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FIORESE ELEONORA

LA CRISI DELLE CERTEZZE

FRIEDRICH NIETZCHE
BIOGRAFIA:
LA FORMAZIONE
▸ 1844 nasce a Rocken (Lipsia)
▸ studia filologia classica a
Bonn, inizia a leggere
Schopenhauer

▸ 1869 (24 anni) ottiene la


cattedra di filologia a Basilea

▸ 1872 pubblica: “La nascita


della tragedia”

▸ Inizia la sua amicizia con


Wagner, di cui diventa un
ammiratore
LA MALATTIA
▸ sempre più frequentemente colpito da emicranie,
attacchi di vomito e disturbi alla vista rinuncia alla
sua cattedra.

▸ Inizia a muoversi tra Svizzera, Italia e Francia, alla


ricerca di un clima favorevole alla sua malattia

▸ 1888 trova dimora stabile a Torino


▸ 1889 manifesta la prima crisi di follia
▸ 1900 muore ignaro del successo delle sue opere
LA FILOSOFIA
DELLA CRISI:
▸ La riflessione di Nietzsche si
lega alla crisi dell’uomo
europeo, del cristianesimo e
della sua morale.

▸ FILOSOFIA DELLA CRISI: crisi


di sistemi di valori, di credenze
di certezze e critica di una
civiltà e di una cultura
destinate alla decadenza

▸ Afferma di essere consapevole


di essere egli stesso un
decadente, ma che a differenza
degli altri lo ha capito e di
essere una fine e un inizio.
LE TRE FASI DEL
PENSIERO:
1° FASE:
scritti giovanili: periodo wagneriano-
shopenhaueriano, i due artisti erano gli unici in
grado di esprimere una visione tragica e quindi
vera dell’esistenza.

▸ Shopenhauer ha rivelato l’irrazionalità della vita, il


vuoto dei valori e l’assenza di uno scopo ultimo

▸ Wagner ha espresso una visione nuova, tragica


dell’esistenza, esaltando le energie vitali
dell’individuo
2° FASE:
▸ Nietzsche contro Schopenhauer: ignora le energie vitali

▸ Nietzsche contro Wagner: la sua musica è simbolo di decadenza

▸ La scienza diventa un’illusione necessaria (Dio è morto)

3°FASE:

▸ il nichilismo viene trasformato nella prospettiva


dell’Oltreuomo (= umanità che sa superare i suoi limiti)

▸ si afferma la teoria della volontà di potenza


Giorgio Colli (1917-1979), filosofo torinese
LA FILOSOFIA
DELLA TRAGEDIA:
La realtà, secondo Nietzsche,
è generata dall'incontro-
scontro di due principi
opposti: rifacendosi alla
mitologia greca li individua
rispettivamente nelle divinità
di Dioniso ed Apollo

Ciò accade similmente a


come la generazione dipende
dalla dualità dei sessi,
attraverso una continua lotta
e una riconciliazione che
interviene solo
periodicamente.
APOLLO:
Dio di tutte le capacità figurative, dio divinante, plastico,
della scultura.

Il «risplendente», la divinità della luce, della bella parvenza.

In lui vi è moderata limitazione, calma piena di saggezza.

DIONISO:
Dio dell’ebbrezza, dell’impulso, dell’orgia, della
sfrenatezza, della musica.

Un Dio che salta da un luogo all’altro, canta, danza (feste


dionisiache).
APOLINNEO E DIONISIACO IN NIETZSCHE
APOLLINEO DIONISIACO

incline a forme limpide e


incline all’impulso (istinto)
armoniche (ragione)

si origina dall’energia vitale,


si origina da una “fuga”
dalla creatività e dalla piena
davanti alla legge del
partecipazione al divenire
divenire
del mondo
scultura e poesia epica musica
(sogno) (ebrezza)
LA TRAGEDIA:
▸ Inizialmente la sensibilità greca era di
carattere dionisiaco: caratterizzata dal
dramma della vita, dalla morte e dagli
aspetti orribili dell’essere.

▸ Infatti l’apollineo nasce dal tentativo di


sublimare il caos, ossia dallo sforzo di
trasformare l’assurdo in qualcosa di
definito e armonico, capace di rendere
accettabile la vita.

▸ Nella Grecia presocratica apollineo e


dionisiaco erano opposti, con l’età
attica (Sofocle e Eschilo) i due impulsi si
armonizzarono dando origine a
capolavori
SPIRITO TRAGICO, OLTRE SCHOPENHAUER:
▸ La celebrazione dello spirito
tragico, come compresenza di
apollineo e dionisiaco,
coincide con la celebrazione
della vita stessa.

▸ Da Schopenhauer Nietzsche
trae la tesi del carattere
doloroso e raccapricciante
dell’essere, respingendo la
tematica dell’ascesi.
LA VITA:
▸ La vita è: dolore, lotta, distruzione, crudeltà,
incertezza, errore. Non ha ne ordine ne scopo.

▸ Esistono due atteggiamenti possibili:


1. Rinuncia e fuga (Schopenhauer)

2. Accettazione della vita così com’è


(superuomo)
BISOGNA DIRE SI ALLA VITA:
▸ Nietzsche sceglie di essere un discepolo di Dioniso e
dice “SI” alla vita e al mondo, attraverso l’incarnazione
di tutte le passioni che affermano la vita in modo pieno
e totale.

▸ MONDO = gioco estetico e tragico, costituito dalla


lotta tra gli opposti primordiali della vita e della morte
che soltanto l’arte può comprendere.

l’arte ha natura metafisica in quanto essa è


un organo della filosofia
CRITICA DEI CONTEMPORANEI:
▸ Nietzsche afferma che la sintesi tra apollineo e dionisiaco è
stata compromessa da un prevalere dell’apollineo.

▸ Questo processo di corruzione della tragedia attinge la sua


espressione dall’insegnamento razionalistico e ottimistico di
Socrate.

▸ La decadenza della tragedia funge da spia della decadenza


della civiltà occidentale stessa, che porta l’uomo teoretico
(apollineo) a violentare la vita con le “sferza dei suoi
sillogismi”

Ideale di una rinascita della cultura tragica centrata


sull’arte, in particolare sulla musica (di Wagner)

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