Martino Colombo 4H
Meditazioni Metafisiche e Discorso sul Metodo
Le "Meditazioni Metafisiche" di Cartesio sono uno dei suoi lavori filosofici più importanti. In
quest'opera, Cartesio esplora una serie di argomenti fondamentali attraverso una serie di
meditazioni o riflessioni.
Alcuni dei temi principali affrontati nelle "Meditazioni Metafisiche" includono:
1. Dubito e Certezza: Cartesio inizia dubitando di tutto ciò che può essere dubitato,
mettendo in discussione le credenze e le conoscenze che possiamo avere.
Tuttavia, arriva alla certezza del suo esistere tramite il famoso "Cogito, ergo sum".
2. Esistenza di Dio: Cartesio cerca di dimostrare l'esistenza di Dio attraverso un
argomento basato sulla perfezione. Argumenta che l'idea di Dio come entità
perfetta non può derivare da lui stesso, quindi deve essere stata messa nella sua
mente da un essere più perfetto (cioè Dio stesso).
3. Dualismo Mente-Corpo: Esplora la distinzione tra la mente e il corpo, sostenendo
che la mente è una sostanza distinta dal corpo e può esistere indipendentemente
da esso.
4. Natura del mondo esterno: Cartesio affronta la questione dell'affidabilità della
conoscenza del mondo esterno e come possiamo avere certezza su ciò che
percepiamo attraverso i sensi.
Le "Meditazioni Metafisiche" rappresentano un percorso filosofico complesso attraverso
cui Cartesio cerca di stabilire una base solida per la conoscenza, esaminando temi
riguardanti l'esistenza di sé, l'esistenza di Dio, la natura della realtà e la relazione tra
mente e corpo.
Dubito e Certezza:
Il "Cogito, ergo sum" di Cartesio è una famosa affermazione filosofica che significa
"Penso, dunque sono". È un punto di partenza fondamentale nella filosofia di Cartesio e
rappresenta la base del suo approccio al ragionamento filosofico e alla ricerca della
conoscenza certa.
Il pensiero del cogito cartesiano si concentra sull'idea che, mentre tutto potrebbe essere
messo in dubbio, l'atto stesso del dubitare o del pensare implica l'esistenza di chi pensa.
In altre parole, anche se dubiti di tutto ciò che ti circonda (sensazioni, percezioni,
esperienze), non puoi dubitare del fatto che stai dubitando, il che dimostra che c'è un "tu"
che sta svolgendo questa azione di pensiero. Questo "tu" è la base indubitabile
dell'esistenza: il soggetto pensante.
Cartesio utilizza il cogito come punto di partenza per costruire la sua filosofia, cercando di
stabilire una base solida e indubitabile per il sapere. A partire dal cogito, cerca di
dimostrare l'esistenza di Dio e l'affidabilità del mondo esterno attraverso il suo famoso
"deus deceptor" (Dio ingannatore) e l'idea del dubbio metodico.
In breve, il pensiero del cogito cartesiano afferma che la consapevolezza del proprio
pensiero è la prova fondamentale dell'esistenza di sé stesso come entità pensante e, da
questo punto di partenza, Cartesio cerca di costruire un sistema filosofico solido e
affidabile.
Dualismo Mente-Corpo:
Cartesio considera il corpo umano come una macchina biologica complessa, soggetta alle
leggi della fisica e della meccanica. Tuttavia, secondo la sua prospettiva dualistica, il corpo
e la mente sono entità separate e distinte. La mente, o l'anima pensante, è per Cartesio
l'essenza dell'essere umano, mentre il corpo è una sorta di macchina fisica che interagisce
con il mondo materiale.
Nel "Discorso sul Metodo", Cartesio parla del corpo umano principalmente in relazione alla
sua teoria della visione, in cui spiega il funzionamento dell'occhio e il modo in cui
l'immagine visiva è interpretata dal cervello. Utilizza l'anatomia e la fisiologia per illustrare i
processi corporei e mostra come il corpo agisca in risposta agli stimoli esterni.
La distinzione cartesiana tra corpo e mente è centrale nella sua filosofia e nel "Discorso
sul Metodo" fa riferimento al corpo come parte integrante dell'essere umano, ma separato
e distintivo dalla mente.
Natura del mondo esterno:
La concezione di Cartesio sulla natura del mondo esterno è parte integrante della sua
filosofia. La sua teoria del mondo esterno è influenzata dal dualismo mente-corpo e dalla
sua ricerca di certezza e conoscenza indubitabile.
Cartesio considera il mondo esterno come composto da materia estesa (res extensa),
costituita da sostanze materiali e fisiche. Queste sostanze estese sono soggette alle leggi
della fisica, come il movimento e l'estensione nello spazio.
Tuttavia, Cartesio è cauto riguardo alla nostra conoscenza del mondo esterno basata sui
sensi. Egli sostiene che le percezioni sensoriali possono essere ingannevoli e non
affidabili. Ad esempio, sebbene possiamo percepire il mondo attraverso i sensi, Cartesio
dubita che possiamo fidarci completamente di queste percezioni in quanto potrebbero
essere illusorie o false.
Cartesio ritiene che la conoscenza certa possa essere ottenuta solo attraverso la ragione
e il pensiero chiaro e distinto. Quindi, mentre riconosce l'esistenza di un mondo esterno di
sostanze materiali, sospetta della capacità dei sensi di fornire una conoscenza sicura e
indubitabile su di esso.
La sua visione del mondo esterno come res extensa (materia estesa) è fondamentale
nella sua filosofia, ma al contempo Cartesio è cauto nell'affidarsi esclusivamente alle
percezioni sensoriali per comprendere la realtà esterna. Questo atteggiamento critico nei
confronti delle percezioni sensoriali sottolinea la sua enfasi sulla ragione e sul pensiero
razionale come strumenti principali per ottenere una conoscenza certa e indubitabile.
In sintesi, il "Discorso sul Metodo" presenta il metodo cartesiano di ricerca della
conoscenza, inizia con l'affermazione dell'esistenza indubitabile del soggetto pensante e
sviluppa il dubbio metodico come strumento per raggiungere una conoscenza certa e
distinta. Discute anche l'applicazione di questo metodo nella scienza, nell'educazione e
nella sfera etica, ponendo le basi per la filosofia e la scienza moderne.