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Appunti Storia Della Filosofia Contemporanea

appunti storia della filosofia contemporanea

Caricato da

Fiamma Tarola
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Argomenti trattati

  • giuramento,
  • auto-coscienza,
  • dualità,
  • diritto naturale,
  • giustizia distributiva,
  • sincerità,
  • utilità sociale,
  • Kant,
  • analisi genealogica,
  • mendacità
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Argomenti trattati

  • giuramento,
  • auto-coscienza,
  • dualità,
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  • giustizia distributiva,
  • sincerità,
  • utilità sociale,
  • Kant,
  • analisi genealogica,
  • mendacità

APPUNTI STORIA DELLA FILOSOFIA CONTEMPORANEA

Lezione n 1
Menzogna e compassione critico e rivalutativo:
teorie kantiana, concezione storica della compassione

Fondere sviluppi post-freudiani formazione vita


psichica/teorie oggettuali di Winnicot, Anna Freud e
relazione proiettiva introiettiva della figura di cura

-Teoria degli oggetti transizionali di Winnicot: formazione


emotivo-sentimentale etica della psiche
-Bambino-madre, dualità tra onnipotenza e impotenza,
proiezione di ansia e angoscia nella figura di cura per
potersene liberare
- Leibniz: dimensione giuridica e storica/ dimensione
giuridico naturale; compassione come amore per il bene
dell’altro, natura relazionale della compassione, pietas,
virtù che ci fa agire in base al diritto naturale (di origine
divina)
- analisi genealogica filosofia e psicoanalisi
- critica di Arendt sul concetto di compassione: derivazione
settecentesca della compassione, “L’umanità in tempi bui”
premio Lessing, bersaglio ontico l’umanesimo
illuminista francese, la compassione non è politica,
rapporto di subordinazione tra chi dà e chi riceve, paria
- Weber: principio di ogni paradigma religioso, paragone fra
le coste

1
- Arendt: politica vs sentimento, compassione vs fratellanza
(Lessing), ragione privata vs pubblica (Kant) auto-
catarsi
- Storia della menzogna di Derrida (allievo di Hegel e
Husserl), calibrare giuridicamente la menzogna
- Arendt vs Derrida: menzogna situata vs menzogna
assoluta (la società democratica liberale ha necessità, per il
suo mantenimento, di menzogne)
- Agostino: la menzogna fra varie categorie: finzione,
giustizia, ingiustizia, verità, falsità, intenzione
Passo 3.3 del De Mendacio: distinzione tra credenza e
supposizione/opinione, credenza è suppore che sia vero ciò
che si afferma ed implica ammissione di ignoranza,
supposizione è ritenere di conoscere qualche cosa che non
si conosce affatto, predizione di conoscenza; in ogni caso
non c’è menzogna (a livello di intenzionalità)
Menzogna: frutto di un dissidio tra ciò che è e ciò che si fa,
colui che ha nell’animo una cosa e ne proferisce un’altra,
doppiezza dell’anima, ha due pensieri
Verità: asserire ciò che si ha nell’animo adeguandosi alla
sua convinzione, purezza di cuore (come dira anche Kant)
Vero/ falso differente da sincerità /mendacità
Il mentitore è legato da un giuramento che ha infranto,
intenzione di nuocere agli altri e di ingannare
QUATTRO CASI (passo 3.4 De Mendacio)
Dire il F per non ingannare (1)- menzogna secondo v/f,
non per intenzionalità, falsità utile
Dire il V per ingannare (2)- menzogna per
intenzionalità ma non per v/f, verità letale

2
Lezione n 2
QUATTRO CASI di Agostino (passo 3.4 De Mendacio)
- Dire il F per non ingannare (1) - menzogna
secondo v/f, non per intenzionalità, falsità utile
- Dire il V per ingannare (2) - menzogna per
intenzionalità ma non per v/f, verità letale
- Mescolare V e F: mendace sia 1 che 2
- Mendace: chi dice F con l’intenzione di ingannare
Elemento cognitivo ed elemento intenzionale

- Derrida usa Agostino per riflettere criticamente sulla


capacità definitorie del Logos
 Limiti della definizione chiara di mendacità
 Agostino viene anche ripreso da Kant nella
Metafisica dei costumi nel quale elabora le idee di
menzogna radicale, uomo sensibile vs noumenico,
impurità di cuore come mendacità, tema del
linguaggio (autoinganno e inganno all’altro);
carattere franco, rozzo, quadrato della verità
 Valutazione fenomenologica, eredità hegeliana e
husserliana
 Atto relazionale e attenziona fenomenologica:
affidare alla molteplicità intenzionale e alla
variazione eidetica (di senso)
 Voce e il fenomeno: concetto husserliano di
fenomeno: senso d’essere di un fatto e la
dimensione signica; segno = voce; essenza del
senso e del significato

3
 Kant: riflessione politico-sociale, contro Benjamin
Costant che ha una posizione situata, menzogna
radicale
Libello sul mentire: contravvenire alla propria dignità
morale è menzogna
Fondazione della metafisica dei costumi- caso più
rilevante è la promessa mendace che crea sfiducia tra i
cittadini e danneggia solidarietà, sincerità alla base
delle transazioni (anche commerciali)

- Critica di Derrida ad Husserl: rapporto tra semiotica,


semantica e logica apofantica
 Il concetto di genesi: Derrida sottolinea l’importanza di
una svolta psichica del pensiero husserliano; corpo
genesi formativa; metodo costitutivo della
fenomenologia stratificazioni di senso
dell’operare della coscienza; costituzione progressiva
 Indagare a ritroso: genesi

P. 20-21 Derrida afferma la necessità di una definizione


franca:
- sovradeterminazione all’infinito
- volontà e coscienza di sé stessi
- esperienza molteplice (vedi
Agostino)

Anche nella gestualità e nel silenzio ci può essere la


menzogna
Definire è normare, non è possibile farlo con la
menzogna per Derrida

- Nussbaum: la pensatrice dell’ontologia della fragilità


umana tragedia greca, cercare la dignità
dell’uomo, attaccp alla visione ottimista di Leibniz della

4
compassione come amore amicali, opposizione ad
Arendt e a Kant
- Leibniz: ontologia dell’armonia (non passionale),
intelligibilità dell’uomo; concetti liberali ma non
liberalisti; diritto privato può essere dannoso, quello
pubblico è un bene comune

Lezione n 3
- Derrida: definizione franca fra mentire e non mentire
limiti della stessa definizione
Se mentire è legato al linguaggio allora vi sono dei
fenomeni limite deli linguaggio tagliati fuori come i gesti
del corpo, l’espressione del viso, ovvero il linguaggio pre-
apofantico relazione con la finzione
Rapporto tra finzione, immaginazione, diritto e relazioni
sociali giuste
Rousseau (ripreso da Derrida)
 Interesse di Kant per il valore integrativo dell’illusione,
valore comunicativo di dimensione extra linguistico,
valore comunicativo della pantomima
 Antinomia della definizione di menzogna, aporia di
ogni definizione, continuità tra esseri animali umani e
non: non è possibile individuare la vera origine del
linguaggio umani (Rousseau, origine delle
disuguaglianze), linguaggio dell’uomo “selvaggio” è un
grido della natura, il linguaggio gestuale non ha una
struttura logica

Tema dell’autoinganno: inganno è differente da finzione


 Valore sociopolitico della finzione
5
 Rousseau ”Fantasticherie del passeggiatore
solitario”: non ha pentimento ricordando le
menzogne della sua vita
 La finzione non è una menzogna ha un
ruolo positivo nei confronti del vero, cioè, è al
servizio del giusto
 Kant illusione è differente da inganno
 Mentire a favore del bene altrui
 Verità e menzogna non hanno un valore cognitivo,
ma sono in un ambito morale
 Mentire è nascondere la verità che di deve
palesare: per Rousseau la verità è un dispositivo
pratico e politico, mentire non è omettere ciò che
non si è obbligati a manifestare
 C’è un vincolo giuridico che lega verità al dovere
 La menzogna non c’è al di fuori dei rapporti politici
e giuridici (occultare non è mentire)
 Menzogna non è nemmeno osservare il contrario
del vero (no valore cognitivo)
 Posizione situata simile a quella di Benjamin
Constant
 Omettere o dire una falsità senza che essa sia una
menzogna è come se si porgesse con una moneta
falsa una mano a cui non devo nulla
 Vedere Quarta passeggiata
 Mentire è quindi sottrare all’altro con l’inganno un
diritto
 Domanda: nozione astratta e generale del vero e il
vero individuale particolare
 Ambito pratico: comportarsi come ci di dovrebbe
attendere al suo vero fine la verità la
finalità la realizzazione di sé
 Metafora di Lessing vero: implica che è
teleologicamente inquadrato, l’essere umano si
autoeduca
6
 Scegliere fra ciò che Dio ha nelle sue mani si
sceglie il vero come tendenza (illuminismo
tedesco e francese)
 La verità generale è sempre bene, quella
particolare è un male o è indifferente
 Il peggiore dei torio è privare la’ltro dei beni che
necessità per essere felice
 Significato pratico del vero individuale: utile
sociale
 Alla ricerca di un benessere che non intacca un
diritto alla felicità dell’altro, un utile non egoista
ma che equilibri la coesione sociale (rif. a Spinoza)
 Valore sociale della finzione
 Utile sovraindividuale vs regolamentazione super
individuale

Derrida menzogna di Stato utile al benessere


collettivo, non possiamo essere d’accordo con la verità
assoluta di Kant
 La verità si connette alla giustizia: Rousseau (p. 46), il
dovuto è l’utile, cioè, è inerente alla giustizia
 Le cose vane non interessano la verità, l’errore non è
più grave dell’ignoranza nelle cose inutili
 Criterio dell’utile: giustizia distributiva
 La verità non è un bene
 Dobbiamo quindi capire sempre se siamo obbligati a
dire la verità, cioè se non abbiamo un vincolo al vero
 Ricercare una regola per capire se la verità è dovuta
(p. 47-48)
 P 48, dire il falso è differente da mentire se non c’è
l’intenzione di ingannare
 L’intenzione di ingannare non è sempre quella di
nuocere ( rif ad Agostino)
7
 L’intenzione ingannevole è necessaria ma non
sufficiente, è da valutare l’intenzione morale
Fenomenologia della menzogna:
- mentire per il proprio vantaggio è un’impostura
- mentire per il vantaggio altrui è frode
- mentire per nuocere è calunnia
- mentire senza profitto per sé e gli altri è pura finzione
(non deve turbare l’ordine pubblico o la giustizia)

 2 elementi: ledere la giustizia è mentire e fingere è il


più alto grado di innocenza
 La finzione ha potere moltiplicatore verso il vero
 La finzione dissimula verità utili sotto forme piacevoli,
come la buona arte letteraria
 Ruolo del teatro nell’illuminismo

Kant illusione vs menzogna radicale


 Visione situata del mentire nell’antropologia kantiana
 Carattere sull’origine della storia immaginazione
ha un potere educativo
 13-14 dialettica dell’antropologia analizza l’uso delle
facoltà conoscitive ad es. la facoltà linguistica dal
punto di vista genealogico dell’Io, la facoltà di
desiderio e del piacere e dispiacere
 Illusione: attraverso il sensibile sia dal punto di vista
teoretico che estetico, percetto o gusto estetico
 critica sapere aude: impegno dell’etica che ogni
società richiede all’intellettuale
 illusione o Frause (frode o inganno)?
 Gioco di prestigio vs illusione effetto ingannevole
anche posteriormente (come un disegno in
prospettiva), cioè è durevole
8
 L’inganno ha luogo quando i sensi cercano di suggerire
com’è veramente fatto l’oggetto (fugace ed effimero)
 L’illusione non necessita dell’oggetto reale
 Inganno e illusione: posizione nei confronti di Kritzfield
 Integrazione sociale all’illusione

Lezione n 4
- Kant e Derrida
 Kant decostruito da Derrida
 Storicità della menzogna Derrida vs
 Kant per il quale l’atto mendace corrisponde una
messa dal bando umanità
- Trasformazione della riflessione kantiana
fondazione della metafisica dei costumi e nella
metafisica dei costumi
- Radicalizzazione: dalla posizione di Rousseau alla
menzogna assoluta
- Menzogna come dissociazione della coscienza e
doppiezza del cuore: c’è autodisprezzo nel cuore
del mendace
- Metafisica dei costumi (Laterza 2009, p. 287)
- Menzogna esterna vero oggetto di disprezzo
agli occhi degli altri
- Menzogna interna vero oggetto di disprezzo
agli occhi propri: offende la dignità umana della
sua persona, cioè, tratta se stesso come un
oggetto
 Oggetto differente da cosa: la cosa ha una qualità
d’uso
 Kant contro la ricostruzione platonica di archè e arethè
archetipo etico perseguibile, rivaluta Platone
9
 Uso storico-culturale delle parole
 Sistema idee razionali si basa sull’esigenza
metafisica di fornire un oggetto sperimentale []
 L’intenzione comunicativa del singolo può essere
mendace
 Conflitti dissociati nel mentire agli altri e a sé stessi
- Detentore di verità, homo noumenon
- Trasmettitore di falsità, homo phenomen
 Fine direttamente contrario al fine naturale della
facoltà di comunicare i propri pensieri
 Il mentitore abdica dalla sua propria personalità
 Il mentitore non è un uomo vero
 Tendenza naturale alla concezione veridica: il
linguaggio ha il fine di comunicare veridicamente
 La cosa è un oggetto della techne
 Per Kant agire morale e linguaggio sono connessi:
Critica della facoltà di giudizio, è comunicabile il
giudizio del bello; gusto come facoltà di integrazione
sociale, ha lo stesso ruolo dell’illusione
 Natura veridica: origine noumenica della morale
dell’essere umano
 Sincerità è essere in accordo con sé stesso nella
dichiarazione con sé stessi e gli altri
 Tradimento morale intelligibile: menzogna; l’uomo
sensibile diviene come un puro strumento di una
macchina comunicativa (inferiore alla cosa)
- Linguaggio veridico
- Linguaggio come macchina linguistica
 Comunicazione: interesse altruistico
 Critica ad Hobbes, il quale sosteneva la vittoria della
socievole insocievolezza dell’uomo, critica i modelli
naturalistici al comportamentismo linguistico
 Il mentitore è incapace di coltivare solide relazioni
sociali

10
 Promessa mendace: momento di sfaldamento della
comunità (significato sociale)
 Fondazione della metafisica dei costumi: menzogna
come vizio del dovere fondamentale verso gli altri;
vedere nell’altro un fine; egoismo e convenienze
private
 Se adottiamo una regola universale sulla base della
promessa mendace modifichiamo la stessa possibilità
di promettere, generiamo un’autocontraddizione e non
è più possibile credere nell’altro
 L’umanità e essere fine in sé stessi dell’essere umano
 Riflettere si autocontraddizioni seconda
formulazione dell’imperativo categorico, come dovere
necessario verso gli altri
 Ubris dei propri istinti
 Biasimo: costume per correggere il vizio

Lezione n 5
Derrida ultimo baluardo della menzogna come atto
situato (Benjamin Constant)
 Collocare la menzogna all’interno di rapporti regolati
socialmente e giuridicamente
Posizione franca Derrida: cerca di fare un connubio tra le
posizioni di Constant e Rousseau
 Constant: principio morale non può essere autoriferito
e autosufficiente si oppone a tutta la riflessione
kantiana che vuole andare oltre l’ambito pragmatico
- Dovere in sé vs scopo pragmatico se si isola
la sincerità per sé stessa diventa inapplicabile
(autonomia ragione puro-pragmatica)
- Sincerità va collegata ad altri principi
situazione sociale in cui l’individuo si trova (dovere
morale fa parte di un ordinamento giuridico)
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- Dovere (di uno) e diritto (di altri)
- Il diritto alla verità in chi deve comunicare un suo
pensiero, dovere se non lede i diritti altrui
- Mediazione tra principio morale e conseguenze
- Collocare il principio del dovere morale all’interno
delle pratiche sociali del giusto e dell’ingiusto
Kant mentire e maldicenza (fake news)
- Maldicenza
- Vulnus radicale della vita sociale
- Dialettica della ragion pura: biasimo come pratica
linguistica e sociale
o Biasimo (preso dal sensualismo lockiano): punto
di contatto fra una pratica sociale e il suo ideale
morale di autodeterminazione della ragion puro-
pratica
o Biasimo non ha spiegazioni psicologiche e
sociologiche per Kant
o Il biasimo c’è se l’essere umano ha la coscienza
del proprio ideale morale
o Momento in cui l’homo fenomenon è in rapporto
con l’homo noumen
o Biasimo come sentimento sociale
o Ha valore nei confronti della dimensione
intelligibile
o Atti socialmente riprovevoli non sono dovuti alla
serie causale retrospettiva ma sono connessi
alla libera scelta del soggetto
o Offre una mediazione: “Schlitung”
Storia della menzogna
 Insufficienza di una concezione rigoristica della
menzogna in opposizione ad Arendt che è seguace
della posizione kantiana (menzogna radicale o
assoluta)
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 Secondo Derrida per mentire nel senso classico
bisogna sapere la verità e deformarla intenzionalmente
(non si può mentire a sé stessi)
 Mentire a sé stessi la democrazia è capace di
farlo
 Soluzione di ordine elitario nella proposta arendtiana
Verità e politica
Dedicato alla menzogna e ha tre punti di riferimento
filosofici
- Menzogna come intenzione
- Menzogna come lesione dei diritti altrui
- Menzogna come assenza di umanità
 L’intenzione sensibile del parlante è inconciliabile con
l’intenzione intelligibile
 Riferimenti ad Agostino
 Distinzione tra inganno e auto inganno carattere
catastrofico della menzogna
 Formule agostiniane: capacità trasformative del reale
secondo Arendt
 Si passa quindi dall’intenzione positiva del mentire alla
menzogna assoluta che aliena la realtà (p. 66)
 Dissidio, doppiezza come ultimo baluardo di verità
 Autoinganno proprio della società democratica ha un
sognificato politico
 Arendt si allontana da Rousseau
 Presupposto: verità filosofica è impolitica (opinione), la
menzogna è politica perché ha a che fare con la verità
politica
 Il filosofo ha un’utiloità solamente se fa da esempio
(Socrate)
 Mentire appartiene alla libertà umana

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Common questions

Basati sull'IA

Derrida suggests that fiction and performative gestures complicate the traditional dichotomy of truth and lies by revealing the performative aspect inherent in communication. Fiction, through its imaginative reach, and gestures, by transcending verbal language, challenge the rigid frameworks of truth, unveiling deeper relational meanings and indicating that truth is not necessarily the antithesis of falsehood but part of a spectrum of meaning-making .

Leibniz's portrayal of compassion as a relational virtue, akin to pietas, suggests it is rooted in natural divine law and fosters love for others' welfare. In contrast, Arendt critiques this view for its hierarchical implications and lack of political agency, thus emphasizing the disparity between philosophical reasoning centered around divine nature and practical ethical-political engagement .

For Kant, any form of lying violates moral duty and the categorical imperative; even well-intentioned lies compromise moral integrity. Rousseau, conversely, acknowledges contexts where lying might serve a higher purpose, aligning with the idea that truths can be selectively shared for social harmony without undermining moral integrity. The two perspectives thus reflect a tension between rigid universal ethics and situationally adaptive morality .

Kant argues that mendacious promises undermine the foundation of social trust. Such promises erode the basis of sincerity essential to social and economic transactions. If deceitful promises were universalized, they would lead to a collapse in the reliability of promises as true social contracts, thereby corroding the fabric of reciprocal trust necessary for communal solidarity .

Kant differentiates illusion from deception by associating illusion with sensory experiences and aesthetic judgment, which convey a form of truth through perceptual engagement, unlike deception which involves an intentional obscuration of truth. This distinction underpins Kant's epistemological framework, where illusions contribute meaningfully to human cognition without intending to mislead, presenting truth as more relativistic than absolutist .

Arendt situates political lying within democracy, arguing that such falsehoods are both characteristic of and needed for societal functionality, where absolute truth becomes impolitic. By reconciling political lying with democratic structures, Arendt highlights the complexities of governance that must balance integrity with practical realities of leadership, thus positing lying not as erroneous but as an operational necessity politically .

Arendt criticizes the Enlightenment's concept of compassion by arguing that it creates a subordinate relationship between the giver and the receiver, thus making it non-political. Compassion, as viewed in Enlightenment thinking, targets ontological aspects but fails to engage politically and equitably address the concerns of marginalized groups or 'pariahs,' revealing a gap between sentiment and political action .

Rousseau distinguishes between fiction and lying, seeing fiction not as a lie but as playing a positive role in relation to the truth. Fiction serves justice by masking useful truths in a pleasant form, unlike lies, which aim to deceive for self or others' advantage. Fiction, therefore, can contribute to a societal good, whereas lying typically involves an element of deception and harm .

Derrida argues that the traditional concept of lying is tied closely to language, but it should also encompass non-verbal communication. He reflects critically on the capacity-defining nature of the 'Logos,' challenging clear definitions of mendacity. He posits that phenomena such as gestures or facial expressions fall outside verbal definitions yet can convey lies, indicating the limits of language in defining truth and falsehood .

Derrida's approach frames deceit as a nuanced act beyond the simple lying or truth dichotomy. By examining the definitional limits of the 'Logos,' he emphasizes the insufficiency of traditional binary notions to capture the complexity of deceit. His critique extends to include the role of nonverbal acts and societal constructs, revealing capacity and variance within intention, unlike traditional views that rigidly demarcate truth from falsehood purely linguistically .

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