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EUROPA CENTRO DEL MONDO

Dopo: - Guerra franco-prussiana (1870)


-Parentesi “proletaria” della Comune di Parigi (1871)

PACE

Europa “Belle Epoque” ma con:

- Conflitti sociali
- Tensioni espansionistiche degli Stati

Inizia a premere l’idea di NAZIONE

 Conquistare per sfruttare le terre come:


-fornitore di materie prime
-consumatori di prodotti

COLONIALISMO EUROPEO
Inghilterra e FRANCIA PARIGI
Primato mondiale Centro verso cui convergono le idee e dal quale
si
diffondono le novità.

MANET
Figura che domina la scena dell’arte francese nella seconda metà del XIX secolo.
Nella sua pittura si fonde: - Tutta la pittura possibile
- Tutti gli strumenti concettuali della pittura
È TRADIZIONALE e basata su:
 La COMPOSIZIONE
 Il COLORE
 Sul VOLUME DELLE FIGURE
 Sulla LUCE
 Sullo SFONDO
 Sugli ESEMPI DELLA STORIA NELLA PITTURA

1. COLAZIONE SULL’ERBA (1863) D’Orsay


È stato esposto al Salon dei Rifiutati e suscitò scandalo e ammirazione poiché la
borghesia rimase indignata dal realismo con il quale l’artista lo aveva realizzato e i
critici lo accusarono di malizia e volgarità. Ciò che destava scalpore era che ritraeva una
giovane del tempo e non una Dea o un personaggio mitologico.
L’ispirazione del dipinto è classica e ciò che disturba è la sua attualizzazione. La critica è
anche rivolta alla nuova tecnica utilizzata, dove si accusa di non aver saputo utilizzare il
chiaroscuro e la prospettiva.

- DESCRIZIONE
Coglie il momento di pausa, intimità. Gli uomini indossano abiti moderni, mentre la
modella guarda negli occhi dell’osservatore e non mostra imbarazzo. La donna in
secondo piano è seminuda e si bagna nelle acque del laghetto. I personaggi sono
sospesi in una DIMENSIONE IRREALE.
Molte zone della tela (cielo, personaggio sullo sfondo, vegetazione ed ombre) sono
dipinte in modo SOMMARIO.
Le figure sono costruite per MACCHIE DI COLORE ed è presente una maggior cura per gli
oggetti inanimati che per le persone, RIBALTANDO LA CONSUETA GERARCHIA DI
IMPORTANZA.

2. OLYMPIA (1863) D’Orsay


Il dipinto rappresenta un crudo realismo, una donna cortigiana nuda, semisdraiata su un
letto disfatto. Lo scandalo fu duplice:
 critica del soggetto in quanto ritenuto volgare;
 tecnica pittorica: - non saper modellare i corpi con il chiaroscuro
- usare i colori in maniera primitiva.
La cruda nudità è sottolineata dal nastro di raso al collo, con lo sguardo beffardo, di
sfida e la posa con
la mano sinistra sul ventre. La GIUSTAPPOSIZIONE DI COLORI caldi e freddi realizzati
con lo scopo di
rafforzarsi a vicenda. Infatti, la veste rosata della serva si stacca dallo sfondo cupo della
stanza.
Nel mazzo di fiori si evince la TECNICA IMPRESSIONISTA. Sembrano macchie disordinate
di colore che
acquistano un effetto di realismo.

In questi quadri sperimenta una pittura nuova, in cui si mettono in discussione i modelli
tradizionali.

o LA NASCITA DI VENERE (1863) D’Orsay, Alexandre Cabanel


Esposta al Salon ufficiale e subito acquistata dall’Imperatore Napoleone III. Lo stile del
pittore è uno STILE VIRTUOSO, esempio dell’arte che conquistava il pubblico in quel
tempo.
Mischia le fonti di riferimento a Ingres e alla pittura del XVIII secolo. Riprende un
episodio della mitologia antica dove Venere, al momento della sua nascita, viene posata
su una spiaggia dalla schiuma del mare. Questo tema consente agli artisti di affrontare
l’erotismo senza scandalizzare il pubblico, grazie al soggetto classico. La mitologia
funge da pretesto per affrontare il nudo.
La figura della Dea appare in primo piano, le forme sono imponenti e il corpo sembra
spinto dalle onde verso lo spettatore. I capelli sono lunghi e color rame. Intorno alla Dea
si trovano i 5 amorini che festeggiano l’evento. In contrasto con il rosa tenue della pelle
vi è l’azzurro delle acque del cielo.

o LA VENERE DI URBINO (1538) Uffizi, Tiziano


Ritrae una Venere seguendo un'iconografia del Primo Rinascimento. Una giovane sposa
che dev’essere abbigliata per prendere parte alla celebrazione del rito “Toccamano”
(rito dove le giovani richieste in matrimonio esprimevano il loro consenso sfiorando la
mano del futuro marito).
La giovane è distesa su un letto sfatto, guarda lo spettatore con occhi ammiccanti,
mentre con la mano sinistra nasconde il pube e nella destra ha un mazzolino di rose,
emblema della Dea e della piacevolezza e della costanza in amore. Ai piedi del letto vi è
il cagnolino abbandonato che richiama la fedeltà coniugale.
Sullo sfondo si vede un ambiente raffinato. Sono presenti due ancelle: una fruga nel
cassone dal quale ha estratto un abito color oro e azzurro destinato alle nozze, visibile
sulle spalle dell’altra ancella. Sul davanzale si trova il vaso di mirto, pianta legata a
Venere, con riferimento alla costanza in amore.
o NUDO SU UN DIVANO (1850) Collezione Gerard Lévy, Studio Cavalas
Fotografia che fa parte degli studi di nudo femminile, disponibili ed utilizzabili dai pittori.

L’INTROSPEZIONE dei soggetti trattati da Manet, costituisce un’unità espressiva forte e


tranquilla al tempo stesso. Questo si nota nelle opere degli anni 60.

3. IL PIFFERAIO (1866) D’Orseyx


Raffigura un ragazzino di stanza con la Guardia Imperiale. RINNOVA LA GERARCHIA DEI
GENERI, conferendo a un soggetto di genere la stessa dignità di un ritratto ufficiale,
impiegando uno STILE AUDACE e INNOVATIVO.
Lo sfondo è spoglio e privo di profondità, vi è un ACCORDO DI COLORI UNIFORMI e
PIATTI, impostato sulla brillantezza del nero sui rossi del pantalone, sull’uniformità del
grigio dello sfondo, sulle guarnizioni nere e dorate e sulla densità dei banchi per
sottolineare le pieghe della bandoliera e delle ghette. Ciò crea un EFFETTO DI
DIROMPENTE ORIGINALITÀ.
Il Pifferaio presenta una STESURA PIATTA, con una BIDIMENSIONALITÀ accentuata dalla
linea di contorno nera che circoscrive ogni forma e impiega un DISEGNO SEMPLICE e
NETTO, PRIVO DI PROSPETTIVA e di MODELLAZIONE data dal chiaroscuro.

4. LA FUCILAZIONE DELL’IMPERATORE MASSIMILIANO (1867-1868)


La prima redazione del dipinto è stata fatta dopo che Manet seppe della notizia.
Successivamente decise di realizzare una seconda ed una terza versione dove le figure
raffigurate sono più piccole e per questo vi è una MAGGIORE DISTANZA TRA
L’OSSERVATORE E IL SOGGETTO, vi è una STESURA PIATTA che crea una sensazione di
tranquillità, accentuata dalla FREDDEZZA TONALE e dallo SCORCIO SPAZIALE. Al centro
si trova il drappello del plotone di esecuzione intento a sparare. Le uniformi sono
francesi, per sottolineare la responsabilità che Napoleone III ha rivestito. Un soldato
sulla destra gioca con la sicura del fucile inceppato, mentre nell’angolo opposto si trova
l’imperatore Massimiliano con un sombrero, affiancato da due generali messicani che
vennero giustiziati insieme a lui.
Raffigura la vicenda come un fatto ordinario e questo viene accentuato dal fatto che da
dietro il muretto si intravedono paesaggi verdeggianti soleggiati e dei ragazzini che
assistono.

5. EMILE ZOLA (1868) D’Orsay


Romanziere realista e critico d’arte, che quando i giurati dei Salon rifiutarono i quadri di
Manet scrisse un articolo in difesa del pittore. Per omaggiarlo Manet lo ritrasse in un
ritratto. Le sedute di posa avvennero nel suo studio, lo scenario alle spalle del
romanziere sottolinea il mestiere del pittore, la personalità e gli interessi di Zola, in
quanto si possono vedere dello scrittoio un calamaio, una penna e dei libri, insieme ad
altri oggetti come carte varie e una pipa in un vaso laccato. Sopra è presente una
bacheca dove si trova una riproduzione di Olympia e affisse un’incisione tratta dal
Trionfo di Bacco di Valazquez, per evidenziare la comune passione di entrambi per l’arte
spagnola e una stampa giapponese di Utagawa Kuniaki II raffigurante un lottatore, per
sottolineare l’influenza delle stampe giapponesi sull’impressionismo, opere con rigore
compositivo che stendevano il colore in campiture omogenee e brillanti, senza l’utilizzo
del chiaroscuro.
Viene ABBANDONATO L’EFFETTO CHIAROSCURALE e si ricorre alla GIUSTAPPOSIZIONE DI
COLORI PURI.

6. LE BALCON (1868-1869) D’Orsay


La rappresentazione è suddivisa su 3 PIANI SPAZIALI:
1. Segue l’andamento della ringhiera
2. Compresso nel riquadro scuro delle persiane
3. Individuato dalla parete all’interno della stanza

Dispone i personaggi al di là della ringhiera verde, che fornisce indicazioni sullo status
sociale, in quanto rientrano nell’alta borghesia, ne sono un simbolo il vaso con le
ortensie, il cane, gli abiti eleganti e gli accessori. La scenografia si mescola ad una
malinconia.
Berthe è l’unico personaggio seduto appoggiato alla ringhiera del balcone, ha l’aria di
un'eroina romantica e dallo sguardo assorto traspare tristezza e pacatezza.
Fanno è vestita elegantemente, appare con la testa reclinata e gli occhi
compassionevoli. Fra le braccia regge un ombrellino verde.
Dietro le donne si trova la figura di Antoine, icona del potere borghese, che volge lo
sguardo lontano consapevole del proprio prestigio sociale ed economico. Alle spalle di
tutti vi è l’ombra di Léon con un vassoio in mano.
I personaggi non si parlano e volgono lo sguardo in direzioni differenti.
Il pittore RINUNCIA ALLA PROSPETTIVA e al CHIAROSCURO, adottando FORME PIATTE,
CONTORNI NITIDI con CONTRASTI CROMATICI.
Spiccano l’acidità del verde e del blu della cravatta, con alcune note di colore che
provano a smorzare l’intensità, come ad esempio l’ocra dei guanti di Fanny o i toni
cerulei delle ortensie. Il dipinto è caratterizzato da una LUCE INTENSA, ma INNATURALE
che non riesce a penetrare all’interno della stanza e per questo rimane buia.

7. IL BAR FOLIES BERGÈRE (1881-1882) Courtauld Institute Gallerie


È un dipinto caratterizzato da un GIOCO DI SPECCHI, DI PRIMI PIANI e DI SFONDI. È
eseguito poco prima della morte e rappresenta l’interno di uno dei locali più frequentati
della Parigi dell’800.
Lo specchio (si capisce che si tratta di uno specchio guardando a destra dove si vede il
riflesso delle spalle della barista) alle spalle della barista riflette la sala e gli elementi
tipici di un paesaggio urbano:
iI fumo di sigarette, le luci, il gioco di sguardi sottolineano le caratteristiche principali
della società moderna: EROTISMO e DENARO.
Il salone è un moltiplicarsi di tavolini attorno ai quali siedono uomini dagli eleganti
cilindri neri e donne munite di binocolo, intente a guardare uno spettacolo. Di che
spettacolo si tratta lo si capisce guardando in alto a sinistra, dove si scorgono le gambe
di una trapezista che compie le sue acrobazie, offrendo il proprio talento agli occhi del
pubblico divertito. Tra gli spettatori si riconosce Méry Laurent, galante e spiritosa amica
di artisti e poeti, vestita in bianco e col viso appoggiato alle mani guantate, identica
posa nella quale Manet l’aveva ritratta in un pastello su carta nel 1881.
Lo sguardo perso della barista indica un disagio. Sul bancone natura morta, cui accorda
notevole importanza e spazio.
Il dipinto rappresenta un modo per DESTARE CONSAPEVOLEZZA. Lo specchio funge da
METAFORA DELL’APPARENZA, infatti l’immagine gioca sul tema dell’IRREALTÀ, dove tutto
concorre a produrre ambiguità, incertezza visuale e lo sconcerto della ragazza.

Sono tutti quadri dove la solidità della pittura è in accordo con quella dei sentimenti espressi e
con la sicurezza di una nuova concezione del mondo. Manet non aderisce al movimento
impressionista, anche se i suoi quadri degli anni 70/80 schiariscono la tavolozza e rendono più
evidente la pennellata, caratteristiche tipiche dell’impressionismo.

IMPRESSIONISMO
È una corrente artistica che ebbe la sua prima mostra a Parigi nel 1874 e venne definito così da
un critico con l’intento di denigrare il disimpegno nei soggetti trattati e nella tecnica.

- La TECNICA è basata su:


 PENNELLATE VELOCI e BREVI
 COLORI PURI o SATURI
 ABOLIZIONE DEI CONTORNI DELLE COSE RAPPRESENTATE
 RESA DELLE OMBRE MEDIANTE LA TONALITÀ PIÙ SCURA DELLO STESSO COLORE

L’utilizzo di una tecnica veloce e spontanea è una conseguenza della ricerca degli
impressionisti riguardante la luce.

- TEMI: rappresentano temi quotidiani e borghesi. Il paesaggio dei parchi o dei luoghi di
villeggiatura e la gente comune, borghesi e piccoli borghesi ritratti nei loro gesti
abituali.
Fondamentale è il concetto di pittura EN PLEIN AIR, ossia il cogliere, da parte dei pittori,
l’ispirazione all’aria aperta, dipingendo fuori dallo studio, rompendo così la tradizione
accademica, che voleva che il pittore rappresentasse soggetti nobili lontani dalla realtà.

La novità è la coscienza che l’artista acquisisce della funzione della società. Questa
consapevolezza porta, nella SECONDA METÀ DELL’800 ad una CRISI D’IDENTITÀ DELL’ARTISTA,
che si ritrova libero ma emarginato, alla ricerca di un nuovo ruolo.
Con l’industrialismo che modifica i paesaggi e i modi di pensare e agire, grazie anche alle
scoperte scientifiche (positivismo) e di una filosofia che vede nel progresso scientifico la
soluzione ai problemi umani. L’arte cerca un’area espressiva che risponde alle esigenze di
RAPPRESENTARE e INTERPRETARE il mondo.
L’obiettivo degli impressionisti è quello di risolvere il problema della modernità, mediante la
consapevolezza che per una nuova realtà sono necessarie nuove interpretazioni. Con questo
intento gli impressionisti inventano una pittura “AGILE”, VELOCE, BORGHESE, cercando di dare
un’immagine nuova e moderna, fornendo risposte autonome a problemi percettivi e
rappresentativi.
Si insiste sul problema della luce che trasforma gli oggetti.

1. DONNE IN GIARDINO (1867) Monet, D’Orsay


L’opera risale ad un periodo in cui Monet indagava l’efficacia della sua tecnica “en plein
air” (all’aria aperta), con l’obiettivo di COGLIERE LA VERA ESSENZA DELLE COSE, in
quanto espressione della realtà. Questa fu una scelta che comportò difficoltà, in quanto
doveva mantenere basso il punto di vista e preservare il formato della tela.
Adotta dimensioni generalmente riservate alla pittura storica, per rappresentare un
soggetto comune privo di carattere mitico e divino (le quattro fanciulle). Vi è una
RINUNCIA AGLI ELEMENTI CLASSICI della PROSPETTIVA e del CHIAROSCURO.
L’erba è delineata da pennellate oblique ed il motivo è interpretato con VIVACITÀ DI
TOCCO e BRILLANTEZZA CROMATICA.

2. RIUNIONE DI FAMIGLIA (1867) Fédéric Bazille, D’Orsay


L’opera ritrae il pittore e alcuni membri della sua famiglia nella residenza di Méric, in
Francia. Si tratta di un ritratto iniziato nel 1867, sono presenti 6 donne e 5 uomini,
rivolgono quasi tutti lo sguardo verso lo spettatore e la donna seduta sulla sinistra in
abito blu è la madre dell’artista. La gerarchia è chiara, il padre è seduto sulla sinistra
con le gambe incrociate e lo sguardo, a differenza degli altri, non è rivolto verso gli
osservatori. Assume una posa rilassata e dal viso traspare autorità.
Gli altri uomini indossano un panciotto e una redingote, il loro aspetto è convenzionale,
mentre le donne indossano abiti dai colori chiari e tenui e gli accessori (cappelli, scialli e
cinture) danno vivacità al dipinto. Traspare conformismo dal modo di vestire e di
assumere le pose, ma anche serietà e autorità.
Il paesaggio funge da cornice e i personaggi vengono collocati su una terrazza dalla
quale si può vedere un panorama campestre, dal quale risalta il contrasto tra il verde il
bianco ed il blu. Sia il cielo che gli abiti femminili contrastano con il verde delle foglie,
donando la luce alla tela.
La scelta di ritrarre i personaggi all’esterno permette di attuare un gioco di luci ed
ombre.

3. REGATE AD ARGENTEUIL (1872) Monet, D’Orsay


Il quadro presenta le caratteristiche dell’impressionismo nascente. Venne dipinto sulle
rive del fiume nella luce naturale. L’intento era di rappresentare il movimento naturale
dell’acqua e il mutamento delle cose legato al gioco della luce. Viene ELIMINATO IL
NERO e restituisce una luminosità alle barche accostando TRATTI ORIZZONTALI DI
COLORE PURO. Questa tecnica emerge ancor di più nei riflessi dell’acqua.

4. IMPRESSIONE AL LEVAR DEL SOLE (1872) Monet, Musée Marmottan


Inizialmente non aveva titolo ed in occasione dell’esposizione del 1874 nello studio di
Nadar, gli chiesero cosa scrivere sul catalogo e rispose “Impressione”.
Il termine impressionismo fu dato da un critico d’arte con un'accezione negativa,
rifacendosi al titolo di questo quadro, per indicare che erano capaci a stendere sulla tela
solo impressioni della realtà.
Non vi è traccia di disegni preparatori, il colore è dato direttamente con pennellate brevi
e veloci. Vi è la volontà di trasmettere sensazioni provate nell’osservazione, cogliendo
l’impressione di un attimo. L’USO GIUSTAPPOSTO DEI COLORI caldi e freddi rende
suggestivo il senso della nebbia.
È rappresentato uno scorcio mattutino del porto di Le Havre avvolto dalla nebbia. In
primo piano sono disposte tre imbarcazioni, le caminiere fumanti e un albero, in alto
invece è posizionato il sole i cui raggi riflettono sull’acqua.
Mette in atto una PITTURA REALIZZATA EN PLEIN AIR dove prevale la SOGGETTIVITÀ
DELL’ARTISTA.
Il potere interpretativo del pittore si traduce in una VISIONE FANTASTICA, dove l’utilizzo
della giustapposizione e l’utilizzo di TOCCHI VIRGOLATI VELOCI, LIBERAMENTE DISPOSTI
sulla tela rendono appassionata l’evocazione della nebbia e dei vapori del crepuscolo.

5. BALLO AL MOULIN DE LA GALETTE (1876) Pierre Auguste Renoir, D’Orsey


Racconta di un momento di vita popolare a Parigi, raffigurando un ballo domenicale.
I soggetti rappresentati appaiono felici e spensierati, che si lasciano travolgere dal
contesto godendosi il sole primaverile.
In primo piano è presente una tavolata di persone, le giovani sulla sinistra appaiono
immerse in una conversazione con il giovane di spalle. L’occhio dell’osservatore viene
catturato dal complesso per poi essere reindirizzato verso lo sfondo dalla diagonale
ascendente del dipinto.
Il pittore riesce a cogliere il movimento ondeggiante del ballo.

6. LA FAMIGLIA BELLELLI (1859) Degas, D’Orsay


L’opera ha lo scopo di andare nella profondità dei personaggi. Raffigura la zia Laure a
sinistra che si eregge in piedi in un abito nero. È alta, maestosa e autoritaria, rivolge lo
sguardo a destra dove è seduto il marito, ma lo ignora e lo oltrepassa mostrando
impassibilità, che però è giustificata dalla situazione coniugale difficile che opprimeva
entrambi.
I COLORI del dipinto risultano APPESANTITI dal ritmo delle TONALITÀ GREVI e
DRAMMATICHE delle colonne dell’orologio, tinte di rosso carminio, della cornice dorata
del quadro appeso in alto, della veste scura della zia e del tappeto sul pavimento.
L’INQUIETUDINE che contraddistingue il dipinto è accentuata dal GRANDE FORMATO
dell’opera e dai GIOCHI STRUTTURATI SULLE PROSPETTIVE aperte delle porte e degli
specchi, che conferiscono all’immagine una RICCHEZZA SPAZIALE DI QUALITÀ.
La bambina di sinistra è attratta dalla madre verso di sé con un gesto di protezione e
guarda verso l’osservatore. Mentre la bambina sulla destra sfugge parzialmente al
dominio della madre e volge distrattamente lo sguardo in basso a destra, verso il cane.
Il marito è seduto su una sedia e da e spalle all’ osservatore, viene descritto da Degas
come un uomo preoccupato solo dei propri interessi, ma che prova affetto per le figlie,
ne è indice lo sguardo distolto dalle carte e rivolto alla figlia.

Il decennio 1860-1870 è un periodo di preparazione, durante il quale i giovani pittori affinano le


tecniche, scelgono i modelli. Attorno a Monet si coagula un gruppo di artisti così da essere
esclusi dalle manifestazioni dei Salon ufficiali, che decidono di fondere una società per azioni
che possa promuovere i giovani artisti “indipendenti”.
Nel 1873 alla società aderiscono : MONET, PISSARRO, DEGAS, RENOIR, SISLEY, MORISOT,
GUILLAUMIN.
Nel 1874 si tiene la prima mostra, alla quale ne seguiranno altre sette sino al 1886, in cui
esporranno diversi artisti anche più lontani dalle posizioni radicali del gruppo.
La realtà non è più eterna, ma è fatta di istanti, di “IMPRESSIONI”, dove i soggetti sono le cose
quotidiane sottoposte ai cambiamenti di luce.

1) MONET: è un pittore di paesaggi con figure dove la luce gli fa da padrone.

a. NINFE (1916-1919) D’Orsay


Gli elementi più variabili sono la luce e l’acqua, che si combinano insieme
esaltando la sensazione di mutevolezza, di istantaneità del reale. La materialità è
al limite fra il sensibile e il non sensibile. Il quadro non presenta un punto di fuga
né un orizzonte, viene ricostruita solo una parte dello stagno e concentrata
l’attenzione sui particolari. La pennellata è LIBERA e il quadro risulta quasi
astratto.

b. LA CATTEDRALE DI ROUEN (1894)


Sono 50 TELE nelle quali è raffigurato dallo stesso punto di vista il portale della
cattedrale, cambiano solo le condizioni della luce che si riflette sulla cattedrale.
La superficie del portale è frastagliata e diviene un tessuto perforato in cui i
COLORI VIBRANO e si SFALDANO sotto la luce, producendo una DISSOLVENZA
DELLE FORME, di FRANTUMAZIONE DEI CONTORNI diversi a seconda della luce.

c. FESTA NAZIONALE (1878) D’Orsay


Raffigura la società parigina al massimo della vivacità. Mantenendo un punto di
vista alto, rappresenta la folla accorsa in strada per celebrare la festa della pace
e del lavoro.
Le VIRGOLETTATURE RAPIDE e VIBRANTI colgono l’enfasi dei parigini e lo
sventolio delle bandiere. Il COLORE INFRANGENDOSI e SMATERIALIZZANDOSI
coglie le sensazioni dell’istante.
L’opera è animata dai colori che colpiscono i sensi e i colori delle bandiere danno
luce e brillantezza alla tela.

2) RENOIR: predilige come soggetto la figura umana, soprattutto quella femminile.

a. NUDO AL SOLE (1876) D’Orsay


L’opera fu esposta per la prima volta nel 1876. La tela diede scandalo per la sua
spregiudicatezza. Il presupposto scientifico sul quale si basa è che un CORPO
NON BRILLA SOLO DALLA PROPRIA LUCE RIFLESSA, ma anche della LUCE CHE
VIENE FILTRATA DAGLI OGGETTI CIRCOSTANTI, che ne determinano i VALORI
CROMATICI.
Sceglie di raffigurare il torso di una bagnante di nome Anna, che per ripararsi dal
sole va in una natura verde e rigogliosa, ed è una scelta figurativa. La luce solare
cambia i colori della pelle, dove l’incarnato è colpito dalla luce assume delle
tonalità rosate. La luce per imprimersi sulla pelle della ragazza deve prima
penetrare il fogliame della vegetazione che agisce da filtro e crea delle chiazze
per buona parte verdi. Con questa tecnica, riuscì a contenere la perdita di luce
riflessa e a dare vita ad un’immagine che restituisce la stessa intensità visiva che
si ottiene con una percezione diretta della realtà.

b. L’ALTALENA (1876) D’Orsay


Il tema dell’altalena ha una tradizione figurativa elaborata nel corso della pittura
rococò. Questa tematica è un pretesto per raffigurare figure umane che si
immergono nella natura e per descrivere i colori che i corpi illuminati assumono
attraverso le foglie. Il dipinto è realizzato en plein air e mostra molta
spontaneità. La caratteristica principale è il complesso tessuto luministico che
gioca con le zone di ombra e luce. Dipinge i fulcri di luce solare che filtrati dalle
foglie degli alberi dilagano sulla superficie pittorica e si imprimono sui corpi.
Questo si nota soprattutto con la veste bianca della donna, animata da chiazze di
ombra e da improvvise accensioni luminose. I colori giocano sulle armonie dei
blu e dei gialli, viene adottata una PENNELLATA MINUTA, che frammenta la luce
in tante PICCOLE MACCHIE DI COLORE, creando un effetto di DIROMPENTE
GIOIOSITÀ.

3) PISSARRO: fu l’ideatore della società per azioni degli impressionisti e incoraggiò


Seurat, del quale adotterà la tecnica puntinistica. Nella sua arte assume un ruolo
fondamentale l’ispirazione che il pittore trae dai paesaggi campestri. La sua pittura è
caratterizzata dai COLORI FRESCHI e VIVI e da un EFFETTO DI SOLIDITÀ, con attenzione
alla COSTRUZIONE DEI VOLUMI e alla DEFINIZIONE DEGLI SPAZI.
I quadri sono incentrati sul PAESAGGIO e sulla NATURA. Nelle opere la LUCE MODELLA e
EVIDENZIA LE FORME. Predilige uno SVILUPPO ORIZZONTALE delle opere, in modo da
creare un EFFETTO PANORAMICO. Stabilisce un equilibrio delle masse di colore,
ravvivandole con colpi di pennello. Distribuisce i toni armonicamente equilibrando gli
elementi compositivi, scegliendo abbinamenti cromatici in modo da esaltare la luce.

a. LA STRADA DI LOUVECIENNES (1872) D’Orsay


Dipinto autografo realizzato con tecnica ad olio su tela.

4) DEGAS: La sua pittura ha un’impostazione classica, l’artista studia i maestri del Louvre
e definisce un nuovo concetto di spazio, tagliato come in una fotografia. Ha una
predilezione per il corpo femminile, famose sono anche le sue anticipazioni plastiche in
scultura. Degas attua una disanima dei materiali della scultura, quasi con l’intento di
inserire un elemento preso dalla realtà nella finzione dell’arte.
Degas fotografa i soggetti dei suoi quadri e realizza i dipinti in studio con l’aiuto di
schizzi e disegni preparatori.
La fotografia gli suggerisce TAGLI NUOVI, con INQUADRATURE ASIMMETRICHE, prese
dall’alto o in diagonale. Ciò accentua la CASUALITÀ DELL’IMMAGINE, come se il pittore
volesse ritrarre il soggetto senza metterlo in posa.
a. L’ ÉTOILE (1876)
La ricerca della grazia espressa dalla giovinezza delle ballerine con l’espressione
del movimento nell’immediatezza del gesto e lo studio di inquadrature nuove.
La PROSPETTIVA DALL’ALTO aumenta la sensazione della dinamica in corso. La
figura è decentrata, per gran parte del quadro domina il piano del palco, mentre
la parte restante permette di intravedere parte delle scene dietro le quali si
nascondono altre ballerine.
L’attenzione è catturata dall’attimo raffigurato, in cui la ballerina si ferma in una
posa di leggerezza. L’utilizzo del PASTELLO dona alle forme e ai volumi del corpo
un tocco soffice con l’uso del bianco con diverse gradazioni che arrivano sino al
grigio da cui spiccano delle macchie di rosso delle roselline del tutù e i colori del
trucco della ballerina. I COLORI SFUMATI da far disperdere il bagliore della
giovane nella scena illuminata in primo piano. Sul fondo vi è un gioco di ombra,
dovuto dai colori più scuri, che indica e sottolinea la confusione delle altre
danzatrici dietro le quinte con TRATTI VELOCI.

b. MISS LALA AL CIRCO FERNANDO (1879) National Gallery


L’opera ha l’intento di RAFFIGURARE IL MOMENTO in cui Miss Lala libra in aria,
con le
architetture circensi sullo sfondo. L’acrobata è rappresentata con uno SCORCIO
DAL BASSO,
piega con eleganza le gambe e le braccia, richiamando le linee del soffitto e
legando, da un
punto di vista compositivo, la figura con lo sfondo. Le gambe hanno delle
striature come se
indossasse calze, ma in realtà indicano l’abitudine del pittore di cancellare e
rifare in
continuazione. Creava in loco schizzi con carboncini o pastelli e successivamente
realizzava
le scene in studio.
Della donna è difficile stabilirne l’etnia, soprattutto perché la luce scura sotto il
tendone ne
confonde il colore della pelle. PENNELLATE VELOCI da un SENSO DI
IMMEDIATEZZA e
concordano con il senso di velocità e movimento con cui la donna volteggia in
aria. La posizione
decentrata dichiara l’influenza delle stampe giapponesi.

c. DOPO IL BAGNO, DONNA CHE SI ASCIUGA LA NUCA (1898) D’Orsay


Si inserisce tra le raffigurazioni di nudi femminili e riproduce una donna che si
asciuga il collo dopo la toeletta reinterpretando la concezione del nudo cara alla
tradizione accademica, attraverso l’USO DEL PASTELLO. La donna non appare in
una posa ordinaria, ma sembra ignara del fatto che la stiano immortalando.
I COLORI sono VIVI e INTENSI ed accompagnano il movimento dell’azione. Adotta
un ACCOSTAMENTO CROMATICO UNICO e CREATIVO, si nota da come la carta da
parati della stanza richiama nelle diverse tonalità la vasca da bagno o la
carnagione della donna raffigurati.

d. BALLERINA DI 14 ANNI (1879-1881) Museu de Arte


Una ballerina di 14 anni divenne una statuetta di bronzo. Rappresenta una
ballerina adolescente ed esprime il cambiamento dell’arte dell’Ottocentesca.
Evolsero i materiali e comparvero nuovi soggetti. Dipingeva ballerine
osservandole da dietro al palco dei teatri.
Da giovane iniziò ad appassionarsi alla modellazione plastica. Questa statuetta fu
esposta alla mostra impressionista nel 1881, ma non fu ben accolta dalla critica e
suscitò l’ira degli esperti perché non traduceva esteticamente l’immagine
dell’adolescente.
Alla morte di Degas la statuetta era ancora nella versione in cera e
successivamente venne deciso di realizzarne una fusione in bronzo per
preservare l’opera dal passare del tempo. La ballerina è rappresentata senza filtri
che ne ingentiliscono la fisionomia e la posizione. Per aumentare il senso di
realismo vestì la statuetta con un tutù e delle scarpette vere.

5) SISLEY
a. INONDAZIONE A PORT-MARLY (1876) D’Orsay
La protagonista è l’acqua, che non è più contenuta dagli argini della Senna
occupa le strade. Sopra di esse si trovano alcuni uomini che cercano di tornare
alle normali abitudini. La presenza delle figure nere nelle imbarcazioni
sottolineano che si tratta di uno scenario di vita quotidiana scosso. Per
sottolineare il movimento delle acque, vengono rappresentate con RIFLESSI
COLORATI. Il pittore percepisce la catastrofe naturale come un PRETESTO
PITTORICO.
Si può notare un'ARMONIA DI COLORI, di grigi, azzurri, rosa, gialli. I colori
vengono DILUITI in modo da esaltare la TRASPARENZA DELL’ACQUA e da creare
LUMINOSITÀ DIFFUSA.

6) CÉZANNE
a. LA CASA DELL’IMPICCATO (1873) D’Orsay
È un dipinto paesaggistico. Seguendo i consigli di Pissarro, realizza la tela EN
PLEIN AIR. Il pittore sceglie un percorso percettivo finalizzato ad indagare la
consistenza concreta della realtà al di là delle apparenze date dai sensi.
Cézanne presta attenzione alla plasticità delle forme, scandendo in maniera
precisa lo spazio pittorico aiutandosi con le SPINTE VERTICALI delle alberature e
alle FORME ORIZZONTALI dei tetti delle case. Sono presenti anche PENNELLATE
CHIARE, FRAMMENTATE e POCO DILUITE CON L’OLIO, questo comporta una
SUPERFICIE GRANULOSA che definisce in maniera marcata le varie volumetrie
presenti.

7) DE NITTIS
a. LE CORSE AL BOIS DE BOULOGNE (1881) Galleria Nazionale d’arte moderna
Pastello su pannello. L’opera è preceduta da uno studio di schizzi, alcuni sono
conservati nel Museo di Barletta. Ebbe un enorme successo e le uniche critiche
che furono mosse riguardavano le dimensioni, ritenute eccessive per un pastello.
Rappresenta la società borghese più elegante e alla moda, sorpresa in uno dei
momenti caratteristici di mondanità.

8) MORISOT
a. LA CULLA (1873) D’Orsay
Nel dipinto si coglie un momento di intimità familiare, raffigura la sorella Edma
mentre veglia sul sonno della figlia. L’attenzione viene posta al NATURALISMO
DELLA RAPPRESENTAZIONE, che è enfatizzato dalla quotidianità del soggetto.
La donna ha un'espressione intensa dalla quale traspare amore. Mossa da un
istinto di protezione materno, la dona sfiora un lembo della tendina e lo interpone
tra l’osservatore e la neonata, creando una protezione della culla. Il legame tra
madre e figlia è enfatizzato dalla diagonale immaginaria che collega i due
sguardi. La culla ha una sagoma che descrive una struttura piramidale che
occupa la parte destra della tela. I colori sono applicati SENZA PASSAGGI
CHIAROSCURALI e sono GIUSTAPPOSTI in modo da esaltarli.

9) GUILLAUME
a. PLACE VALHUMBERT A PARIGI (1875) D’Orsay

10) GAUGUIN
a. LAVANDAIE A PONT-AVEN (1886) D’Orsay
Nel dipinto vengono rappresentate in riva ad un ruscello delle lavandaie che
lavano i panni, mentre sullo sfondo una casa tipica della Bretagna, con il tetto di
paglia che è immersa nel verde. Gli alberi si scontrano con un cielo ceruleo. Il
PUNTO DI VISTA è PIÙ ELEVATO rispetto al paesaggio. Questa è una tecnica che
riprende da Caillebotte da cui riprende anche la tecnica di stendere le
PENNELLATE, ACCOSTATE IRREGOLARMENTE, con lo scopo di creare MOVIMENTO.
La natura è la principale protagonista, per questo i PERSONAGGI vengono
RIDOTTI fino a farli diventare delle SAGOME COLORATE, per questo i VOLTI NON
SONO DEFINITI.
L’APPROCCIO è AUTENTICO con lo scopo di COGLIERNE gli ASPETTI INTIMI.

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