APPUNTI PER LA
CLASSE QUINTA
LA COSTITUZIONE
È la legge fondamentale che sta alla base di ogni ordinamento giuridico democratico, in
quanto riconosce e garantisce i DIRITTI e le LIBERTA’ dei cittadini, ne stabilisce i DOVERI e
definisce l’organizzazione politica dello stato.
Presenta le seguenti caratteristiche: è
• Scritta: codifica le norme fondamentali in una carta;
• Votata: è stata approvata dall’Assemblea Costituente quale rappresentate del
popolo;
• Lunga: disciplina dettagliatamente diritti e doveri dei cittadini e l’organizzazione dello
stato;
• Rigida: può essere modificata solo con un procedimento aggravato rispetto
all’ordinario;
• Sociale: richiede allo Stato di impegnarsi a rendere effettivi i diritti dei cittadini;
STRUTTURA DELLA COSTITUZIONE
Principi fondamentali (artt.1-12)
Parte prima (artt. 13-54) : Rapporti civili
Rapporti etico-sociali
Rapporti economici
Rapporti politici
Parte seconda (artt. 55-139): Ordinamento della Repubblica – Parlamento, Presidente della
Repubblica, Governo, Magistratura, Regioni, Province, Comuni, Garanzie costituzionali
Disposizioni Transitorie e Finali.
PRINCIPI FONDAMENTALI
Garantiscono il rispetto dei valori e delle scelte politiche essenziali in cui si riconosce il
nostro Stato.
ART. 1 : PRINCIPIO DEMOCTATICO
“L’Italia è una Repubblica democratica , fondata sul lavoro”
La parola “Repubblica” significa prima di tutto che il capo dello stato non è un Re ma un
Presidente eletto (la forma repubblicana è stata scelta dagli italiani il 2 giugno 1946
attraverso un referendum istutuzionale);
inoltre significa che la comunità è formata da cittadini liberi e uguali.
La parola “Democratica” significa che il potere politico ha la sua fonte nella sovranità
popolare cioè è il popolo che elegge i sui rappresentati.
ART. 2 PRINCIPIO DELL’INVIOLABILITA’ DEI DIRITTI
“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle
formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri
inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”
Tali diritti sono IDISPONIBILI e INTRASMISSIBILI (cioè non si può rinunciare ad essi) e i
doveri previsti sono obbligatori.
ART. 3 PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge , senza distinzione
di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che,
limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della
persona umana..”
Questo articolo stabilisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti
alla legge, implica il divieto di qualsiasi discriminazione, inoltre la Repubblica ha il compito di
rimuovere gli ostacoli che potrebbero impedire ai cittadini di godere pienamente dei diritti di
cui sono titolari.
ART. 4 PRINCIO DEL DIRITTO – DOVERE AL LAVORO
“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che
rendono effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta,
un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”
Il lavoro è un diritto perché è una condizione essenziale per la dignità e libertà dell’uomo. Il
riconoscimento del diritto al lavoro non significa che ogni cittadino debba aspettarsi che lo
Stato gli trovi un lavoro, ma invece che non può impedire di lavorare e che devono esserci
degli interventi a favore dell’occupazione.
Quanto al dovere di lavorare, non si vuole imporre una scelta, ma invitare i cittadini a
contribuire al benessere generale o con un’attività economica che potrebbe essere manuale
o intellettuale, o svolgendo una funzione avente valore sociale e/o culturale.
ART. 5 enuncia tre principi : UNITA’ e INDIVISILIBILITA’ DELLO STATO
AUTONOMIA DEGLI ENTI LOCALI
DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO
“La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua servizi
che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i
metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”
Questo articolo afferma che l’Italia è uno stato unitario e indivisibile. Tuttavia di affermano
due principi che perseguono un modello diverso da quello dello Stato centralizzato: il primo è
il decentramento, in base al quale l’amministrazione pubblica è affidata a organi periferici
dello Stato (come il prefetto, il sindaco); il secondo è quello dell’autonomia, in base alla
quale devono esistere entri pubblici, distinti dallo Stato, che governano parti del territorio e
le popolazioni che vi abitano (come i Comuni, le Regioni etc.).
ART. 6 PRINCIPIO DELLE MINORANZE LINGUIUSTICHE
“La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”
ART. 7 “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e
sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle
due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale”
Tale articolo disciplina i rapporti tra Stato e Chiesa, affermando che ciascuno ha un potere di
comando ognuno nel proprio ordinamento.
I Patti Lateranensi comprendono un trattato e un concordato fra la Santa Sede e lo Stato
italiano e sono stati sottoscritti nel 1929. Sono state apportare delle modifiche nell’accordo
del 1984.
ART. 8 PRINCIPIO DI LIBERTA’ RELIGIOSA
“Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge….”
Questo articolo stabilisce che tutte le religioni hanno il diritto di organizzarsi secondo i propri
statuti a condizione che questi non siano in contrato con l’ordinamento giuridico dello Stato o
al buon costume.
ART. 9 PRINCIPIO DELLA DIFESA DEL PAESAGGIO E DEL PATRIMONIO STORICO E
ARTISTICO
“ La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica….”
L’articolo impegna lo Stato a essere parte attiva nello sviluppo della cultura e della ricerca
scientifica, esistono attualmente vari Ministeri che pongono in essere azioni di questo genere
(ministero dell’istruzione, della tutela del paesaggio etc.).
ART. 10 PRINCIPIO INTERNAZIONALISTA
“L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale
generalmente riconosciute….”
Principio in virtù del quale lo Stato di proclama aperto alla comunità internazionale, e quindi
disposto ad accettare tutto ciò che comporta la partecipazione alle diverse organizzazioni
internazionali.
ART. 11 PRINCIPIO PACIFISTA
Approvata dall’Assemblea genale dell’ONU il 10 dicembre del 1948, è
UNIVERSALE perché riguarda tutti gli esseri umani e rappresenta i principi e valori
nei quali le diverse culture del mondo possono riconoscersi.
La tutela di questi diritti è affidata non solo ai singoli Stati ma anche alle
istituzioni internazionali ed in particolare l’ONU.
La novità della Dichiarazione Universale è l’aver posto al centro
dell’ordinamento internazionale gli INDIVIDUI CON I LORO DIRITTI e non più l’idea
che l’individuo era titolare di diritti solo se apparteneva ad uno Stato.
I valori principali che vengono affermati sono: il divieto di punizioni crudeli, del
genocidio, delle discriminazioni razziali, della tortura, della schiavitù, dei trattamenti
degradanti per i prigionieri politici.
Parte due
VIVERE NELLA SOCIETA’: DIRITTI e DOVERI
LE DIVERSE FORME DI LIBERTA’
ART. 13 Cost. “La libertà personale è inviolabile…”
L’idea di libertà si realizza su due livelli:
1. Nei rapporti tra privati nel senso che nessuno può essere obbligato ad agire
contro la propria volontà, ogni soggetto è tenuto a comportarsi in un dato modo
nei confronti degli altri soltanto se lo vuole;
2. Nei rapporti con lo Stato, poiché lo Stato ha il monopolio della forza, libertà
dell’individuo significa limitare e definire gli ambiti entro i quali lo Stato può
usare i suoi poteri
La Costituzione prende in considerazione la libertà nei sui aspetti materiali come la libertà
personale, libertà di domicilio, libertà di circolazione, etc), nei sui aspetti spirituali (libertà di
religione, libertà di manifestazione del pensiero), sia come diritto individuale sia come diritto
collettivo (libertà di riunione, di associazione).
È possibile limitare la libertà solo se lo prevede una legge del Parlamento preventivamente
conosciuta da tutti e tali limitazioni non devono essere incostituzionali. Un caso eccezionale
di limitazione della libertà personale è la carcerazione per i soggetti che commettono dei
reati.
DIRITTO E TUTELA ALLA SALUTE
L’Organizzazione mondiale della sanità intende la salute come uno stato si completo
benessere fisico, mentale e sociale, al cui mantenimento concorrono non soltanto interventi
curativi, ma anche misure di prevenzione e di riabilitazione, la costituzione afferma che la
Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della
collettività.
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come
mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…”
L’Italia era da pochi anni uscita da una guerra disastrosa e la volontà di pace si traduce in
questa dichiarazione di principio, che limita la guerra soltanto ai casi di difesa del proprio
territorio e dei propri cittadini. Riconoscendo che la pace Può essere favorita da iniziative di
cooperazione internazionale.
ART. 12 “ La bandiera della repubblica è tricolore: verde, bianco, rosso, a tre bande verticali
di eguali dimensioni”.
CHE COS’E’ LA CITTADINANZA
La parola cittadinanza indica il rapporto di appartenenza di un individuo a uno Stato;
riconosce ad ogni individuo un complesso di Diritti e Doveri
I criteri per l’attribuzione della cittadinanza cono regolati dalla legge n. 91 del 1992:
1. È cittadino italiano per nascita:
• Chi nasce da padre o madre italiani, qualunque sia il luogo di nascita (diritto
di sangue)
• Chi nasce in Italia da genitori che non possono trasmettergli nessuna
cittadinanza o perché sono igniti o perché sono aploidi, cioè non hanno
nessuna cittadinanza (per diritto di suolo)
2. Diventa cittadino italiano per legge:
• Il minore di anni 18 adottato da cittadini italiani
• Il figlio minore di 18 anni quando uno dei due genitori acquisisce la
cittadinanza italiana
3. La cittadinanza italiana viene concessa:
• Al coniuge straniero o aploide di un cittadino italiano, dopo 2 anni di
residenza in Italia o dopo 3 anni di matrimonio
• Al cittadino di uno Stato membro dell’Unione Europea che risiede in Italia da
almeno 4 anni
• All’aploide che risiede in Italia almeno da 5 anni
• Allo straniero che risiede in Italia da almeno 10 anni.
I diritti di cittadinanza sono diversi a secondda degli Stati, i quali decidono quali diritti e quali
doveri attribuire ai proprio cittadini. Questo principio è stato messo in discussione durate e
dopo la seconda guerra mondiale dopo che violente dittature cancellarono i diritti di libertà e
doveri politici dei cittadini.
La comunità internazionale alla fine del conflitto ritenne necessario definire delle regole e dei
valori comuni, su queste basi che nel 1945 fu istituita l’ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI
UNITE (ONU), e nel 1948 fu approvata dall’Assemblea generale la DICHIARAZIONE
UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI.
ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE
Nata nel 1945 su iniziativa delle potente che avevano vinto la II guerra mondiale: Stati
Uniti, Unione Sovietica, Francia e Regno Unito. Inizialmente l’accordo fu sottoscritto da 49
Stati, l’Italia nel 1955, oggi ne sono 192.
Ha sede a New York.
Ha lo scopo di :
• Mantenere la pace e la sicurezza internazionale
• Sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli fondate sul principio dell’uguaglianza
dei diritti
• Conseguire le cooperazioni internazionali per la risoluzione dei problemi
internazionali di tipo economico, culturale o umanitario
• Promuovere e incoraggiare il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà
fondamentali.
Le attività dell’ONU sono gestite da alcuni organi:
1. ASSEMBLEA GENERALE: formata da rappresentati di tutti gli Stati membri. Ha
facoltà di discutere di qualsiasi argomento di carattere internazionale e adottare
raccomandazioni per gli Stati membri;
2. CONSIGLIO DI SICUREZZA: composto da un totale di 15 membri, di cui 5 Stati
membri permanenti (Cina, Stati Uniti, Russia, Francia, Regno Unito) che hanno il
diritto di veto cioè il voto contrario di uno solo di essi può bloccare qualsiasi
decisione, e 10 Stati membri non permanenti eletti per 2 anni;
quest’organo ha il potere decisionale cioè ha il compito di assumere decisioni,
chiamate RISOLUZIONI, che devono essere rispettate dagli Stati. Le Risoluzioni
vengono adottate con l’obiettivo di far cessare un atto di aggressione o la
violazione della pace da parte di uno Stato membro. Se lo Stato non cessa sarà
sanzionato con: l’interruzione parziale o totale dei rapporti economici (embargo),
sospensione delle comunicazioni ferroviarie, aeree ecc., interruzione delle
relazioni diplomatiche, con i ritiro da parte degli Stati dei propri ambasciatori.
3. SEGRETARIO GENERALE: ha il compito di dare esecuzione alle decisioni del
Consiglio, rappresenta l’ONU nel mondo e medie le controversie
4. CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA: giudica le controversie tra Stati
5. CONSIGLIO ECONOMICO E SOCIALE: promuove lo sviluppo economico.
LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI
Per fare in modo che il diritto alla salute non resti lettera morta occorre che ci sia una polita
sociale cioè dei provvedimenti che ne consentano l’attuazione come ad esempio delle leggi
che limitano l’inquinamento ambientale, che regolino le condizioni di salute e di sicurezza sui
posti di lavoro, che vietino la produzione di beni di consumo nocivi e pericolosi.
Inoltre occorre che vengano create delle strutture sanitarie dove tutti possano essere curati
indipendentemente dai mezzi economici di cui dispongono perché chi è malato ha il diritto
ad essere curato.
LA TUTELA DEL LAVORO
ART. 36 “ Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del
suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a se e alla sua famiglia un’esistenza libera
e dignitosa…”
La Costituzione tende a fissare alcune regole essenziali sulle condizioni di lavoro:
• La retribuzione deve essere proporzionata al lavoro prestato
• L’età minima per lavorare coincide con la conclusione del periodo d’istruzione
obbligatorio cioè 15 anni
• È la legge che deve fissare la durata massima della giornata lavorativa
• Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e alle ferie annuali retribuite
• Lo Stato deve mettere in atto un sistema previdenziale pubblico per proteggere i
lavoratori dai rischi derivanti da infortuni sul lavoro e malattie, invalidità, vecchiaia e
disoccupazione volontaria.
I lavoratori sono liberi di aderire a un sindacato, che sono associazioni private nate per la
difesa degli interessi dei lavoratori. Il compito principale del sindacato è quello di stipulare
periodicamente contratti collettivi di lavoro che stabiliscono per ciascun settore i diritti e i
doveri dei lavoratori e dei datori di lavoro.
LA PARTECIPAZIONE POLITICA
Art. 48 Cost. “ Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la
maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”.
In tutte le democrazie i membri della collettività partecipano alla formazione delle decisioni
prese dagli organi che esercitano il potere politico.
Come prima cosa la Costituzione prevede la regola dell’elettività cioè sono i cittadini
eleggono direttamente il Parlamento, quindi il voto è uno strumento attraverso il quale i
cittadini scelgono i propri rappresentanti.
Il voto per essere valido deve essere: personale, libero e segreto.
Oltre ad essere un diritto, il voto è un dovere civico.
Un altro importante strumento di partecipazione è il Referendum Abrogativo, i cittadini
vengono chiamati a decidere se mantenere in vita oppure abrogare una legge in vigore.
Altri strumenti di partecipazione sono:
• I cittadini possono essere chiamati a confermare o non confermare una legge
costituzione già votata dal Parlamento;
• 50.000 elettori possono presentare progetti di legge alle Camere (cosiddetta
iniziativa popolare)
• L’iniziativa popolare è prevista anche per le leggi regionali
• Tutti i cittadini, non solo gli elettori, possono rivolgere petizioni alle Camere per
chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.
I PARTITI POLITICI
Art. 49 Cost. “ Tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per
concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”
I partiti politici sono associazioni private libere che hanno il compito di concorrere a
determinare la politica nazionale e che essi devono attenersi al metodo democratico.
I partiti cercano di interpretare i bisogni, le opinioni e gli interessi dei cittadini formulando
programmi politici che al momento delle elezioni presentano insieme ai propri candidati e
fanno propaganda cercando i orientare a proprio favore il voto degli elettori, in modo da
poter conquistare il maggior numero di posti all’interno del Parlamento.
Parte tre: Lo Stato Democratico
IL PARLAMENTO
È l’organo costituzionale che rappresenta il popolo e che esercita il potere legislativo.
È formato da due camere:
1. CAMERA DEI DEPUTATI:
• Ha sede a Roma Palazzo Montecitorio
• I rappresentati possono essere votati dai cittadini che hanno compiuto
18 anni
• Possono candidarsi i cittadini che hanno compiuto 25 anni
• È composta da 630 membri
2. CAMERA DEI SENATORI:
• Ha sede a Roma a Palazzo Madama
• I rappresentati possono essere votati dai cittadini che hanno compito 25
anni
• Possono candidarsi i cittadini che hanno compiuto 40 anni
• E’ composto da 315 membri
Le Camere hanno gli stessi poteri (bicameralismo perfetto), sono elette ogni 5 anni.
Le funzioni principali del Parlamento ne sono due :
1. La Funzione Legislativa che consiste nell’approvare le leggi
2. La Funzione di Indirizzo Politico cioè la determinazione degli obiettivi che lo Stato
deve realizzare.
La Formazione di una legge richiede un procedimento a fasi successive:
1) L’INIZIATIVA: presentare una proposta di legge ad una delle due Camere (la
proposta può pervenire da un membro del Parlamento, del Governo, dalle Regioni,
dai cittadini );
2) DISCUSSIONE e APPROVAZIONE: consiste nella discussione sul contenuto della
proposta e nell’approvazione del testo da parte di ciascuna Camera (se una delle
due camere non approva il progetto, la proposta decade)
3) La PROMULGAZIONE: è l’atto solenne con il quale il Presidente della Repubblica
firma la legge
4) La PUBBLICAZIONE : avviene sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica, dopo 15
giorni dalla pubblicazione la legge entra in vigore.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
È il capo dello Stato, attualmente tale carica è ricoperta da Sergio Mattarella, e
rappresenta l’unità nazionale, è il garante della Costituzione perché egli deve assicurare
che vengano rispettate le regole costituzionali da parte di tutti gli organi dello Stato.
E’ eletto dal Parlamento in seduta comune, a cui si aggiungono 3 rappresentati per
ciascuna Regione (Valle d’Aosta solo un rappresentante).
Per le prime tre votazioni è richiesta la maggioranza dei 2/3 dei componenti, invece per
le successive la maggioranza assoluta (50% + 1).
Può essere eletto qualsiasi cittadino che abbia compiuto 50 anni di età e goda dei diritti
civili e politici.
Il presidente eletto dura in carica 7 anni ed è rieleggibile.
I POTERI sono:
• Indice le elezioni delle Camere e ne fissa la prima riunione
• Scioglie le Camere alla scadenza o anticipatamente
• Promulga le leggi
• Nomina il Presidente del Consiglio e su proposta di questo i Ministri
• Emana i decreti legge, decreti legislativi e regolamenti del Governo
• Ha il comando delle forse armate e presiede il Consiglio Supremo di Difesa
• Preside il Consiglio superiore della Magistratura
• Può concedere la grazia e commutare le pene
• Nomina 5 giudici della Corte costituzionale
• Può nominare 5 senatori a vita
• Ratifica i Trattati Internazionali con l’autorizzazione, quando occorre, delle Camere
• Dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.
IL GOVERNO
È un organo costituzionale titolare della funzione esecutiva, è composto dal Presidente
del Consiglio dei Ministri e dai Ministri, tale carica ora è ricoperta Giuseppe Conte, i quali
insieme formano il Consiglio dei Ministri.
Il Governo viene nominato dal Presidente della Repubblica, ma poi deve ottenere la fiducia
del Parlamento. La procedura di formazione è la seguente:
• Il Presidente della Repubblica affida l’incarico di formare il Governo ad una persona
che ritiene che possa ottenere la fiducia dal Parlamento (solitamente questa persona
coincide con l’esponente del partito che ha vinto le elezioni)
• Se questa persona accetta viene nominato Presidente del Consiglio dei ministri e,
dopo una sua proposta vengono nominati i ministri
• Dopo la nomina il Presidente del Consiglio e i ministri prestano giuramento nelle
mani del Presidente della Repubblica e da questo momento il Governo entra in
carica
• Entro 10 giorni il Presidente del Consiglio deve presentarsi innanzi a ciascuna
Camera per esporre il programma politico del Governo e ottenere la fiducia. Se una
sola delle Camere non approva il programma il Governo è costretto a dimettersi.
Il Governo esercita, entro limiti stabiliti dalla Costituzione, anche il potere normativo
infatti può adottare Decreti Legge e Decreti Legislativi, che sono atti aventi forza di legge
(significa che hanno lo stesso valore delle leggi approvate dal Parlamento).
I DECRETI LEGGE: vengono emanati dal Governo in casi di necessità e d’urgenza perché
bisogna intervenire tempestivamente ed il Parlamento non potrebbe farlo perché
impiegherebbe troppo tempo. Il decreto legge emanato entra in vigore immediatamente
dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il Palamento però entro 60 giorni deve
convertirlo in legge altrimenti perde efficacia.
I DECRETI LEGISLATIVI: vengono emanati nel caso in cui bisogna disciplinare una materia
molto ampia e complicata che richiede delle competenze tecniche specifiche, in questi casi il
Parlamento può delegare il compito al Governo stabilendo i limiti e i termini che devono
essere rispettati.
LA MAGISTRATURA
È titolare della funzione giurisdizionale che consiste nel verificare se vi sia stata
violazione di una norma ed eventualmente imporre una sanzione.
Questa funzione è esercitata dai Giudici che emanano delle sentenze alla fine di ogni
processo che può essere di tre tipi:
• Civile: che riguarda gli atti illeciti che comportano la lesione di un diritto soggettivo
di una persona (ad esempio il mancato pagamento di un debito)
• Penale: riguarda invece i reati cioè quegli illeciti che oltre a ledere i diritti di altri
soggetti turbano anche l’ordine sociale
• Amministrativa: riguarda i provvedimenti non conformi alle norme giuridiche della
Pubblica amministrazione (ad esempio l’esclusione illegittima di un candidato da un
concorso pubblico.
Appartengono alla magistratura anche i PUBBLICI MINISTERI che non esercitano la funzione
giurisdizionale, ma hanno l’obbligo di avviare un processo penale quando hanno notizia che
sia stato commesso un reato. Nel corso del procedimento hanno il ruolo di sostenere
l’accusa cioè quello di provare la colpevolezza dell’imputato.
Per garantire l’indipendenza della Magistratura, la Costituzione ha previsto un organo
chiamato CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA al quale spettano tutte le
decisioni relative alla carriera del magistrati (assunzione, assegnazione incarichi e delle sedi,
trasferimenti, procedimenti disciplinari, promozioni).
È composto da 27 membri: Presidente della Repubblica, procuratore della Corte suprema di
cassazione, 16 magistrati eletti da tutti i magistrati ordinari, 8 esperti di diritto eletti dal
Parlamento in seduta comune.
LA CORTE COSTITUZIONALE
Composta da 15 giudici (5 eletti dal Parlamento in seduta comune, 5 nominati dal
Presidente della Repubblica e 5 sono eletti dalle più altre magistrature delle Stato come la
Corte dei Conti etc). Ciascun giudice dura in carica 9 anni e non è rieleggibile.
Le sue funzioni sono:
• quello di controllare che le legge ordinarie rispettino la Costituzione. Se la Corte
giudica incostituzionale una legge, questa viene eliminata;
• decidere sui conflitti di attribuzione fra gli organi dello Stato oppure fra Stato e
Regioni;
• giudica il Presidente della Repubblica quando il Parlamento lo abbia accusato di alto
tradimento o attentato alla Costituzione
• decide sull’ammissibilità dei referendum abrogativi.
IL DECENTRAMENTO DEL POTERE POLITICO
La costituzione fonda lo Stato democratico sul principio dell’autonomia, in base al quale
accanto allo Stato esistono enti territoriali governati da organi rappresentativi e dotati di
poteri e funzioni regolamentati da norme costituzionali.
Lo Stato italiano si sviluppò dopo l’Unità (1981) come Stato unitario con un’organizzazione
politica centralizzata. Dopo l’esperienza fascista, che accrebbe la centralizzazione del potere,
l’Assemblea costituente confermò la scelta unitaria, riconoscendo però le autonomie locali.
Nel 1970 si ebbe l’istituzione delle Regioni. Un vero e proprio processo di trasformazione
verso l’autonomia dello Stato è stato avviato a partire dagli anni novanta del Novecento.
L’art. 5 Cost. afferma che “la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le
autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento
amministrativo…..”.
Le Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni costituiscono le autonomie locali chiamati
anche enti territoriali che hanno le seguenti caratteristiche:
• sono previsti e regolati dalla Costituzione e potrebbero essere eliminato solo
modificando la Costituzione
• sono enti territoriali nel senso che sul loro territorio esercitano il loro potere
• sono enti rappresentativi perché i loro organi sono eletti direttamente o
indirettamente dai cittadini
La legge costituzionale del 2001 ha riscritto quasi totalmente il Titolo V che disciplinava
questi enti. Le nuove norme riconoscono l’autonomia a tali enti che consiste in:
1. autonomia politica: fare scelte politiche indipendentemente dallo Stato
2. autonomia statutaria: cioè posso creare un proprio Statuto (atto simile alla
Costituzione dove vengono stabiliti i principi fondamentali sull’organizzazione e
funzionamento dell’ente)
3. autonomia amministrativa: nelle materie di propria competenza ogni ente può
scegliere i criteri e le modalità di svolgimento dell’attività amministrativa
4. autonomia finanziaria: l’ente può scegliere come procurarsi i mezzi finanziari
necessari per far fronte ai proprio compiti e quelli di scegliere come impiegarli.
LE REGIONI
Gli organi delle Regioni previsti dalla Costituzione sono:
Ø il CONSIGLIO REGIONALE eletto ogni 5 anni dai cittadini residenti in quella regione,
esercita la funzione di indirizzo politico, approva lo Statuto e le leggi
Ø la GIUNTA REGIONALE formata dal Presidente della Giunta e dagli assessori che
sono nominati dal Presidente stesso, svolge la funzione esecutiva
Ø il PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE è il PRESIDENTE DELLA REGIONE,
rappresenta la Regione, promulga le leggi e i regolamenti, viene eletto direttamente
dai cittadini insieme al Consiglio.
L’art.117 Cost. disciplina le competenze sulle materie :
• competenza esclusiva dello Stato: materie in cui solo lo Stato può creare delle leggi
(per esempio cittadinanza, immigrazione, difesa dello Stato, moneta)
• competenza concorrente Stato e Regioni: sia lo Stato che le Regioni possono
creare delle leggi su queste materie (istruzione, salute, porti e aereoporti)
• competenza esclusiva delle Regioni: comprendono le materie residuali cioè non
comprese negli elenchi precedenti.
I COMUNI
È l’organo più vicino al cittadino, provvede ai bisogni più immediati della vita
collettiva (illuminazione dei luoghi, strade urbane, cimiteri etc.)
Gli organi dei Comune sono: il Consiglio comunale eletto ogni 5 anni dai cittadini, è
l’organo di indirizzo politico-amministrativo che delibera gli atti più importanti come lo
Statuto, i regolamenti, i bilanci e le imposte comunali. La Giunta comunale formata dal
Sindaco e dagli assessori, decide sulle materie non riservate al consiglio.
Il Sindaco è eletto ogni 5 anni insieme al Consiglio, ha il compito di rappresentare il
Comune, guida l’amministrazione comunale e ne è responsabile.
LE PROVINCE
Tra i compiti più importanti ci sono il piano territoriale di coordinamento
(insediamenti industriali, zone residenziali, edilizia scolastica) e quelli legati alla tutela
ambientale (prevenzione delle calamità naturali, controlli sugli scarichi delle acqueo ogni).
Gli organi provinciali sono :
- il Consiglio provinciale, eletto ogni 5 anni e ha i compiti più importanti come
l’approvazione dello Statuto, dei regolamenti ecc.
- la Giunta provinciale, formata dal Presidente e dagli assessori. È l’organo esecutivo.
- Il Presidente della Provincia è eletto dai cittadini. Rappresenta la Provincia, convoca
e presiede la Giunta.
LE CITTA’ METROPOLITANE
Sui grandi territori le funzioni che spettavano prima alle Province oggi sono esercitate
dalle Città metropolitane.
CITTADINI D’EUROPA
L’integrazione europea è un processo iniziato negli anni cinquanta del Novecento,
quando sei Stati fondatori (Belgio, Francia, Italia, Paesi Bassi, Repubblica federale
tedesca e Lussemburgo) decisero, attraverso l’istituzione della Comunità europea del
carbone e dell’acciaio (Ceca), di dar vita ad una comunità economica aperta all’adesione
di nuovi Paese. Questo fu il primo passo verso la formazione di un’organizzazione
sovranazionale, com’è oggi l’Unione europea, dotata di propri poteri ai quali sono
soggetti sia gli Stati sia i cittadini che ne fanno parte.
“Interessi individuali e interessi generali”
Nessuna condizione sarebbe per l’uomo più misera della solitudine. Le società
umane, nonostante le manchevolezze e i mali da cui sono afflitte, posseggono sempre
qualcosa di buono, non fosse altro perché realizzano la natura sociale dell’uomo.
In una società umana che si regge democraticamente, cioè dove le leggi non siano
frutto della volontà di un tiranno, ma saggia opera di cittadini eletti dal popolo, le
leggi tendono a garantire il bene comune e perciò vengono percepite dalla collettività
come giuste, eque e vengono di solito rispettate senz’altro ( ad esempio, le norme che
attribuiscono pari dignità sociale ai cittadini).
Altre norme, invece, come quelle che stabiliscono l’espropriazione per pubblica
utilità o quelle che determinano l’imposizione fiscale, non appaiono immediatamente
coincidenti né con il bene della collettività, né con il bene del singolo a cui questi
obblighi toccano. Pur se è vero che il rifiuto di tutti i cittadini di adempiere tali doveri
distruggerebbe la società stessa, è altresì vero che il singolo tenterà di sfuggirvi, con
la speranza che non vi sfuggano gli altri, e che quindi il bene collettivo (e in questo il
suo) siano assicurati, senza che egli ne debba pagare il prezzo.
Più nel dettaglio, possiamo dire che lo Stato e gli altri enti pubblici territoriali
(Regioni, Province e Comuni) ricavano il danaro necessario per garantire ai cittadini i
pubblici servizi attraverso due forme di imposizione fiscale: le tasse e le imposte.
La tassa: la tassa è una somma di denaro dovuta dai privati secondo il principio della
controprestazione. Si tratta cioè del pagamento di una somma per la prestazione di
un servizio offerto da parte di un ente pubblico. Sono tasse ad esempio quelle
universitarie, la tassa che si paga per usufruire dei mezzi pubblici, le tasse
aeroportuali e così via.
L’imposta: L'imposta è costituita da un prelievo coattivo di ricchezza non connesso
ad una specifica prestazione da parte dello Stato o degli altri enti pubblici.
La principale distinzione è tra le imposte dirette e le imposte indirette.
Sono dirette le imposte che colpiscono direttamente il reddito o il patrimonio.
Sono indirette le imposte che non colpiscono direttamente il reddito ma una
manifestazione dello stesso, come può essere il consumo di un bene.
Le principali imposte dirette sono:
IRPEF: imposta sul reddito delle persone fisiche (presupposto dell'imposta è il
possesso di redditi, in denaro o in natura);
IRES: imposta sul reddito delle società;
IRAP: imposta sulle attività produttive (colpisce il valore della produzione delle
imprese);
IMU: imposta municipale (presupposto dell'imposta è il possesso di beni immobili).
Le principali imposte indirette sono:
Imposta di Registro (è dovuta al momento della registrazione di determinati atti);
Imposta sul valore aggiunto (I.V.A.): è un'imposta generale sui consumi, che
colpisce solo l'incremento di valore che un bene o un servizio acquista ad ogni
passaggio economico;
Imposta di bollo (per la produzione, richiesta o presentazione di determinati
documenti).
“La solidarietà sociale nelle sue diverse
forme”
In tutti i tempi della Storia vi sono state lotte tra le differenti classi sociali (patrizi e
plebei nell’antica Roma, signori e servi della gleba ne Medioevo ecc.). Tuttavia il
contrasto non è stato mai così esasperato da quando la società si è trasformata da
agricola-artigianale, in società industriale.
Con la Rivoluzione industriale (seconda metà del XIX secolo), infatti, sono nate due
nuove classi sociali: da un lati i detentori dei mezzi di produzione, e cioè i capitalisti,
i proprietari cioè delle fabbriche, e dall’altro la classe operaia, sfruttata e sottopagata,
costretta a prestare la propria opera in locali malsani e per molte ore al giorno
(questione sociale).
La gravità del problema ha fatto nascere vari tentativi per alleviare il disagio del
proletariato: si va dal socialismo di stampo marxista e rivoluzionario, che mira alla
soppressione della proprietà privata e all’istituzione di una società collettivistica, alla
soluzione pacifica proposta dalla Chiesa cattolica che, invece della lotta di classe,
auspica una collaborazione tra le varie classi sociali.
Da quando la “questione sociale” è nata molti progressi sono stati fatti, anche se
siamo ancora lontani da uno stato di vera giustizia sociale.
Come sappiamo, la Costituzione della Repubblica italiana afferma all’art.1 che
“l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
La Repubblica riconosce il diritto al lavoro e si impegna al promovimento delle
condizioni che rendono effettivo questo diritto. Oltre a ciò, la nostra Costituzione
assume nei riguardi dei lavoratori altri impegni, e cioè:
a) La cura della formazione e dell’elevazione professionale dei lavoratori;
b) Il favorire gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e
regolare i diritti del lavoro;
c) La libertà d’emigrazione e la tutela del lavoro italiano all’estero;
d) Il principio dell’equa retribuzione de lavoratore;
e) L’eguaglianza dei diritti della donna lavoratrice;
f) La tutela del lavoro minorile;
g) La previdenza e l’assistenza agli inabili al lavoro;
h) Il diritto di organizzazione sindacale e di sciopero;
i) La collaborazione dei lavoratori nella gestione aziendale.
“Lo Stato e il cittadino: rappresentanza
politica ed elezioni.”
La società è l’unione di uomini che tendono a realizzare uno scopo comune, in
modo stabile e duraturo.
Tutte le società umane possono essere distinte in due gruppi fondamentali:
a) Società libere: sono quelle che nascono per realizzare scopi che non
corrispondono a esigenze fondamentali della natura umana, ma piuttosto a
gusti o desideri (ad esempio, le società sportive);
b) Società necessarie: sono invece quelle che corrispondono a finalità essenziali
della natura umana; esse sono:
- La famiglia, le cui finalità essenziali sono la procreazione, l’allevamento e
l’educazione dei figli;
- La società civile, ossia l’umana convivenza armoniosamente cooperante
alla soddisfazione delle esigenze umane;
- Lo Stato, che è la società umana più importante e rappresenta
l’organizzazione politica di un popolo.
La sovranità è il potere di governare lo Stato. La sovranità comprende tre poteri
fondamentali: il potere legislativo (cioè il potere di fare le leggi), il potere esecutivo
(cioè il potere di attuare le leggi e di amministrare tutto ciò che è di pubblico
interesse), il potere giudiziario (cioè il potere di far rispettare le leggi e applicare le
sanzioni in caso di trasgressione).
Caratteri e prerogative dello Stato sono: l’indipendenza, la territorialità e la
personalità giuridica (cioè lo Stato è esso stesso soggetto di diritti e di obblighi).
Lo Stato può essere dittatoriale, se il potere di governare appartiene ad una sola
persona o ad un gruppo di persone, o democratico, quando la sovranità appartiene al
popolo che dunque si autogoverna. Lo Stato democratico è costituzionale, in quanto
la sua legge fondamentale è la Costituzione che garantisce solennemente i diritti e le
libertà dei cittadini, e rappresentativo perché in esso tutti i cittadini idonei al voto
eleggono i loro rappresentanti tramite libere elezioni.
L’Italia è una Repubblica democratica. La sovranità infatti appartiene al popolo, che
la esercita nelle forme e nei limiti stabiliti dalla Costituzione.
La Costituzione italiana non è, come lo Statuto Albertino, una costituzione
“concessa” al popolo da un monarca, ma è una “Carta” che venne proposta, emendata
e votata da un’assemblea (l’Assemblea Costituente) i cui membri erano stati eletti dal
popolo il 2 giugno del 1946, in occasione di quel referendum costituzionale con il
quale venne scelta, come forma di governo, quella repubblicana.
Attualmente, il Parlamento italiano è composto da due Camere che hanno uguali
diritti e prerogative (così detto bicameralismo perfetto). Esse sono: la Camera dei
Deputati, composto da 630 membri, e dal Senato della Repubblica, composto da 315
membri elettivi più i senatori a vita, e cioè gli ex presidenti della Repubblica e i
senatori che sono nominati dal Presidente della Repubblica per alti meriti in campo
culturale, artistico o sociale.
Il Parlamento dura in carica 5 anni (così detta “legislatura”); la sua funzione
principale è quella legislativa: ogni legge ordinaria della Repubblica deve essere
approvata dalle due Camere nell’identico testo, dopo di che viene promulgata dal
Presidente della Repubblica e poi pubblica sulla Gazzetta Ufficiale.
La suprema carica dello Stato è quella di Presidente della Repubblica che
rappresenta l’unità dello Stato. Egli viene eletto dal Parlamento in seduta comune e
dura in carica 7 anni.
Il Governo della Repubblica ha la funzione di eseguire le leggi (funzione esecutiva)
e amministrare la cosa pubblica (funzione amministrativa). Esso è costituito dal
Presidente del Consiglio dei Ministri, il quale dirige la politica generale del
Governo e ne è responsabile, e dai Ministri, ciascuno dei quali è al vertice di tutta
l’attività amministrativa alla quale è preposto e a tutti gli uffici pubblici a lui
gerarchicamente subordinati.
La Magistratura ha la funzione giurisdizionale, cioè il potere di amministrare la
giustizia. Essa è autonoma, cioè non dipende dagli altri due poteri, legislativo ed
esecutivo, e fa capo ad un autonomo organo, il Consiglio Superiore della
Magistratura (CSM) presieduto dal Presidente della Repubblica.
Gli Enti Autonomi Territoriali sono:
-La Regione. I suoi organi sono: il Consiglio regionale (potere legislativo), la
Giunta regionale (potere esecutivo), il Presidente della Giunta regionale (unisce sia
il potere del Presidente della Repubblica, sia quello del Presidente del Consiglio dei
Ministri).
La Provincia (organi: il Consiglio provinciale la Giunta provinciale e il Presidente
della Giunta provinciale).
Il Comune (organi: Consiglio comunale, Giunta comunale e Sindaco).