Appunti Macroeconomia PDF
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CONTABILITA’ NAZIONALE:
La contabilità nazionale si occupa della definizione e della misurazione delle grandezze economiche
aggregate, fra cui troviamo il PIL (reale e nominale), il tasso di disoccupazione, l’indice dei prezzi e il tasso
di inflazione.
• PIL
Il PIL (prodotto interno lordo) è la quantità prodotta in un sistema economico (produzione aggregata).
Esistono tre definizioni del PIL equivalenti fra di loro:
- PIL come somma del valore dei beni e dei servizi finali, ossia quei beni e quei servizi non strumentali alla
produzione di altri beni (beni intermediari) in quanto questi sono incorporati in quelli finali.
- PIL come somma del valore aggiunto nell’economia. Per valore aggiunto si intende la differenza fra il
valore di un bene dopo una certa lavorazione e il valore del bene prima di essa
- PIL come somma dei redditi dell’economia. Nei redditi rientrano i salari, i profitti e le imposte indirette.
Possiamo intendere il PIL come sia come produzione aggregata, sia come reddito aggregato (sono sempre
uguali).
Precisazioni:
L’investimento in beni capitale è considerato come domanda finale, quindi rientra nel calcolo del PIL. Il bene
capitale si distingue dal bene intermedio in quanto quest’ultimo viene consumato completamente durante la
produzione e viene incorporato interamente nel bene finale per cui non sarà considerato direttamente nel
calcolo del PIL.
Per quanto riguarda i beni invenduti, si parla di incremento indesiderato delle scorte che, per convenzione,
comporta la trasformazione del bene in un investimento.
Esistono altre misure di produzione aggregata:
- Il PIN (prodotto interno netto), che si ottiene sottraendo i costi dell’ammortamento dal PIL
- Il PNL (prodotto nazionale lordo), che si ottiene sommando i redditi dei cittadini (nel PIL si intendono i
residenti) di un determinato paese
- Il PIL al costo dei fattori, che si ottiene sottraendo le imposte dirette dal PIL e aggiungendo a questa
differenza i trasferimenti alle imprese.
L’indice dei prezzi al consumo (IPC) rappresenta i prezzi medi di un certo paniere di beni molto consumati.
Viene misurato in valuta e considera il paniere di una famiglia media urbana.
IPC e deflatore del PIL si distinguono in quanto il primo determina i prezzi dei beni CONSUMATI mentre il
deflatore calcola i prezzi dei beni PRODOTTI.
E’ importante evitare una situazione di inflazione alta in quanto presenta diverse problematiche come
incertezza nell’economia o difficoltà nella stipulazione dei contratti.
Il target di inflazione della BCE è circa del 2%.
• TASSO DI DISOCCUPAZIONE
La popolazione totale si divide in popolazione attiva (>15 anni) P
• Forza lavoro (L = N + U)
- Occupati N
- Disoccupati U
Fuori dalla forza lavoro (P - L)
• Popolazione attiva
• Occupati: persone che lavorano
• Disoccupati: persone che non lavorano, ma che cercano attivamente lavoro
• Fuori dalla forza lavoro: persone minori di quindici anni e le persone che non lavorano né cercano un
lavoro come i pensionati, studenti, casalinghi, scoraggiati (persone che vorrebbero lavorare ma non
cercano perché pensano di non poterlo fare, e neet (not in Education, employment or training).
2. IL MODELLO REDDITO-SPESA
• INTRODUZIONE
La produzione aggregata dipende da diversi fattori:
- Dalla domanda di beni: all’aumentare della domanda la produzione aumenta
- Dall’offerta di beni, ossia dalla capacità produttiva del sistema economico
- Dal livello tecnologico, dalla quantità di capitale e dal capitale umano disponibile.
Questi tre fattori tuttavia hanno orizzonti temporali diversi:
- Nel breve periodo (1 anno) le variazioni della produzione sono dovute a fattori di domanda
- Nel medio periodo (1 decennio) le variazioni della produzione sono dovute al capitale, al livello
tecnologico e alla forza lavoro
- Nel lungo periodo (+ decenni) le variazioni della produzione sono dovute al livello di istruzione, al tasso
di risparmio e al ruolo del governo
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Il breve periodo (materia di cui ci occuperemo) viene presentato da due modelli:
- Il modello reddito-spesa (il mercato dei beni) in cui il livello di produzione di equilibrio dipende
dall’equilibrio sul mercato dei beni
- Il modello IS-LM, in cui si aggiunge il mercato finanziario, e il livello di produzione di equilibrio dipende
dall’equilibrio tra mercato dei beni e mercato finanziario
Nel breve periodo si presenta un’interazione circolare fra i 3 diversi elementi di produzione, reddito e
domanda:
- le variazioni della domanda provocano variazioni della produzione
- Le variazioni della produzione provocano variazioni del reddito
- Le variazioni del reddito provocano variazioni della domanda
• COMPOSIZIONE DEL PIL
Per i nostri scopi, scomponiamo la domanda aggregata (Z) dal punto di vista degli impieghi, ossia
analizzando come vengono utilizzate le risorse dell’economia.
Il PIL per definizione è costituito da:
- Consumo (C): beni e servizi acquistati dai consumatori finali
- Investimento (I): somma degli investimenti residenziali (da parte delle famiglie) e degli investimenti per la
produzione (da parte delle imprese), ossia l’acquisto di nuovi impianti e macchinari
- Spesa Pubblica (G): beni e servizi acquistati dal governo
- Esportazioni nette (NX), che si distinguono in:
A) esportazioni X (+): beni e servizi nazionali venduti all’estero. Essendo domanda da parte di residenti
esteri, va aggiunta alla domanda aggregata
B) Importazioni IM (-): beni e servizi acquistati all’estero. Dato che gli acquisti vengono conteggiati in C, G
e I, le importazioni sono da sottrarre alla domanda aggregata
Si parla di avanzo quando il valore delle esportazioni è maggiore rispetto al valore delle importazioni
X - IM > 0. Si tratta di disavanzo quando X - IM < 0
• IPOTESI SEMPLIFICATRICI
Assumeremo che l’economia è chiusa agli scambi con l’estero, dunque non esistono importazioni ed
esportazioni:
- tutti i beni vengono prodotti e consumati all’interno del sistema economico
- Non prendiamo in considerazione i cambiamenti dovuti a politiche monetarie fiscali e monetaria sugli altri
sistemi economici
- Non consideriamo il tasso di cambio
Inoltre analizzeremo le caratteristiche dei sistemi economici nel breve periodo, quindi assumiamo che:
- i prezzi siano costanti
- La curva di offerta delle imprese sia sempre orizzontale (le imprese offriranno sempre qualsiasi quantità
ad un dato prezzo).
• DOMANDA DI BENI
La domanda di beni nazionali è definita come: Z = C + I + G + NX
Essa aumenta oConsumo
(si riduce) all’aumentare (o al ridursi) di una delle quattro categorie da cui è formato.
Poiché assumiamo che l’economia sia chiusa agli scambi con l’estero, poniamo NX = 0,
dunque Z = C +DaI + G dipende il consumo?
cosa
• CONSUMO + Dal reddito disponibile Consumo
(Y d ), che è definito dalla di↵erenza tra:
Il consumo dipende positivamente (+) dal reddito disponibile Yd, definito come la differenza fra
+ reddito totale (Y )
(+) reddito totale (Y) e tasse (T )
(-) tasse (T)Da cosa dipende il consumo?
Il consumo dipende positivamente dal reddito disponibile
+ Dal✓ ◆
reddito✓disponibile◆
(Y d ), che è definito dalla di↵erenza tra:
C +
Y dreddito
= C totale
Y T (Y )
+
tasse (T ) +
dove
Il consumo è una funzione lineare crescente del reddito, per cui all’aumentare del reddito il consumo cresce
c0 > 0 è il consumo di sussistenza o consumo autonomo, che corrisponde al
Una funzione esplicita
consumo totale quando il reddito disponibile è nullo . Può essere interpretato
come parametro che cattura fiducia dei consumatori.
• DOMANDA
Domanda di beni nazionali
DI BENIdiNAZIONALI
La domanda beni nazionali, sotto le assunzioni viste finora, è data da:
La domanda di beni nazionali, è data da: ✓ ◆
La domanda di beni nazionali,Zsotto
⌘ C Yassunzioni
le d
+ I¯ +viste
Ḡ finora, è data da:
✓ ◆ +
Y d + I¯ + Ḡ
⌘ C segue:
che può quindi essere riscrittaZcome +
Si ricorda che c0 (consumo
Z ⌘ come
c0 + csegue: ¯ autonomo) è la parte del
che può quindi essere riscritta 1 (Y T ) + I + Ḡ
consumo che è autonomo dal
Z ⌘ c0 + c1 Y c1 T + I¯ + Ḡ reddito disponibile
Z ⌘ c0 + c1 (Y T ) + I¯ + Ḡ
Z ⌘ +c1 Y + c0 c1 T + I¯ + Ḡ
Z ⌘ c0 + c1 Y| c1 T{z + I¯ + Ḡ }
A
Z ⌘ +c1 Y + cc0 Y +
c1 T ¯
Z⌘ |1 A{z+ I + Ḡ}
A
La domanda autonoma, A, è la parte
Z ⌘dic1domanda
Y + A che non dipende dal reddito
A rappresenta la Macroeconomia
domanda
La domanda autonoma,
autonoma, che
A, è la non
parte didipende
domanda
Il mercato dei beni
dalche
reddito
non dipende dal reddito 30 / 120
4 di 32
Macroeconomia Il mercato dei beni 30 / 120
• PRODUZIONE
Il livello di produzione (Y), quindi l’offerta dei beni, non dipende dal prezzo dei beni (poiché
avevamo assunto che le imprese sono disposte ad offrire qualsiasi quantità ad un dato prezzo), ed è
sempre uguale alla domanda Y = Z. Reddito e produzione sono indicate entrambe dalla Y, poiché
reddito aggregato e produzione aggregata sono uguali.
Equilibrio sul mercato Equilibrio
dei beni sul mercato dei beni
• EQUILIBRIO SUL MERCATO DEI BENI
In equilibrio la domanda
In equilibrio è uguale
domanda all’offerta (Z =domanda
In equilibrio
= o↵erta: Y) ma dato che
= o↵erta:
Z =Y Z =Y
ma Z ⌘ c0 + c1 Y T̄ + I¯ma Z ⌘ c0 + c1 Y
+ Ḡ T̄ + I¯ + Ḡ
quindi: quindi: allora:
c0 + c1 Y T̄ + I¯ + Ḡ = cY0 + c1 Y T̄ + I¯ + Ḡ = Y
Y = c1 Y + c0 c1 T̄ + I¯ + Ḡ
Y = c1 Y + c0 c1 T̄ + I¯ + Ḡ
| {z } | {z }
Spesa autonoma Spesa autonoma
1 1
Y = c0 c1 T̄ +YI¯ +
= Ḡ c0 c1 T̄ + I¯ + Ḡ
1 c
| {z 1} | {z }|1 {zc1} | {z }
Spesa autonoma Spesa autonoma
Moltiplicatore Moltiplicatore
Macroeconomia IlMacroeconomia
mercato dei beni Il mercato dei beni 35 / 120 3
Il reddito dunque, o produzione, di equilibrio dipenderà dal moltiplicatore e dalla spesa autonoma, e
si trova esattamente all’intersezione fra la funzione di domanda aggregata e la retta a 45* (punti in
cui la domanda è uguale all’offerta). Tuttavia nel mondo reale produzione e domanda non sono
necessariamente uguali, poiché le imprese spesso detengono scorte di magazzino:
- Se si domandaIl dimoltiplicatore
più rispetto alla produzione (Y < Z), le scorte di magazzino si riducono
(investimento in scorte negativo)
- Se si produce di più rispetto alla domanda (Y > Z), le scorte di magazzino aumentano
(investimento in scorte positivo) Y ⇤ = 1
· c0 c1 T̄ + I¯ + Ḡ
1 c | {z }
| {z 1} Spesa autonoma
• IL MOLTIPLICATORE Moltiplicatore
Il moltiplicatore keynesiano, o moltiplicatore del mercato dei beni o del reddito, è pari a:
Il moltiplicatore keynesiano, o moltiplicatore del mercato dei beni, o moltiplicatore
del reddito, è pari a
1
m=
1 c1
5 di 32
Il moltiplicatore
Supponiamo che la spesa pubblica aumenti, dunque:
- G aumenta, dunque aumenta
Il processo Z poiché
si ferma l’aumento
quando Y = Z ,dicioèspesa fa aumentare la domanda di beni
quando:
- se Z aumenta, aumenta anche Y poiché è necessaria una produzione maggiore, e dato che
produzione e reddito aumenta, aumenterà 1
Y ⇤ = anche il reddito · c0 disponibile
c1 T̄ + I¯ + Yd
Ḡ
- Se Yd aumenta, aumenterà anche C poiché avendo 1
| {z }
c1 più| reddito {zdisponibile } si tende a consumare
Spesa autonoma
(comprare) maggiormente Moltiplicatore
Una variazione della domanda/spesa autonoma induce un aumento più che proporzionale del
reddito di equilibrio. Una variazione pari a 1 della spesa autonoma, induce una variazione della
produzione Y pari al moltiplicatore (moltiplichiamo il moltiplicatore per la variazione che è pari a
1).
Esempio: supponiamo che c1 sia uguale a 0.8. Il moltiplicatore dunque è pari a 5: un aumento della
one dellaspesa
domanda autonoma:
autonoma pari a 1, induce adrappresentazione
un aumento del reddito grafica
di equilibrio pari a 5! (5 x 1)
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Supponiamo un aumento della domanda autonoma:
- La retta della domanda aggregata Z trasla verso l’alto
- Al reddito Y*, la domanda aggregata Z è maggiore del reddito di equilibrio iniziale (Z1 > Y*)
- Gli imprenditori quindi aumentano la produzione fino a quando sarà eguagliata alla domanda (Y1
= Z1)
- Al reddito Y1 (dopo l’aumento della produzione), la domanda aggregata è Z2 > Y1
- … Cosa accade quando varia la domanda autonoma?
- Il processo di aggiustamento
Rappresentazione grafica porta al nuovo equilibrio
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Variazione della propensione Sealvaria la propensione al consumo, varia il moltiplicatore, dunque il reddito di
consumo
equilibrio. Supponiamo che l’economia sia caratterizzata dalla domanda aggregata
(per semplicità poniamo T = 0):
Se varia la propensione al consumo, varia il moltiplicatore, dunqueZ il=reddito
c0 + c1diY + I¯ + Ḡ
• VARIAZIONE DELLA PROPENSIONE AL CONSUMO:
equilibrio. Supponiamo che l’economia sia caratterizzata dalla domanda aggregata
Supponiamo un aumento della propensione al consumo c1, ponendo le tasse T = 0
(per semplicità poniamo T = 0): e che vi sia un aumento della propensione marginale al consumo
Z = c0 + c1 Y + I¯ + Ḡ Z = c0 + c10 Y + I¯ + Ḡ
• RISPARMIO E INVESTIMENTO
E’ possibile considerare l’uguaglianza tra produzione e domande, in modo equivalente come
l’uguaglianza tra risparmio e investimenti.
La definizione di risparmio si suddivide in:
- Risparmio privato (S): S = Yd - C quindi S = Y - T - C
- Risparmio pubblico: T - G. Se T - G > 0 sia avanzo di bilancio, se T - G < 0, si ha disavanzo
pubblico.
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Risparmio = Investimento
E’ possibile riscrivere la condizione di equilibrio sul mercato dei beni come:
Possiamo riscrivere la condizione di equilibrio sul mercato dei beni come
Y =C +I +G
sottraggo T ad entrambi i termini
Y T =C +I +G T
sottraggo C ad entrambi i termini
( Y - T - G ) = S = Risparmio Y T C =I +G T
(Y T C) = I (T G)
S =I (T G)
I = S + (T G)
uguaglianza tra investimento e risparmio totale, dato dalla somma tra risparmio
privato e risparmio pubblico
Gli investimenti quindi corrispondono alla somma del risparmio pubblico e del risparmio privato
(risparmio totale). Macroeconomia Il mercato dei beni 79 / 120
Latrovare
Per funzione del risparmio
l’equilibrio dalla equazione I = S + ( T - G ), partiamo dalla funzione del risparmio
privato:
Partiamo dalla funzione di risparmio privato:
S =Y T C
S =Y T c0 c1 (Y T)
S= c0 + (1 c1 ) (Y T)
Otteniamo la funzione del riparmio
S= c0 + (1 c1 ) Y d
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Equilibrio: Investimento = Risparmio
In equilibrio, il risparmio privato deve essere uguale all’investimento meno il
Nella condizione di equilibrio, il risparmio debe essere uguale all’investimento meno il risparmio
risparmio pubblico:
pubblico: S = I - ( T - G )
Sostituiamo il risparmio privato conS la = funzione
I (T del G ) risparmio
condizione di equilibrio
sostituiamo la funzione del risparmio nella condizione di equilibrio
c0 + (1 c )(Y T) = I (T G)
| {z1 }
S
Riordiniamo i termini
I = c0 + (1 c1 )Y (1 c1 )T + T G
Risolviamo per la produzione
(1 c1 )Y = c0 + I T +G +T c1 T
1
Y = (c0 + I + G c1 T )
(1 c1 )
Macroeconomia Il mercato dei beni 83 / 120
Macroeconomia Paradosso
Il mercato dei beni del Risparmio 85 / 120
• IL PARADOSSO DEL
L’intersezione tra RISPARMIO:
la funzione rappresentante la condizione di equilibrio e la funzione del risparmio
Che cosa succede nel momentodiinequilibrio.
determina la produzione cui i consumatori decidono
Cosa accade di aumentare
se i consumatori il risparmio,
decidono di aumentareperil risparmio, ad esempio
esempio riducendo la parte autonoma del consumo riducendoc0la(vale
parteanche per c1)?:
autonoma del consumo, c0 (ma vale anche se si riduce c1 )?
- si riduce c0, e di conseguenza aumenta Paradosso
il risparmio
Si del
riduce Risparmio
c 0 (si riduce la domanda autonoma!)
- Ma si riduce anche il reddito di equilibrio, poichè
Per confermare
⇤ 1
l’equazione Y = (1 c1 ) (c0 + I + G c1 T ) implica che la produzione di
la conclusione calcoliamo la variazione del risparmio S usan
equilibrio si riduce
funzione del risparmio.
E’ come se l’aumento di risparmio fosse compensato da una riduzione del reddito di equilibrio.
Cosa succede al risparmio? Equazione del risparmio privato:
Infatti se consideriamo la variazione del reddito di equilibrio
Variazione consumocome:
autonomo: c0
S = c0 +
Variazione del reddito di equilibrio (1 c1 )(Y
dipende T)
dal moltiplicatore:
1
Y = 1 c1 c 0
Dalla funzione del risparmio sappiamo che la viariazione del risparmio sar
c0 aumenta (diventa meno negativo) ! risparmio aumenta
tassazione non varia!):
Y si riduce ! risparmio diminuisce
E↵etto netto? S= c0 + (1 c1 ) Y
Macroeconomia Il mercato dei beni
S= c0 + (1 c1 ) Y
C = c0 + c1( 1 - t )Y
La domanda aggregata:
1
= 3.12
1 c1 (1 t)
11 di 32
Macroeconomia Il mercato dei beni 93 / 120
Rispetto al grafico con le imposte fisse, l’intercetta aumenta mentre la pendenza si riduce
Nel caso in cui il governo decidesse di aumentare l’aliquota fiscale, t1 > t, otterremmo una
La funzione ha la stessa
intercetta ma pendenza minore!
12 di 32
Trasferimenti
Trasferimenti: domanda
Yd = Y aggregata ed equilibrio
T + TR = (1 t)Y + TR
la domanda aggregata:
Macroeconomia Il mercato dei beni 98 / 120
Z ⌘ c0 + c1 (1 t)Y + I + G + c1 TR
13 di 32
• IL DEFICITIl DELLO
deficit delSTATO
bilancio pubblico (BD, budget deficit) è dato dalla di↵erenza tra
Il deficit del bilancio
uscite edpubblico (BD,
entrate per budgetpubblico.
il settore deficit) è definito come la differenza tra le uscite e le
entrate per il settore pubblico: BD = G + TR - T
BD = -G
(entrate) +{zTR} |{z}
| (uscite) T
uscite entrate
1
BD = G t G
1 c1 (1 t)
| {z } moltiplicatore
Y
Dato che
1
t >0
1 c1 (1 t)
E poiché ilLamoltiplicatore
spesa pubblicahainvalore
parte sipositivo,
ripaga dala sola
spesa in pubblica
termini disientrate
ripagafiscali!
da sola in termini di entrate
fiscali. A seguito
Il deficit di un aumento della spesa pubblica, il deficit aumenta di meno rispetto
di bilancio
all’aumento di G (a causa del moltiplicatore).
Macroeconomia
Variazione spesa pubblica Il mercato dei beni 105 / 120
Tuttavia è possibile che il moltiplicatore sia maggiore di uno, e che quindi l’aumento del deficit
superi l’aumento
E’ possibile stesso della
che l’aumento spesa
delle pubblica:
entrate superi l’aumento delle uscite? Questo è
possibile solo se
1 Tuttavia la condizione t > 1 non
t >1
1 c1 (1 t) è mai soddisfatta, quindi il
deficit aumenterà sempre in
Perciò quando misura minore rispetto alla
spesa pubblica
t>1 ! t
c1 + c1 t |{z} c1 t > 1 c1
da cui
(1 c1 )t > 1 ! t>1
c1 |{z}
da cui
• IL MERCATO FINANZIARIO
Esistono diverse tipologie di attività finanziarie:
- La moneta: costituita dai mezzi di pagamento
- Le obbligazioni: titoli che hanno rendimento e durata predeterminati. Sono infatti titoli a basso
rischio
- Le azioni: sono titoli rischiosi, le cosiddette “quote di società”, il loro rendimento è costituito da
una quota dei profitti della società
Raggruppiamo le obbligazioni e le azioni in una sola categoria: i titoli
I titoli:
- I titoli non possono essere usati direttamente come mezzo di pagamento
- I titoli Pagano un tasso di interesse, i
- Gli agenti devono decidere in quale forma detenere la loro ricchezza, in titoli o moneta
Funzione
Domanda delladi
domanda realerappresentazione
Moneta: di moneta esplicitandografica
il tasso di interesse, dato il reddito:
11 / 128
11 / 128
f1 1 Md
i =
Supponiamo una variazione del redditoY
f 2 Y’’,fne conseguirà una traslazione della domanda reale di
2 P
Domanda
moneta di Moneta: rappresentazione grafica
Funzione della domanda reale di moneta esplicitando il tasso di interesse, dato
il reddito.
12 / 128
f1 00 1 Md
i= Y
f2 f2 P
Se varia il reddito, la domanda reale di moneta trasla.
Domanda di titoli 13 /
16 di 32 14 / 128
tasso di interesse-ditasso di interesse
equilibrio: i⇤ di equilibrio: i*
-
Il tasso di interesse Si
ditrova sostituendo
equilibrio la condizione
è il punto di equilibrio
in cui domanda e o↵erta di
nella
s funzione
moneta sono uguali M /P = M /P . d della domanda di moneta:
Lo troviamo sostituendo la condizione di equilibrio nella funzione della
domanda di moneta:
f1 1 Ms
i⇤ = Y
f2 f2 P
di interesse di equilibrio: i⇤ 16 / 128
Riprendendo il discorso precedente, secondo cui un aumento del reddito comporta un aumento della
19 / 128
17 di 32
E’ la Banca Centrale a controllare l’offerta di moneta attraverso operazioni di mercato aperto, ossia
mediante l’acquisto o la vendita di titoli contro moneta: (bisogna immaginare la banca come
elemento escluso dagli agenti, come se fosse una figura esterna):
- Acquisendo titoli → aumenta la moneta in circolazione (diminuiscono i titoli)
-
mercato deiVendendo
titoli titoli → si riduce la moneta in circolazione (aumentano i titoli)
riazione dell’o↵erta
4. L’aumento del prezzo implica a sua volta una riduzione del tasso d’interesse
5. Un intervento restrittivo di mercato aperto (politica monetaria restrittiva?) avrebbe l’effetto
opposto: vendita di titoli da parte della Banca Centrale, scende il prezzo dei titoli e aumenta il
tasso d’interesse
Ms = f1 M è l’o↵erta
1 M
i⇤ M
= Y idi
⇤ moneta decisa dalla Banca Centrale
è il tasso di interesse di equilibrio
f2 f2 P
f1 1 M
i⇤ = caso:
Nel secondo Y i⇤ è il tasso di interesse di equilibrio
f2 f2 P
Nel caso B, il tasso di interesse èNel
datoi i==īi tratteggiato,
secondo caso: ī è il mentre
tasso diMs è l’offerta
interesse di moneta
deciso di Centrale
dalla Banca
equilibrio: Ms
i = ī = f1īY è il ftasso dis interesse
è l’o↵ertadeciso dalla Banca Centrale
2 ī M di moneta di equilibrio
Ps
M
= f1 Y f2 ī M s è l’o↵erta di moneta di equilibrio
P
30 / 128
30 / 128
18 di 32
Se la banca Centrale decide di controllare il tasso d’interesse, dovrà adeguare l’offerta dei moneta
in modo da mantenere il tasso di interesse al livello desiderato:
- Tasso di interesse esogeno
a Banca Centrale controlla
- Offerta di il tasso di interesse
moneta endogena:
e varia la domanda di moneta, deve variare l’o↵erta di moneta per mantenere
tasso di interesse al livello desiderato.
34 / 128
39 / 128
La LM:
f1 1 Ms
i= Y
f2 f2 P
55 / 128
56 / 128
57 / 128
57 / 128
20 di 32
Supponiamo Lache
curva LMCentrale decida di aumentare l’offerta di moneta: la LM trasla poiché si
la Banca
Con o↵erta di moneta data
riduce il tasso d’interesse di equilibrio (l’intercetta si riduce)
Se la Banca Centrale decide di aumentare l’o↵erta di moneta la LM trasla.
La curva LM La curva LM
Con tasso di interesse dato Con tasso di interesse dato
Assumiamo che la Banca Centrale voglia mantenere il tasso di interesse Assumiamo che la Banca Centrale voglia
al livello del target. Se aumenta l’o↵erta di moneta, il tasso di interesse di equilibrio si riduce
al livello del target.
per ogni livello del reddito. L’intercetta della LM si riduce.
Il tasso di interesse
Assumiamo è ila=Banca
che ī a qualsiasi
Centralelivello di mantenere
voglia reddito il tasso di interesse al livello di di
Il tasso target:
58 /interesse
128 è i = ī a qualsias
La Banca Centrale
La banca controlla
Centrale l’o↵erta
controlla di moneta
l’offerta per mantenere
di moneta il tasso
per mantenere di il tasso d’interesse
fisso di
La Banca Centrale controlla l’o↵erta
interesse di equilibrio al livello desiderato
equilibrio, dunque deve offrire la quantità di moneta desiderata al tasso d’interesse i: di equilibrio al livello desid
interesse
La Banca Centrale deve o↵rire la quantità di moneta domandata al tasso La Banca Centrale deve o↵rire la qu
di interesse ī :
Ms Dato il tasso d’interesse, l’offertadidiinteresse
moneta ī : Ms
= f1 Y f2 ī deve aumentare all’aumentare del reddito =f
P | {z } P |
d M /P
La curva LM
21 di 32
La curvaAlLM - Fuori
di sopra delladall’equilibrio
retta orizzontale LM il mercato della moneta si trova in disequilibrio
64 / 128
In sintesi:
- il tasso d’interesse è sempre determinato dall’equilibrio sul mercato della moneta
- La Banca Centrale mantiene fisso il tasso d’interesse al livello desiderato al variare del reddito
variando l’offerta di moneta
- La LM rappresenta iIlpunti
mercato
(Y , i) indei
cuibeni la curva
il mercato IS
della moneta è in equilibrio
22 di 32
opportunità di immobilizzare il capitale. Maggiore è il tasso di interesse,
minore sarà la convenienza di immobilizzare (o prendere a prestito)
denaro.
La funzione dell’investimento
Possiamo scrivere l’equazione dell’investimento come:
I =aggregata
I(|{z}
Y , |{z}
i ) Equazione dell’investimento
La domanda
+
Z = c0 + c1 (1 t)Y + I0 + d1 Y d2 i +G
| {z } | {z }
C I
Equilibrio sul mercato dei beni 70 / 128
Imponendo
Equilibrio
Imponendo la condizione
sul lamercato dei
condizione di equilibrio
beni
di equilibrio, Y =Z Y = Z, sostituiamo la Z con la Y
71 / 128
Y = c0 + c1 (1 t)Y + I0 + d1 Y d2 i + G
Imponendo la condizione di equilibrio, Y = Z (Spostiamo a sinistra le Y)
Y c1 (1 t)Y d1 Y = c0 + I0 d2 i + G
Y = c0 + c1 (1 t)Y + I0 + d1 Y d2 i + G
da cui l’equilibrio sul mercato dei beni
E otteniamo
Y cche
1 (1 l’equilibrio
t)Y d1 Ysul
1
= mercato
c0 + I0 dei
d2 ibeni
+ G è:
Y = (c0 + I0 d2 i + G)
da cui l’equilibrio sul mercato1 deic1beni
(1 t) d1
1 Il moltiplicatore è più elevato (rispetto al modello reddito
Y =
Il moltiplicatore
(c0 + I0 d2 i + G) spesa) poiché il denominatore, per -d1, si vede ridotto
1 èc1più
(1 elevato
t) d1(rispetto al moltiplicatore visto nel modello
reddito-spesa)
Variazione a causadidel
del tasso termine d1 al denominatore
interesse
la domanda
Il moltiplicatore aggregata
è più è funzione
elevato (rispetto del tasso divisto
al moltiplicatore interesse!
nel modello
reddito-spesa) a causa del termine d1 al denominatore
la domanda aggregata è funzione del tasso di interesse! Una riduzione del tasso di
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a IS
La curva IS è il luogo dei punti (Y, i) in cui il mercato dei beni è in equilibrio.
Matematicamente è la IS è rappresentata dalla produzione di equilibrio in
funzione del tasso di interesse:
1
Y = (c0 + I0 d2 i + G)
Esplicitiamo il1tasso
c1 (1 t) d1
d’interesse:
sul piano (Y, i), esplicitiamo i:
1 1 c1 (1 t) d1
i= (c0 + I0 + G) Y
|d2 {z } |
d2
{z }
intercetta pendenza
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78 / 128
79 / 128
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La curva IS: variazioni pendenza (coefficiente angolare)
Esempio grafico: Perché se d2 è maggiore la IS è più piatta?La curva IS: variazioni pendenza (coefficiente angolare)
Costruzione due curve IS con diverso d2
80 / 128
81
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5. Tanto maggiori sono questi parametri, e tanto saranno maggiore il moltiplicatore e la variazione
finale della produzione necessaria a riportare il mercato dei beni in equilibrio
La curva IS:
Al diEquilibrio
fuori della curva IS:
Cosa succede fuori dalla curva IS?
librio IS-LM
’equilibrio
uesto macroeconomico
grafico riusciamo asi vedere
trova nellapunto (Y, i) inaggregata
domanda cui sia il Z per ogni
mercato della moneta cheMACROECONOMICO
• L’EQUILIBRIO il mercato dei beni sono in equilibrio.
di produzione, dato il tasso di interesse (retta Z, sopra.).
’equilibrio macroeconomico si trova nel punto di intersezione tra IS ed
L’equilibrio macroeconomico
unto
M
B la produzione è maggiore di quella di equilibrio. Dal grafico si trova nel punto ( Y , i )
in cui sia il mercato della moneta che il mercato dei beni
ore si vede come al reddito Y 00 , dato il tasso di interesse
Equilibrio analitico
sono i, la e si trova nel punto di intersezione tra
in equilibrio
nda aggregata è inferiore alla produzione.
Equilibrio analitico
8 86 /1 128
>
> IS : Y = 1 c1 (1 t) d1 (c0 + I0 d2 i + G)
<
8
>
>> IS : Y = 1
(c + I0 d2 i + G)
:>
<LM : i = ī1 c1 (1 t) d1 0
Sostituiamo la LM >
>nella laISLMe otteniamo la produzione di equilibrio:
Sostituiamo
:
LM : i = ī nella IS e otteniamo la
produzione di equilibrio:
1
Sostituiamo la LM Y ⇤nella
= IS e otteniamo la(cproduzione
0 + I0 d2 īdi
+ equilibrio:
G)
1 c1 (1 t) d1
⇤ 1
L’o↵erta di monetaY compatibile
= ⇤ (c0 + I0 d2 ī + G)
1 c1 (1 t)Y de1ī la troviamo calcolando la d
con
⇤
di moneta nel punto (Y89,/ī):
128
L’o↵erta di moneta compatibile con Y ⇤ e ī la troviamo calcolando la d
⇤ M⇤
di moneta nel punto (Y , ī): = f1 Y ⇤ f2 ī
26 di 32 P
M⇤
= f1 Y ⇤ f2 ī
P
Sostituiamo la LM nella IS e otteniamo la produzione di equilibrio:
1
Y⇤ = (c0 + I0 d2 ī + G)
1 c1 (1 t) d1
M⇤
= f1 Y ⇤ f2 ī
P
90 / 128
Politica Monetaria
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- Dato il reddito inizia la Banca Centrale dovrà aumentare l’offerta di moneta per ridurre il tasso
d’interesse.
- Alla riduzione del tasso d’interesse consegue un aumento BC dovrà aumentare nuovamente
l’offerta di moneta Ms:
1. Questa operazione avviene attraverso operazioni di mercato aperto (politica monetaria
espansiva): l’acquisto di titoli
2. Il prezzo dei titoli sale e il tasso di interesse scende
3. Ad un tasso di interesse più basso le imprese aumentano gli investimenti (dipende da d2)
4. Aumenta la domanda aggregata
5. Le imprese aumentano la produzione
6. Aumenta il reddito e la domanda di moneta
7. La BC aumenta l’offerta di moneta
Equilibrio analitico
L’equilibrio è il punto di intersezione tra 109
la /LM
128 e la IS.
Per trovare l’equilibrio macroeconomico, dobbiamo
risolvere
L’equilibrio è il punto di il sistema di equazioni:
intersezione tra la LM e la IS. Per trovare l’equilibrio
macroeconomico, dobbiamo risolvere il sistema di equazioni:
8
>
> IS : Y = 1 c1 (11 t) d1 (c0 + I0 d2 i + G)
<
>
>
: f1 1 Ms
LM : i = f2 Y f2 P
110 / 128
Equilibrio analitico
111 / 128
La produzione di equilibrio
(Saltiamo dipende
i passaggi) dalla spesa di
La produzione autonoma
equilibrioe dall’offerta di moneta:
dipende da spesa autonoma
nalitico e o↵erta di moneta:
✓ ◆
⇤
saggi) La produzione di equilibrio dipende da spesa 1
autonoma 1 Ms
Y = c 0 + I0 + d2 +G
neta: 1 c1 (1 t) d1 + d2 ff12 f2 P
✓ ◆
1 1 M s si trova sostituendo la produzione di
Il tasso di interesse di equilibrio
c 0 + I 0 + d 2 + G
1 c1Il (1tasso equilibrio
f1 nella LM:
1 + d2 f 2 di equilibrio si f
t) didinteresse 2 P
trova sostituendo
f1 la1produzione
Ms di equilibrio nella LM:
i⇤ = Y ⇤ (6)
esse di equilibrio si trova sostituendo la produzione di f2 f2 P
LM: -All’aumentare della spesa autonoma e dell’offerta aumenta la produzione
f1 ⇤ Ms di equilibrio
1All’aumentare
della spesa autonoma e dell’o↵erta di moneta aumenta la
i⇤ = Y (6)
f2 produzione
f2 P -All’aumentare dell’imposizione
di equilibrio. fiscale si riduce la produzione di
equilibrio
All’aumentare dell’imposizione fiscale si riduce la produzione di equilibrio.
are della spesa autonoma e dell’o↵erta di moneta aumenta la
a diMonetaria
equilibrio.
Supponiamo che laBC aumenti l’offerta di moneta (politica monetaria): 112 / 128
112 / 128
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l’o↵erta di moneta.
che il governo decida di aumentare la spesa pubblica, G.
e al reddito ed al tasso di interesse?
a pubblica influenza la domanda aggregata
ve la curva IS, la LM rimane invariata!
Supponiamo stavolta che la BC fissa l’offerta di moneta (politica fiscale) e che il governo decida di
iazione della spesa autonoma trasla la IS, varia il reddito di
aumentare la spesa pubblica G:
io dato il tasso di interesse
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litica Fiscale: aggiustamento
1. Quando il governo aumenta la spesa pubblica, il punto A
non rappresenta più il punto di equilibrio
2. punto A si trova al di sotto della nuova curva IS’’, dunque
vi è un eccesso di domanda
3. Le imprese reagiscono aumentando la produzione
spostando l’economia verso il punto C
4.Aumentando il reddito dunque aumenta la domanda di
moneta
5.Il mercato della moneta è fuori equilibrio
6.Gli agenti vendono titoli per procurarsi la moneta per le
transizioni, il prezzo dei titoli si riduce e il tasso d’interesse
aumenta
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E’ interessante notare che quando la Banca Centrale mantiene costante l’offerta di moneta, la
politica fiscale ha un effetto sul tasso d’interesse.
- Se aumenta la spesa pubblica aumenta anche il reddito, dunque aumenta la domanda di moneta
- L’aumento della domanda di moneta, data l’offerta di moneta, porta ad un aumento del tasso
d’interesse (effetto di retroazione monetaria)
- L’aumento del tasso d’interesse ha un effetto negativo sugli investimenti (effetto spiazzamento
degli investimenti)
L’aumento del reddito provocato da un aumento della spesa pubblica sarà minore nel caso in cui la
BC mantiene costante l’offerta di moneta! (Vedi anche slide 122/3)
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iscale
na banca centrale che mantiene fisso il tasso di interesse può essere
nche in questo caso!
difetti: (tuttavia descrive in termini qualitativi l’effetto della politica monetaria sulla produzione e
indica un possibile canale di trasmissione della politica monetaria: gli investimenti):
- La dinamica viene trascurata
- Viene considerato un solo canale di trasmissione della p. m. (tasso d’int. sugli inv.)
- La p. m. Più agire anche attraverso i consumi, i tassi di cambio ecc.
- Non vengono considerate le aspettative degli agenti e altre variabili
- Il modello suppone prezzi fissi (nella realtà sono fissi) (vedi slide 127/8)
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