Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
49 visualizzazioni7 pagine

Il Romanzo Appunti

Caricato da

FFttCC89
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
49 visualizzazioni7 pagine

Il Romanzo Appunti

Caricato da

FFttCC89
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

Prof.

Ivan Tuzzolino - Il romanzo e i generi letterari

Il romanzo
L'origine del termine romanzo vien fatta risalire alla locuzione latina romanice loqui
intendendo con ciò la lingua parlata dal popolo, la lingua comune, contrapposta al latino
classico. Con il passaggio alle lingue neolatine aumenta il divario, la distanza, tra il latino dei
documenti ufficiali e le diverse lingue parlate dai popoli romano barbarici.
Ecco dunque che in Francia alcuni poemi epico-cavallereschi verranno scritti in lingua
romanza, e poiché queste opere costituivano delle letture d'evasione e contenevano
avventure straordinarie (quando non temi scabrosi) il termine romanzo è passato a definire il
genere in contrapposizione alle opere serie scritte in latino.

La definizione
Un romanzo è un'opera letteraria scritta in prosa che contiene una narrazione, un sistema
complesso di personaggi, una trama elaborata, più linee narrative e un contesto all'interno
del quale i personaggi si muovono.

Differenza tra romanzo e racconto


Un romanzo è un'opera letteraria complessa mentre il racconto ha un sistema dei
personaggi ridotto, racconta molto spesso una ben precisa situazione o descrive una realtà,
una visione o un pensiero in forma breve, non attraversa diversi luoghi e tempi se non nella
forma del sommario, non possiede la capacità di poter descrivere la trasformazione di un
personaggio nel corso del tempo. Non è quindi solamente una questione di lunghezza ma
anche di struttura del testo.

Un genere intermedio
Esiste una categoria intermedia tra racconto e romanzo, quella dei romanzi brevi ( che
possono anche essere considerati dei“racconti lunghi” poich* hanno una struttura semplice,
tipica del racconto ).
Alcuni esempi possono essere considerati:
Uomini e topi di [Link] ( se ne consiglia la lettura per capire il genere intermedio )
Le uova fatali di [Link]
L’amico ritrovato di [Link]
La fattoria degli animali di [Link]
Non esiste comunque un criterio oggettivo per stabilire dei confini netti: alcune volte questi
romanzi brevi vengono definiti semplicemente “romanzi”, in altri casi “racconti”.
La nascita del romanzo
Sebbene alcune caratteristiche del romanzo possano essere rintracciate separatamente
anche nell'antichità possiamo affermare che il romanzo moderno nasce nel ‘700 in
Inghilterra e che si diffonde rapidamente nel resto d'Europa tra la fine del ‘700 e l'inizio del
secolo successivo. Quando si parla di romanzo e ci si riferisce ad un periodo precedente
possiamo dire che si tratta di un genere molto diverso: è molto difficile infatti mettere sullo
stesso piano il “romanzo alessandrino” e il romanzo del 1700.
Il romanzo nasce nel 1700 per una serie di fattori e di cause che possiamo così
sintetizzare: innanzitutto il romanzo corrisponde alla classe sociale della borghesia ed è
uno dei principali veicoli dei valori borghesi all'interno della società. Anche se la borghesia
era nata in un’epoca precedente, è solo nel 1700 che l'ascesa della borghesia si fa
dirompente ovvero rompe equilibri preesistenti (come in Francia nel 1789).
I temi o la forma di un'opera letteraria sono infatti molto spesso legati ad una classe sociale
ben specifica e la vita di un genere letterario corrisponde in alcuni casi alla vita di una classe
sociale. Il poema epico cavalleresco ad esempio non poteva che corrispondere alla classe
sociale dei cavalieri, alla loro vita, alle loro esigenze, ai loro bisogni, ai loro desideri.
Quando è scomparsa la classe sociale dei Cavalieri il poema epico cavalleresco era solo
una forma vuota che poteva essere utilizzata solo per la parodia o il rimpianto di un'epoca
passata.
Il trionfo della borghesia e la sua affermazione su scala prima nazionale infine mondiale ha
permesso alla forma romanzo di esercitare un'egemonia sugli altri generi letterari e al giorno
d'oggi di rappresentare la base narrativa del cinema e dell'arte in generale.
Un altro aspetto importante è il crearsi di un pubblico di lettori ovvero nel ‘700 in Inghilterra
ci sono le condizioni affinché l'opera letteraria sia non solo scritta ma anche letta: la classe
sociale della borghesia costituiva infatti un pubblico di lettori più ampio rispetto alla cerchia
ristretta dell'aristocrazia senza dimenticare che nel passato la stragrande maggioranza della
popolazione era analfabeta ( alla classe sociale dei contadini corrispondeva infatti un
ventaglio di generi orali e l'oralità era prevalente sulla scrittura ).
Il romanzo conteneva inoltre delle vicende e dei temi che interessavano direttamente il
lettore borghese: il tema del viaggio e dell'avventura si rivolgeva ad esempio a mercanti o
marinai, che potevano così immedesimarsi nel protagonista, che spesso era un uomo
qualsiasi, un uomo comune, e non un ricco nobile o un coraggioso cavaliere.
Si pensi a Robinson Crusoe di Daniel Defoe, considerato da alcuni studiosi come il primo
romanzo moderno: un uomo qualsiasi che naufraga su un’isola deserta.
Non è inoltre da sottovalutare l'importanza delle tecniche di stampa: i progressi compiuti
nel settore permettono di stampare una sempre maggiore quantità di copie e tutto ciò
permette a sua volta la creazione di un vero e proprio mercato. Per la prima volta nella
storia l'autore può guadagnare dal lettore: ovviamente nel 1700 questo sistema è ancora
agli inizi ma costituisce un cambiamento radicale rispetto al passato poiché il letterato non lo
è più sulla base di un privilegio (l’appartenenza ad una classe privilegiata come quella degli
uomini di chiesa) ma lo diventa sulla base delle proprie capacità. L'autore di libri non si trova
più all'interno di un monastero o di una corte rinascimentale.
l romanzo storico, il romanzo di formazione, il romanzo d’avventura

Nel corso dell' 800 la borghesia si afferma come classe dominante all'interno del sistema
politico: al tempo stesso il romanzo storico e il romanzo di formazione si sviluppano in
profondità ( diventano generi complessi al cui interno possono offrire una vera propria
rappresentazione del mondo o la voce più intima di un personaggio ) permettendo inoltre
agli autori di raggiungere un vasto numero di persone.
Si pensi ai romanzi di Victor Hugo ( Notre Dame de Paris, i Miserabili ) o di Alessandro
Manzoni ( I Promessi Sposi ).
Diciamo che il romanzo storico raggiunge la sua perfezione in Francia e in Russia.
La caratteristica basilare del romanzo storico è l'ambientazione nel passato, la capacità di
descrivere non solo le vicende di un singolo individuo ma anche i conflitti sociali le
aspirazioni di un popolo i diversi interessi all'interno di una società. Le linee narrative si
moltiplicano nel romanzo storico per essere poi intrecciate dall'autore che riesce in questo
modo a rappresentare ambienti diversi, contesti diversi, classi sociali diverse.
Il romanzo di formazione raggiunge invece quest’ obiettivo seguendo l'evoluzione di un
protagonista la sua formazione , appunto un lasso di tempo più o meno ampio che molto
spesso coincide con l'intera vita del protagonista ovvero si narra dalla nascita in poi.
Un terzo sottogenere è inoltre quello del romanzo d'avventura la cui caratteristica è
banalmente la preminenza dell’azione narrativa su tutto il resto: non mancano però autori
capaci di inserire eleganti descrizioni e importanti riflessioni tra un'avventura e l'altra e non
mancano opere letterarie che risultano essere una via di mezzo tra il romanzo di formazione
e il romanzo d'avventura.

Tra la fine dell'800 e gli inizi del 900 si sviluppano due nuovi sottogeneri il romanzo
realista e il romanzo psicologico che sembrano quasi i due poli opposti della stessa
tematica ovvero la possibilità di rappresentare il mondo. Nel caso dei naturalisti francesi
(Zola) e dei veristi italiani (Verga) il tentativo è quello di descrivere ciò che si vede di
rappresentare in maniera oggettiva come se si trattasse di una fotografia. I personaggi
dovevano quindi esprimersi all'interno del romanzo così come avveniva nella realtà ( E da
questo punto di vista non si è più tornati indietro nel senso che da allora lo scrittore utilizza il
linguaggio che realisticamente appartiene al personaggio in base a contesti età condizione
sociale ).
I pastori di Verga non si potevano esprimere nella lingua nazionale di Manzoni ma dovevano
utilizzare termini dialettali. Al contrario il romanzo psicologico pone l'attenzione sulla
percezione soggettiva della realtà: Svevo e Pirandello raccontano i pensieri, i desideri, le
inquietudini di un individuo ed esistono realtà diverse e punti di vista diversi.
Una tecnica narrativa innovativa è il monologo interiore utilizzato in maniera magistrale da
James Joyce ed altri contemporanei. Il romanzo psicologico si lega inoltre allo sviluppo
della psicanalisi ( La coscienza di Zeno ) e in questo caso troviamo un esempio di come il
romanzo recepisca i cambiamenti della società e di come si adatti agli stimoli culturali che
provengono da altre scienze.
La narrativa di genere

Nel corso del Novecento e soprattutto a partire dalla seconda metà del secolo si sviluppano
altri sottogeneri che nel passato erano racchiusi nella categoria “narrativa di genere”,
intendendo con ciò una minore importanza o un’ inferiorità sul piano culturale.
Questi sottogeneri erano considerati letteratura di Serie B o letteratura di serie Z o
letteratura d'evasione ovvero non erano presi in esame dal sistema scolastico o
universitario tranne rare eccezioni. Questi sottogeneri corrispondevano inoltre a categorie
particolari di lettori ( al romanzo rosa la casalinga; al romanzo di fantascienza l'adolescente
e così via ). Lo stesso luogo fisico Dove acquistare queste opere era diverso Mentre un
romanzo storico si trovava in libreria un giallo o un’ edizione Urania si potevano acquistare
in edicola e anche il prezzo era contenuto proprio perché si trattava di letteratura popolare.
Diciamo quindi che questi sottogeneri rappresentavano il “basso” mentre la letteratura era
limitata al canone di scrittori che l'accademia stabiliva e che la scuola trasmetteva.
per varie ragioni dopo la Seconda Guerra Mondiale queste distinzioni tra Alto e basso o tra
colto e popolare vengono a mancare e con l'affermarsi della cultura Pop vengono
definitivamente spazzate via. I diversi sottogeneri non solo dunque si sviluppano in maniera
autonoma ma si incrociano e alcuni autori cominciano a sperimentare forme ibride del
romanzo.

Il postmoderno

A partire dagli anni ‘70 del 900 si fa strada una teoria che al giorno d'oggi possiamo
prendere come paradigma della cultura: il postmoderno. Secondo questa teoria il grande
cambiamento che stiamo tuttora vivendo ci ha portati in un'epoca nuova che non
corrisponde più al mondo moderno della fabbrica e dell'industria, dello Stato nazionale e
delle identità ad esso collegate. Viviamo in un’epoca diversa, dove la globalizzazione ha
messo in contatto miliardi di persone, dove internet ha creato un sistema di comunicazione
su scala globale ma dove al tempo stesso la nostra identità non corrisponde più ad un luogo
ben definito( lo Stato ) o ad un'idea politica ben precisa, proprio perché non esistono più
confini netti e rigidi. Ecco dunque il romanzo postmoderno rappresenta questa varietà ( di
temi, generi, codici, stile ) questa moltitudine ( di individui, popoli, lingue, culture ) questa
incertezza ( esistenziale, generazionale…). Molto spesso il romanzo postmoderno mescola
perciò diversi sottogeneri ( ad esempio un autore come Lansdale mescola il poliziesco - i
personaggi di un intero ciclo sono due detective, Hap e Leonard - l’horror, la fantascienza,
l'epica country ).
La fantascienza

Uno dei sottogeneri più importanti è quello della fantascienza per la sua capacità di
rappresentare le condizioni di vita dell'uomo postmoderno e le contraddizioni della nostra
società. Alcuni studiosi hanno infatti paragonato la fantascienza ai miti greci per la sua
capacità di spiegare ciò che ci interessa e ciò che ci riguarda, ovvero la fantascienza
costituisce i nostri miti attuali.

I precursori di questo sottogenere non possono essere individuati con precisione poiché non
si può stabilire a posteriori l'appartenenza di un autore ad un genere che deve ancora
essere codificato. Possiamo dire per esempio che uno dei precursori può essere
considerato Jules Verne in particolare per alcuni romanzi ( Ventimila leghe sotto i mari ).
La fantascienza si sviluppa a partire da alcuni elementi di base: lo sviluppo tecnologico, le
sue conseguenze sulla società, il nesso tra uomo e macchina, il viaggio nel tempo e nello
spazio, il futuro come dimensione privilegiata attraverso la quale descrivere il presente o il
passato. La fantascienza si sviluppa soprattutto in America, dagli anni ‘20 del Novecento in
poi, all'inizio su riviste specializzate e poi con l'intensificarsi delle pubblicazioni e con il
crescente interesse si arriva alla pubblicazione di raccolte di racconti antologie veri e propri
romanzi. Un autore classico può essere considerato Isaac Asimov e stabilisce all'interno del
genere dei temi prevalenti e ricorrenti: il viaggio nello spazio viene ambientato e descritto a
partire dall'astronomia e dalle sue scoperte. L'universo di Asimov viene descritto nei minimi
dettagli da risultare realistico tanto quanto l'universo degli scienziati. Asimov introduce inoltre
alieni e robot all'interno del genere, facendoli diventare specchio dei vizi e delle virtù
dell'uomo. Il genere si dimostra inoltre capace di rappresentare le paure del mondo
contemporaneo: in alcuni romanzi di Asimov lo scenario post-apocalittico si spiega con la
distruzione della società per colpa della guerra nucleare ( e nella realtà la guerra fredda
rendeva realistica la previsione).
Tra gli anni ‘50 e ‘60 del ‘900 il genere si sviluppa ulteriormente e vengono introdotti dei temi
politici all'interno dell'ambientazione nel futuro. Uno dei temi è quello della società del
controllo, cioè una visione distopica del futuro dove la società è controllata da un potere
pervasivo autoritario o tecnocratico. Nel romanzo 1984 di George Orwell i cittadini sono
spiati dall'occhio elettronico del Grande Fratello mentre nel romanzo Fahrenheit 451 di Ray
Bradbury i libri vengono incendiati dai pompieri e le idee vengono così controllate e
represse. In realtà in questi due casi si tratta di due autori che scrivevano opere di diverso
genere e che solo momentaneamente facevano incursione nel sottogenere fantascienza:
erano cioè due autori, due intellettuali che non possiamo facilmente etichettare o limitare
all'interno di un sottogenere. Diverso è il discorso di William Gibson e di Bruce sterling che
sviluppano il filone cyberpunk: sono quindi due autori di genere ( scrivono molti romanzi
che vengono considerati dei capolavori, come “Neuromante” di Gibson, e scrivono a
quattro mani “La macchina della realtà” che viene considerato un libro steampunk ).
Nel cyberpunk si ambienta nel futuro uno scontro, un conflitto, una divisione: l'uomo si
contrappone alla macchina e il processo di automazione porta delle conseguenze radicali
nella società. La stessa identità dell'uomo è messa in crisi dalla macchina: nei
romanzi di Philip K. Dick è difficile distinguere l'androide dall'uomo ( [Link], Ma gli
androidi sognano pecore elettriche? - da cui è tratto Blade Runner ) e la natura meccanica
di alcuni lavori umani fa da contrasto alla poesia dei sentimenti cyborg.
Nel racconto “Rapporto di minoranza” ( da cui è tratto il film Minority report ) Philip K. Dick
elabora la tematica del paradigma securitario immaginando una società senza crimini e
senza libero arbitrio, mentre nel racconto “Johnny mnemonic” di William Gibson si assiste
allo scontro tra le multinazionali e gruppi di hacker ribelli.
Il filone cyberpunk si distingue dunque dalla semplice fantascienza per la sua analisi politica
della società e perché costituisce un immaginario di ribellione rispetto alla società del
controllo.
Nel racconto “Paradiso alieno” del 1954 possiamo invece evidenziare l'intertestualità come
caratteristica narrativa: un terrestre sbarcato su un pianeta sconosciuto viene sedotto e poi
trasformato da un’ aliena mentre il suo capitano riesce a salvarsi. Così come Ulisse si
muoveva all'interno di un Mediterraneo fantastico così l'astronave terrestre si muove
all'interno dell'universo da un pianeta sconosciuto all'altro. Così come i compagni di Ulisse
vengono trasformati dalla maga Circe, così l'aliena trasforma il terrestre punendo la sua
arroganza. Così come gli dei erano per i greci un ideale di perfezione, così alieni e robot
nei romanzi di fantascienza rappresentano la nostra idea di perfezione intesa come sviluppo
tecnologico e come potenza. Così come Circe rappresentava per Ulisse l'altro, il mondo
femminile, quello che non conosciamo, così la ragazza aliena del racconto rappresenta
l'ignoto e si riproduce l'alterità di genere che risale all'antichità.
Il racconto rappresenta un buon esempio di intertestualità, ovvero della connessione
esistente all'interno della letteratura tra un testo e altri testi, una connessione a volte molto
stretta, cercata dall'autore, in altri casi dovuta al genere o alla forma letteraria scelta.
Nel racconto “L'astronave rubata” Dick stabilisce una connessione con un altro autore
citando all'interno del racconto un'altra opera letteraria: in questo caso si parla di
metaletteratura ovvero della capacità della letteratura di parlare di sé stessa.
Queste caratteristiche (ovvero l'intertestualità e la capacità metà letteraria) non
appartengono solo al sottogenere della fantascienza ma sono una caratteristica particolare
di tutto ciò che noi chiamiamo o consideriamo postmoderno.

Il sottogenere fantastico

Molto spesso si definisce come fantastico tutto ciò che non è reale. in realtà in letteratura il
fantastico È una categoria ben precisa che è stata in Italia spiegata magistralmente da
Remo Ceserani: in letteratura è tutto ciò che si situa esattamente al limite tra realtà e
fantasia. un racconto o un romanzo fantastico devono quindi tenere sospeso il lettore tra
due possibili soluzioni, visioni o spiegazioni dello stesso problema, dello stesso mondo o
dello stesso fatto: il lettore è quindi tenuto in suspense da questa indecisione.
Va da sé che il fantastico cessa di essere tale quando l'autore situa il racconto o il romanzo
in un campo o nell'altro. Non si dovrebbe quindi parlare di fantastico per opere letterarie che
non corrispondono a questa caratteristica.
Uno dei libri da tenere in considerazione come esempio è il “Manoscritto trovato a
Saragozza” di Jan Potocki dove il lettore è costantemente incerto se attribuire gli eventi
narrati alla dimensione del sogno ( e quindi spiegarli razionalmente perché frutto del
subconscio ) o se attribuire gli eventi ad una dimensione irreale. I racconti di Dino Buzzati
sono un buon esempio di fantastico italiano ma un altro esempio può essere considerato il
racconto “La pistola automatica” di Leiber.
Il giallo o poliziesco
Non dobbiamo dimenticare che la definizione di giallo deriva in Italia dal colore delle edizioni
che si compravano in edicola e che contenevano ad esempio le storie di Agatha Christie o
di Conan Doyle ovvero delle indagini a seguito di un delitto.
Il poliziesco è di sicuro diventato la macchina narrativa più produttiva in assoluto: costituisce
una delle narrazioni prevalenti al giorno d'oggi. Pensiamo a quanti libri e a quanti film si
basino sulla matrice narrativa di un'indagine o della ricerca di un colpevole.
Proprio per questo il genere poliziesco ha dato vita ha diversi sottogeneri o a diverse
tradizioni letterarie: ad esempio in Italia Leonardo Sciascia ha utilizzato il poliziesco per
affrontare il tema della mafia e della corruzione rendendolo quindi uno strumento
narrativo di primo livello ( e la sua tradizione è stata ripresa non solo da Andrea
Camilleri ma da tanti altri scrittori italiani ), mentre possiamo fare il nome di Manuel
Vasquez Montalban per quello che riguarda la Spagna ( più precisamente il suo
personaggio più famoso, Carvalho, risiede a Barcellona ) e di [Link] per quello che
riguarda la Francia ( ma la sua è una trilogia noir: ovvero l'indagine non si conclude in
maniera positiva, a volte non c'è uno scioglimento dell'intreccio e la visione del mondo è
pessimistica, mentre l'ambientazione è cupa ).

Potrebbero piacerti anche