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Riassunto Di Didattica Speciale

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La Didattica Inclusiva – Miato & Miato (2003)

Secondo Miato & Miato (2003), i ragazzi con difficoltà di apprendimento tendono a sviluppare uno
status sociale basso all'interno del gruppo classe. Questo ha un impatto negativo non solo sul loro
rendimento scolastico ma anche sulla percezione che i compagni hanno delle loro capacità. Spesso,
infatti, si crea un ciclo negativo in cui le aspettative di scarsi risultati da parte dei compagni
vengono confermate, generando un circolo vizioso che rafforza questo status inferiore. Questo
fenomeno è noto come effetto Pigmalione, o "profezia che si autoavvera", in cui le aspettative
degli altri influenzano negativamente la performance dell'individuo.
L'approccio cooperativo e metacognitivo mira a rompere questo ciclo. Uno dei modi per farlo è
individuare e valorizzare le "aree forti" degli studenti con difficoltà, mettendoli in situazioni in cui
possano sentirsi competenti e assumere il ruolo di "esperti". Preparandoli ad insegnare le loro abilità
ai compagni, si rovescia la dinamica che li vedeva sempre in una posizione subordinata. Questo non
solo aumenta la loro autostima ma migliora anche il loro status sociale nel gruppo.
Approccio Cooperativo Metacognitivo
L’approccio cooperativo e metacognitivo crea un ambiente educativo più adatto ai bisogni degli
studenti, specialmente quelli con difficoltà. In questo contesto, gli insegnanti possono dividere la
classe in piccoli gruppi, dove è più facile monitorare e sostenere gli studenti. In questo modo, gli
studenti possono essere coinvolti in attività diverse contemporaneamente, permettendo
all'insegnante di concentrarsi su ciascun gruppo in modo più mirato e approfondito.
Tra i vantaggi di questo approccio ci sono:
 Più tempo per lo svolgimento dei compiti: Gli studenti possono lavorare
contemporaneamente in piccoli gruppi, con il monitoraggio costante dei compagni, invece di
dover aspettare l'attenzione esclusiva dell'insegnante.
 Maggiori opportunità di riflessione e feedback: All'interno dei piccoli gruppi, gli studenti
possono riflettere sulle loro prestazioni, autovalutarsi, ricevere feedback immediato e
individualizzato, aiuti e incoraggiamenti. Questo crea un clima di apprendimento più
positivo e di supporto rispetto alla tradizionale relazione frontale tra insegnante e classe.
Efficacia della Didattica Inclusiva – Mitchell (2022)
Per capire cosa funzioni realmente nella didattica inclusiva, Mitchell (2022) riporta i risultati di
diverse ricerche basate su meta-analisi. I dati statistici raccolti dalle ricerche vengono sintetizzati in
un unico valore: l’ampiezza di effetto o effect size (ES). Questo indice statistico misura l'efficacia
di un intervento didattico: maggiore è l’ES, più efficace è l'intervento.
Si considerano auspicabili gli interventi che mostrano un effect size superiore a 0.40, perché
dimostrano un impatto significativo sui risultati di apprendimento degli studenti. Questo parametro
offre una base empirica per valutare l'efficacia delle pratiche inclusive e, di conseguenza, guidare le
scelte didattiche degli insegnanti.
Strategie Efficaci per l’Inclusione Scolastica – Agrati (2019)
Anche Agrati (2019) riflette sull'importanza di strategie efficaci per l'inclusione scolastica. Le
ricerche nel campo della didattica inclusiva continuano a dimostrare che gli approcci che integrano
cooperazione e metacognizione sono tra i più efficaci per promuovere l'apprendimento di tutti gli
studenti, in particolare di quelli con difficoltà. Si sottolinea l'importanza di attivare la risorsa dei
compagni all'interno della classe per migliorare l'inclusione.
Jean Piaget e il Conflitto Socio-Cognitivo
La teoria dello sviluppo cognitivo di Jean Piaget occupa una posizione centrale nella riflessione su
come strutturare una didattica cooperativa e metacognitiva. Piaget vede lo sviluppo cognitivo come
un processo di costruzione continua, paragonato alla costruzione di un edificio che, con ogni
aggiunta, diventa più solido.
Il concetto chiave è il conflitto socio-cognitivo, che Piaget descrive come uno stato di squilibrio
che si verifica quando l'individuo è esposto a nuove informazioni o punti di vista che contrastano
con la propria comprensione del mondo. Questo squilibrio stimola il processo di apprendimento,
perché l'individuo deve adattarsi e riorganizzare il proprio pensiero per ristabilire l'equilibrio.
Due sono i processi fondamentali che Piaget descrive:
 Assimilazione: L’individuo incorpora nuove informazioni in strutture cognitive preesistenti.
 Accomodamento: L'individuo modifica le strutture cognitive esistenti per adattarsi alle
nuove informazioni.
Il conflitto cognitivo può essere stimolato non solo dalle nuove informazioni ma anche
dall’interazione sociale. Piaget sottolinea che la cooperazione tra pari è uno degli strumenti più
potenti per promuovere lo sviluppo cognitivo. Quando gli studenti cooperano, devono confrontarsi
con punti di vista diversi e questo li spinge a riflettere e a rivedere le loro convinzioni.
Le Tre Condizioni di Efficacia del Conflitto Socio-Cognitivo
Piaget individua tre condizioni necessarie affinché il conflitto socio-cognitivo, generato
dall'interazione sociale, possa essere efficace:
1 Scala di valori intellettuali comune: Gli studenti devono condividere un sistema di idee e
un linguaggio comuni, in modo da poter comprendere e discutere i rispettivi punti di vista.
2 Compatibilità non contraddittoria delle posizioni: Anche se gli studenti possono avere
visioni diverse, devono essere in grado di trovare un punto d’incontro e risolvere eventuali
contraddizioni.
3 Reciprocità: Gli studenti devono considerare i punti di vista dei compagni come
intercambiabili e paritari, in modo da poter negoziare e integrare le diverse prospettive.
Il Ruolo dell'Insegnante
Nel contesto di una didattica cooperativa e metacognitiva, il ruolo dell'insegnante cambia
profondamente. L’insegnante non è più semplicemente una fonte di conoscenza, ma un facilitatore
del processo di apprendimento. Egli deve organizzare la classe in piccoli gruppi, monitorare il
lavoro di ciascuno, fornire feedback personalizzati e guidare gli studenti verso l'autonomia.
L’obiettivo finale è creare un ambiente in cui ogni studente possa contribuire attivamente
all’apprendimento degli altri, in un processo di scambio reciproco e crescita comune.
Lev Vygotskij e la Zona di Sviluppo Prossimale
Secondo Lev Vygotskij, lo sviluppo cognitivo dell’individuo si basa su una doppia matrice:
 Biologica: legata alla maturazione organica e ai processi psichici naturali come la
percezione e la memoria elementari.
 Socio-culturale: che trasforma questi processi naturali in funzioni psichiche superiori,
come la memoria logica e l’attenzione volontaria, grazie all’interazione con gli strumenti e i
segni offerti dalla cultura e dal contesto sociale.
Gli strumenti sono elementi concreti, come il microscopio, che consentono di agire sull'ambiente
esterno, mentre i segni sono simbolici, come il linguaggio, e permettono di organizzare le proprie
attività mentali.
La chiave di questa teoria è la zona di sviluppo prossimale (ZSP), che rappresenta la distanza tra
ciò che uno studente può fare da solo e ciò che può fare con l'aiuto di un adulto o di un pari più
esperto. Vygotskij distingue tra:
 Area A: il livello di sviluppo attuale, che include le competenze già consolidate.
 Area B: la ZSP, che rappresenta le competenze in fase di maturazione, accessibili solo
attraverso l’aiuto.
 Area C: l’area dell’incompetenza, in cui l’individuo non può risolvere problemi nemmeno
con assistenza.
Questo modello ha enormi implicazioni didattiche, poiché evidenzia l'importanza di offrire un
supporto mirato agli studenti per sviluppare abilità che non sono ancora completamente maturate.
La ZSP viene utilizzata come strumento per personalizzare l'insegnamento e favorire
l'apprendimento.
Scaffolding e Apprendistato Cognitivo
Il concetto di scaffolding o "impalcatura" fu successivamente sviluppato da Bruner e si basa
sull'idea di fornire assistenza temporanea agli studenti mentre affrontano nuovi compiti.
L’insegnante, o un compagno più esperto, agisce come guida, aiutando lo studente a operare a un
livello superiore rispetto a quello che potrebbe raggiungere autonomamente. L’intervento
dell’esperto è progressivo e, man mano che lo studente acquisisce sicurezza, l’assistenza viene
gradualmente ridotta, in un processo definito fading.
L'apprendistato cognitivo si sviluppa in quattro fasi:
1 Modeling: l'esperto esegue il compito, offrendo un modello da seguire.
2 Coaching: l'esperto accompagna lo studente durante l’esecuzione, fornendo feedback.
3 Scaffolding: l’esperto offre assistenza guidata.
4 Fading: l’assistenza viene gradualmente ridotta per favorire l’autonomia dello studente.
Barbara Rogoff e la Partecipazione Guidata
Barbara Rogoff, psicologa influenzata dalla prospettiva storico-culturale, introduce il concetto di
partecipazione guidata, secondo il quale lo sviluppo cognitivo si realizza attraverso l'interazione
con soggetti più esperti che facilitano l'introduzione dell'allievo nelle pratiche socio-culturali della
comunità. L'importanza di questa teoria risiede nel fatto che, per Rogoff, lo sviluppo delle
competenze si basa non solo sull’interazione diretta con gli esperti, ma anche sul contesto sociale e
culturale nel quale l'individuo è immerso.
Kurt Lewin e l'Interdipendenza Sociale
Un altro importante contributo viene da Kurt Lewin, che introduce il concetto di interdipendenza
sociale. Secondo Lewin, i gruppi non sono semplicemente aggregati di individui, ma entità
dinamiche in cui le azioni di ogni membro influenzano il comportamento degli altri e viceversa. La
teoria del campo di Lewin sottolinea l'importanza delle forze psicologiche che operano all'interno
di un gruppo e come queste forze determinino i comportamenti individuali.
Lewin distingue tra:
 Interdipendenza del destino: in cui un gruppo di individui diventa coeso perché tutti
condividono lo stesso obiettivo, come nel caso di una situazione d’emergenza.
 Interdipendenza del compito: più forte e diretta, in cui il successo individuale dipende dal
successo dell'intero gruppo.
L'Approccio Cooperativo: Tratti Identitari
L'approccio cooperativo all'insegnamento e all'apprendimento si basa su due modalità di
comunicazione tra chi insegna e chi apprende:
 Metodologie verticali: come la lezione frontale, in cui la comunicazione avviene
dall’insegnante all’alunno.
 Metodologie orizzontali: come l’apprendimento tra pari, in cui la comunicazione avviene in
modo paritario tra gli studenti.
Una forma avanzata di metodologia orizzontale è il cooperative learning, un approccio in cui
piccoli gruppi di studenti lavorano insieme per raggiungere obiettivi comuni. Secondo Johnson e
Johnson (2008), questo tipo di apprendimento massimizza i risultati individuali e collettivi,
migliorando sia le competenze cognitive che le abilità sociali.
Elementi Fondamentali del Cooperative Learning
Secondo Johnson, Johnson e Holubec (2008), il cooperative learning si fonda su cinque elementi
fondamentali:
1 Interdipendenza positiva: gli studenti lavorano insieme, sapendo che il successo dipende
dallo sforzo congiunto.
2 Responsabilità individuale e di gruppo: ogni studente è responsabile sia del proprio lavoro
che di quello del gruppo.
3 Interazione costruttiva diretta: gli studenti collaborano attivamente, scambiandosi
feedback e supporto.
4 Insegnamento delle abilità sociali: il cooperative learning incoraggia lo sviluppo di abilità
come la comunicazione e la risoluzione dei conflitti.
5 Valutazione di gruppo: i progressi del gruppo vengono monitorati e valutati insieme.
Interdipendenza Positiva e Ruoli nei Gruppi
Un concetto chiave del cooperative learning è quello di interdipendenza positiva, che si manifesta
quando il successo di ciascun membro dipende dal successo dell’intero gruppo. Per favorire questo
tipo di interdipendenza, spesso si assegnano ruoli specifici all'interno del gruppo, come il
moderatore, il facilitatore o il responsabile del tempo. Questi ruoli aiutano a mantenere
l'organizzazione e garantiscono che ogni studente contribuisca al successo collettivo.
Conclusione
Questo documento approfondisce l’importanza delle teorie di Vygotskij, Bruner, Rogoff e Lewin
nel contesto della didattica speciale e del cooperative learning. Attraverso l’integrazione di questi
modelli teorici, si evidenzia come la collaborazione tra pari, l’interdipendenza e il sostegno
progressivo fornito dagli insegnanti (scaffolding) possano favorire lo sviluppo cognitivo e sociale
degli studenti, creando un ambiente inclusivo e stimolante per tutti.

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