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Linguistica

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Argomenti trattati

  • politiche linguistiche,
  • sintassi,
  • bilinguismo,
  • comunicazione interculturale,
  • lingue romanze,
  • segni e codici,
  • variazione linguistica,
  • mutamenti linguistici,
  • accenni prosodici,
  • identità linguistica
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  • variazione linguistica,
  • mutamenti linguistici,
  • accenni prosodici,
  • identità linguistica

Linguistica generale (concetti)

Capitolo 1: Il linguaggio verbale

Obiettivi:

●​ Collocare il linguaggio verbale all'interno della comunicazione.


●​ Identificare proprietà e funzioni del linguaggio e delle lingue.

1.1 Linguistica, lingue e comunicazione

●​ Linguistica: Studio della lingua (2 campi principali: linguistica generale e storica).


●​ Oggetto: Lingue storico-naturali → spontanee, legate al linguaggio verbale umano.
●​ Tipi di comunicazione:
○​ Senso lato → Tutto comunica.
○​ Senso ristretto → Intenzionale, con 3 categorie:
1.​ Comunicazione (emittente e ricevente intenzionali).
2.​ Passaggio di informazione (es. rossore delle guance).
3.​ Formulazione di inferenze (es. nuvole = pioggia).

1.2 Segni e codici

●​ Segno: Unità fondamentale della comunicazione, classificabile in:


1.​ Indici (naturali, non intenzionali).
2.​ Segnali (naturali, intenzionali).
3.​ Icone (analogiche, intenzionali).
4.​ Simboli (culturali, intenzionali).
5.​ Segni linguistici (arbitrari, intenzionali).

1.3 Proprietà della lingua

●​ Biplanarità: Ogni segno ha significante (espressione percepibile) e significato


(concetto).
●​ Arbitrarietà: Nessun legame naturale tra significante e significato (es. “gatto” è
diverso nelle lingue).
○​ Triangolo semiotico: Significante ↔ Significato ↔ Referente.
●​ Doppia articolazione:
○​ 1° livello: Morfemi (portatori di significato).
○​ 2° livello: Fonemi (unità minime prive di significato).
●​ Trasponibilità di mezzo: Segni linguistici trasmissibili oralmente o scritti.
●​ Linearità e discretezza: Segni organizzati in sequenze e con confini distinti.
●​ Produttività e ricorsività: Capacità di creare infiniti messaggi nuovi.
●​ Distanziamento: Possibilità di riferirsi a elementi lontani
(spazialmente/temporalmente).
●​ Trasmissibilità culturale: Apprendimento linguistico trasmesso per tradizione
culturale.
Capitolo 2: Fonetica e fonologia

Obiettivi:

●​ Analizzare i suoni del linguaggio umano, il loro funzionamento e classificazione.

2.1 Fonetica

Studia la componente fisica della comunicazione verbale. Divisa in:

1.​ Fonetica articolatoria: Produzione dei suoni attraverso l'apparato fonatorio.


2.​ Fonetica acustica: Studio delle onde sonore prodotte.
3.​ Fonetica uditiva: Percezione e decodifica dei suoni.

Apparato fonatorio:

●​ Flusso d’aria:
○​ Egressivo (espirazione).
○​ Ingressivo (ispirazione).
●​ Organi coinvolti:
○​ Lingua (radice, dorso, apice).
○​ Palato (duro e molle).
○​ Alveoli, denti, labbra.

Tipi di suoni:

1.​ Vocali: Assenza di ostacoli al flusso d’aria.


2.​ Consonanti: Presenza di ostacoli.
○​ Suoni sonori (corde vocali vibrano).
○​ Suoni sordi (corde vocali non vibrano).

Classificazione delle consonanti:

●​ Modo di articolazione:
○​ Occlusive, fricative, laterali, nasali, vibranti, approssimanti.
●​ Luogo di articolazione:
○​ Bilabiali, dentali, alveolari, velari, ecc.

Classificazione delle vocali:

●​ Posizione della lingua:


○​ Anteriori, centrali, posteriori; alte, medie, basse.
●​ Posizione delle labbra:
○​ Arrotondate/non arrotondate.
Trascrizione fonetica:

●​ Sistema IPA (International Phonetic Alphabet) per trascrivere i suoni.


○​ Esempio: [p] (bilabiale occlusiva sorda).

2.2 Fonologia

Studia i suoni come fonemi (unità minime di seconda articolazione).

●​ Foni: Realizzazioni concrete di suoni.


●​ Fonemi: Suoni distintivi nel sistema linguistico (trascritti tra /.../).
●​ Allofoni: Varianti di un fonema senza valore distintivo.

Coppie minime:

Due parole che differiscono per un solo fonema (es. “mare” e “pare”).

Tratti distintivi dei fonemi:

Caratteristiche che li definiscono, come:

●​ Sillabico, consonantico, sonoro, continuo, nasale, ecc.

Struttura delle sillabe:

●​ Costituite da:
1.​ Attacco: Parte prima della vocale.
2.​ Nucleo: La vocale centrale.
3.​ Coda: Parte dopo la vocale.

Fatti prosodici (soprasegmentali):

1.​ Accento: Intensità su una sillaba.


2.​ Tono: Altezza relativa di pronuncia (lingue tonali).
3.​ Intonazione: Andamento melodico.
4.​ Lunghezza: Durata dei suoni (pertinente in alcune lingue).

Capitolo 3: Morfologia

Obiettivi:

●​ Studiare i morfemi (unità minime dotate di significato) e le parole.

3.1 Parole e morfemi


●​ Parola: Minima combinazione di morfemi.
●​ Morfema: Unità minima di significato, divisa in:
○​ Lessicali: Con significato denotativo (es. “gatto”).
○​ Grammaticali: Derivazionali (es. suffissi: -ale) o flessionali (es. desinenze:
-e).
●​ Classificazione:
○​ Morfemi liberi: Usabili da soli (es. articoli).
○​ Morfemi legati: Necessitano di una base (es. suffissi).

3.2 Tipologie di morfemi

1.​ Funzionale:
○​ Derivazionali: Formano nuove parole (es. “legno” → “legnoso”).
○​ Flessionali: Indicano variazioni grammaticali (es. “gatto” → “gatti”).
2.​ Posizionale:
○​ Prefissi, suffissi, infissi, circonfissi (es. “ri-leggere”).

3.3 Derivazione e formazione delle parole

●​ Processi di derivazione: Creano nuove parole a partire da una base (es. “dormire”
→ “dormitorio”).
●​ Parole composte: Due radici autonome (es. “nazionalsocialismo”).
●​ Parole macedonia: Fusione di due parole (es. “moto+ondoso” → “motondoso”).

Capitolo 4: Sintassi

Obiettivi:

●​ Analizzare come le parole si combinano per formare frasi.

4.1 Concetti fondamentali

1.​ Sintassi: Studio delle relazioni e delle regole che organizzano le parole in una frase.
2.​ Unità sintattiche principali:
○​ Frasi: Unità più grandi, costruite intorno a un verbo.
○​ Sintagmi: Unità intermedie, con un elemento principale (testa) e elementi
subordinati.
3.​ Relazioni sintattiche:
○​ Gerarchiche: Dipendenze tra elementi (es. soggetto → verbo).
○​ Lineari: Ordine delle parole nella frase (es. SVO: soggetto-verbo-oggetto).

4.2 Costituenti sintattici


●​ Costituente: Gruppo di parole che funziona come un'unità all'interno della frase.
●​ Test per l’identificazione dei costituenti:
○​ Sostituzione: Sostituire il gruppo con un pronome (es. “Il ragazzo gioca” →
“Lui gioca”).
○​ Spostamento: Cambiare posizione del gruppo nella frase.
○​ Domande: Usare il costituente come risposta (es. “Chi gioca?” → “Il
ragazzo”).

4.3 Struttura della frase

●​ Frase semplice: Costituita da un unico predicato.


●​ Frase complessa: Costituita da più proposizioni.
●​ Ruoli sintattici:
○​ Soggetto: Chi compie l’azione.
○​ Oggetto: Chi subisce l’azione.
○​ Complementi: Informazioni aggiuntive (es. di luogo, di tempo).

4.4 Tipologie di frasi

1.​ Frasi dichiarative: Affermano qualcosa (es. “Vado a casa”).


2.​ Frasi interrogative: Fanno una domanda (es. “Dove vai?”).
3.​ Frasi imperative: Esprimono un comando (es. “Vai a casa!”).
4.​ Frasi esclamative: Esprimono emozioni (es. “Che bello!”).

Capitolo 5: Lessico e semantica

Obiettivi:

●​ Esaminare il significato delle parole e il loro uso nel sistema linguistico.

5.1 Lessico

●​ Lessico: Insieme delle parole di una lingua, organizzato in:


○​ Parole piene: Hanno significato lessicale (es. nomi, verbi).
○​ Parole funzionali: Hanno significato grammaticale (es. articoli, preposizioni).
●​ Combinazioni lessicali:
○​ Collocazioni: Associazioni frequenti tra parole (es. “fare un errore”).
○​ Espressioni idiomatiche: Gruppi di parole con significato non letterale (es.
“essere al verde”).
5.2 Semantica

1.​ Semantica lessicale: Studio del significato delle singole parole.


○​ Sinonimia: Parole con significato simile (es. “felice” e “contento”).
○​ Antonimia: Parole con significato opposto (es. “grande” e “piccolo”).
○​ Iponimia/Iperonimia: Relazione tra categorie e sottocategorie (es. “fiore” →
“rosa”).
2.​ Semantica composizionale: Studio del significato delle frasi come combinazione di
parole.
○​ Ambiguità: Significato multiplo di una frase (es. “Chi ha visto Maria?”).
3.​ Polisemia e omonimia:
○​ Polisemia: Parola con significati correlati (es. “piede” → “umano” o
“montagna”).
○​ Omonimia: Parola con significati distinti (es. “pesca” → frutto o attività).

5.3 Pragmatica

●​ Studio dell’uso del linguaggio nel contesto.


○​ Deissi: Parole che dipendono dal contesto (es. “qui”, “oggi”).
○​ Atti linguistici:
■​ Locutori: Dire qualcosa.
■​ Illocutori: Intenzione (es. ordinare).
■​ Perlocutori: Effetto sull’interlocutore (es. convincere).

Capitolo 6: Linguistica storica

Obiettivi:

●​ Studiare l'evoluzione delle lingue nel tempo e le loro relazioni.

6.1 Mutamenti linguistici

La linguistica storica analizza i mutamenti che avvengono nelle lingue, classificabili in:

1.​ Mutamenti fonetici e fonologici:


○​ Modifiche ai suoni e alla loro distribuzione.
○​ Esempio: passaggio dal latino [k] al suono palatale [ʧ] in italiano (lat. "centum"
→ it. "cento").
2.​ Mutamenti morfologici:
○​ Cambiamenti nella struttura delle parole.
○​ Esempio: perdita delle declinazioni in italiano rispetto al latino.
3.​ Mutamenti sintattici:
○​ Cambiamenti nelle regole che organizzano le frasi.
○​ Esempio: ordine SVO (soggetto-verbo-oggetto) che si stabilizza nell’italiano
moderno.
4.​ Mutamenti lessicali:
○​ Evoluzione del vocabolario, con creazione, perdita o modifica di parole.
○​ Esempio: introduzione di prestiti linguistici (es. "computer").
5.​ Mutamenti semantici:
○​ Modifiche nel significato delle parole.
○​ Esempio: “villano” da "abitante di un villaggio" a "persona maleducata".

6.2 Rapporti tra lingue

1.​ Lingue imparentate:


○​ Appartengono alla stessa famiglia linguistica.
○​ Esempio: lingue romanze (italiano, francese, spagnolo) derivano dal latino.
2.​ Prestiti linguistici:
○​ Parole adottate da altre lingue (es. “pizza” in inglese).
3.​ Lingue pidgin e creole:
○​ Pidgin: Lingue semplificate per comunicare tra gruppi diversi.
○​ Creole: Lingue nate da pidgin ma con strutture grammaticali più complesse.

6.3 Comparazione linguistica

●​ Ricostruzione linguistica:
○​ Metodo comparativo per ricostruire lingue antiche non documentate.
○​ Esempio: protoindoeuropeo (lingua madre delle lingue indoeuropee).
●​ Cambiamenti regolari:
○​ Principio secondo cui i mutamenti linguistici seguono regole sistematiche.
○​ Esempio: Legge di Grimm → trasformazioni delle consonanti nelle lingue
germaniche.

Capitolo 7: Sociolinguistica

Obiettivi:

●​ Analizzare la variazione linguistica legata a fattori sociali e culturali.

7.1 Variazione linguistica

1.​ Diacronica: Evoluzione della lingua nel tempo.


2.​ Diatopica: Differenze legate allo spazio geografico (dialetti).
3.​ Diastratica: Variazioni legate a gruppi sociali (es. linguaggi giovanili).
4.​ Diafasica: Differenze legate al contesto comunicativo (linguaggio formale vs
informale).
7.2 Concetti chiave della sociolinguistica

1.​ Diglossia: Uso di due varietà linguistiche con funzioni diverse (es. dialetto per
contesti informali e lingua standard per contesti formali).
2.​ Bilinguismo: Compresenza di due lingue nello stesso individuo o comunità.
3.​ Codice misto e commutazione di codice: Passaggio da una lingua all’altra nello
stesso discorso (es. "Domani vado al lavoro, poi faccio lo shopping").

7.3 Lingua e identità

1.​ Identità sociale: La lingua riflette il gruppo di appartenenza (classe, genere, età).
2.​ Prevaricazione linguistica: Quando una varietà è considerata superiore alle altre.
3.​ Politiche linguistiche: Scelte istituzionali per promuovere o limitare l'uso di una
lingua (es. protezione delle lingue minoritarie).

7.2 Concetti chiave della sociolinguistica

1.​ Varietà linguistica:


○​ Lingua standard: Varietà codificata e considerata prestigiosa, usata in
contesti formali.
○​ Dialetti: Varietà regionali o locali, spesso meno prestigiose.
○​ Lingue minoritarie: Lingue parlate da gruppi ridotti in una comunità più
ampia.
2.​ Diglossia:
○​ Situazione in cui due varietà linguistiche convivono con funzioni distinte:
■​ Alta (H): Per situazioni formali (es. discorsi ufficiali, media).
■​ Bassa (L): Per contesti informali (es. vita quotidiana).
○​ Esempio: Italiano standard (H) e dialetti regionali (L).
3.​ Bilinguismo:
○​ Individuale: Una persona parla due lingue.
○​ Sociale: Una comunità usa due lingue (es. italiano e tedesco in Alto Adige).
4.​ Code-switching (commutazione di codice):
○​ Alternanza tra lingue o varietà nello stesso discorso.
○​ Esempio: “Vado al mercato, poi faccio shopping”.
○​ Tipi:
■​ Interfrasale: Tra frasi diverse.
■​ Intrafrasale: All’interno della stessa frase.
5.​ Lingua franca:
○​ Lingua usata per comunicare tra parlanti di lingue diverse (es. inglese nel
commercio internazionale).
6.​ Prestigio linguistico:
○​ Prestigio aperto: Varietà riconosciuta come standard e socialmente
accettata.
○​ Prestigio coperto: Varietà apprezzata all’interno di un gruppo ristretto (es.
linguaggi giovanili o dialetti).
7.​ Variabili sociolinguistiche:
○​ Fattori che influenzano la variazione linguistica:
■​ Età: Linguaggi giovanili vs anziani.
■​ Genere: Differenze linguistiche tra uomini e donne.
■​ Classe sociale: Lingua come indicatore dello status sociale.
8.​ Pidgin e creolo:
○​ Pidgin: Lingua semplificata sviluppata per necessità comunicative (es.
commercio).
○​ Creolo: Evoluzione di un pidgin in una lingua complessa e madre per una
comunità.
9.​ Politiche linguistiche e pianificazione:
○​ Misure adottate dai governi per promuovere o regolare l’uso delle lingue:
■​ Promozione delle lingue nazionali.
■​ Protezione delle lingue minoritarie.
10.​Lingua e identità:
○​ La lingua contribuisce a definire l’appartenenza a un gruppo culturale o
sociale.
○​ Può essere simbolo di unità o discriminazione.
11.​Contatto linguistico:
○​ Fenomeni che si verificano quando due lingue convivono:
■​ Prestiti: Parole importate da una lingua all’altra.
■​ Calchi: Traduzione diretta di espressioni (es. “grattacielo” dall’inglese
“skyscraper”).
12.​Sociolinguistica quantitativa:
○​ Metodo per studiare la variazione linguistica basata su raccolta e analisi di
dati (Labov è uno dei principali esponenti).

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