli corrisponde una potenza di 10 con esponente negativo.
1.2 notazione scientifica 7
Numeri grandi
Numeri piccoli
• per trovare n si contano gli zeri che si trovano tra la virgola e la prima cifra
significativa di a e si aggiunge 1;
• gli zeri che si trovano tra la virgola e la prima cifra significativa del numero
sono nove, quindi n = 9 + 1 = 10
e calcolane l’area.
b = 6 · 10−8 m h = 2 · 10−7 m
da cui
Esercizio 3. La lunghezza d’onda della luce gialla è circa 0,6 µm. Scrivi il
suo valore in notazione scientifica.
Soluzione.
0,6 µm = 0,6 · 10−6 m = 6 · 10−7 m
Ordine di grandezza
Talvolta, nel trattare i numeri molto grandi o molto piccoli, non è importante
conoscerne il valore esatto, ma basta conoscere l’entità della loro grandezza. Per
fare ciò si introduce il seguente concetto.
1.2 notazione scientifica 9
Così, l’ordine di grandezza della massa della Terra (5,9 · 1024 kg) è 1025 kg, men-
tre quello della velocità della luce nel vuoto (2,9979 · 108 m/s) è 108 m/s.
Soluzione. Una stima del volume del lago, assumendo che esso abbia la forma di
un cilindro, è ottenuta moltiplicando l’area A = πR2 della superficie di base per
l’altezza h. Si ha pertanto:
Per esempio, l’area di una superficie regolare può essere determinata indiretta-
mente misurando delle lunghezze e applicando le formule della geometria. L’a-
rea A del rettangolo di lati a = 4,5 cm e b = 2,5 cm (figura 4) è:
2,5 cm
4,5 cm
1 cm
Densità
Soluzione.
m 6 kg 6 kg 6 kg 6 kg
d= = 3
= 3
= 3
= = 300 kg/m3
V 20 dm 20 · (1 dm) 20 · (0,1 m) 0,02 m3
Incertezza di sensibilità
l = (5,5 ± 0,5) cm
Incertezza statistica
Supponiamo ora di misurare più volte la lunghezza della lamina con uno stru-
mento di sensibilità maggiore, in grado di valutare grandezze del decimo di milli-
metro. Accade qualcosa di inatteso: i risultati si differenziano leggermente gli uni
dagli altri e potrebbero essere distribuiti come mostrato nella tabella 5.
1 2 3 4 5 6 7
Misura 1 2 3 4 5 6
Lunghezza (cm) 5,24 5,26 5,32 5,30 5,32 5,36
Come si spiega un fatto del genere? Potremmo pensare che c’è qualcosa che non
va nelle nostre misure, ma non è così: l’uso di uno strumento più sensibile ha fatto
emergere l’incertezza statistica.
L’incertezza statistica si distribuisce in ugual modo sia in eccesso che in difetto ri-
spetto al valore “vero” della misura e non può essere eliminata, in quanto connatu-
rata a ogni esperimento di laboratorio. Essa può e deve, però, essere correttamente
trattata, come vedremo fra poco.
Errori sistematici
Sono tali gli errori che avvengono sempre nello stesso verso, cioè o sempre per
eccesso o sempre per difetto, sicché il valore della misura effettuata è nel primo ca-
so maggiore del valore “vero” e nel secondo minore. Gli errori sistematici possono
derivare da carenze strumentali o da metodi errati di misura. Così, per esempio,
si commette un errore sistematico misurando un intervallo di tempo con un crono-
metro che va avanti oppure indietro; tale errore sistematico può essere eliminato
confrontando il cronometro usato con un altro.
A differenza dell’incertezza di sensibilità e di quella statistica, gli errori sistemati-
ci sono errori veri e propri, che introducono nella misura uno “sbaglio”. Devono es-
sere individuati ed eliminati migliorando lo strumento impiegato, correggendone
i difetti e i modi d’impiego, controllandone il funzionamento e la taratura.
Abbiamo visto che può accadere di ottenere misure leggermente diverse tra loro
a causa della presenza dell’incertezza statistica.
14 grandezze
Eliminati gli errori sistematici, supponiamo che in una serie di n misure di una
stessa grandezza, fatte con lo stesso strumento e con lo stesso metodo dallo stesso
sperimentatore, si siano trovati n valori x1 , x2 , . . . , xn . Si dimostra che la miglior
stima della grandezza studiata è la media aritmetica dei valori trovati, definita dalla
relazione
x + · · · + xn
M= 1
n
e che tale stima è tanto più attendibile quanto più è elevato il numero di misure
effettuate.
Calcoliamo la media delle misure della lamina riportate nella tabella 5:
1
d= xmax − xmin
2
dei valori trovati. Se indichiamo con x la grandezza, scriviamo
x = M±d
intendendo con ciò che è molto probabile che il valore di una misura cada nell’inter-
vallo tra M − d e M + d.
Nell’esempio delle misure della lamina riportate nella tabella 5 è lmin = 5,24 cm
e lmax = 5,36 cm, per cui la semidispersione è 0,06 cm. Indicando con l la misura
della lamina possiamo perciò scrivere:
l = (5,30 ± 0,06) cm
Misura 1 2 3 4 5 6
Lunghezza (cm) 70,5 70,3 70,7 70,6 70,4 70,5
l1 = (100 ± 1) m l2 = (1000 ± 2) m
Cifre significative
Soluzione. Poiché 0,01 è l’incertezza assoluta sia sulla lunghezza che sulla larghez-
za, l’incertezza assoluta del perimetro è 0,04. La misura richiesta è perciò:
p = (3,00 ± 0,04) m
A = (0,50 ± 0,02) m2
Due rette orientate, perpendicolari tra loro, e un segmento u preso come unità
di misura, costituiscono un sistema cartesiano ortogonale nel piano (figura 6). L’inter-
sezione O delle rette si chiama origine del sistema, e le rette si dicono assi cartesiani,
e precisamente quello orizzontale asse delle ascisse x e quello verticale asse delle
ordinate y.
Dato un punto P del piano, possiamo associare a
esso due numeri x e y, chiamati coordinate cartesiane
di P, che rappresentano le misure dei segmenti OPx
y
e OPy , dove Px è la proiezione ortogonale di P sul-
l’asse x e Py è la proiezione ortogonale di P sull’asse y.
P Viceversa, noti i due numeri x e y, restano individuati i
Py punti Px e Py e da essi si può costruire il punto P. Inol-
tre x è positivo o negativo secondo che il verso da O
u a Px sia concorde o no con quello positivo sull’asse x;
analogamente y è positivo o negativo secondo che il
x verso da O a Py sia concorde o no con quello positivo
O Px sull’asse y.
Figura 6: Sistema cartesiano
Per stabilire la relazione esistente tra due grandezze
fisiche x e y si procede nel modo seguente: una volta
ottenuto un numero sufficientemente elevato di valori
tra loro correlati (per esempio lo spazio y percorso in
funzione del tempo x), li si riporta nel piano cartesiano. La curva su cui i punti si
dispongono permette di ricavare la relazione che lega le due grandezze studiate.
Di seguito vedremo quattro tipi di leggi che intercorrono spesso tra due gran-
dezze x e y: la proporzionalità diretta, la relazione lineare, la proporzionalità
quadratica e la proporzionalità inversa.
Proporzionalità diretta
Relazione lineare
y = mx + q
6 y 8 y
5 7
6
4 5
3 4
2 3
2
1 1
x x
1 2 3 1 2 3
(a) Proporzionalità diretta (b) Relazione lineare
9 y 3 y
8
7
6 2
5
4
3 1
2
1 x x
1 2 3 1 2 3
(c) Proporzionalità quadratica (d) Proporzionalità inversa
Proporzionalità quadratica
Tra le grandezze x e y c’è una proporzionalità quadratica se esse sono legate dalla
relazione
y = kx2
con k costante. In questo caso, se x raddoppia, triplica, quadruplica, eccetera, y si
incrementa secondo il quadrato di tali quantità, cioè diventa 4, 9, 16 volte tanto,
eccetera. Il grafico della relazione è una parabola passante per l’origine (figura 7c).
Proporzionalità inversa
k
y=
x
con k costante. In questo caso, se x raddoppia, triplica, eccetera, allora y si dimezza,
diventa un terzo, eccetera. Il grafico della relazione è un’iperbole (figura 7d).
20 grandezze
Soluzione. Riportiamo i dati in un piano cartesiano (figura 8). Unendo i punti del
grafico otteniamo una semiretta uscente dall’origine. Il rapporto tra la posizione e
il tempo è:
5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0
m/s = m/s = m/s = m/s = m/s = m/s = 5 m/s
1,0 2,0 3,0 4,0 5,0 6,0
Abbiamo ottenuto un valore costante. Pertanto la posizione (s) e il tempo (t) sono
direttamente proporzionali.
30 s (m)
25
20
15
10
5
t (s)
1 2 3 4 5 6
1.6 vettori
Si definiscono scalari quelle grandezze fisiche che sono descritte in modo com-
pleto da un numero (con la relativa unità di misura). La massa di un corpo, la
lunghezza di una sbarra e la temperatura dell’aria sono quantità note quando si
conosce il valore numerico che le esprime (100 kg, 1 m, 30 ◦ C, per esempio).
Ci sono però alcune grandezze per cui ciò non vale. Gli effetti di uno spostamen-
to o di una forza, infatti, cambiano in funzione non solo dell’intensità, ma anche
della direzione e del verso. Grandezze di quest’ultimo tipo si chiamano vettoriali.
Esse sono identificate da un ente matematico chiamato vettore.
1.6 vettori 21
−→
Definizione 13. Il segmento orientato di estremi A e B, indicato con AB o
con ~v, si chiama vettore.
• il modulo (o intensità), indicato con |v| o v, uguale alla misura del segmento;
Vale la regola del trasporto: un vettore può essere traslato lungo una qualunque
direzione parallela a quella di partenza senza che questa operazione ne alteri il
valore. Definiamo ora alcune operazioni con i vettori.
~a ~b ~a
~a ~R ~a
~R
~b
~b ~b
(a) (b)
A
~a
~a + ~b ~a + ~b
O C ~a
~b
B ~b
(a) (b)
Esercizio 12. Osserva la figura 10b. Calcola il modulo della somma tra ~a e ~b,
sapendo che a e b valgono rispettivamente 3 u e 4 u.
La somma di due vettori uguali ad ~a è indicata con 2~a. Il vettore 2~a, prodotto del
numero 2 per il vettore ~a, rappresenta perciò un vettore avente la stessa direzione
e lo stesso verso di ~a, e modulo pari al doppio del modulo di ~a (figura 11a).
~a
~a
2~a −~a
(a) Vettori ~a e 2~a (b) −~a è l’opposto di ~a
La somma del vettore ~a con l’opposto di ~b, cioè con −~b, è definita differenza di ~a
e ~b e viene indicata con la notazione ~a − ~b.
1.7 esercizi 23
1.7 esercizi
1 Vero o falso?
b. Ipotizzando che tu abbia scelto come unità di misura il gonfio (unità stabilita da te),
contrariamente al resto dell’umanità che continua a usare il m3 , allora:
A non potresti più misurare i volumi
A il grammo C il chilogrammo
B l’ettogrammo D il quintale
[2 risposte A, 1 B, 1 C e 1 D]
Notazione scientifica
c. 490 000 f. 126 000 000 i. 0,000 008 1 l. 0,000 000 735 1
4 Disponi in ordine di distanza dal Sole i seguenti pianeti, in base alla distanza media
in km riportata tra parentesi: Mercurio (5,8 · 107 ), Nettuno (4,5 · 109 ), Giove (7,8 · 108 ),
Plutone (5,9 · 109 ), Urano (2,9 · 109 ), Terra (1,5 · 108 ), Marte (2,3 · 108 ).
5 Si dice che nell’universo ci siano 100 miliardi di galassie e che ciascuna contenga 100
miliardi di stelle. Se tutte fossero come il Sole, la cui massa è di circa 2 · 1030 kg,
a quanto
2 · 1052 kg
ammonterebbe la massa di tutte le stelle dell’universo messe insieme?
7 Vero o falso?
8 Un campione di sangue di volume 3,5 cm3 ha una massa di 3,71 g. Determinane la
1060 kg/m3
densità.
1.7 esercizi 25
9 In una bombola ci sono 10 l di un gas di massa 5 · 10−3 kg. Qual è ladensità del
gas? 0,5 kg/m3
11 Sapendo che la densità di un corpo ha il valore di 0,58 · 103 kg/m3 (legnoh di abete)
i
e che la sua massa è di 113,68 kg, determinane il volume di dm3 . 196 dm3
15 Un oggetto di legno ha massa di 476 g e volume di 545 ml. Qual è la sua densi-
0,873 g/cm3
tà?
Incertezze di misura
cm
0 10 20 30 40 50
19 I risultati dei primi tre posti di una gara di nuoto sono espressi dai seguenti tempi:
26 In una serie di dieci misure del diametro di un filo metallico, si sono ottenuti i
seguenti valori espressi in millimetri:
4,38 4,43 4,39 4,44 4,38 4,39 4,44 4,42 4,41 4,42
28 Le misure della lunghezza e della larghezza di un tavolo sono 160 cm e 80 cm, con
l’incertezza relativa dell’1%. Calcola la misura del perimetro e dell’area con l’incertezza
(480 ± 5) cm; (1,28 ± 0, 03) m2
assoluta.
29 Le misure della lunghezza e della larghezza di un tavolo sono 160 cm e 80 cm, con
l’incertezza relativa dell’1%. Calcola la misura del perimetro e dell’area con l’incertezza
(480 ± 5) cm; (1,28 ± 0, 03) m2
assoluta.
30 Un insegnante di Fisica, per mostrare che le misure di uno stesso oggetto sono
soggette a intertezze che dipendono dall’osservatore, ha fatto misurare la lunghezza di
una cattedra con un metro a ciascun alunno della propria classe. I risultati sono stati i
seguenti:
Misura 1 2 3 4 5
Lunghezza (cm) 100,8 100,9 101,0 101,1 101,2
B A + B = costante D A − B = costante
d. Da quale delle seguenti affermazioni non si può dedurre che x e y sono grandezze
direttamente proporzionali?
A Il grafico nel piano x-y è una retta passante per l’origine
x 1 2 5 10 x 1 2 5 10
y 2 4 10 20 y 10 5 2 1
33 Osserva i grafici 12a e 12b. Per ciascuno di essi, stabilisci se x e y sono direttamente
o inversamente proporzionali e, se lo sono, determina la loro costante di proporzionali-
tà. [k = 5 per entrambi]
34 Vero o falso?
y y
20 20
15 15
10 10
5 5
x x
1 2 3 4 1 2 3 4
(a) (b)
Vettori
35 Vero o falso?
A 2u B 10 u C 14 u D 48 u
[2 risposte A, 2 B, 2 C e 1 D]
2 MOTI RETTILINEI
Considereremo solo i moti rettilinei, cioè i moti in cui la traiettoria del punto
mobile è una linea retta.
s0
O t=0 t
nota bene Quella appena definita è la velocità scalare. Oltre a questa, esiste la
velocità vettoriale così definita: dato il vettore posizione ~r, che ha l’origine in un
punto fisso e il secondo estremo coincidente con il corpo nell’istante considerato,
e il vettore spostamento ∆~r = ~r2 −~r1 , che ha l’origine nella posizione iniziale e il
secondo estremo nella posizione finale, la velocità vettoriale è ~v = ∆~r/∆t. Nei moti
rettilinei, questi vettori sono paralleli alla direzione del moto (figura 14), per cui
basta considerarne il modulo (con segno positivo o negativo secondo che il verso
sia concorde o no con quello positivo sulla retta). Per questo motivo ci limiteremo
a considerare la velocità scalare.
∆~r
~r2
~r1
O A B
~v
s (km)
10 Q0
∆s0 = 4 km
8
∆s0
= 120 km/h
∆t0
6 P0
∆t0 = 2 min
4 Q
∆s
∆s = 2 km = 120 km/h
∆t
2 P
∆t = 1 min
t (min)
1 2 3 4 5 6 7 8
Facendo altre misure intermedie si possono ottenere altri punti. Qual è la linea
individuata da tutti i punti? Poiché la (2) dice che la relazione tra lo spazio e il
tempo è lineare, la linea cercata è una retta. Il risultato vale per tutti i moti rettilinei
uniformi e viceversa un moto è rettilineo uniforme se il diagramma spazio-tempo,
chiamato anche diagramma orario, è una retta.
La figura 15 mostra che il rapporto ∆s/∆t calcolato in qualunque intervallo di
tempo ∆t assume sempre lo stesso valore. In figura si è eseguito il calcolo in due
intervalli di tempo, ∆t = 1 min e ∆t0 = 2 min, ottenendo sempre come valore
del rapporto 120 km/h. A questo rapporto si dà anche il nome di pendenza del
diagramma orario. In generale, la velocità di un moto uniforme è la pendenza
costante della retta che ne rappresenta il diagramma orario.
La figura 16 mostra i diagrammi orari di auto con diverse velocità: quanto più
un’auto è veloce tanto più la sua pendenza è grande.
La figura 17 rappresenta il diagramma orario di due moti rettilinei uniformi
con uguale velocità. Essi sono paralleli in quanto hanno la stessa pendenza v e
differiscono solo per il valore di s corrispondente all’istanze iniziale t = 0.
Soluzione.
108 km 108 · 1000 m 108 108
v= = = m/s = m/s = 30 m/s
1h 60 · 60 s 3600/1000 3,6
Per trasformare i km/h in m/s dobbiamo sempre dividere per 3,6.
Soluzione.
m (25 · 1/1000) km 25 · 3600 km
v = 25 = = = 25 · 3,6 km/h = 90 km/h
s (1/3600) h 1000 h
s s = v · t + s0
s = v·t
s0
Figura 17: Diagramma orario di due moti rettilinei uniformi con uguale velocità
Sostituiamo i valori nella legge oraria (2) del moto rettilineo uniforme (s0 = 0):
s = v·t =⇒ s = 18 · 0,5 km = 9 km
s1 = v · t1 + s0 = (3 · 2 + 1) m = 7 m
Soluzione.
s 3,6 km 3600 m
s = v·t =⇒ t= = = = 180 s = 3 min
v 20 m/s 20 m/s
Tabella 7: Dati relativi alla corsa di un atleta che percorre i 100 m in 10,9 s
∆s
s (m) t (s) ∆s (m) ∆t (s) (m/s)
∆t
0 0,0
10 1,5 10 1,5 6,7
20 2,7 10 1,2 8,3
30 3,5 10 0,8 12,5
40 4,2 10 0,7 14,3
50 5,0 10 0,8 12,5
60 5,9 10 0,9 11,1
70 6,9 10 1,0 10,0
80 8,1 10 1,2 8,3
90 9,4 10 1,3 7,7
100 10,9 10 1,5 6,7
Velocità media
100 m
vm = = 9,2 m/s
10,9 s
2.2 moto rettilineo vario 39
100 s (m)
90
80
70
60
50
40
30
20
10 t (s)
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11
Possiamo anche calcolare le velocità medie con cui l’atleta compie le successive
distanze di 10 m, ottenendo i risultati riportati nell’ultima colonna della tabella 7:
in generale, la velocità media varia al variare dell’intervallo di tempo in cui è
calcolata e assume il valore minimo di 6,7 m/s e il valore massimo di 14,3 m/s.
Le proprietà del moto si possono visualizzare ricorrendo a una rappresentazione
grafica, riportando in ascisse i tempi e in ordinate le distanze (figura 18). Qual è
il diagramma orario? Escludendo che questo possa essere costituito dalla spezzata
avente come vertici i punti corrispondenti alle misure effettuate, in quanto in tal
caso si supporrebbe che il moto in ogni intervallo di tempo fosse uniforme, è
naturale supporre che il diagramma orario sia rappresentato da una linea curva
come quella della figura.
Esercizio 18. Un’auto è entrata in autostrada alle 9:00, è uscita alla 11:00 e
ha percorso 216 km. Qual è la sua velocità media, in m/s?
Soluzione.
∆s 216 km 216 km
vm = = = = 108 km/h = (108/3,6) m/s = 30 m/s
∆t (11 − 9) h 2h
Soluzione.
150 m
vm = = 25 m/s = 25 · 3,6 km/h = 90 km/h
6s
40 moti rettilinei
Esercizio 20. Un’auto viaggia un’ora alla velocità di 120 km/h e poi per due
ore alla velocità di 60 km/h. Trova la velocità media.
Soluzione.
s s + s2 v t + v2 t2 120 · 1 + 60 · 2
vm = = 1 = 11 = km/h = 80 km/h
t t1 + t2 t1 + t2 1+2
Soluzione.
s s + s2 s1 + s2 6+6
vm = = 1 = = km/h = 96 km/h
t t1 + t2 s1 /v1 + s2 /t2 6/80 + 6/120
Velocità istantanea
s s B
s + ∆s
B
s + ∆s
∆s ∆s
A ∆t A ∆t
s s
∆s ∆s
vm = v=
∆t t ∆t t
(a) La velocità media è la pendenza della (b) La velocità istantanea è la pendenza della
corda del diagramma orario tangente al diagramma orario
la velocità media del veicolo tra due punti presi in esame (solitamente distanti
una decina di chilometri). In questo modo, anche se l’autista riesce a eludere la
fotocellula che misura la velocità istantanea rallentando in prossimità della stessa,
si vedrà segnalare la sanzione se la sua velocità di guida è superiore alla media
consentita.
Esercizio 22. Un’auto si muove su una strada rettilinea con un moto il cui
diagramma orario è rappresentato nella figura 20. Determina le proprietà
del moto e la distanza dalla posizione iniziale in cui si trova dopo 2 h.
70 s (km)
A B
60
50
40
30
20
10
t (h)
O 1 2
Accelerazione media
Nel moto vario la velocità istantanea dipende dal tempo. Consideriamo due
istanti t e t0 = t + ∆t, separati dall’intervallo ∆t di tempo e supponiamo che le
corrispondenti velocità siano v e v0 . Nell’intervallo di tempo ∆t si è quindi avuta
la variazione di velocità ∆v = v0 − v. Se v0 è più grande di v allora ∆v > 0, mentre
se v0 è minore di v allora ∆v < 0, cioè la variazione di velocità è positiva se la
velocità aumenta, mentre è negativa se la velocità diminuisce.
Soluzione.
∆v (120 − 84) km/h 36 km/h (36/3,6) m/s
am = = = = = 2 m/s2
∆t 5s 5s 5s
2.2 moto rettilineo vario 43
v v B
v + ∆v
B
v + ∆v
∆v ∆v
A ∆t A ∆t
v v
∆v ∆v
am = a=
∆t t ∆t t
Soluzione.
∆v v − v1 14 − 4
am = = 2 = m/s2 = 2 m/s2
∆t t2 − t1 9−4
Accelerazione istantanea
12 v (m/s)
t (s) v (m/s)
0 0 9
1 3
6
2 6
3 9 3
4 12 t (s)
1 2 3 4
(a) (b)
Figura 22: Velocità in funzione del tempo per un moto rettilineo uniformemente accelerato
con a = 3 m/s2
v v = a · t + v0
v = a·t
v0
Figura 23: Diagramma velocità-tempo di due moti rettilinei uniformemente accelerati con
uguale accelerazione
v = a · t + v0 (4)
Esercizio 25. Un’auto lanciata alla velocità di 108 km/h inizia a frenare. Sup-
poniamo che durante la frenata il moto sia uniformemente ritardato con
decelerazione a = 3 m/s2 . In quanto tempo si fermerà?
Soluzione. La formula (4) vale anche con accelerazione negativa (il moto è detto
anche decelerato): in questo caso la velocità diminuisce col tempo e la (4) si scrive
v = − at + v0 (5)
30
v0 = 108 km/h = (108/3,6) m/s = 30 m/s =⇒ t= s = 10 s
3
Legge oraria
Abbiamo visto che nel moto rettilineo uniforme lo spazio percorso è uguale al
prodotto della velocità per il tempo. Come si calcola lo spazio s percorso in un
tempo t nel moto rettilineo uniformemente accelerato?
Nel moto uniforme la velocità è costante e quindi il diagramma velocità-tempo
è una retta di equazione v = costante. Lo spazio percorso, essendo il prodotto
della velocità per il tempo, è rappresentato dall’area del rettangolo di figura 24a.
Si dimostra che questa proprietà è generale: qualunque sia il moto, lo spazio per-
corso in un certo intervallo di tempo è espresso dall’area della figura delimitata
dal diagramma velocità-tempo, dalle ordinate estreme (corrispondenti agli istanti
iniziale e finale dell’intervallo) e dall’asse dei tempi.
Per il moto rettilineo uniformemente accelerato la figura da considerare è un
trapezio (figura 24b) in cui le basi sono v0 (nell’istante t = 0) e at + v0 (nell’istante
generico t) mentre l’altezza è t. Lo spazio percorso è pertanto l’area del trapezio:
v0 + ( at + v0 ) 1 2
s= ·t =⇒ s= at + v0 t
2 2
v v
at + v0
v s = vt v0
t t
t t
(a) Lo spazio percorso in un moto ret- (b) Lo spazio percorso in un moto
tilineo uniforme come area di un rettilineo uniformemente accelerato
rettangolo come area di un trapezio
9 s (m)
8
7
6
5
4
3
2
1 t (s)
1 2 3
lo spazio a partire da un’altra origine O, tale che il mobile per t = 0 sia già a
distanza s0 da questa origine, lo spazio percorso nel tempo t diventa:
1 2
s= at + v0 t + s0 (6)
2
t t
Diagramma s-t
v v
t t
Diagramma v-t
48 moti rettilinei
t0 = 0 s t1 = 10 s t2 = t1 + 15 s = 25 s v0 = 0 m/s v1 = 5 m/s
∆v v − v0 5−0
a= = 1 = m/s2 = 0,5 m/s2
∆t t1 − t0 10 − 0
da cui
1 2 1
s2 = at = · 0,5 · 252 m = 156,25 m
2 2 2
30 v (m/s) 50 s (m)
40
20
30
20
10
10
t (s) t (s)
1 2 3 1 2 3
(a) Grafico velocità-tempo (b) Grafico spazio-tempo
Figura 26: Rappresentazione grafica delle leggi di caduta di un grave nel vuoto
Soluzione. Con asse di riferimento orientato verso il basso, applichiamo la (8) po-
nendo v0 = 0 e g = 9,8 m/s2 :
v = gt + v0 = (9,8 · 3 + 0) m/s = 29,4 m/s
Per calcolare l’altezza del dirupo scriviamo la legge oraria (7) ponendo v0 = 0,
s0 = 0 e g = 9,8 m/s2 :
1 2 1
s= gt + v0 t + s0 = · 9,8 · 32 m = 44,1 m
2 2
Esercizio 30. Una goccia d’acqua cade dal sesto piano di un edificio. Quanto
tempo impiega per arrivare a terra e con quale velocità giunge, supponendo
che l’altezza del sesto piano sia 19,6 m e trascurando la resistenza dell’aria?
Soluzione. Per la (9) il tempo di caduta, tenendo conto che è h = 19,6 m, risulta:
s s
2h 2 · 19, 6
t= = s = 2s
g 9,8
Per la (10):
p √
v= 2gh = 2 · 9,8 · 19,6 m/s = 19,6 m/s ≈ 70,6 km/h
Esercizio 31. Un sasso viene lanciato verticalmente verso l’alto con velocità
iniziale v0 . In quanto tempo raggiunge l’altezza massima? Qual è l’altezza
massima h raggiunta? Si trascuri la resistenza dell’aria.
L’altezza massima h raggiunta è espressa dal secondo membro della (11), sostituen-
do al posto di t il valore v0 /g trovato e ponendo s0 = 0:
2
1 v0 v 1 v2 v2 1 v2 v2 v2
h=− g + v0 0 + 0 = − g 02 + 0 = − 0 + 0 = 0 (14)
2 g g 2 g g 2 g g 2g
2.4 esercizi 51
Esercizio 32. Una pietra è lanciata verticalmente verso l’alto con velocità
iniziale v0 = 72 km/h. Qual è l’altezza massima raggiunta? Quanto tempo
impiega per giungere a tale altezza? Si trascuri la resistenza dell’aria.
400 20
h= m ≈ 20,4 m t= s ≈ 2,04 s
2 · 9,8 9,8
2.4 esercizi
1 Vero o falso?
b. Sapendo che il tragitto casa-scuola è lungo 854 m, quanto tempo si impiega a percor-
rerlo comminando alla velocità costante di 5 km/h?
52 moti rettilinei
A 5s B 20 s C 50 s D altro
C per ogni valore del tempo si può trovare il corrispondente valore dello spazio
B B è più veloce di A
d. La figura 27a rappresenta i moti di due corpi A e B. Che cosa si può dire della loro
velocità?
A I due corpi hanno la stessa velocità
B A è più veloce di B, perché al tempo zero ha già percorso una certa distanza
B la velocità è costante
C La velocità è 30 km/h
4 s
s B
3
A
2
1
t
t
5 10 15 20
(a) (b)
4 s 30 s (km)
3
20
2
10
1
t t (min)
5 10 10 20 30 40 50 60
(c) (d)
6 Come si esprime il limite di velocità di 130 km/h, in vigore sulle autostrade italiane,
in m/s? [36,11 m/s]
12 Un treno si muove alla velocità costante di 72 km/h. Quanti metri percorre in 16 mi-
1,92 · 104 m
nuti?
2.4 esercizi 55
s (m) A s (m) A
20 200
150
B B
10 100
50
t (s) t (s)
1 2 3 4 5 10 20
(a) (b)
13 Un atleta si muove alla velocità di 8,1 m/s. Quanti metri percorre in 6 minu-
ti? [2916 m]
15 Nel percorso da casa a scuola, che è di 5 km, Elisa impiega con il motorino 9 minuti
e 22 secondi. Calcola la sua velocità, immaginando che resti costante nel tragitto. [32 km/h]
17 Un’auto va da Cesena a Bologna, distanti 93 km, alla velocità costante di 130 km/h.
Determina il tempo impiegato dall’auto per andare da una città all’altra. [42 min 55 s]
19 Osserva i grafici 28a e 28b. Determina le velocità dei due moti rappresentati in
ciascun grafico. [4 m/s, 2 m/s; 20 m/s, 5 m/s]
20 Tenendo conto che la distanza Sole-Terra è 150 000 000 km e che la luce viaggia alla
velocità di circa 300 000 km/s, quanti secondi impiega la luce del Sole per raggiungere la
Terra? [500 s]
21 Un’auto viaggia alla velocità di 50,0 m/s. Determina la velocità in km/h e il tempo
che impiega per percorrere 60 km. [180 km/h; 20 min]
22 Un’auto procede alla velocità costante di 108 km/h. Quanti chilometri percorre
in 10 minuti? [18 km]
23 Un’auto di formula uno sta viaggiando a una velocità di 360 km/h. Quanti metri
percorre in un decimo di secondo? [10 m]
56 moti rettilinei
24 Un’auto viaggia a 144 km/h. Quanti metri percorre in un minuto? Quanti centime-
tri in un secondo? [2400 m; 4000 cm]
25 Usain Bolt ha corso i 100 m piani in 9,58 s, e Dennis Kimetto ha vinto la maratona
(42,195 km) in 2 ore, 2 minuti e 57 secondi. Quali sono state le loro velocità medie? Se
Bolt avesse mantenuto il suo ritmo per un’intera maratona, quale tempo record avrebbe
registrato? [37,58 km/h, 20,59 km/h; 1 h 7 min 22 s]
26 Per un violento starnuto gli occhi possono chiudersi per la durata di mezzo secondo.
Se si sta guidando un’auto a 90 km/h, quanta strada si percorre in quel tempo? [12,5 m]
28 Un fulmine cade a 6,5 km di distanza da Luca. Sapendo che il suono viaggia alla
velocità di circa 340 m/s, quanto tempo passa prima che Luca senta il tuono? [19,1 s]
29 Durante una gita in montagna, un ragazzo è giunto di fronte a una parete di roccia,
e lancia un grido di richiamo ai suoi compagni rimasti 60 metri indietro. Questi sentono
prima la voce diretta e dopo 5 secondi ne sentono l’eco. Sapendo che la velocità del suono
vale circa 340 m/s, calcola quanto tempo prima dei compagni il ragazzo sente l’eco e a
quale distanza dalla parete si trova. [0,18 s; 850 m]
30 Un treno lungo 150 metri entra in una galleria lunga 850 metri. Sapendo che impie-
ga 25 s per uscire completamente dalla galleria, qual è la velocità del treno? [144 km/h]
31 Andrea e Beatrice fanno una gara a chi arriva primo a un traguardo distante 18 me-
tri dalla loro posizione iniziale. Convinto di vincere, Andrea parte 2 secondi dopo Beatrice.
Sapendo che Andrea e Beatrice corrono a una velocità pari, rispettivamente, a 3,5 m/s
e 2,5 m/s, chi vincerà? (Fai l’ipotesi che le velocità siano costanti.) [Andrea]
33 Alberto e Barbara si sfidano sui 100 metri piani. Alberto vince tagliando il traguardo
in 10 s, mentre Barbara è staccata di 5 metri. Decidono allora di fare un’altra sfida; Barbara
vuole però, visto l’esito precedente, che Alberto parta 5 metri dietro. Alberto accetta. Chi
vincerà ora? [Alberto]
34 Argo è il cane di Biagio. Un giorno il cancello di casa viene lasciato aperto e Argo
fugge a una velocità di 20 km/h. Dopo 90 secondi, Biagio si accorge dell’accaduto e prende
lo scooter, mettendosi all’inseguimento a 50 km/h. Stabilisci quanto dura l’inseguimento
e quanta strada ha percorso Biagio per riprendere Argo. [2 min 30 s; 833 m]
36 Un gatto (15 m/s) sta rincorrendo un topolino (5 m/s). La distanza iniziale tra i due
è di 15 m. Quanta strada deve percorrere il gatto per prendere il topolino? [22,5 m]
37 Due treni, distanti 200 m, si stanno venendo incontro (su due binari diversi); le loro
velocità sono 35 m/s e 45 m/s. Dopo quanto tempo si incontreranno? [2,5 s]
Moto vario
a. In un certo istante Marco sta viaggiando in auto con velocità di 90 km/h. Se do-
po 3 minuti il tachimetro segna come velocità 144 km/h, qual è stata approssimati-
vamente la sua accelerazione, immaginando che sia stata costante?
b. Matteo sta viaggiando in auto a 70 km/h quando comincia a frenare. Se per ar-
restarsi impiega 6 secondi, quale è stato approssimativamente il modulo della sua
accelerazione media?
D Nella prima ora il modulo della velocità media è maggiore che nell’ultima ora
e. Dal grafico spazio-tempo rappresentato nella figura 29b, quale tra le seguenti affer-
mazioni è errata?
A Nel tratto OA la velocità è di 3 m/s
50 s (m) 50 s (m)
40 40
30 30
20 20
10 10
t (s) t (s)
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
(c) (d)
41 Dario percorre il tragitto casa-ufficio di 1 km impiegando 8 minuti per i primi 600 me-
tri e dopo una sosta di 4 minuti in un bar il restante tratto in 6 minuti. Qual è la velocità
media di Dario sull’intero tragitto? [0,93 m/s]
43 Se Matteo impiega 7 minuti per andare da casa sua alla fermata dell’autobus,
camminando alla velocità media di 2,5 m/s, quale distanza percorre? [1050 m]
2.4 esercizi 59
46 Un aereo sta volando a una velocità media di 900 km/h. Quanto tempo impiega
per percorrere 3000 km? [3 h 20 min]
47 Un’auto viaggia per un tempo t alla velocità di 40 km/h, percorrendo uno spazio s,
e poi per lo stesso tragitto alla velocità di 80 km/h. Trova la velocità media. [53,3 km/h]
48 Un’auto ha percorso 300 km; sapendo che la velocità media è stata di 90 km/h,
determina la durata del viaggio. [3 h 20 min]
50 Un’automobile viaggia per 240 km alla velocità media di 60 km/h e per i succes-
sivi 240 km alla velocità media di 120 km/h. Calcola la velocità media durante l’intero
percorso. [80 km/h]
5 v (m/s) 5 v (m/s)
4 4
3 3
2 2
1 1
t (s) t (s)
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
(a) (b)
5 v (m/s) 5 v (m/s)
4 4
3 3
2 2
1 1
t (s) t (s)
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
(c) (d)
a. L’accelerazione è:
A il rapporto fra lo spazio percorso e il tempo impiegato
c. Dalla relazione del moto rettilineo uniformemente accelerato v = at, si ricava che:
A raddoppiando il tempo, l’accelerazione dimezza
B la velocità è costante
2.4 esercizi 61
v A v A
B B
t t
(a) (b)
s v a v
t t t t
A B C D
j. Quale dei seguenti grafici può rappresentare la legge oraria di un moto rettilineo
uniformemente accelerato?
s s s s
t t t t
A B C D
[2 risposte A, 3 B, 2 C e 3 D]
57 Vero o falso?
In un moto rettilineo uniformemente accelerato con s0 = 0 e v0 = 0:
58 Un’auto, che parte da ferma, raggiunge la velocità di 100 km/h in 9,2 s. Qual è la
3 m/s2
sua accelerazione?
2.4 esercizi 63
59 Una moto, partendo da ferma, dopo 5,0 s ha una velocità di 81 km/h. Determina la
4,5 m/s2
sua accelerazione, ipotizzando che sia costante.
60 Un motoscafo che sta viaggiando a 27 km/h triplica la sua velocità in 15 s. Qual è
la sua accelerazione? 1 m/s2
63 Un camion, che sta andando alla velocità di 90 km/h, si ferma in 12,5 s. Qual è la
sua accelerazione? −2 m/s2
65 Se un treno che sta andando a 110 km/h, frena, subendo una decelerazione di 3 m/s2 ,
quale velocità raggiunge dopo 6 secondi? [45,2 km/h]
66 Se un’auto che sta andando a 140 km/h, frena, decelerando di 6 m/s2 , quale velocità
raggiunge dopo 5 secondi? [32 km/h]
68 Dopo quanti secondi raggiunge la velocità di 28 km/h un ciclista che parte da fermo
con un’accelerazione di 1,2 m/s2 ? [6,5 s]
72 Un camion con velocità iniziale di 75, 6 km/h sta decelerando con a = −1,4 m/s2 ?
Quanto tempo impiega per fermarsi? [15 s]
73 Calcola il tempo necessario a un’auto da corsa per arrestarsi nel caso in cui, aven-
do una velocità di 270 km/h, i freni la facciano decelerare di −20 m/s2 ? Quanto tempo
impiega per fermarsi? [15 s]
64 moti rettilinei
8 s (m) 18 s (m)
7 16
6 14
5 12
10
4 8
3 6
2 4
1 t (s) 2 t (s)
1 2 3 4 1 2 3
(a) (b)
79 Uno sciatore, inizialmente fermo, scende lungo una pista con accelerazione pari
a 1,5 m/s2 . Che distanza percorre in 5 s? In quanto tempo percorre 36,75 m? [18,75 m; 7 s]
85 Un’auto, inizialmente ferma, parte con un’accelerazione costante di 0,7 m/s2 , man-
tenendo una traiettoria rettilinea. Quanto tempo impiega a percorrere 140 metri? [20 s]
87 Un corpo parte da fermo con accelerazione di 4 m/s2 . Quale sarà la sua velocità
dopo 7 secondi? Quanto spazio ha percorso in questo intervallo di tempo? [28 m/s; 98 m]
89 Un’auto passa da una velocità di 36 km/h a una velocità di 108 km/h in 25 se-
condi. Qual è l’accelerazione? Quanta strada ha percorso durante questo intervallo di
0,8 m/s2 ; 500 m
tempo?
92 Una moto aumenta la sua velocità da 36 km/h a 108 km/h con un’accelerazione
di 1 m/s2 . Quanto tempo ha impiegato? Quanto spazio ha percorso in questo intervallo
di tempo? [20 s; 400 m]
94 Un’auto inizia a frenare quando la sua velocità è di 144 km/h. Sapendo che la
sua accelerazione, in modulo, è 6 m/s2 , qual è il tempo di frenata? Qual è lo spazio di
frenata? [6,67 s; 133,3 m]
95 Un’auto viaggia alla velocità di 72 km/h quando il conducente si accorge della pre-
senza di un ostacolo a 100 m e inizia a decelerare, dopo un tempo di reazione di 0,2 s.
Supponendo che la decelerazione sia costante durante tutta la frenata e che il mezzo
impieghi 10 s per fermarsi, l’auto investe l’ostacolo? [no]
30 v (m/s) 30 v (m/s)
Moto
25 25
Moto
20 20
15 15
10 10
Auto
5 5
Auto t (s) t (s)
1 2 3 4 5 6 7 8 1 2 3 4 5 6 7 8
(a) (b)
98 I grafici 33a e 33b rappresentano gli andamenti delle velocità di un’auto e di una
moto. Sapendo che all’istante iniziale t = 0 s i due veicoli si trovano affiancati, determina
nei due casi l’istante t in cui la moto sorpassa l’auto. [4 s; 8 s]
99 Fabio e Laura stanno parlando delle loro auto; Fabio dice che la sua auto, da
ferma, impiega 6 s per raggiungere la velocità di 100 km/h, mentre Laura afferma che
la sua auto, da ferma, raggiunge i 90 km/h in 75 m. Qual è l’auto con la maggiore
accelerazione? [quella di Fabio]
100 Un’auto sta viaggiando a 126 km/h quando il conducente vede un ostacolo sulla
strada (distante 130 m) e inizia a frenare. Tenendo conto del tempo di reazione, pari a 0,2 s,
e del fatto che l’accelerazione è −5 m/s2 , ce la fa a evitare l’ostacolo. [sì]
101 Un’auto che viaggia a una velocità v si ferma in uno spazio d. Se la velocità v
triplica, quanto vale lo spazio di frenata? [9d]
102 Un’auto sta viaggiando a 90 km/h. Sapendo che dall’istante in cui il conducente
inizia a frenare all’istante in cui si ferma sono trascorsi 5 secondi, determina lo spazio di
62,5 m; −5 m/s2
frenata e l’accelerazione.
103 Un’auto quadruplica la sua velocità con un’accelerazione di 2 m/s2 in 130 m. Cal-
cola la velocità finale. [84,8 km/h]
105 Un autista sta procedendo con una velocità di 30 m/s quando si accorge che il
semaforo diventa rosso. Riuscirà a frenare in tempo, sapendo che il semaforo dista 160 m
e che l’auto è in grado di sviluppare un’accelerazione di modulo 2 m/s2 ? [no]
2.4 esercizi 67
107 Una pallina da tennis viene lasciata cadere dal punto più alto di una torre. Sapendo
che il tempo che impiega a raggiungere il suolo è di 2,5 s, determina la velocità con cui
giunge a terra e l’altezza della torre. [24,5 m/s; 30,6 m]
108 Un sasso viene lasciato cadere da un punto molto alto. Dimostra che lo spazio per-
corso durante ogni secondo successivo aumenta con lo stesso rapporto dei numeri dispari
consecutivi (1, 3, 5, 7, eccetera).
109 Un sasso viene lanciato verso l’alto da 2 m dal suolo con una velocità di 25 m/s.
Calcola la quota massima raggiunta. [31,9 m/s]
110 Un fisico lancia in aria una moneta che raggiunge la quota massima di 6 m. Qual è
la velocità con cui ha lanciato la moneta? [10,8 m/s]
111 Quale altezza massima raggiunge un sasso lanciato verso l’alto con una velocità
iniziale di 72 km/h? Quanto tempo impiega a raggiungere tale altezza? [20,4 m/s; 2,0 s]
112 Calcola il tempo impiegato da un vaso di fiori caduto da un balcone per percorre-
re 19,6 m? [2 s]
113 Dalla cima di un palazzo viene lasciato cadere un piccolo sasso che arriva al suolo
dopo 2,0 s dal momento in cui viene rilasciato. Quanto è alto il palazzo? [19,6 m]
114 Una pallina viene lasciata cadere da un’altezza di 75 m. Qual è la velocità di impatto
con il suolo? Qual è il tempo di caduta? [38,3 m/s; 3,9 s]
115 Un corpo viene lanciato verso l’alto con velocità iniziale di 20 m/s. Qual è la sua
velocità dopo 2 secondi? Quale sarà l’altezza massima raggiunta? [0,4 m/s; 20,4 m]
116 Dalla cima di un palazzo alto 44,1 m, viene lasciato cadere un piccolo sasso che
arriva al suolo dopo un tempo t dal momento in cui viene rilasciato. Quanto vale t? Se il
tempo di arrivo fosse stato 2t, l’altezza sarebbe stata doppia? [3,0 s; no]
117 Una palla viene lanciata da terra verso l’alto con velocità iniziale di 12 m/s. Quanto
tempo impiega a raggiungere il punto più alto della traiettoria? Quanto vale la distanza
da terra del punto più alto? [1,22 s; 7,35 m]
118 Una persona, seduta accanto a una finestra alta 2 m, vede passare una pallina diretta
verso il basso. La persona misura il tempo, uguale a 0,3 s, che la pallina impiega ad
attraversare la lunghezza della finestra. Da che altezza, rispetto alla cornice superiore
della finestra, è stata lasciata cadere la pallina (con velocità iniziale nulla)? [1,38 m]
A 2v B 4v C 8v D 16v
c. Una pallina viene lasciata cadere da un’altezza h e raggiunge il suolo con velocità v.
Se vogliamo che la velocità finale sia 3v, da quale altezza h0 dobbiamo lasciarla
cadere?
√
A 3h B 9h C 3h D 27h
d. L’accelerazione di gravità sulla Luna è circa 1/6 del valore sulla Terra. Se h è l’altezza
massima raggiunta da un sasso lanciato sulla Terra verticalmente verso l’alto con
velocità v, quanto vale l’altezza massima raggiunta sulla Luna dal sasso lanciato con
la stessa velocità iniziale?
√
A h B 6h C 6h D 36h
f. Se v è la velocità con cui un sasso giunge al suolo della Luna dopo essere lasciato
cadere da un’altezza h, da quale altezza h0 è necessario lasciar cadere sulla Terra un
sasso perché raggiunga il suolo con la stessa velocità?
√
A h B h/6 C h/ 6 D h/36
g. Un corpo, lasciato cadere sulla Luna da un’altezza h, impiega un tempo t per rag-
giungere il suolo; quanto tempo impiegherebbe sulla Terra, nelle stesse condizioni?
√
A t B t/6 C t/36 D t/ 6
[2 risposte A, 2 B, 2 C e 1 D]
3 FORZE ED EQUILIBRIO
3.1 forze
Il concetto di forza è insito nello sforzo muscolare che si compie ogni volta che
vogliamo spingere, tirare, impedire il moto, deformare un corpo.
Per mantenere in equilibrio un corpo si può, se non è molto pesante, sorreggerlo
con una mano, compiendo così uno sforzo muscolare. Se poniamo l’oggetto sopra
un tavolo, lo sforzo è compiuto dal tavolo che per questo si deforma. Dall’entità di
questa deformazione possiamo risalire all’intensità della forza.
Il dinamometro è uno strumento che permette di misurare una forza mediante l’al-
lungamento subito da una molla. All’estremità libera della molla (figura 34a), fis-
sata verticalmente, appendiamo un portapesi, fornito di un indice che ci permette
di individuare la posizione dell’estremità della molla su un regolo.
0 0 0
1 1
(a) Dinamometro con porta- (b) Dinamometro allungato (c) Dinamometro allungato
pesi da un peso campione da due pesi campioni
~F1 ~F2
P
Figura 35: Il punto P è in equilibrio se ~F1 e ~F2 sono due forze opposte
Il dinamometro, per essere usato come dispositivo per misurare forze incogni-
te, deve essere preventivamente tarato: bisogna cioè prima di tutto misurare gli
allungamenti prodotti da forze note. Dotiamoci di una serie di pesi tutti uguali fra
di loro (per esempio, dei cilindretti metallici fra loro identici), poniamo sul piano
base del portapesi un peso campione e indichiamo con 1 la posizione raggiunta
dall’indice sul regolo (figura 34b): ciò equivale ad assumere come unità di misura
il peso campione. Dopo di che, poniamo sul piano del portapesi due pesi cam-
pione e segniamo 2 nella posizione raggiunta dall’indice sul regolo (figura 34c).
Analogamente procederemo con tre pesi campione, e così via.
Completata la taratura, il dinamometro può essere usato per misurare forze
incognite. Se, per esempio, esercitiamo una trazione (parallelamente all’asse della
molla) e l’indice del dinamometro si porta sulla posizione 2 del regolo, la forza
applicata ha intensità 2.
In pratica, i dinamometri usati in laboratorio sono spesso tarati assumendo co-
me unità di misura il chilogrammo-peso (kgp ), che è il peso di un corpo di mas-
sa 1 kg. Nel Sistema Internazionale, la forza si misura in newton (N). Vale la
relazione 1 kgp = 9,8 N.
~F1 + ~F2
~F2
~F1
P
~F3
Figura 36: Il punto P, sotto l’azione delle tre forze ~F1 , ~F2 e ~F3 , è in equilibrio
La figura 36 mostra, applicate al punto P, tre forze ~F1 , ~F2 e ~F3 , realizzate ri-
spettivamente per mezzo di due, tre e cinque pesi tutti uguali fra loro, fissati a tre
fili che partono da P. Poiché P è in equilibrio, una delle tre forze è l’equilibrante
delle altre due. Per esempio, possiamo considerare ~F3 come equilibrante di ~F1 e ~F2 .
Se ~F3 è l’equilibrante di ~F1 e ~F2 , vuol dire che ~F1 e ~F2 hanno come risultante la forza
opposta di ~F3 . Se rappresentiamo le forze con dei vettori, dalla figura 36 si può
verificare graficamente che la risultante di ~F1 e ~F2 , determinata con la regola del
parallelogramma, è proprio opposta a ~F3 . Ciò conferma che le forze si sommano
come vettori.
Concludiamo pertanto che due forze applicate a uno stesso punto si sommano
secondo la regola del parallelogramma. I risultati degli esperimenti considerati
sono validi in generale. La figura 37 mostra come si costruisce graficamente il
vettore che rappresenta la risultante ~R di due forze ~F1 e ~F2 applicate allo stesso
punto P.
Diciamo, per esempio, che due corpi qualsiasi si attraggono con una forza di
gravità per il fatto che hanno una massa, mentre due particelle prive di carica
elettrica non interagiscono elettricamente.
Discuteremo ora le prime proprietà delle forze fondamentali, mentre nel para-
grafo successivo esamineremo alcune forze non fondamentali.
Forza di gravità
La forza che fa cadere un oggetto, chiamata anche forza peso, deriva dalla presen-
za della Terra che lo attrae. Questa forza non agisce solo sulla Terra, ma in tutto
l’universo. Fu Isaac Newton che postulò per primo l’universalità della gravitazio-
ne, enunciando la legge di gravitazione universale: due corpi di massa m1 e m2 , posti
a una distanza r, si attraggono con una forza direttamente proporzionale al prodot-
to delle due masse e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza.
In formule:
m m
F = G 12 1
r
dove G, chiamata costante di Cavendish, vale:
N · m2
G = 6,67 · 10−11
kg2
Definizione 24. Il peso di un corpo è la forza con cui la Terra lo attrae a sé. Il
peso P di un corpo è direttamente proporzionale alla sua massa m, secondo
la relazione P = mg, dove g è una costante di proporzionalità, chiamata
~F2 ~R
P ~F1
I concetti di peso e massa non vanno confusi: la massa è una grandezza che,
oltre ad avere natura scalare e non vettoriale, si misura in chilogrammi, mentre il
peso, essendo una forza, si misura in newton (o in chilogrammi-peso).
Soluzione.
P = mg = 75 · 9,8 N = 735 N
Forza elettrica
Fin dai tempi antichi era noto che un pezzo di ambra strofinato con un pezzo di
lana acquista la proprietà di attirare piccole quantità di materia. Diciamo che con
lo strofinio l’ambra si è elettrizzata.
Sperimentalmente si osserva che l’elettrizzazione origina una interazione molto
più intensa di quella gravitazionale. Inoltre, mentre esiste un solo tipo di interazio-
ne gravitazionale che si manifesta nell’attrazione tra due corpi, esistono due tipi
di interazioni elettriche: due corpi elettrizzati possono attrarsi o respingersi: le ca-
riche positive respingono le cariche positive, quelle negative respingono le cariche
negative, mentre cariche positive e negative si attraggono.
Forze nucleari
Ogni atomo è costituito da una parte centrale, detta nucleo, in cui è contenuta la
quasi totalità della massa atomica. Il nucleo è costituito da protoni, dotati di carica
positiva, e da neutroni, privi di carica (figura 38).
--
+
- + ++ -
++
-
-
Figura 38: Le particelle all’interno del nucleo si attraggono con una forza detta nucleare
74 forze ed equilibrio
forza nucleare forte Poiché la forza di repulsione elettrica fra due protoni,
carichi positivamente, è molto più grande della forza di gravità, nell’interno del
nucleo deve esserci qualche altra forza particolarmente intensa che mantiene lega-
te le particelle. In assenza di questa interazione i nuclei atomici tenderebbero a
disgregarsi a causa della repulsione fra i protoni. Il raggio d’azione di questa forza
è pari alla dimensione dei nuclei.
Forza elastica
−F
∆l
Forze di attrito
Le forze di attrito determinano nei fenomeni meccanici una resistenza offerta al
moto di un corpo rispetto a un altro. Pur rappresentando un ostacolo al moto, l’at-
trito è in molti casi indispensabile per produrre certi movimenti, come camminare,
fermarsi su una strada piana, far partire un’auto, eccetera.
Ogni forza d’attrito fra due corpi rappresenta l’effetto risultante di un complesso
fenomeno d’interazione fra gli elementi microscopici (molecole, atomi) che costi-
tuiscono gli strati superficiali di contatto fra i due corpi. Nonostante il concorso
di singoli processi microscopici, le forze di attrito possono spesso essere espresse,
con buona approssimazione, da relazioni matematiche molto semplici.
Fs = µs P
dove P è il peso del corpo e µs (µ si legge mi) è una costante positiva adimensio-
nale, detta coefficiente di attrito statico, che dipende dalla natura e dallo stato delle
superfici.
attrito dinamico Se due corpi a contatto sono in moto l’uno rispetto all’al-
tro su un piano orizzontale, come per esempio quando un oggetto viene fatto stri-
sciare sopra un piano d’appoggio, si verifica che la forza d’attrito dinamico Fd è
direttamente proporzionale al peso del corpo appoggiato, cioè:
Fd = µd P
Soluzione.
Fs = µs P = µs mg = 0,25 · 15 · 9,8 N = 36,75 N
76 forze ed equilibrio
Soluzione.
Fd = µd P = µd mg = 0,15 · 15 · 9,8 N = 22,05 N
~P
(a) (b) (c)
y y
~F1
~F1
P x P x
~F2
(a) (b)
Figura 41: Il punto P è in equilibrio se la risultante delle forze ~F1 e ~F2 è nulla
Soluzione. Calcoliamo la somma delle forze ~F1 e ~F2 . Il modulo di tale somma, per
il teorema di Pitagora è:
q p √ √
F12 + F22 = 502 + 502 N = 2500 · 2 N = 50 2 N
Poiché i vettori ~F1 + ~F2 e ~F3 hanno verso opposto e uguale modulo, la risultante
delle tre forze è nulla e il punto è in equilibrio.
78 forze ed equilibrio
y y
~F1 + ~F2
~F1 ~F1
P x P x
~F2 ~F2
~F3 ~F3
(a) (b)
Figura 42: Il punto P è in equilibrio se la risultante delle forze ~F1 , ~F2 e ~F3 è nulla
Soluzione. Il punto è in equilibrio sotto l’azione del peso del blocco e delle due
tensioni rappresentate nella figura 43b. Poiché la risultante è nulla, la somma
delle componenti delle tensioni secondo la verticale è uguale al peso ~
P del blocco,
mentre le componenti secondo l’orizzontale sono opposte. Dette T1 e ~T2 le due
~
tensioni, si ha:
√ √ √ √
2 2 2 2
T1 · + T2 · =P T1 · = T2 ·
2 2 2 2
y
~T1 + ~T2
45 ◦ 45 ◦
~T1 ~T2
x
A A
~P
(a) (b)
~Fv
~Fe
~Pk
h x
~P⊥
~P
Sul corpo agiscono la forza peso ~ P (diretta verso il basso), la forza vincolare ~Fv
esercitata dal piano di appoggio (perpendicolare a tale piano poiché il vincolo è
liscio) e la forza ~Fe esercitata dal dinamometro.
Scegliamo un sistema di assi cartesiani in modo che l’asse x sia parallelo al piano
e scomponiamo la forza peso nelle sue componenti cartesiane ~ Pk e ~P⊥ , rispettiva-
mente parallela e perpendicolare al piano. La ~ P⊥ tende a comprimere il corpo sul
piano inclinato, permettendogli di rimanervi appoggiato, mentre ~ Pk tende a far
scendere il corpo lungo il piano.
Lungo l’asse y non c’è movimento: ciò significa che la somma delle forze appli-
cate in questa direzione è uguale a zero; quindi la forza vincolare ~Fv ha lo stesso
modulo ma verso opposto di ~ P⊥ .
Anche lungo l’asse x non c’è movimento, quindi la ~ Pk è equilibrata dalla forza
elastica Fe esercitata dal dinamometro. Il modulo di ~
~ Pk (uguale al modulo del-
~
la forza equilibrante Fe ) si può calcolare se sono note l’altezza del piano, la sua
lunghezza e il modulo della forza peso ~ P, secondo la relazione
h
Pk = P
l
80 forze ed equilibrio
Baricentro
Figura 45: Il baricentro è il punto in cui si può pensare applicata la forza peso di un corpo
~Fv
~R = 0
~P = 10 N
Rotazioni
Un corpo rigido può traslare e ruotare: ognuna di queste due situazioni richiede
una particolare condizione perché l’equilibrio sia assicurato. La prima di queste
riguarda la traslazione e ci conduce alla seguente affermazione.
Questa condizione non basta per assicurare anche l’equilibrio alla rotazione.
Consideriamo, infatti, un libro (figura 46). Applichiamo agli estremi due forze
di uguale modulo, agenti su rette parallele, ma di verso opposto. Due forze con
queste caratteristiche costituiscono una coppia di forze. La risultante delle forze
applicate al libro continua a essere nulla, ma il libro, pur non traslando, inizia a
ruotare attorno a un asse passante per il suo centro.
−~F
~F
Figura 46: Un libro appoggiato su un tavolo ruota se è soggetto a una coppia di forze
Per studiare la rotazione dei corpi rigidi consideriamo un dispositivo molto sem-
plice, costituito da un supporto al quale è fissata un’asta omogenea munita di fori
equispaziati, cui si possono agganciare dei pesi campione. Il punto in cui è fissata
l’asta si chiama fulcro e permette all’asta di ruotare attorno a esso. Il dispositivo
si chiama asta fulcrata al centro. In assenza di carichi appesi l’asta è in equilibrio
(figura 47).
82 forze ed equilibrio
fulcro asta
supporto
Se appendiamo un carico nel foro più esterno a destra del fulcro, provochiamo
la rotazione dell’asta fino al raggiungimento di una nuova situazione di equilibrio,
con l’asta in verticale (figura 48).
Se appendiamo due carichi, come mostrato nelle figure 49a e 49b, otteniamo
sempre una rotazione con verso antiorario o orario, a seconda della posizione
dei carichi sull’asta. Quindi per mettere in rotazione un corpo rigido non basta
applicare una forza, ma dobbiamo considerare anche la distanza tra il punto di
applicazione della forza e l’asse di rotazione del corpo, detta braccio della forza.
Per descrivere quanto abbiamo visto introduciamo una nuova grandezza fisica, il
momento della forza che esprime l’effetto della forza sulla rotazione attorno all’asse.
(a) (b)
Figura 48: Un carico nel foro più esterno determina un nuovo equilibrio
3.3 equilibrio dei corpi rigidi 83
O
O
b1
b2
b2
b1
~F2 ~F1
~F1 ~F2
(a) (b)
nota bene Il momento, che abbiamo introdotto come una grandezza scalare,
è in realtà una grandezza vettoriale, opportunamente definita. Nel caso dell’asta
fulcrata al centro, questo vettore ha direzione perpendicolare al piano in cui ruota
l’asta, per cui basta considerarne il modulo (con segno positivo o negativo secondo
che la rotazione sia antioraria oppure oraria). Per questo motivo trattiamo tale
grandezza come scalare.
Soluzione.
M 14
M = F·b =⇒ F= = N = 20 N
b 0,7
Soluzione.
M 28
M = F·b =⇒ b= = m = 0,875 m = 87,5 cm
F 32
Soluzione. Ricordando la convenzione sul segno del momento di una forza si ha:
P2 2
M1 − M2 = 0 =⇒ P1 · b1 − P2 · b2 = 0 =⇒ b1 = b2 = · 3 cm = 6 cm
P1 1
O
b2
P1 = 1 N P2 = 2 N
b1 =? b2 = 3 cm
3.4 esercizi
1 Vero o falso?
A il dinamometro C la bilancia
B il metro D il voltmetro
e. La forza vincolare è:
A un impedimento totale al movimento di un corpo, per cui esso rimane fermo
A newton C m/s2
B chilogrammi D è adimensionale
e. La forza di attrito:
[1 risposta A, 1 B, 2 C e 1 D]
3.4 esercizi 87
Forze di attrito
5 Uno sciatore di massa 75 kg è fermo sulla neve fresca. Determina la massima forza
d’attrito statico (µs = 0,04). [29,4 N]
6 Un’auto pesa 12 000 N. Determina la forza che è necessario superare per metterla in
movimento, nel caso venga trainata con le ruote bloccate con l’asfalto asciutto (µs = 0,8) e
bagnato (µs = 0,5). [9600 N; 6000 N]
9 Calcola il coefficiente di attrito statico µs , sapendo che per spostare una cassa di
legno che pesa 29,0 N sopra una superficie, anch’essa di legno, è necessaria un forza
orizzontale di 7,25 N. [0,25]
11 Un corpo di massa 2 kg si muove lungo una superficie piana con coefficiente d’at-
trito dinamico µd = 0,5. Calcola la forza di attrito dinamico. [9,8 N]
Forza di gravità
14 Una bilancia ha fornito il seguente valore per la massa di un uomo di media statu-
ra: 750 hg (ettogrammi). Calcola il suo peso nell’unità di misura del Sistema Internaziona-
le. [735 N]
15 Un neonato, posto su una bilancia molto sensibile, risulta essere passato da 3,650 kg
a 3,810 kg dopo un’abbondante poppata. Calcola il peso di latte preso dal neonato. [1,57 N]
16 Trova la massa di un corpo, sapendo che il suo peso è di 490,5 N. [50,1 kg]
88 forze ed equilibrio
17 Un sasso di massa 1 kg è equidistante dalla Terra e dalla Luna e si trova sulla loro
congiungente. Quanto vale il modulo della forza di attrazione gravitazionale di cui risente
il sasso e in che verso è diretta? (La massa della Terra è di 5,9 · 1024 kg; la massa della Luna
è di 7,3 · 1022 kg; la distanza d tra la Terra e la Luna è 384 000 km; essendo d molto elevata
possiamo trascurare i raggi dei pianeti.) [0,01 N]
Forza elastica
18 Una molla sotto l’azione di una forza di 9 N subisce l’allungamento di 30 cm. Qual
è il valore della costante elastica della molla? Qual è l’intensità della forza capace di
allungare la molla di 40 cm? [30 N/m; 12 N]
19 Una molla ha una costante elastica di 120 N/m e una lunghezza a riposo di 45 cm.
Dopo che le si applica una forza, la sua lunghezza totale diventa di 60 cm. Calcola
l’intensità della forza applicata. [18 N]
20 Una molla ha una costante elastica di 25 N/m. La sua lunghezza a riposo è di 45 cm.
Se la lunghezza finale della molla è di 22,5 cm, qual è la forza che la sollecita? [5,63 N]
21 Una molla ha una lunghezza a riposo di 20 cm. Dopo che le si applica una forza
di 2,5 N, la sua lunghezza totale diventa di 22 cm. Calcola la costante elastica della molla,
esprimendola nell’unità di misura del Sistema Internazionale. [125 N/m]
22 Una molla ha una lunghezza a riposo di 24 cm. Dopo che le si applica una forza
verticale di 12 N, la sua lunghezza totale diventa di 27 cm. Calcola la costante elastica della
molla, esprimendola nell’unità di misura del Sistema Internazionale. [400 N/m]
23 Una molla ha una costante elastica di 120 N/m. Se le viene applicata una forza
di 30 N, qual è l’allungamento subito dalla molla? [25 cm]
24 Una molla ha una costante elastica di 50 N/m. La sua lunghezza a riposo è di 15 cm.
Se viene allungata con una forza di 1,75 N, qual è la sua lunghezza finale? [18,5 cm]
25 Una molla ha una costante elastica di 60 N/m. Se le viene applicata una forza
di 3 N, la sua lunghezza finale è di 42 cm? Calcola la sua lunghezza a riposo. [37 cm]
26 Calcola di quanto si allunga una molla di costante elastica k = 147 N/m posta in
verticale, se si appende una massa m = 3 kg. [20 cm]
B inversamente proporzionale ad h e a l
h h l
A Fe = mg · B mg = Fe · C Fe = mg D Fe = mg ·
l l h
29 Un carrello del peso di 1200 N è tenuto in equilibrio lungo una discesa di 6 m la cui
sommità è sollevata di 2 m rispetto al punto finale. Calcola la forza equilibrante. [400 N]
31 Una sfera si trova su un piano inclinato lungo 20 cm e alto 12 cm. Sapendo che Pk =
1,50 N, determina P. [2,50 N]
90 forze ed equilibrio
30 ◦ 45 ◦
(a) (b)
38 Un ciclista che ha peso (compresa la bici) di 720 N, agendo sui pedali esercita una
forza equilibrante di 90 N riuscendo a mantenersi in equilibrio lungo una salita di 200 m
per aspettare dei compagni in ritardo. Determina il dislivello tra il punto iniziale e finale
della salita. [25 m]
39 Su un punto materiale agiscono tre forze ~F1 , ~F2 e ~F3 (figura 52a), di modulo rispet-
√
tivamente F1 = F2 = 5 N e F3 = 5 2 N. Il punto è in equilibrio?
Soluzione. Calcoliamo la somma delle forze ~F1 e ~F2 . Il modulo di tale somma, per il teorema
di Pitagora è:
q p √ √
F12 + F22 = 502 + 502 N = 2500 · 2 N = 50 2 N
La risultante ~R delle forze ~F1 + ~F2 e ~F3 è diretta lungo l’asse x (figura 52b) e ha modu-
√ √
lo 2 · 50 2 N = 100 2 N. Perciò il punto non è in equilibrio.
3.4 esercizi 91
y
~F1 y
~F1 + ~F2
x
x
~F2
~R
~F3 ~F3
(a) (b)
c. Quale effetto produce una coppia di forze applicate a un corpo rigido libero di
muoversi?
A Nessuno, perché le forze hanno modulo uguale ma verso opposto
e. Il baricentro di un corpo:
A coincide sempre con un punto del corpo
Lo studio del moto fatto nel capitolo 2 era finalizzato alla sua descrizione. Vo-
gliamo ora capire quali sono le cause del moto: studieremo cioè la dinamica.
Un tempo si riteneva che il moto fosse l’effetto di una forza e che un corpo si
arrestasse se la forza veniva meno. Nel XVIII secolo Isaac Newton, sulla base del
lavoro di Galileo Galilei, capì che le forze sono la causa non del moto, ma della sua
variazione. Egli formulò i tre principi fondamentali della dinamica:
In formule:
~F = m~a
Sappiamo già che nel Sistema Internazionale la forza si misura in newton. Ora
possiamo aggiungere che 1 N è la forza in grado di accelerare di 1 m/s2 una massa
di 1 kg.
~R
~F1
B
O ~F2
Soluzione. La figura 53 mostra la risultante ~R delle forze ~F1 e ~F2 ottenuta con la
regola del parallelogramma. Per la legge di Newton il carrello ha un’accelerazione
avente la direzione e il verso di ~R, e modulo a = R/m, dove m è la massa del
carrello. Per il teorema di Pitagora si ha che R = 5 N. Perciò:
R 5
a= = m/s2 = 5 m/s2
m 1
Se indichiamo con ~ P il peso del corpo e con ~Fv la forza vincolare del piano
inclinato di altezza h e lunghezza l, per la legge di Newton, nell’ipotesi di attrito
trascurabile:
~P + ~Fv = m~a
in cui m e ~a sono la massa e l’accelerazione del corpo e P = mg.
Uguagliando le componenti di entrambi i membri dell’equazione precedente
secondo un asse parallelo al piano d’appoggio e orientato positivamente verso il
basso (figura 54), abbiamo:
h h
Pk = ma =⇒ mg · = ma =⇒ a = g·
l l
Quindi un corpo scivola lungo un piano inclinato con moto uniformemente ac-
celerato, la cui accelerazione è uguale a quella di gravità moltiplicata per il rap-
porto h/l tra l’altezza e la lunghezza del piano inclinato. Essendo h < l, segue
che a < g, cioè l’accelerazione lungo il piano inclinato è minore di quella in caduta
libera: un corpo scivola lungo un piano inclinato più lentamente rispetto alla caduta
libera.
96 principi della dinamica
~Fv
h
~P
Soluzione. Le leggi del moto sono quelle del moto uniformemente accelerato:
1 2
v = at s= at (15)
2
Dalla seconda delle precedenti, posto s = l, lo spazio percorso dal corpo per
giungere alla base del piano, risolvendo rispetto a t si ha:
r
2l
t=
a
Tenendo conto dell’espressione di a, si ha il tempo richiesto:
s s
2l · l 2
t= =l
gh gh
Sostituendo il tempo trovato nel secondo membro della prima delle equazioni (15)
si ha la velocità richiesta:
s
2 p
v=g =⇒ v = 2gh
gh
In formule:
~FB→ A = −~FA→ B
P = mg = 80 · 9,8 N = 784 N
Per il terzo principio della dinamica, la reazione esercitata dalla sedia sull’uomo è
rivolta verso l’alto e ha lo stesso modulo.
4.4 esercizi
C No, perché il primo principio afferma che la causa della velocità è la forza
D Un aereo che sta accelerando lungo una pista rettilinea per decollare
e. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta per la legge di Newton?
A Il rapporto tra forza e accelerazione è costante
2 Vero o falso?
Legge di Newton
3 Un’auto avente la massa di 1600 kg, con una forza frenante costante di 6250 N viene
fermata in un tratto di 80 m. Calcola la velocità dell’auto nell’istante in cui ha avuto inizio
la frenata e il tempo richiesto per fermarsi. [90 km/h; 6,4 s]
4 Un’auto che ha una massa di 1200 kg resta in panne. Con quale forza occorre
spingerla per imprimerle un’accelerazione di 0,3 m/s2 ? [360 N]
6 Un trattore, applicando una forza costante, tira un masso di 750 kg. Determina la
forza, se l’accelerazione del masso è 0,4 m/s2 . [300 N]
7 Due uomini stanno spingendo un’auto di 1100 kg. Se l’accelerazione è 0,1 m/s2 ,
qual è la forza applicata? [110 N]
8 Per fermare un carrello che sta percorrendo una discesa, interviene un uomo che
ottiene che in 4 secondi la velocità passi da 2,8 m/s a 0 m/s. Se la massa del carrello è
di 50 kg, qual è stata la forza complessivamente applicata dall’uomo? [35 N]
9 Spingendo un carrello vuoto al supermarket con una forza di 9 N, si ottiene una sua
accelerazione di 0,6 m/s2 . Dopo gli acquisti occorre una forza di 36 N per ottenere la stessa
accelerazione. Determina la massa del carrello e la massa dei soli acquisti. [15 kg; 45 kg]
10 Luca spinge un mobile antico colmo di oggetti con una forza di 60 N, imprimen-
dogli un’accelerazione di 0,2 m/s2 . Dopo alcuni metri, stanco per lo sforzo, toglie tutti
100 principi della dinamica
1,0
0,1 B
0,5
F (N) F (N)
2 4 6 8 10 1 2 3 4 5 6 7
(a) (b)
gli oggetti e spinge il mobile vuoto. Questa volta basta una forza di 44 N per ottene-
re un’accelerazione di 0,8 m/s2 . Determina la massa del mobile e quella degli oggetti
contenuti. [55 kg; 245 kg]
11 Calcola l’accelerazione che viene impressa a un’auto di massa 950 kg da un motore
che esercita su di essa una forza di 2945 N. 3,1 m/s2
12 Determina l’accelerazione impressa a una palla con massa di 250 g dalla forza
di 3,6 N. 14,4 m/s2
13 Una massa di 12,5 kg è soggetta all’azione di due forze ~F1 e ~F2 perpendicolari
tra loro. Sapendo che F1 = 3 N e F2 = 4 N, trova l’accelerazione cui è soggetta la
0,4 m/s2
massa.
14 Calcola la massa del corpo di cui nella figura 55a è stato riprodotto il grafico forza-
accelerazione. [60 kg]
15 Determina le masse dei corpi A e B dei quali nella figura 55b è stato riprodotto il
grafico forza-accelerazione. [2,5 kg; 10 kg]
21 Calcola la forza che deve applicare un ciclista che parte da fermo alla bici per farle
raggiungere una velocità di 10 m/s in 30 s, sapendo che la massa della bici è 15 kg e quella
del ciclista 70 kg. [28,3 N]
22 Paolo lancia verso l’alto una palla di massa 400 g, con una velocità iniziale di 40 m/s.
Quanto tempo ci mette la palla a fermarsi, sapendo che l’attrito dell’aria, costante, va-
le 3 N? [2,3 s]
25 Una scatola di massa 0,5 kg si trova in cima a un piano inclinato di 45 ◦ rispetto al-
l’orizzontale, alto 6 m. Trascurando gli attriti, quanto tempo impiega la scatola ad arrivare
alla base del piano? [1,56 s]
FB→ A = FA→ B
27 Due asteroidi con massa rispettivamente di 1,95 · 109 kg e 1,20 · 109 kg viaggiano sul-
la stessa traiettoria rettilinea uno contro l’altro in rotta di collisione. Sapendo che il primo
accelera verso il secondo, a causa della reciproca forza di attrazione, con un’accelerazione
di 3,2 · 10−9 m/s2 , trova l’accelerazione del secondo verso il primo. 5,2 · 10−9 m/s2
5 EQUILIBRIO NEI FLUIDI
A differenza dei solidi, i fluidi sono corpi che non hanno una forma propria, ma
tendono ad assumere la forma del recipiente che li contiene. I fluidi si dividono in
liquidi (come l’acqua) e gas (come l’aria): i liquidi sono fluidi che non si possono
comprimere (hanno cioè volume costante), mentre i gas si possono comprimere
facilmente in un volume più piccolo di quello iniziale.
5.1 pressione
Una stessa forza applicata a superfici diverse produce effetti diversi. Per esem-
pio, un chiodo penetra nel legno per la sua forma a punta e un tacco a spillo, a diffe-
renza di una scarpa bassa, fa sprofondare se si cammina sulla sabbia. Introduciamo
una nuova grandezza scalare, la pressione.
Esercizio 47. Calcola la pressione che una cassa con base quadrata di
lato 50 cm e di massa 15 kg esercita sul pavimento su cui è appoggiata.
S1 S2 F2
F1
F1
S1 S2
F2
S1 S 3,5 · 10−2
F1 = · F2 = 1 · mg = · 1200 · 9,8 N = 82,3 N
S2 S2 5
Questa forza è molto più piccola di quella dovuta al peso dell’auto e può essere
prodotta, per esempio, appoggiando sulla superficie dello stantuffo una massa di
soli 8,4 kg.
p = dgh
La legge di Stevin vale solo per i liquidi e non per i gas: poiché un gas si può
comprimere, la sua densità in generale non rimane costante.
Esercizio 50. Calcola la pressione idrostatica che agisce su un sub che nuota
alla profondità di 15 m sotto il livello del mare.
(a) Livella ad acqua usata dai (b) Il livello del liquido (c) Allineando due punti distanti
muratori: il liquido alle due nel tubo graduato con i livelli raggiunti dall’acqua,
estremità del tubo raggiunge è uguale al livello ci si assicura che le loro altezze
la stessa altezza. nella cisterna. siano uguali.
È una pressione elevata. Ecco perché, nei palazzi con molti piani, spesso negli
appartamenti più in alto l’acqua esce dai rubinetti con “poca pressione”.
La pressione alla base di ciascun recipiente è, per la legge di Stevin, uguale per
tutti i recipienti, poiché il liquido e l’altezza sono gli stessi (figura 60).
La figura 61 mostra alcune applicazioni del principio dei vasi comunicanti.
2 kg
d’acqua
una tinozza. Fu tanta la gioia di Archimede per la scoperta che, nudo com’era, si
precipitò per le strade di Siracusa gridando: «èureka» («ho trovato»).
La figura 62 illustra il principio di Archimede. Se consideriamo un corpo so-
speso a una bilancia e leggiamo il valore del suo peso indicato dallo strumento,
misureremo un determinato valore (5 kgp , in questo caso). Se immergiamo il cor-
po all’interno di un cilindro pieno d’acqua, la bilancia mostrerà un valore inferiore
a quello precedentemente indicato (3 kgp ). Questa differenza di misura è uguale
al peso dell’acqua traboccata dal cilindro (2 kgp ) ed è dovuta alla spinta esercitata
dall’acqua sul corpo sospeso, pari al peso del fluido spostato.
Un corpo immerso in un fluido non è soggetto solo alla spinta di Archimede
(diretta verso l’alto), ma anche alla forza peso (diretta verso il basso). Ci sono tre
casi possibili:
• se il peso del corpo è maggiore della spinta di Archimede, il corpo scen-
de verso il basso (ciò succede, per esempio, quando immergiamo un sasso
nell’acqua);
• se il peso del corpo è minore della spinta di Archimede, il corpo risale verso
l’alto (è la tipica situazione che si verifica quando immergiamo in acqua un
pallone);
• se il peso del corpo è uguale alla spinta di Archimede, il corpo è in equilibrio.
Poiché il peso P del corpo è dato dalla formula
P = mcorpo g = dcorpo Vcorpo g
mentre l’intensità della spinta di Archimede FA è data dalla formula:
FA = mfluido spostato g = dfluido Vcorpo g
110 equilibrio nei fluidi
FA
• P = FA =⇒ dcorpo = dfluido
• se la densità del corpo è maggiore della densità del fluido in cui è immerso,
il corpo scende verso il basso;
• se la densità del corpo è minore della densità del fluido in cui è immerso, il
corpo sale verso l’alto;
• se la densità del corpo è uguale alla densità del fluido in cui è immerso, il
corpo è in equilibrio.
Soluzione.
FA = dacqua Vcorpo g = (1000 · 2 · 9,8) N = 19 600 N
5.4 principio di archimede 111
Figura 64: Un corpo immerso nell’acqua “pesa di meno” che fuori dall’acqua
sia circa otto volte più denso dell’acqua, si fa in modo che il volume dello scafo
sia sufficiente a garantire la necessaria spinta di galleggiamento a pieno carico
(figura 66a). Ciò avviene perché gran parte dell’interno della nave (stiva, cabine,
sala macchine) contiene aria, e ciò riduce drasticamente la densità complessiva
della struttura, al punto da renderla meno densa dell’acqua.
vuoto
tubo
graduato
mercurio 76 cm
Per misurare la pressione atmosferica si usano anche altre unità di misura non
appartenenti al Sistema Internazionale, come per esempio:
Si ha che:
1 atm = 760 mmHg = 101 300 Pa = 1,013 bar
Soluzione.
5065
5065 Pa = atm = 0,05 atm
101 300
5.5 pressione atmosferica 115
Via via che si sale di quota, la colonna d’aria che grava diviene meno alta e, di
conseguenza, la pressione diminuisce. La figura 68 mostra come la pressione atmo-
sferica diminuisce all’aumentare della quota. La diminuzione della pressione con
la quota determina degli effetti interessanti. Alla quota di 5600 metri l’ossigeno
0,10 16 200
pressione (atm) altitudine (m)
0,15 13 600
0,20 11 800
0,25 10 400
0,30 9200
0,40 7200
0,50 5600
0,60 4200
0,70 3000
0,85 1500
1,00 100
(come la pressione) è ridotto della metà rispetto al livello del mare, e ciò rende
difficoltosa la respirazione. Anche gli aerei risentono della diminuzione di pres-
sione; per volare ad altitudini superiori a 3000 metri sono necessari per i piloti e i
passeggeri dispositivi speciali (come cabine pressurizzate e inalatori d’ossigeno).
Le variazioni della pressione atmosferica sono alla base dei fenomeni meteoro-
logici, per cui per formulare le previsioni del tempo è importante rappresentare
questa grandezza nelle diverse zone della superficie terrestre. Le misure fatte si-
multaneamente si riportano su una carta geografica, su cui si tracciano le isobare,
linee che congiungono tutti i punti in cui c’è la stessa pressione atmosferica. Dal-
la forma delle isobare si individuano le zone di alta e bassa pressione (figura 69).
In una zona ad alta pressione (detta anche anticiclone) la pressione aumenta dalla
periferia verso il centro, dove si trova il massimo, mentre in una zona di bassa
pressione avviene il contrario.
5.6 esercizi
a. Quale delle seguenti formule esprime la pressione esercitata da una scatola cubica
di lato l, appoggiata su un piano orizzontale?
m l2 l2 mg
A p= B p= C p= D p=
l2 m m2 l2
e. Una forza di 200 N esercita una pressione di 4 · 102 Pa. Possiamo affermare che la
superficie interessata è:
A 0, 25 m2 B 0, 5 m2 C 2 m2 D 8 · 104 m2
A N · m2 B N/m2 C m2 /N D kg/m2
g. Qual è la pressione che un cubo (dmarmo = 2500 kg/m3 ) di lato 3 m esercita sul
terreno?
[1 risposta A, 2 B, 1 C e 3 D]
2 Una forza di 100 N agisce su una superficie di 50 cm2 . Calcola la pressione esercitata
dalla forza esprimendola in unità del Sistema Internazionale. [20 000 Pa]
4 La pressione esercitata su una superficie vale 40 000 Pa. Sapendo che la forza
esercitata su di essa è 120 N, calcola il valore della superficie. 30 cm2
5 Calcola l’intensità di una forza che esercita una pressione di 500 000 Pa su una
superficie di 20 cm2 . [1000 N]
Principio di Pascal
C p = dgV
d. Il principio di Pascal:
A vale per i liquidi, ma non per i gas
9 Con l’aiuto di un sollevatore idraulico, si può sollevare una massa di 200 kg appli-
cando una forza di 100 N. Calcola il rapporto tra le superfici del dispositivo. [19,6]
Legge di Stevin
b. La pressione esercitata da un liquido sul fondo del recipiente che lo contiene dipen-
de dall’altezza del liquido e dalla sua densità. Tale affermazione è:
A vera, in quanto conseguenza del principio di Pascal
C falsa, in quanto la pressione del liquido dipende solo dalla sua altezza
c. Due recipienti aventi forma diversa, ma area di base uguale, contengono entrambi
acqua fino alla stessa altezza; quale delle seguenti affermazioni è corretta?
A la pressione sul fondo dei recipienti è diversa
e. La legge di Stevin:
A vale per i liquidi, ma non per i gas
12 Calcola la pressione idrostatica che agisce su un sub che nuota a una profondità
di 50 m, sapendo che la densità dell’acqua del mare è 1025 kg/m3 . [502 250 Pa]
14 Quanto deve essere alto un tubo riempito di mercurio (dmercurio = 13 590 kg/m3 )
per esercitare una pressione di 2 · 105 Pa sulla sua base? [1,5 m]
15 Quale pressione deve esercitare una macchina idraulica per portare l’acqua fino al
decimo piano di un palazzo (h = 30 m)? [294 000 Pa]
Principio di Archimede
a. Due barattoli identici, uno vuoto e l’altro pieno di caffè, sono chiusi e posti nel-
lo stesso liquido. Che cosa possiamo affermare sulle spinte che i due barattoli
ricevono?
A Sono uguali perché i barattoli occupano lo stesso volume.
d. L’affermazione «Ogni corpo immerso nell’acqua riceve una spinta verso il basso» è:
A falsa, perché la spinta non c’è
20 Un oggetto di massa 260 g occupa un volume 0,25 dm3 . In quali dei liquidi elencati
nella tabella 9 potrebbe essere immerso senza affondare? [glicerina, mercurio]
Soluzione. Il compito cui si trovò di fronte Archimede non era facile: l’oggetto era di forma
tale per cui era impossibile misurarne il volume in modo diretto. Archimede, dopo aver
riflettuto a lungo sul da farsi, fece collocare sui due bracci di una bilancia la corona e un
lingotto d’oro e verificò che avessero lo stesso peso: la bilancia era in perfetto equilibrio
(figura 71a). Poi immerse i due corpi in acqua e osservò che la bilancia non era più in
equilibrio (figura 71b): la corona, fatta in parte da metalli poco pregiati di densità minore
dell’oro, aveva un volume maggiore del lingotto e riceveva quindi una spinta maggiore
rispetto al lingotto. Archimede svelò quindi la frode (e l’orafo fece probabilmente una
brutta fine).
25 Una boa di massa 4,0 kg e volume 15 dm3 è legata all’estremo di una fune; l’altro
estremo è stato fissato a uno scoglio sul fondo del mare. La corda non è abbastanza lunga,
quindi la boa è completamente immersa. Quanto vale l’intensità della forza che la corda
esercita sulla boa? [111,5 N]
26 Il nostro corpo è composto in gran parte di acqua. Non stupisce, quindi, che la
densità media del nostro corpo sia molto simile a quella dell’acqua, e cioè pari a cir-
ca 1000 kg/m3 . La densità media di un corpo umano è circa 990 kg/m3 . Però dopo
un’inspirazione può scendere a 950 kg/m3 , mentre dopo un’espirazione sale fino a cir-
ca 1030 kg/m3 . Sulla base di questi dati, pensi che sia difficile mantenersi a galla, per
esempio “facendo il morto”?
Pressione atmosferica
B Perché i liquidi e i gas all’interno del nostro corpo sono alla stessa pressione.
c. Su un tavolo ci sono un libro e una moneta. La pressione che si esercita sui due
oggetti, per effetto dell’atmosfera, è:
A identica
D non valutabile, perché non sono note le aree dei due oggetti
C Perché con liquidi meno densi avrebbe dovuto usare tubi molto più lunghi.
C L’esperimento di Archimede.
5.6 esercizi 125
32 Descrivi l’andamento della pressione che agisce su un corpo immerso nel mare in
funzione della profondità.
p = dgh + patmosferica = (1025 · 9,8 · 10 + 101 300) Pa = (100 450 + 101 300) Pa ≈ 2 atm
p = dgh + patmosferica = (1025 · 9,8 · 20 + 101 300) Pa = (200 900 + 101 300) Pa ≈ 3 atm
6.1 temperatura
Anche se le percezioni di caldo e di freddo sono innate negli esseri viventi, esse
sono soggettive e talvolta erronee: se mettiamo una mano in acqua calda e una in
acqua fredda e poi entrambe in acqua tiepida, la mano che è stata immersa in acqua
calda sentirà freddo, mentre l’altra sentirà caldo. Bisogna quindi, innanzitutto,
valutare quantitativamente queste sensazioni, associando allo stato di un corpo
una grandezza chiamata temperatura, definita operativamente con la descrizione di
uno strumento atto a misurarla, detto termometro.
(a) Si assegna il valore 0 ◦ C alla temperatura (b) Si assegna il valore 100 ◦ C alla temperatu-
del ghiaccio fondente. ra dell’acqua bollente.
Scala Kelvin
TK = T◦ C + 273,15
Soluzione.
Dilatazione lineare
Se, in particolare, ci riferiamo a una sbarretta metallica in cui una delle dimen-
sioni, per esempio la lunghezza, è preponderante rispetto alle altre due, l’allunga-
mento provocato dall’aumento di temperatura si dice dilatazione lineare.
∆l = l0 λ ∆T (16)
Soluzione. Per la (16) e tenendo conto del valore del coefficiente di dilatazione
lineare del ferro riportato nella tabella 10:
Anche se il valore è piuttosto piccolo, le dilatazioni lineari dei solidi possono assu-
mere valori non trascurabili sia quando la temperatura subisce grandi sbalzi che
per corpi di notevole lunghezza. Nella costruzione delle rotaie e dei ponti in ferro
bisogna tener conto della dilatazione termica.
Dilatazione volumica
Per quanto riguarda la dilatazione del volume subita dal solido si trova un’e-
spressione analoga a quella lineare.
∆V = V0 k ∆T
∆V = V0 α ∆T
La tabella 11 riporta i valori di α per alcuni liquidi: si osserva che essi sono
maggiori di quelli dei solidi per un fattore 10 circa. L’acqua ha un comportamento
anomalo: essa infatti all’aumentare della temperatura da 0 ◦ C a 4 ◦ C diminuisce
di volume, mentre al di sopra di 4 ◦ C si dilata come gli altri liquidi (figura 74).
6.3 calore 131
6.3 calore
Ponendo a contatto due corpi, di temperatura rispettivamente T1 e T2 , in ge-
nerale si nota che dopo un certo tempo essi assumono la stessa temperatura di
equilibrio intermedia tra T1 e T2 . Si ha dunque una diminuzione della tempe-
ratura del corpo più caldo e un aumento di quella del corpo più freddo. Dicia-
mo che fra i due oggetti è stata scambiata una quantità di calore: il corpo più
caldo ha ceduto una certa quantità di calore che è stata assorbita da quello più
freddo.
Introduciamo un dispositivo, detto calorimetro, con cui è possibile misurare il
calore scambiato fra i corpi.
Osserviamo innanzitutto che, se un corpo caldo è posto a contatto con ghiaccio
a 0 ◦ C, la sua temperatura diminuisce e il ghiaccio inizia a sciogliersi senza che la
sua temperatura vari. Siamo in presenza di un cambiamento di stato, la fusione, in
cui il corpo che fonde assorbe calore da un altro corpo più caldo (che si raffredda),
senza per questo variare la sua temperatura.
132 temperatura e calore
T T
P P
S S
A
A
(a) (b)
Definizione 30. Il calore scambiato fra due corpi è una grandezza che si
misura con un calorimetro.
Q = mc∆T
Esercizio 58. Quanto calore occorre fornire a un blocco di ferro per portarlo
da 20 ◦ C a 100 ◦ C?
Soluzione. Per la legge della calorimetria (6.3) e tenendo conto del valore riportato
nella tabella 12 si ha che:
Temperatura di equilibrio
Qceduto + Qassorbito = 0
Qceduto = m1 c1 ∆T = m1 c1 ( Te − T1 ) Qassorbito = m2 c2 ∆T = m2 c2 ( Te − T2 )
Uguagliamo le relazioni:
m1 c1 ( Te − T1 ) + m2 c2 ( Te − T2 ) = 0
m1 c1 T1 + m2 c2 T2
Te =
m1 c1 + m2 c2
conduzione Lo scambio di calore nei solidi avviene per contatto diretto fra la
sorgente di calore ed il corpo da riscaldare, senza trasferimento di materia.
Il calore si propaga rapidamente se il materiale ha una elevata conducibilità
termica (nei metalli, per esempio), lentamente se il materiale ha una bassa
conducibilità termica (per esempio negli isolanti).
conduzione
convezione
irraggiamento
6.4 esercizi
(a) La propagazione del calore per conduzio- (b) Il mestolo d’acciaio (buon conduttore) la-
ne dal nostro corpo al termometro per- sciato nell’acqua bollente scotta; il cuc-
mette allo strumento di indicare la nostra chiaio di legno (cattivo conduttore) si
temperatura corporea. scalda solo moderatamente.
(c) Moti convettivi in un pentola d’acqua: (d) Moti convettivi in una stanza: l’aria sopra
l’acqua vicina al fornello si riscalda e sa- il calorifero si riscalda e sale verso l’alto,
le verso l’alto, spingendo in basso quella spingendo in basso quella fredda.
fredda.
(e) Se avviciniamo una mano a una lampa- (f) I raggi solari riscaldano l’aria e il suolo:
dina, ci rendiamo conto che da essa si noi riceviamo calore direttamente dai rag-
propaga calore per irraggiamento. gi solari, ma anche dall’aria e dal suolo
riscaldati dal Sole.
d. La temperatura di 0 K corrisponde a:
A 47 ◦ C B 74 ◦ C C 320 ◦ C D 593 ◦ C
A T1 è minore di T2 C T1 è uguale a T2
A 0K B 0 ◦C C 100 K D 273,15 ◦ C
[1 risposta A, 2 B, 3 C e 1 D]
4 Vero o falso?
Dilatazione termica
8 La lunghezza delle rotaie della linea ferroviaria Cesena-Ancona è circa l0 = 155 km.
Sapendo che per l’acciaio è λ = 1,05 · 10−5 ◦ C−1 e supponendo che le rotaie siano salda-
te con continuità, calcola di quanto varierebbe la lunghezza complessiva se la massima
variazione stagionale di temperatura è di 40 ◦ C. [65,1 m]
9 Una sostanza allo stato liquido occupa a 0 ◦ C un volume pari a 30 cm3 . Sapendo
che alla temperatura di 50 ◦ C il suo volume aumenta di 0,27 cm3 , determina in base al
coefficiente di dilatazione cubica la natura della sostanza. [mercurio]
10 Quanto era lunga, inizialmente, una sbarra di ferro se in seguito a una variazione
di temperatura di 100 K si riscontra un aumento di lunghezza pari a 6 mm? [5 m]
C subisce un accorciamento
C subisce un accorciamento
e. I liquidi, generalmente:
D vera
140 temperatura e calore
Calore
19 Quanto calore bisogna fornire a una pentola con 3 litri di acqua a 20 ◦ C per portarla
a ebollizione? [1004,6 kJ]
20 Quanto calore occorre fornire a un cubo di rame di 2 kg, inizialmente alla tempera-
tura di 10 ◦ C, per portarlo a una temperatura di 50 ◦ C? [30,8 kJ]
23 Dato un oggetto di massa 1 kg e calore specifico pari a 288 J/(kg K), di quanto
aumenta la sua temperatura se si fornisce un’energia di 40 kJ? [138,8 K]
27 Un corpo di massa m = 1 kg dopo aver assorbito una quantità di calore pari a 30 cal
varia la sua temperatura di 10 ◦ C. Calcola il calore specifico del corpo. 3 · 10−3 cal/(g ◦ C)
31 La Corrente del Golfo trasporta, in media, 108 m3 di acqua al secondo verso le coste
europee. Nell’ipotesi che nella stagione invernale la temperatura dell’acqua della corrente
sia 10 ◦ C più elevata di quella delle acque circostanti, calcola la quantità di calore che viene
trasportata ogni secondo verso l’Europa. 1012 kcal
A c’è passaggio di calore dal corpo più caldo a quello più freddo
D se i corpi erano a temperature diverse, allora non c’è alcuno scambio di calore
b. Quale delle seguenti unità di misura si può usare per misurare il calore?
C è misurato in cal/◦ C
e. Se forniamo la stessa quantità di calore a due corpi, uno di rame e uno di ferro, di
massa uguale e posti alla stessa temperatura, possiamo dire che:
A si riscalda di più il corpo di rame
A L’irraggiamento C La conduzione
B La convezione D Nessuno
i. La temperatura di un corpo è:
A una forma di energia
B misurata in calorie
j. Il calore di un corpo è:
A la sua temperatura misurata in calorie
A 1 ◦C B 10 ◦ C C 0,1 ◦ C D 0,01 ◦ C
c. Fornendo 28,8 kcal a un corpo di massa 6 kg, esso subisce un aumento di tempera-
tura di 80 ◦ C. Il calore specifico della sostanza che forma il corpo è:
d. Un blocco di ferro di 0,4 kg assorbe una quantità di calore pari a 600 cal. Possiamo
affermare che la sua temperatura è variata di circa:
A 50 ◦ C B 40 ◦ C C 36 ◦ C D 56 ◦ C
[1 risposta A, 3 B, 1 C e 2 D]
34 Vero o falso?