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Illuminismo moderato
Ritratto d’autore
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Giuseppe Parini è la personalità di maggior rilievo della cultura T 15
lombarda del Settecento. Sostenitore di un riformismo equili-
brato e moderato, condivise le nuove istanze di progresso civile
e di eguaglianza dell’Illuminismo, ma respinse le posizioni atee,
materialistiche e utilitaristiche dei filosofi francesi. Persuaso del
valore educativo della letteratura, propose una poesia capace di
suscitare piacere e guidare verso la virtù e il bene pubblico.
Per la sua esperienza biografica e poetica fu decisiva l’attività
letteraria svolta nell’ambito dell’Accademia dei Trasformati, cui
venne ammesso dopo la pubblicazione della raccolta giovanile
Alcune poesie di Ripano Eupilino (1752), ancora legata al gusto
arcadico. Il confronto diretto con le proposte innovatrici dell’Il-
luminismo lo avvicinò a temi etici e sociali (Dialogo sopra la
nobiltà, 1757) e lo indusse a superare il classicismo accademico
(Discorso sopra la poesia, 1761).
La sua poesia raggiunse gli esiti più alti nelle prime due parti
del poema satirico Il giorno (Il mattino e Il mezzogiorno, uscite
rispettivamente nel 1763 e nel 1765). In esse sono messe in evi-
Giuseppe Parini denza, ora con sdegno ora con ironia, la decadenza e la corruzio-
ne dell’aristocrazia dell’epoca, dedita esclusivamente ai piaceri,
al lusso e agli svaghi. Il piano dell’opera prevedeva una terza
sezione, La sera, poi suddivisa in Il vespro e La notte, mai portata
Percorso Obiettivi
a termine. Della Notte restano circa settecento versi, in cui pre-
> La vita e le opere > Cogliere il rapporto tra la per-
sonalità di Giuseppe Parini e vale una visione della realtà più distaccata e malinconica.
> Ideologia e poetica
il contesto storico-ideologico- L’evoluzione della sua riflessione storica e poetica si riflet-
> Le Odi
culturale della seconda metà te nelle Odi (1757-1795). I primi testi, ispirati all’impegno civile,
> Verifica
del Settecento. denunciano, di volta in volta, il degrado dell’ambiente urbano
> Individuare nella biografia (La salubrità dell’aria, 1759), la falsità e la superstizione religiosa
dell’autore l’intreccio degli (L’impostura, 1761), gli ostacoli frapposti al progresso scientifico
elementi individuali con i (L’innesto del vaiuolo, 1765), la povertà come fonte di criminalità
fattori sociali dell’epoca. (Il bisogno, 1766), la barbara usanza di evirare i giovani cantan-
> Riconoscere le tappe evolutive
ti (La musica, 1769). Le odi scritte tra il 1777 e il 1785 affronta-
nella produzione di Giuseppe
no invece problemi come l’educazione (L’educazione, 1764) o il
Parini, dai rapporti con l’Illu-
minismo milanese alla svolta ruolo della poesia (La recita de’ versi, 1783-1784; La caduta, 1785).
neoclassica. Connotate da un’estrema raffinatezza stilistica, le composizioni
> Individuare le soluzioni della maturità ripiegano infine su motivi intimistici ed esisten-
stilistiche adottate dall’autore ziali (Il pericolo, 1787; Il dono, 1790; Il messaggio, 1793). L’ultima
nelle diverse fasi della sua ode, Alla Musa (1795), suggella l’adesione del poeta all’estetica
produzione. neoclassica.
>1754-1762 >1762-1768 >1768-1796
Precettore Precettore Incarichi pubblici
in casa in casa presso l’ammini-
Serbelloni Imbonati strazione austriaca
>1729 >1752 >1763 Il mattino >1785 >1795 1799<
Nasce Frequenta le scuole >1765 Il mezzogiorno La caduta Alla Musa Muore a Milano
a Bosisio dei barnabiti
>1761
>1752 Discorso sopra la poesia
Alcune poesie di
Ripano Eupilino
>1759
La salubrità dell’aria
>1754 >1757
È ordinato sacerdote Dialogo sopra la nobiltà
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B2 Arcimbolde, entrambi difensori del linguaggio della tradizione
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4 letteraria italiana.
La vita e le opere Ordinato sacerdote, nel 1754, Parini accettò di fare il precet-
tore dei figli del duca Gabrio Serbelloni. Fu introdotto così nel
cuore della nobiltà intellettuale, essendo la moglie del duca,
Maria Vittoria, intimamente legata a Pietro Verri ed entusiasta
sostenitrice delle idee illuministe. Idee che Parini ebbe modo
dunque di approfondire nel corso delle vivaci e colte discussioni
che si tenevano nel salotto dei Serbelloni. Presso il duca Parini
La formazione rimase per otto anni, fino al 1762. Se ne allontanò a causa di un
episodio spiacevole: la figlia del musicista Sammartini era stata
U ltimo di dieci figli, Giuseppe Parini nacque a Bosisio, picco-
lo paese della Brianza, il 23 maggio 1729. Suo padre, France-
sco Maria Parino (il poeta cambiò poi la desinenza del cognome
schiaffeggiata in pubblico dalla duchessa per un futile motivo
e il poeta l’aveva apertamente difesa. Il fatto provocò un’inter-
ruzione temporanea dei rapporti con Maria Vittoria, ripresi in
paterno) era un modesto commerciante di sete che sposò in se- seguito con la cordialità di un tempo e la stessa reciproca stima,
conde nozze Angiola Maria Carpani. L’educazione di Giuseppe fu tanto che il poeta dedicò alla dama un’ode rimasta incompiuta
inizialmente affidata ai parroci del paese fino a quando, all’età (Spesso de’ malinconici sapienti).
di dieci anni, venne ospitato a Milano da un’anziana prozia che La lunga permanenza in una famiglia così altolocata mise
alla sua morte, nel 1741, gli lasciò una piccola rendita vincolata il giovane sacerdote di umili origini a stretto contatto con una
però al fatto che il nipote studiasse per diventare sacerdote. realtà molto diversa dalla sua. La raffinatezza degli ambienti,
Ammesso alle scuole Arcimbolde dei barnabiti, le frequentò dei modi, delle conversazioni e la sontuosità dei riti mondani
fino al 1752 con risultati non particolarmente brillanti, a causa di esercitò su di lui una notevole attrazione, ma non al punto da
problemi di salute e della necessità di impegnarsi in lavori occa- non fargli intravedere anche le note stridenti.
sionali, ma anche per la noia che quegli studi pedanti e antiqua-
ti suscitavano in lui (> B2, Approfondimenti, p. 422). Lesse però
per conto suo i classici latini e italiani (Orazio,Virgilio, Petrarca) Le prime Odi e il Discorso sopra la poesia
e i petrarchisti cinquecenteschi, e furono queste letture a orien-
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tare il suo gusto, facendogli da subito apprezzare l’unione di n quegli anni il dibattito illuminista confermò la predispo-
bellezza delle forme e profondità dell’intenzione morale. sizione di Parini a una poesia utile, improntata a temi di in-
teresse collettivo. Così nacquero le odi La vita rustica (1758), La
salubrità dell’aria (1759) e L’impostura (1761); l’epistola in versi
La frequentazione dell’Accademia Sopra la guerra (1758); il Dialogo sopra la nobiltà (1757), una pri-
dei Trasformati e il moderato Illuminismo ma riflessione polemica sul mondo dei nobili che riecheggia il
messaggio egualitario di Rousseau del Discorso sull’origine e i
N el 1752 pubblicò la prima opera poetica, Alcune poesie di
Ripano Eupilino. Il titolo contiene l’anagramma del cogno-
me, Parino, aggiunto a un derivato dal nome latino (Eupili) del
fondamenti della disuguaglianza fra gli uomini.
Nel Discorso sopra la poesia (1761) Parini espose le sue idee
sulla natura e la funzione della poesia, in sintonia con le teo-
lago di Pusiano (presso Bosisio). L’insieme produce, alla maniera rie sensistiche di Locke e Condillac: la poesia è imitazione della
arcadica, un insolito e raffinato pseudonimo che sta per «colui natura e il suo scopo è di essere utile e dilettevole. Letto alle se-
che risiede sulle rive (Ripano) del lago Eupili (Eupilino)». La rac- dute dell’Accademia dei Trasformati, suonò come un’esplicita
colta comprende sonetti amorosi d’ispirazione petrarchesca e dichiarazione di poetica.
componimenti a imitazione dei poeti latini Orazio e Catullo, ma
anche rime salaci e dissacratrici, sul modello di Francesco Berni,
il massimo esponente della poesia burlesca del XVI secolo. L’ope- Il poemetto Il giorno
ra gli valse un discreto successo e gli aprì le porte dell’Accade-
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mia dei Trasformati. Fondata nel Cinquecento, ma rivitalizzata el poemetto Il giorno, rimasto incompiuto, che Parini trac-
nel 1743 dal conte Giuseppe Imbonati, era una delle istituzioni ciò un affresco ironico e beffardo della nobiltà. La descri-
più prestigiose della Milano dell’epoca. I letterati che ne face- zione della vita frivola e vuota del «giovin signore» aveva l’in-
vano parte conciliavano l’ammirazione per i classici e l’adesione tento di evidenziare il disimpegno etico-civile dell’aristocrazia
al gusto arcadico con l’amore per la letteratura in dialetto mila- e, nel contempo, di risvegliarla dal suo torpore attraverso l’arma
nese; inoltre si interessavano anche di politica, di economia, di di una stimolante ironia. Incominciato verso il 1760, il componi-
scienza, di diritto, di costume, di problemi sociali. Per Parini la mento vide le stampe solo nelle sue prime due parti, rispettiva-
frequentazione dei Trasformati significò entrare in contatto con mente Il mattino nel 1763 e Il mezzogiorno nel 1765. Dalla dedica
i protagonisti della vita intellettuale cittadina, tra i quali Verri, risulta che il poeta ne prevedeva una terza, La sera, che in realtà
Baretti, Beccaria. Vi conquistò subito un posto di rilievo impe- venne poi sdoppiata nel Vespro e nella Notte, parti a cui lavorò
gnandosi in due polemiche linguistiche sull’uso letterario del
dialetto; la prima contro il senese Alessandro Bandiera, la secon- LE PAROLE
da contro Onofrio Branda, uno dei suoi insegnanti alle scuole Barnabiti Accademia
Ordine religioso fondato a Milano Le Accademie erano associazioni di
intorno al 1530 da Sant’Antonio letterati, filosofi o scienziati che si
Maria Zaccaria. Venne così chiamato riunivano liberamente per scam-
dal nome della chiesa di San Barna- biarsi opinioni o dare lettura delle
420 | Illuminismo e Neoclassicismo | Ritratto d’autore | ba, sua sede principale. opere che stavano scrivendo.
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Gawen Hamilton, Conversazione moderna a mezzanotte, 1730-1731 ca. Yale, Center for British Art, Paul Mellon Collection.
fino agli ultimi anni, mentre metteva mano anche a una revisio- Gli ultimi anni
ne stilistica delle prime due (> B2, p. 459).
Gli incarichi pubblici e le ultime Odi
C on lo scoppio, nel 1789, della Rivoluzione francese si eviden-
ziò il moderatismo di Parini che, da una parte, fu attratto
dallo storico evento, nella speranza che realizzasse gli ideali
sociali dell’Illuminismo, dall’altra ne temette i possibili eccessi,
N el 1762 Parini aveva ottenuto un nuovo impiego presso il
conte Giuseppe Imbonati come precettore del figlio Car-
lo, il futuro compagno di Giulia Beccaria, madre di Alessandro
del resto confermati dai suoi sviluppi. Di conseguenza il poeta
rafforzò la propria convinzione che la nobiltà progressista fosse
l’unica possibile interprete di un riformismo equilibrato. Tutta-
Manzoni. Mantenne questo impiego fino al 1768 quando, grazie via, quando i francesi entrarono a Milano, nel 1796, accettò di
alla notorietà conquistata con la pubblicazione del Giorno, gli partecipare alla Municipalità repubblicana (organismo rappre-
furono affidati altri incarichi, più prestigiosi e di carattere pub- sentativo cittadino), divenendo membro di una commissione
blico, che avrebbero dovuto garantirgli la tranquillità economi- che sovrintendeva alla finanza, alle scuole, ai teatri e alla religio-
ca che il poeta continuò però sempre a inseguire. ne. Dopo qualche tempo fu esonerato dall’incarico dietro sua
Nel 1768 fu nominato poeta ufficiale del Teatro Regio; nel richiesta, motivata dalla ragionata opposizione a taluni prov-
1769 il ministro plenipotenziario Carlo di Firmian gli affidò la vedimenti, ma soprattutto da problemi di salute: il poeta era
redazione della “Gazzetta di Milano” e l’insegnamento di elo- ormai quasi cieco e l’aggravarsi dell’artrite alle gambe lo aveva
quenza alle Scuole Palatine, che nel 1773, con lo scioglimento reso claudicante, costringendolo all’uso del bastone. Negli ulti-
dell’ordine dei gesuiti, si trasformarono in Regio Ginnasio, inse- mi anni della sua vita si dedicò pertanto solo all’insegnamento,
diato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. interrompendo anche l’attività creativa. Morì a Milano nella sua
Allora lo Stato di Milano faceva parte dell’Impero austriaco casa di Brera, pochi mesi dopo il rientro degli austriaci, il 15 ago-
e il progressismo moderato del poeta era gradito agli ammini- sto 1799.
stratori asburgici, che lo coinvolsero nel progetto di riforma del
sistema scolastico e, nel 1791, lo nominarono sovrintendente alle
scuole pubbliche. La collaborazione proseguì anche durante il re-
gno di Giuseppe II, nonostante il poeta vedesse inizialmente nel-
la sua politica accentratrice una minaccia per i propri incarichi. a. Da quali autori è affascinato il giovane Parini e per
Il poeta continuò a scrivere e a pubblicare in modo episodico quale motivo?
moltissimi componimenti sparsi. Nel 1771 scrisse anche una se- b. Quale importanza rivestono nella formazione
renata teatrale, l’Ascanio in Alba, poi musicata da Mozart. Pro- culturale di Parini le esperienze presso l’Accademia dei
seguì la composizione delle Odi, tra le quali La caduta (1785) e Trasformati e presso il salotto del duca Serbelloni?
La tempesta (1786) rispecchiavano le difficoltà e le amarezze del c. Qual è il filo conduttore delle prime Odi di Parini?
periodo seguito alla morte del ministro Firmian, suo sostenito- d. In che modo viene raffigurata la nobiltà nel poemetto
PER LO STUDIO
re, e ad alcuni attacchi malevoli. La prima raccolta con ventidue Il giorno?
testi uscì nel 1791. Una seconda edizione arricchita di altri tre e. Quali importanti incarichi politici e amministrativi
testi fu pubblicata nel 1795. Nel frattempo proseguiva la stesura ricopre Parini presso lo Stato di Milano, sotto
del Vespro e della Notte. l’amministrazione austriaca e quella francese?
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