Il Neoclassicismo
Roma, Villa Albani
La Villa Albani Torlonia fu edificata lungo
la Via Salaria a Roma per volere del
cardinale Alessandro Albani (1692-1779),
noto collezionista di sculture antiche della
Roma settecentesca e promotore di quel
gusto neoclassico che gettò anche le basi
dei moderni studi archeologici.
1738
Scavi archeologici di Pompei ed
Ercolano
Ercolano
Pompei
Antonio Canova è uno dei più
importanti scultori italiani del
Settecento. Nato nel 1757 nei
pressi di Treviso, precisamente
a Possagno, comincia a lavorare
come apprendista a Venezia ma
si trasferisce presto a Roma,
città dalla quale Canova prende
una forte ispirazione che lo
spinge verso l’arte Neoclassica,
della quale è considerato il
maggiore esponente nell’ambito
della scultura. Da
Roma Canova sceglierà di non
separarsi mai, se non per viaggi
brevi.
Antonio Canova, Amore e Psiche, 1793
Amore e Psiche è il gruppo
scultoreo più famoso
di Antonio Canova. Il
soggetto rappresentato
nell’opera, ora conservata
al museo del Louvre, è
tratto dalla favola
di Apuleio L’Asino d’Oro, e
rappresenta l’attimo prima
del bacio che Amore dona a
Psiche. Si tratta del primo
bacio consapevole dopo
che ella era caduta in un
sonno profondo dovuto
all’apertura del vaso
di Pandora.
Diversamente dall’arte antica e dal Barocco di Bernini, Canova sceglie di
evitare il momento apice della passione e bloccare la scena nel momento
che precede il bacio e concentrarsi in una bellezza divina e non corrotta
dalle passioni terrene.
La composizione scultorea rappresenta esattamente
l’istante prima del bacio e questo si inserisce
perfettamente nella tradizione Neoclassica seconda la
quale è più importante il momento che precede l’azione, e
non l’azione stessa. Nel caso specifico di Amore e
Psiche, Canova decide quindi di esaltare il momento che
precede l’azione del bacio, in una sospensione dell’azione
che rende la composizione scultorea unica. Amore e
Psiche è un gruppo scultoreo tridimensionale,
osservabile da una qualsiasi prospettiva.
Amore e Psiche è un gruppo
scultoreo tridimensionale,
osservabile da una qualsiasi
prospettiva. La composizione si
lascia scoprire un po’ alla volta
anche se è il punto di vista
frontale a farci notare in che
modo le braccia dei due
amanti, Amore e Psiche,
diventino quasi un cerchio. Il
centro del cerchio cade
proprio fra i volti dei due
amanti ed è l’intersezione ideale
delle linee immaginarie dei due
corpi. Grazie alla perfezione del
panneggio, al gioco di sguardi dei
due amanti e alla tensione dei
loro corpi, Canova rappresenta
in Amore e Psiche anche un
sottile erotismo appena
percepibile nella sua raffinatezza.
Canova , sebbene con una
sensibilità diversa da
quella barocca, trasforma
il marmo con grande
virtuosismo creando
effetti illusionistici
incredibili.
Le ali di Amore sono
talmente leggere da
diventare trasparenti se
osservate in controluce
per esaltare la leggerezza
dell’Amore che risveglia
dal sonno la materia.
Antonio Canova, Paolina Borghese come Venere vincitrice, 1805-1808
Paolina Bonaparte nacque ad
Ajaccio nel 1780 ed è ricordata
perché sorella di Napoleone I. Il
secondo cognome con il quale è
indicata la nobile deriva dal
matrimonio con il principe
romano Camillo II Borghese.
Paolina Bonaparte sposò infatti
il principe Camillo II Borghese
nel 1803 e per celebrare
l’occasione il nobile
commissionò la celebre
scultura ad Antonio Canova nel
1804.
Il meraviglioso nudo realizzato
da Canova si ispira ai più
celebri nudi realizzati nel
Rinascimento come la Venere
di Urbino di Tiziano.
La posa distesa su un triclinio è
però un riferimento al banchetto
antico in cui Venere è
proclamata la più bella tra le
divinità.
Paolina è difatti trasfigurata da Canova di una bellezza perfetta come incarnazione
di Venere. Il simbolo del trionfo della dea sulle rivali è la Mela. Secondo il mito, la
dea della discordia Eris gettò durante un banchetto con le altre divinità una mela
d’oro con scritta la dedica «alla più bella». Chiamato a scegliere tra Atena, Era e
Venere fu Paride principe troiano che di fronte all’offerta di Venere di concedergli la
donna più bella (Elena) incoronò Venere come la dea più bella.
Canova crea un nudo del tutto privo
di un erotismo marcato e idealizza la
figura storica trasfigurando la realtà.
Meravigliosa è la lavorazione del
marmo che enfatizza le linee sinuose
del corpo e la morbidezza del
divano.
Il divano non è un blocco scolpito ma
un telaio rivestito di lastre di marmo
che in origine aveva al suo interno
un meccanismo capace di farlo
ruotare
La seduzione è nascosta e non
sfacciata esaltata dal vedo non vedo
e dalle linee curve interrotte da
morbidi panneggi.
Antonio Canova, Napoleone Bonaparte, 1803-1806
Lo stesso Napoleone fu rappresentato in vesti trasfigurate come il Dio
della Guerra Marte. Un risultato un po’ stridente tra il volto realistico e
il corpo che evoca la nudità eroica dell’arte classica.
Una di queste versioni viene collocata nel cortile della prima Scuola di
Belle Arti moderna: l’Accademia di Brera
Le clamorose vittorie di Napoleone nel nostro Paese furono seguite dai trattati di
pace che prevedevano la consegna alla Francia di una quantità immensa di opere
d’arte. Ebbero così inizio le spoliazioni napoleoniche che culminavano con
l’ingresso trionfale delle opere d’arte italiane come bottino di guerra tra le vie di
Parigi
• Perché questa devastante ruberia di opere d’Arte?
• Napoleone era molto consapevole del valore non solo economico
ma anche simbolico delle opere d’arte sottratte.
• In primo luogo equivaleva a fiaccare, indebolire, annullare l’orgoglio
dei Popoli vinti.
• In secondo luogo egli come molti altri suoi connazionali ritenevano
che il nuovo mondo posto rivoluzionario aveva il compito tra gli altri
di preservare arte e cultura e siccome la nuova capitale europea
doveva essere Parigi nacque quello che doveva essere in pratica il
museo della civiltà europea: il Louvre
Il vecchio palazzo reale del
Louvre venne ingrandito e
trasformato in una
grandiosa costruzione,
perno del nuovo
scenografico cuore di Parigi
Esso era uno dei vertici
del percorso trionfale
delle truppe
napoleoniche di ritorno
dalla vittoria. Il viale fu
chiamato con un nome
che evocasse il
Paradiso degli dei
Antichi: Champs-
Elyseés ovvero Campi
Elisi
Parigi così viene interessata da una
imponente prima opera di
ammodernamento. Il suo volto deve
incarnare la sua nuova missione: è la
nuova Roma, la capitale del Nuovo
Impero.
I luoghi simbolo della Parigi
Neoclassica riproduco in forme
austere e candide edifici antichi.
E’ così ad esempio per
l’Assemblea Nazionale (il
parlamento francese) e il
Pantheon.
Arco di Trionfo, 1806-1836
Jacques-Louis David, Il Giuramento degli Orazi
La morte di Marat (La Mort de Marat) è
un’opera di Jacques-Louis David che
celebra Marat, uno dei principali
protagonisti della Rivoluzione Francese
assassinato da una giovane girondina.
Considerando Marat il responsabile del
Terrore, decise di ucciderlo. Così, inviò a
Marat una lettera di supplica grazie alla
quale fu ricevuta dall’uomo di Stato. Il 13
luglio 1793, durante il colloquio, dopo
aver scambiato poche parole, la giovane
colpì l’uomo al petto con un coltello.
Marat ricevette la donna immerso in una
tinozza a causa di una grave malattia
della pelle che lo costringeva a bagni
terapeutici.
Jacques-Louis David, La morte di Marat
David decise di interpretare la Morte di Marat ambientando l’evento in una
atmosfera mistica. Marat diventa, così, un santo martire della Rivoluzione
Francese. David per costruire la scena utilizzò alcuni elementi dell’iconografia
cristiana propri della deposizione di Cristo, ispirandosi a Raffaello, Michelangelo e
Caravaggio.
La ferita sul petto di Marat ricorda la ferita al costato di Gesù. La posizione del
corpo, poi, è simile a certe deposizioni del Cinquecento. La luce dorata che
proviene da destra, in alto, sottolinea una presenza divina. Infine, la base in legno
in primo piano ricorda una lapide. Infatti, su di essa compare una epigrafe. Infine,
il punto di vista rende monumentale la scena. La penna in mano sembra quasi
avvicinarlo agli Evangelisti.
Jacques-Louis David, Napoleone valica le Alpi
Eroico, imperioso, solo al
comando, in un quadro che ha la
potenza di una scultura classica il
generale guida il suo esercito tra
le montagne più alte d’Europa,
alla conquista della penisola
italiana e di un posto di primo
piano nella storia. Come Annibale
in groppa all’elefante, come
Alessandro Magno sul suo
Bucefalo, monta un destriero
focoso che si impenna di fronte a
un cammino erto di difficoltà. Ma
il cavaliere domina con fermezza
l’impeto della natura e senza
indugio indica ai suoi uomini la
via da seguire.
• Visione ideale delle guerra e del condottiero
• I colori che spiccano e avvolgono Napoleone sono quelli del tricolore di
Francia.
• In primo piano i nomi dei grandi condottieri che hanno valicato le Alpi:
Bonaparte, Annibale e Carlo Magno.
• Tutto il dipinto è impostato su linee ascensionali: per evocare il cammino
verso l’alto e il trionfo.
Jacques-Louis David, L’Incoronazione di Napoleone
David qui ritrae il momento dell'incoronazione di Napoleone, con
ben ottanta invitati, tutte persone realmente esistite. È un contesto
studiatissimo da David, per mostrare la nuova aristocrazia. Si basa
sulle linee verticali che slanciano l'opera. Tutti gli sguardi si
concentrano sulla corona, che Napoleone tiene alta nelle mani e
sta per posare sulla testa della moglie Giuseppina. C'è una grande
attenzione e minuzia nella realizzazione di tutti i particolari e nella
esaltazione dei simboli imperiali.
• La scena si svolge il 2 dicembre 1804 nella Cattedrale di Notre Dame a Parigi,
a differenza di tutte le altre incoronazioni di re francesi realizzate
nella Cattedrale di Reims. (Tutta via David non ambienta la scena dentro Notre
Dame ma in un edificio classico ideale).
• È questo il primo simbolo secondo il quale Napoleone era intenzionato a
rompere con la tradizione delle monarchie dell ancien regime, svolgendo poi la
famosa autoincoronazione che è ben visibile, col papa Pio VII seduto sulla
destra benedicente e quasi impotente di fronte al gesto dell'Imperatore, tanto
che quest'ultimo gli dà anche le spalle. (IL POTERE NON DEVE AVERE UNA
LEGITTIMAZIONE RELIGIOSA).
• Napoleone, al centro della scena, appare in atteggiamento quasi sacrale. Il
classicismo dell'ambiente, i decori e la corona d'alloro, riflettono inoltre il
fascino di Napoleone per i fasti e le glorie dell'Impero romano. La presenza di
dignitari, come pure la famiglia Bonaparte, mostra il supporto per il nuovo
regime. Essi costituiscono la nuova nobiltà Impero (ufficialmente istituita
nel 1808), una nobiltà basata sul merito.
La Reggia di Caserta
Luigi Vanvitelli è incaricato di progettare una
nuova villa nella campagna di Caserta che
deve diventare il cuore del Regno, lontano dal
caos di Napoli.
Carlo III di Borbone
( proprio quello del caffè! Fu infatti lui a introdurre a Napoli questa
bevanda già diffusa in Spagna ed Europa)
• Rappresenta un magnifico esempio di pianificazione urbana del territorio
di epoca neoclassica.
• La regolarità e simmetria ricalca le piante dei Castrum romani.
• Fanno da sfondo alla villa i magnifici giardini, progettati con l’intenzione
di evocare la capacità dell’uomo di costruire un’architettura verde
(giardino all’italiana).
La Reggia di Caserta è il primo moderno edificio in cui sono pregettati
impianti idraulici per l’acqua corrente calda e fredda e all’estetica si
affianca la FUNZIONALITA’.
Il grande acquedotto dell’Acqua Carolina era dunque pensato non solo
per le fontane dei giardini ma anche per i bagni interni.
Il primo bagno moderno in Italia si trova qui ed è quello della Regina
Maria Carolina.
Nel Settecento,
l’architetto Giuseppe
Piermarini con
l’edificazione del
Teatro alla Scala
definisce il modello di
edificio teatrale sino
al Secondo
Dopoguerra.
Giuseppe Piermarini, Tetro alla Scala di Milano,
Il Teatro alla Scala di Milano è uno dei
teatri più famosi al mondo, non soltanto
perchè rappresenta la più prestigiosa
istituzione della musica mondiale, ma
anche perchè è considerato il modello
architettonico più illustre per tutte le
costruzioni finalizzate allo spettacolo.
La Scala fu il palcoscenico
dove la più grande musica
italiana ebbe il suo debutto.
In particolare fu un vero e
proprio regno tra gli altri di
Giuseppe Verdi.
Giuseppe Piermarini, Teatro alla Scala di Milano
La struttura della Scala riflesse la struttura gerarchica
delle classi sociali.
Fu il luogo dove si diffusero e trovarono prese gli
ideali del Risorgimento a Milano.
Struttura teatro classico
Struttura teatro moderno
La Prussia
Germania L’ascesa della Prussia
spinse al rinnovamento
architettonico di Berlino
in chiavo Neoclassica,
evocando una rinascita
della Sparta antica e
dell’austerità
dell’architettura greca.
Berlino, Porta di Brandeburgo
1703 lo Zar Pietro il Grande fonda la nuova capitale della Russia: San
Pietroburgo
La fondazione di Pietroburgo nel Golfo
di Finlandia era una scelta culturale,
politica ed economica. La Russia si
apriva così all’Europa
Fu soprattutto però grazia alla
Zarina Caterina II che Pietroburgo
divenne una grandiosa capitale,
ricca di Musei e di Arte e
fondamentalmente disegna in
modo da rievocare lo splendore
delle città italiane.
La Zarina chiamò a tale proposito
grandi architetti italiani che
crearono la prima città europea
della Russia
Si passava quindi dall’identità
tradizionale della Russia medievale
e bizantina incarnata dagli edifici di
Mosca
Ai grandiosi spazi della San Pietroburgo
Neoclassica.
Un esempio evidente della
ispirazione dell’arte classica
italiana per la costruzione
della nuova capitale Russa
è la replica voluta da
Caterina II delle Logge di
Raffaello dentro il Palazzo
d’Inverno.
La Camera d’Ambra
Alla sobrietà neoclassica si
aggiungeva poi il gusto per la
policromia tipicamente russo (anche
per staccare dal bianco della neve
invernale) e l’esaltazione dei
materiali preziosi.
L’erede classica
d’Oltreoceano
La nuova America
L’ispirazione politica culturale offerta dalla cultura
antica, spinse i fondatori della neonata nazione
americana a ispirarsi all’arte antica nel costruire i
luoghi simbolo della nuova patria.
Politico e architetto Thomas
Jefferson progettò numerosi
edifici, ispirandosi a Palladio e
all’architettura romana, come è
evidente confrontando il
Parlamento della Virginia e la
Villa la Rotonda di Palladio a
Vicenza
Benjamin Latrobe, Il Campidoglio, Washington D.C., 1793-1827
Perché viene scelto lo stile
antico per la nuova patria?
1. L’America è la prima
democrazia moderna e
perciò culturalmente
vuole porsi come erede
della prima democrazia:
quella Greca.
2. Il sistema democratico
americano agli esordi
vede culturalmente come
punto di riferimento il
diritto romano e in
particolare la Roma
repubblicana.
3. Vengono così edificati
luoghi in tutto e per tutto
evocativi del classicismo
europeo: il Congresso, il
Memoriale di Lincoln, la
Casa Bianca.
Pur evocando le linee del Pantheon (specie nella cupola centrale l’edificio
del Congresso presenta delle originali reinterpretazioni americane degli
ordini architettonici classici: lo stile corinzio si riveste ad esempio di
pannocchie di mais.
Il Memoriale di
Lincoln (una sorta
di divinità della
nazione americana)
è concepito come
una re edizione dei
templi dorici greci.
Ovviamente tutta la
cultura neoclassica
americana crede
che il mondo antico
sia di quel bianco
abbacinante di cui
ha rivestito i suoi
simboli.