Italiano Definitivo Maturità
Italiano Definitivo Maturità
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GIACOMO LEOPARDI
Il 29 giugno 1798 nasce a Recanati, nelle Marche, ed è il primo di dieci figli. La famiglia è nobile e
benestante, il padre e la madre sono figure severe e rigide, il padre è conservatore, erudito. La
madre Adelaide Antici è cattolica tradizionalista e dalla morale rigida. Ambiente famigliare
chiuso e anaffettivo, pessime condizioni patrimoniali.
Leopardi, sin da piccolo, rivela la sua genialità e inizia a essere una persona di cultura: a 11 anni
comincia a imparare greco, latino, francese e ebraico. Dagli 11 fino ai 18 anni si chiude nella
biblioteca del padre e passa sette anni di studio “matto e disperatissimo” e si dedica
esclusivamente allo studio. Inizia a scrivere opere di erudizione (che si occupavano di discipline).
Questo periodo gli provoca disturbi fisici: problemi alla schiena e alla vista;
Il modo in cui vive e l’ambiente che lo circonda lo portano a essere pessimista nei confronti
della vita. Crisi depressive.
Cultura di orientamento arcadico-illuministico, perciò viene escluso dalle nuove correnti di
pensiero. La timidezza, il disagio sociale, le condizioni di iniziale inferiorità nei confronti del mondo
fanno crescere la necessità di indagare il dolore e la condizione umana.
1822 Lascia Recanati e si reca a Roma da suo zio: grande delusione perché trova un ambiente
culturale chiuso, corrotto e vuoto, perciò torna a Recanati.
In questo periodo decide di non scrivere più in versi, perché questa esperienza romana gli fa
perdere un po’ fiducia nella capacità della poesia di dare voce ai sentimenti, quindi scrive in prosa
le Operette Morali.
Si sposta poi a Milano, Bologna, Firenze, Pisa. A Firenze conosce Manzoni, che era impegnato
nella “Sciacquatura in Arno”.
A Pisa compone i Grandi Idilli, (canti pisano-recanatesi ) sono canzoni, di cui la più importante è
A Silvia.
Torna a Firenze, si innamora di Fanny Targioni Tozzetti e conosce il napoletano Antonio Ranieri,
con cui stringe un’amicizia che dura fino alla morte.
Nel 1833 va a Napoli con Ranieri, dove trascorre l’ultimo periodo della sua vita costretto a letto
poiché affitto da una serie di disturbi.
LEOPARDI E IL ROMANTICISMO
- Lettera ai compilatori della “biblioteca italiana”: risposta a Madame De Staël, in cui definisce
“vanissimo” il consiglio della scrittrice, cioè inutile. Per Leopardi le due letterature
universalmente valide sono quella greca e latina, e la letteratura italiana è quella più vicina a
esse.
- Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica: la formazione di Leopardi è classica e nella
polemica è contrario alle tesi romantiche, ma rispetto ai classici ha posizioni molto originali.
Critica i classici in merito all’imitazione, l’applicazione di regole rigidamente imposte e
l’utilizzo ripetitivo della mitologia perché tutto ciò non permette al poeta di esprimere il
proprio soggettivismo. Tuttavia, secondo Leopardi, i classici erano comunque esempio di
poesia spontanea e immaginosa che deve essere un modello. Per questi motivi Leopardi è un
CLASSICISTA ROMANTICO.
- Opposizione alla cultura romantica europea per via della tenebrosità .
IL PENSIERO DI LEOPARDI:
Il centro della riflessione riguarda l’infelicita dell’uomo, cerca di capirne il perché e parte dalla
teoria del piacere. Il fine dell’uomo, per Leopardi, è il piacere, che lui fa coincidere con la felicità
(se provo piacere sono felice). Questo desiderio di piacere è infinito per estensione e per durata
perché non ha limiti ed è eterno. La ricerca del piacere non cessa e non accetta limiti all’intensità.
Per Leopardi l’uomo non cerca un piacere, ma il piacere, qualcosa di molto vario e intenso.
Questo piacere è un esigenza che non viene appagata, quindi l’uomo prova insoddisfazione,
senso di inappagamento e vuoto. L’infelicità è assenza di piacere.
Nella prima fase del suo pensiero la natura è considerata natura benigna (che poi diventerà
maligna) perché essa offre all’uomo dei rimedi e per evitare di essere infelice: l’immaginazione e
le illusioni. L’uomo, grazie ad esse, può abbandonarsi al piacere, ma per poco. In questi
momenti lui non prova infelicità perché illusioni e immaginazione lo distraggono. I popoli antichi,
cioè latini e greci, erano più felici dei moderni perché sapevano immaginare e illudersi. L’uomo di
oggi non è in grado di fare ciò perché il progresso e la storia non glielo permettono: la storia ha
portato nell’età moderna la ragione, che spegne l’immaginazione dell’uomo—> PESSIMISMO
STORICO 1818-1822: Leopardi sostiene che la ragione ha spento le illusioni e l’immaginazione
dell’uomo e, inoltre, lo ha messo davanti al Vero (in contrapposizione a illusione/ immaginazione).
Gli uomini moderni sono incapaci di azioni eroiche, sono egoisti e corrotti, mentre gli uomini
dell’antichità erano ricchi di virtù. Il pessimismo storico è una condanna dell’evoluzione del
genere umano. È anche un duro giudizio della sua civiltà. La colpa dell’infelicità è attribuita
all’uomo, autore e responsabile del progresso che si è allontanato dalla via tracciata dalla natura
benigna. Questo sistema entra poi in crisi, e la natura inizia a essere rivalutata in senso negativo.
Quali sono gli aspetti della realtà che possiedono la forza suggestiva di farci immaginare?
La rimembranza (memorie della fanciullezza) rientra nella poesia del vago e indefinito in quanto
evocare le sensazioni che si aveva da bambini, quando l’idea di indefinito era più facile da
raggiungere, l’uomo ricordando riesce a immagini e sensazioni della fanciullezza.
Aveva un precettore e in più studiava da solo, la famiglia decide che il glio si autoistruisca—
> dagli 11 ai 18 anni passerà tutto il suo tempo a studiare nella sua biblioteca, de nito studio
matto e disperatissimo
fi
Privareatività
Inizia a scrivere opere di erudizione— insegnano qualcosa su una disciplina
Questo suo periodo di studio gli provoca disturbi sici— a schiena e vista
Alcuni dicono che avesse già un disturbo e che questo l’ha peggiorato, altri dicono un mix
Alcuni sostengono che avesse crisi depressive e un disturbo bipolare.
Tutto questo l’ha portato ad essere una persona molto pessimista
Come il padre era di orientamento arcadico- illuminista, escluso dalle nuove correnti di
pensiero per questo inizialmente si schiererà con i classicisti
Poi inizierà ad unire le due correnti
Tutto questo lo porta ad avere un forte disagio sociale, scende l’esigenza di indagare il dolore
e la condizione umana.
1816:conversione letteraria “dall’ erudizione al bello”, Comincia a leggere moderni e comincia
a dare voce ai suoi sentimenti .
Inizia ad avere i primi contatti con la poesia romantica, inizia a leggere e inizia ad avere
amicizie. In particolare con PIETRO GIORDANI, che diventa per lui una guida sul piano
intellettuale e umano (avendo vissuto in un ambiente sempre molto rigido e chiuso sente di
aver nalmente trovato qualcuno con cui sfogarsi) attraverso uno scambio epistolare
Quest’apertura verso il mondo gli fa capire che necessita di uscire da Recanati
Nel 1819 tentativo di fuga dalla casa paterna, non va a buon ne pk viene scoperto dal padre
e deve tornare a Recanati.
Si aggrava la sua malattia agli occhi—> non può più leggere—forte crisi
Passaggio dal bello al vero, dall’immaginazione alla FILOSOFIA —passaggio che porta leo
ad apprezzare la loso a, inizia a farsi domande e chiedersi il perché delle cose . La sua
poesia ora da voce ai suoi pensieri indagatori, diversi da prima
Erudizione- bello—vero
1822 lascia Recanati e si reca a Roma dallo zio— cocente delusione:ambiente culturale
chiuso,corrotto,vuoto—svanisce la speranza di un impiego. Torna a Recanati ancora più
demoralizzato
u lo porta ad abbandonare la poesia e si dedica alla prosa—
-crisi dell esperienza romanità
scrive operette morali
fi
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fi
fi
1825-1827 passa da città (Milano Bologna Firenze Pisa)in città con molti alti e bassi.
A Firenze conosce Manzoni quando sta “sciacquando i panni in Arno” nasce un confronto tra i
due e da qui Leo prende le distanze dal romanticismo italiano
A Pisa compone i “Grandi Idilli ”, che sono canti pisano-recanatesi , più importanti “A Silvia”
Fine 1829 si aggrava la sua condizione sica
1830 torna a Firenze, qui conosce il napoletano Antonio Ranieri (amico no alla sua morte, si
trasferirà con lui a Napoli dove passerà le ultime parti della sua vita) e Fanny Targioni
Tozzetti , della quale si innamora
1833 va a Napoli con Ranieri , dove trascorre l’ultimo periodo della sua vita. Af itto da una
serie di disturbi sici
Muore nel 14. Giugno 1837
LEOPARDI E IL ROMANTICISMO
Leopardi risponde alla de Stael con l’opera: lettera ai compilatori della “Biblioteca italiana”
Considera il consiglio di S come un “vanissimo consiglio”, ovvero inutile. Visto che la
letteratura italiana è la più vicina alle uniche letterature universalmente valide: la greca è la
Latina (difende il classicismo)
Un altro testo che riporta il pensiero di Leo in riferimento alla polemica classico-romantica è
“Discorso di un italiano in torno alla poesia romantica”
In questa polemica Leopardi si schiera contro ì romantici, però dei classici alcune cose non
lo convincono:
-critica il classicismo accademico,l’imitazione,l’applicazione di regole rigidamente imposte, e
l’utilizzo ripetitivo della mitologia. Però crede a che i classici fossero il vero esempio di
poesia spontanea e immaginosa, devono essere modello non dobbiamo copiarli ed imitarli.
Dai classici bisogna prendere la loro spontaneità ma non bisogna imitare ciò che fanno gli
altri altrimenti la parte di spontaneità viene meno
-critica il romanticismo nero europeo per la ricerca dell’orrido, del truculento, del
macabro,dell’ aderenza al vero (spegne l’immaginazione)
Si parla quindi di CLASSICISMO ROMANTICO :formazione classicista, ma non d’accordo su
alcuni aspetti.
&
fi
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Opinione sul romanticismo italiano: egli vogliono che la poesia,sia di base realistica, ma non
deve essere così per Leo, secondo lui deve essere completamente soggettiva, la verità non
gli interessa e nemmeno l’intento moralistico.
Leo non è né romantico europeo ne italiano ne classicista, è classico romantico
Zibaldone di pensieri 1817-32: raccolta di pensieri e brevi scritti sugli argomenti più vari-
diario intellettuale dove annotava i suoi pensieri- senza criterio organizzativo
Ha aiutato i letterati a ricostruire il suo pensiero e di come sia cambiato nel tempo
Materiale sconosciuto no alla morte del poeta, pubblicato soltanto tra il 1898 e 1900
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utilematurità
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ha nessun valore
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SOFFERENZA
L
senzazione di
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inutilità
questa condizione
di innapagamento
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attribuita a tutti ribatisce il senso di
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Giordani 10 num Stud I .
Sollecita
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a trovare la concentraz condizioni. di
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leggere
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X
leggere peggiorand
Pensiero di Leopardi
scrittore ma anche un&
non è solo uno - losofo
Per ricostruire il suo pensiero è utilissimo leggere lo Zibaldone,in quanto troviamo tutte le sue
ri essioni .e il loro argomento principale è l’infelicità dell’uomo.
Leopardi parte dalla teoria del piacere per arrivare al motivo dell’ infelicità dell’uomo
La nalità dell’uomo nella sua vita è quella di provare piacere (materiale,sensibile) e l’uomo
identi ca questo piacere che cerca con la felicità
Ma questa aspirazione al piacere è in nita, ovvero non ha un limite. È in nita per estensione
[perché l’intensità che si cerca nel piacere è estesa, l’uomo non cerca UN piacere -oggetto,
non dura nel tempo-, bensì IL piacere-molto più vario-], e per durata ( non cessa, non ha
limiti, è eterno, l’uomo continua a cercare il piacere).
l’uomo non riesce a soddisfarlo e quindi prova insoddisfazione, senso di inappagamento,
senso di vuoto.—>L’infelicita e quindi assenza di piacere
Nella prima fase del suo pensiero la natura, che è al centro della sua ri essione, è
considerata benigna poi diventerà Matrigna
Perché benigna? Perché la natura offre all’uomo dei rimedi per non essere infelice, ovvero
l’immaginazione e le illusioni. Grazie a queste l’uomo può abbandonarsi al piacere. È però
un rimedio temporaneo.
Ri essione: anticamente i popoli latini e greci erano più felici, perché loro sapevano illudersi e
immaginare molto più di quanto sanno fare i moderni.
L’uomo di oggi non riesce ad essere tanto felice , in quanto la storia ha portato ad un
progresso, portando così l’uomo davanti al vero e di conseguenza ad avere una ragione,
che ha spento le illusioni—>pessimismo storico
Il progresso ha messo davanti agli occhi dell’uomo il VERO
Gli antichi erano capaci di gesti eroici ed erano ricchi di virtù perché sapevano illudersi, erano
in grado di immaginare
L’uomo non riesce perché è stato portando davanti al vero con il progresso e la storia
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PessimismoStorico
1818-1822:
condanna dell’evoluzione del genere umano
Condizione neagativa-decadenza-duro giudizio della sua civiltà
Decadenza della civiltà rispetto agli antichi
La colpa è dell’uomo, la natura non ha colpe (poi cambierà, questo sistema poi entrerà in
crisi, perché ad un certo punto la natura inizia ad essere rivalutata in senso negativo)
Pessimismo Cosmico
Natura malvagia/matrigna
Nel piano della natura c’è incluso anche il male
Perché è malvagia:
● La natura mette nell’uomo il desiderio di felicità senza dargli i mezzi per soddisfarlo
● Davanti a questa situazione la natura è indifferente, guarda l’uomo soffrire.
Concezione meccanicistica ( questa sofferenza riguarda tutti) e materialistica
●
-
la colpa dell’ infelicita non è più dell’uomo ma della natura perché include nel suo piano la
sofferenza e il dolore. L’infelicita è tutto ciò che rappresenta il male esterno, tutto ciò che
la natura ti pone draganti es malattie, eventi atmosferici
Cosmico perché riguarda tutto
Anche gli antichi erano vittime di quei mali, non è vero che erano felici, anche loro facevano
parte di questo piano creato dalla natura che includeva anche il male
Il pessimismo cosmico e⑱ è ETERNO E IMMUTABILE
COLPA DELLA NATURA
UNICA POSSIBILITÀ: atteggiamento distaccato,rassegnato e contemplativo (osservi senza
avere niente che si può fare)
Accettare senza reagire
Questa fase è ben espressa nelle OPERETTE MORALI
AtteggiamentoTitanico
1830-7
spirito combattivo ed eroico
Ricorda i titani, le divinità più antiche della mitologia greca, si ribellano contro gli dei
dell’Olimpo.
Atteggiamento di protesta,s da
Questo comportamento lo troveremo nella GINESTRA O FIORE DEL DESERTO
prendiamo consapevolezza della reale condizione umana> può indurre gli uomini a unirsi in
“ social catena” per combattere la minaccia
Esigenza di promuovere una società più giusta, fondata sulla solidarietà tra gli uomini, che
devono prendere coscienza dell infelicità della loro vita e accettare questa dolorosa realtà
come la base della convivenza civile—- social catena
22923
dalla teoria del piacere deriva la poetica di Leopardi, detta poetica del vago e dell’ inde nito
Partendo da, presupposto che il piacere è in nito ed irraggiungibile, e l’uomo può trovarlo
solo nell’immaginazione.
L’immaginazione è stimolata da ciò che è VAGO e INDEFINITO, lontano,ignoto
28/9/223
Quali sono gli aspetti della realtà che possiedono la forza suggestiva di farci immaginare?
TEORIA DELLA VISIONE: teoria secondo la quele sensazioni visive che stimolano
l’immaginazione perché sono VAGHE e INDEFINITE.
TEORIA DEL SUONO: suoni suggestivi e vaghi ( canto in lontananza, tuono)
POETICA DI LEOPARDI:come vuole scrivere i suoi testi? Basandosi sul vago e sull inde nito
utilizzando parole poetiche come lontano, morte, antico, eterno. Queste portano immagini
suggestive
La rimembranza (memorie della fanciullezza) rientra nella poesia del vago e inde nito in
quantoEvocare le sensazioni che si aveva da bambini, quando l’idea di inde nito era più
facile da raggiungere, l’uomo ricordando riesco a immagini e sansezaionu della fanciullezza
fi
fi
Le teorie e la rimembranze fanno parte delle poesia del bello.
Maestro di questa poetica furono gli antichi, perché come i bambini, riuscivano a immaginare
più dei moderni. FANCIULLESCO ANTICO: espressione usata da Leo per dire che gli antichi
immagino più dei moderni come i bambini
Moderni: fanno più fatica a ascrivere una poesia basata sull’immaginazione. Poesi
sentimentale che nasce dalla consapevolezza del vero,mentre gli antichi immaginavano e
basta.
PRODUZIONE POETICA- “CANTI”—carattere lirico
La raccolta di Leopardi è chiamata “ i canti” ed è suddivisa in più sezioni
1 canzoni civili
2 piccoli idilli: normalmente sono quadretti di campagna, scene di vita quotidiana di
campagna, pastorale, rifugio di pace. Leopardi non parlerà di mondo pastorale come gli
antichi, parlerà comunque di natura ma de nirà gli idilli come espressione di “ sentimenti,
affezioni, avventure storiche del suo animo” . Quindi descrive una realtà esterna, ma per
parlare della sua soggettività . ES INFINITO
3 grandi idilli
operette morali : silenzio poetico (pk non sono
poesie) le scrisse tra i
piccoli e
grandi idilli
,
sono in prosa quindi non fanno parte
Piccoliidilli ,
Grandi Idilli
,
Ciclo di Aspasia ,
canzoni e
tutto raccolto nei Canti
Aspasia
:Cortigianaamatada evidenevsecoli la donna amata Fanny Targion Tozzi
,
antiidilliaca, priva di
poesia immagini sensibili , linguaggio aspro, antimusicale
-
fi
w
sentimento
di nullità
L anima umana
che desidera
il piacere
chemon
qualcosa trovare
possiamo
un piacere
in
specifica
l'uomo cerca
# piacere
è qualc
che
che non si
può tror
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immaginiamo il
fa
piacere
sentire un
e questo
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illudiamo
pot appagati ,
ci
la speranza ci ↑
-
rende+ Felici
=
&
&
con le
dei piaceri
antichismoderni PESSIMISMO
-
STORICO
↑ PORTATI AD IMMAGINARE
nel senso di non
la
F
Conoscere
del vero
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LIMITA
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immaginavano
↓
come i bambini, la
ragione passa in secondo
Piano
attraverso qualcosa
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dove proviene .
luce che si disperde in
un
poesaggio vasto
↓
ci da
immaginazione
ci porta ad avere delle idee ghe
e inlifinite
il canto stimola la
nostre idee
piano a
piano si affievolisce
da 14 da versi
Sonetto di Leopard : no ma
cercando
di Vista spadalpunt e
al temporale (2)
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-
enjombements per distentere
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>
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Poetica
- -
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possibile dicendo .
-
estensione che cerca costruzioni y polisindeto
Isolare parole
nel tempo e nella
distanza
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&
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a termini chiave
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PAURA-ALLITERAZIONE
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immagina, crea
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Passate stagioni presente
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Attualità
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S
-
T futuro si smarrisce il suo
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dell'immaginazione e dell'infinito
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soggettività
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Preoccupazione
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contrapposizione con l'animo
7
-
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che ti ritorno
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-
-
giovane età dei Giorni così
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elemento tor na
volitivo
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coraggio/forte/consapevole
canta lo fa riflettere sullo
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temp& -
Dante
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FOSCOLO
e non
lascia nulla
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-
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Periodo da Fanciullo-
Emembrata con ansia Poi però
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guardare il cielo
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Chiede il pk dell'esistenza
sua vita
pla la
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toglie congiunzione
uomo debole che deve
affrontare ostacoli che
gi pone la natura
Pessimismo
Cosmico
nascita e
sofferenza
I il bambino
mette appena
arischio la nato
Vita piange
consolazione
la vita è dolore
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DAT
>
- NON AFFITTO
libere e serene
Nol a -Siridge al
Se avessi le ali y volare
sulle nubi forse sarei +
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se riuscissi a volare
> cosa
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impossibile
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il
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della negativo nascite già dalla nascità natura indifferente
non "a me
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PK Leo parla come se
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c'è solo il suo pensiero
si l'estremo della
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lodelrole pr a differenza di
STANCO CUAREMIO L'AMORE
Prima non piacere
cercat il
les la quiete dopo la tempe Sono consaperde che armai non c'è t ne speranza ne desiderio
l'attesa della domenica
nel sabato del In bensento che è
Villaggio me si
spenta
non solo la speranza ma anche il desiderio dei cari
inganni
illusioni ingann
dei tuio palpiti
batteri nulla è degno
cari :
nostalgia verso quiei inganni
ne la terra è degna dei tuoi sospiri
-
barlume di piacere CON I SUOL
togliendo ogni 2
- -
FINI
ed illusioni, che diventano inganno
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Popolare
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L vive con
leggerezza pr accetta la vita che il caso gli manda
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ci sarà nella terra un leogo
dove l'uomo può essere felice
dove la natura non crea
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LEOPARDI
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Spiega le avventure
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pensiero di
Leopardi
Sempre IL PIACERE ma Questo Gli porta In Felicità
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ABITANTI NO COLPA
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meraviglio di come tu ci
abbia data tanta avidità del
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di vivere bene,
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ma credi che il mondo
Quello The ho creato
fosse stato fatto X
gli
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qualcosa nasce -
qualcosa si
distrugge
equilibrio del mondo
fortissimo
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ANTICIPA LA FASE FINALE DELLA SUA VITA
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spiega a plot che vorrebbe suicidarsi e
tutti i sentimenti
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2 Ara :
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suo
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TEMPGAL
CRITICA AL SUO e Al Suo
Romanticismo
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Pro ovvero 11800 Leo
elogia
l'illuminismo
Leo è una persona che invece di
non sta bene nell'epoca
in cui vive
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Movimenti postunitari
Durante la scapigliatura dal punto di vista storico vi sono destra e sinistra storica e la rivoluzione
industriale (1860 al 1900).
Dal punto di vista culturale abbiamo il positivismo come ideologia prevalente, si ha una fiducia nel
progresso e nel metodo scientifico, che è il metodo per eccellenza che va messo in atto in qualsiasi
ambito, anche quello artistico. Da questo contesto nasce il verismo.
Dal punto di vista sociale vi è l'unificazione e l’aumento dell’istruzione. C’è una diffusione sempre
più costante delle riviste e dei periodici. La lingua utilizzata è il fiorentino vivo parlato. La scuola
diventa indispensabile per formare la coscienza nazionale.
Vi sono molte convenzioni sociali borghesi, ma non tutti erano d’accordo con questi valori, da qui
nascono gli scapigliati. La scapigliatura è un’unione spontanea di poeti accomunati da alcuni principi.
Loro sono attivi negli anni 60/70 dell’800. Questo movimento ha alla base l’intenzione di rompere gli
schemi della tradizione, non vogliono sentirsi parte di questo contesto borghese. Scapigliati perché
sono un po’ sopra alle righe, non sono composti e ordinati come vorrebbe la tradizione borghese.
Hanno questo nome perché viene da Bohème o bohémiens, ossia degli artisti francesi che vivono da
zingari. Vivevano in povertà, conducono una vita piena di vizi e sono completamente emarginati dalla
società. Charles Baudelaire fa parte di questa categoria di artisti.
Gli scapigliati provano un atteggiamento ambivalente. Loro sono attratti da un lato dal periodo in cui
vivono, perché vi vedono qualcosa di positivo, allo stesso tempo però provano una repulsione
esagerata. Sono per questo sempre combattuti tra l’accettazione e la non accettazione di questo
vorrebber ridegideala altra
periodo. È un conflitto tra l’ideale e il vero, tra il vizio e la virtù. Si parla anche di macabro e di
orrendo, che sono tematiche che si trovano nel romanticismo europeo, infatti gli scapigliati prendono
ispirazione da loro. Non dal romanticismo italiano però perché quello italiano voleva dei principi
precisi e che l’opera fosse utile.
La scapigliatura e il 6 febbraio è un testo di Arrighi, che è colui che ha dato origine a questo
fenomeno. Emilio Praga, Arrigo Boito e Ugo Tarchetti sono altri autori scapigliati.
L’altro fenomeno letterario di questo periodo è quello di ispirazione Carducciana. Carducci crede
fortemente nel classicismo, si dissocia infatti dalla scapigliatura. Questo movimento è difensore del
classicismo.
(
2
I
annunziocoli
e
Pas
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Il genere più apprezzato nel periodo post unitario è il romanzo, in particolare quello verista. È
apprezzato da tutti tranne da Carducci, perché i classici scrivevano liriche. Il romanzo va per la
maggiore con scapigliati, naturalisti e veristi.
Il romanzo più significativo degli scapigliati è Fosca di Tarchetti. Questo testo fa capire questo
dualismo e ambivalenza.
Tarchetti si fa chiamare anche Ugo perché era un amante di Foscolo. Amava il Foscolo dei sepolcri,
delle lettere di Jacopo Ortis, dove si parla di luoghi cupi, morte, suicidio.
Fosca è stata definita anche vampiresca, perché distrugge Giorgio a causa della sua pazzia, ricorda
l’immagine della donna vampiro che succhia il sangue per vivere meglio lei è far star male lui.
Fosca è dipendente da Giorgio, se non c’è l’ha va fuori di testa. Giorgio non riesce comunque a
liberarsi di lei.
Fosca simboleggia la morte, perché Giorgio più sta con lei più si distrugge.
Giosuè Carducci
Nasce nel 1835 e muore nel 1907. È toscano e si laurea in lettere. Insegna letteratura a Bologna e nel
1906 riceve il nobel per la letteratura. Esalta il valore formativo dei classici, anche se è un classicista
1
classici. contro il romanticismo sent zu
, scudiero dei particolarmente romanticismo di Manzoni
giovanili violentemente antiromantiche Era gen
assunse posizioni
negli anni ,
un po’ particolare, li stima e li vuole imitare, però in alcuni testi tratta comunque delle tematiche
romantiche. Questo perché nel suo ultimo periodo di vita vive un periodo di inquietudine.
Scrive delle odi che però chiama barbare, perché la lingua italiana non può essere paragonata a quella
latina.
Pianto antico
Unisce rigore stilistico con il calore umano, il sentimento, perché è una poesia dedicata al figlio. Il
figlio è morto l’anno precedente. Si chiama pianto antico perché è riferito alla morte, questo è un
dolore che esiste da sempre, non c’è qualcuno che si possa sottrarre ad esso. Il figlio si chiama Dante
e venne a mancare da piccolino. Nel testo fa riferimento ad un albero e ad un fiore, dove l’albero è lui
e il fiore è il figlio.
È un’odicina anacreontica, perché ricorda i versi di Anacreonte, mentre l’odicina è una canzonetta, un
componimento.
Naturalismo
Anche la letteratura diventa uno degli aspetti che deve utilizzare la scienza per indagare la realtà. Il
positivismo (corrente culturale) fa da sfondo al naturalismo e al verismo. Il naturalismo nasce in
Francia mentre il verismo nasce in Italia.
Comte è un sociologo francese grazie al quale il positivismo diventa una teoria filosofica. Lui ha
stabilito le basi del positivismo. Si chiama così perché individua l’ottimismo nella scienza e nel
progresso, e segna una positiva fase evolutiva nella storia dell’umanità.
Il metodo scientifico deve riguardare tutti gli aspetti della realtà tra cui l’arte e la letteratura. Nella
letteratura, il romanzo è il genere che permette questo studio della realtà.
Taine è un filosofo francese, considerato teorico del naturalismo. Con Taine la letteratura diviene il
mezzo con cui indagare scientificamente la realtà. Lui dice che le azioni dell’uomo sono determinate
da tre fattori: ereditari, ambientali e storici. Come noi agiamo si basa su un fattore ereditario (abbiamo
una storia che ci condiziona), l’ambiente sociale ci condiziona e il fatto storico.
È importante sottolineare questo, perché se il romanziere deve indagare sulla realtà dei suoi
personaggi, deve essere consapevole che il comportamento può essere studiato scientificamente
perché questo si basa su dei fattori specifici.
Realismo
Esiste un romanzo precursore del naturalismo, che li ha ispirati ossia quello del realismo. Il realismo
precede il naturalismo e il verismo. Il realismo lo collochiamo a metà ‘800. Le caratteristiche del
realismo sono:
- Prosa chiara e accessibile;
- Tecnica descrittiva precisa;
- Attenzione la classe borghese;
- Osservazione distaccata (narratore oggettivo, senza giudizi).
Diverso da Manzoni perché lui interveniva e dava dei giudizi. Sapeva tutto ma non era distaccato.
Due romanzi che anticipano i canoni naturalisti sono Flaubert con Madame Bovary e Balzac con la
Comedie Humaine.
Flaubert viene considerato un precursore, perché utilizza la tecnica dell'impersonalità del narratore,
tratto tipico del verismo e del naturalismo. Il narratore è invisibile e non sa cosa succederà ai
personaggi. Madame Bovary è una donna sposata con un medico benestante, vive in provincia e
quindi non frequenta i balli. Però lei sogna di trovare qualcuno che le faccia vivere una vita dell’alta
società. Sposa un medico, ma lui non la soddisfa perché lui non ha grandi ambizioni e lei si annoia.
Madame Bovary inizierà allora ad avere delle relazioni extraconiugali. Queste relazioni la fanno
sentire nuovamente viva, nonostante fosse sbagliato.
Inoltre lei voleva un figlio maschio, ma quando scopre che aveva avuto una figlia femmina dal marito,
si convince ancora di più dell’inutilità di quel matrimonio.
2
Nella Comédie Humaine Balzac ha voluto tracciare un quadro della società della Francia a lui
contemporanea. Ha voluto descrivere la sua società, cercando di descrivere nel modo più preciso
possibile il rapporto che c’è tra l’uomo e l’ambiente in cui vive.
Naturalismo
La prima opera che si può considerare naturalista è Jeremie Lacerteux dei fratelli Goncourt, perché
nella prefazione spiega i principi del romanzo naturalista. Questo testo parla di una serva che vive una
doppia vita. In casa è una donna regolare, che si comporta in maniera corretta, fuori dalla vita vive
una vita fuori dagli schemi, è innamorata di un uomo che non la fa comportare in maniera corretta e la
fa rifare, anche nella casa in cui lavora.
Il manifesto della poetica naturalista, ossia la prefazione a questo romanzo, contiene i principi del
naturalismo. In particolare: la documentazione minuziosa e diretta degli ambienti sociali rappresentati
e l’attenzione ai ceti inferiori (anche una donna di servizio può diventare la protagonista di un
romanzo).
I fratelli Goncourt scrivono la prefazione perché capiscono che il pubblico non è abituato a leggere
questo tipo di romanzi. La prefazione serve per chiedere scusa e spiegare la scelta.
Emile Zola
Scrive il Romanzo Sperimentale. Il romanzo dei naturalisti è un romanzo sperimentale perché si basa
sul metodo scientifico. Scrive questo testo che diventa un testo in cui vengono scritti i principi della
poetica naturalista.
Come il metodo sperimentale viene utilizzato nelle discipline che conosciamo comunemente, anche la
letteratura è una scienza, perché ha come oggetto di indagine gli atti intellettuali e passionali
dell’uomo, quindi capire il perché l’uomo arriva a compiere determinate azioni. Il letterato spiega
queste teorie attraverso l’utilizzo del romanzo sperimentale. Sperimentale perché dev'essere il
resoconto di un’esperienza scientifica.
Quello che l’uomo fa è il risultato di due componenti: l'ereditarietà biologica, ossia cosa eredità da
quello che ha vissuto, e l’ambiente sociale.
Il romanziere deve fare questo perché ha un compito sociale e politico, deve fare in modo che queste
scienze siano aiutate dal suo lavoro. Capire il perché di certe azioni e dinamiche, aiuta chi sta al potere
su come agire e cambiare certe situazioni.
Il romanzo deve dare dignità alle miserie umane, quindi ci saranno anche le situazioni più macabre e
degradanti.
Impersonalità perché lo scienziato deve essere oggettivo, una legge è universale.
L’opera più importante di Zola è il ciclo dei Rougon-Macquart. Sono 20 romanzi che trattano dei
componenti di due famiglie. Sono due famiglie perché la donna protagonista è sposata con il Rougon,
ma ha una relazione con Macquart, da qui nascono le due famiglie.
I Rougon sono ricchi, mentre i Macquart no; rende così i contesti sociali differenti. I ricchi hanno così
una predisposizione al denaro e al potere, mentre gli altri sono più portati ad avere dei vizi. A partire
da questa famiglia, lui vuole dare un quadro sociale dell’epoca.
Inoltre la capostipite è una donna con disturbi psicologici, e Emile fa notare come i figli hanno
ereditato questi disturbi.
Indagano i comportamenti di questa famiglia, con l’intento di un impegno politico e sociale, con
l’ottica di progresso e miglioramento. I veristi non vedono questa possibilità.
L'Assommoir
Questo assommoir è una distilleria. (Il naturalismo parla spesso di operai, mentre i veristi parlano più
di contadini, perché i veristi italiani sono tutti meridionali, quindi trattano la questione meridionale.)
I romanzi naturalisti cercano di riprodurre lo stile riferito alle persone di cui si parla, quindi forma
inerente al soggetto. Usa uno stile che rende l’idea dei protagonisti, quindi usa il gergo proletario.
3
Per essere il più impersonale possibile, dà la lingua dei protagonisti, così si ha un quadro più preciso
di cosa sta raccontando.
È un luogo mal tenuto in cui gli operai si ritrovano a bere continuamente e rischiano più volte di
morire. Nana inizia a prostituirsi per ottenere degli incarichi. Assommoir fa capire la situazione nella
società dell’epoca, dove nasce Nana che tenta di elevarsi socialmente attraverso la prostituzione, per
ottenere dei favori. Anche Gervaise cade preda dell’alcolismo, dopo che il marito l’aveva lasciata.
Nel denaro si parla del protagonista che pur di arricchirsi sempre di più, porta alla rovina vari
risparmiatori.
Verismo
Il verismo può essere considerato il periodo più vicino al naturalismo, che però si sviluppa in Italia.
Ha le sue radici nel naturalismo, ma resta comunque un periodo a sé. La conoscenza dei naturalisti in
Italia arriva grazie a Capuana. Quest’ultimo fa una recensione dell’Assomoir, che viene letta da tanti
italiani che iniziano ad appassionarsi alle tematiche utilizzate dai naturalisti. Siamo a Milano nella
seconda metà dell’800 è un realtà i veristi sono provenienti dal sud Italia.
Verga, Capuana e De Roberto sono i principali esponenti. Di Capuana ricordiamo un romanzo
chiamato Zacintha, parla di una donna e analizza un caso patologico, ricordano il romanzo dei
naturalisti.
Nella prima fase di Capuana c’è una volontà di riprendere quello che era stato detto dai naturalisti, che
volevano elaborare delle teorie scientifiche. Questo progetto però fallisce, perché si rende conto che
l’arte come la intendono i naturalisti, non piace ai romanzieri, perché diventava scientifica.
L’arte ha un’autonomia, non è legata alla scienza.
verismo
Capuana è considerato il vero teorico del naturalismo.
mmmt m
- Rifiuto della letteratura come mezzo per dimostrare tesi scientifiche. La letteratura è
letteratura, qualcosa di scientifico ci può essere ed è solo nella forma, attraverso il mezzo
espressivo, e questo è l'impersonalità dell’autore.
- Non danno importanza all’impegno sociale e politico.
- I soggetti rappresentati, perché nel naturalismo venivano descritte città proletari. Nel romanzo
di Verga si predilige la campagna, quindi ambienti ancora più umili. Si parla di questo perché
ci si trova in sud Italia, questione meridionale.
De Roberto
È napoletano, ma anche lui si trasferirà nel nord. È della generazione successiva. È un discepolo di
Capuana e Verga, e decide di scrivere i Viceré. Un’opera che parla della famiglia Uzeda, una famiglia
nobile siciliana. Descrive tutto ciò che sono le questioni familiari, legate soprattutto all’eredità. Erano
discendenti dei Vicerè spagnoli.
La famiglia diventa un modo per descrivere la situazione in Sicilia. Quindi eredità, egoismo e voglia
di avere l’eredità dei beni della famiglia.
L’elemento economico sarà fondamentale in Verga, perché la sua opera più importante sono i
Malavoglia, ma fanno parte del Ciclo dei Vinti. Il suo progetto era quello di scrivere 5 romanzi che
trattassero dei protagonisti di ceti sociali differenti. L’elemento economico interessa tutti i gradini
della scala sociale e lui vuole fare capire come a ogni gradino della società l’uomo tenda a voler
migliorare la propria condizione economica. Mentre era a Milano Verga si è reso conto di questa cosa.
Questo ciclo si chiama dei Vinti, perché non riusciranno a raggiungere i loro obiettivi.
Verga
È originario di Catania come Capuana. Nasce da una famiglia benestante. Prova a studiare legge, ma
non termina gli studi. Poi si trasferisce prima a Firenze e poi a Milano ed entra a contatto con gli
intellettuali dell’epoca. La città gli dà lo stimolo di dar vita a un nuovo modo di scrivere. A Firenze
scrive dei romanzi tra cui Storia di una Capinera e a Milano scrive Eva, Eros e Tigre Reale. Queste
opere sono ancora prevertiste. Il primo testo verista che scriverà è Rosso Malpelo.
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Legge i romanzi francesi e conosce bene la letteratura del naturalismo. Quando è a Milano prima di
Rosso Malpelo, scrive Nedda, che è una raccoglitrice di olive, orfana a cui accadono molte disgrazie e
anticipa alcune tematiche del verismo. C’è la descrizione di ambienti umili in campagna, ma lo stile
non è completamente verista.
Quando è a Milano si rende conto di come l’uomo sia interessato al raggiungimento di un benessere
improntato verso l’economia, ossia cercare di vivere una condizione di vita migliore dal punto di vista
economico e questo si ha a qualsiasi ceto sociale. Il benessere economico e ciò che l’uomo cerca, però
non riesce ad ottenere sempre questa soddisfazione. Da qui elabora il Ciclo dei Vinti. I Vinti sono
coloro che cercano di raggiungere il progresso ma non ce la fanno. Nei 5 romanzi vorrebbe analizzare
come ad ogni gradino della società non si riesca a raggiungere questo progresso, a partire dai
Malavoglia, che sono i più umili, poi ci sarà Mastro don Gesualdo, poi ci sarà una duchessa, poi un
onorevole, poi l’uomo di lusso. Tutti cercano di raggiungere qualcosa senza riuscirci.
Questo è il progetto iniziale, ma lui riesce ad arrivare a metà.
Nel 1878 inizia la vera fase verista con Rosso Malpelo ed è una svolta. I momenti che portano Verga
ad avvicinarsi a questa poetica sono due: la conoscenza di Verga dei naturalisti, attraverso la
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recensione di Capuana dell’Assomoir, poi a Milano Verga leggerà tutti i naturalisti. In questo periodo
vengono svolte delle inchieste da parte di due parlamentari. Questi due, Sonnino e Franchetti scrivono
dei resoconti di quello che avveniva in Sicilia all’epoca, denunciano quindi la corruzione, le
condizioni di vita.
Le lettere meridionali sono delle corrispondenze giornalistiche scritte da Pasquale Villari. All’interno
di queste spiegava cosa succedeva in Sicilia.
Dal primo concetto il verismo prende lo stile, dal secondo prende il contenuto.
Tra le opere scritte da Verga c’è Vita dei campi, che è una raccolta di 8 novelle. Tra queste 8 novelle
vi sono Rosso Malpelo, Fantasticheria (testo di poetica), La Lupa.
In queste novelle si parla di campagna come ambiente umile. Vi sono però delle tracce
dell’atteggiamento romantico, anche se sono delle novelle veriste perché ci sono i principi
dell'impersonalità e della regressione. In queste novelle si tratta di passioni violente, di amore, di un
uomo emarginato. Queste sono tematiche anche romantiche.
Sono però veriste perché lo stile è quello.
Fantasticheria
È una novella di poetica perché Verga ci presenta un ideale che è fondamentale per la sua poetica
ossia l’ideale dell’ostrica. Attraverso questa vuole mostrare come sia importante l’attaccamento alle
proprie origini, ambiente e famiglia.
Verga ci presenta questo ideale attraverso una donna, amica di Verga, che visita Aci Trezza, che è in
provincia di Catania. È un paese di pescatori, dove ambienterà i Malavoglia.
Quest’amica milanese di Verga, va a visitare Aci Trezza e inizialmente è stupita dal paesaggio e lo
apprezza, ma dopo due giorni inizia a chiedersi come facessero a vivere lì le persone.
In questo testo Verga cerca di darle una risposta.
Sempre in questo testo abbozza i personaggi dei Malavoglia, che però non ha ancora scritto.
Verga presenta i suoi personaggi facendo capire come a loro siano successe una serie di disgrazie.
Questa è un po’ diversa dalle altre novelle, perché è quasi sotto forma di lettera, cerca di rispondere
alla domanda che gli fa la sua amica.
Qua non c’è la regressione, quello che ci racconta l’autore è quello che pensa Verga, c’è il suo punto
di vista, non c’è quello che vogliono comunicare i personaggi.
Rosso Malpelo
Rosso Malpelo è la prima novella verista dove si possono notare i principi di poetica di Verga messi in
atto per la prima volta. -
L’emarginazione sociale e lo sfruttamento
- minorile è il tema chiave di Rosso
Malpelo. Ricorda le inchieste di Franchetti e Sonnino.
Malpelo è un ragazzo che lavora in una cava di sabbia in cui viene denunciato come viene maltrattato.
Lui ci lavora con padre che però morirà a causa di un crollo. Il ragazzo rimarrà senza il padre che era
l’unico a sostenerlo.
Si vedono subito la regressione e lo straniamento. La regressione è l’autore che regredisce alla
mentalità delle persone di cui sta parlando, viene messa in primo piano la visione rozza e popolare
delle credenze, come quella che dice che Malpelo si chiama così perché aveva i capelli rossi e li aveva
perché era un ragazzo malizioso e cattivo. Verga non pensa questo ovviamente, ma li denuncia in
maniera impersonale, eclisse dell’autore. La regressione è legata allo straniamento, ossia si danno per
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normali delle cose assolutamente strane e si danno per strane delle cose normali. La mamma non
accarezza il figlio perché lui non la accarezza, è del tutto normale che un figlio non accarezzi la
madre, ma assolutamente no il fatto che lei non lo faccia. Strano anche il fatto che lui sia cattivo
perché ha i capelli rossi. Malpelo non è il suo nome, ma il soprannome.
La Lupa
Tratta di una femme fatale che però è umile. Situata in Sicilia. Questa donna è ossessionata dagli
uomini, ha sete di loro e le donne per paura di questa donna. È emarginata perché non segue le
convenzioni sociali dell’epoca, la sera doveva stare a casa a badare ai figli, mentre lei usciva.
Ad un certo punto si innamora di un uomo, che però non riesce a conquistare subito.
Si chiama lupa perché è un richiamo a Dante, la lupa rappresentava l’avarizia. Viene descritta come
magra e bramosa.
Ciclo dei Vinti - Prefazione ai Malavoglia
I Malavoglia fanno parte del Ciclo dei Vinti, ossia un’opera di 5 romanzi che aveva in mente Verga,
che però non ha mai portato al termine, poiché ne ha scritti solo 2.
Si chiama Ciclo perché inserisce più opere e con un certo ordine. Tutti i personaggi di cui parlerà sono
dei vinti, non sono riuscite a vincere contro il progresso che hanno cercato di inseguire. Segue come
modello quello di Zola con i Rougon-Macquart.
Verga scrive quest’opera, perché si rende conto che l’uomo a prescindere dalla sua classe sociale e
condizione economica, lotta per migliorare. Questo miglioramento varia in base alla classe sociale.
Verga capisce che in ambienti umili si lotta per la sopravvivenza, perché cercano di darsi da fare per
vivere, per avere del cibo. Man mano che le classi sociali si elevano, la lotta non è più per la
sopravvivenza, ma diventa per il miglioramento.
L’uomo comunque in ogni ambito cerca di progredire, ma questo progresso porta a conseguenze
negative, per questo è un ciclo di vinti.
Il progresso viene paragonato a una fiumana, fiume che travolge chi sta lì. La fiumana travolge tutti e
tutti alla fine saranno dei vinti. Anche i vincitori di oggi, saranno i vinti di domani.
Questa è una prefazione legata anche alla poetica (Fantasticheria, amante di Gramigna).
I Malavoglia
Il titolo è antifrastico, perché i Malavoglia non sono dei lazzaroni, ma il contrario. Sono delle persone
che si danno da fare. All’epoca si usava dare dei soprannomi alle famiglie, inoltre c’era la tendenza a
dare un soprannome opposto alla personalità e al carattere. Verga usa così il principio della
regressione anche nel titolo, dato che era un'usanza.
La famiglia si chiama in realtà Toscano, il capofamiglia è Padron Ntoni, che ha un figlio che si chiama
Bastianazzo sposato con la Longa e hanno 5 figli.
I Malavoglia sono il racconto delle vicende di questa famiglia. Nella vita sono dei pescatori, hanno
una barca chiamata Provvidenza e hanno una casa detta del Nespolo, che rappresenta l’ostrica.
Il romanzo è ciclico perché inizia e finisce con la partenza di Ntoni. All’inizio parte perché con l'unità
d'Italia è stata introdotta la leva obbligatoria e Ntoni deve partire. Questo manda in crisi la famiglia,
che si ritrova ad avere un uomo in meno e sono costretti ad assumere un nuovo lavoratore, da qui
iniziano le disgrazie. Inoltre c’era la crisi della pesca.
La famiglia è costretta a comprare una partita di lupini per rivenderli. Vengono trasportati sulla
Provvidenza, che viene però colpita, affonda, perdono i lupini e muore Bastianazzo.
Alla fine Ntoni parte definitivamente lasciando per sempre Aci Trezza. Padron Ntoni è legato ai valori
tradizionali, mentre il nipote cerca di scoprire il nuovo mondo.
Il periodo storico va dal 1863 al 1878, durante l'unità d’Italia. Verga credeva nel nuovo governo che si
era instaurato, ma poi si rivelerà una delusione. Gli abitanti fanno fatica ad abituarsi al progresso.
7
dalle innovazioni
lato -attratti
ambivalenza da un
:
ripudiquano
basata sull'ambivalenza, continua contrapposizione
&
poesia
- -
termini che si
contrappongono
~ peccaminoso
- -
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l'angelo
I
diventa demonic
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&
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Canoressiat positiva di bello ma
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rende l a sua malattia un punto di forza, lo ammette senza problemi
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di colpa piano piano lui inizia ad esserne attratto per come ella si racconta e come
parla
poi lui che senza di lui
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sa sta male torna
sempre
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brava a corteggiare
se lui si
staccava
crisi
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sarebbe di tutto
non far lo ripetere
-
Lei decidera
come ev
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&
la relazione , il
cugino non lo sapeva
a volte
Stava bene
con lei
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lei
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nel Giardino Silenzioso S
e olitario
-
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giardino personificate
Siamo in bella
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meglio
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credo
è stata fatta soffrire e privata di entusiasmo
>
-
lapianta
tu della inutile vita sei stato l'unico e ultimo figlio , far fatica a riprenderi
bui morte
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l'amore nonti può +
risvegliare
glialtrisonoillusori
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fa riferimento
ai romanzi del
romanticismo
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belle
ci sono i principi
contrapposti al
Piacere del pubblico
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che la
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ma non è questa la
novità
un contatto
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ma nan deve essere solo + e l cose scient
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-
noved vergaci famiglia
raccolta di 8 novelle che
presenta l'ideale
parlano della
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dimostrare elimp dellatee se
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milanese
l'ha fatto
inizio
inizia a
è stupita , dopo 2gg
chiedersicome fa una
amiga
di Verga
che
in questo testo
vergacerca di darle una risposta
B qui ambienta i Malatoglia, paesino di pescatori unici
Co una bozza
dei
personaggi ↓ rivere qui basta essere
dei
Malavoglia poveri e patire tutti
gli stenti
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-
quello che voi cercate nella
grandi città, loro la cercano nelle piccole cose
&
rispetto
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forti
> >Sono costre
a subire
anche il
mare
quando non
si può
uscire in
barca
a volte arrivano e
Qualcuno non sopravvive
civerrebbe da dire che
quelle persone dovrebbero
spezare di essere spazzati
e l loro cond di
via viste
vita , eppure c'è sempre
gente
scrivere sullsabio
dopo la
pioggia e
La le formiche : - alcune ferite dall'ombregg ↑
altre
-
vanno in panico
sta
degli altri (regressione Inizia
↓
a desci
personaggi
LA LONGA
padron toni
L
na portato la
a fare
signora
un
giro
è morto in ospedale
, ma se avesse
PotrtD Scegliere sarebbe mor to
tra le mura di casa sua
Asa
&
è modi diversi
ricca in tanti
non solo quando vivi -
nelle grandi città
-
I si era trasferita Contana
dalla casa, se non Josse ...
XY
felice
-
forse sarebbe
meglio che alcuni di loro
Siano morti pk non sono
costretti a mangiare il pane
dlecarcere, prote
con i soldi della
sorella
(prostituta)
↓
PK Li ALTRI
CONDIZ DISPERATE
monelli (non
ragazzini dispregiativo
↑
&
non desidereranno
altro
di Acitrezza
- -
il destino
lina attaccamento allasomiglia
collocati li -
PK vole L
scoprire
altro
mondo
-
,
questo piccolo
Che si stacca
viene ingoiato egli
altri con evi
cambio di prospettiva
>Se
minoren dav ora in a r a cava
dista
con a padre come moniramida persona credo socim
aff
=
-prima
verista novella
,
poetici
cattivo pk
era
i
aveva
mentalità ↑ copelli
strono
voSSi
normalt
della regressione (regredisce
=
dell'epoca
Tecnica
alla mentalità delle persone - -
di cui
parla) e della straniamento -
anchenellacoarte
male
eraconosciut-no che
Ca cava era la
"Cava di Malpelo"
al padrone dava
fastidio
pietà e
.
lo lavorare
+
tengono a
era morto ei
pk il padre
aume
= - S
=>
di sabato
il padre si fermato
X un
lavoro extra (sistemare pilastro
però lavoro molto
cava) era un
lavora e dice al
il papà
attento ce
Padre di Stare ,
il
uncrollo nel posto incri
Padre stava lavorando
doto
elingegnere che avrebbe
Al
=>
mamma di holpelo-
cerca il padre
di scavare è
l'impresa
, incolpano il
complicato
Padre
visto una
viene
Destia
-
In
è preso dal panicopk
il padre è ancora li
sotto , quindi scara
X la perdita
·
di
- tutto ciò negativo che
sua, , lo picchiano
=> avveniva era colpa
Y la sua
comminata
il bambino
,
protegge
Co picchia, e se non
* gli dava anche del
. i
pane collegni
Si difendeva espicchiara credevano
fosse
di + per
dagli un governarselo
insegnamento
a difendersi
-
>
-
d
=
anche a casa è
sempre da solo .
la sarella la
picchiara
si trovava
malpero
bene nella cava
x il padre
·
Bonavento M
come è
morto
il
padre
solo
-
non pl era un
ragazzina
prese i
restiti
>
del padre
-
e li riadatta
al figlio
strumenti
anche gli
da lavoro sono
Indispensabie :
livuole vendere
e non
com'è il mondo ~
Siamo in un'ottica di
determinismo uomo
inferenzato
dall'ambiente in cui
vive)
M abituato a essere picchiato
e
trattato male
aspe
&
punto di vista di -
malpelo no +
colleghi
(dei
forte pessimismo
terreno vicino all'Etna
le
Coi verga, vedeva
opere come modo
p204 X far conoscere
i problemi ,
ma
crede che non
Si possa migliorare(
=
=> =
da
&
ma come c'è
il paradiso
, mio
popsempreste
esotto
a malpelo
guadagna
mamma era disperata come se suo
figlio fosse uno che non
STRANIAMENTO
· la madre
CA
Sand
Vita a
malpern
accettato
e
figlia si una
rifatte
no
7
incuriosite
Preferiscetornoeore in
Cava e
far capire le
conddel
e
M non è +tornato
,
i suoi colleghi hanno
di trovarselo
paura
davanti
discorso indiretto
libero
I
via di mezzo tra
disc diretto e indiretto
MIPICO DELO STILE DI VERGA
FA X ESEMPIO
APPARIRE STRANO QUALC
DI NORMALE (MALPELO
CHE NON MANGIA
PKTRISTE
È Cattvo Pr ha
CAPELLI ROSSI
#aduncertopuntsimame re
, l'avarizia
Dante bramosa *
2 magra
>
- predatrice
di una donna
soprannome
femme fatale
e
chevireinpovertaana
quandosse
ossessionatadagliminiledonnestanilsegnodella
I croce
*
Tratt ROMANTICI
e a del sud
come
*
↑ no formosa
di vista
punto -
del popolo
DIAVOLO
T-dalle
altre
danne
è una brava
ragazza, emarginata
X colpa della vanon stavano male economicamente
madre
-
Si innamora
, prova sete
nee
guardarlo
Cavora come una matta y
stargli vicino
L VOLT lia
ACCETTA
nanni
aspetta, in astinenza
della ~
fa segno
croce anche lui
LAVORA
COME
-
Un como
non
ee donne
andavano in
giro
↑
ciò che si
possiede
fine Qui
~ chiaro che alla
statorapportomorboso
ci
l'astaa me
materie
il fatto che il
e rugeedenunciare
continuam ea madre
con
↓
disagio, arretratezza
economica
estrema
unione
↓
solo se lo Lupa
se ne va dalla casa
STA Y MORIRE MA NON
MUDRE
tutto e chiedeperdono
confessa
Pratica X
SEGNO DI
PENITENZA
RICHIAMA IS La Ci fa Intendere
IL SANGUE CHE LA UCCIDE
FINALE APERTO
riassume le vite degli
altri vinti dei quali
però non approfondirà
IMPERSONALITÀ
- RISPETTO
A COME
Ert Al
la Dinastia M ha TEMP&
sempre
auto barche
ecase
fa tutto quello M
che gli dicono
non Coera
Dall'epoca
, tipico
proverbio
Linguaggio popolate
era ancora piccola ma non troppo
devifare la gavetta
accontentatevi di quello che
avete che anche senon ti -
La reazionari al nuovo
Ihi Non approvava
govemodei Savoia
NUOVO GOGERNO
IL
Nato con
L'unità
D'1-(n
-
donnepresca
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↓
solo se lo Lupa
se ne va dalla casa
STA Y MORIRE MA NON
MUDRE
probab
ver s
Zoppo
)
↑
connotativo
Baudelaire
.
PIENTUNMNs
T
Tutti e collegato, ma queste corrispondenze non
sono razionalmente comprensibili, per questo
l’utilizzo della sinestesia diventa fondamentale
(perché un profumo può essere associato ad
.
una sensazione visiva)
La esistenziale vientra tra le tematiche dei simbolisti
, malinconia, noia
depressione e
crea
.
La natura ( soggetto) è un tempio (metafora) con dei pilastri viventi che
sussurrano confuse parole.
Perché proprio un tempio? Luogo di culto in cui si entra in contatto con la divinità,
il poeta deve riuscire a scoprire quello che sta oltre ( rappresentato dalla divinità)
L’uomo si muove nella natura tra foreste di simboli > paragone, da l’idea di
qualcosa di difficile, perché è difficile passare in una foresta come è difficile
capire i simboli.
La sinestesia crea
I simboli hanno degli occhi famigliari per l’uomo, però sono difficili da
confusione, ma è quello che
interpretare.
vuole il poeta
C’è una corrispondenza tra profumi, colori e suoni ( sensazione visiva, uditiva e
olfattiva) ed essi si rispondono tra loro come echi lontani ( difficili da percepire
profumi ma ci sono dei legami)
Questi legami si confondono in una unità profonda, tenebrosa (oscura,pk non so
O
o chiare) e intensa .
La poesia deve rivelare i
Notte-chiarore >> antitesi come mistero-certezza
misteri della natura, che è
Visione delle cose per niente oggettiva
vista come un tempio. Altri profumi Che Non
sono solci , ma sono Vasti ,
Te
Inizia una serie di sinestesie:
DANNO IDEA DI INFINITO .
Profumi freschi (olfattiva)come la pelle di un bambino (tatto)
Profumo- dolcezza dei suoni dell’oboe
Il poeta ha un privilegio
I PROFUMI ESPRIMONO Profumi verdi
perché El
SENSI EDELL'ANIMA,
un Profumo PORTANO
può farlo ma non tutti hanno
APPORTAN
RICORDI. i A
PENSARE
questo potere
uccello maestoso con ali molto grandi
,
tiO CATURN
poeta non si trova
- TO E SU QUELLA
-
-I
Il
polta e l'uccello
Agio nella
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asteneree se NON S I A BENE
-
-
bello come
prima, la I V
Societa
-
Alcediventanounhande se
celiora
redei
non sa stare
ter e
perdita della luccellodiventano
a
"eviun
sacralità handicap a nella casa che
na in più la sua
forza sulla nave
Sperdita
,
diventa un peso
di forza diventa un handicap PK NON SA STARE SULLA BARCA
I della
:l punto trova sacralità
in cui si
A colpa della società
si sentono però
inferioridesociete
non
lororitengono di Quere
di non essere capiti
SGRAZIATO
RIDICOLO
casocietà
lo scherza Principe delle nubi più alte
Che non può sentirsi in pericolo e non ha paura di chi
tenta di colpirlo o di metterlo in difficoltà
le nubi + alte
SVELA LA METAFORA
r quelle che
,
Ora però è in terra ed è debole tra le varie prese in
portano pioggia giro e le sue ali giganti che solitamente lo rendono
Sta con l'uragano al
di sopra ricco, ora gli impediscono di volare.
di tutti e non ha paura di
PRESE IN GIRO
chi cerca di mettereo in Barca=società
difficoltà
D RAPPRESENTAND LA SUA GRANDEZZA
condizione
Rappresenta perfettamente la
del polta
esteta per
eccellenza,
sempiano
ea
personalita
moltoestrovers,voleva
Gabriele D’Annunzio
Gabriele D’Annunzio nasce nel 1863 a Pescara ( passerà però la sua infanzia a spostarsi molto) in una famiglia borghese e agiata, che
Compie ottimi studi liceali a Prato e l’uni a Roma ( non lo porta a termine perché attratto dalla vita notturna), si dedica al giornalismo
collaborando com dei giornali dell’epoca (molto apprezzato). pubblica la prima raccolta di poesie “primo vere” che suscita grande
interesse.
Dal 1881 si trasferisce a Roma e si iscrive alla facoltà di lettere,ma la vita brillante della capitale distoglie l’ambizioso provinciale dagli
Doune
Da
studi regolari:grande poeta e prosatore, frequentazione dell’alta societa.
Patri
Altre
>
Nel 1883 sposa la principessa Maria Hardouin Di gallese, da cui avrà 3 gli. Però avrà tante altre donne, tra cui Barbara Leoni che lo
PROTAGONISTA : Andrea Sperelli, euo alterego pubblicata sul times , no Bellezza stratosferica, ma molto attraente
d
↓ addirittura
ispira a scrivere IL PIACERE 1889. La donna però che più amò fu Eleonora Dose, un’attrice teatrale molto famosa in Italia e all’estero,
lei all’inizio non era interessata, solo nel 1894 a Venezia inizia la loro relazione molto turbolenta e particolare durata circa 10 anni.
Lei era una donna di mondo, viaggiava molto e cadeva spesso in tentazioni, essendo tanto popolare accresce la popolarità di
D’Annunzio recitando alcune sue scene teatrali. I due andranno a convivere in una villa in Toscana, Villa della Capponcina, considerato
il museo della sua vita, in quanto teneva tutto ciò che rappresentava la sua vita, anche cose inutili. Perché doveva meravigliare
In questo periodo nascono anche le sue opere maggiori, in prosa (IL FUOCO, legato all’amore con la Duse) e in poesia (il ciclo delle
Laudi) La Politica Tutto quello che riguarda D’Annunzio non è mai equilibrato, non dobbiamo mai concentrarci troppo sulle sue scelte, perché il suo obiettivo era quello di seguire
degli ideali che rappresentassero la sua personalità tormentata e che lo facessero apparire
Nel 1897 è eletto deputato per l’estrema destra, disprezzava i principi democratici e ugualitari, ma allo stesso tempo quello che
interessava a lui era avere scelte estremiste che colpissero gli altri, per questo passerà all’estrema sinistra nel 1900.
Chiuso l’amore con la Duse, altre burrascose relazioni si susseguono e si intrecciano senza intervallo.
Si riempie di debiti ed è costretto a fuggire in Francia per lasciarsi dietro i creditori che lo inseguono. Tornerà solo quando l’Italia entrerà
e ha 52 anni
in guerra, nel 1915 si schiera con gli interventisti (per mettersi ancora una volta in mostra)e partecipa alla guerra come propagandista e
per le incursioni aeree. Tutto ciò che fa per la guerra lo fa a debita distanza.
Perse l’occhio destro in seguito ad un incidente aereo —> il notturno riprenderà questo evento
Aderisce al fascismo ma con cautela, credeva nell’irredentismo e condivideva l’imperialismo, aveva quindi le ragioni per entrare in una
politica fascista vista la propaganda del partito che rispecchiava la sua personalità. Di fatto però non aderisce mai completamente,
Mussolini fa di D’Annunzio l’emblema perché era un personaggio di spicchio che faceva propaganda, però lo spaventava anche, quindi
lo teneva a debita distanza elogiandolo per tenerselo buono, perché se lui l’avesse appoggiato i rapporti tra loro sarebbero stati
equilibrati
In alcuni scritti D’Annunzio fa capire che condivideva alcune cose del fascismo, quando però diventa più dittatoriale se ne distacca, si
Chiama "PAGLIAccio feroce"
lo
allontana completamente quando mussolini si allea con Hitler (che non appoggiava affatto e lo odiava).Non possiamo parlare di una
persona con delle idea chiare ed equilibrate, in quanto agiva per far apparire la sua immagine e per essere al centro dell’attenzione -
RAPPORTO DI DIFFIDENZA
fi
La marcia su Fiume
D’Annunzio si fa da portavoce per questo movimento irredentista che voleva occupare Fiume. Riesce con un’incursione ad occuparla e
creare un dominio personale,che dura poco. Era un’altra occasione per mettersi in mostra
Dopo la marcia su Fiume si ritira al Vittoriale dove morirà nel 1938 in seguito ad una emorragia cerebrale. Essa è considerata una casa
museo.
IDEOLOGIA,POETICA E TEMATICHE
è l’esteta per eccellenza, colui che privilegia la bellezza come valore supremo sia nella vita che nell’opera. Vuole stupire, colpire in tutti i
modi, e ciò si rivede nelle sue opere dove ricerca l’eleganza , arti ci formali e gli echi letterari.
Arte valore assoluto - sia nella vita che nell’opera—> nel PIACERE fa compiere al personaggio quello che vorrebbe fare lui > belle
Il personaggio dell’esteta è una risposta ideologica e un risarcimento immaginario , in quanto l'intellettuale è in crisi, ha perso l'aureola,
A -
essendo che la massa non lo vuole lui risponde per emergere con la gura dell’esteta,si distacca. Allo stesso tempo però cerca di
aderire alle leggi del mercato,I per far sì che sia conosciuto,S che sono le leggi borghesi del tempo.Cerca un modo alternativo per
-
IL PIACERE
Il piacere è l’opera che autoritrae D’Annunzio, mette in luce l’estetismo, la gura di D’Annunzio e di Andrea Sperelli, allo stesso tempo
però è una critica all’estetismo, perché alla ne Andrea Sperelli non ne esce bene, viene criticato.
Questo perché anche D’Annunzio ad un certo punto si rende conto che l’ideale che lui ha cercato non può comunque essere
Vediamo una contrapposizione come solito in D’Annunzio. Infatti, da un lato Apprezza la vita dell’esteta, allo stesso tempo però lo
critica.
Andrea Sperelli è l’alter ego di D’Annunzio , il testo è legato alla tematica amorosa, perché il protagonista ama una donna(Elena Mutti,
il nome non è a caso, ricorda l’Elena della mitologia che viene rapita e a causa della quale nasce una guerra. Una donna che crea
Il testo che leggiamo inizia dopo che lei l’ha lasciato e ci sono dei ashback su momenti felici passati.
Sperelli soffre molto per questi separazione, poi conosce un’altra donna chiamata Maria, che è l’opposto di Elena.
Elena rappresenta la Femme fatale , ovvero la donna sensuale. Lei si sposerà con un altro uomo inglese
Maria è una donna molto molto tranquilla e equilibrata e religiosa. Andrea pensa che lei la possa levare spiritualmente, ma un certo
Finisce con Andrea Sperelli che durante una notte con Maria pronuncerà il nome di Elena .
· è consapevole che Elena non è l a donna da amare ma non riesce a farne a meno
,
Descrive elena, ma
. Elena : portacambiamenti, nobile , educazione raffina , sensuale intelligente Elena è il riflesso
Tessposacomodità
,
e della sua personalità
convenienza una e se
. maria .
Andresperelinterv
lo critica
Charratori
.
cheoniveristi
F
economico Attratto Da QUELLA VITA
giudicare
credecheidebba e e
a i -
no CONTRAPPOSIZIONE CRITICA
commentavano sopra della
sta al di
nuela .
media borghesio
Elena è tornata,
in
questo testo già
noscoperto del matrimonio e riflettes
operdi annunzioletterari
-
· ricchisin e se e
Lcerca di
indagare nell'interiore del personaggio lasciando fuori il metodo scientifico
romanzi decadenti y eccellenza sono quelli psicologia
Lecco pk "Specchio"
curruti
Belleza di elena come opera del
sensuale
RITRATTO CRUDELE
DELLADANNA PK
PRINCIPALE DOPO LA ROTTURA
&
-
-
taro1 "Istericus"
e se
lerecitaci parte
, la sua finzion
da Andrea sperelli
RICORDA LA commedia numere di Balzac + i l teatro
-capamo che
-
è Aspk solo
Qui la conosce
così bene
-
fl
RITRATTO NEGATIVO DI ELENA , AD OGNI SUA MANIFESTAZIONE D'AMORE TROVA UN ARTIFIZIA
RIMANDO AL
&tenroe -
ALLA
& FINZIONE
SPECCHID
·
thrivistidop
untrano le a
Si
APODANNO
pensarc
I
a
INDIRETTO LIBERO,perché è un
po’ un flusso di coscienza,
scrive tutto ciò che gli passa per
la mente
Di
yışı
-
-
-
LUNA
AD ARIOSTO
ANDREA SPERELLI
sensazioni, l’interiorità del
personaggio =
elevazione
Spirituale
Elena
o
marialil bianco dell'ambiente BIANCO
MARIA
fapensandIo
a Maria
ELEMENTI RELIGIOSI E
LATINISMI
A questo proposito c'è anche da Numerosi elementi religiosi e biblici, che sono però profanati perché egli non sta
notare il gusto estetizzante, scrivendo un testo in cui la religione deve essere posta al centro.
vagamente sacrilego e perverso, Tutto serve per esprimere il desiderio di avere davanti a sé Maria.
di atteggiare le fantasie erotiche in Lei è la donna pura, ma il desiderio di Andrea non è propriamente puro. Prova
termini religiosi e sacrali, molto verso di lei passione nonostante sia più evidente per Elena pk lei è solo una
frequente in d'Annunzio: il cedere Femme Fatele
ai desideri erotici dell'amante è
per Maria un '"immolazione", un
sacrificio rituale, un martirio, tutte
le cose intorno ritmano il rito con
formule liturgiche insistite, «Ave»,
«Amen», «Così sia»; anche le
formule latine impiegate dal
«poeta» hanno un sapore di UNIONE TRA IL BIANCO
liturgia cristiana, essendo ricalcate
CONTRAPPOSTO AL CAPELLI
su passi biblici.
SCURI PK CERA PASSIONE, IL
- DESIDERIO CARNALE .
: uomini non
compresi
-perdità dell'avreola
I
AMANCORA ARTE MA N D'annunziano
ot !
>
-
in
>
-
Sarà MODELLO DI MOLTI
/ -
PK STADIVENTANDO SERA
tronco ANTITESI
della luna
raggi
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e
azzurror il loro e
amorestanebe
vielel
>
-
non è ancora sorta del tutto
NDSTILNOVISTI
CREATRT
RIPREST DELCANTODELLE
>Fche eligiosa
non
ANTROPO
...
-
DELLA
elaqua che cade dal cielo giace nelle pozz
NATURA
SINESTESIA
Pozzanghere ,
>
-
ciò che tocca
-
>si può dire
ARIA
termini si fa sentire ancora il
nei :
precisione positivismo
> non
- è compe maturo
cambia
fieno già tagliato e
RIMANDO A colore
S FRANCESCO
SCORRERE DELTEMPO
.
Penolii
PROFU MAI
-E
se
Mondiceppo fiume rimanda all'amore
la voce del
la sorgente
l'ARN&
rimpycrea fronti fanno rumore all'ombra degli alberi
parla all'uomo SINEDDOCHE
e eui immagina
reami d'amore
PARAGIONE
faranno tQ
pol
reezzereil
uoniche
ri
inversionedell'ordine la
piena
di Alterazioni ANASTROFI
, no logica
nellesilee se
imperativo,
si
ascolta
rivolge alla non parlare+
,
/donna .
Q
PIA Glett gocciole e dalle
foglie
Lontane
er fora tizione finale
, ripe
del verso
raccoltapellesepos
e
-
Ysacra a Venere
PK GALL
Mazzi
Carichi
di bacche profumate
>
-
INIZIO TEMA PANISMO
noprecisi
mi y le piante assimilato al
vegetali sempre
,
+
Paesaggio
circostante
. metamoforsi strofa
che diventa evidente ad ogni
Parlam
ANAFORA
&
Sinestesia
nuovamente
come zoninte circostante
con
la duse era così
figlia di Elena e
-
& ha illuso ieri li e
oggi lui
mendofiger
e
senti ?
Vegazione solitari a
stante
la fa il suono
proggia > richiama
un rumore diverso
L foglie ↓
da musicalità
a seconda di Dove
Cade +
spoglie o meno
spoglia
* metaforico +
pioggia
S
-
& despiantedivent e se
e
I musicali -
partecipiamo nello la
noi
metafora-pioggia
Spirito della
vegetazione
-
=a Silv ani
+
ancora
-
vivononellstessa metamoroso in
il tuo volta
Come
è
bagnato
una
Foglia
Similitudine
Profumano come reginestre -
similitudina
umana o non
20e +
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anche la natura è
-
Stata creata L =
scaturità
.
aumente e a
si sente sempre meno pr
a
si inserisce un altro canto + roco che viene dal basso
,
>
-
versoto delle
rome
STAGNO ,
OSCURITÀ UMIDA
climax discendente
>
-
delcanto
vibra
-
Dif
&
ricomincia
>
-
climax misto
non si
sente il suono del mare prima discendente poi
↑ poit poi ↑
ma si sente la vegetazione
RICA DI RIMANDI
lo scroscio
di intensita
secondo
figlie + folte o-folte
INTERNI
>
-
cicale ,
"
aeree cicale"
-
> PeriFRASI di parole
-
FANGO
i giro
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G
prils, i
ancora
& RIPRESA
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la sembra che tu
pianga di
piacere
per cultura I ripreso viene
della
migliore -
Panto
la
=
con natura
natuno
-
verdeggiante metamorsi +evidente
mitologiogreca
sembra esca
dolla corteccia
dellalbet latnismo
ninfee
,
o che è
-e
e
-metamorfosi
non colta da terra
7
fonti ,
sorgenti elementi
paragoni a
gengive naturati
processo di panismo
-
espuglintita mente
ripresaverso 20-21
3
riprende
11
-
-
↑ ne
-
Strofa
-
CHIASMOL >
-
cambia che dice che
-
19
X D'ANN e i PASTORI
↑
PK DELLA SUATERZA
dalle montagne
-
verso l'Adriatico
recinti dello montana
ricorda
>
-
il verde
il verde
delmaregli NOSTAl
-
struttura circolare dedicata San Lorenzo è
a
, anche però ilgiorno della marte del padre
molto curata inizia vichiamando
alle stelle cadenti
-
pianto del cielo
ioloso il motivo di pk
cadono le stelle, di
Questo pianto
come in croce
la rondine sali dispiegate
Lafanno il verso
sempre piano e morte pk no cena
parallelismo TEMA-NIDO
rondine-tettozna
-
invertita e
↓
-
sofferenza
meno simbolismo
luogo protezione ,
concreta
-
Famiglia
metafora
↑
richiama le
-
negli occhi
Stroff
prima -
pascoli &
perdonoi spesso
leopardi
in
11strofa ricorda con l'infinito
I
allusionise
rimando
religionee cro licillo inonda la terra
con la steele di S L
.
.
-perdono
-
PERIFRASI METAFORA
,
=
Il linguaggio E un perfetto esempio di linguaggio analogico. Tra il casolare e l'ala di gabbiano vi è un analogico
rapporto di somiglianza, dovuto al colore bianco e al fatto che entrambi si tagliano sul cie-lo, ma non si tratta di una metafora tradizionale: l'analogia accosta in modo impensato e sorprendente due oggetti fra loro remoti, bruciando per di più tutti i passaggi logici intermedi e
identificando immediatamente gli estremi, costringendo a un volo vertiginoso
del imeginasion poi se milla che indichil Firmauroi di umanadisco il sendo
allusivo, che punta non sul detto, arrivando quasi al limite dell'enigmaticità. Come sempre, L'annullamento dei legami logico-sintattici accresce il valore suggestivo della parola. Sono procedimenti affini a quelli del Simbolismo, e che saranno ripresi e portati alle estreme conseguenze
dalla poesia novecentesca.
a
liveenut
#o
della poesia
fondamentale, fa parte ↑Od a livello di forma 1 solo verho
,
in 7 versi
.
↓ "Rosseggia"
trovatori, lirica provenzale presenza del ritornello Fraseggio
nessi
spezzato
componimento dei ,
, no
sintattici
paratassi coordinazione
,
:
quadretto impres
rimandonistico pu immagini prevede
e
a
i potassi : + subordinate
nitide che
~ polisinaeto
non
parola rumore del temporale tante
fonosimbolismo onomatoplica ballata : e
richiama il ritornello della
asindeto :
toglie el
>
--
-
di
ti da l'idea Campi congiunzioni
tracoreesia si cotora di rosso x i
S
un nesso Che Sostituisce
c'è il con
unsenso ↑
senza infuocato dove mare
punteggi ature
come
dove zeantananza
analogi spurissimo monti
decadenti dei
cisose i ,
leopardi
-
Titolo fondamentale
aumsege
-
> FA Parte DELLa Polsia
>
-
d'è un richiamo de
10
agosto
polisinae to
=>
% -
"LAMPO" titolo fondamentale
=
Smarto
----Climay
asindoto 3 personificati ph
·
la
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appari e spanix il
nido C
occhio =
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Quando è stato
l'aromatopea)
modo
nel
Ucciso descrivere
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questo linguaggio
viene definito
Lampo -p richiama PRE-GRAMMATICALE
la fucilata
Emigrazione
-
alla terra ma
tematiche legate
meno ideneizzato
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tendenzallharrazione costoriaun strutture se
&
Pascoli non
condividera
el
emigrazioni
italiana all'estero
↓
Pieno simbolista
Parla di una fam
di ita
emigrati
che tornano in
Italia pk
figlia
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Vanno dai nonni
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sa l'italiano .
>
prima abia l'italia
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piacerà
La parla con un italiano
mistoinglese
sembra uccellino quando conta
- si riferisce a
molly : un
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l'italiaa
moly descrive
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per topi e ratti
Si si Jol
↓ LazioBeppa
non ama
L'Italia
era malata
prepara da mangiare y
molly
mangiare pane
il
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fattoin casa quando cost
abituata a
mangiare
più saporite
emigrati
le persone la vedevano
star" pk
Come "Ca
Nata in America e tornata in it
Y moley
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non
l'Italia
PATRIOTISMO DA PARTE DI
PASCOLI :
poemetto sull'Italia
tornat
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Alla
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le chiederannose
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giusto
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-SIMBOLO
Rosa
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M: semplice , pura
M
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Lo nel convento
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Att .
Ai nobi botanici e
ornotologia vecellini GIARDINO DEL
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convento
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VICINO
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pentimento ?
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Grifad
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ESPERIENZA PROIBITA
Qualcosa tra
rapcitron e
di Rachele
rachele e il fiore che
si apre
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E
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L HA Scritti &vando
so Castelvecchio sulla
RICHIAMA in particolare notte di
MIRICE o sua prima nozze
il tramonto i fiori si
3aprono e ui
e
ai suoi cari
pensa
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- Fallene
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no versi
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- solo una casa farmore a bassa voo
Quella -metonimia
nidixuccelli
metonimia
dell'amico
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passione
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SINTESI ESIA
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A
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dei morti defunti
opposizio-n
cari-mondo nunziale
v
l'ape cerca di tornare
a
VV11
> sono andati
morbosamente
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attratto dalla
Situazione
Ese rimasta
incinta
il fiore è del tutto
umanizzato
↓
I
Olio
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TANTISSIMe
sensazioni
contemporanee
Italo Svevo
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·
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-
anando lsone
Fratello
costretto
FUMARE ↑ a rubare
-baloueva fum.
tutte X non
Farsi scoprire
⑭
ci crede
elinnocenzadee
capire di smettere
Stavamal fumease
I Vizio
->
un
giorno il padre si
accorge
che sparivano i
sigoni
↓
chiede alla madre
TEMPO =
INFUTURO
#
MISTO
Si ammala e deve smettere di fumare, a 20 anni
Prima di some etere di fumare vuole fumare per l’ultima volta> inizia il mito dell’ ultima sigaretta
* Durante la malattia ne fuma molte altre
Disturbo sul disturbo: devo smettere di fumare perché sto male, non riesco a smettere di fumare
da
legge passa chimica - no trovato la mia strada
↓
ultima sigaretta
-nonsiaceva
a
Sigaretta
C-L
L -
> C
Sigaretta
Fumavo aver
qualcoSa
-
& Cul
dare colpa
no problemix
colpa del fumo
non è riuscito
nee suo
intento
>
-
dell'ultima sigaretta
me ed gusto
sempre di +
Le date erano di diversi colori e di diversi tipi, certe date erano preferite per la
concordanza dei numeri, tipo 9 giorno del 9 mese del 1899
Il nuovo secolo porto con sé nuove dat e concordanti
&
gestivalefinanzeI de
Padre
I
inettitudine
y
man mano riesce
atrovare pace
esstimula
a cercare
lavoro
S
Finché il padre era
Vivoriusciva porsiSi
Fiducia in se
Stes
ora i ee
Questo
se il padre non
fosse morto
avrebbe ancora dei
propositi
nonvolevastarvie
se
LA MALATTIA 4
FA ALVICINARE
linettitudine
a
nege
successo
no
L'UNICA cosa In comme
celebrale
malattia
PADRE ZENO , DOTTORE
,
Zend
-
il medico gli applica le
SANGUISUGHE
in realtà Zena
non è convinto che il
CAMBIATO IL SANGUEX
CURARLO
Zenoaugura lamarte
e
non si riprenda - ora senso di colpa
se la prende con
se stesso pk
aveva voluto il padre
morto eDeve
a se
La che voleva
Che il padre
moriva
Ultima cosa che fa il padre -
schiaffo
La pensa che il
padre lo abbia punito pr non lo facera muovere - si
giustifica
Le bugie sono tante in questo romanzo, qui li ammette.
Le bugie fanno parte della tecnica narrativa di Zeno e che rispecchia che sia Inetto
E la tecnica di rispettare tutto ciò che nella psicoanalisi è essenziale: bugie, sogni ecc
Zeno scrive per il dottore, quindi racconta in maniera non veritiera pk sa che il dottore lo leggerà.
Non possiamo parlare di flusso di coscienza pk quello che scrive è detto nell’ ottica che il lettore lo leggerà, perciò non sarà mai completamente reale . Filtra quello che dice perché il dottore dovrà leggerlo
ANACAN
l'ha
omi ha punito o
riusciva
fatto pk non
a respirare quindi-
una valvola
necessitava
di sfogo
Si convince
chenonea
riprende la
La PSICO ANALISI
·
⑤
Fuggito da Trieste, gli chiede di mandargli altri testi, Zeno gli manda le lettere nonostante
&
non le avesse scritte per il medico ma per se stesso in modo che il dottore possa sapere
cosa Zeno pensa di lui
>
A
=
·
a
Non per la terapia
mmmmmm
=> asse
> -
= la vita
L’uomo non ha
sviluppato il suo
corpo, ma ha
creato qualcosa di
esterno per euomo non l'na fatto
sopravvivere
attrezziE
ascillee Dal
Quello che
=
- ha creato la
malattia
Cose che vanno ben oltre della vita e
l’uomo che l’uno
ha creato
Y
se Hie degli
tordignitma ordigni che
non gli
↓
appartengo
pk no detto che chi
no
na t
ordigni abbandona
Sia il + Forte (debole ndo la
Fisicamente
ma tant in
legge della
I
selezione
naturale. Pk
non
sopravvive
più il più
forte ma chi
ha più
L’uomo arriverà a creare un qualcosa incomparabile La ordigni e
L’uomo ha causato le malattie,solo con la distruzione dell’uomo le malattie scompariranno
agli altri, ed un altro uomo lo ruberà. E lo porrà nel chi crea di
punto più alto per colpire tutti idea tanto che vedere quello che succederà Profeziax
ha a con
più
e
L CATASTROFE COSMICA la sua
,
lacritica
immag
>
>
-
-
-
Inizia in mediam res
i
colleghi non capiscono
Che il suo era un caso
naturalissimo
x ll condizioni
in
cui si
trovava e
in cui ha vissuto
ribellato
, molto equilibrato
e si era
Beceuca è un contabile
elenca
tutto quello
Che fa al lavoro
↓
calma , mansueta
at po
· muove la codo
narratore
FAMIGLA
Continuo
alternarsi di
flashback d il
racconto attuale
IMMAGINAZIONE
Discorso
indiretto
libero,non ci
sono virgolette
o inrptro ad un
discorso
diretto.
con
l'immaginazione
poteva prendere unaboCCOta
d'aria nel mondo
Aveva talmente esagerato con il treno che aveva ancora rimasugli, a poco
a poco si sarebbe ricomposto , si sarebbe scusato viaggiando ancora
o con ,immaginazione pero
Ha preso consapevolezza che con l’immaginazione quella vita da bendarto riuscirà ad essere più felice. Torna a
lavoro con l’idea che a volte tornerà quel treno
sezione 1 Da Roma capitale
al primo dopoguerra
La carriola
(NOVELLE PER UN ANNO)
La novella, di ambientazione romana, è la storia perché non se la sente di abbandonare tutto e tutti.
di un serio e rispettabile avvocato e professore Così, per sfuggire al senso di oppressione che pro-
universitario che improvvisamente scopre che i va, si è inventato uno strano e innocuo gioco, che
diversi ruoli sociali che ricopre, per i quali è temuto è così lontano dalla sua immagine pubblica da
e onorato da tutti, compresi i suoi familiari, sono apparire folle. Per questo lo fa di nascosto, attento
solo delle false identità. Il suo vero io non riesce a a non farsi scoprire, anche se esiste un essere che
vederlo nessuno, neppure lui stesso. Tuttavia egli ne è a conoscenza e che glielo fa capire con il suo
non ha la forza di sottrarsi a questa arida realtà, sguardo terrorizzato.
© 2011 RCS Libri S.p.A., Milano/La Nuova Italia – M. Sambugar, G. Salà - Letteratura+
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Unità 11 Luigi Pirandello
e la crisi dell’individuo
© 2011 RCS Libri S.p.A., Milano/La Nuova Italia – M. Sambugar, G. Salà - Letteratura+
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Unità 11 Luigi Pirandello
e la crisi dell’individuo
NON SI RICONOSE IN SE STESSO
85 to; non ero mai stato nella vita; in quella vita, intendo, che potessi riconoscer
mia, da me voluta e sentita come mia. Anche il mio stesso corpo, la mia figu-
ra, quale adesso improvvisamente m’appariva, così vestita, così messa su, mi
parve estranea a me; come se altri me l’avesse imposta e combinata, quella
figura, per farmi muovere in una vita non mia, per farmi compiere in quella
90 vita, da cui ero stato sempre assente, atti di presenza, nei quali ora, improv-
visamente, il mio spirito s’accorgeva di non essersi mai trovato, mai, mai!
Chi lo aveva fatto così, quell’uomo che figurava me? chi lo aveva voluto
così? chi così lo vestiva e lo calzava? chi lo faceva muovere e parlare così?
chi gli aveva imposto tutti quei doveri uno più gravoso e odioso dell’altro?
95 Commendatore, professore, avvocato, quell’uomo che tutti cercavano, che tutti
rispettavano e ammiravano, di cui tutti volevan l’opera, il consiglio, l’assistenza,
che tutti si disputavano senza mai dargli un momento di requie, un momento
di respiro – ero io? io? propriamente? ma quando mai? E che m’importava di
tutte le brighe in cui quell’uomo stava affogato dalla mattina alla sera; di tutto
100 il rispetto, di tutta la considerazione di cui godeva, commendatore, professore,
avvocato, e della ricchezza e degli onori che gli erano venuti dall’assiduo scru-
poloso adempimento di tutti quei doveri, dell’esercizio della sua professione?
Ed erano lì, dietro quella porta che recava su la targa ovale d’ottone il mio
nome, erano lì una donnaFAMIGLIA
e quattro ragazzi, che vedevano tutti i giorni con
105 un fastidio ch’era il mio stesso, ma che in loro non potevo tollerare, quell’uo-
non Si RICONOSCE
NELLA SUA FAM , PK mo insoffribile che dovevo esser io, e nel quale io ora vedevo un estraneo a
e
La VITA Che ha viscUTO Non ca
me, un nemico. Mia moglie? i miei figli? Ma se non ero stato mai io, veramen-
Non è avello che
Sua
, te, se veramente non ero io (e lo sentivo con spaventosa certezza) quell’uomo
volevo
insoffribile che stava davanti alla porta; di chi era moglie quella donna, di chi
110 erano figli quei quattro ragazzi? Miei, no! Di quell’uomo, di quell’uomo che il
mio spirito, in quel momento, se avesse avuto un corpo, il suo vero corpo, la
sua vera figura, avrebbe preso a calci o afferrato, dilacerata, distrutto, insie-
me con tutte quelle brighe, con tutti quei doveri e gli onori e il rispetto e la
ricchezza, e anche la moglie, sì, fors’anche la moglie…
115 Ma i ragazzi?
Mi portai le mani alle tempie e me le strinsi forte.
No. Non li sentii miei. Ma attraverso un sentimento strano, penoso,
angoscioso, di loro, quali essi erano fuori di me, quali me li vedevo ogni
giorno davanti, che avevano bisogno di me, delle mie cure, del mio consi-
120 glio, del mio lavoro; attraverso questo sentimento e col senso d’atroce afa
col quale m’ero destato in treno, mi sentii rientrare in quell’uomo insoffri-
bile che stava davanti alla porta.
Trassi di tasca il chiavino; aprii quella porta e rientrai anche in quella
casa e nella vita di prima.
125 Ora la mia tragedia è questa. Dico mia, ma chi sa di quanti!
Chi vive, quando vive, non si vede: vive … Se uno può vedere la propria
vita, è segno che non la vive più: la subisce, la trascina. Come una cosa
morta, la trascina. Perché ogni forma è una morte8. OGNI MASCHERA PORTA CIUOMO NON VIVERE A LA VITA
8. Se uno… morte: Pirandello gna l’immediatezza dell’esi- trasformazione di se stessi in to la mia esistenza come un
esprime qui una delle sue con- stenza, il semplice stare nel oggetto della propria analisi oggetto e smetto di stare nel
cezioni teoriche più significa- mondo, agire, essere in rela- e della propria riflessione, un mondo, agire, essere in relazio-
tive: la distinzione fra «vita» e zione con gli altri ecc.; il secon- guscio privo di vita. Se io mi ne ecc., quindi è come se fossi
«forma». Il primo termine desi- do termine indica, invece, la fermo a guardarmi vivere, trat- morto.
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Unità 11 Luigi Pirandello
e la crisi dell’individuo
perché non si vedono; perché non riescono a staccarsi più da quella forma
moribonda che hanno raggiunta; non si conoscono per morti e credono
d’esser vivi. Solo si conosce chi riesca a veder la forma che si è data o che gli
135 altri gli hanno data, la fortuna, i casi, le condizioni in cui ciascuno è nato.
Ma se possiamo vederla, questa forma, è segno che la nostra vita non è più
in essa: perché se fosse, noi non la vedremmo: la vivremmo, questa forma,
senza vederla, e morremmo ogni giorno di più in essa, che è già per sé una
morte, senza conoscerla. Possiamo dunque vedere e conoscere soltanto ciò
140 che di noi è morto. Conoscersi è morire.
Il mio caso è anche peggiore. Io vedo non ciò che di me è morto; vedo
che non sono mai stato vivo, vedo la forma che gli altri, non io, mi hanno
data, e sento che in questa forma la mia vita, una mia vera vita, non c’è stata
vede nella
mai. Mi hanno preso come una materia qualunque, hanno preso un cervel-
Non si
145 lo, un’anima, muscoli, nervi, carne, e li hanno impastati e foggiati a piacer
suo forma
loro, perché compissero un lavoro, facessero atti, obbedissero a obblighi,
in cui io mi cerco e non mi trovo. E grido, l’anima mia grida dentro questa
forma morta che mai non è stata mia: – Ma come? io, questo? io, così? ma
quando mai? – E ho nausea, orrore, odio di questo che non sono io, che non
150 sono stato mai io; di questa forma morta, in cui sono prigioniero, e da cui
non mi posso liberare. Forma gravata di doveri, che non sento miei, oppres-
sa da brighe9 di cui non m’importa nulla, fatta segno d’una considerazione
di cui non so che farmi; forma che è questi doveri, queste brighe, questa
considerazione, fuori di me, sopra di me; cose vuote, cose morte che mi
155 pesano addosso, mi soffocano, mi schiacciano e non mi fanno più respirare.
Liberarmi? Ma nessuno può fare che il fatto sia come non fatto, e che
la morte non sia, quando ci ha preso e ci tiene. Ci sono i fatti. Quando tu,
Come potrei io liberarmi
dalla prigione
comunque, hai agito, anche senza che ti sentissi e ti ritrovassi, dopo, negli
atti compiuti; quello che hai fatto resta, come una prigione per te. E come
160 spire e tentacoli t’avviluppano le conseguenze delle tue azioni. E ti grava
attorno come un’aria densa, irrespirabile la responsabilità, che per quelle
azioni e le conseguenze di esse, non volute o non prevedute, ti sei assunta.
E come puoi più liberarti? Come potrei io nella prigione di questa forma
non mia, ma che rappresenta me quale sono per tutti, quale tutti mi conosco-
165 no e mi vogliono e mi rispettano, accogliere e muovere una vita diversa, una
È pessimista, Belluca è riuscito a uscire mia vera vita? una vita in una forma che sento morta, ma che deve sussistere
dalla trappola. Lui sic Heidi come fare a per gli altri, per tutti quelli che 1’hanno messa su e la vogliono così e non
liberi, mette in discussione il fatto che lui
altrimenti? Dev’essere questa, per forza. Serve così10, a mia moglie, ai miei
posso effettivamente liberarsi da quella
maschera. La deve tenere perché la sua figli, alla società, cioè ai signori studenti universitarii della facoltà di legge, ai
forma serve ai suoi figli alla moglie ecc 170 signori clienti che m’hanno affidato la vita, 1’onore, la libertà, gli averi. Serve
così, e non posso mutarla, non posso prenderla a calci e levarmela dai piedi,
ribellarmi, vendicarmi, se non per un attimo solo, ogni giorno, con l’atto che
compio nel massimo segreto, cogliendo con trepidazione e circospezione
infinita il momento opportuno, che nessuno mi veda.
175 Ecco. Ho una vecchia cagna lupetta, da undici anni per casa, bianca e
nera, grassa, bassa e pelosa, con gli occhi già appannati dalla vecchiaia.
Tra me e lei non c’erano mai stati buoni rapporti. Forse, prima, essa non
9. brighe: seccature, gra- approvava la mia professione, che non permetteva si facessero rumori per
ne, grattacapo.
10. Serve così: devo con- casa; s’era messa però ad approvarla a poco a poco, con la vecchiaia; tanto
tinuare a vivere così per- 180 che, per sfuggire alla tirannia capricciosa dei ragazzi, che vorrebbero ancora
ché questo è quello che ruzzare11 con lei giù in giardino, aveva preso da un pezzo il partito12 di rifu-
vogliono tutti.
giarsi qua nel mio studio da mane a sera, a dormire sul tappeto col musetto
11. ruzzare: giocare.
12. aveva preso… partito: aguzzo tra le zampe. Tra tante carte e tanti libri, qua, si sentiva protetta e
aveva scelto. sicura. Di tratto in tratto schiudeva un occhio a guardarmi, come dire:
© 2011 RCS Libri S.p.A., Milano/La Nuova Italia – M. Sambugar, G. Salà - Letteratura+
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Unità 11 Luigi Pirandello
e la crisi dell’individuo
185 «Bravo, sì, caro: lavora; non ti muovere di lì, perché è sicuro che, finché
stai lì a lavorare, nessuno entrerà qui a disturbare il mio sonno».
Così pensava certamente la povera bestia. La tentazione di compiere su lei
la mia vendetta mi sorse, quindici giorni or sono, all’improvviso, nel vedermi
guardato così.
190 Non le faccio male; non le faccio nulla. Appena posso, appena qualche clien-
te mi lascia libero un momento, mi alzo cauto, pian piano, dal mio seggiolone,
perché nessuno s’accorga che la mia sapienza temuta e ambita, la mia sapien-
za formidabile di professore di diritto e d’avvocato, la mia austera dignità di
marito, di padre, si siano per poco staccate dal trono di questo seggiolone; e in
195 punta di piedi mi reco all’uscio a spiare nel corridoio, se qualcuno non soprav-
venga; chiudo l’uscio a chiave, per un momentino solo; gli occhi mi sfavillano
di gioia, le mani mi ballano dalla voluttà che sto per concedermi, d’esser pazzo,
d’esser pazzo per un attimo solo, d’uscire per un attimo solo dalla prigione di
questa forma morta, di distruggere, d’annientare per un attimo solo, beffar-
Hanno stravolto la loro vita solo
200 damente, questa sapienza, questa dignità che mi soffoca e mi schiaccia; corro
concedendosi un momento di follia
a lei, alla cagnetta che dorme sul tappeto; piano, con garbo, le prendo le due
zampine di dietro e le faccio fare la carriola: le faccio muovere cioè otto o dieci
passi, non più, con le sole zampette davanti, reggendola per quelle di dietro.
Questo è tutto. Non faccio altro. Corro subito a riaprire 1’uscio adagio
205 adagio, senza il minimo cricchio13, e mi rimetto in trono, sul seggiolone,
Siamo negli anni della crisi
dell’individuo,gli autori non
pronto a ricevere un nuovo cliente, con l’austera dignità di prima, carico
trovano una condizione di come un cannone di tutta la mia sapienza formidabile.
stabilità per I propri Ma, ecco, la bestia, da quindici giorni, rimane come basita a mirarmi14,
protagonisti. Tutti instabili con quegli occhi appannati, sbarrati dal terrore. Vorrei farle intendere –
210 ripeto – che non è nulla; che stia tranquilla, che non mi guardi così.
Comprende, la bestia, la terribilità dell’atto che compio.
13. cricchio: cigolio.
Non sarebbe nulla, se per ischerzo glielo facesse uno dei miei ragazzi.
14. basita a mirarmi: im- Ma sa ch’io non posso scherzare; non le è possibile ammettere che io scher-
pietrita a guardarmi. zi, per un momento solo; e seguita maledettamente a guardarmi, atterrita.
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5
1
3
V
Descrive
tutto
elamb.
naturale che
Co circonda
PANISMO Fusione
,
con la natura .
&
annunzipersesuperuomSe
quiè x chi
ta
caos/società
&
RIPRENDE
FORESTIERE DELLA
LA CRITICA
VITA
AL CAOSDELL
città
importante pu chiarisce il contesto
orrore
guerra
allegria di
naufragi porto sepolto
FRATELLI : LA FRATELLANZA, LA SOLIDARIETÀ È Fondamentale in tale situaz salva eluomo dalla sua
, fragilità
pr attraverso "milisfiumi" indica le zone che hanno caratterizzato la vita
autobiografico : sua
dilagnato
cavità
=>
morte vita
accostamento antitetico
~ LESSICO RELIGIOSO
SINEDDOCHE X CORPO
circo di prima
*
f
* condizione
precaria
nomadi
BarLUMI DI SPERANZA
O Luce come Vita
della natura
parte della vita
e
Particello sho di far
preso consapevolezza
sente mondo
del
>
- il dolore è
maggiore quando non si parte
nascoste
della natura
&
Truciare insenso
positivo
E pkera ancora piccolo
&periodo Francese
vitasquallida in quee period
del fiume torbido
ma anche
corso ,
accomueato esperienze ed è cresciuto
ha
però
la sua riflessione
compresi
>-
pk da qui è partita
ricordo
dei Fiumi
immagine ossimorica
fiori
coronad Y
elemento positivo
- negativo -
ACCOSTAMENTO
, solitamento
Insolito
non utilizzato X case
max carne
↓
X
dareunimgo
ricerca
in solitudine
attraversato
negative e a
celementopositi
mum
mumorte
-sentivo
Janstrofe
ossimoro ,
o la ami
PARDE AND MATOPEICHE
saba richiama la tradizion
uguali
nonsperimentocome
non sono tutti e se
i rifiuta ca
,
molto prosastico
D'ANNUNZIO,PIOGGIA NEL PINETO
3
LUI AMA LE
COSE SEMPLICI
CORRELATIVO OGGETTIVO
Sinestesia
Piomba Ossimoro
L'ODORE DEL LIMONE
>
-
3
DELLOZAFFERI
FIORE
a
grign
ABBA CDDA
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1
2 .
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tutto quello
FaHo x evitare
tutto
questo
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