Libro 1
Libro 1
INTRODUZIONE
La distinzione tra Parte Generale e Parte Speciale nel diritto penale è cruciale per comprendere
l’intero sistema normativo e la sua applicazione pratica:
1. Parte Generale:
o Comprende i principi e le regole di carattere generale applicabili a tutte o alla
maggior parte delle fattispecie di reato.
o Include concetti fondamentali come:
§ Dolo: volontà e consapevolezza dell’agente nel commettere un reato.
§ Colpa: mancanza di diligenza o prudenza nell’azione.
§ Imputabilità: capacità di intendere e volere.
§ Concorso di persone nel reato: partecipazione plurima all’azione
criminosa.
o Si trova nel Libro I del Codice Penale italiano e costituisce la base per
l'interpretazione delle norme penali.
2. Parte Speciale:
o Contiene la descrizione delle singole fattispecie di reato e le relative sanzioni.
o Esempio:
§ Omicidio (Art. 575 c.p.): descrive l’azione di chi cagiona la morte di un’altra
persona.
§ Furto (Art. 624 c.p.): sottrazione di cosa mobile altrui per trarne profitto.
o Si trova nei Libri II e III del Codice Penale.
o È considerata il cuore del diritto penale, poiché è qui che si concretizzano le scelte
di politica criminale del legislatore.
Rilevanza della Parte Speciale:
• Secondo Pisapia, la Parte Speciale rappresenta il "vero diritto penale" poiché è il settore
normativo in cui si definiscono concretamente i reati e le pene.
• Beccaria sottolineava l'importanza di definire chiaramente i reati e le sanzioni per garantire
certezza del diritto, principio essenziale per evitare arbitrii interpretativi.
Evoluzione Storica della Parte Generale e Parte Speciale
1. Codici Antichi:
o Nei codici più antichi, come il Codice di Hammurabi (2250 a.C.), era presente
esclusivamente una parte speciale, che descriveva i reati e le relative pene.
o In Cina, il Codice Hiu-Hiu-Pi (2205 a.C.) descriveva reati e punizioni in modo
dettagliato ma senza regole generali.
2. Epoca Illuministica:
o L'Illuminismo segnò una svolta con l'introduzione di concetti di razionalità e
chiarezza nel diritto penale.
o Il Codice Penale Austriaco del 1787 introdusse per la prima volta una Parte
Generale, fissando principi fondamentali come la necessità della proporzionalità
tra reato e pena.
o Il Codice Leopoldino Toscano (1786) e il Codice Penale Francese del
1791 evidenziavano una scarsa elaborazione della Parte Generale, riflettendo
l’immaturità del sistema penale dell'epoca.
3. Sviluppo Italiano:
o La Scuola italiana del diritto penale dell’800 evidenziò la necessità di una Parte
Generale ben strutturata per garantire coerenza e applicabilità uniforme.
o Il Codice Zanardelli (1889) rappresentò un equilibrio tra il modello austro-tedesco
(scientifico e complesso) e quello francese (più sintetico e pratico).
o Il Codice Rocco (1930) consolidò questo modello, che rimane alla base del sistema
penale italiano odierno.
Interazione tra Parte Generale e Parte Speciale
1. Funzione Integrativa della Parte Generale:
o La Parte Generale non è autonoma ma è progettata per completare e integrare le
norme della Parte Speciale.
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o Esempio: l’Art. 85 c.p. stabilisce che solo le persone capaci di intendere e volere
possono essere imputabili, escludendo, ad esempio, la punibilità di chi commette
un reato in stato di incapacità mentale.
2. Chiarezza Interpretativa:
o La Parte Generale riduce le incertezze interpretative che potrebbero sorgere
applicando esclusivamente le norme della Parte Speciale.
o Esempio: i principi di tentativo (Art. 56 c.p.) e concorso di persone nel reato (Art.
110 c.p.) sono fondamentali per comprendere l’applicabilità delle norme penali.
3. Relatività della Distinzione:
o Talvolta, le norme di Parte Generale hanno una funzione incriminatrice (es. Art. 40
c.2 c.p. sull'omissione impropria), mentre alcune norme della Parte Speciale
possono avere una funzione definitoria o regolatrice (es. Art. 379 c.p. sul
favoreggiamento).
Bene Giuridico e Parte Speciale
1. Definizione di Bene Giuridico:
o Il bene giuridico è l’interesse tutelato dalla norma penale e rappresenta il valore
protetto dall’ordinamento giuridico.
o La Parte Speciale descrive le fattispecie criminose in relazione al bene giuridico
leso.
2. Classificazione dei Reati in Base al Bene Giuridico:
o La classificazione dei reati secondo l’oggettività giuridica è il criterio più accettato,
in quanto basato sull’interesse protetto.
o Esempio:
§ Reati contro la persona (es. omicidio, lesioni).
§ Reati contro il patrimonio (es. furto, truffa).
§ Reati contro lo Stato (es. alto tradimento, terrorismo).
3. Evoluzione della Gerarchia dei Beni Giuridici:
o Nei codici ottocenteschi, i beni primari erano lo Stato e la religione.
o Con l’avvento della Costituzione italiana, la tutela della persona è diventata
centrale, riflettendo un sistema basato sui diritti inviolabili dell’individuo (Art. 2 e 3
Cost.).
Organizzazione della Parte Speciale
1. Progressione Discendente:
o Modello tradizionale italiano, dove i delitti contro lo Stato precedono quelli contro
l’individuo.
o Esempio: il Codice Rocco pone al primo posto i delitti contro la personalità dello
Stato e all’ultimo i delitti contro la proprietà.
2. Progressione Ascendente:
o Modello moderno, basato sulla centralità della persona umana.
o Esempio: i codici penali spagnolo (1995) e portoghese (1994) pongono l’omicidio
come primo reato.
3. Progetto Pagliaro (1992):
o Propone una Parte Speciale suddivisa in quattro libri, con una progressione
ascendente coerente con i principi costituzionali.
Tipicità e Determinatezza
1. Principio di Tipicità:
o Ogni reato deve essere descritto con precisione per garantire chiarezza e limitare
l’arbitrarietà giudiziaria.
o Esempio: il furto (Art. 624 c.p.) è distinto dall’appropriazione indebita per le
diverse modalità di lesione del patrimonio.
2. Frammentarietà:
o Solo le condotte esplicitamente vietate dalla legge sono punibili.
o Esempio: l’omissione impropria è punibile solo nelle ipotesi previste dall’Art. 40 c.2
c.p.
3. Normazione Sintetica:
o Il Codice Rocco adotta uno stile sintetico per descrivere le fattispecie criminose,
bilanciando chiarezza e flessibilità interpretativa.
Decodificazione e Legislazione Complementare
1. Fenomeno della Decodificazione:
o Molti reati sono stati spostati fuori dal Codice Penale, creando frammentazione
normativa.
o Esempio: la legge Merlin (1958) sulla prostituzione e la legge sull’aborto (1978).
2. Conseguenze della Decodificazione:
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o Difficoltà di accesso e comprensione del diritto penale.
o Necessità di ricondurre i reati più rilevanti all’interno del Codice Penale, come
proposto dalla riforma Orlando (2017).
3. Prospettive Future:
o Integrare i reati più significativi nel codice, evitando la creazione di norme penali
in bianco.
o Garantire stabilità e centralità al Codice Penale come riferimento normativo.
Conclusioni
Il sistema penale italiano, basato sulla distinzione tra Parte Generale e Parte Speciale, è un
modello articolato e coeso che riflette una lunga evoluzione storica. L’adozione dei principi di
tipicità, determinatezza e tutela dei beni giuridici garantisce un equilibrio tra certezza del diritto e
adattabilità alle esigenze della società moderna. La progressione ascendente e il rispetto dei
principi costituzionali rappresentano le sfide e gli obiettivi per un diritto penale sempre più
coerente e al passo con i tempi.
3. Delitti di attentato
Definizione e caratteristiche
• Delitti che mirano a prevenire il tentativo, anticipando la soglia della tutela.
• Esempi principali:
o Art. 241 c.p.: Attentati contro l’integrità, indipendenza e unità dello Stato.
o Art. 276 c.p.: Attentato contro il Presidente della Repubblica.
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o Art. 283 c.p.: Attentato contro la Costituzione dello Stato.
Differenza tra attentato e tentativo
• L’attentato si basa su atti univoci, ma non necessariamente idonei a realizzare il risultato.
• Con la riforma del 2006, l’idoneità degli atti è diventata requisito esplicito, avvicinando
l’attentato al tentativo.
Esempio concreto
• Art. 276 c.p.: Una condotta volta a cagionare la morte del Presidente della Repubblica può
configurare un attentato se gli atti sono diretti in modo univoco a tale scopo, anche senza
raggiungere il risultato.
4. Delitti associativi
Fattispecie principali
• Art. 270 c.p.: Associazioni sovversive.
• Art. 270-bis c.p.: Associazioni con finalità di terrorismo o eversione.
• Art. 304 c.p.: Cospirazione politica mediante accordo.
Criticità
• Problemi di determinatezza nella nozione di partecipazione associativa:
o Richiesto un vincolo stabile e un programma criminoso.
o La semplice adesione psicologica non è sufficiente; occorrono attività
materiali idonee a realizzare gli scopi dell’associazione.
Esempi pratici
• Un soggetto che distribuisce propaganda sovversiva o recluta individui per
un’associazione terroristica può essere considerato partecipe solo se svolge attività
funzionali agli scopi dell’associazione.
5. Delitti di opinione
Principali categorie
1. Propaganda, istigazione e apologia:
o Esempio: Art. 272 c.p. (propaganda per la dittatura di una classe sociale).
o Corte Costituzionale: Tali delitti devono essere concretamente pericolosi per
giustificare la limitazione della libertà di pensiero.
2. Offese a figure istituzionali:
o Esempio: Art. 278 c.p. (offesa all’onore o al prestigio del Presidente della
Repubblica).
3. Vilipendio:
o Esempio: Art. 290 c.p. (vilipendio della Repubblica).
o Criticità: Necessario bilanciare il prestigio dell’entità offesa con la libertà di
manifestazione del pensiero (Art. 21 Cost.).
6. Prospettive di riforma
• Progressione ascendente: Riorganizzazione dei delitti contro la personalità dello Stato,
con enfasi su sicurezza, ordine costituzionale e pluralismo democratico.
• Esempio internazionale: In Germania, il sistema democratico è protetto attraverso
fattispecie incriminatrici centrate su fatti di pericolo.
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• Bene giuridico protetto:
o È un bene "di categoria", spesso generico. Non si tratta solo di garantire il
funzionamento della PA, ma anche di preservare la fiducia del pubblico
nell’amministrazione stessa.
o Interpretazione tradizionale: Antolisei e Manzini identificano il bene protetto con il
"prestigio" dell'ente pubblico.
Approfondimento:
• Art. 97 Cost. e il principio di buon andamento e imparzialità impongono che le norme
penali siano interpretate nel contesto di tutelare questi valori.
• Critica dottrinale: il concetto di bene giuridico resta troppo vago, rendendo difficile
individuare un denominatore comune tra i reati del Capo I e Capo II del Titolo II.
2. Delitti dei Pubblici Ufficiali contro la PA
Peculato (Art. 314)
• Definizione: Il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, avendo la disponibilità
di denaro o beni altrui per ragioni del suo ufficio, se ne appropria.
• Oggetto giuridico: tutela il patrimonio pubblico, ma è un reato plurioffensivo, poiché
lesivo anche dei diritti di privati.
• Forme:
o Peculato d’uso (Art. 314, co. 2): appropriazione temporanea per uso personale, con
successiva restituzione.
• Elementi distintivi:
o Soggettivo: Dolo generico (consapevolezza di appropriarsi del bene altrui).
o Materiale: Appropriazione indebita del bene da parte del soggetto attivo.
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o Abolizione di reati obsoleti (es.: peculato per distrazione).
Legge Severino (L. 190/2012)
• Inasprimento delle pene: Aumento dei termini di prescrizione.
• Nuove fattispecie: Induzione indebita (Art. 319-quater), traffico di influenze illecite (Art.
346-bis).
Legge Spazzacorrotti (L. 3/2019)
• Causa di non punibilità: Per chi denuncia entro 4 mesi dal reato.
• Agente sotto copertura: Estensione ai reati contro la PA.
5. Problematiche interpretative
Distinzione tra Concussione e Corruzione
• Criteri giurisprudenziali (Cassazione 2013):
1. Costrizione (concussione): Il pubblico ufficiale prospetta un male ingiusto.
2. Induzione indebita: Suggestione o inganno cui il privato cede.
3. Corruzione: Accordo paritario, senza soggezione psicologica.
Reazione a atti arbitrari (Art. 393-bis)
• Definizione: Esclude la punibilità del privato che reagisce a un atto arbitrario di un
pubblico ufficiale.
• Ratio: Bilanciare l’esecutorietà degli atti pubblici e la tutela dei diritti individuali.
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1. Delitti contro le leggi di ordine pubblico:
o Art. 414: Istigazione a delinquere e apologia di delitto.
o Art. 416: Associazione per delinquere.
o Art. 416-bis: Associazione di tipo mafioso.
o Art. 416-ter: Scambio elettorale politico-mafioso.
2. Delitti contro la polizia di sicurezza:
o Art. 419: Devastazione e saccheggio.
o Art. 420: Attentato a impianti di pubblica utilità.
o Art. 421: Pubblica intimidazione.
5. Problematiche Interpretative
• Critiche dottrinali e costituzionali:
o Alcune fattispecie (es. art. 414) rischiano di comprimere la libertà di manifestazione
del pensiero (art. 21 Cost.).
o Sentenza 108/1974: Ha dichiarato incostituzionale l’art. 415 (istigazione all’odio fra
classi sociali) nella parte in cui non richiedeva un pericolo concreto per la pubblica
tranquillità.
• Ordine Pubblico Ideale vs. Materiale:
o La nozione di "ordine pubblico ideale" è stata criticata per la sua vaghezza. Si
preferisce ancorare i reati a un concetto di ordine pubblico materiale,
empiricamente osservabile.
6. Riforme e Proposte de Lege Ferenda
• Riforme Recenti:
o L. 3/2019 (Spazzacorrotti):
§ Introduzione di aggravanti per reati commessi con metodo mafioso.
§ Maggiori tutele contro l’associazione per delinquere.
o D.L. Sicurezza Bis (2019):
§ Estensione di aggravanti per devastazione e saccheggio in contesti pubblici.
• Proposte di modifica:
o Progetto Pagliaro: Sostituire la denominazione "ordine pubblico" con "sicurezza
collettiva", più concreta e in linea con i principi democratici.
o Limitare la punibilità dell’apologia e dell’istigazione ai soli casi di concreta
pericolosità.
7. Conclusioni e Consigli per l’Esame
• Focus sui concetti fondamentali:
o Comprendere la differenza tra ordine pubblico materiale e ideale.
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o Approfondire la giurisprudenza costituzionale e le interpretazioni delle fattispecie
critiche (es. art. 414, 415).
• Approccio critico:
o Sottolinea le difficoltà applicative e le critiche dottrinali.
o Proponi soluzioni, come un maggiore allineamento con i principi costituzionali e
una ridefinizione del bene giuridico tutelato.
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Incendio boschivo (art. 423-bis)
• Introduzione: D.L. 220/2000 per rispondere a fenomeni specifici di incendi dolosi di
boschi.
• Previsioni normative:
1. Doloso: Reclusione da 4 a 10 anni.
2. Colposo: Reclusione da 1 a 5 anni.
• Aggravanti:
o Pericolo per edifici.
o Danno grave e persistente all'ambiente.
Avvelenamento di acque o alimenti (art. 439)
• Elemento oggettivo: Avvelenare acque o alimenti destinati al consumo pubblico.
• Plurioffensività: Protegge salute pubblica e sicurezza alimentare.
• Pena: Ergastolo se il fatto causa la morte di una o più persone.
Adulterazione o contraffazione di alimenti (art. 440)
• Elemento oggettivo: Alterare qualità o composizione degli alimenti in modo pericoloso
per la salute pubblica.
• Distinzione:
o Doloso: Adulterazione consapevole.
o Colposo (art. 452): Violazione di regole cautelari.
Problematiche Interpretative
Distinzione tra Pericolo Concreto e Astratto
• Pericolo concreto: Il giudice accerta l'effettiva sussistenza del rischio.
o Es.: Incendio doloso (art. 423).
• Pericolo astratto: La sola condotta è sufficiente a configurare il reato.
o Es.: Avvelenamento di acque (art. 439).
Frammentazione Normativa
• La sovrabbondanza di norme genera sovrapposizioni tra reati.
o Es.: Incendio doloso e danneggiamento seguito da incendio.
• Necessità di una razionalizzazione normativa per eliminare duplicazioni.
Reati Aggravati dall’Evento
• Caratteristiche:
o Prevedono un fatto-base doloso.
o L'evento ulteriore (es.: incendio) non è voluto dall’agente ma aggravante.
• Esempio: Art. 424, comma 2 (incendio derivante da danneggiamento doloso).
Conclusioni
I delitti contro l'incolumità pubblica costituiscono un banco di prova per il bilanciamento tra
tutela preventiva e principio di offensività. Per affrontare l’esame, è fondamentale:
1. Approfondire il concetto di incolumità pubblica e le sue implicazioni dottrinali.
2. Conoscere le principali fattispecie, con particolare attenzione ai modelli di pericolo.
3. Riflettere sulle criticità normative e proporre soluzioni de lege ferenda.
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1. Introduzione Generale
Evoluzione Normativa
• Prima del 2015: La tutela penale dell'ambiente era marginale, affidata a contravvenzioni
extracodicistiche (es. Testo Unico Ambientale del 2006).
• Limiti del modello contravvenzionale:
1. Basato su presunzioni di pericolo astratto.
2. Sbilanciato verso il diritto amministrativo.
3. Termini prescrizionali troppo brevi rispetto alla complessità dei procedimenti.
• L. 68/2015:
o Introduzione del Titolo VI-bis nel Codice Penale.
o Rafforzamento della tutela penale con nuove fattispecie delittuose.
o Raddoppio dei termini prescrizionali per i delitti ambientali (art. 157, comma 6 c.p.).
Ambiente come Bene Giuridico
• Definizione: L’ambiente è un bene collettivo, la cui tutela ha implicazioni per la salute,
l’ecosistema e le generazioni future.
• Costituzionalizzazione:
o Art. 117, comma 2, lett. s Cost. (L. Cost. 3/2001): Tutela dell’ambiente come
competenza esclusiva dello Stato.
o Art. 9 Cost. (L. Cost. 1/2022): Inserimento della tutela dell’ambiente, biodiversità ed
ecosistemi.
2. Struttura del Titolo VI-bis
Fattispecie Principali
1. Inquinamento Ambientale (art. 452-bis):
o Elemento oggettivo: Compromissione o deterioramento significativi e misurabili di
acque, aria, suolo, ecosistemi, biodiversità, flora o fauna.
o Pena: Reclusione da 2 a 6 anni e multa da 10.000 a 100.000 euro.
o Aggravanti: Reato commesso in aree naturali protette o con danno a specie
protette.
2. Morte o Lesioni come conseguenza di inquinamento (art. 452-ter):
o Pena: Fino a 10 anni di reclusione, aumentabile a 20 in caso di morte di più
persone.
3. Disastro Ambientale (art. 452-quater):
o Definizione: Alterazioni irreversibili dell’ecosistema o offesa alla pubblica
incolumità per estensione del danno.
o Pena: Reclusione da 5 a 15 anni.
4. Traffico e abbandono di materiali ad alta radioattività (art. 452-sexies):
o Pena: Reclusione da 2 a 6 anni e multa fino a 50.000 euro.
5. Attività organizzate per traffico illecito di rifiuti (art. 452-quaterdecies):
o Pena: Reclusione da 1 a 6 anni (aumentata se coinvolti rifiuti radioattivi).
6. Impedimento del controllo (art. 452-septies):
o Protezione delle funzioni amministrative di controllo ambientale.
7. Omessa bonifica (art. 452-terdecies):
o Mancato ripristino dello stato dei luoghi da parte di chi ha causato danni
ambientali.
3. Bene Giuridico e Questioni Interpretative
Antropocentrismo vs. Ecocentrismo
• Ottica antropocentrica (prevalente): L’ambiente è tutelato come strumento per garantire
la salute e il benessere umano.
• Ottica ecocentrica: L’ambiente ha valore intrinseco, indipendente dagli interessi umani.
Concezione Pluralistica del Bene Giuridico
• L’ambiente comprende vari settori (biosfera, territorio, salute pubblica), ciascuno con
specifici profili di tutela.
• Dottrina pluralistica considera l’ambiente come bene polistrumentale, legato a molteplici
interessi.
4. Criticità e Problematiche Interpretative
Principio di Offensività
• La difficoltà principale è garantire che le fattispecie rispettino il principio di offensività:
o Pericolo concreto: La condotta deve essere effettivamente rischiosa.
o Pericolo astratto: La condotta è punibile per il solo compimento.
Coordinamento tra Norme
• Clausole di riserva: Evitare sovrapposizioni con reati come il disastro innominato (art. 434
c.p.).
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• Sovrapposizioni normative: Necessità di razionalizzare i rapporti tra le fattispecie del
Titolo VI-bis.
5. Tecniche di Tutela Penale
Reati a Forma Libera
• Molte fattispecie (es. art. 452-bis) richiedono un nesso causale tra condotta ed evento, con
difficoltà probatorie elevate.
• Modello di pericolosità: Valutazione dell’idoneità della condotta a compromettere
l’ambiente.
Delitti Colposi
• Art. 452-quinquies prevede la punibilità a titolo di colpa per inquinamento o disastro
ambientale.
6. Prospettive De Lege Ferenda
• Razionalizzazione Normativa:
o Eliminare duplicazioni e sovrapposizioni.
o Adeguare le fattispecie alla complessità dei danni ambientali.
• Progetto Pagliaro:
o Inserire i reati ambientali tra i “reati contro la comunità”.
o Aggiornare le norme per rispondere alle esigenze attuali.
Conclusioni
I delitti contro l'ambiente rappresentano una risposta necessaria e moderna alle crescenti
problematiche ecologiche. Per l’esame, ti consiglio di concentrarti su:
1. Struttura del Titolo VI-bis e analisi delle singole fattispecie.
2. Questioni dottrinali: Antropocentrismo, pluralismo del bene giuridico, principio di
offensività.
3. Criticità interpretative: Clausole di riserva, difficoltà probatorie, armonizzazione
normativa.
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• Patrimonio culturale reale: tutela basata sul valore intrinseco del bene,
indipendentemente dalla dichiarazione amministrativa.
La dottrina favorisce il modello del patrimonio dichiarato, per maggiore certezza del diritto.
3. Principali fattispecie di reato
I reati del Titolo VIII-bis ricalcano spesso reati già noti, ma con specificità legate all'oggetto del
bene culturale:
Classici reati patrimoniali adattati
• Furto di beni culturali (art. 518-bis).
• Appropriazione indebita (art. 518-ter).
• Ricettazione (art. 518-quater).
L'oggetto specifico (bene culturale) comporta un trattamento sanzionatorio più severo.
Nuove fattispecie
1. Danneggiamento di beni culturali (art. 518-duodecies):
o Colpisce chi distrugge o deturpa beni culturali, propri o altrui.
o Prosegue un processo di emancipazione dal generico reato di danneggiamento
(art. 635 c.p.).
2. Falso in scrittura privata (art. 518-octies):
o Reintrodotto solo in relazione a beni culturali, dopo la depenalizzazione del falso in
scrittura privata ordinario.
3. Contraffazione di opere d'arte (art. 518-quaterdecies):
o Mira a tutelare l’onestà nel mercato artistico e antiquario.
4. Circolazione illecita di beni culturali (art. 518-novies):
o Sanziona l’alienazione senza autorizzazione, mancata denuncia o violazione del
diritto di prelazione.
5. Importazione/esportazione illecita (art. 518-decies):
o Introduce reati specifici sollecitati da convenzioni internazionali.
4. Critiche dottrinali
• Overcriminalization: si moltiplicano le fattispecie penali, fenomeno criticato già da
Carrara come eccesso normativo.
• Strumenti repressivi sproporzionati: si affida troppo al diritto penale, senza un’adeguata
definizione legislativa, delegando interpretazioni alla magistratura.
5. Approfondimenti
• Tutela multilivello: Reati gravi sono confluiti nel codice penale, mentre reati meno gravi
rimangono nel Codice dei beni culturali (es. contravvenzioni per opere illecite, art. 169-175
del D.Lgs. 42/2004).
• Dimensione internazionale: La normativa risponde alla crescente sensibilità globale verso
la protezione del patrimonio culturale, riconosciuto come valore sovranazionale e
intergenerazionale.
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• Reclusione da 10 a 18 anni.
Omicidio colposo (art. 589 c.p.)
• Punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni.
• Esempio particolare: Omicidio stradale (art. 589-bis c.p.), introdotto dalla L. 41/2016, con
pene aggravate in caso di violazioni come guida in stato di ebbrezza.
Omicidio del consenziente (art. 579 c.p.)
• Reclusione da 6 a 15 anni, se il consenso è valido e rispettati specifici requisiti (es.
consenziente maggiorenne e capace di intendere e volere).
Approfondimento tematico sull’eutanasia:
• Sentenze come Welby, Englaro e DJ Fabo hanno aperto la strada a dibattiti sulla
disponibilità del bene vita. La Corte Costituzionale ha riscritto parte dell’art. 580 c.p. (aiuto
al suicidio), limitandone la punibilità in presenza di determinate condizioni (sentenza
242/2019).
3. Delitti contro l’incolumità individuale
Questi delitti tutelano l'integrità fisica, includendo:
1. Lesioni personali dolose (art. 582 c.p.):
o Lesioni gravi e gravissime sono circostanze aggravanti (art. 583 c.p.).
o L. 69/2019 ha introdotto il reato autonomo di deformazione permanente al
viso (art. 583-quinquies).
2. Lesioni personali colpose (art. 590 c.p.):
o Aggravate in caso di violazione di norme di sicurezza sul lavoro.
Collegamenti normativi:
• La L. 24/2017 (Gelli-Bianco) disciplina la responsabilità medica in caso di colpa,
escludendola quando il sanitario rispetta linee guida adeguate.
4. Delitti contro l'onore
Il diritto all'onore (art. 2 Cost.) comprende:
1. Diffamazione (art. 595 c.p.):
o Si verifica in assenza della persona offesa.
o La diffamazione a mezzo stampa è aggravata.
2. Ingiuria:
o Depenalizzata dal D.Lgs. 7/2016, ora punita civilmente.
Bilanciamento con la libertà di espressione:
• L’art. 21 Cost. garantisce il diritto di cronaca, soggetto a limiti come verità, continenza e
pertinenza.
5. Delitti contro la libertà individuale
Riguardano:
1. Libertà personale (art. 605 c.p., sequestro di persona):
o Comprende la libertà di movimento.
o Riforme recenti (D.Lgs. 150/2022) hanno introdotto la procedibilità a querela per
ipotesi semplici.
2. Libertà sessuale:
o Violenza sessuale (art. 609-bis c.p.): tutela negativa (protezione da interferenze) e
positiva (libertà di autodeterminazione).
o Atti sessuali con minorenni (art. 609-quater c.p.): la libertà sessuale è
riconosciuta solo sopra i 14 anni, con eccezioni.
6. Delitti contro la personalità individuale
La L. 269/1998 e successive modifiche tutelano i minori da:
1. Prostituzione minorile (art. 600-bis c.p.).
2. Pornografia minorile (art. 600-ter c.p.).
3. Adescamento di minori (art. 609-undecies c.p.).
Evoluzione normativa:
• L. 38/2006 ha inasprito le pene e introdotto il reato di pornografia virtuale.
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CAP. 13 – DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO
1. Struttura del Titolo XIII e Critiche alla Classificazione
Il Titolo XIII del Libro II del codice penale si occupa dei delitti contro il patrimonio, suddivisi in due
Capi principali:
1. Capo I (artt. 624-639): Delitti commessi mediante violenza alle cose o alle persone.
2. Capo II (artt. 640-648-ter): Delitti realizzati mediante frode.
Critiche dottrinali alla classificazione
• Rigidità della dicotomia violenza/frode: Sebbene il legislatore si basi sul principio
romano "aut vi aut fraude fit iniuria", molte fattispecie non rientrano perfettamente in
questi schemi (es. ricettazione, appropriazione indebita).
• Criteri classificatori alternativi:
o Atteggiamento della vittima:
§ Delitti di aggressione unilaterale: la vittima subisce passivamente l’azione
del reo (es. furto, rapina).
§ Delitti con cooperazione artificiosa della vittima: la vittima interagisce
con il reo, contribuendo all’evento lesivo (es. truffa, usura).
o Oggetto giuridico tutelato:
§ Patrimonio in senso stretto: protezione diretta di beni materiali.
§ Patrimonio in senso ampio: include diritti immateriali o pluri-offensività
(es. reati informatici, sequestro di persona a scopo di estorsione).
2. Il Concetto di Patrimonio come Bene Giuridico
Definizione e differenze con la proprietà
Il codice Rocco abbandona il riferimento esclusivo alla proprietà, caratteristico del codice
Zanardelli, introducendo una concezione più ampia:
• Il patrimonio comprende beni, diritti e rapporti di contenuto economico e non
strettamente materiale.
• Protezione non solo della proprietà reale, ma anche di:
o Diritti di obbligazione.
o Valori affettivi (es. beni di affezione personale).
Valore d'uso e valore di scambio
• Valore di scambio: misurabile in denaro, basato su criteri oggettivi.
• Valore d’uso: legato alla utilità specifica per il proprietario, comprensivo di valori non
economici (es. affezione o uso personale).
3. Le principali fattispecie di delitti contro il patrimonio
3.1. Furto (art. 624 c.p.)
• Condotta tipica: sottrazione di cosa mobile altrui con dolo di profitto.
• Aggravanti (art. 625 c.p.): es. violenza sulle cose, furto in abitazione o su beni di pubblica
utilità.
• Scippo (art. 624-bis c.p.): forma aggravata in cui la sottrazione avviene con violenza sulla
cosa o su una persona.
3.2. Rapina (art. 628 c.p.)
• Combina illecita sottrazione con violenza o minaccia.
• Natura plurioffensiva: tutela sia il patrimonio sia la libertà personale.
• Aggravanti: lesioni o morte della vittima (art. 628 comma 3).
3.3. Truffa (art. 640 c.p.)
• Condotta tipica: induzione in errore della vittima mediante artifizi o raggiri, con
conseguente danno patrimoniale.
• Truffa aggravata (art. 640 comma 2): se il fatto è commesso con mezzi fraudolenti ai
danni dello Stato o di enti pubblici.
• Truffa in atti illeciti: rilevante anche se la vittima opera con un fine penalmente illecito.
3.4. Appropriazione indebita (art. 646 c.p.)
• Presuppone che il reo abbia posseduto legittimamente il bene prima di appropriarsene
illecitamente.
3.5. Ricettazione (art. 648 c.p.)
• Condotta: acquisizione, occultamento o intermediazione di beni provenienti da un delitto.
• Non richiede la frode in senso stretto.
• Collegata a reati successivi come il riciclaggio (art. 648-bis c.p.) e l’autoriciclaggio (art.
648-ter.1 c.p.).
4. Aspetti fondamentali nei delitti patrimoniali
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4.1. Possesso e detenzione
• Appropriazione indebita vs furto:
o Nel furto il bene è sottratto senza possesso preesistente.
o Nell’appropriazione indebita, il possesso (anche non civilistico) è il presupposto.
• La dottrina sottolinea l’importanza di distinguere il possesso giuridico (riconosciuto dal
diritto civile) dalla disponibilità materiale autonoma in ambito penale.
4.2. Altruità e cosa
• Altruità della cosa: concetto che va oltre la proprietà in senso stretto, includendo
situazioni di detenzione o diritti reali.
• Cosa: oggetto fisico tangibile. Tuttavia, il legislatore equipara a "cosa" beni immateriali
come l’energia elettrica (art. 624 comma 2 c.p.).
5. Cause di non punibilità (art. 649 c.p.)
Non sono punibili i reati contro il patrimonio commessi contro:
• Coniuge non separato.
• Ascendenti o discendenti conviventi.
• Fratelli o sorelle conviventi.
Motivazione normativa
• Riconoscimento della supremazia dei legami familiari rispetto agli interessi patrimoniali.
• In caso di violenza alla persona, la causa di non punibilità non si applica.
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