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Italiano Definitivo Maturità

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GIACOMO LEOPARDI
Il 29 giugno 1798 nasce a Recanati, nelle Marche, ed è il primo di dieci figli. La famiglia è nobile e
benestante, il padre e la madre sono figure severe e rigide, il padre è conservatore, erudito. La
madre Adelaide Antici è cattolica tradizionalista e dalla morale rigida. Ambiente famigliare
chiuso e anaffettivo, pessime condizioni patrimoniali.
Leopardi, sin da piccolo, rivela la sua genialità e inizia a essere una persona di cultura: a 11 anni
comincia a imparare greco, latino, francese e ebraico. Dagli 11 fino ai 18 anni si chiude nella
biblioteca del padre e passa sette anni di studio “matto e disperatissimo” e si dedica
esclusivamente allo studio. Inizia a scrivere opere di erudizione (che si occupavano di discipline).
Questo periodo gli provoca disturbi fisici: problemi alla schiena e alla vista;
Il modo in cui vive e l’ambiente che lo circonda lo portano a essere pessimista nei confronti
della vita. Crisi depressive.
Cultura di orientamento arcadico-illuministico, perciò viene escluso dalle nuove correnti di
pensiero. La timidezza, il disagio sociale, le condizioni di iniziale inferiorità nei confronti del mondo
fanno crescere la necessità di indagare il dolore e la condizione umana.

1816 CONVERSIONE LETTERARIA “DALL’ERUDIZIONE AL BELLO”


Comincia a leggere i moderni come Alfieri, Foscolo, Staël, Rousseau e entra in contatto con la
cultura romantica. Sviluppa un’amicizia con Pietro Giordani. Non scrive più per istruire, ma per
dare voce alle sue passioni e ai suoi sentimenti.
Polemica classica-romantica: inizialmente si schiera con i classicisti, scambio epistolare con il
letterato piacentino Giordani che diventa una guida sul piano umano e intellettuale.
L’apertura verso il mondo fa nascere in lui la necessità di uscire da Recanati, e nel 1819 tenta di
fuggire, ma non va a buon fine poiché il padre lo scopre.
Si aggrava la sua malattia agli occhi e non può più leggere, ciò gli provoca una forte crisi.

PASSAGGIO DAL “BELLO” AL “VERO”


Passaggio che porta Leopardi ad apprezzare la filosofia: inizia a farsi domande e chiedersi il
perché delle cose. La sua poesia diventa ricca di pensiero, è una poesia che indaga, esattamente
come la filosofia. Dall’immaginazione passa alla filosofia.

1822 Lascia Recanati e si reca a Roma da suo zio: grande delusione perché trova un ambiente
culturale chiuso, corrotto e vuoto, perciò torna a Recanati.
In questo periodo decide di non scrivere più in versi, perché questa esperienza romana gli fa
perdere un po’ fiducia nella capacità della poesia di dare voce ai sentimenti, quindi scrive in prosa
le Operette Morali.

Si sposta poi a Milano, Bologna, Firenze, Pisa. A Firenze conosce Manzoni, che era impegnato
nella “Sciacquatura in Arno”.

A Pisa compone i Grandi Idilli, (canti pisano-recanatesi ) sono canzoni, di cui la più importante è
A Silvia.
Torna a Firenze, si innamora di Fanny Targioni Tozzetti e conosce il napoletano Antonio Ranieri,
con cui stringe un’amicizia che dura fino alla morte.
Nel 1833 va a Napoli con Ranieri, dove trascorre l’ultimo periodo della sua vita costretto a letto
poiché affitto da una serie di disturbi.

LEOPARDI E IL ROMANTICISMO
- Lettera ai compilatori della “biblioteca italiana”: risposta a Madame De Staël, in cui definisce
“vanissimo” il consiglio della scrittrice, cioè inutile. Per Leopardi le due letterature
universalmente valide sono quella greca e latina, e la letteratura italiana è quella più vicina a
esse.
- Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica: la formazione di Leopardi è classica e nella
polemica è contrario alle tesi romantiche, ma rispetto ai classici ha posizioni molto originali.
Critica i classici in merito all’imitazione, l’applicazione di regole rigidamente imposte e
l’utilizzo ripetitivo della mitologia perché tutto ciò non permette al poeta di esprimere il
proprio soggettivismo. Tuttavia, secondo Leopardi, i classici erano comunque esempio di
poesia spontanea e immaginosa che deve essere un modello. Per questi motivi Leopardi è un
CLASSICISTA ROMANTICO.
- Opposizione alla cultura romantica europea per via della tenebrosità .

LEOPARDI E IL ROMANTICISMO ITALIANO


I romantici italiani pensano che la poesia debba partire dalla verità, mentre Leopardi non è
d’accordo e predilige la soggettività, l’immaginazione e la poesia del vago appartenenti al
romanticismo europeo.

ZIBALDONE DI PENSIERI (1817-32)


Raccolta di pensieri e brevi scritti senza ordine logico, come una sorta di diario, in cui lui riflette di
vari argomenti: filosofia, politica ecc. Viene definito “diario intellettuale” perché sono pensieri di
spessore.

IL PENSIERO DI LEOPARDI:
Il centro della riflessione riguarda l’infelicita dell’uomo, cerca di capirne il perché e parte dalla
teoria del piacere. Il fine dell’uomo, per Leopardi, è il piacere, che lui fa coincidere con la felicità
(se provo piacere sono felice). Questo desiderio di piacere è infinito per estensione e per durata
perché non ha limiti ed è eterno. La ricerca del piacere non cessa e non accetta limiti all’intensità.
Per Leopardi l’uomo non cerca un piacere, ma il piacere, qualcosa di molto vario e intenso.
Questo piacere è un esigenza che non viene appagata, quindi l’uomo prova insoddisfazione,
senso di inappagamento e vuoto. L’infelicità è assenza di piacere.
Nella prima fase del suo pensiero la natura è considerata natura benigna (che poi diventerà
maligna) perché essa offre all’uomo dei rimedi e per evitare di essere infelice: l’immaginazione e
le illusioni. L’uomo, grazie ad esse, può abbandonarsi al piacere, ma per poco. In questi
momenti lui non prova infelicità perché illusioni e immaginazione lo distraggono. I popoli antichi,
cioè latini e greci, erano più felici dei moderni perché sapevano immaginare e illudersi. L’uomo di
oggi non è in grado di fare ciò perché il progresso e la storia non glielo permettono: la storia ha
portato nell’età moderna la ragione, che spegne l’immaginazione dell’uomo—> PESSIMISMO
STORICO 1818-1822: Leopardi sostiene che la ragione ha spento le illusioni e l’immaginazione
dell’uomo e, inoltre, lo ha messo davanti al Vero (in contrapposizione a illusione/ immaginazione).
Gli uomini moderni sono incapaci di azioni eroiche, sono egoisti e corrotti, mentre gli uomini
dell’antichità erano ricchi di virtù. Il pessimismo storico è una condanna dell’evoluzione del
genere umano. È anche un duro giudizio della sua civiltà. La colpa dell’infelicità è attribuita
all’uomo, autore e responsabile del progresso che si è allontanato dalla via tracciata dalla natura
benigna. Questo sistema entra poi in crisi, e la natura inizia a essere rivalutata in senso negativo.

Si passa al PESSIMISMO COSMICO 1823-1830


In questo momento invece la natura è malvagia perché il male fa parte di un piano creato dalla
natura stessa. La natura crea il desiderio dell’uomo di cercare il piacere ma non dà i mezzi
per soddisfarlo. Questo pensiero si rifà a una concezione meccanicistica e materialistica, cioè
un susseguirsi di cose già stabilite: la natura ti mette di fronte a una serie di difficoltà e leggi
meccaniche che riguardano tutti. Leopardi concepisce la natura come indifferente alla sorte
delle sue creature. La colpa dell’infelicità, quindi, non è più dell’uomo, ma della natura.
L’infelicità rappresenta tutti i mali esterni: le malattie, la morte, gli eventi atmosferici.
Con il pessimismo cosmico, l’infelicità diventa una condizione assoluta e non più una condizione
storica e relativa all’uomo.
Questo pessimismo riguarda tutti, è eterno è immutabile, quindi anche gli antichi erano vittime di
quei mali. L’uomo ha la possibilità di assumere un atteggiamento contemplativo, distaccato e
rassegnato; questa fase è ben rappresentata nelle Operette Morali.

ATTEGGIAMENTO TITANICO ( terza e ultima parte del suo pensiero)


Spirito combattivo ed eroico.
La consapevolezza della reale condizione umana può indurre l’uomo a unirsi in una “social catena”
per combattere la sua minaccia.
POETICA “DEL VAGO E DELL’INDEFINITO” p.20
Il piacere infinito è irraggiungibile, l’uomo può trovarlo solo nell’immaginazione, che è stimolata
da ciò che è vago e indefinito, cioè lontano e ignoto.

Quali sono gli aspetti della realtà che possiedono la forza suggestiva di farci immaginare?

TEORIA DELLA VISIONE: teoria secondo la quale le sensazioni visive stimolano


l’immaginazione perché sono VAGHE e INDEFINITE.
TEORIA DEL SUONO: suoni suggestivi e vaghi ( canto in lontananza, tuono).
POETICA DI LEOPARDI:come vuole scrivere i suoi testi? Basandosi sul vago e sull'indefinito
utilizzando parole poetiche come lontano, morte, antico, eterno. Queste portano immagini
suggestive.

La rimembranza (memorie della fanciullezza) rientra nella poesia del vago e indefinito in quanto
evocare le sensazioni che si aveva da bambini, quando l’idea di indefinito era più facile da
raggiungere, l’uomo ricordando riesce a immagini e sensazioni della fanciullezza.

Le teorie e la rimembranze fanno parte delle poesia del bello.


Maestri di questa poetica furono gli antichi, perché come i bambini, riuscivano a immaginare più
dei moderni.
FANCIULLESCO ANTICO: espressione usata da Leo per dire che gli antichi immaginano più dei
moderni come i bambini
Moderni: fanno più fatica a ascrivere una poesia basata sull’immaginazione. Poesia sentimentale
che nasce dalla consapevolezza del vero, mentre gli antichi immaginavano e basta.

PRODUZIONE POETICA- “CANTI”—carattere lirico


La raccolta di Leopardi è chiamata “ I Canti” ed è suddivisa in più sezioni:

1. Canzoni (tematiche civili);


2. Piccoli Idilli: normalmente sono quadretti di campagna, scene di vita quotidiana di campagna,
pastorale, rifugio di pace. Leopardi non parlerà di mondo pastorale come gli antichi, parlerà
comunque di natura ma definirà gli idilli come espressione di “sentimenti, affezioni, avventure
storiche del suo animo” . Quindi descrive una realtà esterna, ma per parlare della sua
soggettività . ES INFINITO.
NB Tra Piccoli e Grandi Idilli scrive le Operette Morali, durante il suo periodo di “silenzio
poetico” caratterizzato dalla mancanza di ispirazione per scrivere poesie, per questo motivo le
Operette sono in prosa filosofica. Quella delle Operette Morali è anche la fase che corrisponde al
pessimismo assoluto, in cui c’è un abbandono degli atteggiamenti titanici.
3. Grandi Idilli o Canti pisano-recanatesi: i temi sono le illusioni e le speranze proprie della
giovinezza, le cosiddette rimembranze, quadri di vita borghigiana e di natura serena e
primaverile. Il linguaggio è limpido e musicale, semplice.
4. Ciclo di Aspasia: Aspasia era una cortigiana amata da Pericle, sovrano di Atene del V secolo.
Questi tipo di componimenti nasce a causa della passione di Leopardi per Fanny Tarquinio
Tozzetti, motivo di delusione. “A se stesso” infatti fa parte di questo Ciclo ed è priva di immagini
sensibili, il linguaggio è aspro e antimusicale.

POLEMICA CONTRO L’OTTIMISMO DEI PROGRESSISTI


La critica di Leopardi si rivolge contro le ideologie ottimistiche che esaltano il progresso e
profetizzano un miglioramento della vita degli uomini grazie alle nuove scienze e la tecnologia
moderna. A queste ideologie il poeta contrappone le proprie concezioni pessimistiche che
escludono ogni miglioramento della condizione umana affermando che sofferenza e infelicità sono
immodificabili dati di natura.
ANALISI DEI TESTI

1. “SONO COSÌ STORDITO DEL NIENTE CHE MI CIRCONDA”, dalle Lettere.


La lettera riflette la sofferenza di Leopardi in seguito al fallito tentativo di fuga da Recanati. Il
poeta si confida all’amico Pietro Giordani, a cui confessa di provare una sensazione di vuoto
dovuta all’inutilità di tutte le cose, una condizione che riguarda tutti. Afferma inoltre che non ha
voglia, non è stimolato a proseguire i suoi studi (nella lettera precedente Giordani lo
sollecitava), le sue condizioni fisiche sono peggiorate e non gli permettono di concentrarsi. I
temi chiave sono il nulla e la noia.
2. “LA TEORIA DEL PIACERE” dallo Zibaldone.
In questa riflessione Leopardi sostiene che l’anima umana desidera ardentemente il piacere,
ma questo desiderio non ha limiti né una fine, ma termina con la vita. Il piacere non ha limiti né
per durata né per estensione: nessun piacere è eterno e nessun piacere è immenso. L’anima,
amando il piacere, abbraccia tutta l’estensione immaginabile di questo sentimento senza
sapere effettivamente cosa sia. L’immaginazione è quindi la prima fonte di felicità umana e ciò
si può vedere nei fanciulli. Inoltre Leopardi sostiene che l’immaginazione regni nell’ignoranza,
quella degli antichi. L’anima si immagina quello che non vede, perché il reale escluderebbe
l’immaginario.
3. “LA TEORIA DELLA VISIONE” dallo Zibaldone.
Leopardi spiega il piacere della visione parziale delle cose, quello di una vista infinita. Parla di
una luce che dovrebbe farci pensare a delle idee indefinite, perché non riusciamo a vedere da
dove proviene. È una luce che si disperde in un paesaggio vasto e ci dà l’immaginazione
portandoci ad avere idee vaghe e indefinite.
4. “LA TEORIA DEL SUONO” dallo Zibaldone.
Il tema chiave è il vago e l’indefinito del suono e del canto. Il canto stimola le nostre idee, però
si tratta di un canto udito da lontano, o che sembra lontano, un canto che piano piano si
affievolisce.
5. “L’INFINITO” dai Canti.
Poesia di 15 endecasillabi sciolti in cui i temi fondamentali sono la poetica del vago e
indefinito e il concetto di infinito nel tempo e nello spazio, cioè la sensazione di infinito che va
cercando sia dal punto di vista spaziale (siepe) che temporale (vento). La siepe chiude lo
sguardo impedendogli di spingersi verso l’orizzonte; l’impedimento della vista fa costruire al
pensiero l’idea di un infinito spaziale, di spazi senza limiti. Poi il vento viene paragonato
all’infinito silenzio creato dall’immaginazione e suscita l’idea che le cose umane si perdono nel
silenzio. Così il poeta parla di un infinito temporale. L’io lirico prova sgomento inizialmente, ma
poi si “annega” nell’immensità dell’infinito immaginato e questa sensazione è piacevole.
6. “LA SERA DEL DÌ DI FESTA” dai Canti.
Endecasillabi sciolti. È la descrizione di una tarda serata in cui la luna illumina la notte dolce e
rende visibile la montagna, non c’è vento. Dai balconi si intravede qualche rara luce, quindi in
pochi sono svegli. È una situazione di tranquillità, fuori la natura dorme. Siamo nella fase del
pessimismo storico, in cui la natura è maligna solo nei confronti del poeta, non di tutti. Verso
la fine del teso c’è un riferimento agli antichi che Leopardi fa per sottolineare che nulla rimane:
cosa ci è rimasto degli antichi? Non se ne parla più.
7. “A SILVIA” dai Canti.
6 strofe di diversa lunghezza senza schema fisso ma composte da endecasillabi e settenari.
Silvia è lo pseudonimo di Teresa Fattorini, figlia del cocchiere a cui cambia il nome perché
Silvia ricorre nella mitologia probabilmente. Si entra nella fase del pessimismo cosmico: il
poeta si rassegna e si arrende di fronte al destino. Temi chiave: ricordo e memoria poetica, la
disillusione. Silvia è il poeta sono uniti dalla condizione giovanile caratterizzata dai sogni e le
speranze che causano poi la loro delusione.
8. “LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA” dai Canti, fa parte dei “Grandi Idilli”.
Canzone libera, strofe di endecasillabi e settenari con rime libere. Parla della quiete che si
diffonde in un piccolo borgo dopo la tempesta. Inizialmente c’è la descrizione della natura, in
particolare del cielo che torna sereno verso ovest, dove prima era coperto dalle nuvole. Poi il
poeta descrive le persone del borgo: l’artigiano, la femminetta, l’erbaiuol. Successivamente si
passa a una riflessione del dolore: Quand’è che la vita è migliore di ora? Quando ci si ricorda
meno della sofferenza? Se l’abbiamo provata dovremmo essere felici. Leopardi inserisce
anche una metafora: mette in relazione la quiete dopo la tempesta con il piacere che è figlio
del dolore. Chi disdegnava la vita si scosse davanti alla tempesta (dolore) ed ebbe paura della
morte, del dolore e della sofferenza. Le genti che a lungo sono state fredde, tacite e smorte
palpitano davanti alla tempesta. La riflessione prosegue nei confronti della natura con un
aposs
9. “CANTO NOTTURNO DI UN PASTORE ERRANTE DELL’ASIA” dai Canti.
L’idea del canto fu suggerita a Leopardi dal Giornale dei Sapienti, da cui apprese che i pastori
nomadi dell’Asia centrale trascorrevano le notti seduti su una pietra a guardare la luna e
improvvisare parole tristissime. La luna viene personificata in tutto il testo, viene fatto un
paragone tra la luna e la vita del pastore, caratterizzati entrambi dalla monotonia
dell’esistenza. Il pastore chiede alla luna il perché e il senso dell’esistenza, anche se è
consapevole del fatto che questa non gli darà risposte. Siamo nella fase del pessimismo
cosmico, quindi l’uomo debole deve affrontare gli ostacoli che la natura gli pone. La vita di
tutti è piena di avversità. La nascita è sofferenza poiché mette a rischio la vita, il bambino
quando nasce piange. Oltre a mettere a rischio la vita quindi, nascere causa pena e tormento
al bambino ma anche ai genitori, che quando piange devono consolarlo di essere nato.
Perché dare la vita se poi dobbiamo consolare dal dolore? Il pastore prosegue affermando
che la luna comprende il perché delle cose, il senso dell’esistenza, mentre al pastore non è
concesso sapere queste cose. Poi, fa domande alla luna sul senso della vita e del creato. “A
me la vita è male” (dolore). Con un’apostrofe il pastore si rivolge ora al gregge che non
sembra afflitto dal dolore come lo è lui, anzi, se soffre si dimentica subito. Mentre le pecore
possono sedere all’ombra libere e serene, nella stessa condizione il pastore non sarebbe
libero dai pensieri, dalla mente. Non sa che cosa provi ma sei fortunata (greggia). Rivolgendosi
ai due destinatari del canto, la luna e la greggia, il poeta conclude mettendo in dubbio il suo
pensiero (“forse era dal vero” forse mi sto sbagliando), forse in qualsiasi condizione si nasca,
da animali o da uomini, nella culla o nel covile, il giorno della nascita è funesto per chi nasce.
Forse tutti soffrono. La natura è indifferente.
10. “A SE STESSO” dai Canti.
Con questo canto si raggiunge l’apice del pessimismo perché le illusioni sono già svanite, il
personaggio letterario scrive di sé stesso, Leopardi. L’occasione per cui questo canto fu
composto di la delusione a cui andò incontro l’amore per Fanny Targioni Tozzetti.
Endecasillabi e settenari. L’amore, inganno estremo, è scomparso (morto) anche se l’autore lo
credeva eterno. Sono consapevole che in me si è spenta sia la speranza che il desiderio delle
dolci illusioni d’amore. Il cuore batteva ma nulla è degno dei suoi palpiti. La vita è noia e
dolore (metafora= fango è il mondo). T’acqueta ormai= rinuncia a sperare di illuderti ancora; il
destino non concesse al genere umano altro che la morte. Lo scopo della natura è il male di
tutti gli esseri. Stile dell’opera: frasi brevi e spezzate, sensazione di sofferenza tagliente e
lessico spoglio.
11. “LA GINESTRA o IL FIORE DEL DESERTO” dai Canti.
Composta a Torre del Greco, in una villa alle falde del Vesuvio. Sette strofe di diversa
lunghezza composte da endecasillabi e settenari. La Ginestra è un fiore resistente che cresce
anche nei territori molto aridi, infatti questa sfida la natura crescendo sulle pendici del Vesuvio,
mostrando che la vita resiste nonostante l’ambiente (spirito combattivo). Il paesaggio è
antiidilliaco. Al principio dell’opera vi è la contrapposizione tra la ginestra e il Vesuvio: la
ginestra cresce nel territorio arido del vulcano, anche se questo è potente e non permette a
nessun altro fiore di crescere. Prosegue ricordando la potenza di Roma, dicendo che la
ginestra cresceva anche nelle campagne che circondavano questa città. Sulle pendici del
Vesuvio dove prima c’erano giardini e palazzi delle città di Pompei, Ercolano, e Stabia, che il
vulcano seppellì di lava, ora il territorio è sterile per le ceneri. Oggi la desolazione avvolge il
paesaggio attorno a questo fiore, che sembra mostrare compassione per le sciagure. Critica
ai progressisti: chi esalta la condizione umana venga in queste distese desolate e prenda
atto di quanto il genere umano stia a cuore alla natura. Inoltre Leopardi cita con grande ironia,
in corsivo, il vero pensiero dei progressisti: “le magnifiche sorti e progressive”. Procede con
una critica al suo tempo, l’Ottocento: critica il periodo romantico perché regredisce al
pensiero spiritualistico del Medioevo definendolo progresso, ma se si tratta di un ritorno al
passato allora non si può definire tale. Leopardi sembra elogiare l’illuminismo poiché l’uomo,
con esso, avrebbe accettato la sua condizione di dolore, mentre l’uomo romantico evita di
farlo. Aggiunge inoltre che considera nobile di natura colui che è in grado di riconoscere la
propria sorte dolorosa e che attribuisce la colpa alla vera colpevole: la natura.
NB: “Contra l’empia natura strinse i mortali in social catena” l’uomo si è sempre unito agli
altri fin dalle origini per combattere la natura. L’uomo che reca danno a un altro uomo è
sciocco e non è nobile di natura. Gli uomini che stanno insieme soffrono di meno, questo è il
progresso civile. Il poeta poi ribadisce ancora l’indifferenza della natura. Nell’ultima strofa
invece si rivolge ancora alla ginestra, affermando che l’onnipotenza della natura giunge a
tutti, anche alla ginestra. Anch’essa si piegherà alla potenza della lava, l’uomo deve
prendere esempio da lei: essa finché può resiste, ma non pretende di essere immortale.
La ginestra è gentile, commisera i danni altrui, consola la desolazione del deserto con il suo
profumo; rappresenta la pietà verso la sofferenza degli esseri umani perseguitati dalla
natura. Diventa un modello di comportamento nobile ed eroico per l’uomo: il fiore non ha
mai piegato codardamente il capo a supplicare l’oppressore, né l’ha eretto per eguagliarsi al
cielo o ha voluto imporre il suo dominio sulle altre creature. Muore con dignità quindi perché
(1) non supplica l’oppressore, (2) non si vanta e (3) non impone il suo dominio.
12. “DIALOGO DELLA NATURA E DI UN ISLANDESE” dalle Operette Morali.
Si parla delle terribili condizioni degli Islandesi, minacciati insieme dal gelo e dal vulcano
Hekla. Di qui probabilmente è venuta a Leopardi l'idea di assumere un Islandese come
esempio dell'infelicità dell'uomo e dei mali che lo affliggono per colpa della natura. L’islandese
fugge dalla natura così come lo scoiattolo fugge dal serpente a sonaglio, che è una minaccia
per lo scoiattolo come la natura lo è per l’uomo. L’islandese aveva abbandonatola speranza
del piacere, perciò decise di evitare le sofferenze, ma si rende conto vivendo con gli uomini,
che questi si recano danno a vicenda. Capito che la felicità non si può raggiungere e che non
può stare con gli altri uomini decide di vivere in solitudine, ma le condizioni climatiche
dell’Islanda gli recano sofferenza. Gira il mondo cercando di non recare danno alle altre
creature, ma in un modo o nell’altro la Natura comunque lo fa soffrire in ogni posto in cui
viaggia; anche se lui (gli abitanti) non gli fanno nulla a lei, questa trova il modo di farli soffrire:
dove le condizioni climatiche non erano pessime, L’islandese è stato comunque colpito da
malattie. Si meraviglia di come la natura abbia donato così tanta insaziabile ricerca del
piacere, quando la vita è così imperfetta. È impossibile realizzare quello che la natura induce a
cercare. La natura risponde: “Tu pretendi di vivere bene e avere tutte le comodità, ma credi
che il mondo sia stato creato per te, uomo? Io sono completamente indifferente alla felicità o
all’ infelicità degli uomini”. L’islandese replica: “Mettiamo caso che uno mi invitasse a casa
sua con insistenza e iniziasse a trattarmi male = Natura, tu ci hai fatto nascere e poi ci rechi
sofferenza trattandoci male. Paragone con un’ospite invitato che viene trattato male.
Mentre dialogavano, arrivano due leoni che si mangiano l’’islandese, permettendo a se stessi
di sopravvivere. Questo è la conferma del concetto di distruzione e produzione del mondo.
Alcuni negano che sia successo ciò, e affermano che il vento abbia seppellito l’islandese di
sabbia. Mausoleo di sabbia= ossimoro.
13. “DIALOGO DI PLOTINO E PORFIRIO” dalle Operette Morali.
Plotino è un filosofo neoplatonico, il suo discepolo Porfirio si confida riguardo al tema del
suicidio. Questo afferma che la vita è noia e sofferenza e tutto è vano e inutile. La noia è
l’unico sentimento non vano. Plotino cerca di fargli capire che il suicidio non è la soluzione
affermando che (1) Platone non ammette il suicidio. Porfirio replica mettendo in discussione
la validità delle teorie filosofiche dicendo che sono infondate. Plotino prosegue discendo che
(2) il suicidio è contro natura, ma il discepolo risponde dicendo che l’esistenza stessa è
contro natura. Sembra che a questo punto Porfirio abbia convinto Plotino, il quale non vuole
che il proprio discepolo si suicidi e cerca di far leva sul piano morale e non più su quello
filosofico.“Ma tu non pensi a come soffrirebbero gli altri se ti suicidassi? Non ti farebbe male
separarti dagli altri?”. Plotino gli parla da amico, vuole far leva sul suo affetto. La soluzione è
la solidarietà, lo spirito combattivo: se l’uomo condivide la sofferenza sarà più facile vivere.
Il suicidio è condannato emotivamente, non filosoficamente o razionalmente.
14. “DIALOGO DI UN VENDITORE DI ALMANACCHI E DI UN PASSEGGERE” Operette Morali.
Il passeggere è l’alter ego di Leopardi, un viandante colto, mentre il venditore è ingenuo e
umile, non in grado di pensare. Il passeggere ironicamente dice che la vita è una cosa bella,
chiede dunque al venditore quale degli anni passati rivivrebbe ma questo non ne rivivrebbe
nessuno e che accetterebbe la vita come Dio la manda. La felicità sta nell’illusione del futuro.
Il male ha avuto più peso rispetto al bene. La vita che verrà sarà più piacevole (stesso
messaggio del “sabato del villaggio”). Dopo il dialogo il venditore torna alla monotonia del suo
mestiere e della sua vita, dimostrando che la persona meno colta vive in modo più sereno e
con più leggerezza.
IL ROMANTICISMO
grandi trasformazioni storiche (rivoluzione francese e industriale)—>porta ad un senso di
ineguatezza,incertezza che sviluppano nuovi sentimenti. Contrapposizione al razionalismo
illuministico
L’intellettuale ha delle esigenze diverse, mette al primo posto i sentimenti, le passioni, tutto
ciò che era stato messo da parte prima.
Si parla di:
-soggettivismo, si mette al centro tutto ciò che l’individuo ha dentro di sé.
-Irrazionale (delirio,follia, sogno) l individuo cerca qualcosa che va oltre la realtà
-Senso di perpetuo inappagamento, artista mai soddisfatto SEHNSUCHT(=fuga nel tempo e
nello spazio, ricerca di qualcosa , esotismo spaziale e temporale =posti molto diversi dalla
nostra realtà con uno stile di vita completamente diverso, necessita di mettere in atto questa
fuga. L artista cerca di ambientare le opere in posti e tempi lontani)
-Romanticismo nero/negativo (morte ,sangue ,crudeltà , atmosfere tenebrose)= reazione ad
una fase storica, da L idea dei sentimenti che ci sono no all’esasperazione .
- L artista non si sente importante ( solo in Europa non in Italia) fa fatica a vedere L artista a
qualcosa di utile (contrario di Manzoni)
-una nuova visione della natura ma anche senso di colpa (contaminazione a causa
dell’industria)la natura deve lasciare all autore il SUBLIME. La natura è qualcosa di troppo
grande per l’uomo però allo stesso tempo ne è attratto.
-ritorno alla spiritualità e alla religiosità—>dimensioni sovrannaturali come MAGIA e
ALCHIMIA
-rivalutazione del Medioevo e dei suoi lavori—>Vespri Siciliani,rivolta che portò alla cacciata
dei francesi dalle Sicilia—>parallelo con i sentimenti patriottici risorgimentali.
ROMANTICISMO IN ITALIA
Con il testo di Madame de staël nasce la polemica classica romantica ( chi sostiene i
romantici e chi i classici) quando invita gli italiani a rinnovare la loro letteratura, gli dice di
tradurre la poesia dei romantici per seguirli
Irrazionalismo viene accantonato, loro ritengono che serva una poetica che rimanga aderente
al vero perché deve essere utile. Ambientazione reale e che può essere utile per gli uomini
contemporanei a rivedersi nei personaggi
fi
al vero perché deve essere utile. Ambientazione reale e che può essere utile per gli uomini
contemporanei a rivedersi nei personaggi
Questione della lingua
In Italia manca una lingua comune che sia: usata in tutte le regioni, da tutti gli strati sociali e
in contesti diversi
L unità linguistica deve andare di pari passo con quella politica per Manzoni
Dal punto di vista linguistico in Italia si usano i dialetti e poi c’è una lingua consacrata
(utilizzata dai maggiori poeti del 200 e 300) che è quella letteraria. E Manzoni si chiede come
può il popolo comunicare tra loro se parla solo nel propio dialetto è il perché essa esista (non
c’è un istruzione ben diffusa)
Soluzione manzoniana la troviamo nell’ultima edizione dei promessi sposi dopo vari trattati
dove parla di questa problematica, quest’ultimo linguaggio è la soluzione che vuole portare al
popolo italiano e viene accettata dalla classe dirigente, ovvero il FIORENTINO VIVO
Dice che è la più adatta perché è una lingua viva ed è quella più simile alla lingua letteraria
consacrata.
L Italia non cambia dopo questa sua soluzione, i dialetti continuano a rimanere, però essendo
accolta in maniera favorevole c’è un incentivo da parte della classe dirigente a diffonderla.
Le masse popolari rimangono comunque escluse
GIACOMO LEOPARDI
29/6/1798 nasce a Recanati da una famiglia nobile, era il primo di 10 gli in una famiglia dove
mancava l’affetto.
Quando Leopardi era piccolo avevano problemi economici, i genitori sono molto severi e non
lasciano spazio a leo,
Il padre è un intellettuale e ha una biblioteca in casa,dove leo studierà
La madre è molto rigida, mentalità molto chiusa, cattolica tradizionalista
Leopardi n fa bambino fa capire di essere intelligente, scrive legge e traduce n da piccolo
I

Aveva un precettore e in più studiava da solo, la famiglia decide che il glio si autoistruisca—
> dagli 11 ai 18 anni passerà tutto il suo tempo a studiare nella sua biblioteca, de nito studio
matto e disperatissimo
fi
Privareatività
Inizia a scrivere opere di erudizione— insegnano qualcosa su una disciplina
Questo suo periodo di studio gli provoca disturbi sici— a schiena e vista
Alcuni dicono che avesse già un disturbo e che questo l’ha peggiorato, altri dicono un mix
Alcuni sostengono che avesse crisi depressive e un disturbo bipolare.
Tutto questo l’ha portato ad essere una persona molto pessimista
Come il padre era di orientamento arcadico- illuminista, escluso dalle nuove correnti di
pensiero per questo inizialmente si schiererà con i classicisti
Poi inizierà ad unire le due correnti
Tutto questo lo porta ad avere un forte disagio sociale, scende l’esigenza di indagare il dolore
e la condizione umana.
1816:conversione letteraria “dall’ erudizione al bello”, Comincia a leggere moderni e comincia
a dare voce ai suoi sentimenti .
Inizia ad avere i primi contatti con la poesia romantica, inizia a leggere e inizia ad avere
amicizie. In particolare con PIETRO GIORDANI, che diventa per lui una guida sul piano
intellettuale e umano (avendo vissuto in un ambiente sempre molto rigido e chiuso sente di
aver nalmente trovato qualcuno con cui sfogarsi) attraverso uno scambio epistolare
Quest’apertura verso il mondo gli fa capire che necessita di uscire da Recanati
Nel 1819 tentativo di fuga dalla casa paterna, non va a buon ne pk viene scoperto dal padre
e deve tornare a Recanati.
Si aggrava la sua malattia agli occhi—> non può più leggere—forte crisi
Passaggio dal bello al vero, dall’immaginazione alla FILOSOFIA —passaggio che porta leo
ad apprezzare la loso a, inizia a farsi domande e chiedersi il perché delle cose . La sua
poesia ora da voce ai suoi pensieri indagatori, diversi da prima
Erudizione- bello—vero
1822 lascia Recanati e si reca a Roma dallo zio— cocente delusione:ambiente culturale
chiuso,corrotto,vuoto—svanisce la speranza di un impiego. Torna a Recanati ancora più
demoralizzato
u lo porta ad abbandonare la poesia e si dedica alla prosa—
-crisi dell esperienza romanità
scrive operette morali
fi
fi
fi
fi
1825-1827 passa da città (Milano Bologna Firenze Pisa)in città con molti alti e bassi.
A Firenze conosce Manzoni quando sta “sciacquando i panni in Arno” nasce un confronto tra i
due e da qui Leo prende le distanze dal romanticismo italiano
A Pisa compone i “Grandi Idilli ”, che sono canti pisano-recanatesi , più importanti “A Silvia”
Fine 1829 si aggrava la sua condizione sica
1830 torna a Firenze, qui conosce il napoletano Antonio Ranieri (amico no alla sua morte, si
trasferirà con lui a Napoli dove passerà le ultime parti della sua vita) e Fanny Targioni
Tozzetti , della quale si innamora
1833 va a Napoli con Ranieri , dove trascorre l’ultimo periodo della sua vita. Af itto da una
serie di disturbi sici
Muore nel 14. Giugno 1837
LEOPARDI E IL ROMANTICISMO
Leopardi risponde alla de Stael con l’opera: lettera ai compilatori della “Biblioteca italiana”
Considera il consiglio di S come un “vanissimo consiglio”, ovvero inutile. Visto che la
letteratura italiana è la più vicina alle uniche letterature universalmente valide: la greca è la
Latina (difende il classicismo)
Un altro testo che riporta il pensiero di Leo in riferimento alla polemica classico-romantica è
“Discorso di un italiano in torno alla poesia romantica”
In questa polemica Leopardi si schiera contro ì romantici, però dei classici alcune cose non
lo convincono:
-critica il classicismo accademico,l’imitazione,l’applicazione di regole rigidamente imposte, e
l’utilizzo ripetitivo della mitologia. Però crede a che i classici fossero il vero esempio di
poesia spontanea e immaginosa, devono essere modello non dobbiamo copiarli ed imitarli.
Dai classici bisogna prendere la loro spontaneità ma non bisogna imitare ciò che fanno gli
altri altrimenti la parte di spontaneità viene meno
-critica il romanticismo nero europeo per la ricerca dell’orrido, del truculento, del
macabro,dell’ aderenza al vero (spegne l’immaginazione)
Si parla quindi di CLASSICISMO ROMANTICO :formazione classicista, ma non d’accordo su
alcuni aspetti.

&
fi
fi
Opinione sul romanticismo italiano: egli vogliono che la poesia,sia di base realistica, ma non
deve essere così per Leo, secondo lui deve essere completamente soggettiva, la verità non
gli interessa e nemmeno l’intento moralistico.
Leo non è né romantico europeo ne italiano ne classicista, è classico romantico

Zibaldone di pensieri 1817-32: raccolta di pensieri e brevi scritti sugli argomenti più vari-
diario intellettuale dove annotava i suoi pensieri- senza criterio organizzativo
Ha aiutato i letterati a ricostruire il suo pensiero e di come sia cambiato nel tempo
Materiale sconosciuto no alla morte del poeta, pubblicato soltanto tra il 1898 e 1900
fi
utilematurità
↑ sente che
l'esistenza non
ha nessun valore
no Soddisfatto

SOFFERENZA
L

nonespalla letteranai mandato


che mi
mese

senzazione di
VUO&

non vede divario non sente


neanche il dolore
tra morte evita

inutilità

questa condizione
di innapagamento
può essere
attribuita a tutti ribatisce il senso di
Noi SoInte

non
non ha di
voglia trova ned

proseguire : suoi - nche la

I
Forza e
studi , mo& CONCENTRARSI cont
vogliai disuoi
Giordani 10 num Stud I .

Sollecita
non viesce neanche
a trovare la concentraz condizioni. di
farsi Salute
leggere
o
X
leggere peggiorand
Pensiero di Leopardi
scrittore ma anche un&
non è solo uno - losofo
Per ricostruire il suo pensiero è utilissimo leggere lo Zibaldone,in quanto troviamo tutte le sue
ri essioni .e il loro argomento principale è l’infelicità dell’uomo.
Leopardi parte dalla teoria del piacere per arrivare al motivo dell’ infelicità dell’uomo
La nalità dell’uomo nella sua vita è quella di provare piacere (materiale,sensibile) e l’uomo
identi ca questo piacere che cerca con la felicità
Ma questa aspirazione al piacere è in nita, ovvero non ha un limite. È in nita per estensione
[perché l’intensità che si cerca nel piacere è estesa, l’uomo non cerca UN piacere -oggetto,
non dura nel tempo-, bensì IL piacere-molto più vario-], e per durata ( non cessa, non ha
limiti, è eterno, l’uomo continua a cercare il piacere).
l’uomo non riesce a soddisfarlo e quindi prova insoddisfazione, senso di inappagamento,
senso di vuoto.—>L’infelicita e quindi assenza di piacere
Nella prima fase del suo pensiero la natura, che è al centro della sua ri essione, è
considerata benigna poi diventerà Matrigna
Perché benigna? Perché la natura offre all’uomo dei rimedi per non essere infelice, ovvero
l’immaginazione e le illusioni. Grazie a queste l’uomo può abbandonarsi al piacere. È però
un rimedio temporaneo.
Ri essione: anticamente i popoli latini e greci erano più felici, perché loro sapevano illudersi e
immaginare molto più di quanto sanno fare i moderni.
L’uomo di oggi non riesce ad essere tanto felice , in quanto la storia ha portato ad un
progresso, portando così l’uomo davanti al vero e di conseguenza ad avere una ragione,
che ha spento le illusioni—>pessimismo storico
Il progresso ha messo davanti agli occhi dell’uomo il VERO
Gli antichi erano capaci di gesti eroici ed erano ricchi di virtù perché sapevano illudersi, erano
in grado di immaginare
L’uomo non riesce perché è stato portando davanti al vero con il progresso e la storia
fl
fl
fi
fi
fi
fi
PessimismoStorico
1818-1822:
condanna dell’evoluzione del genere umano
Condizione neagativa-decadenza-duro giudizio della sua civiltà
Decadenza della civiltà rispetto agli antichi
La colpa è dell’uomo, la natura non ha colpe (poi cambierà, questo sistema poi entrerà in
crisi, perché ad un certo punto la natura inizia ad essere rivalutata in senso negativo)

Pessimismo Cosmico
Natura malvagia/matrigna
Nel piano della natura c’è incluso anche il male
Perché è malvagia:
● La natura mette nell’uomo il desiderio di felicità senza dargli i mezzi per soddisfarlo
● Davanti a questa situazione la natura è indifferente, guarda l’uomo soffrire.
Concezione meccanicistica ( questa sofferenza riguarda tutti) e materialistica

-
la colpa dell’ infelicita non è più dell’uomo ma della natura perché include nel suo piano la
sofferenza e il dolore. L’infelicita è tutto ciò che rappresenta il male esterno, tutto ciò che
la natura ti pone draganti es malattie, eventi atmosferici
Cosmico perché riguarda tutto
Anche gli antichi erano vittime di quei mali, non è vero che erano felici, anche loro facevano
parte di questo piano creato dalla natura che includeva anche il male
Il pessimismo cosmico e⑱ è ETERNO E IMMUTABILE
COLPA DELLA NATURA
UNICA POSSIBILITÀ: atteggiamento distaccato,rassegnato e contemplativo (osservi senza
avere niente che si può fare)
Accettare senza reagire
Questa fase è ben espressa nelle OPERETTE MORALI
AtteggiamentoTitanico
1830-7
spirito combattivo ed eroico
Ricorda i titani, le divinità più antiche della mitologia greca, si ribellano contro gli dei
dell’Olimpo.
Atteggiamento di protesta,s da
Questo comportamento lo troveremo nella GINESTRA O FIORE DEL DESERTO
prendiamo consapevolezza della reale condizione umana> può indurre gli uomini a unirsi in
“ social catena” per combattere la minaccia

Esigenza di promuovere una società più giusta, fondata sulla solidarietà tra gli uomini, che
devono prendere coscienza dell infelicità della loro vita e accettare questa dolorosa realtà
come la base della convivenza civile—- social catena
22923

POETICA DEL “VAGO E INDIFINITO”


=

dalla teoria del piacere deriva la poetica di Leopardi, detta poetica del vago e dell’ inde nito
Partendo da, presupposto che il piacere è in nito ed irraggiungibile, e l’uomo può trovarlo
solo nell’immaginazione.
L’immaginazione è stimolata da ciò che è VAGO e INDEFINITO, lontano,ignoto
28/9/223

Quali sono gli aspetti della realtà che possiedono la forza suggestiva di farci immaginare?
TEORIA DELLA VISIONE: teoria secondo la quele sensazioni visive che stimolano
l’immaginazione perché sono VAGHE e INDEFINITE.
TEORIA DEL SUONO: suoni suggestivi e vaghi ( canto in lontananza, tuono)
POETICA DI LEOPARDI:come vuole scrivere i suoi testi? Basandosi sul vago e sull inde nito
utilizzando parole poetiche come lontano, morte, antico, eterno. Queste portano immagini
suggestive
La rimembranza (memorie della fanciullezza) rientra nella poesia del vago e inde nito in
quantoEvocare le sensazioni che si aveva da bambini, quando l’idea di inde nito era più
facile da raggiungere, l’uomo ricordando riesco a immagini e sansezaionu della fanciullezza
fi
fi
Le teorie e la rimembranze fanno parte delle poesia del bello.
Maestro di questa poetica furono gli antichi, perché come i bambini, riuscivano a immaginare
più dei moderni. FANCIULLESCO ANTICO: espressione usata da Leo per dire che gli antichi
immagino più dei moderni come i bambini
Moderni: fanno più fatica a ascrivere una poesia basata sull’immaginazione. Poesi
sentimentale che nasce dalla consapevolezza del vero,mentre gli antichi immaginavano e
basta.
PRODUZIONE POETICA- “CANTI”—carattere lirico
La raccolta di Leopardi è chiamata “ i canti” ed è suddivisa in più sezioni
1 canzoni civili
2 piccoli idilli: normalmente sono quadretti di campagna, scene di vita quotidiana di
campagna, pastorale, rifugio di pace. Leopardi non parlerà di mondo pastorale come gli
antichi, parlerà comunque di natura ma de nirà gli idilli come espressione di “ sentimenti,
affezioni, avventure storiche del suo animo” . Quindi descrive una realtà esterna, ma per
parlare della sua soggettività . ES INFINITO
3 grandi idilli
operette morali : silenzio poetico (pk non sono
poesie) le scrisse tra i
piccoli e
grandi idilli
,
sono in prosa quindi non fanno parte

dei Canti trattano temi


; filosofici

Piccoliidilli ,
Grandi Idilli
,
Ciclo di Aspasia ,
canzoni e
tutto raccolto nei Canti

Aspasia
:Cortigianaamatada evidenevsecoli la donna amata Fanny Targion Tozzi
,

antiidilliaca, priva di
poesia immagini sensibili , linguaggio aspro, antimusicale

-
fi
w
sentimento
di nullità

L anima umana
che desidera
il piacere

questo piacere &


non
ha limiti nex durato
ne x estensione
.

chemon
qualcosa trovare
possiamo
un piacere
in

specifica

l'uomo cerca

# piacere
è qualc
che

che non si
può tror
nelle sing cose
immaginiamo il
fa
piacere
sentire un
e questo
ci
illudiamo
pot appagati ,
ci

la speranza ci ↑
-
rende+ Felici
=
&
&

con le

la natura 5 così l'uomo


grande varietà delle cose
può illudersi
benigna di otteneret
piaceri

però sono

dei piaceri

antichismoderni PESSIMISMO
-
STORICO
↑ PORTATI AD IMMAGINARE
nel senso di non

la
F
Conoscere
del vero
cognizione S
LIMITA
dit
immaginavano

come i bambini, la
ragione passa in secondo
Piano
attraverso qualcosa
luce

Questa luce è a metà e


ci dovrebbe far pensare a delle
Idee indefinite pk non vediamo da

dove proviene .
luce che si disperde in

un
poesaggio vasto


ci da
immaginazione
ci porta ad avere delle idee ghe
e inlifinite
il canto stimola la
nostre idee

però è un canto volito


da Lontano che sembra
o

lontano o un canto che

piano a
piano si affievolisce
da 14 da versi
Sonetto di Leopard : no ma

-sensaz di inf Che va

cercando
di Vista spadalpunt e
al temporale (2)

Siepe
vento

POCHI TERMINI AULICI


ALLITERAZIONE
DELLA solitario eremità blocca
la siepe gli
3
S
la vista sull'orizzonte estremo
>
-

-
enjombements per distentere
immagin
at
10 -
>

Ciò che sta * >
Poetica
- -

altra
funzione : *
possibile dicendo .

-
estensione che cerca costruzioni y polisindeto
Isolare parole
nel tempo e nella
distanza
V 5, 10 l'infinito nell'estensione
, 14
&
X conferire imp
a termini chiave

ALLiterazione A vocale tonica


, rimanda all'estensione
,
ANASTROFE
+ duri
ro , u sconi
,

8
Infini X sottolineare la

PAURA-ALLITERAZIONE

- inizia
Parlare
del
a

-
nella mente vento
temporale
I
immagina, crea
cerca di ragg
l'inf infinito
T infinite
spaziale k cerca di
↑ Silenzio
c'è al di
immaginare cosa

lá della siepe
io
comparo l'infinito dello
X
+ alla voce
spazia
&
Passate stagioni presente
de vento portaallin se
lo

Attualità
porta all'eterno
Stagione
S
-
T futuro si smarrisce il suo
& -tra passato e

pensiero e si inabissa nel mare

dell'immaginazione e dell'infinito
ANASTROFEO OSSIMORA
sorta di
azionetrasporto)
catarsi stato appagamento
di
I tipico romantico
&

ripetizione della "s" ricorda il fruscio del vento


, quiete , suono positivo e dolce
riau X sottolineare la paura

estensione interminati
, infinito
es :

poco frequenti, per esempio ermamirando, fingo


:
,
cor

La si riferiscono ad elementi centrali del testo S

e del poeta
Frequenti pr al centro
la
soggettività

si dilatazione collegato all'infinite


Domenica Sera

descrizione di Una tarda serata


,
la luna che illumina la natte
Giardini incillabbiame de vento la luce dellav i a
,
rende visibile le montagna (natura tranquilla)
POLI SINDETO
APOSTrofe

dai balconi intravede luce


si qualche rara
/pochi sono
mentre fuori cè una bella natura dorme
entrambe situa di tranquillità

Pessimismo storico e non cosmico Anafora addormentata tranquillamente


pk la natura è stata caHiva

solo Qui
con non con tutti
non hai nessuna
-

Preoccupazione
>
contrapposizione con l'animo

7
-

trangvillo della donna e della


natural

Lasembra dia colpa


alla donna
però lei non è
esiste da sempre ma è ancheetema l'unica
causa
-

al te nego rec Natura


la Speranza di essere Felice

natura a Li troi occhi devono brillare solo X


piangere
Leopardi piacevola SVAGHI
tor na parare
della Donna

mente
che ti ritorno
in

sicuramente non ci sono ide neanche lo spero

mi chiedo

quanto mi restida vivere

CLIM/
-
-
giovane età dei Giorni così
in orrendi
in tensità
così
crescita di

elemento tor na

volitivo
SVAGHI alla sua misera cas a

con
coraggio/forte/consapevole
canta lo fa riflettere sullo
-l'artigiano che scorrere del
temp& -
Dante
,
FOSCOLO
e non
lascia nulla

Difestivo 3
-
e orno
chusnse

SPIACEVOLE tutte ir vicende passand

riferimento agli antichi


sottolineare che niente
rimane
.

cosa c'è rimasto


degli antichi ?
non se ne parla più

non ci si penso più

Periodo da Fanciullo-
Emembrata con ansia Poi però

finisce Ivi langtte insonne

sinedoloche appacurava la testa al cuscino e nella hotte


piumext
dire un canto
sentiva
cuscin

A ANCHE
VIVEVA
DA
CON
BAMBINO NON

SERENITÀ
AD ORA QUESTO MOMENTO PRELI
RICORDAVA IL PASSARE DEL
TESTO
=>>

I
descritt
sente gli uccelli far festo, la gallina

torno sulla strada


tura
,
il suo suono il sche irrompe

Penite
e fa

mont
ANAFORA pK inizio della preposizione tra le nuvole verso la

Si rischiara la camp
distesa
immagini x fare un ritratto generale tutto sembra + chiaro

sono
figure stilizzate
sineddochee non core -inizia desc
tornano i rumori di Un borgo
Finita la
del solito lavoro
3 tempesta
torna la normalità
si affaccia allluscio con ciò
descrive L
delle Che stava realizzando Cantando
, y
guardare il cielo
persone ,

come se fosse una donne


gara con le altre

esce la donna a
ecogliere l'acqua piovana
P

l'ortolano in sentiero in

sentiero una il suo annuncio giornaliero

la
famiglia apre ....

via t importante sisente lontano

rumoreggia
Pardo 8-&
Onoma topeica del passeggiero che riprende il suo cammino

ora strofay >


- sineddoche x persone
riflessiva
sul dolore Quand'è la vita così gradita
tempesta
Come dopo una

l'uomo prova piacere quando l'uomo si dedica tanto


pk è finita la ai suoi studi
tempesta,
il dobre , il pericolo
l'uomo
quando può
tornare Felicemente a
fare quello che stava
Facendo
il piacere è figlio del ddre
, non possiamo essere
Felici senza aver provato dolore
metafora
il piacere è gioig , che nasce
illusoria dal passato timore

nasce dalla paura appena passata


Y il quale chi la vita disdegnar a
si scosse /anche chi odia la vita
ebbe paura della morte)
a causa del timore del
passato
le persone in
fredde
lungo tormento >
-
CLIMAY CRESCENTE
,tacite e smorte
sudarono e palpitarono vedendo
scatenati contro di loro fulmini
nubi evento.

grazie a questo momento di


terrore l'uomo si scuote
>
-
CLIMAX ASCENDENTE
,
quindi non è così male
che esistano
APOSTrofEc >
- IRONICO

pes simismo Piaceri


cosmica
Uscire dal dolore
piacere che
segua e un momento di piacere y noi
la
sofferenza abbondanza il dolore
sofferenze tu sparal in

Quel piacere che nasce y

prodigio e miracolo

dopo una sofferenza


-
dapostro fe
IRONICO Dei dovresti essere molto
Felice
All uomini riferisc
se ti è concesso di tirare un
sospiro di sollievo
dalle
sofferenza dovresti essere
ancora t felice

se è la mor te a farti cessare i


dolori
SABATO = Giorno positivo

Attesa della
giornata di
riposo
I

Si , che è l'attesa del gg festivo


parla del sabato

&

suggestiva vaga e inf.


immagine
descrizione di una torna
donzelletta e una
vieccherella al tramonto

gioventi-vecchiaia ha in mano dei fiori di fiori


ha in mano un mazzo
desc
quot
scena
& fiori di momenti dell'anno diverso
y farsi bella
critica,scalporee a vago
da Pascoli

Xil giorno di fest a colomenical)


sul petto e i capelli

rivolta verso il tramonto


rivolta verso i l tramonto

Si raccontano di Quando erano Giovani


restang
quando loro si preparavano y la domenica
vecchietta : ricordi
Giovane e bella

QUANDO DANZAVA con isud AMICI Nella SUA

ETA + BELLA

Qualità del cielo


metonimia
:

cielo a tornano le ombre

l luce
* -D sineddoche
ombre dei
x case
della lung crea le Collie dei teti
la Campan a
metonimiax8 -
& infinito Leo l'ama
,
Campana

pK
>
-

arriva la domenica

Povera mensa
a torna a

* sineddo cheCasa
pk parte
della casa
o metonimia
pr il giorno dopo riposerá
Quando è tutto buio e
↑ tutto face

PK che il dopo non lavorera


il
falegname lavora e ha fretta di finire
sa gg

QUANDO Cie Tutto Buo si Sente i l martello battere

S Affretta y finire prima che sorce il Sole

è il
giorno
il sabatogradito
>
più
-

Lavoro abituale

da a
>
-

inziapapensare ala
domenica
FANCIULLO spensierato

Leopardi distingue fanciullezza e


giovinezza
precede l'età
Maturd

Ete fiorita

non voglio
dellar
figura &
reticenza

Il poeta tende a non dive

di alla
non avere fretta arrivare

giovinezza arriva tavoli ,


i se

che non sia motivo di


sofferenza
I
LUNA PERSONIFICATA IN TUTTO IL TESTO

tra Luna
Paragone
e

VITA del pastore



monotonia dell'esistenza

a cosa serve
Chiede il pk dell'esistenza
sua vita
pla la
e e asindeto e
toglie congiunzione
uomo debole che deve
affrontare ostacoli che

gi pone la natura
Pessimismo
Cosmico

vita di tutti - piena di


avversità

nascita e
sofferenza
I il bambino
mette appena
arischio la nato
Vita piange

consolazione

perché dare alla vita se dare vita


poi dobbiamo consolarlo
dal dolore
?
-LUNA
I
comprendi il pk delle
cose il senso
, dell'esistenza
Domande alla luna sul
senso della vita e del
crea+ &

la vita è dolore
APOSTROFE
DAT
>
- NON AFFITTO

se soffri ti dimentichi subito


,

libere e serene

non sono mai libero dai


pensieri

non sobenecosa Pre

senza nulla da fare

Nol a -Siridge al
Se avessi le ali y volare
sulle nubi forse sarei +
felice 0
-
se riuscissi a volare
> cosa
-
impossibile
sarei
forse felice

o forse mi sto sbagliando


tutti
forse soffrono

animali e uomini= stallo e culla

il
gg
della negativo nascite già dalla nascità natura indifferente
non "a me
stesso"
fosse un
PK Leo parla come se
D
letterario
narratore/personaggio
-

da a
Manca asusplite
c'è solo il suo pensiero

si l'estremo della
raggiunge
-

negatività, pr anche l'amore ORA TI RIPOSERAI Y SEMPRE

lodelrole pr a differenza di
STANCO CUAREMIO L'AMORE
Prima non piacere
cercat il
les la quiete dopo la tempe Sono consaperde che armai non c'è t ne speranza ne desiderio
l'attesa della domenica
nel sabato del In bensento che è
Villaggio me si
spenta
non solo la speranza ma anche il desiderio dei cari
inganni
illusioni ingann
dei tuio palpiti
batteri nulla è degno
cari :
nostalgia verso quiei inganni
ne la terra è degna dei tuoi sospiri

la vita è amaro e noid


e il mondo è fango
calmati cuore rinuncia
metafora
Si sperare di amare alla nostra specie il fato non
pess cosmico
se stesso -DESCRIZ
Parla con ha donato che il morire
tute le tematiche Natura
conclude
-

-
barlume di piacere CON I SUOL
togliendo ogni 2
- -

FINI
ed illusioni, che diventano inganno
-

vita-noia mondo
, fangoso ,amara

PAROLE BREVISSIME PAUSE -D


tagliente, sensazione di sofferenza
lessico molto
spoglió e no
immagini poetiche
poesia+ concreta e
sterile
-IRONIA

venditore crede che il prox anno sarà migliore


dialogo tra 2 persone Venditore = colto il filosofo no

Popolare

Passeg : colta alter ego


di Leop
,
santi venduti strada
giornale/calendario. info sui
c'erano ecc venivano x
ogni gg


,

L sinonimo Almanach
:

persona e

sarà migliore quest'anno?

> zann:
-
fa

vi piacerebbe che l'anno che viene sia


uguale a uno di quelli passati
ha passato brutti ami

>
- IRONIA
-

tutto
>
-
persona ingenua, mile , approva

vend non vide rif la


vità, ma il P dice che

ancheunprincipenon Pietro ?

Anche Un Principe Non

TORNE REBBE INDIETRO


diranno che
tutti
evinti
è stato un brutto anno

la vita del volomani sarà


sicuramente migliore
ironico
speranza di un anno
nuovo accomuna
-

ci

nuovo anno e nuova vita


, vita felice
+ Ironico
t tu spera

L vive con
leggerezza pr accetta la vita che il caso gli manda

si conclude con la vendita dell'almanacco e la ripresa della sua vita

uomo umile - uomo che vive con


leggerezza

S
S
ci sarà nella terra un leogo
dove l'uomo può essere felice
dove la natura non crea
disastri

>
-
LEOPARDI

temetdelle operettemoraliSe

Si trova in Africa (sud)


parte interna .
nella

-
VDSi e mo
quima ha
cont il sco

viaggip

LA NATURA
E PACIFICO , SOTTO IL CILE
come
donna
maestosa

NATURA

La seria minaccia x
gli
scogliattoli

dovevi ospettartidi
ton
es e

lungo
dove
monortogo
vengono
dell'iste
Spiega le avventure
landese
,
pensiero di
Leopardi
Sempre IL PIACERE ma Questo Gli porta In Felicità
UOMINI
CERCANO ,

all

Si rende conto che gli


uomini si vanno contro
gli unid on altri
gli

Soffriva comunque x(-


le condiz Climatiche

in Islanda sta male , quindi inizio


aspostarsi y vedere se c'è
Qualche dove poteva stare
Luogo
meglio
non no voluto fare
danno ma ovunque
tu mi facevi
Soffrire
tormenti

ABITANTI NO COLPA
MATU LIFA
SoffRIRE

A VOLTE SI TROVA POSTO TRANQUILLO


M VVICAND e l

un
non trova
posto

deve non c'erano disastri


climatici c'erano maldtie

mi
meraviglio di come tu ci
abbia data tanta avidità del
·

cosi piacere

quando la nostra vita è così


imperfetta

stato attento a non


sono
espormi alle malattie
>
- eventi naturali
-animali
>
- malattie
>
-
Vecchiaia
pessimis er
-
dopo tutto ci fai pure diventare
vecchi

di vivere bene,
pretendi -
ma credi che il mondo
Quello The ho creato
fosse stato fatto X
gli
uomini ?

è
il suo compito non

uomini
fare felici
o no
gli

mettiamo caso che una


mi inviti persona
a casa tra e lo tratti male
,
diroccata e in rovina
egli potrebbe dire "Va be ma non è
M


"
casa tua

mi hai invitato
credo
T

non debbo vivere


senza
travaglia
pessimismo7
concezione
meccanicistica
dell'universo

qualcosa nasce -

qualcosa si
distrugge
equilibrio del mondo

cui piace ció


c'è qualcuno a tutto

LEONI HANNO MANGIATO L'ISLANDESE , Però CORO SONO SOPPRAVVISUTTI

fortissimo

sepolto VIVO
C
dalla sappia
-
S
OssiMORO
-

-
ANTICIPA LA FASE FINALE DELLA SUA VITA

-D discepolo di Plotino

filosofoheoplatoe cose
La
spiega a plot che vorrebbe suicidarsi e

non c'è un motiv &


specifico passato e-
ne
futuro

non mi puoi dire che ciò che ti


spiego non sia ragionevole

tutti i sentimenti
Sono vani non de
,
nulla che l'uomo possa
realmente
provare
all'uomo quindi non
rimane niente

e se
noiunicoSentimentsempre
I
vita= noia, generata dalla vanità di tutto il resto

all'uom &

Plotino cerca di far capire ap


che il suicidio è sbagliato ,

>
-
tesi : non devi sucid
>
-

argomentazione
1
. platone dice che non puoi
sottrarti alla volontà degli
Dei che ti hanno messo
E al mondo

Porfirimmetriefinartella fil
2 Ara :
suicidio contronatura
a giung
dovresti
naturalmente, non togliertela

nostra esistenza è contronatura


Porfino già
: la

natura ti mette al mondo e


pk
ti
ignora, ti fa soffrire
Plotino sembra sia convinto
deduciamo che i suoi argomenti
serviti a convincere
non sono
filo

partirioca quindi di convincerlo


ne
piano
, passando
sul
altro modo
morale
↓ "

"Matunonpensiagliatri ? argomentazion
S se

fa lera sembra sia stato convinto


morale,
sugli affetti

QK quello chemi hai

attomragionee
anche dolore
Orta
altri
na

agli
non èuna scelta un po'
egoista)
pensa al dolore che rechi

colui che si suicida non

ha cura ne pensiero per


altri
gli -

-
ALL PARA DA AMICO

al fatto
riferimento deve
che la morte
arrivare naturalmente -

Spirito combATTIVO
Ciò che permette di
la
trovare conforto e social
a
-T=
NA

solidarietà

Atteggiamento di sfida alla natura :


solidarietà

Leopardi crede in entrambe le versioni ,


pk ragionerai l'uomo dovrebbe suicidarsi Ma deve pensare
gli altri
,

nella Ginestra c'è questo di solidarietà


messaggio suicidio condannato emotivamente
,e non condannato dal
punto di visto razionale
m => =>
Napoli , Torre del Greco trattato

M
Ultima fase della
mult
sua vita, a poco

aspet o
è polemico
quando lo fa

ambientato sul vesuvio


ore
mot

fiore
resistente

art
cresce anche in zone molto

est

Me
Z rappresentazione
DELL'UOMO CONTRO
LA NATURA

&

contrapposizione &
tra vesuvio
e ainestra

Il aveva
già vista
crescere a

ROMA
-
nelle sue compagne

45
ricordo potenza
antica di romo

=>
↓ dai diversi
poesaggi
questo unpesagerate
,
mmmm
=> -

Joistese
Vesuvio
del

case dove i
romani andavano
in Vacanza

=
-

giardini e palazzi --Pompei


-

clerano
Ercolano
Stavia
-

APOSTROFE

ginestra fiore
gentile e

profumato
contrapposto Ottimisti/progressisti
vedipag36
all'ambiente t
nate

6
erano
deserto
ideologie
ottimistiche
Chi è fiducioso verso il pro
~
queste gresso
venga in .

distese Leo prende


Otto di
Leo crede sola questo e
in
nel
Si pone
progresso
civile
tono
negative

venite qui a
vedere qual è
la vera candiz -

del una mo
-

eruzione
-

ironico
incorsivo pr è il pensiero vero e
proprio dei
progressistiin corsiore pk
suo
è
contemporaneo
-
·
TEMPGAL
CRITICA AL SUO e Al Suo
Romanticismo
/

ancora di
gressi colo
ma

CONTEMP &
Pro ovvero 11800 Leo
elogia
l'illuminismo
Leo è una persona che invece di
non sta bene nell'epoca
in cui vive
-
appoggiarti
-
al loro
giusto
hai preferito
regredire
Critica contemporaneile se
i
Se l'uomo

eratornato
lo sit se Quesse
Cristiano avuto il
coraggio
L'uomo romantico dice di non
di progredire , y Leg Definisci vile chi
segue gi Voltare le
torna indietro illuministi invece esalti spalle all'ill
saprebbe che la verità
riprendono i concetti Chi innalza la 8
condizione è che la natura
religiosi medievali Umana come se fosse
è
malvagia

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Al centro
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Leo non lo condivide Critica religioso e non


Spiritualismocristiano

=>
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=>

an POLEMICA
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NATURA

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quello
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che dice che la sorte

soffrire

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solidarietà
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dell'uo

gliuomini

Se icomo
soffre

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deve rendersi
Conto che è

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re condannato s
ma n
an
=>
=

espressione con cli


Si parla di solidarietà

l'uomo è noto
quanto
ha dovuto allearsi
con
gli altri x combattere
la
matrigna
tutti
gliuomini sono -
alleati tra loro e
c'è un aiuto reciproco
X resistere alle
sofferenze della natura

è di nobile natura chi ritiene ché far male


gli altri sia sciocco

L
mmmla natura

combere
anche chi
resiste di

m =>
=>
Movimenti postunitari
Durante la scapigliatura dal punto di vista storico vi sono destra e sinistra storica e la rivoluzione
industriale (1860 al 1900).
Dal punto di vista culturale abbiamo il positivismo come ideologia prevalente, si ha una fiducia nel
progresso e nel metodo scientifico, che è il metodo per eccellenza che va messo in atto in qualsiasi
ambito, anche quello artistico. Da questo contesto nasce il verismo.
Dal punto di vista sociale vi è l'unificazione e l’aumento dell’istruzione. C’è una diffusione sempre
più costante delle riviste e dei periodici. La lingua utilizzata è il fiorentino vivo parlato. La scuola
diventa indispensabile per formare la coscienza nazionale.

Vi sono molte convenzioni sociali borghesi, ma non tutti erano d’accordo con questi valori, da qui
nascono gli scapigliati. La scapigliatura è un’unione spontanea di poeti accomunati da alcuni principi.
Loro sono attivi negli anni 60/70 dell’800. Questo movimento ha alla base l’intenzione di rompere gli
schemi della tradizione, non vogliono sentirsi parte di questo contesto borghese. Scapigliati perché
sono un po’ sopra alle righe, non sono composti e ordinati come vorrebbe la tradizione borghese.
Hanno questo nome perché viene da Bohème o bohémiens, ossia degli artisti francesi che vivono da
zingari. Vivevano in povertà, conducono una vita piena di vizi e sono completamente emarginati dalla
società. Charles Baudelaire fa parte di questa categoria di artisti.
Gli scapigliati provano un atteggiamento ambivalente. Loro sono attratti da un lato dal periodo in cui
vivono, perché vi vedono qualcosa di positivo, allo stesso tempo però provano una repulsione
esagerata. Sono per questo sempre combattuti tra l’accettazione e la non accettazione di questo
vorrebber ridegideala altra
periodo. È un conflitto tra l’ideale e il vero, tra il vizio e la virtù. Si parla anche di macabro e di
orrendo, che sono tematiche che si trovano nel romanticismo europeo, infatti gli scapigliati prendono
ispirazione da loro. Non dal romanticismo italiano però perché quello italiano voleva dei principi
precisi e che l’opera fosse utile.
La scapigliatura e il 6 febbraio è un testo di Arrighi, che è colui che ha dato origine a questo
fenomeno. Emilio Praga, Arrigo Boito e Ugo Tarchetti sono altri autori scapigliati.

L’altro fenomeno letterario di questo periodo è quello di ispirazione Carducciana. Carducci crede
fortemente nel classicismo, si dissocia infatti dalla scapigliatura. Questo movimento è difensore del
classicismo.
(
2

I
annunziocoli
e
Pas
p

Altri movimenti letterari dell’Italia postunitaria: naturalismo, verismo e decadentismo.

Il genere più apprezzato nel periodo post unitario è il romanzo, in particolare quello verista. È
apprezzato da tutti tranne da Carducci, perché i classici scrivevano liriche. Il romanzo va per la
maggiore con scapigliati, naturalisti e veristi.
Il romanzo più significativo degli scapigliati è Fosca di Tarchetti. Questo testo fa capire questo
dualismo e ambivalenza.
Tarchetti si fa chiamare anche Ugo perché era un amante di Foscolo. Amava il Foscolo dei sepolcri,
delle lettere di Jacopo Ortis, dove si parla di luoghi cupi, morte, suicidio.

Fosca è stata definita anche vampiresca, perché distrugge Giorgio a causa della sua pazzia, ricorda
l’immagine della donna vampiro che succhia il sangue per vivere meglio lei è far star male lui.
Fosca è dipendente da Giorgio, se non c’è l’ha va fuori di testa. Giorgio non riesce comunque a
liberarsi di lei.
Fosca simboleggia la morte, perché Giorgio più sta con lei più si distrugge.
Giosuè Carducci
Nasce nel 1835 e muore nel 1907. È toscano e si laurea in lettere. Insegna letteratura a Bologna e nel
1906 riceve il nobel per la letteratura. Esalta il valore formativo dei classici, anche se è un classicista

1
classici. contro il romanticismo sent zu
, scudiero dei particolarmente romanticismo di Manzoni
giovanili violentemente antiromantiche Era gen
assunse posizioni
negli anni ,

un po’ particolare, li stima e li vuole imitare, però in alcuni testi tratta comunque delle tematiche
romantiche. Questo perché nel suo ultimo periodo di vita vive un periodo di inquietudine.
Scrive delle odi che però chiama barbare, perché la lingua italiana non può essere paragonata a quella
latina.

Pianto antico
Unisce rigore stilistico con il calore umano, il sentimento, perché è una poesia dedicata al figlio. Il
figlio è morto l’anno precedente. Si chiama pianto antico perché è riferito alla morte, questo è un
dolore che esiste da sempre, non c’è qualcuno che si possa sottrarre ad esso. Il figlio si chiama Dante
e venne a mancare da piccolino. Nel testo fa riferimento ad un albero e ad un fiore, dove l’albero è lui
e il fiore è il figlio.
È un’odicina anacreontica, perché ricorda i versi di Anacreonte, mentre l’odicina è una canzonetta, un
componimento.
Naturalismo
Anche la letteratura diventa uno degli aspetti che deve utilizzare la scienza per indagare la realtà. Il
positivismo (corrente culturale) fa da sfondo al naturalismo e al verismo. Il naturalismo nasce in
Francia mentre il verismo nasce in Italia.
Comte è un sociologo francese grazie al quale il positivismo diventa una teoria filosofica. Lui ha
stabilito le basi del positivismo. Si chiama così perché individua l’ottimismo nella scienza e nel
progresso, e segna una positiva fase evolutiva nella storia dell’umanità.
Il metodo scientifico deve riguardare tutti gli aspetti della realtà tra cui l’arte e la letteratura. Nella
letteratura, il romanzo è il genere che permette questo studio della realtà.

Taine è un filosofo francese, considerato teorico del naturalismo. Con Taine la letteratura diviene il
mezzo con cui indagare scientificamente la realtà. Lui dice che le azioni dell’uomo sono determinate
da tre fattori: ereditari, ambientali e storici. Come noi agiamo si basa su un fattore ereditario (abbiamo
una storia che ci condiziona), l’ambiente sociale ci condiziona e il fatto storico.
È importante sottolineare questo, perché se il romanziere deve indagare sulla realtà dei suoi
personaggi, deve essere consapevole che il comportamento può essere studiato scientificamente
perché questo si basa su dei fattori specifici.
Realismo
Esiste un romanzo precursore del naturalismo, che li ha ispirati ossia quello del realismo. Il realismo
precede il naturalismo e il verismo. Il realismo lo collochiamo a metà ‘800. Le caratteristiche del
realismo sono:
- Prosa chiara e accessibile;
- Tecnica descrittiva precisa;
- Attenzione la classe borghese;
- Osservazione distaccata (narratore oggettivo, senza giudizi).
Diverso da Manzoni perché lui interveniva e dava dei giudizi. Sapeva tutto ma non era distaccato.

Due romanzi che anticipano i canoni naturalisti sono Flaubert con Madame Bovary e Balzac con la
Comedie Humaine.
Flaubert viene considerato un precursore, perché utilizza la tecnica dell'impersonalità del narratore,
tratto tipico del verismo e del naturalismo. Il narratore è invisibile e non sa cosa succederà ai
personaggi. Madame Bovary è una donna sposata con un medico benestante, vive in provincia e
quindi non frequenta i balli. Però lei sogna di trovare qualcuno che le faccia vivere una vita dell’alta
società. Sposa un medico, ma lui non la soddisfa perché lui non ha grandi ambizioni e lei si annoia.
Madame Bovary inizierà allora ad avere delle relazioni extraconiugali. Queste relazioni la fanno
sentire nuovamente viva, nonostante fosse sbagliato.
Inoltre lei voleva un figlio maschio, ma quando scopre che aveva avuto una figlia femmina dal marito,
si convince ancora di più dell’inutilità di quel matrimonio.
2
Nella Comédie Humaine Balzac ha voluto tracciare un quadro della società della Francia a lui
contemporanea. Ha voluto descrivere la sua società, cercando di descrivere nel modo più preciso
possibile il rapporto che c’è tra l’uomo e l’ambiente in cui vive.

Naturalismo
La prima opera che si può considerare naturalista è Jeremie Lacerteux dei fratelli Goncourt, perché
nella prefazione spiega i principi del romanzo naturalista. Questo testo parla di una serva che vive una
doppia vita. In casa è una donna regolare, che si comporta in maniera corretta, fuori dalla vita vive
una vita fuori dagli schemi, è innamorata di un uomo che non la fa comportare in maniera corretta e la
fa rifare, anche nella casa in cui lavora.
Il manifesto della poetica naturalista, ossia la prefazione a questo romanzo, contiene i principi del
naturalismo. In particolare: la documentazione minuziosa e diretta degli ambienti sociali rappresentati
e l’attenzione ai ceti inferiori (anche una donna di servizio può diventare la protagonista di un
romanzo).
I fratelli Goncourt scrivono la prefazione perché capiscono che il pubblico non è abituato a leggere
questo tipo di romanzi. La prefazione serve per chiedere scusa e spiegare la scelta.
Emile Zola
Scrive il Romanzo Sperimentale. Il romanzo dei naturalisti è un romanzo sperimentale perché si basa
sul metodo scientifico. Scrive questo testo che diventa un testo in cui vengono scritti i principi della
poetica naturalista.
Come il metodo sperimentale viene utilizzato nelle discipline che conosciamo comunemente, anche la
letteratura è una scienza, perché ha come oggetto di indagine gli atti intellettuali e passionali
dell’uomo, quindi capire il perché l’uomo arriva a compiere determinate azioni. Il letterato spiega
queste teorie attraverso l’utilizzo del romanzo sperimentale. Sperimentale perché dev'essere il
resoconto di un’esperienza scientifica.
Quello che l’uomo fa è il risultato di due componenti: l'ereditarietà biologica, ossia cosa eredità da
quello che ha vissuto, e l’ambiente sociale.
Il romanziere deve fare questo perché ha un compito sociale e politico, deve fare in modo che queste
scienze siano aiutate dal suo lavoro. Capire il perché di certe azioni e dinamiche, aiuta chi sta al potere
su come agire e cambiare certe situazioni.
Il romanzo deve dare dignità alle miserie umane, quindi ci saranno anche le situazioni più macabre e
degradanti.
Impersonalità perché lo scienziato deve essere oggettivo, una legge è universale.

L’opera più importante di Zola è il ciclo dei Rougon-Macquart. Sono 20 romanzi che trattano dei
componenti di due famiglie. Sono due famiglie perché la donna protagonista è sposata con il Rougon,
ma ha una relazione con Macquart, da qui nascono le due famiglie.
I Rougon sono ricchi, mentre i Macquart no; rende così i contesti sociali differenti. I ricchi hanno così
una predisposizione al denaro e al potere, mentre gli altri sono più portati ad avere dei vizi. A partire
da questa famiglia, lui vuole dare un quadro sociale dell’epoca.
Inoltre la capostipite è una donna con disturbi psicologici, e Emile fa notare come i figli hanno
ereditato questi disturbi.
Indagano i comportamenti di questa famiglia, con l’intento di un impegno politico e sociale, con
l’ottica di progresso e miglioramento. I veristi non vedono questa possibilità.

L'Assommoir
Questo assommoir è una distilleria. (Il naturalismo parla spesso di operai, mentre i veristi parlano più
di contadini, perché i veristi italiani sono tutti meridionali, quindi trattano la questione meridionale.)
I romanzi naturalisti cercano di riprodurre lo stile riferito alle persone di cui si parla, quindi forma
inerente al soggetto. Usa uno stile che rende l’idea dei protagonisti, quindi usa il gergo proletario.
3
Per essere il più impersonale possibile, dà la lingua dei protagonisti, così si ha un quadro più preciso
di cosa sta raccontando.
È un luogo mal tenuto in cui gli operai si ritrovano a bere continuamente e rischiano più volte di
morire. Nana inizia a prostituirsi per ottenere degli incarichi. Assommoir fa capire la situazione nella
società dell’epoca, dove nasce Nana che tenta di elevarsi socialmente attraverso la prostituzione, per
ottenere dei favori. Anche Gervaise cade preda dell’alcolismo, dopo che il marito l’aveva lasciata.

Nel denaro si parla del protagonista che pur di arricchirsi sempre di più, porta alla rovina vari
risparmiatori.
Verismo
Il verismo può essere considerato il periodo più vicino al naturalismo, che però si sviluppa in Italia.
Ha le sue radici nel naturalismo, ma resta comunque un periodo a sé. La conoscenza dei naturalisti in
Italia arriva grazie a Capuana. Quest’ultimo fa una recensione dell’Assomoir, che viene letta da tanti
italiani che iniziano ad appassionarsi alle tematiche utilizzate dai naturalisti. Siamo a Milano nella
seconda metà dell’800 è un realtà i veristi sono provenienti dal sud Italia.
Verga, Capuana e De Roberto sono i principali esponenti. Di Capuana ricordiamo un romanzo
chiamato Zacintha, parla di una donna e analizza un caso patologico, ricordano il romanzo dei
naturalisti.
Nella prima fase di Capuana c’è una volontà di riprendere quello che era stato detto dai naturalisti, che
volevano elaborare delle teorie scientifiche. Questo progetto però fallisce, perché si rende conto che
l’arte come la intendono i naturalisti, non piace ai romanzieri, perché diventava scientifica.
L’arte ha un’autonomia, non è legata alla scienza.
verismo
Capuana è considerato il vero teorico del naturalismo.
mmmt m

- Rifiuto della letteratura come mezzo per dimostrare tesi scientifiche. La letteratura è
letteratura, qualcosa di scientifico ci può essere ed è solo nella forma, attraverso il mezzo
espressivo, e questo è l'impersonalità dell’autore.
- Non danno importanza all’impegno sociale e politico.
- I soggetti rappresentati, perché nel naturalismo venivano descritte città proletari. Nel romanzo
di Verga si predilige la campagna, quindi ambienti ancora più umili. Si parla di questo perché
ci si trova in sud Italia, questione meridionale.
De Roberto
È napoletano, ma anche lui si trasferirà nel nord. È della generazione successiva. È un discepolo di
Capuana e Verga, e decide di scrivere i Viceré. Un’opera che parla della famiglia Uzeda, una famiglia
nobile siciliana. Descrive tutto ciò che sono le questioni familiari, legate soprattutto all’eredità. Erano
discendenti dei Vicerè spagnoli.
La famiglia diventa un modo per descrivere la situazione in Sicilia. Quindi eredità, egoismo e voglia
di avere l’eredità dei beni della famiglia.

L’elemento economico sarà fondamentale in Verga, perché la sua opera più importante sono i
Malavoglia, ma fanno parte del Ciclo dei Vinti. Il suo progetto era quello di scrivere 5 romanzi che
trattassero dei protagonisti di ceti sociali differenti. L’elemento economico interessa tutti i gradini
della scala sociale e lui vuole fare capire come a ogni gradino della società l’uomo tenda a voler
migliorare la propria condizione economica. Mentre era a Milano Verga si è reso conto di questa cosa.
Questo ciclo si chiama dei Vinti, perché non riusciranno a raggiungere i loro obiettivi.
Verga
È originario di Catania come Capuana. Nasce da una famiglia benestante. Prova a studiare legge, ma
non termina gli studi. Poi si trasferisce prima a Firenze e poi a Milano ed entra a contatto con gli
intellettuali dell’epoca. La città gli dà lo stimolo di dar vita a un nuovo modo di scrivere. A Firenze
scrive dei romanzi tra cui Storia di una Capinera e a Milano scrive Eva, Eros e Tigre Reale. Queste
opere sono ancora prevertiste. Il primo testo verista che scriverà è Rosso Malpelo.

4
Legge i romanzi francesi e conosce bene la letteratura del naturalismo. Quando è a Milano prima di
Rosso Malpelo, scrive Nedda, che è una raccoglitrice di olive, orfana a cui accadono molte disgrazie e
anticipa alcune tematiche del verismo. C’è la descrizione di ambienti umili in campagna, ma lo stile
non è completamente verista.
Quando è a Milano si rende conto di come l’uomo sia interessato al raggiungimento di un benessere
improntato verso l’economia, ossia cercare di vivere una condizione di vita migliore dal punto di vista
economico e questo si ha a qualsiasi ceto sociale. Il benessere economico e ciò che l’uomo cerca, però
non riesce ad ottenere sempre questa soddisfazione. Da qui elabora il Ciclo dei Vinti. I Vinti sono
coloro che cercano di raggiungere il progresso ma non ce la fanno. Nei 5 romanzi vorrebbe analizzare
come ad ogni gradino della società non si riesca a raggiungere questo progresso, a partire dai
Malavoglia, che sono i più umili, poi ci sarà Mastro don Gesualdo, poi ci sarà una duchessa, poi un
onorevole, poi l’uomo di lusso. Tutti cercano di raggiungere qualcosa senza riuscirci.
Questo è il progetto iniziale, ma lui riesce ad arrivare a metà.

Dopo questo periodo a Milano torna a vivere a Catania.


Dal punto di vista politico non si sente troppo coinvolto. Quando scoppia la prima guerra mondiale, si
schiera tra gli interventisti e nel dopoguerra si avvicinerà poi a degli ideali nazionalisti, ma non si è
mai sentito troppo coinvolto.
Muore a Catania.

Anche quando era in Sicilia aveva scritto alcune opere.


Quando è a Firenze scrive Una peccatrice e Storia di una Capinera, un romanzo considerato
preverista. Verga, quando spiegherà il titolo del romanzo, dirà di aver immaginato di aver visto questo
uccello rinchiuso in una gabbia. Questa capinera vede tutto quello che c’è fuori, mentre è in gabbia, e
per questo soffre. L’opera parla di una donna che è costretta alla monacazione. Maria è la donna che
per ragioni familiari è costretta a seguire l’iter da monaca. Per un periodo è costretta a tornare a casa,
a causa della diffusione di una malattia il convento chiude. E durante questo periodo conosce un uomo
e si innamora di lui, a causa della famiglia è però costretta a tornare in monastero. Non è verista a
causa dell’ambiente, non c’è lo stile verista ed è un romanzo sentimentale, per questo si avvicina di
più al romanticismo.
Tra i romanzi preveristi scritti a Milano ci sono: Eva, Tigre Reale ed Eros. Sono stati scritti nel
‘73,‘75 e ‘75. Questi romanzi trattano di ambienti mondani e si parla di passioni. Eva è una ballerina
che cerca di fare carriera come ballerina nei teatri dell’alta società. Lei si innamora di un pittore
povero di nome Enrico Lanti, lui arriva a Milano dalla Sicilia. Quest’uomo è molto umile, abituato a
vivere in un contesto semplice, si trasferisce a Milano per cercare di fare successo, però la sua umiltà
rimane. Non cerca di sfondare nel mondo dello spettacolo, mentre Eva lo desidera. Eva è il simbolo
della modernità, attratta dal successo, dai beni, mentre Enrico è una persona umile, che preferisce
l’amore di Eva che il godersi la vita da uomo di successo. Inizialmente Eva si innamora di lui e riduce
la sua voglia di sfondare nel mondo dello spettacolo, per stare con Enrico, poi però Eva si stufa,
perché la vita che le fa fare Enrico è noiosa. Per questo motivo lo lascia. Lei ha sempre bisogno di un
uomo al suo fianco, anche perché aveva bisogno di alcuni vantaggi.
Tigre Reale ed Eros parlano unalt
della gffgb della società, dell’uomo attratto dai beni terreni.
Nedda è una ragazza a cui succedono molte disgrazie.
È povera ed è costretta a fare dei lavori stagionali per guadagnare un po’ di soldi. Tutte le persone a
lei più care muoiono e lei vive una vita triste senza nulla. Anticipa il verismo per l'ambientazione,
quindi i protagonisti, ma non per lo stile, perché non è ancora impersonale come per i poeti veristi. Il
loro stile è impersonale e assume il punto di vista dei personaggi, l’autore regredisce al linguaggio dei
personaggi. Il narratore deve assumere il punto di vista e il linguaggio dei personaggi, il narratore non
si deve sentire.

Nel 1878 inizia la vera fase verista con Rosso Malpelo ed è una svolta. I momenti che portano Verga
ad avvicinarsi a questa poetica sono due: la conoscenza di Verga dei naturalisti, attraverso la
5
recensione di Capuana dell’Assomoir, poi a Milano Verga leggerà tutti i naturalisti. In questo periodo
vengono svolte delle inchieste da parte di due parlamentari. Questi due, Sonnino e Franchetti scrivono
dei resoconti di quello che avveniva in Sicilia all’epoca, denunciano quindi la corruzione, le
condizioni di vita.
Le lettere meridionali sono delle corrispondenze giornalistiche scritte da Pasquale Villari. All’interno
di queste spiegava cosa succedeva in Sicilia.
Dal primo concetto il verismo prende lo stile, dal secondo prende il contenuto.

I principi di poetica del verismo sono Fantasticheria, La Lettera di Accompagnamento all'Amante di


Gramigna e La Prefazione ai Malavoglia. Questi tre scritti sono utili per capire la poetica del verismo.

La Lettera di Accompagnamento All’Amante di Gramigna


È una novella. Nella prefazione Verga inserisce una lettera che scrive a Salvatore Farina. Questi era
uno scrittore del tempo che aveva criticato il modo di scrivere di Verga, faceva fatica ad accettare
questo modo di trattare le opere in maniera così oggettiva.

Tra le opere scritte da Verga c’è Vita dei campi, che è una raccolta di 8 novelle. Tra queste 8 novelle
vi sono Rosso Malpelo, Fantasticheria (testo di poetica), La Lupa.
In queste novelle si parla di campagna come ambiente umile. Vi sono però delle tracce
dell’atteggiamento romantico, anche se sono delle novelle veriste perché ci sono i principi
dell'impersonalità e della regressione. In queste novelle si tratta di passioni violente, di amore, di un
uomo emarginato. Queste sono tematiche anche romantiche.
Sono però veriste perché lo stile è quello.
Fantasticheria
È una novella di poetica perché Verga ci presenta un ideale che è fondamentale per la sua poetica
ossia l’ideale dell’ostrica. Attraverso questa vuole mostrare come sia importante l’attaccamento alle
proprie origini, ambiente e famiglia.
Verga ci presenta questo ideale attraverso una donna, amica di Verga, che visita Aci Trezza, che è in
provincia di Catania. È un paese di pescatori, dove ambienterà i Malavoglia.
Quest’amica milanese di Verga, va a visitare Aci Trezza e inizialmente è stupita dal paesaggio e lo
apprezza, ma dopo due giorni inizia a chiedersi come facessero a vivere lì le persone.
In questo testo Verga cerca di darle una risposta.
Sempre in questo testo abbozza i personaggi dei Malavoglia, che però non ha ancora scritto.
Verga presenta i suoi personaggi facendo capire come a loro siano successe una serie di disgrazie.

Questa è un po’ diversa dalle altre novelle, perché è quasi sotto forma di lettera, cerca di rispondere
alla domanda che gli fa la sua amica.
Qua non c’è la regressione, quello che ci racconta l’autore è quello che pensa Verga, c’è il suo punto
di vista, non c’è quello che vogliono comunicare i personaggi.
Rosso Malpelo
Rosso Malpelo è la prima novella verista dove si possono notare i principi di poetica di Verga messi in
atto per la prima volta. -
L’emarginazione sociale e lo sfruttamento
- minorile è il tema chiave di Rosso
Malpelo. Ricorda le inchieste di Franchetti e Sonnino.
Malpelo è un ragazzo che lavora in una cava di sabbia in cui viene denunciato come viene maltrattato.
Lui ci lavora con padre che però morirà a causa di un crollo. Il ragazzo rimarrà senza il padre che era
l’unico a sostenerlo.
Si vedono subito la regressione e lo straniamento. La regressione è l’autore che regredisce alla
mentalità delle persone di cui sta parlando, viene messa in primo piano la visione rozza e popolare
delle credenze, come quella che dice che Malpelo si chiama così perché aveva i capelli rossi e li aveva
perché era un ragazzo malizioso e cattivo. Verga non pensa questo ovviamente, ma li denuncia in
maniera impersonale, eclisse dell’autore. La regressione è legata allo straniamento, ossia si danno per
6
normali delle cose assolutamente strane e si danno per strane delle cose normali. La mamma non
accarezza il figlio perché lui non la accarezza, è del tutto normale che un figlio non accarezzi la
madre, ma assolutamente no il fatto che lei non lo faccia. Strano anche il fatto che lui sia cattivo
perché ha i capelli rossi. Malpelo non è il suo nome, ma il soprannome.
La Lupa
Tratta di una femme fatale che però è umile. Situata in Sicilia. Questa donna è ossessionata dagli
uomini, ha sete di loro e le donne per paura di questa donna. È emarginata perché non segue le
convenzioni sociali dell’epoca, la sera doveva stare a casa a badare ai figli, mentre lei usciva.
Ad un certo punto si innamora di un uomo, che però non riesce a conquistare subito.
Si chiama lupa perché è un richiamo a Dante, la lupa rappresentava l’avarizia. Viene descritta come
magra e bramosa.
Ciclo dei Vinti - Prefazione ai Malavoglia
I Malavoglia fanno parte del Ciclo dei Vinti, ossia un’opera di 5 romanzi che aveva in mente Verga,
che però non ha mai portato al termine, poiché ne ha scritti solo 2.
Si chiama Ciclo perché inserisce più opere e con un certo ordine. Tutti i personaggi di cui parlerà sono
dei vinti, non sono riuscite a vincere contro il progresso che hanno cercato di inseguire. Segue come
modello quello di Zola con i Rougon-Macquart.
Verga scrive quest’opera, perché si rende conto che l’uomo a prescindere dalla sua classe sociale e
condizione economica, lotta per migliorare. Questo miglioramento varia in base alla classe sociale.
Verga capisce che in ambienti umili si lotta per la sopravvivenza, perché cercano di darsi da fare per
vivere, per avere del cibo. Man mano che le classi sociali si elevano, la lotta non è più per la
sopravvivenza, ma diventa per il miglioramento.
L’uomo comunque in ogni ambito cerca di progredire, ma questo progresso porta a conseguenze
negative, per questo è un ciclo di vinti.
Il progresso viene paragonato a una fiumana, fiume che travolge chi sta lì. La fiumana travolge tutti e
tutti alla fine saranno dei vinti. Anche i vincitori di oggi, saranno i vinti di domani.
Questa è una prefazione legata anche alla poetica (Fantasticheria, amante di Gramigna).
I Malavoglia
Il titolo è antifrastico, perché i Malavoglia non sono dei lazzaroni, ma il contrario. Sono delle persone
che si danno da fare. All’epoca si usava dare dei soprannomi alle famiglie, inoltre c’era la tendenza a
dare un soprannome opposto alla personalità e al carattere. Verga usa così il principio della
regressione anche nel titolo, dato che era un'usanza.
La famiglia si chiama in realtà Toscano, il capofamiglia è Padron Ntoni, che ha un figlio che si chiama
Bastianazzo sposato con la Longa e hanno 5 figli.
I Malavoglia sono il racconto delle vicende di questa famiglia. Nella vita sono dei pescatori, hanno
una barca chiamata Provvidenza e hanno una casa detta del Nespolo, che rappresenta l’ostrica.
Il romanzo è ciclico perché inizia e finisce con la partenza di Ntoni. All’inizio parte perché con l'unità
d'Italia è stata introdotta la leva obbligatoria e Ntoni deve partire. Questo manda in crisi la famiglia,
che si ritrova ad avere un uomo in meno e sono costretti ad assumere un nuovo lavoratore, da qui
iniziano le disgrazie. Inoltre c’era la crisi della pesca.
La famiglia è costretta a comprare una partita di lupini per rivenderli. Vengono trasportati sulla
Provvidenza, che viene però colpita, affonda, perdono i lupini e muore Bastianazzo.
Alla fine Ntoni parte definitivamente lasciando per sempre Aci Trezza. Padron Ntoni è legato ai valori
tradizionali, mentre il nipote cerca di scoprire il nuovo mondo.
Il periodo storico va dal 1863 al 1878, durante l'unità d’Italia. Verga credeva nel nuovo governo che si
era instaurato, ma poi si rivelerà una delusione. Gli abitanti fanno fatica ad abituarsi al progresso.

7
dalle innovazioni
lato -attratti
ambivalenza da un
:
ripudiquano
basata sull'ambivalenza, continua contrapposizione

&
poesia

- -
termini che si
contrappongono
~ peccaminoso
- -

cherubino
demonio
l'angelo
I
diventa demonic

o il contrario cerca di
demonio che
salire

-
l'alternarsi dei
-suoi pensieri che
- m o o sono mansuetie

rosei, o e a
violent

Nolt alterna la metrica


, non è lineare, alterna stili diversi x via dell'ambivalenza dei suoi pensieri
è fatto aggiungere questo nome onore di Focolo , sepolcriee
ama di
in i
Si la cope atis e

trama :
&

relazioneconiugale
-

ha dei disturbij
mentali
a trasferirsi, elisciando Clara

osam
A Si
F impazzisce e
Vede costretto a tornare
manmano si
Anche a F
come
ammala

opera estremamente
moderna
FOSCA-CLARA
L richiamo anche a
Foscolo

-Fosca , PKlodistrugge ,
lo
prosciga
vivere
meglio
Co Giorgio
FOSCA lei

2
Fo Sca na

sa che viesce a una


dip
soffre ,
ma non
totale da
staccarsene Giorgia

descrizione primo incontro :


+
Giorgio sta con lei
+ lo
distrugge/si rovina
ossessione verso ea
SOFFERENZA

magrissima
ma testa
gigante

forse da
bambino non
era così, ma

D
Ca malattia
Ora
Cha consumata Dles crizione avevo Qualcosa
Canoressiat positiva di bello ma
Malattie ,
Viso orribile

C
mentali)
T
mi ero presentato

Siriferisceadte -
rende l a sua malattia un punto di forza, lo ammette senza problemi
-

Voce soaue, brutto viso


X essere
guarita
dovrebbe non essere
molataxun periodo
ma
impossibile

F lo
non
vuole ma
a se , anche
ottira
senso
di colpa piano piano lui inizia ad esserne attratto per come ella si racconta e come
parla
poi lui che senza di lui
, quindi
sa sta male torna
sempre

Fosca ama come


nessun altro sa
fore

Clora non eral/


brava quanto
F
ad amare

↑ brutta ma

brava a corteggiare

se lui si
staccava
crisi
na assistito ad
Una sua crisi e
sarebbe di tutto
non far lo ripetere

se muore era colpa


mig

-
Lei decidera
come ev
doveva start

&

la relazione , il
cugino non lo sapeva

a volte
Stava bene
con lei

a
volte

passegging
e l'ambiente
Circost gli
ricorda
Clara e vorrebbe
lei
tornare da ,
non va
Sta male
ma

quindi

giorna mandere una


Clara era lett
sposata, un giorgio dicendogliche il marito stava male quindi
a
non poteca
+ sentirlo
-Giorgio sta
malissimox
Questo
donnepresca

& ha perso consapevolezza di tutto


, lei movirà ma lui rimarrà malato
una nuova metrica
odi modificate su

-
unisce stilistico calore umano sentimento
rigore con

testo dedicato alfiglio morto l'amo prima

èun piantoquedelmore
e
>
-

esiste da che c'è l'uomo

La morto piccolo : Fiore-Fiallo

canzonetta / componimentoanacreonte ALBERO-PADRE

p Ketesto lineare
rigoroso
papa

Piccola

E
- l'albero è un verde
con i
melograno
fiori rossi

collee
nel Giardino Silenzioso S
e olitario

-
D
giardino personificate
Siamo in bella
il giardino
stagione quindi
Ora inizia a Stare

meglio
metafort

credo
è stata fatta soffrire e privata di entusiasmo
>
-
lapianta
tu della inutile vita sei stato l'unico e ultimo figlio , far fatica a riprenderi
bui morte
-

antitesi contrap tra vita-morte


,
andforg
-
luce-ambra
E
morto
>
-
il figlio armai
-

il sole nonti
protrallegrare
l'amore nonti può +

risvegliare
glialtrisonoillusori
e racese

fa riferimento
ai romanzi del

romanticismo

studio scientifico dell'amore

all'uomo piace
leggere le cose
belle

ci sono i principi
contrapposti al
Piacere del pubblico
Il romanzo è uno studio scientifico
che la
apermattala indaga
società
elecemento scientifico
Si immette nel romanzo
ma non è questa la
novità

L'opera letteraria non può


-
essere unita alla scienza
come se fosse una cosa
naturale
.

un contatto
ci può essere
ma nan deve essere solo + e l cose scient
utte

quello anche il
giudizio
solo di
se si parlasse non

buono dovrebbe
quello risultato ne
essere
,

I
ne bello
sciertig

no completo naturalismo : Solà , fratelli

si
sviluppa la
Storia da sola"
pK non si sente
l'int

dell'anter
Balzac
successori

verga
malaroglia
l'anello della novità
Catena dei

malavoglia è
l'ultimo

narratore si abbassa al
lireels cult so ...
,
dei
personaggi
pensa come :
sogg che tratta
a

A -

&

&

ASCIA
A
CHE

I PERSONAGGI
FACCIANO LA

LORD STORA
* traccie del romanticismo : in queste novelle si tratta di amore , passione uomo
, emarginato e però son coriste y l'impostazione della forma

· >
-
noved vergaci famiglia
raccolta di 8 novelle che
presenta l'ideale

parlano della
dell'ostrica pk vole
dimostrare elimp dellatee se
campo

campagna siciliana

riflettere
milanese
l'ha fatto
inizio
inizia a
è stupita , dopo 2gg
chiedersicome fa una
amiga
di Verga
che

persona a vivere così tutta la -


-

Vita (paese povero carretrato

in questo testo
vergacerca di darle una risposta
B qui ambienta i Malatoglia, paesino di pescatori unici

Co una bozza
dei
personaggi ↓ rivere qui basta essere
dei
Malavoglia poveri e patire tutti
gli stenti

>
-
quello che voi cercate nella
grandi città, loro la cercano nelle piccole cose

&

rispetto
-Sono
forti
> >Sono costre
a subire
anche il
mare
quando non
si può
uscire in
barca

a volte arrivano e
Qualcuno non sopravvive
civerrebbe da dire che
quelle persone dovrebbero
spezare di essere spazzati
e l loro cond di
via viste
vita , eppure c'è sempre
gente

scrivere sullsabio
dopo la
pioggia e
La le formiche : - alcune ferite dall'ombregg ↑

altre
-
vanno in panico

Poi tornano alla loro


posizione di prima , tornano
al loro mucchietto
di
cerca
spie
pr el persone lei vita agiata
tornano al posto destinato

bisogna farci piccinix L


capire lave
S
dal punsogn guard
,

sta
degli altri (regressione Inizia

a desci
personaggi
LA LONGA

padron toni
L
na portato la
a fare
signora
un
giro

è morto in ospedale
, ma se avesse
PotrtD Scegliere sarebbe mor to
tra le mura di casa sua

Asa
&

padron toni ha vissuto sempre li,


ma si
godeva tranquillo :

suoi momenti al sola e non voleva


altro

è modi diversi
ricca in tanti
non solo quando vivi -
nelle grandi città

-
I si era trasferita Contana
dalla casa, se non Josse ...
XY

felice
-

forse sarebbe
meglio che alcuni di loro
Siano morti pk non sono
costretti a mangiare il pane

dlecarcere, prote
con i soldi della
sorella
(prostituta)

PK Li ALTRI
CONDIZ DISPERATE
monelli (non
ragazzini dispregiativo


&

ora ci sono i monellucci,


che diventeranno grandi,
avranno
figli e
popol 2
citrezza

persone t figli figh. - ....

non desidereranno
altro
di Acitrezza
- -

il destino
lina attaccamento allasomiglia

collocati li -

la donna pensa sians


altrexiancheee

rif di primi romanzi-ambienti


dedicare troppo spazio ai borghesi
del nord con la borghesia ora na necessità di dedicarsi alle affezioni degliumici
le ostriche se sono tante attaccate e una si stacca
,
indebolisce el altre ricorda
- &
Social-catena

PK vole L
scoprire
altro
mondo
-

,
questo piccolo
Che si stacca
viene ingoiato egli
altri con evi

invitoa rimanere lego


in

cambio di prospettiva
>Se
minoren dav ora in a r a cava
dista
con a padre come moniramida persona credo socim

aff
=
-prima
verista novella
,
poetici

cattivo pk
era
i
aveva

mentalità ↑ copelli
strono
voSSi
normalt
della regressione (regredisce
=
dell'epoca
Tecnica
alla mentalità delle persone - -

di cui
parla) e della straniamento -

Csi danno x normali della


soprannome
cosechenviceversa
x
malpelo
rossi che non
icapelli
Vanno bene

> madre : non


- si ricorda come Si chiama, lo crede un ladro
>
- sorella : lo picchiava

anchenellacoarte
male

quando mangiavano era


sempre solo

eraconosciut-no che

Ca cava era la

"Cava di Malpelo"
al padrone dava
fastidio
pietà e
.

lo lavorare
+
tengono a

era morto ei
pk il padre
aume
= - S
=>
di sabato
il padre si fermato
X un
lavoro extra (sistemare pilastro
però lavoro molto
cava) era un

pericoloso che dava pochi soldi


i lavori + pericolosil
la lui venivano dati

lavora e dice al
il papà
attento ce
Padre di Stare ,

il
uncrollo nel posto incri
Padre stava lavorando
doto
elingegnere che avrebbe

intervenire era a teatro

i modi dialettali e : nomi


in corsivo
-
=>

Al
=>

mamma di holpelo-

cerca il padre

di scavare è
l'impresa
, incolpano il
complicato
Padre
visto una
viene
Destia
-

è talmente visto male che si è salvato , neanche la


morte l'ha voluto

In
è preso dal panicopk
il padre è ancora li
sotto , quindi scara

degli altri viene visto come


un
, viene visto cattivo
dravolo
non
mangiava pk cattivo non

X la perdita

malpelo dopo la morte del padre diventa violento con l'asino


Violento pr vole insegnare
, per fargli un favore
=

·
di
- tutto ciò negativo che
sua, , lo picchiano
=> avveniva era colpa

Y la sua
comminata

il bambino
,
protegge
Co picchia, e se non
* gli dava anche del
. i
pane collegni
Si difendeva espicchiara credevano
fosse
di + per
dagli un governarselo
insegnamento
a difendersi
-

>
-

tuttounoStranamentseri se potesse to farebbe


·
=

d
=

anche a casa è

sempre da solo .

la sarella la
picchiara

si trovava
malpero
bene nella cava
x il padre
·
Bonavento M
come è
morto
il
padre

solo
-
non pl era un
ragazzina

prese i
restiti
>
del padre
-

e li riadatta
al figlio

vestiti del pade diventano


un modo y
ricordarsi del
padre

strumenti
anche gli
da lavoro sono
Indispensabie :
livuole vendere
e non

il narratore sottolinea La l'asino viene buttato


trovare
in una buca
, malpelo spesso andava a

che Malpelo Wole


ranocchio
insegnare a

com'è il mondo ~

Siamo in un'ottica di
determinismo uomo
inferenzato
dall'ambiente in cui
vive)
M abituato a essere picchiato
e
trattato male
aspe
&

punto di vista di -
malpelo no +

colleghi
(dei
forte pessimismo
terreno vicino all'Etna

le
Coi verga, vedeva
opere come modo
p204 X far conoscere
i problemi ,
ma
crede che non
Si possa migliorare(
=
=> =

da
&
ma come c'è
il paradiso
, mio

popsempreste
esotto

Rmovira non era


adatto

a malpelo

guadagna
mamma era disperata come se suo
figlio fosse uno che non

STRANIAMENTO
· la madre
CA
Sand
Vita a

malpern
accettato
e

figlia si una
rifatte
no
7

incuriosite

Preferiscetornoeore in
Cava e
far capire le

conddel
e

La Lavoro che prevedeva il


in una zona
passaggio
pericolosa
mondanoMalpeame

M non è +tornato
,
i suoi colleghi hanno
di trovarselo
paura
davanti

discorso indiretto
libero
I
via di mezzo tra
disc diretto e indiretto
MIPICO DELO STILE DI VERGA
FA X ESEMPIO
APPARIRE STRANO QUALC
DI NORMALE (MALPELO
CHE NON MANGIA
PKTRISTE

MIPO MALPELO CHE -

È Cattvo Pr ha
CAPELLI ROSSI
#aduncertopuntsimame re

, l'avarizia
Dante bramosa *
2 magra
>
- predatrice

di una donna
soprannome
femme fatale
e

chevireinpovertaana
quandosse
ossessionatadagliminiledonnestanilsegnodella
I croce
*

Tratt ROMANTICI
e a del sud
come
*
↑ no formosa
di vista
punto -

del popolo

colori : rosso- passione ,carnale

DIAVOLO

T-dalle
altre
danne

è una brava
ragazza, emarginata
X colpa della vanon stavano male economicamente

madre
-

Si innamora
, prova sete
nee
guardarlo
Cavora come una matta y
stargli vicino

L VOLT lia

interesse comedote , seca sposo cosa mi viene



economico

ACCETTA

nanni
aspetta, in astinenza
della ~
fa segno
croce anche lui

LAVORA
COME
-

Un como

non
ee donne
andavano in
giro

ciò che si
possiede

la lupa in realtà sta solo aspettando


non ci dice se
è successo Qualcosa,
però cei se ne -
va
sistemandosi i
capelli

fine Qui
~ chiaro che alla
statorapportomorboso
ci
l'astaa me

materie
il fatto che il
e rugeedenunciare
continuam ea madre
con

chiede di farsi Sa che sb aglia ma


mettere in prigione non sa dir di no


disagio, arretratezza
economica

estrema
unione


solo se lo Lupa
se ne va dalla casa
STA Y MORIRE MA NON
MUDRE
tutto e chiedeperdono
confessa

Pratica X
SEGNO DI
PENITENZA

RICHIAMA IS La Ci fa Intendere
IL SANGUE CHE LA UCCIDE

FINALE APERTO
riassume le vite degli
altri vinti dei quali
però non approfondirà

IMPERSONALITÀ
- RISPETTO
A COME
Ert Al
la Dinastia M ha TEMP&
sempre
auto barche
ecase

narratore da l'idea di essere uno di loro


alcuni malavoglia non enano
soprovvisti a
deineufragi ,
invece
quella del romanzo era sopravvissuta
* spiegare il miracolo il nonno
"5 dita ...
"
Ideale dell'ostrica
-

Qui è il dito grosso : capo

fa tutto quello M
che gli dicono

non Coera

Dall'epoca
, tipico
proverbio
Linguaggio popolate
era ancora piccola ma non troppo

devifare la gavetta
accontentatevi di quello che
avete che anche senon ti -

arrichisci almeno vivi accontentati di quello che nai Forte immobilismo

La reazionari al nuovo
Ihi Non approvava
govemodei Savoia
NUOVO GOGERNO
IL
Nato con
L'unità
D'1-(n
-
donnepresca

& ha perso consapevolezza di tutto


, lei movirà ma lui rimarrà malato
Cavora come una matta y
stargli vicino

L VOLT lia

interesse comedote , seca sposo cosa mi viene



economico

ACCETTA

nanni
aspetta, in astinenza
della ~
fa segno
croce anche lui

LAVORA
COME
-

Un como

non
ee donne
andavano in
giro

ciò che si
possiede

la lupa in realtà sta solo aspettando


non ci dice se
è successo Qualcosa,
però cei se ne -
va
sistemandosi i
capelli

fine Qui
~ chiaro che alla
statorapportomorboso
ci
l'astaa me

materie
il fatto che il
e rugeedenunciare
continuam ea madre
con

chiede di farsi Sa che sb aglia ma


mettere in prigione non sa dir di no


disagio, arretratezza
economica

estrema
unione


solo se lo Lupa
se ne va dalla casa
STA Y MORIRE MA NON
MUDRE
probab
ver s

Zoppo
)


connotativo

Baudelaire

.
PIENTUNMNs
T
Tutti e collegato, ma queste corrispondenze non
sono razionalmente comprensibili, per questo
l’utilizzo della sinestesia diventa fondamentale
(perché un profumo può essere associato ad
.
una sensazione visiva)
La esistenziale vientra tra le tematiche dei simbolisti
, malinconia, noia
depressione e
crea

.
La natura ( soggetto) è un tempio (metafora) con dei pilastri viventi che
sussurrano confuse parole.
Perché proprio un tempio? Luogo di culto in cui si entra in contatto con la divinità,
il poeta deve riuscire a scoprire quello che sta oltre ( rappresentato dalla divinità)
L’uomo si muove nella natura tra foreste di simboli > paragone, da l’idea di
qualcosa di difficile, perché è difficile passare in una foresta come è difficile
capire i simboli.
La sinestesia crea
I simboli hanno degli occhi famigliari per l’uomo, però sono difficili da
confusione, ma è quello che
interpretare.
vuole il poeta
C’è una corrispondenza tra profumi, colori e suoni ( sensazione visiva, uditiva e
olfattiva) ed essi si rispondono tra loro come echi lontani ( difficili da percepire
profumi ma ci sono dei legami)
Questi legami si confondono in una unità profonda, tenebrosa (oscura,pk non so
O
o chiare) e intensa .
La poesia deve rivelare i
Notte-chiarore >> antitesi come mistero-certezza
misteri della natura, che è
Visione delle cose per niente oggettiva
vista come un tempio. Altri profumi Che Non
sono solci , ma sono Vasti ,
Te
Inizia una serie di sinestesie:
DANNO IDEA DI INFINITO .
Profumi freschi (olfattiva)come la pelle di un bambino (tatto)
Profumo- dolcezza dei suoni dell’oboe
Il poeta ha un privilegio
I PROFUMI ESPRIMONO Profumi verdi
perché El
SENSI EDELL'ANIMA,
un Profumo PORTANO
può farlo ma non tutti hanno
APPORTAN
RICORDI. i A

PENSARE
questo potere
uccello maestoso con ali molto grandi
,
tiO CATURN
poeta non si trova
- TO E SU QUELLA
-

-I
Il

polta e l'uccello
Agio nella
parallelismo tra il
asteneree se NON S I A BENE
-

-
bello come
prima, la I V
Societa
-

L’albatro e stato catturato, e su quella nave insiem


ai marinai non sta bene perché non è il suo
ambiente, sembra goffo brutto e ridicolo.
L'ALBATRO VOLA SOPRA
Società dove l’ albatro ( re dell’azzurro,
La Nave nee mare e i importanza del poeta) non si trova bene e non
marinai lo catturano
può più volare bene > è emarginato, deriso
( mettono la pipa in bocca e fanno il verso)
Abissi marini di ACQUA SALATA Questo perché l’intellettuale ha perso l’aureola

Alcediventanounhande se
celiora
redei

non sa stare
ter e
perdita della luccellodiventano
a

"eviun
sacralità handicap a nella casa che
na in più la sua
forza sulla nave

Sperdita
,
diventa un peso
di forza diventa un handicap PK NON SA STARE SULLA BARCA
I della
:l punto trova sacralità
in cui si
A colpa della società

si sentono però
inferioridesociete
non

lororitengono di Quere
di non essere capiti

SGRAZIATO

RIDICOLO

casocietà
lo scherza Principe delle nubi più alte
Che non può sentirsi in pericolo e non ha paura di chi
tenta di colpirlo o di metterlo in difficoltà
le nubi + alte
SVELA LA METAFORA
r quelle che
,
Ora però è in terra ed è debole tra le varie prese in
portano pioggia giro e le sue ali giganti che solitamente lo rendono
Sta con l'uragano al
di sopra ricco, ora gli impediscono di volare.
di tutti e non ha paura di
PRESE IN GIRO
chi cerca di mettereo in Barca=società
difficoltà
D RAPPRESENTAND LA SUA GRANDEZZA

condizione
Rappresenta perfettamente la

del polta
esteta per
eccellenza,

sempiano
ea
personalita

moltoestrovers,voleva

Gabriele D’Annunzio
Gabriele D’Annunzio nasce nel 1863 a Pescara ( passerà però la sua infanzia a spostarsi molto) in una famiglia borghese e agiata, che

lo ricoprì di attenzioni, anche per la sua precocità intellettuale.

Compie ottimi studi liceali a Prato e l’uni a Roma ( non lo porta a termine perché attratto dalla vita notturna), si dedica al giornalismo

collaborando com dei giornali dell’epoca (molto apprezzato). pubblica la prima raccolta di poesie “primo vere” che suscita grande

interesse.

Dal 1881 si trasferisce a Roma e si iscrive alla facoltà di lettere,ma la vita brillante della capitale distoglie l’ambizioso provinciale dagli

Doune
Da
studi regolari:grande poeta e prosatore, frequentazione dell’alta societa.
Patri
Altre
>

Nel 1883 sposa la principessa Maria Hardouin Di gallese, da cui avrà 3 gli. Però avrà tante altre donne, tra cui Barbara Leoni che lo
PROTAGONISTA : Andrea Sperelli, euo alterego pubblicata sul times , no Bellezza stratosferica, ma molto attraente
d
↓ addirittura
ispira a scrivere IL PIACERE 1889. La donna però che più amò fu Eleonora Dose, un’attrice teatrale molto famosa in Italia e all’estero,

lei all’inizio non era interessata, solo nel 1894 a Venezia inizia la loro relazione molto turbolenta e particolare durata circa 10 anni.

Lei era una donna di mondo, viaggiava molto e cadeva spesso in tentazioni, essendo tanto popolare accresce la popolarità di

D’Annunzio recitando alcune sue scene teatrali. I due andranno a convivere in una villa in Toscana, Villa della Capponcina, considerato

il museo della sua vita, in quanto teneva tutto ciò che rappresentava la sua vita, anche cose inutili. Perché doveva meravigliare

In questo periodo nascono anche le sue opere maggiori, in prosa (IL FUOCO, legato all’amore con la Duse) e in poesia (il ciclo delle

Laudi) La Politica Tutto quello che riguarda D’Annunzio non è mai equilibrato, non dobbiamo mai concentrarci troppo sulle sue scelte, perché il suo obiettivo era quello di seguire
degli ideali che rappresentassero la sua personalità tormentata e che lo facessero apparire

Nel 1897 è eletto deputato per l’estrema destra, disprezzava i principi democratici e ugualitari, ma allo stesso tempo quello che

interessava a lui era avere scelte estremiste che colpissero gli altri, per questo passerà all’estrema sinistra nel 1900.

Chiuso l’amore con la Duse, altre burrascose relazioni si susseguono e si intrecciano senza intervallo.

Si riempie di debiti ed è costretto a fuggire in Francia per lasciarsi dietro i creditori che lo inseguono. Tornerà solo quando l’Italia entrerà
e ha 52 anni
in guerra, nel 1915 si schiera con gli interventisti (per mettersi ancora una volta in mostra)e partecipa alla guerra come propagandista e

per le incursioni aeree. Tutto ciò che fa per la guerra lo fa a debita distanza.

Perse l’occhio destro in seguito ad un incidente aereo —> il notturno riprenderà questo evento

RAPPORTO CON IL FASCISMO

Aderisce al fascismo ma con cautela, credeva nell’irredentismo e condivideva l’imperialismo, aveva quindi le ragioni per entrare in una

politica fascista vista la propaganda del partito che rispecchiava la sua personalità. Di fatto però non aderisce mai completamente,

Mussolini fa di D’Annunzio l’emblema perché era un personaggio di spicchio che faceva propaganda, però lo spaventava anche, quindi

lo teneva a debita distanza elogiandolo per tenerselo buono, perché se lui l’avesse appoggiato i rapporti tra loro sarebbero stati

equilibrati

In alcuni scritti D’Annunzio fa capire che condivideva alcune cose del fascismo, quando però diventa più dittatoriale se ne distacca, si
Chiama "PAGLIAccio feroce"
lo
allontana completamente quando mussolini si allea con Hitler (che non appoggiava affatto e lo odiava).Non possiamo parlare di una

persona con delle idea chiare ed equilibrate, in quanto agiva per far apparire la sua immagine e per essere al centro dell’attenzione -

RAPPORTO DI DIFFIDENZA
fi
La marcia su Fiume

D’Annunzio si fa da portavoce per questo movimento irredentista che voleva occupare Fiume. Riesce con un’incursione ad occuparla e

creare un dominio personale,che dura poco. Era un’altra occasione per mettersi in mostra

Dopo la marcia su Fiume si ritira al Vittoriale dove morirà nel 1938 in seguito ad una emorragia cerebrale. Essa è considerata una casa

museo.

IDEOLOGIA,POETICA E TEMATICHE

è l’esteta per eccellenza, colui che privilegia la bellezza come valore supremo sia nella vita che nell’opera. Vuole stupire, colpire in tutti i

modi, e ciò si rivede nelle sue opere dove ricerca l’eleganza , arti ci formali e gli echi letterari.

Cerca un modo alternativo per emergere con la gura dell’esteta

Arte valore assoluto - sia nella vita che nell’opera—> nel PIACERE fa compiere al personaggio quello che vorrebbe fare lui > belle

donne, salotti, vizi

Il personaggio dell’esteta è una risposta ideologica e un risarcimento immaginario , in quanto l'intellettuale è in crisi, ha perso l'aureola,
A -
essendo che la massa non lo vuole lui risponde per emergere con la gura dell’esteta,si distacca. Allo stesso tempo però cerca di

aderire alle leggi del mercato,I per far sì che sia conosciuto,S che sono le leggi borghesi del tempo.Cerca un modo alternativo per
-

emergere con la gura dell’esteta

IL PIACERE
Il piacere è l’opera che autoritrae D’Annunzio, mette in luce l’estetismo, la gura di D’Annunzio e di Andrea Sperelli, allo stesso tempo

però è una critica all’estetismo, perché alla ne Andrea Sperelli non ne esce bene, viene criticato.

Questo perché anche D’Annunzio ad un certo punto si rende conto che l’ideale che lui ha cercato non può comunque essere

considerata la soluzione del sentimento di decadenza del periodo.

Vediamo una contrapposizione come solito in D’Annunzio. Infatti, da un lato Apprezza la vita dell’esteta, allo stesso tempo però lo

critica.

Andrea Sperelli non viene solo elogiato ma anche criticato


fi
fi
fi
fi
fi
fi
Testo emergono due tipi di narratori.

Andrea Sperelli è l’alter ego di D’Annunzio , il testo è legato alla tematica amorosa, perché il protagonista ama una donna(Elena Mutti,

il nome non è a caso, ricorda l’Elena della mitologia che viene rapita e a causa della quale nasce una guerra. Una donna che crea

caos). Lei era un amante ma se ne va.

Il testo che leggiamo inizia dopo che lei l’ha lasciato e ci sono dei ashback su momenti felici passati.

Sperelli soffre molto per questi separazione, poi conosce un’altra donna chiamata Maria, che è l’opposto di Elena.

Elena rappresenta la Femme fatale , ovvero la donna sensuale. Lei si sposerà con un altro uomo inglese

Maria è una donna molto molto tranquilla e equilibrata e religiosa. Andrea pensa che lei la possa levare spiritualmente, ma un certo

punto torna a Elena e torna ad essere invaghito lei.

Finisce con Andrea Sperelli che durante una notte con Maria pronuncerà il nome di Elena .

Maria quindi lo lascerà Sperelli si troverà solo .


Goldoni Locandiera, commedia dello specchio
,

· è consapevole che Elena non è l a donna da amare ma non riesce a farne a meno
,
Descrive elena, ma
. Elena : portacambiamenti, nobile , educazione raffina , sensuale intelligente Elena è il riflesso

Tessposacomodità
,
e della sua personalità
convenienza una e se
. maria .

solo alcune scelte , lo racconta ma allo stesso tempo

Andresperelinterv
lo critica
Charratori
.

DISPREZZA LA MEDIA BORGHESIA >


- ricerca solo Il
protagonista non riesce ad
emergere
componentementi
Come d'Annunzia un bene
>
-

cheoniveristi
F
economico Attratto Da QUELLA VITA
giudicare
credecheidebba e e
a i -
no CONTRAPPOSIZIONE CRITICA
commentavano sopra della
sta al di
nuela .
media borghesio

Elena è tornata,
in
questo testo già
noscoperto del matrimonio e riflettes

operdi annunzioletterari
-

· ricchisin e se e

anche quella che non condividera .

Tutto è un richiamo a ciò che stato prima

Lcerca di
indagare nell'interiore del personaggio lasciando fuori il metodo scientifico
romanzi decadenti y eccellenza sono quelli psicologia
Lecco pk "Specchio"

curruti
Belleza di elena come opera del

sensuale
RITRATTO CRUDELE
DELLADANNA PK
PRINCIPALE DOPO LA ROTTURA

Elena non è una donna equilibrata RICORDA

↓ Madame- PK NON ERA UNA DONNA EQUILIBRATA

&
-
-

Bouary riconosce come una figura intelligente e Raffinata sensuale ed elegante


isterico ha come o
lasea la ,

DArgCa Uler& 0.M -


no

taro1 "Istericus"

e se
lerecitaci parte
, la sua finzion
da Andrea sperelli
RICORDA LA commedia numere di Balzac + i l teatro

-capamo che
-

è Aspk solo
Qui la conosce
così bene

-
fl
RITRATTO NEGATIVO DI ELENA , AD OGNI SUA MANIFESTAZIONE D'AMORE TROVA UN ARTIFIZIA

RIMANDO AL

&tenroe -

ALLA
& FINZIONE

SPECCHID
·

TANTO DISCORSO INDIRETTO LIBERO

thrivistidop
untrano le a
Si
APODANNO
pensarc
I
a

Lui non si rende conto se Elena


è sincera o no. Perché lei si è
ritrovata al suo stesso evento a
capodanno? Monologò in cui si
interroga su ciò.

Più volte viene utilizzata la


tecnica del DISCORSO
-

INDIRETTO LIBERO,perché è un
po’ un flusso di coscienza,
scrive tutto ciò che gli passa per
la mente

Questo insegnamento glielo aveva dato il


Si nota che l’estetismo viene un po’ criticato da questo narratore perché si parla di FALSITÀ,
padre, “possedere, non essere posseduto”. Il
MENZOGNA ECC. Allo stesso tempo però sembra che lo affascini , questo era proprio ciò che
padre gli aveva dato vari insegnamenti, quello
D’annunzio aveva provato quando capì che l’estetismo era entrato in crisi , allo stesso tempo però ne
che fa Andrea Sperelli deriva da uno di questi.
sente il fascino.
Il padre stesso aveva indirizzato Andrea verso
questo mondo

personaggio che parea , monologo interiore attraverso il discorso indiretto libero


D
M

Di
yışı

L’esteta deve fingere, deve


recitare una parte. Che è quella
che fa fare ad Elena ma che di
fatto fa anche lui
Estetismo è entrato in crisi
Possiamo trovare una descrizione di Maria e di
come contrappone le due figure .
Mentre aspetta Elena pensa Maria in una sorta di
monologo/sogno la descrive
Maria sarà presentata Dal bianco ed Elena dal
Rosso
Questo testo è ricco di simboli, che è uno dei
tecniche che gli artisti del simbolismo e del
decadentismo per rappresentare la realtà
Descrizione estremamente
dettagliata dell’ambiente
circostante mentre aspetta Elena .
Prevale l’immagine del bianco,
NEVE E LATTE ETC
-

-
-

-
LUNA

FATATO DELL'ORLANDO RIFERIMENTO LETTERARIO


AD UN TESTO DIFANTASIA , EDIFICIO
Il narratore descrive le RICHIAMO
-

AD ARIOSTO
ANDREA SPERELLI
sensazioni, l’interiorità del
personaggio =

elevazione
Spirituale

Elena
o
marialil bianco dell'ambiente BIANCO

sensuale, desidera glifla fa


dal punto di vista
venire in
carnale
mente

MARIA

allude alla sua purezza TANTI LATINISMI PK


QUESTIONE CAPELLI MARIA
Alla fine si osservi l'immagine dei PROSA D'ELITE
bruni capelli di Maria (che torna MARIA

insistentemente per tutto il romanzo


come un tema ricorrente) in
O maiuscola
opposizione simbolica al biancore
dominante («un gran flutto oscuro»,
scelta
in cui si raccolgono «le tenebre
notturne fugate dalla neve e dalla
luna», rr. 61-62), che rivela la
presenza della carnalità anche nella TUTT'UNO TRA LIVOMO e LA NATURA
ANIMAVA , Gli Elementi Naturali prendono vita
(rivedremo nel
>Si
donna angelicata, evocando l'idea
-

nella "Pioggia nel


pineto"), l'uomo che si trova circondato panismoe
dalla
-

del peccato in opposizione alla natura allo stesso


ma
tempo si sente parte di essa
purezza, con un gusto del
capovolgimento e della profanazione
delle cose sacre. sogno che

fapensandIo
a Maria

ELEMENTI RELIGIOSI E
LATINISMI
A questo proposito c'è anche da Numerosi elementi religiosi e biblici, che sono però profanati perché egli non sta
notare il gusto estetizzante, scrivendo un testo in cui la religione deve essere posta al centro.
vagamente sacrilego e perverso, Tutto serve per esprimere il desiderio di avere davanti a sé Maria.
di atteggiare le fantasie erotiche in Lei è la donna pura, ma il desiderio di Andrea non è propriamente puro. Prova
termini religiosi e sacrali, molto verso di lei passione nonostante sia più evidente per Elena pk lei è solo una
frequente in d'Annunzio: il cedere Femme Fatele
ai desideri erotici dell'amante è
per Maria un '"immolazione", un
sacrificio rituale, un martirio, tutte
le cose intorno ritmano il rito con
formule liturgiche insistite, «Ave»,
«Amen», «Così sia»; anche le
formule latine impiegate dal
«poeta» hanno un sapore di UNIONE TRA IL BIANCO
liturgia cristiana, essendo ricalcate
CONTRAPPOSTO AL CAPELLI
su passi biblici.
SCURI PK CERA PASSIONE, IL
- DESIDERIO CARNALE .

Elena non si IN + MARIA ERA SPOSATA.


presen ta ERA PURA X IL SUD ATTEGGIAMENTO
E X IL SUD SENSO DI COLPAX
IL TRADIMENTO
IL SUPERUOMO

: uomini non
compresi

raggiugimento del piacere

-perdità dell'avreola

I
AMANCORA ARTE MA N D'annunziano
ot !
>
-

in
>
-
Sarà MODELLO DI MOLTI

immagine sinestetica per creare corrispondenze

/ -

il contadino suole il lavoro (raccogliere de Foglie lentam

PK STADIVENTANDO SERA
tronco ANTITESI
della luna
raggi

Pr il cillo -STA SORGENDO


~
ancora azzurra

updatee
e
azzurror il loro e
amorestanebe
vielel

euce della luna nel fresco dellanotte


dalla

Passorbe il riposo dato


dalla freschezza

>
-
non è ancora sorta del tutto
NDSTILNOVISTI
CREATRT
RIPREST DELCANTODELLE
>Fche eligiosa
non

ANTROPO
...
-

DELLA
elaqua che cade dal cielo giace nelle pozz
NATURA
SINESTESIA
Pozzanghere ,

FRANCESISMO, verbo francese a indicare il rumore della pioggia


tiepida e rapido

STA SALUTANDO LA PRIMAVERA X DARE SPAZIO ALLIESTATE

>
-
ciò che tocca

-
>si può dire
ARIA
termini si fa sentire ancora il
nei :

precisione positivismo

> non
- è compe maturo

cambia
fieno già tagliato e

RIMANDO A colore
S FRANCESCO
SCORRERE DELTEMPO
.

Penolii

PROFU MAI
-E

L'ORIZZONTE CHE VEDIAMO Il RAMO DEL SALICE


CINGE COME
che
cinge il corone di fieng

se
Mondiceppo fiume rimanda all'amore
la voce del

la sorgente
l'ARN&
rimpycrea fronti fanno rumore all'ombra degli alberi
parla all'uomo SINEDDOCHE
e eui immagina
reami d'amore

PARAGIONE
faranno tQ
pol
reezzereil
uoniche
ri

inversionedell'ordine la
piena
di Alterazioni ANASTROFI
, no logica
nellesilee se

no schema rime fisso


, però ci sono

imperativo,
si
ascolta
rivolge alla non parlare+
,

/donna .

ASCOLTAht O non sento


MAI sente
pronunciate
+ 11 tue parole
parole
dalle
diverse

Q
PIA Glett gocciole e dalle
foglie
Lontane
er fora tizione finale
, ripe
del verso

raccoltapellesepos
e
-

termine latino tamerici


bruciate pk è
piena
Estate

ricercato, latinismi , arcaiche


Lessico

Ysacra a Venere

PK GALL

Mazzi

Carichi

di bacche profumate

>
-
INIZIO TEMA PANISMO

noprecisi
mi y le piante assimilato al
vegetali sempre
,
+
Paesaggio
circostante
. metamoforsi strofa
che diventa evidente ad ogni

Parlam
ANAFORA

&

Sinestesia

Che elanima fa nascere

nuovamente
come zoninte circostante

Dqualcosa di non reale lo ,


sa che la
relazione
effimeraypk relazione
-

con
la duse era così

figlia di Elena e
-
& ha illuso ieri li e
oggi lui
mendofiger
e
senti ?

Vegazione solitari a

stante

la fa il suono
proggia > richiama
un rumore diverso
L foglie ↓
da musicalità
a seconda di Dove
Cade +
spoglie o meno
spoglia

* metaforico +
pioggia
S
-

e piogge farti del se

LINGUAGGID spaventan &


non
il canto grigio
persiste dececicalee sent
ANALOGICO
&

& despiantedivent e se
e

I musicali -

partecipiamo nello la
noi
metafora-pioggia
Spirito della
vegetazione
-

=a Silv ani
+
ancora
-

vivononellstessa metamoroso in

il tuo volta
Come
è
bagnato
una
Foglia
Similitudine
Profumano come reginestre -
similitudina

umana o non
20e +
pr ?
anche la natura è
-

Stata creata L =

scaturità
.

dalla terra degli


creatura
e
alberi e
il canto

della cicale nell'aria

aumente e a
si sente sempre meno pr
a
si inserisce un altro canto + roco che viene dal basso
,

>
-
versoto delle
rome
STAGNO ,
OSCURITÀ UMIDA

il conto delle cicale


sem basso si
spegne

climax discendente
>
-

delcanto
vibra
-
Dif
&

ricomincia
>
-
climax misto
non si
sente il suono del mare prima discendente poi
↑ poit poi ↑
ma si sente la vegetazione

-parola Momatopica Y SINEDDOCHE


proggic fuccicante Foglia per l a pineta

purifica - Claria, il caldo

RICA DI RIMANDI
lo scroscio
di intensita
secondo
figlie + folte o-folte
INTERNI

>
-
cicale ,
"
aeree cicale"
-
> PeriFRASI di parole
-
FANGO
i giro
r
G

prils, i

ancora

& RIPRESA

D
egreiceculla
&

e
la sembra che tu
pianga di
piacere
per cultura I ripreso viene
della
migliore -
Panto
la

=
con natura
natuno
-
verdeggiante metamorsi +evidente

mitologiogreca
sembra esca
dolla corteccia
dellalbet latnismo

ninfee
,
o che è
-e
e

-metamorfosi
non colta da terra

7
fonti ,
sorgenti elementi
paragoni a

gengive naturati
processo di panismo
-

Qui e l a sua donna


insieme ora separati

espuglintita mente
ripresaverso 20-21
3
riprende
11
-

-
↑ ne
-

Strofa
-

CHIASMOL >
-
cambia che dice che
-
19

A Qui silludeva ieri e lei


DISTANZA
↓ Oggi
pran
Sa
> PARLA DELL'ABRUZZO , IN PARTICOLARE DELLO
Spostamento
fa riflettera
Del
a
PASTORI
da che
tempo
D) Cambiare Anche XIU

X D'ANN e i PASTORI

PK DELLA SUATERZA
dalle montagne
-
verso l'Adriatico
recinti dello montana

ricorda
>
-
il verde
il verde
delmaregli NOSTAl
-
struttura circolare dedicata San Lorenzo è
a
, anche però ilgiorno della marte del padre
molto curata inizia vichiamando
alle stelle cadenti
-
pianto del cielo

ioloso il motivo di pk
cadono le stelle, di
Questo pianto

tornava verso il nido


ma la uccisero
aveva nel becco qualcosa
X i suoi rondinini

come in croce
la rondine sali dispiegate

&attende ma apene ce dentro (contenitore y il contenuto


metonimia-noneienido che la

Lafanno il verso
sempre piano e morte pk no cena

parallelismo TEMA-NIDO
rondine-tettozna
-

invertita e


-

sofferenza
meno simbolismo
luogo protezione ,
concreta
-

Famiglia
metafora

Auffort torna nel "Campo"


~

non rivscit gridareese


>
-

richiama le
-

negli occhi
Stroff
prima -

pascoli &
perdonoi spesso
leopardi
in
11strofa ricorda con l'infinito
I

allusionise
rimando
religionee cro licillo inonda la terra
con la steele di S L
.
.

-perdono
-

PERIFRASI METAFORA
,
=
Il linguaggio E un perfetto esempio di linguaggio analogico. Tra il casolare e l'ala di gabbiano vi è un analogico
rapporto di somiglianza, dovuto al colore bianco e al fatto che entrambi si tagliano sul cie-lo, ma non si tratta di una metafora tradizionale: l'analogia accosta in modo impensato e sorprendente due oggetti fra loro remoti, bruciando per di più tutti i passaggi logici intermedi e
identificando immediatamente gli estremi, costringendo a un volo vertiginoso
del imeginasion poi se milla che indichil Firmauroi di umanadisco il sendo
allusivo, che punta non sul detto, arrivando quasi al limite dell'enigmaticità. Come sempre, L'annullamento dei legami logico-sintattici accresce il valore suggestivo della parola. Sono procedimenti affini a quelli del Simbolismo, e che saranno ripresi e portati alle estreme conseguenze
dalla poesia novecentesca.
a
liveenut
#o
della poesia
fondamentale, fa parte ↑Od a livello di forma 1 solo verho
,
in 7 versi
.

↓ "Rosseggia"
trovatori, lirica provenzale presenza del ritornello Fraseggio
nessi
spezzato
componimento dei ,
, no
sintattici
paratassi coordinazione
,
:

quadretto impres
rimandonistico pu immagini prevede
e
a
i potassi : + subordinate
nitide che
~ polisinaeto
non
parola rumore del temporale tante
fonosimbolismo onomatoplica ballata : e
richiama il ritornello della
asindeto :
toglie el
>
--
-

di
ti da l'idea Campi congiunzioni
tracoreesia si cotora di rosso x i

S
un nesso Che Sostituisce
c'è il con
unsenso ↑
senza infuocato dove mare
punteggi ature
come

dove zeantananza
analogi spurissimo monti
decadenti dei
cisose i ,
leopardi
-

& Po anche delle nubi



ci sono
c
tra il nero e il bianco

richiamo gli uncasolareezzo


ti alnern
impressionis
I

Titolo fondamentale
aumsege
-
> FA Parte DELLa Polsia

>
-
d'è un richiamo de

10
agosto

polisinae to
=>
% -
"LAMPO" titolo fondamentale

=
Smarto
----Climay
asindoto 3 personificati ph
·

----climay Caratt umare

la
&
-

=>
solare-casa
bianco-nero anchisi
casa che
appari e spanix il
nido C
occhio =
&↑ ossimoro
fanciullino che si fa
&

-- sentire (anche can


Agosto -beto di sorpresa
- -

Quando è stato
l'aromatopea)
modo
nel

Ucciso descrivere
di .
questo linguaggio
viene definito
Lampo -p richiama PRE-GRAMMATICALE
la fucilata
Emigrazione
-

alla terra ma
tematiche legate
meno ideneizzato
-
tendenzallharrazione costoriaun strutture se
&

Pascoli non
condividera
el
emigrazioni
italiana all'estero

Pieno simbolista
Parla di una fam
di ita
emigrati
che tornano in

Italia pk
figlia
analata di Tisi

Vanno dai nonni
ma
eli non antesche
&
sa l'italiano .
>
prima abia l'italia
poi le =>
piacerà
La parla con un italiano
mistoinglese
sembra uccellino quando conta
- si riferisce a
molly : un

tra
gli alberi

l'italiaa
moly descrive
e se

nonna della
come casa a
per topi e ratti

Si si Jol

↓ LazioBeppa
non ama
L'Italia

era malata
prepara da mangiare y
molly

- vicino al fuoche che fa freddo

mangiare pane
il
-deve
fattoin casa quando cost
abituata a
mangiare
più saporite

Gnarratore che paren


la
gente del paese vanno

a chiedere notizie degli altri

emigrati

le persone la vedevano
star" pk
Come "Ca
Nata in America e tornata in it

Y moley
-ama
non

l'Italia

PATRIOTISMO DA PARTE DI

PASCOLI :
poemetto sull'Italia
tornat
-

Alla
fine molly inizia ad
le chiederannose
amore -

money alle fine vole


L'Italia
, dei bambini
tornera elei rispondera "si"
-Italia nido,
come
famiglio
che deve stare
ta
-


pronunciato
giusto

socialismo umanitario uniti solidali si distacca da Marx

e
: ma -

inizialmente pascoli : socialismo anarchico e


lo abbandona quando viene arrestato,
Am
=>
Spala
compana

-SIMBOLO

Rosa
De S

Yelena di
D'annunzio

d 3
M: semplice , pura

M
Ri : bruna
,
mile , bion da

Lo nel convento

Lismaria

seg
-
D
. .

Att .
Ai nobi botanici e
ornotologia vecellini GIARDINO DEL

- - -
convento

telenoso
perso
t
VICINO
ALFIORE

=>
- = >

=>
D

pentimento ?
una videpartire

Grifad
-
e

Caro del

rife
un ospite
converto
religiosi
SACROPROFAche el na attratte
Nostalgia?

&

>
rivissuto gli anni

Contani

=>>>
A
mi
D conseguenza?

ammmmmmmmmm- forechee chiam-

malattia

ma se

ESPERIENZA PROIBITA
Qualcosa tra

rapcitron e
di Rachele
rachele e il fiore che

porta alla marte


amore
>
inmesupe es e

si apre
di notte

E
era
L HA Scritti &vando
so Castelvecchio sulla
RICHIAMA in particolare notte di
MIRICE o sua prima nozze

il tramonto i fiori si

3aprono e ui
e
ai suoi cari
pensa

>
- Fallene

-
>
-
no versi

>
- solo una casa farmore a bassa voo

Quella -metonimia
nidixuccelli
metonimia

dell'amico

-
passione
=>
SINTESI ESIA
-

: Profumo di una cosa rossa

A
=>
=> torna la tematica
dei morti defunti

opposizio-n
cari-mondo nunziale

che Eniocia con i

v
l'ape cerca di tornare
a

pulcini nel Giardina chiuso


casa ma è tutto -
>
ok la : non
na trovato
una
donna
sene è andata pigolano
emana
del Gelsomino che viene trasportato dal vento

VV11
> sono andati
morbosamente
-

in camera
attratto dalla
Situazione

Ese rimasta
incinta
il fiore è del tutto
umanizzato


I

simbolismo , ling anologico


=>
.

Olio
distelleisinestesa
-
all'infinito
verbo
>
- rumore
, emanotopeu

riferimento alla velocita


VV 28
. VV 29
"Vampe"

ruole dare
L'idea del
luce
bagliare della

TANTISSIMe
sensazioni
contemporanee
Italo Svevo
=> =>

·
e >
-

già da giovane inizia

anando lsone
Fratello

soggiorno Gilet &

-> fumava subito y non farsi scoprire

costretto
FUMARE ↑ a rubare
-baloueva fum.
tutte X non

Farsi scoprire

ci crede

elinnocenzadee
capire di smettere

inizia vedersi il rapi complesso


fumaising
a

es imitavo pr evivirice 5 credendo


ei
e Zeno no Quesse finito

Stavamal fumease
I Vizio
->
un
giorno il padre si
accorge
che sparivano i
sigoni

chiede alla madre

TEMPO =
INFUTURO

#
MISTO
Si ammala e deve smettere di fumare, a 20 anni
Prima di some etere di fumare vuole fumare per l’ultima volta> inizia il mito dell’ ultima sigaretta
* Durante la malattia ne fuma molte altre
Disturbo sul disturbo: devo smettere di fumare perché sto male, non riesco a smettere di fumare

da
legge passa chimica - no trovato la mia strada

ultima sigaretta

-nonsiaceva

a
Sigaretta
C-L
L -
> C

Sigaretta

sereno provveva, trovato cosa


Fare nella vita

manualmente - pr fumava tanto


renderamen abilearre
no bravo

Fumavo aver
qualcoSa
-

& Cul

dare colpa

no problemix
colpa del fumo

non è riuscito
nee suo
intento

>
-
dell'ultima sigaretta

me ed gusto
sempre di +

di tutto ciò che


monologo
Zeno pensa e scrivexanalizzarsi

Le date erano di diversi colori e di diversi tipi, certe date erano preferite per la
concordanza dei numeri, tipo 9 giorno del 9 mese del 1899
Il nuovo secolo porto con sé nuove dat e concordanti

NON RIESCE ASMETTERE

inettitudine propositi università


a

&
gestivalefinanzeI de
Padre
I
inettitudine

y
man mano riesce
atrovare pace

esstimula
a cercare
lavoro

S
Finché il padre era
Vivoriusciva porsiSi
Fiducia in se
Stes

ora i ee
Questo

se il padre non
fosse morto
avrebbe ancora dei
propositi

nonvolevastarvie
se

LA MALATTIA 4
FA ALVICINARE

L Senso di Colpa vicino invece di disperarmi


:
stargli +

linettitudine

a
nege
successo
no
L'UNICA cosa In comme
celebrale
malattia
PADRE ZENO , DOTTORE
,

Zend

-
il medico gli applica le
SANGUISUGHE

in realtà Zena
non è convinto che il

Padre si debba riprendere

CAMBIATO IL SANGUEX
CURARLO
Zenoaugura lamarte
e
non si riprenda - ora senso di colpa

se la prende con

se stesso pk
aveva voluto il padre

morto eDeve
a se

La che voleva
Che il padre
moriva
Ultima cosa che fa il padre -
schiaffo

La pensa che il
padre lo abbia punito pr non lo facera muovere - si
giustifica
Le bugie sono tante in questo romanzo, qui li ammette.
Le bugie fanno parte della tecnica narrativa di Zeno e che rispecchia che sia Inetto
E la tecnica di rispettare tutto ciò che nella psicoanalisi è essenziale: bugie, sogni ecc
Zeno scrive per il dottore, quindi racconta in maniera non veritiera pk sa che il dottore lo leggerà.
Non possiamo parlare di flusso di coscienza pk quello che scrive è detto nell’ ottica che il lettore lo leggerà, perciò non sarà mai completamente reale . Filtra quello che dice perché il dottore dovrà leggerlo

ANACAN

l'ha
omi ha punito o

riusciva
fatto pk non
a respirare quindi-
una valvola
necessitava
di sfogo

Si convince

chenonea
riprende la
La PSICO ANALISI
·

Fuggito da Trieste, gli chiede di mandargli altri testi, Zeno gli manda le lettere nonostante

&
non le avesse scritte per il medico ma per se stesso in modo che il dottore possa sapere
cosa Zeno pensa di lui

>
A
=

·
a
Non per la terapia

Aveva iniziato ad acquistare e a vendere, è guarito g


Grazie a questa sua attività
Anche il Papa faceva il commerciante, non era
bravissimo.
Il fatto che riprenda l’attività del padre mostra
ancora
Il collegamento con il padre. Il voler essere migliore
di
lui. Motivo quasi di rivalsa- non è guarito

mmmmmm
=> asse
> -
= la vita

La vita è come una malattia, ha


miglioramenti e peggioramenti

La vita è malattia per colpa dell’uomo stesso


che si è insidiato nella
natura=industrializzazione
L’uomo davanti a ciò si sente alienato.
L’uomo è un essere piccolo e inferiore
rispetto a tutto quello che la società sta
costruendo.
L’uomo costruisce sempre di più e toglie
spazio
Idea di progresso nel aumento delle
persone
però da una sensazione di soffocamento
esempi
diCom ANNO
,
MIGLIOR
T
OPRAVVIVERE
Solo la bestia ha la salute vera.
Solo i più forti sopravvivono e L
che le specie animali
sviluppano una serie di
caratteristiche che gli
consentono di adattarsi
all’ambiente e continuare a
vivere
Gli animali si sono adattati all’ambiente e hanno potuto vivere bene

L’uomo non ha
sviluppato il suo
corpo, ma ha
creato qualcosa di
esterno per euomo non l'na fatto
sopravvivere

attrezziE
ascillee Dal
Quello che
=

- ha creato la
malattia
Cose che vanno ben oltre della vita e
l’uomo che l’uno
ha creato
Y
se Hie degli
tordignitma ordigni che
non gli

appartengo
pk no detto che chi
no
na t
ordigni abbandona
Sia il + Forte (debole ndo la
Fisicamente
ma tant in
legge della

I
selezione
naturale. Pk
non
sopravvive
più il più
forte ma chi
ha più
L’uomo arriverà a creare un qualcosa incomparabile La ordigni e
L’uomo ha causato le malattie,solo con la distruzione dell’uomo le malattie scompariranno
agli altri, ed un altro uomo lo ruberà. E lo porrà nel chi crea di
punto più alto per colpire tutti idea tanto che vedere quello che succederà Profeziax
ha a con
più
e
L CATASTROFE COSMICA la sua
,
lacritica

CHI HADI + + Forte


L'Uomoche l'uomo folle
immagina

UN'ARTE CHE SCOMPONE IL REALE A MORISMO

immag
>
>

-
-

-
Inizia in mediam res

i
colleghi non capiscono
Che il suo era un caso

naturalissimo
x ll condizioni
in
cui si
trovava e
in cui ha vissuto

ribellato
, molto equilibrato
e si era
Beceuca è un contabile

elenca
tutto quello
Che fa al lavoro

calma , mansueta

Viene preso in giro perché è


mansueto e bravo
E cercano di farlo svegliare per
vedere se reagisce
Ma non l’ha mai fatto, per questo
sono rimaste scioccate dal suo
comportamento >>> alienazione
mentale per forza

Inizia a vedere lo spettacolo nella vita, si è


tolto la maschera
Inizia a capire che in realtà c’è una vita
Belluca si ribella al capo ufficio che lo
rimprovera per non aver fatto nulla, B spiega
che è perché ha fischiato il treno e ha viaggiato
stanotte. Il capo imbestialito per la situazione e
per le risate dei colleghi lo porta in una casa per
pazzi
dopo aver scoperto il treno può immaginare e uscire dalla trappola
immaginazione
-

Non si sa perché abbia scelto un treno,


mostra però che a volte anche con un
qualcosa di banale come il fischio di un
treno possiamo capire il senso vita

at po

· muove la codo

narratore

La non ha visto questo come qualcosa di strang

Come con la vecchia


imbellettata, hanno riso
senza sapere cosa aveva
vissuto

Una piccola cosa può far scattare


e far vedere lo spettacolo della
vita, far rendere l’uomo che sta
vivendo in una trappola. Possono
essere di tutto come l’inciamparsi
in un ciottolo

BISOGNA CAPIRE A FONDO


LA SUA VITA X CAPPRLO

ORA PARLA DELLA

FAMIGLA

Aveva a carico tre donne non


vedenti e tutti i loro figli, che
volevano essere servite e riverite

Descrizione iperbolica della famiglia.

Esagera per far sì che scatti il


sentimento del contrario nel
lettore, noi dobbiamo
provare compassione per il
lavoro e per la sua situa
famigliare
E consapevole di quello
che è successo perché è
uno di quegli uomini che
ha preso consapevolezza
della vita

Continuo
alternarsi di
flashback d il
racconto attuale

IMMAGINAZIONE

Discorso
indiretto
libero,non ci
sono virgolette
o inrptro ad un
discorso
diretto.

non ciqueua mai pensato a immaginare

con
l'immaginazione
poteva prendere unaboCCOta
d'aria nel mondo

Aveva talmente esagerato con il treno che aveva ancora rimasugli, a poco
a poco si sarebbe ricomposto , si sarebbe scusato viaggiando ancora
o con ,immaginazione pero

Ha preso consapevolezza che con l’immaginazione quella vita da bendarto riuscirà ad essere più felice. Torna a
lavoro con l’idea che a volte tornerà quel treno
sezione 1 Da Roma capitale
al primo dopoguerra

La carriola
(NOVELLE PER UN ANNO)
La novella, di ambientazione romana, è la storia perché non se la sente di abbandonare tutto e tutti.
di un serio e rispettabile avvocato e professore Così, per sfuggire al senso di oppressione che pro-
universitario che improvvisamente scopre che i va, si è inventato uno strano e innocuo gioco, che
diversi ruoli sociali che ricopre, per i quali è temuto è così lontano dalla sua immagine pubblica da
e onorato da tutti, compresi i suoi familiari, sono apparire folle. Per questo lo fa di nascosto, attento
solo delle false identità. Il suo vero io non riesce a a non farsi scoprire, anche se esiste un essere che
vederlo nessuno, neppure lui stesso. Tuttavia egli ne è a conoscenza e che glielo fa capire con il suo
non ha la forza di sottrarsi a questa arida realtà, sguardo terrorizzato.

CONTENUTI Il dramma della perdita d’identità


La follia come via di fuga e di salvezza

ELEMENTI Il fluire della vita è imprigionato dai meccanismi sociali


DI PENSIERO
Il disagio esistenziale
E DI POETICA
La poetica dell’umorismo

Una lo guarda e questo gli permette un breve atto che per


lui è molto importante
Quand’ho qualcuno attorno, non la guardo mai; ma sento che mi guarda
lei, mi guarda, mi guarda senza staccarmi un momento gli occhi d’addosso.
Vorrei farle intendere, a quattr’occhi, che non è nulla; che stia tranquilla;
che non potevo permettermi con altri questo breve atto, che per lei non ha
5 alcuna importanza e per me è tutto. Lo compio ogni giorno al momento
opportuno, nel massimo segreto, con spaventosa gioia, perché vi assaporo,
tremando, la voluttà1 d’una divina, cosciente
libera e mi vendica di tutto.
=>
Dossimoro
follia, che per un attimo mi
Fa questo atto con
quest’essere che lo osserva,
Dovevo essere sicuro (e la sicurezza mi parve di poterla avere solamente
ma non può saperlo nessuno 10 con lei) che questo mio atto non fosse scoperto. Giacché, se scoperto, il
se no verrebbe mandato in danno che ne verrebbe, e non soltanto a me, sarebbe incalcolabile. Sarei un
uno spizio di matti
uomo finito. Forse m’acchiapperebbero, mi legherebbero e mi trascinereb-
bero, atterriti, in un ospizio di matti2.
Il terrore da cui tutti sarebbero presi, se questo mio atto fosse scoperto,
15 ecco, lo leggo ora negli occhi della mia vittima.
AVVOCATO Sono affidati a me la vita, l’onore, la libertà, gli averi di gente innumerevole
che m’assedia dalla mattina alla sera per avere la mia opera, il mio consiglio,
È un uomo con ruoli importanti, se lo la mia assistenza; d’altri doveri altissimi sono gravato, pubblici e privati: ho
scoprissero la sua reputazione cadrebbe
completamente
moglie e figli, che spesso non sanno essere come dovrebbero, e che perciò
20 hanno bisogno d’esser tenuti a freno di continuo dalla mia autorità severa,
1. voluttà: piacere.
dall’esempio costante della mia obbedienza inflessibile e inappuntabile3 a tutti
2. ospizio di matti: mani- i miei obblighi, uno più serio dell’altro, di marito, di padre, di cittadino, di
comio. professore di diritto, d’avvocato. Guai, dunque, se il mio segreto si scoprisse!
3. inappuntabile: che La mia vittima non può parlare, è vero. Tuttavia, da qualche giorno, non
non può essere criticata
sotto nessun aspetto.
25 mi sento più sicuro. Sono costernato4 e inquieto. Perché, se è vero che non
4. costernato: molto tur- può parlare, mi guarda, mi guarda con tali occhi e in questi occhi è così
bato. chiaro il terrore, che temo qualcuno possa da un momento all’altro accor-
5. a cui… a me: i quali gersene, essere indotto a cercarne la ragione.
hanno capito la realtà
della vita umana, ossia Sarei, ripeto, un uomo finito. Il valore dell’atto ch’io compio può essere
che i ruoli sociali e fami- 30 stimato e apprezzato solamente da quei pochissimi, a cui la vita si sia rive-
liari sono solo maschere. lata come d’un tratto s’è rivelata a me5. La maschera che aveva che non gli permetteva di vedere la vita ora non è più

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1
Unità 11 Luigi Pirandello
e la crisi dell’individuo

Dirlo e farlo intendere, non è facile. Mi proverò.


Non sento la stanchezza e vorrebbe una
Ritornavo, quindici giorni or sono, da Perugia, ove mi ero recato per affari
distrazione, ma non se la può concedere
perché ha troppo lavoro. della mia professione. Uno degli obblighi miei più gravi è quello di non avver-
Per distrarsi pensa al prossimo caso 35 tire la stanchezza che m’opprime, il peso enorme di tutti i doveri che mi sono
e mi hanno imposto, e di non indulgere minimamente al bisogno di un po’
di distrazione, che la mia mente affaticata di tanto in tanto reclama. L’unica
che mi possa concedere, quando mi vince troppo la stanchezza per una briga
a cui attendo da tempo, è quella di volgermi a un’altra nuova.
40 M’ero perciò portate in treno, nella busta di cuoio, alcune carte nuove
da studiare. A una prima difficoltà incontrata nella lettura, avevo alzato gli
occhi e li avevo volti verso il finestrino della vettura. Guardavo fuori, ma
non vedevo nulla, assorto in quella difficoltà.
Veramente non potrei dire che non vedessi nulla. Gli occhi vedevano; vede-
45 vano e forse godevano per conto loro della grazia e della soavità della campa-
gna umbra. Ma io, certo, non prestavo attenzione a ciò che gli occhi vedevano.
Se non che, a poco a poco, cominciò ad allentarsi in me quella che
prestavo alla difficoltà che m’occupava, senza che per questo, intanto, mi
s’avvistasse di più lo spettacolo della campagna, che pur mi passava sotto
50 gli occhi limpido, lieve, riposante.
Non pensavo a ciò che vedevo e non pensai più a nulla: restai, per un
tempo incalcolabile, come in una sospensione vaga e strana, ma pur chiara
e placida. Ariosa. Lo spirito mi s’era quasi alienato dai sensi, in una lonta-
nanza infinita, ove avvertiva appena, chi sa come, con una delizia che non
55 gli pareva sua, il brulichìo d’una vita diversa, non sua, ma che avrebbe potu-
to esser sua, non qua, non ora, ma là, in quell’infinita lontananza; d’una vita
remota, che forse era stata sua, non sapeva come né quando; di cui gli alita-
va il ricordo indistinto non d’atti, non d’aspetti, ma quasi di desiderii prima
svaniti che sorti; con una pena di non essere, angosciosa, vana e pur dura,
60 quella stessa dei fiori, forse, che non han potuto sbocciare; il brulichìo,
insomma, di una vita che era da vivere, là lontano lontano, donde accen-
nava con palpiti e guizzi di luce; e non era nata; nella quale esso, lo spirito,
allora sì, ah, tutto intero e pieno si sarebbe ritrovato; anche per soffrire, non
per godere soltanto, ma di sofferenze veramente sue.
65 Gli occhi a poco a poco mi si chiusero, senza che me n’accorgessi, e forse
seguitai nel sonno il sogno di quella vita che non era nata. Dico forse, per-
ché, quando mi destai, tutto indolenzito e con la bocca amara, acre e arida,
già prossimo all’arrivo,
SOFFACANTE
mi ritrovai d’un tratto in tutt’altro animo, con un
senso d’atroce afa6 della vita, in un tetro, plumbeo attonimento, nel quale
70 gli aspetti delle cose più consuete m’apparvero come vôtati di ogni senso,
eppure, per i miei occhi, d’una gravezza crudele, insopportabile.
Con quest’animo scesi alla stazione, montai sulla mia automobile che
m’attendeva all’uscita, e m’avviai per ritornare a casa.
Ebbene, fu nella scala della mia casa: fu sul pianerottolo innanzi alla
75 mia porta.
6. afa: qui nel senso di Io vidi a un tratto, innanzi a quella porta scura, color di bronzo, con la targa
“fastidio”, “noia”. ovale, d’ottone, su cui è inciso il mio nome, preceduto dai miei titoli e seguito
7. per non… mia: è que- da’ miei attributi scientifici e professionali, vidi a un tratto, come da fuori, me
sto il passaggio centrale
del racconto, quello in cui stesso e la mia vita, ma per non riconoscermi e per non riconoscerla come mia7.
affiora chiaramente alla 80 Spaventosamente d’un tratto mi s’impose la certezza, che l’uomo che stava
mente del protagonista davanti a quella porta, con la busta di cuoio sotto il braccio, l’uomo che abi-
la consapevolezza della
lacerazione profonda del
tava là in quella casa, non ero io, non ero stato mai io. Conobbi d’un tratto
suo io, della sua estranei- d’essere stato sempre come assente da quella casa, dalla vita di quell’uomo,
tà a se stesso. non solo, ma veramente e propriamente da ogni vita. Io non avevo mai vissu-

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Unità 11 Luigi Pirandello
e la crisi dell’individuo
NON SI RICONOSE IN SE STESSO

85 to; non ero mai stato nella vita; in quella vita, intendo, che potessi riconoscer
mia, da me voluta e sentita come mia. Anche il mio stesso corpo, la mia figu-
ra, quale adesso improvvisamente m’appariva, così vestita, così messa su, mi
parve estranea a me; come se altri me l’avesse imposta e combinata, quella
figura, per farmi muovere in una vita non mia, per farmi compiere in quella
90 vita, da cui ero stato sempre assente, atti di presenza, nei quali ora, improv-
visamente, il mio spirito s’accorgeva di non essersi mai trovato, mai, mai!
Chi lo aveva fatto così, quell’uomo che figurava me? chi lo aveva voluto
così? chi così lo vestiva e lo calzava? chi lo faceva muovere e parlare così?
chi gli aveva imposto tutti quei doveri uno più gravoso e odioso dell’altro?
95 Commendatore, professore, avvocato, quell’uomo che tutti cercavano, che tutti
rispettavano e ammiravano, di cui tutti volevan l’opera, il consiglio, l’assistenza,
che tutti si disputavano senza mai dargli un momento di requie, un momento
di respiro – ero io? io? propriamente? ma quando mai? E che m’importava di
tutte le brighe in cui quell’uomo stava affogato dalla mattina alla sera; di tutto
100 il rispetto, di tutta la considerazione di cui godeva, commendatore, professore,
avvocato, e della ricchezza e degli onori che gli erano venuti dall’assiduo scru-
poloso adempimento di tutti quei doveri, dell’esercizio della sua professione?
Ed erano lì, dietro quella porta che recava su la targa ovale d’ottone il mio
nome, erano lì una donnaFAMIGLIA
e quattro ragazzi, che vedevano tutti i giorni con
105 un fastidio ch’era il mio stesso, ma che in loro non potevo tollerare, quell’uo-
non Si RICONOSCE
NELLA SUA FAM , PK mo insoffribile che dovevo esser io, e nel quale io ora vedevo un estraneo a
e
La VITA Che ha viscUTO Non ca
me, un nemico. Mia moglie? i miei figli? Ma se non ero stato mai io, veramen-
Non è avello che
Sua
, te, se veramente non ero io (e lo sentivo con spaventosa certezza) quell’uomo
volevo
insoffribile che stava davanti alla porta; di chi era moglie quella donna, di chi
110 erano figli quei quattro ragazzi? Miei, no! Di quell’uomo, di quell’uomo che il
mio spirito, in quel momento, se avesse avuto un corpo, il suo vero corpo, la
sua vera figura, avrebbe preso a calci o afferrato, dilacerata, distrutto, insie-
me con tutte quelle brighe, con tutti quei doveri e gli onori e il rispetto e la
ricchezza, e anche la moglie, sì, fors’anche la moglie…
115 Ma i ragazzi?
Mi portai le mani alle tempie e me le strinsi forte.
No. Non li sentii miei. Ma attraverso un sentimento strano, penoso,
angoscioso, di loro, quali essi erano fuori di me, quali me li vedevo ogni
giorno davanti, che avevano bisogno di me, delle mie cure, del mio consi-
120 glio, del mio lavoro; attraverso questo sentimento e col senso d’atroce afa
col quale m’ero destato in treno, mi sentii rientrare in quell’uomo insoffri-
bile che stava davanti alla porta.
Trassi di tasca il chiavino; aprii quella porta e rientrai anche in quella
casa e nella vita di prima.
125 Ora la mia tragedia è questa. Dico mia, ma chi sa di quanti!
Chi vive, quando vive, non si vede: vive … Se uno può vedere la propria
vita, è segno che non la vive più: la subisce, la trascina. Come una cosa
morta, la trascina. Perché ogni forma è una morte8. OGNI MASCHERA PORTA CIUOMO NON VIVERE A LA VITA

Pochissimi lo sanno; i più, quasi tutti, lottano, s’affannano per farsi,


130 come dicono, uno stato, per raggiungere una forma; raggiuntala, credono
d’aver conquistato la loro vita, e cominciano invece a morire. Non lo sanno,
Tucercano difarsi unforma
a se

8. Se uno… morte: Pirandello gna l’immediatezza dell’esi- trasformazione di se stessi in to la mia esistenza come un
esprime qui una delle sue con- stenza, il semplice stare nel oggetto della propria analisi oggetto e smetto di stare nel
cezioni teoriche più significa- mondo, agire, essere in rela- e della propria riflessione, un mondo, agire, essere in relazio-
tive: la distinzione fra «vita» e zione con gli altri ecc.; il secon- guscio privo di vita. Se io mi ne ecc., quindi è come se fossi
«forma». Il primo termine desi- do termine indica, invece, la fermo a guardarmi vivere, trat- morto.

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Unità 11 Luigi Pirandello
e la crisi dell’individuo

perché non si vedono; perché non riescono a staccarsi più da quella forma
moribonda che hanno raggiunta; non si conoscono per morti e credono
d’esser vivi. Solo si conosce chi riesca a veder la forma che si è data o che gli
135 altri gli hanno data, la fortuna, i casi, le condizioni in cui ciascuno è nato.
Ma se possiamo vederla, questa forma, è segno che la nostra vita non è più
in essa: perché se fosse, noi non la vedremmo: la vivremmo, questa forma,
senza vederla, e morremmo ogni giorno di più in essa, che è già per sé una
morte, senza conoscerla. Possiamo dunque vedere e conoscere soltanto ciò
140 che di noi è morto. Conoscersi è morire.
Il mio caso è anche peggiore. Io vedo non ciò che di me è morto; vedo
che non sono mai stato vivo, vedo la forma che gli altri, non io, mi hanno
data, e sento che in questa forma la mia vita, una mia vera vita, non c’è stata
vede nella
mai. Mi hanno preso come una materia qualunque, hanno preso un cervel-
Non si
145 lo, un’anima, muscoli, nervi, carne, e li hanno impastati e foggiati a piacer
suo forma
loro, perché compissero un lavoro, facessero atti, obbedissero a obblighi,
in cui io mi cerco e non mi trovo. E grido, l’anima mia grida dentro questa
forma morta che mai non è stata mia: – Ma come? io, questo? io, così? ma
quando mai? – E ho nausea, orrore, odio di questo che non sono io, che non
150 sono stato mai io; di questa forma morta, in cui sono prigioniero, e da cui
non mi posso liberare. Forma gravata di doveri, che non sento miei, oppres-
sa da brighe9 di cui non m’importa nulla, fatta segno d’una considerazione
di cui non so che farmi; forma che è questi doveri, queste brighe, questa
considerazione, fuori di me, sopra di me; cose vuote, cose morte che mi
155 pesano addosso, mi soffocano, mi schiacciano e non mi fanno più respirare.
Liberarmi? Ma nessuno può fare che il fatto sia come non fatto, e che
la morte non sia, quando ci ha preso e ci tiene. Ci sono i fatti. Quando tu,
Come potrei io liberarmi
dalla prigione
comunque, hai agito, anche senza che ti sentissi e ti ritrovassi, dopo, negli
atti compiuti; quello che hai fatto resta, come una prigione per te. E come
160 spire e tentacoli t’avviluppano le conseguenze delle tue azioni. E ti grava
attorno come un’aria densa, irrespirabile la responsabilità, che per quelle
azioni e le conseguenze di esse, non volute o non prevedute, ti sei assunta.
E come puoi più liberarti? Come potrei io nella prigione di questa forma
non mia, ma che rappresenta me quale sono per tutti, quale tutti mi conosco-
165 no e mi vogliono e mi rispettano, accogliere e muovere una vita diversa, una
È pessimista, Belluca è riuscito a uscire mia vera vita? una vita in una forma che sento morta, ma che deve sussistere
dalla trappola. Lui sic Heidi come fare a per gli altri, per tutti quelli che 1’hanno messa su e la vogliono così e non
liberi, mette in discussione il fatto che lui
altrimenti? Dev’essere questa, per forza. Serve così10, a mia moglie, ai miei
posso effettivamente liberarsi da quella
maschera. La deve tenere perché la sua figli, alla società, cioè ai signori studenti universitarii della facoltà di legge, ai
forma serve ai suoi figli alla moglie ecc 170 signori clienti che m’hanno affidato la vita, 1’onore, la libertà, gli averi. Serve
così, e non posso mutarla, non posso prenderla a calci e levarmela dai piedi,
ribellarmi, vendicarmi, se non per un attimo solo, ogni giorno, con l’atto che
compio nel massimo segreto, cogliendo con trepidazione e circospezione
infinita il momento opportuno, che nessuno mi veda.
175 Ecco. Ho una vecchia cagna lupetta, da undici anni per casa, bianca e
nera, grassa, bassa e pelosa, con gli occhi già appannati dalla vecchiaia.
Tra me e lei non c’erano mai stati buoni rapporti. Forse, prima, essa non
9. brighe: seccature, gra- approvava la mia professione, che non permetteva si facessero rumori per
ne, grattacapo.
10. Serve così: devo con- casa; s’era messa però ad approvarla a poco a poco, con la vecchiaia; tanto
tinuare a vivere così per- 180 che, per sfuggire alla tirannia capricciosa dei ragazzi, che vorrebbero ancora
ché questo è quello che ruzzare11 con lei giù in giardino, aveva preso da un pezzo il partito12 di rifu-
vogliono tutti.
giarsi qua nel mio studio da mane a sera, a dormire sul tappeto col musetto
11. ruzzare: giocare.
12. aveva preso… partito: aguzzo tra le zampe. Tra tante carte e tanti libri, qua, si sentiva protetta e
aveva scelto. sicura. Di tratto in tratto schiudeva un occhio a guardarmi, come dire:

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Unità 11 Luigi Pirandello
e la crisi dell’individuo

La femmina che lo guardava


all’inizio era la cagnolina

185 «Bravo, sì, caro: lavora; non ti muovere di lì, perché è sicuro che, finché
stai lì a lavorare, nessuno entrerà qui a disturbare il mio sonno».
Così pensava certamente la povera bestia. La tentazione di compiere su lei
la mia vendetta mi sorse, quindici giorni or sono, all’improvviso, nel vedermi
guardato così.
190 Non le faccio male; non le faccio nulla. Appena posso, appena qualche clien-
te mi lascia libero un momento, mi alzo cauto, pian piano, dal mio seggiolone,
perché nessuno s’accorga che la mia sapienza temuta e ambita, la mia sapien-
za formidabile di professore di diritto e d’avvocato, la mia austera dignità di
marito, di padre, si siano per poco staccate dal trono di questo seggiolone; e in
195 punta di piedi mi reco all’uscio a spiare nel corridoio, se qualcuno non soprav-
venga; chiudo l’uscio a chiave, per un momentino solo; gli occhi mi sfavillano
di gioia, le mani mi ballano dalla voluttà che sto per concedermi, d’esser pazzo,
d’esser pazzo per un attimo solo, d’uscire per un attimo solo dalla prigione di
questa forma morta, di distruggere, d’annientare per un attimo solo, beffar-
Hanno stravolto la loro vita solo
200 damente, questa sapienza, questa dignità che mi soffoca e mi schiaccia; corro
concedendosi un momento di follia
a lei, alla cagnetta che dorme sul tappeto; piano, con garbo, le prendo le due
zampine di dietro e le faccio fare la carriola: le faccio muovere cioè otto o dieci
passi, non più, con le sole zampette davanti, reggendola per quelle di dietro.
Questo è tutto. Non faccio altro. Corro subito a riaprire 1’uscio adagio
205 adagio, senza il minimo cricchio13, e mi rimetto in trono, sul seggiolone,
Siamo negli anni della crisi
dell’individuo,gli autori non
pronto a ricevere un nuovo cliente, con l’austera dignità di prima, carico
trovano una condizione di come un cannone di tutta la mia sapienza formidabile.
stabilità per I propri Ma, ecco, la bestia, da quindici giorni, rimane come basita a mirarmi14,
protagonisti. Tutti instabili con quegli occhi appannati, sbarrati dal terrore. Vorrei farle intendere –
210 ripeto – che non è nulla; che stia tranquilla, che non mi guardi così.
Comprende, la bestia, la terribilità dell’atto che compio.
13. cricchio: cigolio.
Non sarebbe nulla, se per ischerzo glielo facesse uno dei miei ragazzi.
14. basita a mirarmi: im- Ma sa ch’io non posso scherzare; non le è possibile ammettere che io scher-
pietrita a guardarmi. zi, per un momento solo; e seguita maledettamente a guardarmi, atterrita.

da Novelle per un anno, Milano, Mondadori, 1997

t PER LAVORARE SUL TESTO


La NOVELLA si presenta come un MONOLOGO INTERIORE: I motivi di tale sofferenza sono descritti con precisio-
attraverso le riflessioni del protagonista, di cui non cono- ne analitica dal protagonista, che ci spiega le ragioni del
sciamo neppure il nome, veniamo a contatto con il mani- suo gesto: il bisogno di levarsi, solo ogni tanto, quando
festarsi di un disturbo del comportamento che lui stesso nessuno può vederlo, gli abiti che altri gli hanno cucito
qualifica come folle. In realtà, scopriremo che si tratta di addosso, di respirare liberamente, di uscire dalla prigio-
un gesto innocuo, poiché l’essere che ne è vittima non ne ne «di questa forma morta» (la maschera), compiendo
riceve alcun danno. Ma nella mente di chi lo compie si un atto totalmente inutile, futile, gratuito e quindi,
tratta di una rottura dell’ordine, una deviazione rispetto secondo le convenzioni del mondo borghese a cui
al suo modo di vivere abituale, alla sua maschera sociale appartiene, folle. Pirandello non ci mostra la pazzia con
e familiare, compiuta volontariamente e per ricavarne tratti violenti, distruttivi, preferisce farci notare come
un segreto piacere. Sono questi due aspetti, il carattere essa nasce anche nella quotidianità e, come in questo
anticonvenzionale del gesto e la sensazione di “voluttà” caso, è la sola via di fuga e di salvezza di fronte al vuoto
che l’accompagna, che lo rendono strano e diventano il e all’infelicità dell’esistenza.
sintomo di una grave sofferenza psicologica.

© 2011 RCS Libri S.p.A., Milano/La Nuova Italia – M. Sambugar, G. Salà - Letteratura+

5
1

che credevano fosse lui l'uomo morto nel


momento in cui lui voleva
scappara

3
V
Descrive
tutto
elamb.
naturale che
Co circonda

PANISMO Fusione
,
con la natura .

&

annunzipersesuperuomSe
quiè x chi
ta
caos/società
&
RIPRENDE
FORESTIERE DELLA
LA CRITICA
VITA
AL CAOSDELL
città
importante pu chiarisce il contesto
orrore
guerra

allegria di
naufragi porto sepolto

-versicoli versi brevi che danno vita alle parole - verso


- sintassi frantumata, a volte non c'è il verbo
punteggiatura inesistente reggente, tutti participi sintassi nominale
-ricerca le parole

Cosa che fanno solo


gli animali e associazione
spesso Fatto
>
-
volta in alto da
Ung
tessuti
si
gonfiano i

quello che vede penetra fi


legame
in -

rovesciamento inatteso pk dalla descriz arrenda


poesie all'amore

, spezzatura versi continua ,stile nominale

ANALOGIA : Lo dice in modo


tremante associata ad ,

una foglia appena nata


(fragilità
e precarietà della vitadel soldato
tesa y la situazione drastica

FRATELLI : LA FRATELLANZA, LA SOLIDARIETÀ È Fondamentale in tale situaz salva eluomo dalla sua
, fragilità
pr attraverso "milisfiumi" indica le zone che hanno caratterizzato la vita
autobiografico : sua

dilagnato
cavità

· sentimento di malinconia, abbandono

=>

morte vita
accostamento antitetico

~ LESSICO RELIGIOSO

DIVENTA PARTE DELLA NATURA, DEL FIUME

SINEDDOCHE X CORPO

circo di prima
*
f
* condizione
precaria

nomadi

BarLUMI DI SPERANZA
O Luce come Vita

della natura
parte della vita
e
Particello sho di far
preso consapevolezza

sente mondo
del
>
- il dolore è
maggiore quando non si parte

nascoste

della natura

grazie alla situa


no pensato alla
mia Vita

*> dove i suoi genitori hanno


Usato l'acqua

&

Truciare insenso
positivo
E pkera ancora piccolo

&periodo Francese
vitasquallida in quee period
del fiume torbido
ma anche
corso ,
accomueato esperienze ed è cresciuto
ha
però

la sua riflessione
compresi
>-

pk da qui è partita
ricordo

dei Fiumi

immagine ossimorica
fiori
coronad Y
elemento positivo
- negativo -
ACCOSTAMENTO
, solitamento
Insolito
non utilizzato X case
max carne

X
dareunimgo
ricerca
in solitudine

tutti stanno solo al centro dell'esistenza

attraversato

negative e a
celementopositi
mum

mumorte

-sentivo
Janstrofe

Poliptoto , verbi coniugati


ola odi
-

ossimoro ,
o la ami
PARDE AND MATOPEICHE
saba richiama la tradizion
uguali
nonsperimentocome
non sono tutti e se
i rifiuta ca
,

molto prosastico
D'ANNUNZIO,PIOGGIA NEL PINETO

quelli incoronati, D'annunzio e carducci

RICERCATI ,NON X TUTTI : QUALI Sono


? X

TERMINI CON UNA CERTO


LIVELLO
Sbucang

3
LUI AMA LE
COSE SEMPLICI

le Nivzze tra gli alberi


dei limoni

CORRELATIVO OGGETTIVO

meglio ancorasec silenzia dei


rami
(personificati) dei limoni .

Sinestesia

Piomba Ossimoro
L'ODORE DEL LIMONE

>
-

QUI L'UOMO TROUA PACE

& trovato il posto ideale


e
sembraaver
POTERE

3
DELLOZAFFERI
FIORE

a
grign

ABBA CDDA

>
=

.
1

2 .

.
3
tutto quello
FaHo x evitare
tutto
questo
T

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