Storia Della Filosofia Antica
Storia Della Filosofia Antica
[LEZIONE 1 – 25/09/2024]
Partiamo con il libro alpha della metafisica di Aristotele dal quale partono tutti i testi
filosofici.
All’interno di questo testo Aristotele spiega la nascita della filosofia distinguendola dalle altre
discipline. La filosofia è letteralmente l’amore per la conoscenza. La sensazione è la fonte
principale di conoscenza, la vista ha il primato conoscitivo, qualcosa lo si conosce perché si
è visto; ad esempio per Platone l’eidos quindi l’idea, si conosce perchè si è visto.
La conoscenza suscita piacere, amore, indipendentemente da ciò che si conosce.
Vi è subito una previsione di Aristotele di una critica da parte del lettore su una possibile
comparazione col genere animale. Il filosofo spiega che ci sono delle differenze, prima di
tutto solo alcuni animali dispongono della facoltà della memoria e non hanno la capacità di
imparare, ma inoltre l’uomo dispone di arte (techne) che deriva da numerose esperienze e
osservazioni che portano alla formazione di un giudizio universale riferibile a tutti i casi simili,
ragionamenti (intelletto e logos) e la scienza.
Metodo di Aristotele per la ricerca: partire dal dato empirico per arrivare al più astratto ma
vero in sé.
Noi riteniamo che il sapere e l’intendere siano propri più all’arte che all’esperienza in quanto
pensiamo che la sapienza corrisponda a un maggiore grado di conoscenza. Questo perché
chi possiede l’arte conosce la causa che permette di spiegare il perché delle cose, al
contrario degli Empirici che conoscono solo il che, il dato di fatto.
Il carattere che distingue chi sa e chi non sa è il saper insegnare, chi possiede l’arte è
capace gli altri no perché non sanno il perchè delle cose.
Inoltre le sensazioni nonostante siano considerabili strumenti di conoscenza particolari, non
sono segno di sapienza bensì un punto di partenza, non spiegano perché delle cose quindi
non posso capire la realtà che mi circonda basandomi solo su esse, sono dati empirici.
Nell’Etica si dice la differenza tra arte e scienza e le discipline di altro genere, e lo scopo di
questo ragionamento è mostrare che col nome di sapienza tutti intendono la ricerca delle
cause prime e dei principi che permettono di conoscere e dare un senso alle cose.
La sapienza è quindi considerabile una scienza che riguarda certi principi e cause.
Dobbiamo quindi ricercare di quali cause e principi sia scienza la sapienza e questo
diventerà chiaro se si considerano le concezioni che abbiamo del sapiente.
-deve conoscere ogni cosa (conosce la scienza dell’universale)
FINISCI CON REGISTRAZIONE GRAZIE
[LEZIONE 2 – 26/09/24]
Le cause prime che spiegano l’esperienza sensibile, permettono di conoscere una cosa.
Vengono intese in 4 significati diversi, i 4 principi primi della fisica, (Aristotele):
-causa come sostanza ed essenza, il perché delle cose si riconduce alla forma, alla
definizione che possiamo dare (ex. concetto di tavolo permette di nominare tutti i tavoli);
-causa come materia e sostrato
-causa come principio di movimento, causa motrice
-è causa quella opposta a quest’ultima, lo scopo e il bene, ogni cosa esiste per uno scopo,
causa efficiente.
Queste cause sono studiate nella “Fisica”, in relazione ai fenomeni naturali. Partendo da
esse dobbiamo valutare tutto quello che è stato pensato dai predecessori, dobbiamo
svolgere un’indagine per sapere se le cause prime bastano e come i predecessori hanno
aderito o meno a queste cause e se ne hanno usate altre.
La maggior parte dei predecessori (presocratici) pensarono che i principi delle cose fossero
solo quelli materiali. Ciò di cui tutti gli uomini sono costituiti e ciò da cui derivano
originariamente e in cui si risolvono è elemento e principio degli uomini, una realtà che
permane identica pur nel trasmutarsi delle sue affezioni. Nulla si genera e si distrugge, il
principio materiale è eterno; da esso nascono e muoiono i singoli enti (ex SOCRATE p17).
Per Talete di Mileto, il principio (ciò che governa la realtà) è l’acqua, nutrimento di tutte le
cose è umido (dall’umido tutto si genera e perisce). Anche secondo altri antichi non filosofi
riconoscevano nell’acqua come principio: poeti e mitografi misero Oceano e Teti divinità
marine come autori della generazione delle cose. Il contrario sta nel modo di dirlo, Talete per
primo ha confessato questa dottrina come causa prima, da spiegazione del potere
generativo nei confronti della realtà, spiega il perchè.
Anassimene di Milete e Diogene di Apollonia, considerano come principio l’aria.
Ippaso di Metaponto e Eraclito di Efeso, considerano come principio il fuoco.
Empedocle pone come 4 principi i 4 corpi semplici aggiungendo ai 3 di prima la terra, li
sceglie perché rimangono immutati e non sono soggetti al divenire se non per aumento o
diminuzione della quantità quando si congiungono e si disgregano.
Anassagora di Clazomene (+ vecchio di E ma opere dopo) afferma che i principi sono
infiniti, semi (omeomerie identiche) che si uniscono e si disgregano formando singoli corpi.
Si può quindi credere che ci sia una causa unica: quella materiale. Ma essa non basta a
spiegare la realtà, c’è l’esigenza della ricerca di altre cause che riescano a spiegare il
perché della generazione e della corruzione delle cose (cosa che non si può fare
semplicemente con il dato di fatto).
Bisogna ricercare il principio del movimento. Coloro che fin dai primi inizi sostennero che
uno solo è il sostrato, non si resero conto di questa difficoltà.
Anzi, alcuni che affermano questa unicità del sostrato, sopraffatti dalla difficoltà della ricerca
del principio del movimento, affermano che questo sostrato uno è immobile e che è
immobile anche tutta la natura, nel senso che non si genera né si corrompe e anche che è
immobile rispetto ad ogni altro genere di mutamento.
Nessuno di coloro che affermano che il tutto è una unità riuscì a scoprire una causa di
questo tipo, tranne Parmenide che pose non solo l'esistenza dell'uno, ma l'esistenza di due
altre cause: la verità (sostrato eterno) e l’opinione (tutto in divenire, mutamento, tenebre) ?.
Dopo questi pensatori e dopo la scoperta di questi principi, i quali non sono sufficienti, i
filosofi si posero alla ricerca di un principio ulteriore.
REGISTRAZIONE
Empedocle pone 2 principi di movimento che sono l’amicizia (la causa dei beni) e la
discordia (causa dei mali). Per primo ha detto che il bene e il male sono principi visto che la
causa di tutti i mali è il male stesso e viceversa. (REG)
Sono raggiunte quindi 2 delle 4 cause che troviamo nei libri della Fisica (materiale e
movimento) ma in modo confuso, senza riuscire a spiegare. Le cause non “funzionano”
come dovrebbero, non sono principi adeguati per spiegare la realtà.
Contemporanei e anteriori troviamo i Pitagorici che per primi si applicano alla matematica,
per loro la realtà è numero, pongono nei numeri specifici proprietà diverse come la giustizia
(4), l’intelletto (7) e l’anima (1), il momento e il punto giusto. Le note e gli accordi
scaturiscono da proporzioni di numeri; cielo, armonia e numero.
Se qualche cosa mancava la introducevano per rendere la trattazione coerente ad esempio
il numero 10, che sembra perfetto e comprendere in sé tutta la realtà dei numeri, anche i
corpi celesti devono essere 10, ne hanno aggiunto quindi uno, l’Antiterra.
Perchè il numero, qual è il principio? Il numero da definizione di come sono le cose, la causa
formale, posso spiegare ogni realtà etica, cosmologica…
Pongono come elementi costitutivi del numero il pari e il dispari, l’illimitato (1) e il limitato
(2); l’Uno deriva da entrambi perché è entrambi, e da lì procedono i numeri che
costituiscono l’universo.
Altri pitagorici affermano che i principi sono 10 distinti in una serie di contrari: 1)limite-illimite,
2)dispari-pari, 3)uno-molteplice, 4)destro-sinistro, 5)maschio-femmina, 6)fermo-mosso,
7)retto-curvo, 8)luce-tenebra, 9)buono-cattivo, 10)quadrato-rettangolo.
Alcmeone lista contrari ma diversa dai pitagorici, a caso. In generale i contrari sono i
principi degli esseri, ma neppure i Pitagorici sono riusciti ad analizzarli e ricondurli alle cause
Altri filosofi sostennero l’universo come realtà unica; non procedono come i naturalisti che
nello spiegare la generazione dell’universo attribuiscono all’Uno un movimento, questi
filosofi affermano che l’Uno è immobile.
Per Parmenide accanto all’essere non esiste il non-essere (intende l’Uno secondo la
forma), deve credere che l’essere sia uno e null’altro.
RECUPERA DISAMINA
[LEZIONE 3 – 2/10/24]
Si scriveva su papiri che andavano perduti per questo a noi rimangono frammenti (ricavati
da persone posteriori che citano) Diels-Kranz raccoglie frammenti di presocratici. Quando
leggiamo A: testimonianza libera, parafrasi, traduzione da greco a latino (ex. Seneca riporta
il pensiero di Talete nelle Naturales quaestiones); quando leggiamo B: citazione.
Anche di Sofisti e Ellenici abbiamo solo frammenti, di Platone si conserva, Aristotele in
parte, Socrate non scrive.
-Frammento di Anassimandro (di Simplicio) A,B (frammento + citazione); per lui il principio
è l’apeiron, non materiale, illimitato, infinito, sottostà a tutte le cose e a tutti i mutamenti (ogni
cosa si distrugge); l’alternarsi tra nascita e morte avviene in base alla necessità, secondo
una legge cosmica: ogni uomo deve pagare una pena per il fatto di esistere (ogni ente che
esiste toglie la possibilità a qualcun altro di farlo).
-Frammento di Anassimene (di Simplicio) A; Per lui la sostanza unica e infinita è l’aria
(pneuma), e l’eterno movimento delle trasformazioni, valenza fisica e biologica, respiro
dell’universo, permette di esistere, il movimento della respirazione tiene insieme l’universo.
-Pag.35; i Pitagorici, non tutti i numeri sono uguali, ad esempio il 10 è alla radice della
realtà, ha una grande valenza quasi religiosa (giuravano sul numero) perché contiene in sé
tutte le combinazioni armoniche di numeri. Ad ogni numero corrisponde una figura
(MANUALE). Triangolo equilatero (file+manuale). Principio anche nel mondo medico (4
umori del corpo umano) e nelle armonie musicali; simbolo di perfezione e giustizia. (LEGGI)!
-Pag.38; gli Eleati, gruppo di pensatori con Senofane che ha una concezione speciale
rispetto a unità e pluralità, difende il principio monistico in ambito religioso, attacco al
politeismo e critica ironica e divertente sull’antropomorfismo dei (con difetti, invidiosi, presi
da passione) greci, (gli animali si disegnerebbero a loro somiglianza quindi politeismo è
invenzione degli uomini, il vero divino non è simile agli uomini: tutto vede, tutto pensa e tutto
ode), il monismo parmenideo è implicito. (LEGGI!!)
-Pag. 41; Parmenide, uno dei presocratici meglio conservati grazie a Simplicio, scrive molte
poesie. Uno di questi poemi tratta dell’essere e non essere quando Parmenide si trova al
cospetto della dea Dike. Esiste l’illusione della molteplicità e frammentazione delle cose che
si trasformano, data da uomini incapaci di comprendere l’unità della realtà. Il divenire NON
esiste; gli uomini vivono nell’incertezza ma la realtà va colta nella sua immutabilità che
sfugge al divenire. L’essere è quindi l’unico principio che non può divenire o trasformarsi.
Poi espone alla dea tutto ciò che non esiste e non può essere conosciuto o colto, soggetto
invece al divenire al contrario dell’essere che è permanente.
-Zenone di Enea, allievo di Parmenide insiste sul principio dell’essere, in forma paradossale,
per dimostrare l’unicità dell’essere; il paradosso più famoso è quello di Achille e della
tartaruga, Achille non vince perché parte dopo e la distanza tra loro non potrà mai colmarsi.
La realtà non può essere fatta di segmenti e movimenti ma è sempre ferma.
-Pag.52; Empedocle, testi conservati grazie ad un papiro trovato in Egitto; per lui 2 principi:
l’amore e l’odio che si presuppongono a vicenda e determinano le trasformazioni da una
materia all’altra.
-Pag 56; Anassagora, (di Simplicio), principio nei semi, omeomerie. C’è il caos primordiale,
tutte le cose indistinte, è indispensabile l’intelletto per creare ordine e formazione di corpi.
Tornando alla Metafisica di Aristotele, (REG) dei Pitagorici vengono fatti poco i nomi più
Alcmeone.
Paragrafo 7 dispensa, pag 39; Le cause dei predecessori sono le stesse che troviamo nei
libri di Fisica ma molto confuse. Segue quindi una disamina di Aristotele.
Alcuni parlano del principio come materia, sia come unico che molteplice, corporeo o
incorporeo; come Platone, gli Italici, Empedocle e Anassagora.
Altri hanno intravisto la causa motrice; così come il principio dell’amicizia e della discordia,
l'intelligenza o l’amore.
Nessuno ha dato conto con chiarezza dell’essenza e della sostanza. Più di tutti ne hanno
parlato coloro che affermano esistenza Forme, non considerate come materia delle cose
sensibili e l’Uno non è la loro materia. Non sono considerate nemmeno principio di
movimento bensì causa di immobilità e quiete. Le presentano come essenza di ciascuna
delle cose sensibili e l’Uno come essenza delle forme. Da qui la causa formale.
Il fine… Alcuni hanno intravisto anche la causa finale ma l’hanno pensata motrice; ad ex.
gli Eleati accennano al problema della sostanza ma non al fine, alla causa finale. Non viene
mai esplicitamente chiarita.
Tutti i predecessori parlano delle 4 cause riconducibili ai 4 principi postulati da A. non altre.
Per i pluralisti valgono le stesse affermazioni, le difficoltà possono essere uguali; ad ex. a
Empedocle manca il sostrato che accoglie i 4 elementi, non è quindi in grado di spiegare
alterazioni e trasformazioni delle condizioni (REG)
Il pensiero di Anassagora contiene potenzialità ma spiega in modo confuso, tutto è
mescolato tranne l’intelligenza e i principi sono l’Uno e il diverso. L’intelligenza ordina le
cose ma non interviene sempre ad ex. mescolanza assoluta, non ordina dal principio (REG).
Non sviluppa in modo coerente il principio finale (non evita che esista il principio della
mescolanza caotica.)
I predecessori (gen) parlano di materia e movimenti ma non della causa finale (motivo) e
della causa formale (a cui si avvicinano i Pitagorici e Parmenide).
I Pitagorici si avvicinano a principi non fisici (numeri) senza movimento ma trattano solo
questioni che riguardano la natura. Non spiegano in che modo si può produrre il movimento
e nemmeno come senza movimento e mutamento siano possibili la generazione e la
corruzione e la rivoluzione dei corpi celesti.
FINISCI CON REG
[LEZIONE 4 – 03/10/24]
SOFISTI→ (V sec., età classica, Grecia ateniese); coloro che vendono la loro sapienza.
Quasi nessuno è di Atene ma riescono comunque a riscuotere successo e affermazione.
Platone pone da subito un discrimine tra loro e Socrate per vari motivi tra cui retribuzione…
I sofisti sono diversi, nuovi intellettuali, senza dottrine specifiche per la natura e il cosmo
ma una serie anche in contraddizione talvolta. Intorno a un argomento sviluppano teorie da
molteplici punti di vista. Sono maestri della sapienza che non si limita ma comprende
molteplici sfaccettature.
Non vengono contemplati da Aristotele, non nella ricerca della causa, ma allargano il
campo d’indagine. Anche da Platone vengono attaccati e esclusi dalla filosofia o opere per
confutare come: “il Gorgia”, “Protagora” + “Il Sofista”. Anche A opere x confutare “Elenchi”.
Fino al ‘700 non sono presi in considerazione nella storia della filosofia. All’inizio dell’800
Hegel scrive sui sofisti e li riabilita a far parte del pensiero filosofico.
Il motivo principale per cui non si può fare a meno è che sono fondamentali per la dialettica.
Prima erano considerati come chi sviluppava argomenti falsi per far passare come plausibili
cose errate; ma Hegel li considera come maestri della cultura greca grazie al loro approccio
universale attraverso i tanti pov. che ha una ripercussione nella dimensione pratica poiché
posso agire considerando più possibilità da scegliere; permettono di agire liberi
staccandosi dalle sovrastrutture.
I Sofisti insegnano a osservare da un punto di vista universale e non particolare
permettendo una migliore comprensione (ex. il giudice, figura fondamentale nella Grecia
perchè aiuta???). Questo modo sfaccettato di osservare (REGISTRAZIONE)
Hanno l’arte dell’essere persuasivi nelle argomentazioni grazie all’uso della retorica
(guardando da più punti e argomentare parlando bene tenendo in considerazione tutte le
argomentazioni). Ma solo parlare non basta bisogna anche conoscere la cultura.
L’arte dei Sofisti sta nel saper parlare di tutto istantaneamente con molte argomentazioni
(anche improvvisando); non sono solo maestri di retorica ma anche di cultura.
La polemica di Platone e Aristotele verte intorno alla capacità di vedere la realtà sfaccettata
e non tramite principi saldi e fermi per un discorso scientifico; ma per Hegel è una funzione
necessaria anche per capire il loro pensiero, i sofisti insegnano a pensare. La mente libera e
acculturata è capace di mettere a confronto diverse dottrine argomentando con scioltezza.
Lo scopo dei Sofisti è far sì che tutti i punti di vista valgano allo stesso modo; il
ragionamento scaturisce da diversi pov prendendo in esame diverse argomentazioni che
portano a indicazione e contraddizione ex. Gorgia-Elena (per l’innocenza).
REG
Le azioni sono giustificabili da argomentazioni valide e molteplici se si guarda la realtà da
più punti, riesco sempre a trovare un punto che fa valere le mie azioni. La realtà etica viene
relativizzata, ogni regola è osservabile da più punti non ci sono più dogmi.
I Sofisti si trovano in grande scontro con Platone (nonostante lui stesso utilizzi le loro
strategie nel modo di pensare), un grandissimo retore per risultare persuasivo mette in
scena drammi filosofici; trasmette i suoi pensieri attraverso le opere fino a quando Socrate
poi si cimenta nei dialoghi, ex. Nel Simposio sono offerte possibilità di pensiero per il lettore
senza alcun indottrinamento.
Il Sofista spazia nel sapere “variegato” e argomenta su tutto. Sapere in tutte le sue
espressioni. I loro scritti ci arrivano in maniera frammentaria, best condizioni per il Gorgia.
Hanno successo ad Atene ma ad ex. commediografi fanno beffe del loro insegnamento.
Protagora: intellettuale itinerante, come Gorgia, non è di Atene. Diogene Laerzio grande
fonte per la filosofia greca, ci fornisce biografia. (REG)
Guadagnava grazie ai discorsi sapienziali; su ogni cosa venivano presentate 2
argomentazioni contrapposte come ex. Nelle “Nuvole” di Aristofane troviamo il discorso di
senso comune (forte) e quello debole; il compito del sofista è far prevalere il discorso
debole su quello forte grazie a molteplicità. Tema della colpevolezza di Elena esempio.
Secondo la sua base teoretica l’uomo è misura di tutte le cose che sono e che non
sono; tutto ha origine nell’uomo, non c’è realtà oggettiva ma è importante il modo in cui
l'uomo percepisce la realtà: se qualcosa appare all’uomo esiste, TUTTE le cose affermate
sono VERE.
Viene condannato come Socrate per empietà; è il primo a dare impulsi socratici nei discorsi,
prevale la ricerca e non l’esito, per questo scritto viene esiliato.
Riceve 100 mine dagli insegnamenti (+ o - 50 anni di lavoro al tempo).
Per lui è importante il momento opportuno per i discorsi e l’improvvisazione; istituisce
anche i tempi verbali. LEGGI MANUALE
Platone scrive di Protagora nel "Teeteto". (MANUALE)
L’uomo è misura di tutto ma ognuno ha un diverso punto di vista, c’è “contraddizione” ma
non esiste il giusto e sbagliato. Il Sofista riesce a far prevalere qualsiasi punto in virtù della
sua enorme cultura (??). Esempio sano e malato, non c’è un punto di vista universale ma
tanti; ciò che appare è e ciò che è appare, non c’è differenza (??), la soggettività non è
codificabile, mutabile.
Platone scrive anche “Protagora”, parlando del Mito di Prometeo (origine della democrazia
ateniese). Vengono dati doni agli uomini, Hermes porta pudore e giustizia per tutti.
Troviamo un antitesi con la concezione politica evitaria, gli unici giusti sono i filosofi, chi ha
rapporto con la verità secondo Platone. Per Protagora la politica è di tutti e viene criticato
perché non tutti sono competenti per governare, critica alla democrazia.
Gorgia di Lentini è una figura straordinaria, allievo di Empedocle, con vari discepoli
(Isocrate, Pericle, Crizia, Antistene…). REG, viene mandato a chiedere aiuto ad Atene e
tiene discorsi TOP e con grandi capacità di improvvisazione su tutti gli argomenti, con
persuasione. Scrive inoltre trattati di cui abbiamo ancora frammenti molto lunghi ad
esempio quello sul non essere e la natura in antitesi con Parmenide, esiste il non essere
ma non l’essere (??) “Nulla esiste…” “Supposto che l’essere sia…” e “Se anche
qualcosa…”, ci sono molteplici punti per ogni argomento, la parola è un segno, non è una
cosa che si vede o si ode, ce ne sono tante (??) Essere non è e anche se fosse…?????
Argomentazione basata sulla persuasione.
Encomio di Elena, troviamo una difesa dalle accuse, viene dimostrata l’innocenza di Elena,
viene presentata una serie di argomentazioni per ogni accusa
REGISTRAZIONE
[LEZIONE 5 – 09/10/24]
Socrate e i Socratici
Li troviamo nella stessa città (Atene) e nello stesso periodo dei Sofisti, e vi sono elementi in
comune; nel testo più antico Socrate viene presentato come Sofista, nelle “Nuvole” di
Aristofane (commedia di carattere accusatorio, satira politica per rifiuto della novità)
Socrate è a capo di una scuola che poi è data in fiamme e Socrate brucia vivo (anticipa la
condanna a morte del ‘300 per empietà e corruzione).
Questione socratica: problema che si pone a chi legge diversi punti di vista e deve arrivare
a una conclusione, ci sono tante conclusioni diverse per ogni filosofo moderno, non si
prende considerazione di tutti i socratici.
Socrate non scrive ma ci sono scritti che parlano di lui ad esempio i dialoghi di Platone in cui
viene raccontato Socrate nel pieno delle sue attività. Dopo la sua morte viene riabilitato
come esempio, attraverso scritti di carattere apologetico, diventa l’emblema del pensiero
filosofico e ha un successo enorme nel 4 secolo.
I dialoghi sono la letteratura in voga, per questo riabilitazione + simbolo filosofia, scritti da:
-Platone: socratico + noto e + giovane (uno degli ultimi), scrive 36 dialoghi con Socrate
protagonista ed è condizionato da lui.
-Senofonte: scrive 4 dialoghi conservati: Apologia, Simposio, Memorabili ed Economico; i
titoli sono gli stessi di Platone quindi possiamo dedurne una competizione.
-Altri frammenti, brandelli di testi, + vecchi che contavano + di Platone, + maturi; Antistene,
Aristippo, Euclide, Fedone, Eschine. Anche Diogene Laerzio offre un resoconto dettagliato
delle opere (dei diversi punti di vista) + aneddoti della vita di Socrate (panorama
complessivo).
Passo da Platone nel “Teeteto”, sulla maieutica (l’arte delle levatrici), Socrate è sterile di
sapienza, non scrive, non lascia nulla (ma interroga gli altri anche se non sa) ed è costretto
da Dio a fare la levatrice, aiuta ma non genera; chi lo frequenta trae progressi anche senza
trasmissione di sapere, gli allievi e interlocutori producono da sé, Socrate aiuta e basta.
La confutazione mette in luce il vuoto dell'interlocutore che lo porta a un processo di
miglioramento alla ricerca della sapienza nella cura di sé.
Senofonte, dopo Platone il socratico + importante per la conservazione delle sue opere;
riconduce la sua vicenda militare a Socrate (chiede se deve partire, oracolo di Delfi, al
ritorno della spedizione tragica esilio da atene, non partecipa alla stagione dei dialoghi) leggi
Scrive 4 scritti socratici istruttivi anche in divergenza con Platone e non c’è la teoria delle
idee. Gli scritti di Senofonte sono di carattere storico, caccia, guerra, solo una parte di
Socrate (amico degli spartani ????).
Lo stile era particolarmente apprezzato nel mondo antico, per questo si conserva meglio,
veniva usato come autore letterario per la chiarezza nel greco, era utile didatticamente e
tutti dovevano leggere i suoi testi per imparare il greco.
C’è una rivalità con Platone, non si menzionano mai tra loro, si ignorano tuttavia
polemizzano tra loro senza nominarsi, criticano le nozioni ex. critica di Platone
dell’autocontrollo di Senofonte (simile ad Antistene, cinico militarizzato)
Eschine non fonda nessuna scuola e abbiamo frammenti molto lunghi di 2 dialoghi. Ha umili
origini, ma è disonesto (secondo DL ruba dialoghi alla moglie di Socrate e li pubblica a suo
nome), vive a scrocco per questo preso in giro da Aristippo come opportunista; lezioni a
pagamento.
Aristippo di Cirene, da famiglia di commercianti, fondatore dell’edonismo, (soddisfazione
del piacere porta alla felicità) piacere come cimento di cui si costituisce la virtù, devi essere
+ forte del piacere. Bisogna afferrare il piacere e goderne ma non essere infelici dei piaceri
che non ci vengono offerti, non presenti. Bisogna anche saperlo lasciare in ogni momento,
essere padroni di esso, Autocontrollo!! si è + forti, no rimpianti. Edonismo richiede rigore.
[LEZIONE 6 – 10/10/24]
Platone, (428 a.C) il più grande filosofo del mondo antico occidentale e anche
drammaturgo. Le sue opere più importanti sono i dialoghi con protagonista Socrate (di cui è
seguace per circa 10 anni prima della sua morte).
Proviene da famiglia aristocratica, suo zio Crizia era uno dei 30 tiranni (??), il tema politico
è quindi determinante. Il suo progetto politico si realizza nella “Repubblica” in cui espone la
sua idea di una città ideale (utopica) e della sua politica con modello aristocratico (migliori
al comando). Tenta realizzare con viaggi in Sicilia (????????????).
Passo importante nel “Fedro”: Socrate dice che non ha mai scritto perché la scrittura non è
in grado di trasmettere i pensieri, Platone dice che nei dialoghi non c’è il suo pensiero
REGISTRAZIONE NON SI CAPISCE UNA SEGA
Teoria delle idee: (in Metafisica di Aristotele, teoria non scritta); fonda la metafisica
platonica (principi che fondano la realtà ma fuori dal mondo sensibile), la vera conoscenza
attinge alle idee non basta la conoscenza empirica, è incompleta e solo i filosofi hanno la
vera conoscenza perché è metafisica (?). Se tutto è in divenire e devo ricercare come
posso, devo farlo in un ambito che sfugge al divenire (???).
Le definizioni non sono riferite al mondo sensibile (mutano) ma all’eternità, separate in
rapporto a ciò che esiste (le idee). Ex. tavolo, le cose concrete sono in rapporto di
partecipazione alle idee derivate da esse; le idee danno il nome alle cose e la pluralità. (??)
Mito della caverna: vicenda che evidenzia la linea tra l’opinione/visibile (pensiero
intuitivo) e la conoscenza scientifica/invisibile (pensiero discorsivo e puro); 2 linee → 4
segmenti. Percorso ascendente verso la forma definitiva, la conoscenza delle idee (??).
Trama: uomini legati da catene in una caverna che guardano le ombre/riflesso delle statuette
vicine al fuoco dietro di loro. Cosa pensano i prigionieri? Pensano che le ombre siano la
realtà, non conoscono l’origine. C’è poi un racconto ipotetico; se uno dei prigionieri si girasse
e vedesse il fuoco prima di tutto proverebbe un forte dolore agli occhi per la luce,
scoprirebbe poi la realtà sulle ombre che lo porterebbe a un grado maggiore di conoscenza.
Il percorso porterebbe quindi dolore e non viene accettato, si preferisce la comodità e
l’abitudine della caverna alla conoscenza. Senza l’intervento di un educatore è impossibile.
Se uscisse dalla caverna verrebbe abbagliato, il percorso deve essere lento, alla fine c’è il
Sole (idea del bene supremo); si ricorderà poi le ombre e i suoi compagni felice del
mutamento avvenuto, proverà pietà nei loro confronti quindi proverà a trascinarli diventando
lui stesso l’educatore. Chi conosce episteme vs chi conosce doxa, deriso perché meno
esperto di ombre, gli occhi sono rovinati dopo aver visto la realtà.
I prigionieri potrebbero ucciderlo, riferimento a Socrate per l’effetto disturbante, il percorso
dell’uomo ricorda come Socrate non veniva capito.
Senza la costrizione è impossibile il percorso pedagogico (filosofo x ascesa alla verità, idee
sporcandosi le mani e provando pietà, non vivere solo contemplando le idee ??) +
aristocrazia: chi conosce costringe a seguirlo; Platone nel dopoguerra (marginalizzato nel
‘900) è considerato padre dell’autoritarismo e totalitarismo ad ex. dalla Arendt.
[LEZIONE 7 – 16/10/24]
Platone II (Da dispensa DL) da pag.349
Platone scrive dialoghi socratici, diventa filosofo per eccellenza grazie a lui; è un maestro
anche di stile, con un modello di scrittura chiara e persuasiva come retori e usa la
dialettica come tecnica dei discorsi/dialoghi.
2 tipologie di dialoghi: espositiva e indagativa, quella espositiva a sua volta si divide in
altre due categorie, teoretica e pratica. Quella teoretica si divide poi nella fisica e nella
logica; la pratica invece si divide in etica e politica.
Anche quella indagativa si divide in due, quella basata sull’esercizio e quella sulla
competizione; di quella basata sull’esercizio fanno parte la tipologia maieutica e quella del
sottoporre alla prova; della competitiva fanno parte quella probativa e quella confutativa.
Platone esprime le proprie idee attraverso 4 personaggi: Socrate, Timeo, uno straniero di
Atene e uno straniero di Elea (personaggi fittizi non Platone e Parmenide), anche quando fa
parlare Socrate e Timeo però, esprime le sue dottrine. A sostenere le tesi false invece,
intervengono i Sofisti come Trasimaco, Callicle, Gorgia, Protagora, Ippia e Eutidemo.
Terminologia platonica: per lui la sapienza è la scienza degli intelligibili, filosofia come
aspirazione alla sapienza divina; (no per la percezione, la filosofia empirica non è completa
e contiene errori). La sapienza in senso comune è detta come ogni forma di esperienza,
doxa. Utilizza gli stessi termini anche per significati diversi (lista esempi pag 361) e questo
fa capire la difficoltà di comprensione e interpretazione dei suoi testi.
Ci sono dunque due tipi di lettori: i pochi che comprendono le sfumature del pensiero e il
grande pubblico per cui il registro cambia, come l’interpretazione e il testo diventa
immediatamente accessibile.
Chiama sensibile sia ciò che è sia ciò che non è (continuo movimento) (???)
Secondo alcuni Platone (divulgatore per molti ed esoterico per pochi) era troppo propenso
alla mitologia mescolandola ai ragionamenti, ad ex i miti dell’oltretomba (nessuno sa com’è
quindi suscita interrogativi, che usava per esortare gli uomini al compito etico della finalità
educativa e pedagogica); usava i miti per diffondere i concetti filosofici al pubblico e persu.
Teoria delle idee (DI NUOVO) ??????
Nozione di copie imperfette di idea, per conoscerle devo conoscere le idee; ad ex. il mondo
empirico è una copia del mondo ideale (perfetto). Imitazione → mimesis (Platone); nell’arte,
l’artista imita la realtà empirica, imitazione di un'imitazione di un’idea.
La mimesis viene criticata: porta a 3 gradi di distanza dalla verità, veniamo allontanati dalla
verità per colpa dell’arte e della poesia (cattivi educatori, scendono nella caverna per
esaltare le ombre, ingannano); nella “Repubblica” sono responsabili del declino della città.
Platone è un’artista mimetico, (ambivalenza) due tipi di mimesis, una nasconde dall’idea,
allontana; l’altra (di Platone) svela l’inganno e parla del grado di lontananza dalle idee
usando lo stesso modo degli altri artisti, rivelando la natura della mimesis.
Non si mescolano i piani della realtà, metafisica e umano.
REGISTRAZIONE
Negli ultimi dialoghi reagisce alle obiezioni sulla teoria delle idee, ad ex. nel Parmenide,
uno dei personaggi Aristotele (anche se Platone nega??); riformulando la teoria delle idee.
Soprattutto nel Sofista la tesi fondamentale è il parricidio parmenideo (??), Platone uccide
il padre); non esiste solo l’essere ma anche il non essere altrimenti il falso non esisterebbe.
BOH MA CHE CAZZO DI LOGICA C’è …
Il non essere è considerabile la differenza, se una cosa è tavolo non è uomo, implica una
negazione che serve a differenziare gli enti e le idee.
“Sofista” quando nego indico la differenza, importante per la distinzione dei generi sommi
(cerca) per differenziare le idee, spiegano incongruenze logiche nel rapporto tra idee.
Serve la compresenza dell’essere e non essere in sensi diversi per l’esistenza falsa e quindi
confutare la falsità dei sofisti (MA CHE CAZZO VUOL DIRE) REGISTRAZIONE!!!!!!!!
Bisogna stabilire enti regolativi nel mondo delle idee (generi sommi e altri); ci sono alcune
dottrine che Platone non ha mai messo per iscritte come la dottrina dei principi, un
aggiustamento della teoria delle idee (la troviamo nella Metafisica di Aristotele dove spiega il
pensiero platonico rispondendo alle obiezioni??).
Altri principi regolativi sono gli elementi che costituiscono le forme, 2 principi (monade e
diade) da cui discendono le idee, uno materiale (permette di pensare alla molteplicità)
grande e piccolo che partecipano all’Uno (causa formale) che da definizione alle cose,
tema portante del neoplatonismo, l’idea per essere formata ???.
Inoltre troviamo anche l’idea dei numeri che vanno da 1 a 10 (misura del grande e piccolo)
che regolano l’esistenza delle idee; nesso tra Platone e pitagorismo, l’uno è sostanza e le
cose esistono nella molteplicità grazie ai numeri, ma Platone invece dell’illimitato pone la
diade e i numeri fuori dai sensibili (principi della realtà???).
Da monade e diade derivano tutti i numeri da cui derivano le idee da cui derivano i sensibili.
REGISTRAZIONE
“Timeo” è uno scritto cosmologico, Platone non parla dell’oltretomba ma di come il cosmo
è stato generato e ordinato (non da una divinità) ma da un demiurgo che ha reso la materia
da informe e caotica a uno stato regolare, ispirandosi al mondo delle idee.
Idee → cose → cora (grembo) → demiurgo, che non crea ma ordina, (matematico) quindi la
bellezza del mondo è data dalla mescolanza con la struttura matematica????
Il tempo è l’immagine immobile che da idea dell’eternità ??? (copia imperfetta)
“Le leggi” ultima opera di Platone, composta da 12 libri, offre una proposta politica
alternativa alla repubblica (utopia) attraverso norme per un disegno politico nuovo; il tema
dell’educazione che deve essere basata sul piacere e il dolore ≠ dalla “Repubblica” dove
l’educazione deve essere data all’anima (meno applicabile).??
[LEZIONE 8 – 17/10/24]
Aristotele: allievo di Platone, considerabile un Platone + radicale anche se spesso lo
contraddice. Non è ateniese e al contrario di Platone fonda la sua scuola, il Peripato, fuori
dalle mura della città.
Si conservano solo opere usate all’interno della scuola, consegnate a Teofrasto che le ha
poi passate ad altri; in seguito sono diventate bottino di Silla, poi Andronico di Rodi prese le
opere e le ordinò e diede i titoli. ???????????????????????????
Alcune vennero bruciate quando la biblioteca di Alessandria andò in fiamme.
Le opere perdute e di cui abbiamo solo piccoli frammenti sono essoteriche (destinate a
tutti) e le altre che venivano usate nelle scuole sono esoteriche, che noi leggiamo.
Le opere sono divise in sezioni no dialoghi, trattano molti temi e potrebbe risultare una
difficoltà per il lettore ma vengono divise per temi: la logica (organon per strutturare il
pensiero, la realtà va pensata secondo regole precise), di cui abbiamo 6 scritti, la fisica
(spiega teoria della causa), la metafisica, l’etica, la retorica, la poetica, la politica, la
zoologia, la cosmologia… Affronta ogni ambito dello scibile con sistematicità.
Nella sua scuola venivano raccolti materiali su diversi temi, nessuno doveva essere
trascurato (ex. Teofrasto fa uno studio sui caratteri umani) e Aristotele elabora uno
strumento di pensiero per ogni cimento intellettuale.
Predicazione: tutto ciò che può essere affermato è realtà (la prima cosa che dico è la
definizione per genere e differenza specifica dall’essenza di ciò che vado a indagare
soggetta a diverse circostanze, accidenti); questa logica artistica rimane intatta fino alla
modernità, non ci sono confutazioni. (?)
“Le categorie” sostanza ≠ accidenti lista pag. 144. Permettono di pensare tutta la realtà,
Corpus logico. Le categorie sono: la sostanza, la quantità, la qualità, la relazione, il
dove, il quando, il giacere, l'avere, il fare, il subire. La funzione di attribuire un predicato a
un soggetto, a ciascuna delle categorie corrisponde una parte di quel discorso in cui noi
rappresentiamo il reale.
Critica alla teoria delle idee di Platone perché le idee sono separate dalle cose quindi non
riescono a spiegarle.
-si può pensare anche qualcosa di corrotto, → esiste l’idea di corruzione in contraddizione
alle idee perfette di Platone?
-c’è bisogno del terzo uomo, per spiegare l’idea di uomo concreto che partecipa all’idea di
uomo ma questo crea un problema: serve un’altra idea in mezzo per collegare le prime due,
e così all’infinito, rendendo la teoria impossibile, non finiscono i principi e le idee.
-pag. 55, le idee non aiutano a spiegare i movimenti degli enti e nemmeno la conoscenza
degli enti sensibili; le idee devono quindi essere immanenti (esistere nella materia, non
come diceva Platone in un mondo separato) per capire la sostanza che sto spiegando.
Le idee devono essere trascendenti secondo Platone quindi non si devono mescolare con
materia.
-la teoria della partecipazione di Platone è problematica, la somiglianza non spiega come
le cose partecipano alle Idee, e ogni cosa sensibile partecipa a molteplici Idee, creando
confusione e complicando la spiegazione di un'Idea universale per ogni categoria.
REGISTRAZIONE
Pag. 61 [17], noi (tra chi aderisce alla teoria delle idee) poniamo il principio fuori dal
sensibile, esistono altre sostanze, espressione partecipare non significa nulla.
La conclusione nel discorso indica la via [23] dell’essere per essere compreso, va
compreso in molti sensi, non solo uno come Platone. Non esistono elementi univoci (idee)
che spiegano tutta la realtà.
Non esiste una conoscenza innata, va scoperta.
Nella Metafisica, Aristotele critica Platone per separare forma e materia. Secondo
Aristotele, la realtà è un'unione di forma e materia, che non possono essere separate. La
forma dà identità all'oggetto e la materia è il substrato.
Aristotele sostiene che possiamo conoscere solo la forma, mentre la materia è inseparabile
da essa. La sua visione è più concreta e immanente rispetto a quella platonica.
Essere→ atto e potenza
REGISTRAZIONE
[LEZIONE 9 – 23/10/24]
Aristotele II
“La fisica” la troviamo dopo gli scritti di logica; composta da 8 libri sui principi (cause prime)
da cui dipende la natura che spiegano l’essere in quanto natura, dominato dal mutamento,
dal divenire e dal movimento. I principi non sono validi a livello assoluto perché la realtà è
costantemente in movimento e corruzione.
Il mutamento è il passaggio dal non essere all’essere (dipende dalla sostanza, dalla qualità,
dalla quantità e dal luogo), dalla potenza all’atto. La causa efficiente ad ex della statua è lo
scultore; la statua prende forma quindi sono in grado di descriverla e identificarla, causa
formale. (Pag 160)
Il terzo libro è sull’infinito, che non esiste nel mondo fisico ma in quello del pensiero. In
fisica non esiste nemmeno il vuoto. Descrive l’esistenza di due tipi di movimento: quello
eterno e circolare, e quello corruttibile e lineare (tipico del mondo terreno).
Il movimento è impensabile senza l’esistenza di un primo motore immobile, fuori dalle
cause e dalla questione atto/potenza; muove la realtà come l’amato muove l’amante, è un
movimento di natura contemplativa (pensiero) diverso da quello comune (fisico).
Nel “De caelo” indaga sui movimenti dei corpi celesti, di tipo circolare. Movimento della
sfera delle stelle fisse (?????????????????).
Nel “De generazione e corruzione” si spiega la caratteristica (??) della realtà corruttibile
(movimento dall’alto al basso) e incorruttibile (circolare); la differenza principale sta quindi
nel tipo di movimento e la differenza tra moti naturali (alto al basso) e violenti (contrario).
Tema dell’Etica (dimensione dell’attualità nell’ambito dell’agire umano), non tratta di principi
ma di un comportamento umano in relazione a determinati caratteri. Rientra nelle scienze
pratiche, è meno rigorosa dell’ambito teoretico del conoscere, da risposte approssimative.
Lo scopo è il bene individuale, la felicità infatti è considerata egoista (etica
eudaimonistica) ma questo obiettivo si realizza tramite la comunità.
Eudaimonia → azione etica che quando viene compiuta conferisce piacere, avvicina
progressivamente alla felicità. Alcune virtù avvicinano + di altre, ci sono due tipi di virtù:
dell’agire pratico, coraggio, temperanza e quelle dianoetiche, contemplazione; questi
tipi insieme costituiscono l’uomo virtuoso.
Più attività si svolgono + si prova piacere, quindi felicità che è la piena attività
contemplativa???? L’attività diventa virtù quando diventa abitudine e non può diventarlo se
farla non ti fa provare piacere.
CHIEDI APPUNTI
[LEZIONE 10 – 24/10/24]
Scuole ellenistiche; pensiero ellenistico porta polemiche interscolastiche (?)
Stoicismo→ nasce nel 4 secolo ed è diviso in 3 fasi: antico (ad Atene), di mezzo (si
diffonde) e romano (a Roma in età repubblicana e imperiale ex. Catone, Cicerone, Seneca
e apice con Marco Aurelio con cui lo stoicismo diventa pensiero politico).
Caratteristiche stoiche il colonnato ad Atene variopinta (??), cuore pulsante della città
nell’agorà con dipinti (CHE CAZZOOOOOO). Gli stoici fondano una scuola, il fondatore è
Zenone, che non è greco ma Fenicio (Libano), il movimento filosofico infatti contiene tracce
del mondo orientale dell’epoca. Dopo Zenone Cleante e Crisippo.
Concezione della Stoà (?????) come deterministica della realtà, interamente razionale e
predeterminata nel miglior modo possibile fino alla fine dei tempi con la conflagrazione finale
e la formazione di un nuovo mondo. Cicli che si ripetono secondo una concatenazione
razionale di eventi inalterabili dall’uomo che o segue il corso di essi o si oppone, Stolto, e
verrà trascinato comunque dagli eventi dove è destinato, opposizione inutile.
Il vero sapiente accetta la realtà per com’è.
Occorre esercitare il libero arbitrio nello scegliere le azioni che permettono di seguire il corso
degli avvenimenti senza oppormi, coincide con la provvidenza (logica ?? cose avvengono
per causa di qualcos’altro; catene causali: realtà da nozione di logos, ragione imita realtà?).
Riprende logos di Eraclito, fuoco razionale che anima la materia; Panpsichismo.
[LEZIONE 11 – 25/10/24]
3 periodi stoà + esponenti (recupera)
concatenazione eventi deterministica provvidenziale e razionale (non c’è altra maniera),
porta a realtà di cause e effetti (????) sillogismo su queste premesse pag. 801.
Teoria della percezione: (degli stoici per criticare epicurei e scettici) parte dal gesto,
Zenone descriveva la realtà empirica con la mano aperta (rappresentazioni,fantasia) e man
mano che contraeva le dita inizia a dare l’assenso e con il pugno chiuso riusciva a
comprendere la realtà, per afferrarla serve un ragionamento logico, bisogna rielaborare
l’esterno con la ragione che quando è compreso va verbalizzato e diventa materia del
logos.
fantasia catalettica→ ????? riesce ad essere afferrata (si imprime nell’anima come fosse
una tavoletta di cera, duposis), non tutte lo sono perchè la ragione ne nega l’assenso, una
rappresentazione esterna non può essere verbalizzata.
Dalle dispense sezione sugli stoici + diverse rappresentazioni e nesso stretto tra ragione e
percezione, sfera razionale e sensibile.
Pag.777 differenza della rappresentazione (fantasia, parvenza della mente finchè la ragione
non da assenso) che è una impronta nell’anima modificabile anche le apparenze simili alla
realtà ???? l’intelletto però a volte da assenso per errore a illusioni e giudizi errati.
Per gli stoici l’etica si basa sul vivere secondo la natura (8h) propria e universale.
La realtà è diffusa nel mondo empirico attraverso il pneuma razionale (soffio), logos ??
(natura dell’uomo e esterna, la vita umana si materializza nella nozione di Dovere vivere la
miglior vita, che permette di scegliere il bene, l’utile, il giusto). Virtù è la massima vita
coerente col dovere che porta felicità. Non si vive secondo natura se si è condizionati
erroneamente e distolti dal dovere.
Esistono anche delle scelte considerate indifferenti (no bene o male) che non
contribuiscono né alla felicità né al male (tripartizione nel pensiero ellenistico delle scelte).
Dovere → nozione importante per l’età repubblicana a Roma (circolo scipioni, classi
governanti fino a Marco Aurelio) è un atto appropriato alle disposizioni secondo natura (gli
atti non devono essere dominati da impulsi ma dalla ragione).
Per gli Stoici l’anima è divisa in otto parti, i 5 sensi + la funzione fonetico-linguistica,
razionale e generativa; permette all’uomo di relazionarsi con la realtà.
MEDIO PLATONISMO corrente filosofica che ha una influenza diretta sui padri della chiesa.
Rilevante perchè riformula il pensiero di Platone in relazione agli impulsi filosofici delle altre
scuole + l’ambito religioso che influenza (antico testamento). DISPENSE
Filone Alessandrino unisce l’antico al tema platonico. Dio è ineffabile, inconoscibile a livello
razionale e contemplabile solo mediante l’occhio dell’anima, dimensione estatica. è un
rapporto interiore, l’anima si stacca dal corpo e dal sensibile per elevarsi e vedere Dio.
Di Dio possiamo conoscere l’esistenza ma non darne una definizione, il logos (quintessenza
delle idee) permette di capire la razionalità che conserva il mondo.
Dio pensa le idee (platoniche) e crea anche il razionale (????); possiamo conoscere le idee
tramite uno schema platonico.
DIO→idee molteplici → realtà sensibile ancora + frammentata (molteplice)
Angeli→ enti intermedi tra Dio e la pluralità delle idee, fanno da mediazione (che nei
platonici era assente)
Da dispensa Hegel verso medio e neoplatonismo (pag 164) (recupera, ho sonno e il dio
cane)))
Perchè non essere esprime l’essere della realtà, perchè l’uno è non essere ed è il principio
alla base della realtà, la determinazione della realtà è negativa.
+ il NOUS ????
Il male ha radici nel non essere, quanto resta se togliamo l’idea, il pensiero diventa negativo
quando si rivolge a qualcosa che non spetta a lui; suddivisione netta tra l’essere e la
molteplicità.
L’anima dell’uomo è unica-poi: anima del mondo che contiene tutte le anime ???