Di simile membrana protettiva è dotato anche il mondo vegetale: si pensi alla corteccia degli
alberi e alla buccia della frutta.
Passiamo ora ad analizzare il secondo caso: lo stempiato.
Chi accusa la cute impigliata e il relativo prurito e la conseguente forfora nella zona che si
estende dall'osso frontale al centro della testa, vuol dire che siede abitualmente sdraiato, quasi
ripiegato su se stesso e curvando il busto e la testa a semicerchio.
In questo caso il calvo non si appoggia totalmente allo schienale ma solo, con le spalle come se
fosse gobbo.
Costui soffre della calvizie nella forma dello stempiato.
La stempiatura avviene sia per le note e ribadite posizioni scorrette, sia per l'arresto della
corrugazione e sia per il blocco dell'epidermide circostante.
Nel caso in esame, però, il blocco si verifica sopra le tempie e oltre la fronte.
È lì che la cute si attacca opprimendo il bulbo, impedendo l'attività dei nervi e cagionando una
sorta di asfissia ai bulbi ivi esistenti.
Volendo, anche questa verifica la si potrà sperimentare con lo stesso strumento del nastro o
dello spago.
L'esperimento serve per l'immediatezza del riscontro, perché, altrimenti, è difficile ricavarlo
osservando soltanto la cute.
La verifica è però possibile anche in questo modo: si assuma la posizione ricurva, si dia
l'impulso alla corrugazione e si noterà che il cuoio capelluto non si sposterà di un millimetro nella
predetta zona: l'oscillazione non si verificherà.
Per concludere sui tre aspetti in esame, ora è giunto il momento di parlare dell'ultimo, il più
grave e il più appariscente: la pelata.
È totalmente calvo chi siede indifferentemente nelle due predette posizioni; e a testa abbassata.
Ad avvalorare questa tesi, anzi questa constatazione, occorre ricordare e tenere presente che
mai, e poi mai, la calvizie inizia al centro della testa.
Non inizia mai nella zona mediana. Incomincia sempre da uno dei due lati estremi della
superficie che copre la sommità della testa.
Dunque, la pelata non è altro che il palese progredire, l'ampliarsi e il congiungersi degli altri
due casi degenerativi.
Quindi, giammai si noterà una insolita chiazza pelata centrale.
Si tenga conto che in quel punto esiste un leggero avvallamento che protegge, per qualche
tempo, la rigogliosità delle radici ivi situate. È una curvatura concava che ritarda l'attaccatura della
cute al cranio.
Per effetto di questa minuta cavità e pur in presenza della comparsa del male alle due estremità,
lì, al centro, si potranno riscontrare dei residui e rari peli, destinati, nel breve termine, a scomparire
anch'essi per il diffondersi della pressione cutanea anche su quella delimitatissima e ristretta area
centrale della testa.
Sono destinati a cadere, e cadranno, quando la cute, tutta la cute, si amalgamerà con le ossa che
compongono l'estremità sferoidale del cranio.
L'estensione dell'amalgama terminerà dove non arriva l'effetto dell'irrigidimento cutaneo,
salvaguardando ed esonerando la regione protetta: quella laterale. Perché, questa, non viene né
colpita né lambita dall'atto del premere, esercitato dalla forte tensione della cute.
La superficie cutanea della testa, sottoposta alla pressione, diventerà ancora più sottile, rigida e
sterile in coloro che usano stare a lungo in piedi nell'arco della giornata, sorreggendosi, per ore e
ore, sulla punta dei piedi e sui lombi. Allungano il busto, spingendolo verso 1'alto, come se
tentassero di arrivare ad un punto al disopra dalla proprie capacità, dilatando, oltre ogni limite, la
loro epidermide.
Questo genere di calvizie, quasi totale, e il suo ulteriore degenerarsi, l'ho accertato osservando
il già citato barbiere, mio amico, e, successivamente, in altri soggetti di consimile condizione.
Costui, per adempiere al suo lavoro, era costretto a stare eretto al massimo al fine di poter
meglio arrivare al taglio e allo sfoltimento dei capelli esistenti sopra le basette e sopra le parti
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